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Nate Fisher

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Everything posted by Nate Fisher

  1. Mommy choc: Dolan come De Sica e Truffaut Pagine e pagine di formidabile letteratura. Trattati di psicanalisi. E chilometri di pellicola. Non è facile definire tutte le sfumature del tormentato rapporto tra genitori e figli. O, meglio, tra madri e figli. Edipo e i suoi fratelli: ferite, lacerazioni, cattivi pensieri, strade sbagliate. I bambini ci guardano, come ai tempi di De Sica e Truffaut, e gli adolescenti ci giudicano, soffrono, si ribellano. Mamma e papà, gli adulti sono più vicini nel percorso di comunicazione, ma più lontani sul piano inclinato dei sentimenti e della condivisione dei valori. Temi complessi, ogni poco aggiornati e riproposti. Se, dunque, nell’impresa di fare il punto, e non da oggi, ci si mette un tipo sveglio come il venticinquenne Xavier Dolan, l’asso del futuro, allora vuol dire che non tutto è perduto e che il radar del cinema funziona ancora. Mommy è un placido choc, raccontato con una tecnica di ripresa che richiama il Dogma di Lars von Trier, le fiabe di Almodovar e una sana dose di malinconia positiva. Taglio stretto delle inquadrature per definire il perimetro claustrofobico della gabbia esistenziale in cui Diane sopravvive e molte sequenze al ralenti per dare un tempo sospeso al dolore, alla costrizione, al disagio. Il valore aggiunto è una lussuosa colonna sonora che comprende Ludovico Einaudi,White Flag di Dido, Wonderwall degli Oasis e Born to Die di Lana Del Rey. Vita di Diane, vedova affascinante incatenata alle lune storte del disturbato Steve, amatissimo figlioadolescente che soffre di deficit di attenzione e iperattività. Dolan è anche troppo furbo nel tentativo di raggiungere il cuore dello spettatore. Ma ha coraggio e quando dimentica di essere un fuoriclasse e riesce a scaldare il rigore clinico dell’analisi escono tratti di cinema speciale. Le interferenze emotive tra Diane e Steve tradotte in discussioni, silenzi, malumori ed esplosioni di rabbia, il senso del dramma incombente, depistaggi e false armonie. Tutto questo entra nella parte buona del film , come la sequenza in cui Diane immagina per il figlio un futuro “normale” sulle note di Experience di Einaudi e le prove dei tre protagonisti: Suzanne Clément (la vicina di casa), Antoine-Olivier Pilon (Steve) e Anne Dorval (Diane). Ma l’énfant prodige canadese è un vulcano e ha già varato il progetto che lo porterà nel 2015: si intitola The Death and Life of John F. Donovan e sarà interpretato da Jessica Chastain, Kathy Bates e Susan Sarandon. Ascesa e caduta di un attore (Kit Harington, il Jon Snow de Il trono di spade), supereroe nei blockbuster hollywoodiani, la cui vita viene travolta dallo scandalo quando una giornalista ne pubblica la corrispondenza con una ragazzina di 11 anni. Scritto da Dolan con Jacob Tierney, è una satira di Hollywood e, ancora una volta, una storia di madri. Segno che la lingua batte dove il dente duole. @@
  2. La fine d’anno si avvicina e, immancabili-inesorabili-e-discutibili, iniziano ad arrivare sempre più numerose le classifiche coi migliori film dell’anno. Oggi vi segnaliamo la TOP 10 dei Cahiers du Cinéma, la prestigiosa rivista francese che, fondata negli anni ’50 da André Bazin ha di fatto sancito la nascita della critica cinematografica stessa. Data la spiccata ascendenza autoriale del giornale anche le scelte dei redattori che hanno stilato la classifica per questo 2014 sono molto raffinate e improntate su pellicole dalla forte identità artistica. Il titolo in cima alla top 10 è il francese P’tit Quinquin di Bruno Dumont che in realtà non è un film vero e proprio ma una mini-serie tv di quattro episodi: un prodotto molto interessante che fotografa l’estate di un gruppo di ragazzini teppistelli in un paesino nei pressi della Manica le cui spensierate giornate vengono sconvolto da una serie di omicidi misteriosi, primo dei quali una donna fatta a pezzi e nascosta dentro il ventre di una mucca. Al secondo posto la sperimentale opera Addio al Linguaggiodell’ultra ottantenne maestro della Nouvelle Vague Jean-Luc Godard, poi il pittorico Under the Skin con Scarlett Johnson. Nella lista anche il controverso Nymphomaniac di Lars von Trier, l’intenso Mommy del giovane regista canadese Xavier Dolan e il gioiello d’animazione Si alza il vento di Hayao Miyazaki. Ecco la top 10 completa: 01. P’tit Quinquin di Bruno Dumont 02. Addio al Linguaggio di Jean-Luc Godard 03. Under the Skin di Jonathan Glazer 04. Maps to the Stars di David Cronenberg 05. Si alza il vento di Hayao Miyazaki 06. Nymphomaniac di Lars von Trier 07. Mommy di Xavier Dolan 08. I toni dell’amore – Love is Strange di Ira Sachs 09. Le Paradis di Alain Cavalier 10. Our Sunhi di Hong Sang-soo Maps to the Stars, Si alza il vento e Mommy
