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intanto la russia diventa primo fornitore di petrolio per il mercato cinese. +55%. scalzata l'arabia saudita. petrolio scontato del 30%. questo è quanto.

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17 ore fa, lou 65 ha scritto:

intanto la russia diventa primo fornitore di petrolio per il mercato cinese. +55%. scalzata l'arabia saudita. petrolio scontato del 30%. questo è quanto.

E rublo sempre più forte rispetto a euro e dollaro, non era questi livelli dal 2015. Immediatamente post annessione Crimea. 

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Ue a Mosca, "Usare diplomazia per crisi Kaliningrad"

L 'ambasciatore dell'Ue presso la Federazione russa ha esortato Mosca, in incontro al ministero degli Esteri russo, a risolvere diplomaticamente il problema del transito delle merci a Kaliningrad

Patrushev: "Risponderemo su Kaliningrad"

Mosca risponderà presto alla decisione di Vilnius di dichiarare il blocco dei trasporti nella regione di Kaliningrad e il popolo lituano subirà seriamente le conseguenze di queste misure: lo ha detto il segretario del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa Nikolai Patrushev in un incontro a Kaliningrad sui temi della sicurezza nazionale

 

Kaliningrad, Zakharova: "Ci saranno conseguenze contro la Lituania"

"Dovrebbero essere consapevoli delle conseguenze e purtroppo seguiranno conseguenze". Si è espressa così, in riferimento alla Lituania sulla 'crisi' di Kaliningrad, la portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zakharova, in dichiarazioni al canale tv Solovyov Live rilanciate dall'agenzia russa Tass

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33 minuti fa, SuperTalismano ha scritto:

Ue a Mosca, "Usare diplomazia per crisi Kaliningrad"

L 'ambasciatore dell'Ue presso la Federazione russa ha esortato Mosca, in incontro al ministero degli Esteri russo, a risolvere diplomaticamente il problema del transito delle merci a Kaliningrad

Patrushev: "Risponderemo su Kaliningrad"

Mosca risponderà presto alla decisione di Vilnius di dichiarare il blocco dei trasporti nella regione di Kaliningrad e il popolo lituano subirà seriamente le conseguenze di queste misure: lo ha detto il segretario del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa Nikolai Patrushev in un incontro a Kaliningrad sui temi della sicurezza nazionale

 

Kaliningrad, Zakharova: "Ci saranno conseguenze contro la Lituania"

"Dovrebbero essere consapevoli delle conseguenze e purtroppo seguiranno conseguenze". Si è espressa così, in riferimento alla Lituania sulla 'crisi' di Kaliningrad, la portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zakharova, in dichiarazioni al canale tv Solovyov Live rilanciate dall'agenzia russa Tass

Mi chiedo, c'era proprio bisogno di questa decisione lituana (prevedibilmente presa come una provocazione da parte dei russi) ? Mi pare che non ci sia alcuna volontà di arrivare a una soluzione diplomatica; il che ci porterà alla catastrofe.

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Articolo molto interessante 

Quoto

Interessante articolo di Orio Giorgio Stirpe che aiuta a capire cosa sta succedendo tra Russia e Lituania: 

Parliamo di Kaliningrad, visto che Severodonetsk è sempre il mattatoio dove i russi continuano ormai da oltre un mese a vincere finalmente la loro battaglia del Donbass...
Parliamo di Kaliningrad, che non è in Ucraina ma che con la sua semplice esistenza all’estremo opposto dell’istmo Ponto-Baltico (il “collo” più stretto dell’Europa fra il Baltico e il Mar Nero, che costituiva il confine politico dell’URSS e rappresenta l’obiettivo strategico della Russia di Putin) esemplifica il modo di pensare dell’orso Vladimiro.

Kalinigrad è l’antica Koenigsberg: la capitale della Prussia, a partire dalla quale si è sviluppata la Germania Guglielmina; è la patria di Kant, centro d’irradiazione di gran parte della cultura tedesca da cui trae origine la società della moderna Germania.
Al termine della Seconda Guerra mondiale è stata travolta dall’Armata Rossa lanciata verso Berlino, e quando sono stati ridisegnati per l’ultima volta i confini europei è stata assegnata insieme alla regione circostante all’Unione Sovietica, con il cui territorio confinava già attraverso la Lituania occupata.
Priva di collegamento culturale con la Lituania stessa e troppo piccola per essere eretta a Repubblica Sovietica, passò direttamente alla Russia di cui divenne un oblast, e quando l’URSS si dissolse seguì le sorti politiche della Repubblica di cui faceva parte. La popolazione tedesca era stata espulsa già dal 1945, e ormai i suoi abitanti erano quasi esclusivamente russi, quindi nessuno ebbe da obiettare. Perché l’Europa, preso finalmente atto delle lezioni impartite dalla propria storia, ha smesso di contendersi palmo a palmo ogni metro di terra e preferisce discutere di federalismo, multi-linguismo e di diritti delle minoranze.

