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  1. Al 25’ Meret esce a valanga su Ronaldo lanciato verso la porta. Il portoghese vola a terra per evitare lo scontro con il portiere del Napoli, non c’è un’immagine che chiarisca se il contatto ci sia stato (con la scarpa sembrerebbe toccare il malleolo di Ronaldo), ma Rocchi punisce comunque il movimento di Meret che alza il piede destro per fermare l’avversario dopo che questo ha spostato il pallone. Corretta la decisione di estrarre il rosso, come quella di non riguardare l’episodio con una review, non trattandosi nel caso di un errore chiaro ed evidente. Nella ripresa, al 3’ Pjanic, già ammonito, intercetta intenzionalmente il pallone con il braccio: gesto istintivo, ma meritevole della seconda ammonizione. Al 36’, sugli sviluppi di un calcio d’angolo Fabian Ruiz calcia al volo e la palla sbatte sul braccio destro di Alex Sandro. La distanza è ravvicinata ma il braccio troppo largo: oppone ostacolo ad un tiro che sarebbe passato, da punire anche in base alle ultime indicazioni dell’Ifab. Bene fa il Var Irrati a suggerire la review e la conseguente correzione. La Gazzetta dello Sport Una partita ricchissima di episodi. L’internazionale di Firenze, Gianluca Rocchi, al netto delle tante decisioni cruciali che ha preso (e anche bene), s’è perso solo il secondo giallo per Koulibaly (su Dybala), posto che sul primo ha adottato lo stesso metro usato per il rosso a Meret (parola chiave: “negligente”) per chiara occasione da gol. Giusta la seconda ammonizione data a Pjanic (quelli bravi la chiamano SPA, Stop Promising Attack), giusto (dopo review) il rigore dato al Napoli. Tre gesti che fanno capire la sua serata: ferma il gioco al minuto 13 (l’assistente Tonolini si mette davanti al pallone già piazzato per l’angolo) per l’omaggio ad Astori, dà una carezza sia a Meret che a Pjanic dopo i rossi. NEGLIGENTE. Ronaldo lanciato da un errato passaggio di Malcuit, sposta il pallone, Meret esce dall’area, con lo scarpino destro struscia appena il tacco sinistro di CR7. Contatto quasi nullo, ma l’uscita del portiere del Napoli può essere considerata “negligente”, considerando che è fuori dall’area di rigore (ed il portiere perde le sue “garanzie” che gli derivano dal ruolo) ma soprattutto visto che il regolamento, alla voce “calcio di punizione diretto” indica anche «Sgambettare o tentare di sgambettare». Questo spiega anche il mutismo del VAR (Irrati, non uno qualsiasi) SECONDO OK. Corretta la lettura sul secondo giallo dato a Pjanic: il giocatore della Juve blocca, andando in quella direzione con il braccio sinistro non larghissimo (ma l’intenzione è quella di colpire il pallone), un filtrante di Allan in verticale. RIGORE DA VAR. Di difficile da vedere in campo (c’è il corpo del giocatore bianconero a nascondere il contatto), fa bene Irrati a richiamare Rocchi all’OFR (On Field Review). Il tiro di Fabian Ruiz struscia il petto di Alex Sandro (diverso se ci avesse proprio sbattuto sopra)e finisce sul braccio destro che è largo e per le nuove interpretazioni punibile. RISCHIO. Dicevamo dell’errore commesso da Rocchi: a 4’ dalla fine, ammonisce Koulibaly per un’entrata in scivolata su Emre Can (non lo tocca, ma ha usato lo stesso metro di Meret), pochi minuti dopo commette un fallo duro su Dybala, ne nasce un parapiglia, ma il secondo giallo non esce. Fonte: Il Corriere dello Sport
  2. Juventus (4-3-3): Szczesny; Cancelo, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro; Emre Can, Pjanic, Matuidi; Bernardeschi, Mandzukic, Cristiano Ronaldo.
