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vivamoggi53

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  1. Il mio stupore è proprio questo: l'ambiguità è un carattere di facile lettura e non comprendo come si possa equivocare. La mia sommessa opinione è che vi sia in chi legge una buona dose di prevenzione e qualche riserva mentale di troppo. Basterebbe un po' di serenità in più. D'altro canto, Damascelli non è sicuramente un nostro paladino a spada tratta ma non è neanche tra quelli che spalano letame a prescindere. Ribadisco, è una mia opinione.
  2. Perdonami, ma anch'io ho fatto "qualcosina in più" dopo il liceo e il termine prefiche l'avrò usato si e no tre volte nella mia vita, ma sapevo di cosa parlavo e devo dire che proprio alla formazione scolastica devo la mia abitudine di andare a cercare su dizionari, wikipedie ecc. qualsiasi termine del quale non conosco il significato e lo faccio col piacere di chi ha ancora voglia di imparare, anche se legge un articolo di Tuttosport.
  3. Non credo che l'uso del termine incriminato possa inficiare in qualche modo la comprensibilità dell'articolo. E comunque mi pare un'astrusa elucubrazione pensare che addirittura abbia usato un'ironia che sfiora il sarcasmo per indurre i lettori a pensare che non stesse scherzando, anzi... Io non sono un fan di Damascelli ma in questo caso non credo meriti tanti improperi. IMHO.
  4. In effetti mi è parso abbastanza chiaro e mi stupisco di tutte queste invettive contro Damascelli che stavolta mi ha sorpreso in senso positivo. A parte la considerazione sul famigerato tweet (un'opinione la sua, condivisibile o meno, ma un'opinione), mi pare che l'articolo sia se non una difesa di Ronaldo e della Juve, quantomeno una critica a chi sta cavalcando l'onda mediatica delle accuse a Ronaldo. Damascelli prende una posizione neutrale e terza rispetto ai colpevolisti e agli innocentisti a prescindere, che mi pare quella più saggia e naturale per chi non ha (come la più parte delle persone) elementi sufficienti ad emettere un qualsiasi giudizio.
  5. Io preferirei vincere champions a ripetizione e vedere i cartonati in b, altro che scudetto... calci nel sedere e bastonate sulle gengive...
  6. Comprendo la necessità politica di distendere i rapporti ma io non ce la faccio a non considerarli stacci maleodoranti. Appena letto il pensiero (!?!) di quel cretino di bonolis mi è venuto il voltastomaco. Ancora si lamentano, dopo che hanno compiuto il delitto perfetto, defraudandoci della roba nostra, appropriandosi piratescamente di ciò che non avrebbero mai conquistato sul campo. Dovrei pacificarmi con questi rifiuti? Non ho abbastanza pelo sullo stomaco...
  7. Permettimi di dissentire: la forza fisica di questa squadra è almeno pari alla sua forza tecnica e quella di Lippi, muscolare e grintosa, quanto a tecnica non scherzava neanche essa.
  8. Concordo: in campionato mi basta un solo punto più della seconda. In CL bisogna arrivare fino in fondo e possibilmente vincerla.
  9. Tutti questi elogi sperticati mi sanno tanto di jettatura malefica. Scusate ma io tocco ferro (per la serie non è vero ma ci credo). L'Udinese non è un banco di prova probante e perdonerete la mia pedanteria se dico che segnamo troppo poco in relazione a quanto costruiamo e che qualche cappellata in difesa continuiamo a farla. Non c'è dubbio che la squadra abbia acquisito consapevolezza di sé stessa e giochi in scioltezza, concedendo finalmente sprazzi di pura accademia. Però è proprio questo il pericolo: che l'accademia divenga fine a sé stessa, che si perda concretezza e che, soprattutto, si dimentichi l'umiltà e il rispetto per l'avversario, elementi che costituiscono il fondamento della mentalità vincente. Perciò continuo a suggerire: testa bassa e pedalare, perché verranno le partite difficili, complicate, di quelle bastarde e maledette che ti strappano le bestemmie anche se non vorresti. Pensare che si possano vincere tutte le partite è folle e poco costruttivo. Se si affrontano le partite una per volta, con la mentalità di sempre e con la forza di adesso ci sono pochissime probabilità che l'ottavo ci sfugga. Ma teniamo di conto che in champion's league si dovrà andare fino in fondo e lì ci vorrà altro. Tuttavia credo che quella che abbiamo imboccato sia la strada giusta e, sempre toccando ferro, sono fiducioso.
  10. E Banti, con la gestione dei cartellini? In realtà volevo aggiungere che grande responsabilità ricade anche sulle spalle di Orsato...
  11. vivamoggi53

    Cosa pensavate? Di seminare odio e raccogliere amore?

