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Marmellata Puffin

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  1. Di sicuro è un attaccante dotato
  2. Meglio così, se li avessero ammoniti avrebbero dato adito alle solite polemiche da due soldi: “chissa come mai ammoniscono i diffidati prima della gara con la Juve…” Riuscirono a far polemica per le ammonizioni di Petruzzi e Nastase (due fuoriclasse) prima di affrontare la Juve di Capello, non serve aggiungere altro.
  3. Marmellata Puffin

    La maledizione di Damien

    La Juve era sull’orlo del baratro, con Comolli abbiamo fatto un passo avanti.
  4. Marmellata Puffin

    Quest’anno basta

    Quindi basta comprare giocatori forti che costino poco?
  5. Marmellata Puffin

    Quest’anno basta

    Secondo me il problema della Juventus negli ultimi anni è diventato strutturale: puntiamo sistematicamente al quarto posto, perché garantisce l’accesso alla Champions e il relativo ritorno economico. Il punto è che quei soldi vengono poi reinvestiti per comprare giocatori pronti, funzionali giusto a garantirti… un altro quarto posto. Un circolo vizioso. Per sostenere questo modello si finisce anche per sacrificare i giovani della Next Gen, o quelli che potrebbero essere inseriti in prima squadra e accompagnati in un percorso graduale. Risultato: ogni anno rivoluzioniamo mezza squadra, senza costruire mai una base stabile, e restiamo una squadra da quarto posto, né più né meno. Secondo me questo approccio non può portarci lontano. La Juve deve puntare a vincere, certo; ma se non hai le condizioni per farlo subito, allora ha più senso investire seriamente sui giovani, accettando anche il rischio di non arrivare al quarto posto in una stagione. Solo così puoi sperare di costruire una squadra realmente competitiva nel giro di qualche anno, coltivando i giocatori invece di bruciarli o svenderli. È un cambio di mentalità, ma forse è l’unico modo per uscire da questa mediocrità programmata.
  6. Marmellata Puffin

    Openda, un potenziale inespresso

    È un fatto anche che a questo punto della stagione il suo score sia di 0 gol e 0 assist. Mi auguro che si sblocchi, ma per adesso è un po’ un oggetto misterioso.
  7. Marmellata Puffin

    Di Gregorio e i tiri da lontano: un problema per la Juve

    Secondo me in quella situazione avanzare leggermente la posizione ti aiuta a coprire meglio lo specchio, poi il tiro era angolato e magari non lo prendeva comunque. Ma del resto, se per il portiere non fosse un vantaggio stare più avanti, non ci sarebbe la regola che lo obbliga a rimanere sulla linea nei rigori.
  8. Marmellata Puffin

    Di Gregorio e i tiri da lontano: un problema per la Juve

    Il tiro sarà anche angolato, ma lui è troppo sulla linea.
  9. Marmellata Puffin

    Giocatori storici di qualità con dribbling

    Ripesco un nome di nicchia: Marko Pjaca Mi ricordo all’esordio con la Lazio, dribbling doppio passo e tiro con grande naturalezza. Carriera falcidiata dagli infortuni fin dagli esordi, poi non ha mai espresso il suo potenziale. Un what if.
  10. Hanno una rosa da 352, gli serve un allenatore amante del 352
  11. Se proprio vogliono continuare con Inzaghi che prendano Pippo
  12. Marmellata Puffin

    Uefa Champions League • Finale: PSG-Inter 5-0

    Credo su Youporn
  13. Marmellata Puffin

    Uefa Champions League • Finale: PSG-Inter 5-0

    Quinta finale…c’è anche quella di Europa League contro il Siviglia
  14. Alla fine, secondo me, l’errore più grande di Giuntoli non è stato il mercato, né la scelta di Thiago Motta in sé. Il vero problema è stato come ha gestito il rapporto tra l’allenatore e la squadra. Inizialmente è sembrato assecondarlo in tutto: ogni scelta, ogni decisione, anche quelle che magari stavano creando tensioni interne. Poi, quando si è accorto che lo spogliatoio gli stava sfuggendo di mano, ha cambiato rotta e lo ha mandato via. Ma così hai fatto il doppio danno: prima lasci correre, poi scarichi. Un dirigente, soprattutto in una società come la Juve, deve saper leggere in anticipo certe frizioni, intervenire per mediare, non aspettare che la situazione precipiti. Giuntoli doveva: – parlare con l’allenatore, magari convincerlo ad ammorbidire certe posizioni; – al tempo stesso, mantenere intatta l’autorevolezza di Thiago Motta davanti alla squadra. Questo è il compito di un dirigente vero: non solo fare mercato, ma anche tutelare l’equilibrio dello spogliatoio e la credibilità del progetto tecnico. E secondo me, su questo, ha fallito.
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