  3. Una voce fuori dal coro quella di Alessandro Renica. L'ex giocatore del Napoli, ai microfoni di Radio Kiss Kiss, va controcorrente: "Juve aiutata in Supercoppa? Dico la verità: basta parlare delle stesse cose. Da 40 anni sento sempre gli stessi discorsi, tanto che alcune volte si parla di favori per la Juve così da creare alibi per le mancate vittorie. Non mi interessano più queste cose. Il Napoli può vincere l'Europa League". tuttojuve Renica > Bruscolotti
  4. Anastasi65

    La Juventus è l'anti-Napoli

    "La Juventus è l’anti-Napoli". L' articolo di Mimmo Carratelli ( Corriere dello Sport del 28.09.2018), titolava appunto così, provocatorio, ma non troppo se visto dal punto di vista dei tifosi napoletani. Questà incredibile rivalità sportiva tra Juventus e Napoli è fomentata dai giornali, testate web e dalle radio napoletane negli ultimi anni. Chiariello, Alvino, Auriemma, Del Genio sono i paladini di questa crociata, insieme a Pistocchi e un manipolo di altri prodi. Io sinceramente non la sento per nulla. Cosa ha a che spartire la Juventus col Napoli una società che vince mediamente: 1 Scudetto ogni 45 anni 1 Coppa italia ogni 18 anni 1 Trofeo europeo (Coppa Uefa) ogni 90 anni e 2 Supercoppe Italiane omaggio con i buoni pasto, di cui una vinta di c...o ai rigori con noi. Non abbiamo mai lottato punto a punto con loro per lo Scudetto: non sono mai arrivati a distanza di sorpasso all'ultima giornata, non hanno mai vinto uno scudetto dove noi eravamo i principali antagonisti. Voglio dire, capisco la rivalità con la Fiorentina, la Roma , il Torino, il Milan, l' Inter...ma anche il Parma ... però il Napoli cosa diavolo c'entra? Per me nulla, sportivamente hanno una storia mediocre, la Pro Vercelli ha 7 scudetti tanto per dire, infrastrutture societarie e stadio da terzo ma anche da quarto o quinto mondo pure sesto và non economizziamo. Come simpatia tra tifosi e presidente credo siano tra i meno sopportati in Italia...anche la Juve non è amata potrrebbero replicare, ma la Juve non è amata perchè VINCE signori miei perchè VINCE dal 1905, in modo continuativo. Veniamo ai cori. Chi di voi è stato mai ad assistere ad un Napoli Juventus al S.Paolo? Io sì e ho sentito benissimo i cori su tragedie accadute e sperate. Però nessuno si scandalizza, sembra tutto normale, come normale è l'assalto al nostro pullman, come normale è il comportamento dei loro ultras fuori da S.Siro, mi sarebbe piaciuto che la morte di un uomo fuori dallo stadio fosse stata condannata dalla Federazione quanto i Buu, sicuramente da condannare, ma se permettete una vita umana ha infinitamente più valore. Io non li sento rivali, li sento solo come un fastidio, tipo zanzara, tanto alla fine la schiacci ma nel mentre rompe le scatole. Non so voi che ne pensate.
  5. In diretta sulle frequenze di Radio CRC, Christian Maggio, calciatore del Benevento ha parlato così del rapporto con Sarri e del campionato perso contro la Fiorentina dopo aver battuto la Juventus qualche giorno prima. Secondo il tecnico, uno Scudetto "perso in albergo": “Io penso che sono state chiacchiere fuori dal comune. La partita l’abbiamo vista e commentata, ma credo sia stata una giornata storta. Dire che l’abbiamo persa in albergo è stato esagerato. È stata montata un po’ troppo la cosa. È normale che quando vedi certi episodi lì per lì le commenti, ma è finita lì. Poi è chiaro che ogni giocatore la vive diversamente. È stato un mix di cose. La partita è iniziata male. È stata una giornata storta ed è andata così. Il Napoli ci crede quest'anno? Io sono convinto che il Napoli debba crederci sempre. La Juve ha un super squadrone, oltre a vincere Coppa Italia e Scudetto vuole la Champions. Ad ora sono otto punti, però, l’importante è essere sempre lì sotto. Sarri? Non so perché non me l’ha concessa quella giornata, non mi interessa. Io non ci ho più parlato. Dopo la partita mi sono goduto quel bel giro di campo. È un segno positivo. La cosa più importante per me è quello di essere ricordato dai tifosi con grande affetto. Ancora oggi mi fermano e me lo ricordano". tmw
