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jouvans

#VSCafe ~ Lo Spazio Tattico di VS ~ PRIMI COMMENTI TATTICI DEL DOPO LECCE-JUVENTUS

Post in rilievo

Questo è il topic tattico, quindi siamo qui per parlare di quello.

Purtroppo, data la rosa male assemblata, diventa difficile ipotizzare altro che non sia già stato ampiamente provato.

Dobbiamo sperare che Vlahovic e Milik possano fare man mano più minuti in campo, e che stiano bene.

E' l'unica soluzione "nuova" che abbiamo, per trovare maggior peso in avanti.

 

Sono gli interpreti che ci mancano... poi... difesa a 3... a 4... centrocampo a 2 .... attacco leggero... attacco leggerissimo... attaccati al ca... uhuh

 

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Vengo da un paese che probabilmente non parteciperà a un Mondiale durante la mia vita, ma la mia città è pazza per l'Argentina o il Brasile.

 

1990. Mio padre comprò una televisione colori per guardare i Mondiali. La prima partita che vidi fu Italia-Cecoslovacchia. Vidi QUEL gol e mi innamorai di Baggio e della sua squadra. Piangevo quando persero in semifinale. Non tiferò mai più per l'Argentina da neutrale in vita mia.

 

1992. Iniziarono a trasmettere la Serie A in diretta nel mio paese. Dove gioca Baggio? Ahh... sono juventino. Poi Baggio lascia la madama, ma io resto- vittorie, delusioni, l'orrore di Calciopoli, 5 Maggio, la disastro di Cardiff, le frustrazioni dell'era Secco e i giorni nostri, postando nel mio pessimo italiano qui su VS... ma due dei miei momenti di gioia più grandi sono stati la magico di azzurro nel 2006 e 2020.

 

Sono triste. Molto triste. Il calcio deve tornare a vivere. la calcio italiano è la juve, e la juve  è il calcio italiano.

  • Grazie 4

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2 ore fa, maxratul ha scritto:

Vengo da un paese che probabilmente non parteciperà a un Mondiale durante la mia vita, ma la mia città è pazza per l'Argentina o il Brasile.

 

1990. Mio padre comprò una televisione colori per guardare i Mondiali. La prima partita che vidi fu Italia-Cecoslovacchia. Vidi QUEL gol e mi innamorai di Baggio e della sua squadra. Piangevo quando persero in semifinale. Non tiferò mai più per l'Argentina da neutrale in vita mia.

 

1992. Iniziarono a trasmettere la Serie A in diretta nel mio paese. Dove gioca Baggio? Ahh... sono juventino. Poi Baggio lascia la madama, ma io resto- vittorie, delusioni, l'orrore di Calciopoli, 5 Maggio, la disastro di Cardiff, le frustrazioni dell'era Secco e i giorni nostri, postando nel mio pessimo italiano qui su VS... ma due dei miei momenti di gioia più grandi sono stati la magico di azzurro nel 2006 e 2020.

 

Sono triste. Molto triste. Il calcio deve tornare a vivere. la calcio italiano è la juve, e la juve  è il calcio italiano.

Ci hanno presi di mira e facendo così stanno danneggiando anche il calcio italiano. Finché non cadrà qualche testa importante non cambierà niente.

Purtroppo ormai comanda la politica...e nel sistema che ci sta portando a fondo ( come accade sempre quando sono i politici a comandare) c'è un nostro ex.

Arrivo a dire che, se succederà qualcosa, sarà (forse)  quando cambierà il ministro dello sport.

  • Grazie 1

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Come penso si sia ampiamente intuito, io non tifo la nazionale di calcio italiana (almeno dal 2010, anno in cui uscì fuori ufficialmente tutto il marcio che c'era dietro Farsopoli) e, anzi, le tifo proprio contro quando gioca. Non ho niente contro chi invece ha ancora voglia di supportare i colori azzurri, ognuno è fatto a modo suo e ci mancherebbe altro.

 

Fatta questa premessa, un piccolo OT su Bosnia - Italia, e sul calcio italiano in generale, visto che siamo in pieno post-match day, e che per la partita della Juventus ci vogliono ancora 5 giorni di attesa. Lo faccio perché di base sono concetti che affrontiamo spesso qui dentro riguardo la nostra squadra del cuore, infatti ieri (tra post-partita in TV e commenti sui social) si può dire quasi che mi sia sembrato di essere in un post-gara della Juve, e infatti da questa sensazione ho preso spunto per questo post.

 

Quella di ieri è l'ennesima certificazione di quanto il nostro calcio sia indietro anni luce rispetto a quello di tutto il resto dell'Europa (e non solo); di come sia concettualmente ancorato a delle idee che definire stantie è eufemistico; del perché noi, su questo topic, continuiamo a battere sempre sullo stesso tasto, ovvero che l'organizzazione di gioco è importantissima in fase difensiva, certamente, ma soprattutto in fase offensiva.

Perché tu puoi fare una partita difensivamente perfetta, ma nel calcio vince chi segna di più e non chi subisce di meno (anche, ma anche chi pensa solo a difendersi i gol deve farli), e se non ti dai dei mezzi per poter attaccare gli avversari con cognizione di causa, ma attacchi solo alla viva il parroco sperando nell'invenzione del singolo, oppure se gli avversari ti regalano palla davanti l'area di rigore, avrai ben poco da essere fiducioso, perché il risultato è già bello che scritto.

Quando si parla di mettere di nuovo al centro del calcio italiano la qualità, non ci si riferisce solo alla qualità dei singoli (che manca, è vero, ma anche questo è un cortocircuito creato dalla fallace gestione del "prodotto calcio italiano" degli ultimi venti anni), ma anche alla qualità delle idee. E la partita di ieri, invece, è la morte del calcio (almeno da lato Italia). Non è una giustificazione il fatto che tu sia ritrovato a giocare in 10 contro 11 per tutto il secondo tempo, perché comunque potevi e dovevi fare di più per sfruttare gli spazi che la Bosnia ti ha concesso (per forza di cose, essendo sotto nel punteggio). Tra l'altro, proprio noi tifosi bianconeri abbiamo avuto la controprova non più tardi di due settimane fa che anche in inferiorità numerica si può fare una partita più che dignitosa e, perché no, magari sfiorare anche il miracolo sportivo. Ma bisogna azzannare le partite per avere questo, e non adagiarsi su concetti astratti e che vogliono dire tutto e niente come "gestione del risultato", "sacrificio", "cuore". Tutte cose che ci stanno, ma da sole non servono a niente se non sono condite da organizzazione tattica in ambo le fasi principali di gioco (difensiva e offensiva).

