#VSCafe ~ Lo Spazio Tattico di VS ~ PRIMI COMMENTI TATTICI DEL DOPO LECCE-JUVENTUS
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jouvans, in Juventus forum
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ANALISI TATTICA "A BRACCIO" (NON STRUTTURATA) DI JUVENTUS-VERONA
Sfrutto questa mia risposta all'amico Lohengrin, per fare una disamina tattica un pochino più approfondita della partita.
Intanto, l'abbiamo proprio approcciata male. Secondo me c'è stata una clamorosa sottovalutazione (immagino/spero inconscia) dell'avversario. Anche da parte di Spalletti.
Inoltre, ormai da tempo, ci siamo messi letteralmente sul posizionale statico, tipo calcio balilla. Sai sempre dove troverai ognuno dei nostri 10 giocatori di movimento ancor prima che si apra l'inquadratura. E naturalmente lo sanno pure gli avversari, eh?
Infatti io, le cose che si erano viste fra dicembre e gennaio, tranne rarissime eccezioni e per di più legate solo a qualche minutaggio (mai per l'intera partita) non le ho più riviste da allora.
Da tempo sono praticamente sparite le rotazioni posizionali, l'attacco al mezzo spazio o, peggio, alla profondità.
Come ho detto, già in una analisi di ormai un mese o due fa (manco lo ricordo più) Spalletti si è messo in modalità "sempre lo stesso schema, con sempre gli stessi 13/14" e, anche grazie a qualche partita favorevole di calendario e a vittorie come quella di Bergamo (più i vari suicidi di Roma e Como) si è pensato così di avere la strada spianata per arrivare quarti in carrozza.
Ma in realtà nel calcio se ti fermi, non solo resti immobile (che già non va benissimo), ma in realtà torni indietro. Fermo non esiste. Se ti fermi allora cali.
E la modalità di crociera che Spalletti sperava di aver trovato per arrivare da 4° in fondo alla stagione non funziona più.
Fa piacere, almeno a parole, sentirgli dire che se n'è reso conto pure lui e allora, per fortuna, con un solo impegno a settimana, se vuole cambiare qualcosa, avrà anche modo e tempo di farlo in allenamento. Vedremo.
A me ha molto colpito come, da mister, non sia passato anche lui a tre in mezzo per contrastare la superiorità numerica loro e creare un disturbo in più in sovraccarico sugli esterni, dove, in eventuale 4-3-3, avremmo avuto, ad esempio a destra: Chico + McK + Kalulu e a quel punto loro sarebbero stati costretti a far uscire il loro braccetto su Chico; braccetto che invece se ne stava comodo al limite dell'area a creare quella densità che abbiamo provato a sfondare invano in più occasioni come se potessimo passare in mezzo ai corpi degli avversari...
A molti (me incluso) non sono piaciuti i cambi. Ma i cambi sono, nonostante tutto, perfino "il male minore". Il problema è stato uno Spalletti ormai in modalità risparmio energetico, fossilizzato sui 3 dietro, che si mette a 4 solo alla disperata e che, per dirla con parole sue, "non esplora" la mediana a 3.
Il 4-3-3 è lo schema probabilmente meno gestibile per i 3-5-2 (vedi oggi il Sassuolo col Milan ad esempio) e, nonostante la partita lo suggerisse (alla vigilia) e lo gridasse (a gara in corso), non lo si è fatto. Quando ha inserito Miretti ho pensato.."ah ok, l'ha capito e adesso McK mezzo destro e Miretti mezzo sinistro.." e invece ha messo Miretti sottopunta, proseguendo il 4-2-3-1 arrangiato della ripresa e rimanendo uno in meno a metacampo...
Il giro palla era gravemente lento, ma lo era anche perchè quando Locatelli (non per questo lo difendo, perchè comunque non ha fatto una buona partita) alzava la testa si ritrovava uno in meno per fraseggiare sullo stretto in quanto lì eravamo, appunto, uno in meno e in difficoltà anche sul lungo, perchè tranne un po' l'ampiezza data bene da Chico, per il resto i nostri erano tutti già schiacciati (troppo presto e troppo statici) sulla trequarti/limite dell'area avversaria, senza stanare o muovere nessuno della linea, stabilmente a 5, del Verona.
