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nelnomedelpaolo

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  1. nelnomedelpaolo

    In Ascolto - La VoStra musica

    https://www.youtube.com/watch?v=Uf2Opoco_3I
  2. nelnomedelpaolo

    Squadra "B" Juventus: quale nome?

    Avanti Savoia FERT
  3. nelnomedelpaolo

    Guerra di Siria e situazione mediorientale: news e commenti

    http://www.lastampa.it/2018/04/19/esteri/lultima-arma-contro-assad-una-brigata-arabosunnita-per-fermare-lesercito-del-raiss-KZKP4ewEs0LtGlBIYTiOhI/pagina.html America e Arabia Saudita preparano un’armata arabo-sunnita per contrastare le milizie sciite e impedire a Bashar al-Assad di riprendersi tutta la Siria, mentre l’esercito siriano si lancia alla conquista delle ultime sacche ribelli e spari misteriosi costringono gli ispettori dell’Opac a rinviare le indagini sull’attacco chimico a Douma. Ieri l’Onu ha rivelato che la sua squadra sulla sicurezza lunedì è finita sotto il fuoco mentre verificava le condizioni nel sobborgo della capitale, ripreso dai governativi pochi giorni fa. «Non ci sono stati feriti» ma l’episodio è destinato ad alimentare le tensioni e i sospetti fra Russia e le potenze occidentali che sabato hanno condotto raid per «punire» l’uso di armi proibite. Una verifica da parte dell’Onu serve anche a dare legittimità all’azione di Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna. La «triplice alleanza» pensa anche a dare un seguito sul terreno al blitz missilistico. Washington vuole disimpegnarsi, senza però lasciare il campo libero a russi e iraniani. Ed è riemersa con forza l’ipotesi di un intervento militare dei Paesi del Golfo. Martedì è arrivata la conferma da parte del ministro degli Esteri di Riad Adel al-Jubeir. Sauditi e alleati sono disponibili e un loro contingente renderebbe possibile il ritiro delle truppe a stelle e strisce, magari entro quest’anno come vorrebbe Donald Trump. Usa e Arabia Saudita hanno aggiornato un’idea soppesata fin dal 2015, quando l’intervento russo ha salvato il raiss. Alla fine Barack Obama scelse di appoggiare i guerriglieri curdi dello Ypg, in modo da fermare l’Isis ma senza rovesciare il regime. Come in una partita a scacchi, però, l’appoggio allo Ypg ha spinto la Turchia al fianco della Russia e dell’Iran. E ora Washington si trova davanti a un altro dilemma. Se lascia mano libera a Erdogan lo Ypg verrà distrutto e la Siria spartita fra le tre potenze del «patto di Astana». Se non cede deve restare in un angolo di Siria per anni. L’armata sunnita può risolvere il dilemma. Già nel febbraio del 2016 l’Arabia Saudita aveva ammassato migliaia di uomini di 20 nazioni nell’esercitazione Tuono del Nord. Era l’abbozzo dell’alleanza che ha coinvolto Egitto e Pakistan e ha avuto il suo banco di prova nella guerra in Yemen, dando scarsa prova di sé. Un’operazione in Siria presenta molti più ostacoli legali e logistici. Si tratta di entrare nel territorio di uno Stato sovrano senza mandato Onu, in quanto la Russia porrà il veto. L’idea iniziale, nel 2015, era di un’offensiva dalla Giordania che avrebbe portato le truppe sunnite a congiungersi con i ribelli alla periferia di Damasco, in quella Ghouta orientale schiacciata da Assad proprio per evitare rischi di questo tipo. A completare l’opera di messa in sicurezza della capitale ieri l’esercito siriano ha lanciato l’assalto anche al campo di Yarmouk, controllato ancora dall’Isis, e all’enclave sui Monti Qalamoun. Per «l’armata sunnita» ora l’unica via di accesso è attraverso l’Iraq, un Paese dove le milizie sciite hanno già minacciato azioni contro le truppe Usa. Teheran non intende arretrare. Ieri il presidente Hassan Rohani ha rilanciato il piano di riarmo, che prevede anche l’operatività del sistema anti-aereo S-300. Sistemi russi sono stati trasferiti anche dall’Iran alla Siria. Indiscrezioni israeliane hanno precisato che l’obiettivo del raid del 9 aprile sulla base T4 era anche una batteria anti-aerea Tor. Gli iraniani dispongono già di dozzine di batterie più piccole e c’è il sospetto che abbiamo partecipato all’abbattimento di un F-16 con la Stella di David lo scorso 10 febbraio.
  4. nelnomedelpaolo