 

Tutto questo lungo preambolo per condividere con voi l'ultimo contenuto de Il Critico Calcistico. Questa volta un video molto più di pancia, fatto a caldo ieri sera e con la delusione sul groppone del tifoso che ha appena visto sfumare per la terza volta di fila l'approdo al mondiale.

Ma dice comunque cose fondamentale giuste (anche se certamente molto generiche), e che noi, nel nostro piccolo in questo topic ( @jouvans per primo, dall'alto del fatto di essere un addetto ai lavori) ripetiamo a menadito da mesi e mesi. Quindi sono tutte cose ovvie. Per noi.

 

 

 

 

  • Grazie 1

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21 minutes ago, onetime said:

Perché tu puoi fare una partita difensivamente perfetta, ma nel calcio vince chi segna di più e non chi subisce di meno (anche, ma anche chi pensa solo a difendersi i gol deve farli), e se non ti dai dei mezzi per poter attaccare gli avversari con cognizione di causa, ma attacchi solo alla viva il parroco sperando nell'invenzione del singolo, oppure se gli avversari ti regalano palla davanti l'area di rigore, avrai ben poco da essere fiducioso, perché il risultato è già bello che scritto.

In generale, non sono in disaccordo, ma Ieri abbiamo sbagliato tre gol a porta vuota.

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17 minuti fa, maxratul ha scritto:

In generale, non sono in disaccordo, ma Ieri abbiamo sbagliato tre gol a porta vuota.

Eh lo so max, ma come sono uscite fuori quelle occasioni? Da errori in impostazione (fisiologici) di una squadra che ieri doveva recuperare il risultato, e che (ricordiamoci) schierava gente che non è in nessun top team europeo, tra cui (vorrei sottolinearla questa cosa perché forse è passata sottotraccia) un giocatore del PSV Eindhoven. Però non la squadra A del PSV, ma lo Jong PSV!! Quella che è per noi la NextGen!! Mi riferisco al ragazzo che ha tirato il rigore decisivo, Bajraktarević, che ha fatto ammattire la difesa dell'Italia per tutta la gara.

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1 hour ago, onetime said:

Eh lo so max, ma come sono uscite fuori quelle occasioni? Da errori in impostazione (fisiologici) di una squadra che ieri doveva recuperare il risultato, e che (ricordiamoci) schierava gente che non è in nessun top team europeo, tra cui (vorrei sottolinearla questa cosa perché forse è passata sottotraccia) un giocatore del PSV Eindhoven. Però non la squadra A del PSV, ma lo Jong PSV!! Quella che è per noi la NextGen!! Mi riferisco al ragazzo che ha tirato il rigore decisivo, Bajraktarević, che ha fatto ammattire la difesa dell'Italia per tutta la gara.

Anche i nostri giocatori erano di una qualità imbarazzantemente bassa... infatti tranne Donnarumma, Tonali, Calafiori e magari Palestra, non vedo nessuna luce.

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dentro almeno uno dei due centravanti, abbiamo visto che  che con qualche palla buttata in area ora è tutta un'altra storia rispetto a David e Opensa

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8 minuti fa, maxratul ha scritto:

Anche i nostri giocatori erano di una qualità imbarazzantemente bassa... infatti tranne Donnarumma, Tonali, Calafiori e magari Palestra, non vedo nessuna luce.

Beh certo, che l'Italia non abbia grandissima qualità ok. Ma parliamo comunque di gente che gioca nei grandi club italiani. E ripeto, la Bosnia aveva nei titolari giocatori che militano in squadre di medio-basso livello. Per me non si può ridurre tutto al livello qualitativo dei singoli, perché se ieri la squadra della F.I.G.C. ha subito 30 tiri da una squadra che non annovera nessun fenomeno e tantomeno nessun grande talento, non lo si può ridurre solo a questo.

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Comunque, giusto per tornare sul tattico stretto, ecco invece il nuovo contenuto di Cariglia, che affronta la partita dell'Italia in maniera più analitica di quanto non abbia fatto Il Critico sefz

 

P.s.: per gli appassionati di Harry Potter, faccio notare il cappellino della casata di Gryffindor: avevo capito che il ragazzo era dalla parte giusta della barricata .sisi

 

 

 

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Posso permettermi di dire una cosa? questi video sono molto interessanti, ma a mio parere, in Italia si continua troppo a mettere la tattica di fronte a tutto, mentre invece servirebbe molto di più parlare di tecnica. I nostri giocatori, la tecnica non sanno manco cos'è e molti degli errori che vengono fatti in campo, dipendono anche da quello.

  • Grazie 2

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5 minuti fa, Il Demone ha scritto:

Posso permettermi di dire una cosa? questi video sono molto interessanti, ma a mio parere, in Italia si continua troppo a mettere la tattica di fronte a tutto, mentre invece servirebbe molto di più parlare di tecnica. I nostri giocatori, la tecnica non sanno manco cos'è e molti degli errori che vengono fatti in campo, dipendono anche da quello.

Propongo a @jouvans di modificare il nome del topic e chiamarlo "#VSCafe ~ Lo Spazio Tecnico/Tattico di VS ~", così possiamo concentrarci anche sulla tecnica ;-)

 

Si scherza Demone, eh, ma con tutto il rispetto non capisco che intervieni a fare in un topic che si concentra sulla tattica, per scrivere che si parla troppo di tattica. Ma te lo chiedo solo per curiosità, intendiamoci, perché sarà la centordicesima volta che leggo questa cosa scritta da te qui dentro sefz

 

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PIU' CHE SUL TATTICO IN SENSO STRETTO, QUESTO PRESO DALLA RIVISTA UNDICI E' INTERESSANTE PROPRIO SUL PIANO TATTICO-CONCETTUALE

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L’Italia è fuori dai Mondiali 2026 perché ha avuto paura della Bosnia, anche prima di rimanere in dieci

La squadra di Gattuso ha approcciato male la partita di Zenica, poi ha commesso l'errore capitale di smettere di giocare dopo aver trovato il vantaggio: una scelta dettata dalla mancanza di idee e dal terrore di essere sconfitti.