Così facendo, era il quinto che prendeva Chico e loro potevano restare compatti coi 3 centrali senza mai che a noi riuscisse di allargare o destabilizzare la loro difesa. Per questo dico che una mezzala in più avrebbe costretto la loro mezzala in ripiego, il loro quinto su Kalulu e il braccetto di parte, giocoforza, si sarebbe beccato Chico. Invece la palla arrivava a Chico che veniva raddoppiato dalla mezzala e dal quinto, Kalulu restava in appoggio e il braccetto si fumava una sigaretta facendo comodamente densità in mezzo dove peraltro, oltre che numericamente, erano più grossi anche fisicamente.
Ci siamo schiacciati troppo presto sul loro blocco basso, non li abbiamo mai aperti o portati fuori zona e non abbiamo mai attaccato il mezzo spazio fra quinto e braccetto, anche perchè senza palla, banalmente, non ci muovevamo proprio.
Poi, al di là degli inghippi tattici, è chiaro che "quasi quasi" in molti contrasti si è vista più garra da parte loro, già retrocessi, che non dei nostri.. l'approccio è stato clamorosamente sbagliato anche mentalmente e non solo tatticamente e quando una squadra "modesta" come la nostra, non ci mette nè movimento, nè idee, nè garra, è facile venga fuori una ciofeca come è stata infatti questa partita.
Se alla mediocrità del campo, aggiungiamo anche un mister che è partito con un piano A sbagliato cui ha ovviato mettendosi solo nella ripresa a 4, ma con un piano B comunque ancora mezzo sbagliato (cambi inclusi), ecco che la frittata è fatta...
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jouvans
Sfrutto questa mia risposta all'amico Lohengrin, per fare una disamina tattica un pochino più approfondita della partita.
Intanto, l'abbiamo proprio approcciata male. Secondo me c'è stata una clamorosa sottovalutazione (immagino/spero inconscia) dell'avversario. Anche da parte di Spalletti.
Inoltre, ormai da tempo, ci siamo messi letteralmente sul posizionale statico, tipo calcio balilla. Sai sempre dove troverai ognuno dei nostri 10 giocatori di movimento ancor prima che si apra l'inquadratura. E naturalmente lo sanno pure gli avversari, eh?
Infatti io, le cose che si erano viste fra dicembre e gennaio, tranne rarissime eccezioni e per di più legate solo a qualche minutaggio (mai per l'intera partita) non le ho più riviste da allora.
Da tempo sono praticamente sparite le rotazioni posizionali, l'attacco al mezzo spazio o, peggio, alla profondità.
Come ho detto, già in una analisi di ormai un mese o due fa (manco lo ricordo più) Spalletti si è messo in modalità "sempre lo stesso schema, con sempre gli stessi 13/14" e, anche grazie a qualche partita favorevole di calendario e a vittorie come quella di Bergamo (più i vari suicidi di Roma e Como) si è pensato così di avere la strada spianata per arrivare quarti in carrozza.
Ma in realtà nel calcio se ti fermi, non solo resti immobile (che già non va benissimo), ma in realtà torni indietro. Fermo non esiste. Se ti fermi allora cali.
E la modalità di crociera che Spalletti sperava di aver trovato per arrivare da 4° in fondo alla stagione non funziona più.
Fa piacere, almeno a parole, sentirgli dire che se n'è reso conto pure lui e allora, per fortuna, con un solo impegno a settimana, se vuole cambiare qualcosa, avrà anche modo e tempo di farlo in allenamento. Vedremo.
A me ha molto colpito come, da mister, non sia passato anche lui a tre in mezzo per contrastare la superiorità numerica loro e creare un disturbo in più in sovraccarico sugli esterni, dove, in eventuale 4-3-3, avremmo avuto, ad esempio a destra: Chico + McK + Kalulu e a quel punto loro sarebbero stati costretti a far uscire il loro braccetto su Chico; braccetto che invece se ne stava comodo al limite dell'area a creare quella densità che abbiamo provato a sfondare invano in più occasioni come se potessimo passare in mezzo ai corpi degli avversari...
A molti (me incluso) non sono piaciuti i cambi. Ma i cambi sono, nonostante tutto, perfino "il male minore". Il problema è stato uno Spalletti ormai in modalità risparmio energetico, fossilizzato sui 3 dietro, che si mette a 4 solo alla disperata e che, per dirla con parole sue, "non esplora" la mediana a 3.
Il 4-3-3 è lo schema probabilmente meno gestibile per i 3-5-2 (vedi oggi il Sassuolo col Milan ad esempio) e, nonostante la partita lo suggerisse (alla vigilia) e lo gridasse (a gara in corso), non lo si è fatto. Quando ha inserito Miretti ho pensato.."ah ok, l'ha capito e adesso McK mezzo destro e Miretti mezzo sinistro.." e invece ha messo Miretti sottopunta, proseguendo il 4-2-3-1 arrangiato della ripresa e rimanendo uno in meno a metacampo...