Se invece l’Europa ragionasse ancora con le stesse logiche obsolete di Vladimir Putin, la Germania avrebbe tutto il diritto di rivendicare un territorio che rappresenta la culla della sua cultura nazionale. In fondo si tratta di un pezzetto di territorio russo strappatole al termine di una guerra ancora relativamente recente, e che per di più rappresenta una “exclave”, un territorio senza continuità territoriale con il resto della Russia. Qualcuno potrebbe tranquillamente definirla una “colonia” incuneata con la forza nel territorio europeo.
Dal punto di vista polacco, poi, rappresenta una minaccia militare diretta, visto che avvolge la Polonia dal nord con il suo territorio, fino a breve distanza da Varsavia. Peggio ancora per i lituani, che si vedono praticamente costretti a consentire il passaggio attraverso la loro stessa capitale dei treni che collegano l’exclave alla Russia attraverso la Bielorussia, e che rappresentano l’unico cordone ombelicale terrestre della città. 
Tanto per rendere la similitudine con le rivendicazioni russe sull’Ucraina ancora più completa, Putin ha riempito quel piccolo territorio di armi: non solo Brigate di fanteria e artiglierie di ogni tipo, ma anche missili... Missili di tutti i tipi: superficie-superficie, antinave e contraerei, che messi a sistema costituiscono quello che in gergo tecnico militare si chiama “Sistema A2AD (Anti-Air & Area Denial)”. Parliamo di armi che includono testate nucleari in grado di colpire Berlino senza preavviso: armi che sono lì ormai da diversi anni, non armi che “potrebbero” essere schierate in un nebuloso futuro, come i famosi “missili NATO” in Ucraina, che mai ci sono stati e che nessuno ha neppure pianificato di schierare.

Secondo la logica di Vladimir Putin, l’Europa in generale e più in particolare Nazioni quali la Lituania, la Polonia e soprattutto la Germania, avrebbero avuto ogni ragione di reclamare la restituzione di un territorio storicamente non russo, incuneato con la forza in una regione che storicamente nulla ha a che vedere con la Russia, con fortissimi legami storici e culturali con l’Europa e che per l’Europa stessa rappresenta una minaccia esistenziale a causa delle armi e soprattutto dei missili di cui è stata riempita da parte di un regime chiaramente ostile e aggressivo.

 

Invece niente.

Nessuno ha messo in dubbio la sovranità russa su Kalinigrad, in base al principio che i confini sono inviolabili. Addirittura, nessuno ha messo in dubbio il diritto dei russi di schierare sul proprio territorio le armi che ritengono più opportuno: si è solo cercato di discutere sulla loro opportunità, nell’ambito di un discorso complessivo che abbracci tutto il continente, e si è giunti alla conclusione che i russi non fossero interessati a tale tipo di accordo. 

Pur nella consapevolezza della minaccia militare rappresentata dall’exclave, nessuno ha messo in dubbio la ragionevolezza del libero passaggio di treni russi con merci russe non controllate attraverso il territorio europeo e la stessa capitale della Lituania.

Già: perché anche se schierare missili con testata nucleare (Gli SS-26 “Stone”, noti in Russia come “Iskander”) non è esattamente un atto amichevole, si è ritenuto che impedire il passaggio dei treni sarebbe stato un comportamento ostile. In fondo, l’exclave non produce abbastanza cibo per i suoi abitanti e per le truppe che ospita, e senza la cooperazione europea i russi che ci abitano morirebbero letteralmente di fame.

Esattamente come per la ancor meno nota exclave (non riconosciuta però) della Transnistria, ritagliata nel territorio della Moldova: è isolata fra l’Ucraina e la Moldova stessa, e qualsiasi movimento o commercio di chi vi risiede dipende dalla buona volontà della Romania (e della stessa Moldova) di consentirne il passaggio. Perfino i soldati russi che si recano in licenza lo fanno grazia alla disponibilità della NATO che li lascia passare.

 

Insomma: la Russia fa tranquillamente dal 1945 a Kaliningrad (dal 1992 per quanto riguarda la Transnistria) esattamente ciò di cui accusa di fare l’Ucraina e lo stesso Occidente dal 2014; non limita i diritti linguistici dei tedeschi di Koenigsberg solo perché li ha direttamente espulsi settantacinque anni fa, però occupa territori e schiera missili nucleari contro l’Europa. E l’Europa gli consente generosamente di farlo, sostenendo i loro rifornimenti.