 

Dopo la sconfitta dell’Italia in Bosnia, ci sarà modo e ci sarà tempo per discutere dei massimi sistemi, dei problemi della Nazionale italiana, dei problemi della Federcalcio italiana, dei problemi dei club italiani, di tutte le concause che di certo hanno contribuito alla terza eliminazione consecutiva prima della fase finale della Coppa del Mondo – proprio il fatto che sia successo per la terza volta di fila, beh, deve essere considerato come la prova di una crisi reale, anche molto profonda. Prima di accendere tutti i dibattiti, però, è necessario parlare di quello che è successo a Zenica. Perché, senza scendere neanche tanto in fondo allo stato dell’arte, il fatto è che l’Italia ha perso una partita di calcio. E il problema è che l’ha persa male, in modo meritato, contro una squadra che non ha fatto niente di trascendentale.

 

È stata una questione di approccio molle, di piano-gara praticamente inesistente, di reazione più che ansiosa in seguito al gol di Kean – arrivato al minuto 15′ su gentile omaggio della difesa bosniaca. Prima e soprattutto dopo essere andata in vantaggio, infatti, la Nazionale di Gattuso ha offerto una prestazione lenta, prevedibile, del tutto inconsistente. L’aggettivo perfetto sarebbe sterile, e a dirlo sono i numeri: un attimo prima dell’espulsione di Bastoni, quindi al minuto 40′ del primo tempo di Bosnia-Italia, la squadra di casa aveva prodotto 11 tiri tentati contro i due dell’Italia. E sette di queste conclusioni sono arrivate dopo il gol di Kean, quindi in poco più di 25 minuti di gioco.

Insomma, per dirla in poche parole: subito dopo essere passata in vantaggio, l’Italia si è messa a fare le barricate . Ha smesso completamente di giocare, e non è che prima avesse brillato. Lo stesso gol di Kean non può essere considerato come il frutto di una reale superiorità: anche in undici, infatti, la squadra di Gattuso non ha fatto altro che possesso palla arretrato, per poi cercare la verticalizzazione sulle punte – spesso con un lancio lungo diretto da parte di Donnarumma – o l’apertura sui quinti.

Non è stata mai aggressiva, come se avesse il terrore di scoprirsi troppo. E in effetti il problema è stato proprio questo: l’evidente mancanza di idee e di strategie col possesso a disposizione, o sicuramente dopo la primissima costruzione, ha letteralmente svuotato la fase offensiva. E quando una squadra non attacca bene, cioè non muove il pallone e gli avversari in maniera veloce, fa fatica a difendere in maniera efficace: perde e dilata le distanze, diventa vulnerabile su ogni errore, anche piccolo.

La partita vera è essenzialmente finita qui, su questa espulsione. Anche perché a quel punto l’Italia che si è presentata in Bosnia – già di per sé insicura, timida, tremante – non poteva fare altro che serrare i ranghi e sperare di difendere l’1-0.

È giusto parlare solo in questi termini, cioè in termini di paura, quando ci si riferisce squadra che è stata schiacciata e soggiogata dalla Bosnia, che ha costretto Donnarumma a fare quattro parate solo nel primo tempo. E a dimostrarlo ci sono proprio le (poche, ma nitide) occasioni create dagli Azzurri anche in dieci uomini, non appena la manovra trovava uno sbocco e/o c’era un errore da parte della Bosnia: Kean, Dimarco, Palestra ed Esposito hanno avuto l’opportunità di portare l’Italia sullo 0-2, oppure sull’1-2 nei supplementari, ma si è trattato di piccoli momenti estemporanei. Forse agli Azzurri non si poteva chiedere molto di più dopo l’espulsione di Bastoni, anche se in dieci non è vietato cercare di imbastire qualche azione offensiva leggermente più sofisticata, ma la verità è che la squadra di Gattuso ha fatto ed è stata troppo poco per meritarsi la qualificazione. E forse sarebbe giusto partire da questo, quando si apriranno i dibattiti sui massimi sistemi.

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6 minuti fa, jouvans ha scritto:

PIU' CHE TATTICO IN SENSO STRETTO, QUESTO ARTICOLO DELLA RIVISTA UNDICI E' "CONCETTUALE", MA INTERESSANTE FORSE PROPRIO PER QUELLO

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L’Italia è fuori dai Mondiali 2026 perché ha avuto paura della Bosnia, anche prima di rimanere in dieci

La squadra di Gattuso ha approcciato male la partita di Zenica, poi ha commesso l'errore capitale di smettere di giocare dopo aver trovato il vantaggio: una scelta dettata dalla mancanza di idee e dal terrore di essere sconfitti.

 

Dopo la sconfitta dell’Italia in Bosnia, ci sarà modo e ci sarà tempo per discutere dei massimi sistemi, dei problemi della Nazionale italiana, dei problemi della Federcalcio italiana, dei problemi dei club italiani, di tutte le concause che di certo hanno contribuito alla terza eliminazione consecutiva prima della fase finale della Coppa del Mondo – proprio il fatto che sia successo per la terza volta di fila, beh, deve essere considerato come la prova di una crisi reale, anche molto profonda. Prima di accendere tutti i dibattiti, però, è necessario parlare di quello che è successo a Zenica. Perché, senza scendere neanche tanto in fondo allo stato dell’arte, il fatto è che l’Italia ha perso una partita di calcio. E il problema è che l’ha persa male, in modo meritato, contro una squadra che non ha fatto niente di trascendentale.

 

È stata una questione di approccio molle, di piano-gara praticamente inesistente, di reazione più che ansiosa in seguito al gol di Kean – arrivato al minuto 15′ su gentile omaggio della difesa bosniaca. Prima e soprattutto dopo essere andata in vantaggio, infatti, la Nazionale di Gattuso ha offerto una prestazione lenta, prevedibile, del tutto inconsistente. L’aggettivo perfetto sarebbe sterile, e a dirlo sono i numeri: un attimo prima dell’espulsione di Bastoni, quindi al minuto 40′ del primo tempo di Bosnia-Italia, la squadra di casa aveva prodotto 11 tiri tentati contro i due dell’Italia. E sette di queste conclusioni sono arrivate dopo il gol di Kean, quindi in poco più di 25 minuti di gioco.