Il giro palla era gravemente lento, ma lo era anche perchè quando Locatelli (non per questo lo difendo, perchè comunque non ha fatto una buona partita) alzava la testa si ritrovava uno in meno per fraseggiare sullo stretto in quanto lì eravamo, appunto, uno in meno e in difficoltà anche sul lungo, perchè tranne un po' l'ampiezza data bene da Chico, per il resto i nostri erano tutti già schiacciati (troppo presto e troppo statici) sulla trequarti/limite dell'area avversaria, senza stanare o muovere nessuno della linea, stabilmente a 5, del Verona.
Così facendo, era il quinto che prendeva Chico e loro potevano restare compatti coi 3 centrali senza mai che a noi riuscisse di allargare o destabilizzare la loro difesa. Per questo dico che una mezzala in più avrebbe costretto la loro mezzala in ripiego, il loro quinto su Kalulu e il braccetto di parte, giocoforza, si sarebbe beccato Chico. Invece la palla arrivava a Chico che veniva raddoppiato dalla mezzala e dal quinto, Kalulu restava in appoggio e il braccetto si fumava una sigaretta facendo comodamente densità in mezzo dove peraltro, oltre che numericamente, erano più grossi anche fisicamente.
Ci siamo schiacciati troppo presto sul loro blocco basso, non li abbiamo mai aperti o portati fuori zona e non abbiamo mai attaccato il mezzo spazio fra quinto e braccetto, anche perchè senza palla, banalmente, non ci muovevamo proprio.
Poi, al di là degli inghippi tattici, è chiaro che "quasi quasi" in molti contrasti si è vista più garra da parte loro, già retrocessi, che non dei nostri.. l'approccio è stato clamorosamente sbagliato anche mentalmente e non solo tatticamente e quando una squadra "modesta" come la nostra, non ci mette nè movimento, nè idee, nè garra, è facile venga fuori una ciofeca come è stata infatti questa partita.
Se alla mediocrità del campo, aggiungiamo anche un mister che è partito con un piano A sbagliato cui ha ovviato mettendosi solo nella ripresa a 4, ma con un piano B comunque ancora mezzo sbagliato (cambi inclusi), ecco che la frittata è fatta...
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INTRODUZIONE TATTICA A LECCE-JUVENTUS: COSA ASPETTARCI
Mi sono studiato un po' il Lecce di Di Francesco e devo dire che uno come lui, con la fama di giochista, offensivista e perfino "bravo/preparato ma considerato un po' pollo soprattutto difensivamente", quest'anno invece ha avuto una ben diversa evoluzione.
Il suo Lecce è infatti la squadra col peggior attacco della serie A (al pari del Verona) ma, delle ultime 8, è quella con la "miglior difesa" (diciamo così). Ad esempio ha subito solo un gol in più dell'Udinese che è squadra di ben altro livello e classifica rispetto al Lecce e addirittura han preso 11 gol in meno del Torino.
Quasi sempre Difra schiera la squadra con la sua tipica difesa a 4, variando solo l'assetto offensivo che oscilla fra 4-3-3 (lo schema più tipico della carriera di Di Francesco) e il 4-2-3-1 (rispolverato soprattutto ultimamente).
Pur avendo nelle sue corde la costruzione dal basso, Difra non ha problemi, quando vede la squadra in difficoltà, a chiedere anche con costanza il lancio lungo puntando sulla velocità dei suoi esterni offensivi.
Così come, pur essendo un allenatore che predilige il pressing aggressivo, non ha problemi ad abbassarsi come fatto proprio contro di noi a Torino mettendosi anche in 4-5-1 o perfino 4-6-0/6-4-0.
C'è da augurarsi, paradossalmente, un Lecce aggressivo e che cerchi di fare la partita, non solo per i ben noti limiti nostri contro il chiuso, ma anche perchè il Lecce, quando prova a giocarsela, tende a diventare lungo e vulnerabile, come ad esempio si è visto benissimo in Lecce-Atalanta 0-3 di circa un mese fa, mentre al contrario diventano rognosi quando si chiudono. Prova ne siano le tante partite perse solo dopo dei sofferti 1-0 anche al cospetto delle big (Roma, Napoli, ecc..) o, peggio, il pareggio strappato con noi allo Stadium.