 

Ora però, dopo l’aggressione russa all’Ucraina, l’Europa ha imposto le note sanzioni. Nell’ambito dell’applicazione dell’ultimo “pacchetto” di queste, il transito delle merci attraverso le ferrovie lituane è stato limitato: il materiale sottoposto a sanzioni non può più transitarvi. Non ci sono limitazioni per il cibo: la popolazione non morirà di fame... Però qualsiasi materiale volto all’espansione o al mantenimento delle infrastrutture o ovviamente dell’apparato militare risulta bloccato.

E l’orso Vladimiro si ritiene oltraggiato.

 

Naturalmente è ancora perfettamente possibile per la Russia rifornire Kaliningrad via mare da San Pietroburgo attraverso il Baltico; sì, ma il Baltico è controllato dalla NATO, più che mai dopo l’adesione di Svezia e Finlandia all’Alleanza... Per non parlare di cosa vediamo gli ucraini stanno facendo alle navi russe nel Mar Nero, senza neppure disporre di una marina.

 

Le minacce di Putin alla Lituania per questo provvedimento fanno ridere: con l’esercito completamente infognato in Ucraina le opzioni militari per aprire il corridoio con la forza sono scarsissime, e quelle di mantenerlo sono assolutamente nulle. 

La situazione strategica di Kalinigrad non è seria: è disperata. In caso di conflitto, l’exclave non durerebbe che pochi giorni: i polacchi non chiedono che il via libera per occuparla.

Però Kaliningrad è utilissima alla NATO: perché la Russia vi mantiene con il sistema A2AD circa il 20% dei suoi assetti strategici più moderni e sofisticati, perfettamente a tiro dell’artiglieria della NATO (i famosi MLRS, però usati dall’esercito americano). 

Finché questi sistemi si trovano praticamente in ostaggio delle Forze Armate occidentali, abbiamo la certezza che l’orso Vladimiro non farà stupidaggini: perché se lo facesse, perderebbe in poche ore i suoi giocattoli preferiti.

 

Orio Giorgio Stirpe

Non condivido le conclusioni, ma come si possono trarre spunti interessanti. 

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Il 27/5/2022 Alle 16:50, Gnn ha scritto:

 Finora Biden aveva evitato di inviare questi sistemi per timore che l'Ucraina potesse utilizzarli per attaccare all'interno del territorio russo con la conseguenza di una reazione da parte di Mosca, riferiscono le fonti.

 

ANSA

 

Mentre ora questo timore svanisce improvvisamente ? Anzi, forse c'è proprio la volontà di farlo

Come se poi Putin non inizierà a fare altrettanto, e non più solo contro l'Ucraina

Un punto di non ritorno per tutti è pericolosamente sempre più vicino

A chi giova uno scontro tra due superpotenze?

Secondo me solo agli USA.

Il teatro della guerra sembra che sarà solo e prevalentemente in Europa dove potrebbe avvenire una guerra fino all'ultimo europeo (anche se Biden e Putin potrebbero litigare tra di loro visto che confinano vicini divisi per 83km solo dallo stretto di Bering...dovrò informarmi sul perché non facciano la guerra tra di loro usando quello stretto, qualcuno lo sa? Forse perché i confini sono tra Alaska e Siberia che forse sono prevalentemente desertiche?).

Cmq la storia ci racconta che l'impero napoleonico e quello nazista iniziarono il loro declino dopo averle prese, e di brutto, dalla Russia.

Dunque io un pelino conterei fino a mille prima di attuare mosse provocatorie nei loro confronti...

 

 

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7 ore fa, Gidan73 ha scritto:

A chi giova uno scontro tra due superpotenze?

Secondo me solo agli USA.

Il teatro della guerra sembra che sarà solo e prevalentemente in Europa dove potrebbe avvenire una guerra fino all'ultimo europeo (anche se Biden e Putin potrebbero litigare tra di loro visto che confinano vicini divisi per 83km solo dallo stretto di Bering...dovrò informarmi sul perché non facciano la guerra tra di loro usando quello stretto, qualcuno lo sa? Forse perché i confini sono tra Alaska e Siberia che forse sono prevalentemente desertiche?).

Cmq la storia ci racconta che l'impero napoleonico e quello nazista iniziarono il loro declino dopo averle prese, e di brutto, dalla Russia.

Dunque io un pelino conterei fino a mille prima di attuare mosse provocatorie nei loro confronti...

