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Vincenzo1989

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  1. Ti ringrazio per la solidarietà. L'apprezzo davvero Per il resto credo si parta da posizioni ideologiche diverse, per cui rischia di diventare uno di quegli scontri infiniti. Solo una battuta, il proprietario di Juventus e Fiat è lo stesso, è un attimo che si lascia prendere la mano e chiede anche agli operai metalmeccanici di fare lo stesso sacrificio. Del resto secondo Forbes ha un patrimonio di soli 16 miliardi di €, come potrebbe fare altrimenti Favorevole anche io per la nascita della superlega, anche per una questione di spettacolo. La posizione di AIC fa parte di una dialettica. Si raggiungerà una sintesi diversa dalla loro posizione iniziale probabilmente
  2. Visto la ricchezza della risposta, pensavo fosse giusto rispondere. Il mio post nasce proprio dal fatto che sto vivendo sulla mia pelle gli effetti della crisi economica. Lasciando da parte per un secondo la spiegazione sugli effetti sistemici della crisi. Ho dei dubbi che l'indotto del calcio avrà ripercussioni così forti (perchè a fallire non sarà di certo la Juve o l'Inter, ma realtà più piccole) Mi chiedi di chiarire il riferimento alla patrimoniale. L'argomentazione di alcuni è che essendo i calciatori ricchi dovrebbero contribuire. Diverso sarebbe chiedere a un poveraccio la stessa cosa. Da qui il riferimento al fatto che i diritti dei lavoratori dovrebbero cambiare in funzione del patrimonio che il lavoratore possiede. Nella sostanza quello che si chiede ai calciatori è di ridursi un'entrata, cosa che ovviamente ha implicazioni sul patrimonio. Non si è parlato di IMPOSTA patrimoniale per come i giornali e i politici ce l'hanno raccontata. Mi parli di solidarismo, benissimo. Principio di cui le imprese si ricordano soltanto nei momenti di crisi e soltanto per alcuni fattori produttivi. Non mi pare si stia chiedendo lo stesso sforzo alle banche. Eppure, in conto economico, gli impatti di una riduzione degli oneri finanziari sarebbero analoghi al taglio degli stipendi. Non potendo partire dall'assunto che gli imprenditori siano stinchi di santo. Critico il fatto che le risorse ottenute dal taglio degli stipendi siano gestite dagli imprenditori. Chi mi assicura che non ci sia un taglio superiore alle necessità per interessi personali dell'imprenditore? Erano punti che avevo riassunto in un post successivo a quello quotato. 1. L'unica possibile: Riduci dello stesso ammontare qualsiasi altra voce del conto economico e gli effetti sul profitto dell'impresa sono gli stessi (per esempio, taglia gli oneri finanziari). 2. Efficiente: lascia arbitrarietà a un' imprenditore che potrebbe trattenere, per fini privati, una quota di stipendio maggiore rispetto a quella che sarebbe necessaria per la sopravvivenza della sua impresa. 3. Equa: Il rischio d'impresa non è equamente distribuito fra gli stakeholder. Le perdite a fronte di una crisi sono suddivise fra imprenditore e lavoratori, i guadagni a fronte di un boom di mercato se li prendi l'imprenditore. E' ovvio ci debba essere una concertazione che non basarsi sull'assunto " o accetti la riduzione dello stipendio o perdi il lavoro". Perchè questo è un ricatto, non è una concertazione. E non è necessariamente vero che questa sia l'unica strada.
  3. scusa eh...perchè non chiedi alla banca di toglierti il mutuo o allo stato di non prelevarti le tasse? No tagliamo i salari che tanto i poveracci non si possono lamentare Non ho mai detto che fare l'imprenditore è facile. Infatti lui ha questa e io una panda del 2006 con 180.000km e mica mi lamentavo. Ha ricevuto profumatamente per fare l'imprenditore.
  4. Chiarisco, spero, il concetto nei post successivi. Non ne voglio più parlare, perchè non voglio accendere i toni e neanche ripetere sempre le stesse cose. Cosa che ho già fatto abbastanza
  5. Sono stato uno dei primi a perdere il lavoro per questo virus. E sai cosa? Io sono a casa e non so come pagare l'affitto non appena mi finisco i soldi sul conto. Ti assicuro che lui se la passa meglio di me E dovrei stare qui a sentire * che è giusto che a pagare siano i lavoratori. Ma vadano tutti a * Questo sarebbe molto bello
  6. Eh infatti... Sto provando a dire questo fin dall'inizio. E mi dovrebbe andar bene che siano i lavoratori a pagare la crisi? Lasciamo perdere per un attimo che sono ricchi (come se Agnelli non lo fosse rispetto a Ronaldo, o Preziosi rispetto a un giocatore del Genoa)
  7. La gente muore, purtroppo. Io ho diversi amici che hanno perso persone care. Per fortuna nella mia famiglia stiamo ancora tutti bene. Ma che c'entra? Mica è la prima crisi che viene affrontata così
  8. Possibile. Anzi probabile. Per questo non mi piace che a farlo sia un'impresa che come obiettivo ha fare profitto. Rischiamo di pagare la crisi ai ricchi senza vederne un beneficio
  9. Lo ripeto per l'ennesima volta: Nessuno sta dicendo che lo stato debba far fallire le imprese. Qui si sta dicendo che la soluzione per evitare che le imprese falliscano (riduzione degli stipendi dei lavoratori) non è: 1. L'unica possibile: Riduci dello stesso ammontare qualsiasi altra voce del conto economico e gli effetti sul profitto dell'impresa sono gli stessi (per esempio, taglia gli oneri finanziari). 2. Efficiente: lascia arbitrarietà a un' imprenditore che potrebbe trattenere, per fini privati, una quota di stipendio maggiore rispetto a quella che sarebbe necessaria per la sopravvivenza della sua impresa. 3. Equa: Il rischio d'impresa non è equamente distribuito fra gli stakeholder. Le perdite a fronte di una crisi sono suddivise fra imprenditore e lavoratori, i guadagni a fronte di un boom di mercato se li prendi l'imprenditore. Vedi sopra il punto 1. Non possiamo neanche lamentarci? Come siamo arrivati a questo?
  10. Bene, se i motivi sono questi. Che il prelievo ai patrimoni dei lavoratori lo faccia lo stato per assicurare che le risorse siano usate per mitigare quei problemi che dici in maniera EFFICIENTE. Sempre meglio rispetto al caso che a farlo siano Cellino, Preziosi o il Viperetta ...
  11. Io sono d'accordo di salvare lo stato (= i suoi cittadini). Ma l'azienda, perchè?
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