Per ulteriore completezza, riporto qui l'analisi Swot del Lecce di Di Francesco, a cura dell'Associazione italiana dei Match Analyst:
ANALISI SWOT PUNTI DI FORZA Verticalizzazioni dirette: capacità di attaccare rapidamente la profondità con lanci lunghi o passaggi verticali. Difesa aggressiva: linea dif. efficace nell’anticipo e solida nei duelli, soprattutto nei contrasti aerei. Qualità nell’1 vs 1: sia difensori che centrocampisti dimostrano sicurezza nei duelli individuali. Centrocampo dinamico: buona mobilità e lettura del gioco, che garantiscono soluzioni sia in fase di sviluppo che di copertura. PUNTI DI DEBOLEZZA Verticalizzazioni imprecise in transizione: nelle situazioni di recupero palla, spesso le verticalizzazioni risultano affrettate portando a una rapida perdita del possesso. Spazi tra reparti in FDNP: mancanza di compattezza, con linee di centrocampo e difesa troppo distanti. Scarsa finalizzazione: poche occasioni da rete, nonostante un buon lavoro di preparazione offensiva. Scarso sfruttamento degli spazi concessi dagli avversari: in particolare, difficoltà nell’attaccare le zone esterne lasciate libere o nel variare le soluzioni offensive.
Messo in rilievo da
jouvans
Mi sono studiato un po' il Lecce di Di Francesco e devo dire che uno come lui, con la fama di giochista, offensivista e perfino "bravo/preparato ma considerato un po' pollo soprattutto difensivamente", quest'anno invece ha avuto una ben diversa evoluzione.
Il suo Lecce è infatti la squadra col peggior attacco della serie A (al pari del Verona) ma, delle ultime 8, è quella con la "miglior difesa" (diciamo così). Ad esempio ha subito solo un gol in più dell'Udinese che è squadra di ben altro livello e classifica rispetto al Lecce e addirittura han preso 11 gol in meno del Torino.
Quasi sempre Difra schiera la squadra con la sua tipica difesa a 4, variando solo l'assetto offensivo che oscilla fra 4-3-3 (lo schema più tipico della carriera di Di Francesco) e il 4-2-3-1 (rispolverato soprattutto ultimamente).
Pur avendo nelle sue corde la costruzione dal basso, Difra non ha problemi, quando vede la squadra in difficoltà, a chiedere anche con costanza il lancio lungo puntando sulla velocità dei suoi esterni offensivi.
Così come, pur essendo un allenatore che predilige il pressing aggressivo, non ha problemi ad abbassarsi come fatto proprio contro di noi a Torino mettendosi anche in 4-5-1 o perfino 4-6-0/6-4-0.
C'è da augurarsi, paradossalmente, un Lecce aggressivo e che cerchi di fare la partita, non solo per i ben noti limiti nostri contro il chiuso, ma anche perchè il Lecce, quando prova a giocarsela, tende a diventare lungo e vulnerabile, come ad esempio si è visto benissimo in Lecce-Atalanta 0-3 di circa un mese fa, mentre al contrario diventano rognosi quando si chiudono. Prova ne siano le tante partite perse solo dopo dei sofferti 1-0 anche al cospetto delle big (Roma, Napoli, ecc..) o, peggio, il pareggio strappato con noi allo Stadium.
Per ulteriore completezza, riporto qui l'analisi Swot del Lecce di Di Francesco, a cura dell'Associazione italiana dei Match Analyst:
ANALISI SWOT PUNTI DI FORZA Verticalizzazioni dirette: capacità di attaccare rapidamente la profondità con lanci lunghi o passaggi verticali. Difesa aggressiva: linea dif. efficace nell’anticipo e solida nei duelli, soprattutto nei contrasti aerei. Qualità nell’1 vs 1: sia difensori che centrocampisti dimostrano sicurezza nei duelli individuali. Centrocampo dinamico: buona mobilità e lettura del gioco, che garantiscono soluzioni sia in fase di sviluppo che di copertura. PUNTI DI DEBOLEZZA Verticalizzazioni imprecise in transizione: nelle situazioni di recupero palla, spesso le verticalizzazioni risultano affrettate portando a una rapida perdita del possesso. Spazi tra reparti in FDNP: mancanza di compattezza, con linee di centrocampo e difesa troppo distanti. Scarsa finalizzazione: poche occasioni da rete, nonostante un buon lavoro di preparazione offensiva. Scarso sfruttamento degli spazi concessi dagli avversari: in particolare, difficoltà nell’attaccare le zone esterne lasciate libere o nel variare le soluzioni offensive.