Insomma, per dirla in poche parole: subito dopo essere passata in vantaggio, l’Italia si è messa a fare le barricate . Ha smesso completamente di giocare, e non è che prima avesse brillato. Lo stesso gol di Kean non può essere considerato come il frutto di una reale superiorità: anche in undici, infatti, la squadra di Gattuso non ha fatto altro che possesso palla arretrato, per poi cercare la verticalizzazione sulle punte – spesso con un lancio lungo diretto da parte di Donnarumma – o l’apertura sui quinti. [...]

Non è stata mai aggressiva, come se avesse il terrore di scoprirsi troppo. E in effetti il problema è stato proprio questo: l’evidente mancanza di idee e di strategie col possesso a disposizione, o sicuramente dopo la primissima costruzione, ha letteralmente svuotato la fase offensiva. E quando una squadra non attacca bene, cioè non muove il pallone e gli avversari in maniera veloce, fa fatica a difendere in maniera efficace: perde e dilata le distanze, diventa vulnerabile su ogni errore, anche piccolo. L’episodio che ha indirizzato la partita di Zenica, naturalmente ci riferiamo all’espulsione di Bastoni, si è determinato proprio in questo modo: Donnarumma fa un rinvio un po’ corto e anche sbilenco invece di provare a impostare l’azione da dietro, Demirovic brucia letteralmente Mancini dopo una respinta di testa e Bastoni decide di entrare in scivolata nonostante fosse chiaramente in ritardo.

La partita vera è essenzialmente finita qui, su questa espulsione. Anche perché a quel punto l’Italia che si è presentata in Bosnia – già di per sé insicura, timida, tremante – non poteva fare altro che serrare i ranghi e sperare di difendere l’1-0. [...]

È giusto parlare solo in questi termini, cioè in termini di paura, quando ci si riferisce squadra che è stata schiacciata e soggiogata dalla Bosnia, che ha costretto Donnarumma a fare quattro parate solo nel primo tempo. E a dimostrarlo ci sono proprio le (poche, ma nitide) occasioni create dagli Azzurri anche in dieci uomini, non appena la manovra trovava uno sbocco e/o c’era un errore da parte della Bosnia: Kean, Dimarco, Palestra ed Esposito hanno avuto l’opportunità di portare l’Italia sullo 0-2, oppure sull’1-2 nei supplementari, ma si è trattato di piccoli momenti estemporanei. Forse agli Azzurri non si poteva chiedere molto di più dopo l’espulsione di Bastoni, anche se in dieci non è vietato cercare di imbastire qualche azione offensiva leggermente più sofisticata, ma la verità è che la squadra di Gattuso ha fatto ed è stata troppo poco per meritarsi la qualificazione. E forse sarebbe giusto partire da questo, quando si apriranno i dibattiti sui massimi sistemi.

Cariglia nel suo video si sofferma anche sull'azione dell'espulsione. Lì Donnarumma avrebbe dovuto far arrivare il pallone alle punte, che invece non aveva abbastanza forza ed è arrivato all'altezza del cerchio di centrocampo, e infatti Locatelli si è trovato spiazzato e non è riuscito a contrastare l'avversario che lo ha sovrastato di testa e Mancini era avanzato in marcatura preventiva, in prospettiva di recupero seconda palla, e ha lasciato il suo lato sguarnito. Da lì Bastoni che si è trovato da solo contro l'attaccante bosniaco e il patatrack dell'entrata sconsiderata del povero ragazzo vessato da tutti per la simulazione in in*er-Juve .sisi

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14 minutes ago, onetime said:

Propongo a @jouvans di modificare il nome del topic e chiamarlo "#VSCafe ~ Lo Spazio Tecnico/Tattico di VS ~", così possiamo concentrarci anche sulla tecnica ;-)

 

Si scherza Demone, eh, ma con tutto il rispetto non capisco che intervieni a fare in un topic che si concentra sulla tattica, per scrivere che si parla troppo di tattica. Ma te lo chiedo solo per curiosità, intendiamoci, perché sarà la centordicesima volta che leggo questa cosa scritta da te qui dentro sefz

 

Hai ragione e vedo di darti una spiegazione (dopo di che non commenterò più), secondo il mio modo di intendere il calcio. Appartenendo ad una età importante, e avendo visto nel corso degli anni, giocatori con una tecnica sublime e che facevano vincere le partite grazie a questo, a mio parere, con la tattica ci fai poco, nel senso che quando hai una squadra scarsa come la nostra, puoi discutere di strategie e tattiche fin che vuoi, quando poi in Europa ti suonano come i tamburi (ma perchè hanno grandi giocatori che la differenza la fanno con la tecnica e molto meno con la tattica).

Un es? Il gol che Kean si è mangiato ieri sera nulla a che vedere la tattica, ma moltissimo con la tecnica.

 

Detto ciò, vi lascio alle vostre disquisizioni "tattiche". tornerò quando, come hai suggerito tu, il titolo sarà diverso.

 

Grazie a tutti per l'attenzione

 

Demon

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20 minuti fa, onetime ha scritto:

Cariglia nel suo video si sofferma anche sull'azione dell'espulsione. Lì Donnarumma avrebbe dovuto far arrivare il pallone alle punte, che invece non aveva abbastanza forza ed è arrivato all'altezza del cerchio di centrocampo, e infatti Locatelli si è trovato spiazzato e non è riuscito a contrastare l'avversario che lo ha sovrastato di testa e Mancini era avanzato in marcatura preventiva, in prospettiva di recupero seconda palla, e ha lasciato il suo lato sguarnito. Da lì Bastoni che si è trovato da solo contro l'attaccante bosniaco e il patatrack dell'entrata sconsiderata del povero ragazzo vessato da tutti per la simulazione in in*er-Juve .sisi

Non ho ancora avuto modo di vederlo, ma è chiaro che se si va sul piano tattico "vero" è giusto ed anzi doveroso analizzare quella azione, che di fatto ha indirizzato la partita e capire perchè e come è nata tatticamente.
In questo articolo invece, si esprimono concetti più generali, ultimamente messi in discussione pure qui nel cafe (al riguardo basterebbe vedere gli ultimissimi post che c'erano prima della chiusura-riapertura del cafe per la sosta nazionali), ma che invece sono concetti "sacri" nel calcio di oggi e che appunto anche l'articolo tocca, ovvero:
1) si può giocare a pallone anche in 10
2) fare le barricate ormai non ha più senso o meglio, è deleterio e fa sembrare forte perfino la Bosnia
3) se attacchi male difendi anche male (e, aggiungo io, è vero e simmetrico anche l'opposto)
4) oggi come oggi, senza idee, un piano gara serio, ecc.. non solo capita che l'avversario ti metta facilmente in difficoltà. Capita che in difficoltà tu ti ci metta innanzitutto da solo.