  3. Negli States uscirà il 23 Gennaio 2015, ecco perché non c'è ai Golden. Per gli Oscar però dovrebbe farcela perché il Canada l'ha candidato ufficialmente come film da mandare agli Oscar quindi credo che stia nei tempi, o almeno spero che almeno le tempistiche le conoscano
  4. C'è il film dei fratelli Dardenne che è carino. Poi c'è Winter Sleep che ha vinto la Palma d'oro. Altri sinceramente non me ne vengono in mente. Mommy al pari di Boyhood miglior film del 2014
  5. Oggi sono andato a vedere Mommy. Un vero capolavoro Peccato sia uscito in pochissime sale. Se penso che Dolan ha solo 25 anni mi vengono i brividi. Incredibile come a quell'età abbia già all'attivo 5 film e un tale virtuosismo registico. Ha già vinto il Premio della Giuria a Cannes, quasi sicuramente andrà agli Oscar come miglior film straniero. Spero e credo che riesca a vincere anche lì. Siamo davanti a un talento epocale, può diventare un grandissimo nome
  6. Quest'anno comunque la qualità agli Oscar dovrebbe essere molto alta, sempre che non se ne escano con qualche trovata fantasiosa, cosa di cui tra l'altro sono capaci
  7. Parecchie statuette gridano vendetta, non solo Shakespeare In Love
  8. Difficilmente vincerà, non è il tipo di film che può vincere agli Oscar, secondo me. Facesse incetta di nominations sarebbe già un grandissimo risultato considerando come ragionano lì e quanto hanno valutato in passato i lavori di Linklater
  9. Intanto Boyhood sta facendo incetta di premi Ne ha vinti 9 solo nell'ultima settimana e oggi ha ricevuto altre 11 nominations
  10. Come sappiamo a breve prenderanno il via le riprese del preannunciato The Hateful Eight, revenge western diretto da Quentin Tarantino e interpretato da una posse niente male. Tarantino ha chiamato a raccolta Jennifer Jason Leigh, Bruce Dern, Walton Goggins, Samuel L. Jackson, Michael Madsen, Demián Bichir, James Parks, James Remar, Tim Roth e Kurt Russell. In più è confermata la presenza di Channing Tatum. Mentre il film è in preproduzione a Chicago, Samuel L. Jackson ha svelato su Twitter una foto del backstage in cui vediamo Tarantino, circondato da gran parte dei suoi attori, che illustra loro le scene che andranno a girare. L'immagine è accompagnata dalla scritta "H8ful Eight con tutte le facce! Ci prepariamo per andare nella neve PRESTO!!". The Hateful Eight, ambientato in un Wyoming innevato pochi anni dopo la fine della Guerra Civile, si focalizza sulla tensione che si sprigiona in un gruppo di persone intrappolate nel nulla dopo che una tormenta di neve ha danneggiato la loro diligenza. Fanno parte del gruppo bloccato in un saloon un paio di cacciatori di taglie, un soldato della Confederazione rinnegato e una donna (la Leigh). "Ogni attore che salta a bordo di uno dei film di Quentin sa che sta per affrontare una cavalcata selvaggia" hanno commentato i fratelli Weinstein, che producono il film. "Non potremmo essere più entusiasti all'idea di lavorare con questo fantastico gruppo di performer che abbiamo assemblato per The Hateful Eight, alcuni vecchie conoscenze, altri nuovi collaboratori, e non vediamo l'ora di iniziare le riprese a Telluride." Le riprese di The Hateful Eight prenderanno il via l'8 dicembre e poi riprenderanno a gennaio dopo la pausa natalizia. Il film verrà girato, come preannunciato, in 70mm.
  11. Comunque anche per me il miglior film dell'anno per ora è Boyhood. Ma difficilmente film così d'autore e indipendenti vincono agli Oscar. Anche i precedenti lavori di Linklater sono sempre stati inspiegabilmente snobbati. Grand Budapest Hotel, Nightcrawler e Frank vengono subito dopo. In attesa di vedere Birdman, Foxcatcher e Gone Girl
  12. Tutto è possibile e verosimile. Il tempo e lo spazio non esistono. Su una base insignificante di realtà l'immaginazione fila e tesse nuovi disegni.

  13. Ultimate le riprese di The Youth, ultimo lavoro di Sorrentino. Alcune foto dal set: Oltre a Michael Caine, nel cast ci sono anche Rachel Weizs, Paul Dano e Harvey Keitel. Tanta roba
  14. Ma l'ha detto in forma di battuta. "Almeno per farlo entrare allo stadio, perdonatelo. Siamo in un paese cattolico che predica sempre il perdono. Possiamo perdonarlo, no?" Era questo il senso. Farsopoli e il 2006 non c'entrano niente col suo discorso.
  15. Ma poi il perdonare era riferito al fatto che venisse allo Stadium, non era in merito a farsopoli. Basta ascoltare la domanda. Ha fatto una battuta per dire che almeno per farlo entrare allo stadio questo mostro può anche essere perdonato, tanto siamo in un paese cattolico. Aggiungendo poi che lui allo stadio sarà sempre il benvenuto perché è un pezzo di storia bianconera. Cosa ci sia di difficile da capire io proprio non lo so
  16. Ma perché non li leggete gli articoli prima di sentenziare come delle zitelle isteriche? Grande Andrea
  17. In realtà a livello di trama non era fondamentale che fosse così scavato. Però con quest'aspetto dà ancora più credibilità al personaggio
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