    Il napoli e la maggior parte dei suoi tifosi cavalcano solo l'onda dell'antijuventinismo (brutto come termune e come concetto) imperante e dilagante, da che di questo sono diventati il vessillo di comodo, non essendocene altri da poter utilizzare con uguale impatto mediatico. Ecco, però, che non appena le milanesi fanno un paio di acquisti di una certa risonanza, il vessillo azzurro comincia a sbiadire e ad essere utilizzato a convenienza, un giorno si e due no, perché ci sono gli altri da sventolare e allora il napoli e i napolisti rimangono soli a crogiolarsi nei loro deliranti sfoghi contro i "poteri forti" immaginati e costruiti in quello che ormai è divenuto un universo parallelo, una sorta di realtà virtuale. Gli altri, quelli che li avevano assecondati e persino fomentati, che avevano espresso ammirazione e solidarietà nei loro confronti, adesso hanno altri santi e santini da incensare e portare avanti, altri immaginifici idoli da costruire sempre nel nome della lotta senza quartiere contro il "maligno", incarnato dalla Juventus. Questo è il cosiddetto diffuso sentimento popolare, alimentato da stampa e TV. Poveri napolisti che credevano in una effettiva affezione del pubblico al napoli in quanto napoli e non in quanto idoletto di turno dell'antijuventinismo. Questo rimane il calcio in Italia: la Juve e gli antijuventini. Io posso avere rispetto e rivalità agonistica per il Milan, odio e disprezzo per gli stracci nerazzurri (sentimenti secondari alla vicenda di farsopoli), rivalità campanilistica per il Torino, per tutti gli altri, compreso il napoli, sinceramente non nutro sentimenti forti, come non li si nutre per le mosche e le zanzare che ogni tanto ti pungono e ti ronzano nelle orecchie, senza però fare grandi danni, solo fastidi momentanei, alleviati spesso dalla soddisfazione di schiacciare i petulanti insetti con una manata.
  12. Da come la dice lui sembra un rinnovamento dei quadri dirigenziali, quasi un ricambio generazionale. L'obiettivo sembra molto chiaro e definito: competere con le grandi d'Europa anche dal punto di vista economico e finanziario e possibilmente sopravanzarle. Mah, io continuo a non vederci chiaro, soprattutto per i tempi e i modi in cui è stato dato l'annuncio. Cosa sia successo non lo so e, probabilmente, non lo saprò mai. Però qualcosa è successo... Tuttavia, il bene della Juventus è superiore a tutto e tutti, per cui me ne farò una ragione. A Beppone grazie di cuore per le gioie che, insieme con gli altri, ci ha dato in questi sette indimenticabili anni e l'augurio di un futuro pieno di successi, purché questi non vengano a scapito della Juve.
  13. Tranquillo: ci propineranno una verità di facciata plausibile e diplomatica che salvi la faccia a tutti ed evidenzi che la separazione era inevitabile. Cosa sia realmente accaduto non lo sapremo mai e continueranno a circolare voci di corridoio più o meno attendibili più o meno fantasiose. A Beppone mi ero affezionato e mi dispiace vada via. Sono sicuro, peraltro, che verrà degnamente ed adeguatamente rimpiazzato. Andrea Agnelli ha parlato del progetto di arrivare ad essere il numero 1 al mondo. Grosse cose bollono in pentola e ho l'impressione che le sorprese, anche traumatiche, non finiscano qui.
  14. vivamoggi53

    Juventus - Napoli 3-1, commenti post partita

    Guarda, ho sperato che facessero altri goal per vederli schiattare. Era tutto un "il napoli ci deve provare…" "devono essere meno timidi ad attaccare…" "Ce la possono fare…" "che errore Mario Rui… C'era ancora una vita da giocare…". Le immagini dicevano tutt'altro; l'andamento della partita era chiaro, ripeto: mai paura di perderla o anche solo pareggiarla. Il campo ha detto oggi quanto siamo superiori, poche chiacchiere. Il nostro solo avversario possiamo essere solo noi stessi.
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