Poi c'è un accenno nell'articolo, soprattutto all'inizio, relativo al movimento calcio italico nel suo complesso e, aggiungo io, ieri si è usciti giocando col solito 5-3-2 di cui parlava anche Matic nella sua famosa intervista. Ebbene, è una cosa quasi dantesca, una sorta di contrappasso: così come la Liga produce un certo tipo di calcio che poi di riflesso si vede anche nella loro nazionale, parimenti il paese concettualmente più indietro del mondo, dove ancora l'85% della sua massima serie gioca in 5-3-2, produce una nazionale specchio del suo campionato, che esce facendo catenaccio e giocando 5-3-2. Nulla accade per caso, tanto meno nel calcio di alto livello.

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30 minuti fa, Il Demone ha scritto:

Hai ragione e vedo di darti una spiegazione (dopo di che non commenterò più), secondo il mio modo di intendere il calcio. Appartenendo ad una età importante, e avendo visto nel corso degli anni, giocatori con una tecnica sublime e che facevano vincere le partite grazie a questo, a mio parere, con la tattica ci fai poco, nel senso che quando hai una squadra scarsa come la nostra, puoi discutere di strategie e tattiche fin che vuoi, quando poi in Europa ti suonano come i tamburi (ma perchè hanno grandi giocatori che la differenza la fanno con la tecnica e molto meno con la tattica).

Un es? Il gol che Kean si è mangiato ieri sera nulla a che vedere la tattica, ma moltissimo con la tecnica.

 

Detto ciò, vi lascio alle vostre disquisizioni "tattiche". tornerò quando, come hai suggerito tu, il titolo sarà diverso.

 

Grazie a tutti per l'attenzione

 

Demon

Ho capito, anzi avevo già inteso il senso del tuo intervento, ma mi sorgono due punti:

 

1) allora com'è possibile che la Bosnia abbia massacrato l'Italia, ieri? Non credo che abbia giocatori che fanno la differenza con il loro tasso tecnico superiore. Detto che non è che la Bosnia ieri abbia fatto niente di trascendentale sotto il punto di vista tattico, ma se tu ad un avversario gli lasci campo per tutta la partita, poi i risultati si vedono. Eccome se si vedono. E aggiungo, com'è possibile che il Como sia quarto (per adesso) in Serie A? Ha giocatori sicuramente con una gran tecnica, ma quanti di questi li avremmo voluti alla Juventus in estate (escluso Nico Paz, ovviamente)?

 

2) sicuramente l'errore di Kean è di natura tecnica, ma arriva dopo decine di metri di campo che si è dovuto fare palla al piede. Se invece di recuperare palla dietro la linea di centrocampo lo avesse fatto, non dico davanti l'area di rigore, ma almeno sulla trequarti avversaria, non pensi che sarebbe stato più lucido una volta arrivato al tiro?

 

Comunque, il mio post non era certamente per scoraggiarti ad intervenire qui, ci mancherebbe altro. Solo che onestamente interventi come quello non li comprendo perché sarebbe come entrare in un topic che parla di mercato e dire che si parla troppo di mercato, banalmente ;-)

 

Poi, se ti posso dire la mia, sono del parere che invece in Italia si tratti veramente troppo poco l'argomento tattico e ci si concentri davvero tanto sulla tecnica individuale. Che è importantissima, intendiamoci, ma per quello purtroppo ci possiamo fare il giusto ora come ora, visto che il livello del calcio italiano è quello che è. E proprio per questo motivo diventa importante organizzare le squadre (dalla Nazionale in giù) in modo tale da ovviare a questi limiti.

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2 minuti fa, jouvans ha scritto:

Poi c'è un accenno nell'articolo, soprattutto all'inizio, relativo al movimento calcio italico nel suo complesso e, aggiungo io, ieri si è usciti giocando col solito 5-3-2 di cui parlava anche Matic nella sua famosa intervista. Ebbene, è una cosa quasi dantesca, una sorta di contrappasso: così come la Liga produce un certo tipo di calcio che poi di riflesso si vede anche nella loro nazionale, parimenti il paese concettualmente più indietro del mondo, dove ancora l'85% della sua massima serie gioca in 5-3-2, produce una nazionale specchio del suo campionato, che esce facendo catenaccio e giocando 5-3-2. Nulla accade per caso, tanto meno nel calcio di alto livello.

Aggiungo poi che se te vuoi giocare 5-3-2 e mi metti un'ala a fare il quinto di destra, quando hai almeno altri due che possono fare quel ruolo, già partiamo male .sisi

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37 minuti fa, jouvans ha scritto:

Non ho ancora avuto modo di vederlo, ma è chiaro che se si va sul piano tattico "vero" è giusto ed anzi doveroso analizzare quella azione, che di fatto ha indirizzato la partita e capire perchè e come è nata tatticamente.
In questo articolo invece, si esprimono concetti più generali, ultimamente messi in discussione pure qui nel cafe (al riguardo basterebbe vedere gli ultimissimi post che c'erano prima della chiusura-riapertura del cafe per la sosta nazionali), ma che invece sono concetti "sacri" nel calcio di oggi e che appunto anche l'articolo tocca, ovvero:
1) si può giocare a pallone anche in 10
2) fare le barricate ormai non ha più senso o meglio, è deleterio e fa sembrare forte perfino la Bosnia
3) se attacchi male difendi anche male (e, aggiungo io, è vero e simmetrico anche l'opposto)
4) oggi come oggi, senza idee, un piano gara serio, ecc.. non solo capita che l'avversario ti metta facilmente in difficoltà. Capita che in difficoltà tu ti ci metta innanzitutto da solo.