  6. Szczesny 6,5 Cancelo 6,5 Bonucci 6,5 Chiellini 7 Alex Sandro 6,5 Emre Can 7 (Sembra ce ne siano un paio, ma in senso positivo, per quanti palloni sradica, quanti avversari aggredisce,quante volte si propone. Non ha il sofisticato senso della posizione di Khedira, ma entra nel gioco con una combinazione di quantità e qualità non comune. Ne subisce la prepotenza fisica e tattica anche Zielinski) Pjanic 7 Matuidi 6,5 Mandzukic 8 Dybala 6,5 Ronaldo 8 ( E l’alieno mise infine piede sulla Terra. Devastante, impressionante, di una categoria assente nel nostro campionato. Prende in mano la Juve nel momento più complicato e nella partita più importante, la sublima quando la superiorità si fa imbarazzante.Itre assist non sono tutto. E poi è affamato. Come un debuttante) Bernardeschi 6 Bentancur 6 (Non è più il ventenne orgoglioso e acerbo dell’anno scorso, ma un giocatore fatto e finito, come s’è visto al Mondiale. Però la crescita s’è un po’ fermata. Dentro per Can, il compitino, il «passaggetto» un po’ così, l’errore di valutazione. Ha testa e carattere per il gran salto. Prima osava troppo, ora «deve» osare di più) Cuadrado s.v Allegri 7 (Per lui vale ormai il discorso di chi allena le grandissime. Facile giocare con Ronaldo & C., d’accordo, ma non sono tanti quelli che riescono a gestire quasi due squadre titolari. Legge bene la sfida, ha ragione a sistemare Dybala tra le linee, presto non potrà più rinunciare a Can. Come dice Lippi, pronto per il club dei top) La Gazzetta dello Sport Szczesny 6,5 Cancelo 7 Bonucci 6,5 Chiellini 7 Alex Sandro 6 Emre Can 6,5 Pjanic 6 Matuidi 6,5 Mandzukic 8 Dybala 6 Ronaldo 8 Bernardeschi 6 Bentancur 6,5 Cuadrado s.v Allegri 7,5 Tuttosport Il Corriere della Sera La Repubblica Il Giornale Libero
  7. Primo giallo severo perMario Rui. Partita ricca di episodi controversi, non tutte le decisioni di Banti convincono. La prima al 23’: Chiellini merita il giallo per un mani chiaramente volontario. Un minuto dopo, il metro è diverso: fallo di Mario Rui su Pjanic, il portoghese tocca prima il pallone poi non può evitare l’impatto con il bosniaco, Banti stavolta è severo e lo ammonisce. Al 41’ Albiol a contatto con Chiellini in area: il braccio del difensore del Napoli è al limite, ma è giusto lasciar correre. Al 13’ della ripresa, sciocchezza di Mario Rui, che interviene col piede a martello su Dybala: doveva ricordarsi di essere già ammonito (anche se ingiustamente), il rosso a quel punto è inevitabile. Nel parapiglia che si scatena, Bonucci appoggia la testa sulla fronte di Allan e viene giustamente ammonito. Al 40’ giallo per Alex Sandro, col quale in precedenza Banti aveva usato clemenza. Fonte: La Gazzetta dello Sport
  8. Juventus (4-3-3): Szczesny; Cancelo, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro; Can, Pjanic, Matuidi; Bernardeschi, Mandzukic, Ronaldo.
  9. Atalanta Bologna Cagliari Chievo Empoli Fiorentina Genoa Inter Lazio Milan Napoli Parma Roma Sampdoria Sassuolo Spal Torino Udinese
  10. Le parole di Massimo Mauro a Sky calcio club durante il senza giacca dove si è parlato dello scudetto, ormai quasi certo, della Juventus.