 

 

Uno scontro tra superpotenze non giova a nessuno (e infatti non è mai avvenuto direttamente, ma solo tramite guerre per procura durante la seconda metà del 900)

Ma il problema sta proprio qui

 

Lo scontro oggi sarebbe tra una superpotenza (USA) e una potenza regionale (Russia)

Per questo oggi il mondo è più pericoloso che durante la guerra fredda

 

Durante la guerra fredda, USA e URSS erano in equilibrio di potenza su tutti i fronti, e una guerra tra i due soggetti avrebbe significato distruzione mutua assicurata (io attacco e ti nuclearizzo New York, io rispondo e ti nuclearizzo San Pietroburgo, ci lanciamo migliaia di missili nucleari portando l'umanità all'estinzione in un paio d'ore, ergo, a nessuno dei due conveniva il primo "strike" nucleare)

 

Oggi invece, che la Russia è così debole dal punto di vista della guerra convenzionale, qualche mente eccelsa a Washington vedendo quanto scrauso sia l'esercito russo, potrebbe seriamente farsi passare per la testa di fare una guerra totale a Putin, e per inverso, qualche mente eccelsa a Mosca, vedendo quanto sia peggiorato il loro apparato militare convenzionale, potrebbe seriamente farsi passare per la testa che l'unico modo per evitare la dissoluzione della Russia a seguito di un eventuale sconfitta in Ucraina, sia un primo "colpo" nucleare in Ucraina (sul bunker di Zelensky, sui centri di comando, su qualche luogo simbolico ucraino) in modo da dare un warning bello pesante all'occidente

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Ucraina, Putin:"Armeremo la Bielorussia con i missili Iskander" 

Il presidente russo Vladimir Putin, che oggi ha incontrato con il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko a San Pietroburgo, ha annunciato la decisione di armare la Bielorussia con missili balistici di tipo Iskander-M. Si tratta di missili a corto raggio, tra i più moderni nell’arsenale di Mosca, capaci anche di trasportare testate atomiche.

A sua volta Lukashenko ha chiesto al capo del Cremlino aiuto per adattare i suoi caccia a portare le testate nucleari

 

Russia, Lukaschenko: "Il blocco a Kaliningrad è come una dichiarazione di guerra"

Il leader della Bielorussia, Alexander Lukashenko, ha affermato che "il blocco del transito tra l'enclave russa di Kaliningrad e la Lituania da parte di Vilnius equivale a una dichiarazione di guerra de facto". Lo riporta Ria Novosti. Lukashenko ha parlato durante il colloquio con il presidente russo Vladimir Putin a San Pietroburgo

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Lukashenko accusa Kiev, sparati missili su Bielorussia

Il presidente bielorusso Alexander Lukashenko ha accusato Kiev di aver tentato di attaccare la Bielorussia sparando dei missili. "Siamo stati provocati, tre giorni fa, forse qualcosa di più, c'è stato un tentativo dell'Ucraina di colpire installazioni militari in Bielorussia", ha affermato il leader di Minsk, secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa locale BelTA. "Ma - ha aggiunto Lukashenko - grazie a Dio il sistema di difesa aerea ha intercettato tutti i missili che sono stati lanciati dalle forze ucraine"

 

Alexander Lukashenko: “Combatteremo in caso di invasione del territorio”

 

Il presidente bielorusso Alexander Lukashenko ha affermato che non intende essere trascinato nel conflitto ucraino, ma che combatterà in caso di invasione del suo territorio. Lo riporta l’agenzia russa Tas

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Il 8/3/2022 Alle 13:50, Adrianick ha scritto:

Secondo me solo la Crimea vuole e il motivo è molto semplice da dedurre. 

qui hai toppato in modo clamoroso ma potrei continuare 

sai se si fa gli splendidi poi non bisogna avere scheletri 

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1 ora fa, Cahalma ha scritto:

qui hai toppato in modo clamoroso ma potrei continuare 

sai se si fa gli splendidi poi non bisogna avere scheletri 

Ma fai quello che ti pare. haha

Se proprio non c'hai niente da fare accomodati. Sarai una persona molto impegnata. .ghgh

 

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Ucraina: amministrazione regionale Cherniv, ‘possibile offensiva terrestre da Bielorussia’