Poi c'è un accenno nell'articolo, soprattutto all'inizio, relativo al movimento calcio italico nel suo complesso e, aggiungo io, ieri si è usciti giocando col solito 5-3-2 di cui parlava anche Matic nella sua famosa intervista. Ebbene, è una cosa quasi dantesca, una sorta di contrappasso: così come la Liga produce un certo tipo di calcio che poi di riflesso si vede anche nella loro nazionale, parimenti il paese concettualmente più indietro del mondo, dove ancora l'85% della sua massima serie gioca in 5-3-2, produce una nazionale specchio del suo campionato, che esce facendo catenaccio e giocando 5-3-2. Nulla accade per caso, tanto meno nel calcio di alto livello.

Il calcio Italiano è alla deriva (secondo me) perché il "gioco all'Italiana" ( quello fatto di difesa e ripartenze) sta morendo.

In Europa l'unica che fa bene è l'Atalanta che proponeva e sta proponendo un calcio diverso.

 

Il calcio che propongono i vari Allegri, Inzaghi, Conte è sull'orlo del precipizio, ma anche quello di Simeone.

Ogni tanto ha un sussulto, ma sta affondando.

 

 

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1 hour ago, onetime said:

Ho capito, anzi avevo già inteso il senso del tuo intervento, ma mi sorgono due punti:

 

1) allora com'è possibile che la Bosnia abbia massacrato l'Italia, ieri? Non credo che abbia giocatori che fanno la differenza con il loro tasso tecnico superiore. Detto che non è che la Bosnia ieri abbia fatto niente di trascendentale sotto il punto di vista tattico, ma se tu ad un avversario gli lasci campo per tutta la partita, poi i risultati si vedono. Eccome se si vedono. E aggiungo, com'è possibile che il Como sia quarto (per adesso) in Serie A? Ha giocatori sicuramente con una gran tecnica, ma quanti di questi li avremmo voluti alla Juventus in estate (escluso Nico Paz, ovviamente)?

 

2) sicuramente l'errore di Kean è di natura tecnica, ma arriva dopo decine di metri di campo che si è dovuto fare palla al piede. Se invece di recuperare palla dietro la linea di centrocampo lo avesse fatto, non dico davanti l'area di rigore, ma almeno sulla trequarti avversaria, non pensi che sarebbe stato più lucido una volta arrivato al tiro?

 

Comunque, il mio post non era certamente per scoraggiarti ad intervenire qui, ci mancherebbe altro. Solo che onestamente interventi come quello non li comprendo perché sarebbe come entrare in un topic che parla di mercato e dire che si parla troppo di mercato, banalmente ;-)

 

Poi, se ti posso dire la mia, sono del parere che invece in Italia si tratti veramente troppo poco l'argomento tattico e ci si concentri davvero tanto sulla tecnica individuale. Che è importantissima, intendiamoci, ma per quello purtroppo ci possiamo fare il giusto ora come ora, visto che il livello del calcio italiano è quello che è. E proprio per questo motivo diventa importante organizzare le squadre (dalla Nazionale in giù) in modo tale da ovviare a questi limiti.

1) La Bosnia ieri sera ha vinto ai rigori, non ci ha battuto, ma solo perchè è una squadra mediocre e tu (intendo Italia), che sei un maestro di tattica, non hai saputo in nessun modo, arginare una squadretta che ti ha obbligato a subire oltre 30 tiri. Strana la cosa visto che si dice che l'Italia sia il paese del tatticismo e delle strategie (purtroppo tutte fallimentari).

 

2) Il Como è 4 perchè come hai detto tu, hanno giocatori tecnici  e Fabregas è uno che li sa mettere nella giusta collocazione facendo in modo che l'unità di squadra questa tecnica la elevi ancora di più.

 

3) Kean è un altro mediocre, che non è la prima volta che sbaglia gol assurdi davanti alla porta (ho ancora negli occhi l'errore clamoroso che fece nella partita contro L'A. Madrid). Se fosse stato più vicino alla porta avrebbe fatto meglio? Forse si, ma per poter stare più vicino alla porta, devi avere un centrocampo che ti sorregge e che ti permetta di fare ciò che hai detto tu (e siamo sempre li, servono giocatori in grado di tener palla e saperla far girare e anche questo a parer mio c'entra poco con la tattica).

 

4) Infine, se vuoi saperne ulteriormente una mia, di tattica si parla troppo invece e il fatto che si sia arrivati al punto di pensare troppo alla fisicità, alla corsa e al tatticismo estremo, restringendo e di molto lo spazio tecnico, la dice lunga sui risultati della nostre in giro per l'Europa.

 

5) Attenzione: nel mio post me ne guardo bene dal dire che il tatticismo non ci voglia, ma per come intendo il calcio io, la tecnica e i campioni ti fanno vincere, il troppo tatticismo diventa un limite.

 

Con il mio massimo rispetto, ti porgo i miei saluti

 

Demon

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20 minuti fa, Il Demone ha scritto:

1) La Bosnia ieri sera ha vinto ai rigori, non ci ha battuto, ma solo perchè è una squadra mediocre e tu (intendo Italia), che sei un maestro di tattica, non hai saputo in nessun modo, arginare una squadretta che ti ha obbligato a subire oltre 30 tiri. Strana la cosa visto che si dice che l'Italia sia il paese del tatticismo e delle strategie (purtroppo tutte fallimentari).

 

2) Il Como è 4 perchè come hai detto tu, hanno giocatori tecnici  e Fabregas è uno che li sa mettere nella giusta collocazione facendo in modo che l'unità di squadra questa tecnica la elevi ancora di più.

 

3) Kean è un altro mediocre, che non è la prima volta che sbaglia gol assurdi davanti alla porta (ho ancora negli occhi l'errore clamoroso che fece nella partita contro L'A. Madrid). Se fosse stato più vicino alla porta avrebbe fatto meglio? Forse si, ma per poter stare più vicino alla porta, devi avere un centrocampo che ti sorregge e che ti permetta di fare ciò che hai detto tu (e siamo sempre li, servono giocatori in grado di tener palla e saperla far girare e anche questo a parer mio c'entra poco con la tattica).