  11. Nel 2418° giorno di un ciclo di vittorie unico (giorno più, giorno meno… però duemilaquattrocentodiciotto! Mica pizze e fichi!), proviamo a mettere in ordine alcune questioni sulle quali ognuno potrà trarre le proprie considerazioni. La Juve di quest’anno ha il 2° miglior punteggio di questi 7 anni (inferiore solo all’anno dei 102pt); un numero di gol subiti in linea con i precedenti; nettamente il miglior numero di gol fatti e la miglior differenza reti. Ognuno può prendere questi dati come vuole nei suoi giudizi, ma questi sono. Fino ad una settimana fa il resoconto di questi numeri era persino maggiore, prima delle ultime due deludenti uscite della squadra. Chiariti i dati, si può dire come, forse, più che ricoprire di colpe la Juve, che comunque ha per aver dilapidato 5 punti (hanno i loro difetti tutti i vincitori), si debbano ascrivere i dovuti meriti al Napoli, autore di un percorso, fino ad ora, strepitoso. Entrambe le squadre “rischiano” di superare i 90 punti: praticamente un campionato pazzesco! Ma non perché una delle due abbia rallentato il suo passo (anzi), ma perché l’altra ha tenuto un ritmo martellante, frutto di un calcio più solido, concreto e molto, ma molto meno bello rispetto agli altri anni (il numero di vittorie con un gol di scarto o di partite “risolte” anche quando non pienamente meritate è di molto superiore alle stagioni precedenti). Per mantenere questo ritmo (e tenere fede ad un patto “della vita”), il Napoli ha dovuto e potuto (a differenza nostra) rinunciare a tutto il resto. Fuori nei giorni di Champions, fuori subito in Europa League, fuori in Coppa Italia. Si dirà: per una questione di rosa. Beh, non è esattamente vero! Perché quella del “Napoli che ha 12 giocatori” sta diventando una leggenda che fa comodo a tanti giornalisti nazionali, ma che persino alcuni tra quelli napoletani smentiscono. Senza entrare nel merito di quale ai punti sia la rosa più forte (la nostra), discutiamo sulla profondità. Il Napoli ha due portieri di livello (il secondo era un titolare l’anno scorso in Serie A). Inizia la stagione con 5, cinque centrali difensivi. Dietro ad un ex del Real Madrid (Albiol) e a Koulibaly, stazionavano in panca Chiriches (capitano di una nazionale e prelevato dal Tottenham, all’epoca ricercato anche da altri importanti club italiani, più volte entrato anche nelle chiacchiere bianconere), Maksimovic (che dopo essersi “rivelato” benissimo nel Torino al pari di altri compagni di squadra, venne acquistato quasi in pompa magna) e Tonelli, un fedelissimo del “gioco di Sarri”, come quinto. A destra oltre ad un altro fedele di Sarri, Hysaj, staziona Maggio. Ovvero quello che fino a qualche anno fa si giocava la palma di “miglior terzino destro del campionato” insieme a Lichtsteiner, che è ancora alla Juve anche lui. A sinistra lo sfortunato Ghoulam (gli infortuni purtroppo fanno parte delle annate, loro ne hanno avuto due più seri sul lungo termine, noi molti di più sul breve termine) ed un altro fedelissimo di Sarri, quel Mario Rui che una volta fatto giocare è ri-entrato presto nei meccanismi del suo tecnico. La Juve ha ripescato una buona stagione di Asamoah. Profondità pari dunque, anche in rapporto alla proporzione sulla qualità tra titolari e panchinari (non si parla di chi abbia la difesa più forte, ma della “profondità”). A centrocampo vediamo le riserve accanto ai tre “titolarissimi”. Zielinski è quasi un titolare aggiunto, il “quarto”, che nel rendimento ha forse superato persino Hamsik. Il “quarto” della Juve è Marchisio, reduce da un infortunio come quello di Ghoulam e sempre alla ricerca della giusta condizione. Poi c’è il giovane di talento, Rog, che ha debuttato con la nazionale croata 4 anni fa, molto prima del suo omologo bianconero (Bentancur, che però Allegri non fatica a far giocare di più), e che si è fatto anche l’Europeo in Francia nel 2016. Quindi, a fare il paio con Sturaro, rimane Diawara, che in realtà lo scorso anno, ad un certo punto, aveva persino scalzato Jorginho dalla titolarità. Anche