    Statistiche Juventus di Allegri in Champions League

    teniamocelo stretto
  5. nelnomedelpaolo

    Emergenza sbarchi e profughi: news e commenti

    se l'intolleranza fosse figlia del monoteismo oggi banalmente i cristiani in asia non subirebbero persecuzioni da parte di induisti e buddhisti
  6. nelnomedelpaolo

    Emergenza sbarchi e profughi: news e commenti

    l'equazione tolleranza = valore è tutta da dimostrare poi di druidi a partire dal ii secolo se ne sono visti pochi, eccetto quelli farlocchi, qualcosa contro il culto di bacco me lo ricordo e vagamente qualcosa anche contro i cristiani
  7. nelnomedelpaolo

    Emergenza sbarchi e profughi: news e commenti

    a molti immigrati verrà erogata una pensione e beneficiano già da ora del ssn e lo faranno in futuro, così come più in generale beneficiano dello stato sociale ...
  8. nelnomedelpaolo

    Guerra di Siria e situazione mediorientale: news e commenti

    quadro storico completo ripeto la definizione criminale a mio avviso lascia il tempo che trova, ma, al netto del giudizio morale che si ha di assad, si deve riconoscere che le carte che aveva in mano le ha giocate tutte perfettamente e sarà il re di una collina di macerie, ma resta con la corona in testa
  9. nelnomedelpaolo

    Guerra di Siria e situazione mediorientale: news e commenti

    sì ma l'uomo della strada è anche il cristiano che vive ad aleppo non ha particolari simpatie per assad, ma vede che il fsa accetta l'alleanza con al nusra e nel frattempo vede un dall'oglio che si era espresso duramente su assad (e tra parentesi la reazione del regime era stata molto blanda perché non è siriano) che rientra clandestinamente in siria e viene sequestrato dagli estremisti e non si sa ancora oggi che fine abbia fatto era chiaro a tutti in siria che legarsi al regime fosse un rischio, ma l'altra strada era ancora più dubbia. L'alternativa alla stragrande maggioranza dei cristiani è parsa tra sopravvivenza e una speranza di un dopo dai contorni incerti. e nella scelta gioca anche la storia recente, perché, correggimi se sbaglio, ma la radicalizzazione contro i cristiani (crociati) ha interessato negli ultimi 30 anni più il mondo sunnita che quello sciita
  10. nelnomedelpaolo

    Guerra di Siria e situazione mediorientale: news e commenti

    parzialmente ot lepanto è una battaglia centrale a livello propagandistico, ma le sue ricadute pratiche sono minime (la lega cristiana nella sostanza si scioglie, i turchi rimettono in mare la flotta, cipro rimane turca, creta cadrà nel secolo successivo e soprattutto la pirateria non cala col conseguente declino del commercio mediterraneo)
  11. nelnomedelpaolo

    Guerra di Siria e situazione mediorientale: news e commenti

    Dovresti chiederti perché hanno scelto l'uovo oggi. Voglio dire questi vedono che nell'ultimo ventennio episodi di intolleranza verso i cristiani sono aumentati in tutta l'area, anche in paesi come l'egitto dove la comunità cristiana conta milioni di fedeli, mentre in siria i cristiani sono tutelati dal regime, tant'è che dopo la geniale campagna contro saddam molti cristiani in fuga sono stati accolti proprio in siria. Vedono che in egitto (paese a maggioranza sunnita) le elezioni le vincono i fratelli musulmani e vedono che il post gheddafi è il caos con la libia (paese sunnita) diviso tra generali, capi tribali, milizie islamiste, avventurieri e criminali Quando scoppia la guerra civile in siria i cristiani non prendono posizione aprioristicamente a favore del regime. Però le milizie ribelli si ingrossano con gente di alnusra, isis e compagnia bella (provenienza sunnita), ci sono notizie di villaggi cristiani che non si erano dichiarati per nessuna delle parti in causa (e la guerra è scoppiata da pochi mesi) attaccati e di luoghi di culto profanati, mentre l'esercito di assad non adotta questa condotta bellica. Per di più i cristiani che avevano partecipato alla prima parte della rivoluzione quando a novembre si crea il governo provvisorio sono esclusi dagli organi decisionali e, fiutata l'aria, cambiano barricata. Mettendomi nei loro panni (e in quelli di tutte le minoranze) qualche domanda me la sarei fatta. Vinci con assad e sei tranquillo sul breve periodo. Vincono i ribelli e tu li appoggi. Bene. Il giorno dopo cosa succede? Secondo stadio della guerra civile o elezioni? Se ci sono le elezioni chi mi assicura che dall'urna non esca qualche sorpresa? Altra guerra civile tra islamisti e "laici"? Ti schieri coi laici. Se perdi il miglior scenario è la diaspora. Se vinci nuove elezioni e si ritorna al punto di prima. Mi sembra una chiamata piuttosto forzata, altre strade non ne hanno viste e o sono tutti ciechi o ...
  12. nelnomedelpaolo