 

4) Infine, se vuoi saperne ulteriormente una mia, di tattica si parla troppo invece e il fatto che si sia arrivati al punto di pensare troppo alla fisicità, alla corsa e al tatticismo estremo, restringendo e di molto lo spazio tecnico, la dice lunga sui risultati della nostre in giro per l'Europa.

 

5) Attenzione: nel mio post me ne guardo bene dal dire che il tatticismo non ci voglia, ma per come intendo il calcio io, la tecnica e i campioni ti fanno vincere, il troppo tatticismo diventa un limite.

 

Con il mio massimo rispetto, ti porgo i miei saluti

 

Demon

Ok 👍

 

Saluti a te 😊

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6 hours ago, onetime said:

schierava gente che non è in nessun top team europeo, tra cui (vorrei sottolinearla questa cosa perché forse è passata sottotraccia) un giocatore del PSV Eindhoven. Però non la squadra A del PSV, ma lo Jong PSV!! Quella che è per noi la NextGen!! Mi riferisco al ragazzo che ha tirato il rigore decisivo, Bajraktarević, che ha fatto ammattire la difesa dell'Italia per tutta la gara.

Poche storie: la Bosnia è sembrata tecnicamente molto superiore all'Italia.

Ci hanno palleggiato in faccia per 120'.

Sembravano loro la Grande Squadra, che ha vinto 4 Mondiali, mentre noi sembravamo la Nazionale di una piccola nazioncina spaurita.

 

Quel giocatore che segnali, è appunto l'emblema di un vivaio di un Paese molto piccolo rispetto al Nostro, ma che, evidentemente, viene sfruttato al meglio.

Il vivaio Italiano, invece, è in un loop negativo da almeno 20 anni oramai. Ma sarebbe meglio dire che tutto il nostro Paese lo è (discorso lungo e non è questo il luogo adatto).

 

Basterebbe comunque riportare qui, quanto ho sentito dire in una trasmissione, dalla bocca di un allenatore delle giovanili, Mario Gatta, collaboratore di Juventibus.

 

Mister Gatta ha raccontato in maniera semplice la situazione assurda e drammatica del nostro Vivaio Calcistico.

I punti fondamentali della sua spietata disamina sono questi:

 

1) Una volta si andava dalle varie Società a fare il provino, e, se eri bravo ti prendevano e ti facevano giocare. Oggi invece non esiste più quella "meritocrazia". I giovani calciatori devono pagare. E vengono presi e giocano solo perchè pagano. Quella è diventata la selezione. E le scuole calcio costano tantissimo.

 

2) in base a quanto sopra, il vivaio si restringe alla base, perchè tante famiglie, che non possono permettersi la spesa, non mandano i figli a giocare a calcio.

 

3) Fin dalle giovanili c'è la mentalità "risultatista", per la quale conta solo il risultato. Non viene promossa la tecnica, ma vengono istruiti i ragazzi a giocare con moduli difensivi, e vengono portati avanti sempre i più grossi fisicamente, perchè più adatti ad un calcio basico e fisico.

 

Ecco che i risultati di questa politica suicida, che viene portata avanti oramai da anni, si vedono in campo ai giorni nostri:

 

Noi abbiamo il cris*one di due metri (Pio Pio), che gioca nel nostro sistema palla lunga e pedalare, e si ca*a addosso a calciare un rigore, mentre una Bosnia qualsiasi si permette di schierare ragazzi di 20 anni che giocano con grande tecnica, senza paura, e poi segnano pure il rigore decisivo.

 

Non parliamo poi della Norvegia... che ci ha seppellito di gol... cioè... dico... LA NORVEGIA???!!

Perchè, non dimentichiamo che se siamo andati agli spareggi, è perchè siamo stati surclassati da una Nazione che solo pochi anni fa ci vedeva col binocolo!

Il nostro calcio è messo male, ma male male male!!!

 

Cosa ne pensa il nostro Mister @jouvans?

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32 minutes ago, saturnz70 said:

Poche storie: la Bosnia è sembrata tecnicamente molto superiore all'Italia.

Ci hanno palleggiato in faccia per 120'.

Sembravano loro la Grande Squadra, che ha vinto 4 Mondiali, mentre noi sembravamo la Nazionale di una piccola nazioncina spaurita.

 

Quel giocatore che segnali, è appunto l'emblema di un vivaio di un Paese molto piccolo rispetto al Nostro, ma che, evidentemente, viene sfruttato al meglio.

Il vivaio Italiano, invece, è in un loop negativo da almeno 20 anni oramai. Ma sarebbe meglio dire che tutto il nostro Paese lo è (discorso lungo e non è questo il luogo adatto).

 

Basterebbe comunque riportare qui, quanto ho sentito dire in una trasmissione, dalla bocca di un allenatore delle giovanili, Mario Gatta, collaboratore di Juventibus.

 

Mister Gatta ha raccontato in maniera semplice la situazione assurda e drammatica del nostro Vivaio Calcistico.

I punti fondamentali della sua spietata disamina sono questi:

 

1) Una volta si andava dalle varie Società a fare il provino, e, se eri bravo ti prendevano e ti facevano giocare. Oggi invece non esiste più quella "meritocrazia". I giovani calciatori devono pagare. E vengono presi e giocano solo perchè pagano. Quella è diventata la selezione. E le scuole calcio costano tantissimo.

 

2) in base a quanto sopra, il vivaio si restringe alla base, perchè tante famiglie, che non possono permettersi la spesa, non mandano i figli a giocare a calcio.

 

3) Fin dalle giovanili c'è la mentalità "risultatista", per la quale conta solo il risultato. Non viene promossa la tecnica, ma vengono istruiti i ragazzi a giocare con moduli difensivi, e vengono portati avanti sempre i più grossi fisicamente, perchè più adatti ad un calcio basico e fisico.

 

Ecco che i risultati di questa politica suicida, che viene portata avanti oramai da anni, si vedono in campo ai giorni nostri:

 

Noi abbiamo il cris*one di due metri (Pio Pio), che gioca nel nostro sistema palla lunga e pedalare, e si ca*a addosso a calciare un rigore, mentre una Bosnia qualsiasi si permette di schierare ragazzi di 20 anni che giocano con grande tecnica, senza paura, e poi segnano pure il rigore decisivo.