qui possiamo dire che la proporzione (non il peso sul bilancino tra un Khedira e un Allan, o tra Pjanic e Jorginho, non si sta parlando di quello) sia pari. Veniamo all’attacco. Qui la Juve quest’anno ha sicuramente arricchito il suo parco giocatori comprando due esterni di qualità. E supera quindi, in proporzione, un Napoli le cui riserve, però, ci fanno arrivare al succo del discorso. In realtà gli azzurri iniziano la stagione con Giaccherini come riserva (ex Juve, acquistato dopo un ottimo Europeo), e Milik, che inizialmente doveva essere il titolare, relegando Mertens (!) al ruolo di riserva. Poi sappiamo come sono andate le cose, gli infortuni, ecc, sorvolando su Ounas. Ma sappiamo anche che Giaccherini (che quasi fa lo scherzetto ai suoi ex compagni in Napoli-Chievo) è dovuto scappare per disperazione. Già, perché non giocava mai. Così come Pavoletti. Così come Gabbiadini. Così come fu fatto capire a Zapata (oggi titolare alla Samp). Così come ha capito Maksimovic, partito a gennaio insieme a Giaccherini. Così come ha capito Strinic, prossimo terzino del Milan, che aveva quasi pensato di ritirarsi. Ecco, se tu i giocatori li hai, ma non li ruoti mai, nemmeno quando vinci 3-0 contro il Benevento, poi forse sì… all’occhio del commentatore distratto sembrerà sempre che “il Napoli ha 12 giocatori”, come da refrain ormai consumato. Ricordiamo che già due anni fa si iniziò a dire, in estate, che “ora il Napoli ha anche la rosa, non più solo gli undici”, e che lo scorso agosto, invece, veniva incensato dalla critica per aver tenuto tutti i giocatori (oltre ad esser visto dichiaratamente come favorito per lo scudetto, prime pagine manent). Ecco, questo giusto per chiarire alcuni punti su cui spesso si discute facendo un po’ di confusione. Lasciando a voi le riflessioni su tali considerazioni (che era opportuno quantomeno rimettere in ordine), va detto che queste, ovviamente, nulla tolgono alle ultime due recenti prestazioni deludenti della Juve. L’ultima, in generale, è stata nel complesso una brutta partita. Ma una Juve deludente nell’approccio e nella gestione, e visibilmente sulle gambe, con troppi giocatori in condizione precaria, non è stata però “dominata” dal Napoli. A “Dybala nullo” è corrisposto infatti un “Mertens nullo”, così come Callejon e Milik non hanno fatto più di Higuain. Il Napoli però ha saputo meglio interpretarla, soprattutto difensivamente, chiudendo ogni soluzione offensiva. Ma senza strafare. Solo per fare un esempio, lo scorso anno pareggiammo al San Paolo soffrendo il quadruplo, così come abbiamo patito maggiormente molto di più altri finali di partita in cui l’effetto-barricata è stato decisamente superiore. E’ stata decisa al 90° da un macroscopico, assurdo, errore di un singolo (nettamente il migliore dei nostri, non nuovo però a disattenzioni dell’ultimo minuto), prontamente punito dal gran gesto tecnico dell’avversario. Fino a quel momento i commentatori dicevano che dal Napoli, per vincere la gara della vita, ci si sarebbe dovuto aspettare qualcosa di più, visto che, dovendo per forza fare i 3 punti, non aveva impensierito troppo la porta della Juve. Lo stesso, presumibilmente, avrebbero detto i loro tifosi se fosse finita 0-0, e si sarebbe lodata la “gestione della sofferenza” bianconera, il “saper tenere il +4 pur essendo cotti”, e menate varie. Questo per dire come siano spesso loro, i commentatori, i primi seguaci del risultato che cambia tutto. Ad ogni modo gli errori fanno parte delle partite. Stavolta abbiamo sbagliato noi e ci teniamo la sconfitta. Sconfitta che, però, inizia tre giorni prima, a Crotone. Perché gli scontri diretti si vincono e si perdono, mentre su certi campi, se sei in vantaggio, perdere punti diventa pesante, e può far girare, psicologicamente, il vento in poppa. Questa è forse la cosa che lascia più rammarico. E tutto ciò al netto di una forma psico-fisica mediocre, che è la prima cosa assolutamente da recuperare per provare a giocarsela veramente DA JUVE. Ora è difficilissima, sappiamo perché (calendario, pressione, spinta generale affinché lo vinca il Napoli, ecc). Il punto di vantaggio forse non corrisponde, visti i rischi, ad un vantaggio reale. Ma rimane un torneo la cui somma dei punti (o della media punti) tra prima e seconda risulterà probabilmente la più alta nella storia dei campionati a 3pt per vittoria, in Italia! Da record. P.S.: Se il nostro allenatore avesse dovuto mostrare il dito medio per ogni volta che siamo stati accolti “male” in trasferta, con vetri del pullman rotti da pietre (non da dai “vaffa” avversari) eccetera, Crozza avrebbe il repertorio pieno per i prossimi 3 anni! A delineare certe differenze c’era invece un capitano che è andato a complimentarsi con ognuno dei nostri avversari sotto un settore ospiti aperto! Non chiuso. Aperto! Grazie all’impegno mellifluo di alcuni giornalisti che hanno messo in piedi una campagna mediatica unilaterale. Uno di questi giornalisti, ovvero Marino Bartoletti, in tutta risposta ad un segno di civiltà che ancora non abbiamo visto dall’altra parte, ieri non solo ha nuovamente accusato Buffon per il post Real, ma ha aggiunto che gli è sembrato forzato il suo gesto di complimentarsi con i giocatori del Napoli (lui che lo fa sempre). L’altro ieri, nel frattempo, in alcune tv nazionali, ci veniva detto che il dito medio di Sarri ai tifosi della Juve non era così grave, perché “se l’avesse fatto Mourinho avremmo detto che era un capolavoro”. Sempre ieri, l’account twitter di tgcom24 risponde ad un tweeet di Sandro Piccinini infamando le vittime dell’Heysel, salvo poi cancellare subito dopo il post. Ecco, se già l’amore per la nostra squadra è infinito, e quindi sufficiente per tifarla sempre e comunque (sempre e comunque)... le solite bastardate di certi mentecatti impongono sostenerla il triplo! Ammesso che esista il triplo di infinito.
  12. La risposta di Paolo Rossi ad un tifoso del Napoli che scrive un tweet a J TV
  13. Buffon 6 (Per dare il senso di una squadra che tira e l’altra (la Juve) che fa il solletico. Devitalizza Insigne due volte, un tiro di Mertens, sta attento al tiro-cross di Mario Rui e su Koulibaly non è colpa sua) Howedes 5,5 Benatia 5 Chiellini s.v Asamoah 5,5 Khedira 5 Pjanic 5,5 Matuidi 6 Douglas Costa 5 Dybala 5 Higuain 5,5 (Allora: mezzo voto in più perchè se nessuno lo assiste o gli dà un mezzo pallone sfruttabile, poi tocca a lui andarsi a prendere qualcosa di decente. E un qualcosina se la crea ma lo lasciano solo e dentro il vuoto ) Lichtsteiner 5 Cuadrado 5 Mandzukic 6 Allegri 4,5 (Qualcuno ha notizie della Juve? Imprecisa, impantanata e rattrappita, brutta. La scelta-Dybala non va ma è vedere soprattutto una squadra impaurita e molle che dà l’idea di gestione scarna e sbagliata) La Gazzetta dello Sport Buffon 6 (Serata di gestione delle poche occasioni costruite dal Napoli, soprattutto dalla distanza. Può nulla sull'incornata ravvicinata e rabbiosa di Koulibaly) Howedes 5,5 Benatia 5,5 Chiellini s.v Asamoah 5,5 Khedira 5 Pjanic 5,5 Matuidi 5 Douglas Costa 5 Dybala 4 Higuain 4,5 Lichtsteiner 4 Cuadrado 5 Mandzukic 5 Allegri 5 Tuttosport Il Corriere della Sera La Stampa Il Giornale Libero
  14. Ci troviamo costretti a smentire l’ennesima leggenda sulla Juventus che sta prendendo piede sul web. Solitamente, quando escono fuori certe congetture, assistiamo a due macro-tipi di evoluzioni (sarebbero molti di più, ma fermiamoci a due): la prima è il dilagare della frustrazione tra le menti malate, accompagnate però dallo sguardo compassionevole di chi possiede almeno un neurone nel cervello, e sorvola (vedi il proseguire la polemica sullo “Scansuolo” nonostante si sia dimostrato come quest’ultimo nelle ultime quattro stagioni abbia portato via alla Juve gli stessi punti del Napoli, segnando peraltro il momento di crisi bianconero più importante degli ultimi 7 anni); la seconda è invece la parvenza che certe voci, certe statistiche, certi dati, riescono ad assumere con il passaparola da un sito all’altro, raggiungendo anche mezzi di comunicazione più importanti, e quindi si