    Guerra di Siria e situazione mediorientale: news e commenti

    Premessa. Odio l'espressione Occidente per motivi che esulano dal tema. L'ho usata solo perché i media e la politica europea si sono appiattiti fin da subito alla versione usa seguendo i picchi di interesse d'oltreoceano per la questione siriana (primi tumulti e repressione, aleppo e crimini del regime, isis, intervento russo) che bene o male coincidono con le diverse fasi della gestione americana del caso siriano (sostegno ai ribelli, intervento, disimpegno parziale). Altra premessa non credo che in nessuna guerra nel corso dell'ultimo secolo ci sia una parte in causa che non abbia commesso crimini, al di là dei giudizi di tribunali e storia che, si sa, sono benevoli verso i vincitori, quindi il giudizio su assad criminale pare politicamente debole. Alla domanda di apertura risponderei che si è sostenuta, fino all'esplosione del bubbone isis, una duplice tesi: assad è un piccolo male assoluto e il popolo siriano sogna la democrazia. Poi è venuto l'isis e la priorità è divenuta l'abbattere il mostro, ma assad restava il cattivo numero due da abbattere e causa del successo dell'isis (qui assad ha le sue belle colpe perché gli uomini isis sono entrati in iraq dalla siria, ma il flusso di soldi non partiva da damasco). Poi si entra nella fase tre: la russia in campo con assad, e ormai han capito tutti che non sarebbe più caduto, gli usa si concentrano su kim e per conseguenza l'opinione pubblica usa e, a traino, quella europea mettono la siria nel dimenticatoio, l'unico marginale argomento di interesse era la questione curda, ma con un suicidio politico si sono giocati le simpatie generali con la scommessa sull'indipendenza del curdistan iraqeno, come se la regione avesse bisogno di un altro elemento di destabilizzazione. Oggi a che punto siamo. Viviamo sull'eco di fondo dell'assad cattivo con, come ricorda juventusonly nel post dopo il tuo, la postilla ma gli altri sono i barbuti che tagliano la gola (due verità parziali) e tra le due parti per "pusillanimità", io dico ignavia, giriamo la testa perché non vogliamo prendere posizione. Poi diciamocela tutta per le cancellerie europee la non volontà coincide con la non possibilità, ma questo è un altro discorso, gli usa invece un disegno chiaro lo avevano in mente, da qui i toni delle prime narrazioni dei fatti di siria, poi la geopolitica e il dopo gheddafi e il dopo mubarak hanno sconsigliato di percorrere quella strada
  13. nelnomedelpaolo

    Guerra di Siria e situazione mediorientale: news e commenti

    Tutto può essere. Ma padre mounir è uno dei tanti cristiani di siria ad aver contraddetto la narrazione dominante in occidente. Non escluderei che i membri di una minoranza religiosa si siano posti la domanda "staremo meglio sotto assad o nella nuova siria dei ribelli non proprio democratici?"
  14. nelnomedelpaolo

    Guerra di Siria e situazione mediorientale: news e commenti

    su ghouta e informazione https://www.tempi.it/siria-su-ghouta-voi-europei-raccontate-una-verita-parziale-quelli-sono-terroristi#.WpPRSejOU1s
  15. non sono pregiudizialmente contrario per quanto per il contesto italiano l'utilità sarebbe allo stato attuale quasi nulla vista la permanenza dell'ombrello nato contro le minacce esterne e l'assenza all'orizzonte di scenari da guerra civile sull'inutilità di coscritti e di volontari non specializzati in caso di conflitto dissento fermamente (donbass, "guerre all'isis", yemen ... di scarponi sul terreno ne servono molti"
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