 

Non parliamo poi della Norvegia... che ci ha seppellito di gol... cioè... dico... LA NORVEGIA???!!

Perchè, non dimentichiamo che se siamo andati agli spareggi, è perchè siamo stati surclassati da una Nazione che solo pochi anni fa ci vedeva col binocolo!

Il nostro calcio è messo male, ma male male male!!!

 

Cosa ne pensa il nostro Mister @jouvans?

:forza:

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1 ora fa, saturnz70 ha scritto:

 

Cosa ne pensa il nostro Mister @jouvans?

Io penso che il problema sia tanto a monte quanto a valle (ed è grave, perchè sarebbe meglio e più "curabile" se invece fosse più circoscritto..).


Partendo "dal basso": in questi giorni sto parlando molto spesso in privato con Giannij Stinson che fa il mio stesso mestiere di "mister di provincia" e ci confrontiamo su come sia difficile, per noi ("dal basso", appunto, e cioè dove lavoriamo noi due "provinciali"), avere una dirigenza che ascolta, che capisce, che ti fa fare le cose nel modo giusto, avere i mezzi anche logistici, ecc..
In questo senso aveva inoltre detto una cosa sacrosanta Agnelli e cioè che ormai i giovani, al di là di quello che dice mister Gatta, a giocare a pallone, almeno in Italia, ci pensano sempre di meno e in generale, ai giovani, ormai interessano più i social, la trap, i videogames, ecc...
E infatti io, fino a pochi anni fa, dovevo lasciare a casa dei ragazzi, tutti rigorosamente italiani, perchè si iscrivevano in troppi... adesso fatico ad arrivare a 22-23 arruolabili e, di questi, i due terzi sono figli di immigriati di prima o di seconda generazione. Italiani sempre meno.

Poi c'è il problema apicale. Abbiamo troppe squadre professionistiche, troppo peso dato alle leghe dilettanti e/o minori quando si sceglie il capo della FIGC (e questo lo dico contro il mio interesse di piccola realtà, ma va detto onestamente).. ciò non va bene e infatti ci sarà un motivo per cui praticamente in tutta Europa la A è a sè stante dal calcio minore. Non per razzismo calcistico, ma per banali motivi di tipologia di business. Non è che Stellantis fa le sue strategie sulla base del ferramenta all'angolo, così come il ferramenta non approccia di certo al suo negozio come Stellantis si approccia all'assemblea degli azionisti. E invece da noi, lo si rivedrà anche adesso quando finalmente defenestreranno Gravina, a decidere il capo (anche della A, che è il serbatoio della nazionale) lo decideranno i voti delle leghe minori che hanno tutt'altri interessi, conoscenze e priorità rispetto ai top team. Non ha senso fare decidere il presidente di Stellantis dalla "lega ferramentai romagnoli" e, parimenti, non ha senso che i ferramenta si becchino dall'alto meccaniche e modelli di business nati e pensati per delle multinazionali. Questo mischione produce clientele, immobilismo, nomine ad minchiam e non fa crescere nè le piccole società nè le grandi (quest'ultime assoggettate a un presidente Figc che, per tenersi i voti delle piccole, non può aiutare la lega Top e cioè la A ad evolvere "troppo", se poi ciò va a discapito dei "piccolini" che lo hanno eletto e che lo tengono lì).

 

Infine c'è il discorso calcistico vero e proprio e qui lo diciamo sempre, ma poi ce ne ricordiamo solo quando capita qualcosa "di storto". E cioè: l'Italia è il paese del risultatismo estremo, dell'uovo oggi sempre meglio della gallina domani (e infatti chi progetta viene sbeffeggiato.. "progetti fantasiosi" - cit storica), ecc...
Presi come siamo dalla sindrome di Dick Dastardly, che vuole vincere subito (anche male, come da suo cartone animato) alla fine non vinciamo mai (proprio come lui nel suo cartone animato...). Siamo pieni di dinosauri a tutti i livelli: preparazione atletica (ancora troppa palestra ad esempio), scouting (si preferisce quasi sempre il bestione a quello che sa giocare a calcio), rimane (fra i tanti danni fatti da Gianni Brera) anche il danno che gli "abatini" (cit. Brera appunto) non vanno bene anche se hanno piedi fatati.. ci vogliono i marcantoni, eh già.. e poi se prendi gol dalla Bosnia facendo catenaccio è colpa dell'arbitro e che sei in 10.. se prendi gol in contropiede giocando una gran partita, poi vengono nel cafe a dirmi: "ah ah ah.. hai visto il gioco offensivo??" dimenticando che il gol preso vale sempre "uno" lo stesso, ma almeno quello il gol l'ha preso provando a giocare come fa tutto il resto del mondo (che al mondiale ci va e le Champions le vince) e non come quell'altro che il gol magari non lo prende ma poi chiude la stagione con zeru tituli (cit) e zero evoluzione dei suoi calciatori e del nostro movimento calcio. Siamo il paese, anche all'estero, del 5-3-2, cosa per cui ci sfottono e con cui siamo usciti anche ieri dal mondiale e, cosa più grave, pensiamo "di essere noi i furbi in 5-3-2 e contropiede che poi ne prendono 7" (cit Del Piero), ma è davvero così che funziona: a cominciare da media e tifosi e dunque la vedo durissima uscire da questo cul de sac e circolo vizioso che parte dai vertici, passa per chi nel nostro calcio ci lavora quotidianamente e arriva fino alla mentalità di tifosi e giornalisti.

Edit.. su come e perchè la Bosnia ci abbia palleggiato in faccia, è spiegato, a mio avviso anche abbastanza bene, nell'articolo di Rivista Undici che ho postato poco più indietro qui nel cafe 👍

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35 minuti fa, Il Demone ha scritto:

:forza:

Aspetta però. Perché il neretto è fondamentale.

 

"Fin dalle giovanili c'è la mentalità "risultatista", per la quale conta solo il risultato. Non viene promossa la tecnica, ma vengono istruiti i ragazzi a giocare con moduli difensivi."

 

E' sostanzialmente quello che si contesta qua dentro.

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