Kiev, 29 lug. (Adnkronos) – C’è la minaccia di un’offensiva terrestre dal territorio della Bielorussia alla regione di Chernihiv e si stanno preparando per questo. Lo ha annunciato il capo dell’amministrazione militare regionale di Chernihiv, Vyacheslav Chaus nel corso della maratona informativa televisiva.
“Quasi tutti i missili che sono stati lanciati di recente, sono stati tutti lanciati dal territorio della Repubblica di Bielorussia – ha aggiunto – Di conseguenza, vediamo la minaccia di un possibile offensiva terrestre dal territorio della Bielorussia e siamo pronti per questo”

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Isw: Kiev registra uso droni iraniani da parte russa

 La Russia sta già usando droni iraniani nella guerra contro l'Ucraina. Lo riferisce il think tank americano Institute for the Study of War (Isw) nel suo ultimo rapporto, citando quanto riferito dal consigliere presidenziale ucraino Oleksiy Arestovych. Arestovych ha reso noto che la Repubblica islamica ha fornito a Mosca almeno 46 droni Shahed-129 al momento usati sul campo per contrastare i sistemi di lanciarazzi multipli Himras forniti dagli Stati Uniti a Kiev. Non è chiaro se i 46 droni rappresentino l'intera fornitura che Teheran ha inviato o solo il numero di droni iraniani attualmente operativi in Ucraina

 

Gb: "Forze russe si raggruppano a sud per possibile assalto"
 

Le forze russe stanno quasi certamente raggruppandosi nel sud dell'Ucraina in attesa di una controffensiva di Kiev o per prepararsi ad un possibile assalto: lo scrive l'intelligence britannica nel suo aggiornamento quotidiano sulla situazione nel Paese. Nel frattempo, sottolinea il rapporto pubblicato dal ministero della Difesa su Twitter, i soldati di Mosca prendono sempre più di mira obiettivi come ponti, depositi di munizioni e snodi ferroviari nelle regioni meridionali del Paese. La guerra sta per entrare in una nuova fase, conclude il rapporto, in cui i combattimenti più pesanti interesseranno un fronte di circa 350 km, da Zaporizhzhia a Kherson, parallelo al fiume Dnipro

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Esplosioni in base aerea militare russa in Crimea

In un video diffuso in rete si sentono esplosioni dalla base aerea militare russa a Novofedorivka in Crimea. La notizia, ripresa da Reuters, è stata diffusa su social e media russi con filmati, presumibilmente, di una serie di esplosioni nel villaggio di Novofedorovka in Crimea. Testimoni oculari postano video delle conseguenze e parlano di impatto di «diversi missili», «almeno 7»

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6 ore fa, SuperTalismano ha scritto:

Esplosioni in base aerea militare russa in Crimea

In un video diffuso in rete si sentono esplosioni dalla base aerea militare russa a Novofedorivka in Crimea. La notizia, ripresa da Reuters, è stata diffusa su social e media russi con filmati, presumibilmente, di una serie di esplosioni nel villaggio di Novofedorovka in Crimea. Testimoni oculari postano video delle conseguenze e parlano di impatto di «diversi missili», «almeno 7»

Questo è un duro colpo per Putin 

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13mila militari bielorussi pronti a combattere contro Ucraina. Gromov, Mosca continua a trascinare la Bielorussia nella guerra

Fino a 13.000 militari bielorussi, sia in servizio sia veterani, hanno firmato un accordo per partecipare alla guerra contro l'Ucraina: lo sostiene il vice capo della direzione operativa dello stato maggiore delle forze armate ucraine, Alexei Gromov, secondo quanto riporta Unian. "Sei battaglioni delle forze armate della Bielorussia sono schierati lungo il confine di Stato dell'Ucraina e svolgono compiti nelle aree confinanti con l'Ucraina - ha detto Gromov -. In generale, seguendo i dati disponibili, la Russia continua a trascinare la Bielorussia nella guerra contro l'Ucraina. Secondo i dati preliminari, fino a 13mila persone tra le unità militari attive ed ex delle forze speciali bielorusse, così come l'Omon (la polizia antisommossa, ndr), hanno firmato un accordo per partecipare alla guerra contro l'Ucraina"

 

Esplosioni e fiamme all'aeroporto Zyabrovka in Bielorussia: “Almeno otto esplosioni nella regione di Gomiel”
Franak Viacorka, consigliere della leader bielorussa dell'opposizione Sviatlana Tsikhanouskaya, ha affermato su Twitter di aver sentito «almeno otto esplosioni» intorno all'una di notte nella regione di Gomiel vicino al confine con l'Ucraina. «Almeno otto esplosioni nella regione di Gomiel vicino al confine con l' Ucraina. Secondo i testimonianze, le esplosioni sono avvenute vicino all'aeroporto di Ziabrauka. Aerei militari russi sono di stanza lì», ha scritto

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