interviene per provare a mettervi un freno (ricordiamo quando un giornalista condannato per diffamazione riuscì a divulgare un fake sulle parole di Sergio Ramos verso la Juve, e queste furono riprese a poco a poco da chiunque, persino da Sky, con scuse successive della giornalista che ci cascò). Ecco, proprio per questo motivo, visto l’andazzo creato da questo nuovo SGOOB, “a malincuore” dobbiamo spegnere gli entusiasmi de Il Napolista, nello specifico di Fabio Avallone, che in data 5 aprile, forse ancora in preda all’ebbrezza, si sbrigò a stilare un articolo il cui titolo recitava così: “La Uefa discrimina la Juventus: in Europa quasi il doppio delle ammonizioni per i bianconeri” Sottotitolo: “I bianconeri sono la squadra più ammonita tra le otto di Champions, con una media di 2,4 cartellini gialli a partita. In Italia la media è di 1,4.” Come vedremo, riuscire a sbagliare tutto già nel titolo (e di conseguenza nel sottotitolo) è un’impresa non da poco, per la quale ci congratuliamo con Il Napolista. Ma il succo del discorso viene alla fine. Avallone inizia col dire che “la Juve è la squadra più fallosa della Champions”. Giusto, se consideriamo IL NUMERO DI FALLI delle squadre presenti ai quarti di finale. Quando cita le altre squadre, infatti, dimentica di nominare il Tottenham, secondo in graduatoria a pochi falli dalla Juve ma con una partita in meno (quindi superato proprio in occasione dell’andata dei quarti di finale). In realtà il dato NON E’ GIUSTO se consideriamo anche i falli medi di tutte le squadre della Champions, comprese quelle eliminate (altrimenti più si va avanti nella competizione e più sarà facile risultare la “squadra più fallosa della Champions”, considerando solo la "quantità"). Prendendo quindi in considerazione il dato sui falli a partita (che ci restituisce meglio la statistica), la Juve sarebbe settima. Il tutto è facilmente verificabile attraverso una decina di fonti statistiche. Ma non è questo il punto focale. Questo è solo riscaldamento. Il primo punto focale è quando Avallone nel suo pezzo dice questo: “La Juventus è (di conseguenza) anche la squadra più sanzionata (22 ammonizioni, quasi 2 e mezzo a partita). Seguono Bayern (20), City (17), Siviglia e Barcellona (16), Real (13), Liverpool e Roma (11). In patria, invece, la squadra più fallosa è il Siviglia con quasi 15 falli commessi e 2,4 ammonizioni a partita. Seguono Bayern (11,9 e 1,4), Real (11,6 e 1,2), Juventus (10,9 e 1,4), Roma (10,4 e 1,6), Barcellona (10,2 e 1,6), Liverpool (9,5 e 1,22) e City (8,8 e 1,5). Il dato è sicuramente influenzato dal diverso approccio che le squadre assumono nelle due competizioni, ma è difficile non pensare che sia anche il diverso metro arbitrale utilizzato a condizionare il numero di cartellini sventolati. Se la Juventus subisse in Serie A lo stesso numero di ammonizioni a partita che le vengono affibbiate in Champions ne avrebbe collezionate già oltre 73, contro le 41 effettivamente irrogate con conseguente aumento delle squalifiche.” Un bel guazzabuglio nel quale è facile riuscire a farsi tornare i conti. Perciò veniamo alle correzioni. I cartellini subiti dalla Juve in Champions sono 21, perché il rosso preso da Dybala è contemplato nel “doppio giallo” (quindi nella somma dei gialli). Ma fin qui cambia poco. Poi… quel “quasi 2 e mezzo a partita” che nei calcoli di Avallone diventerà effettivamente un “2 e mezzo” quando trarrà le sue illuminanti conclusioni (per chi fa una statistica che si basa sui decimali fa tutta la differenza del mondo, tranne che per qualche lettore sprovveduto), è in realtà un 2,33 (21 cartellini in 9 partite disputate fino al 5 aprile). Ma ciò che è palesemente sbagliato è il dato che riguarda i falli e le ammonizioni in patria (sempre al 5 aprile, data di redazione dell’articolo), che da fonte Lega Calcio (ma anche da altri siti come whoscored o transfermarkt) risultano essere 48, non 41 come citato nel pezzo (ben 7 cartellini in meno). 13,7 a partita, non 10,9! Dividendo quindi il numero esatto di cartellini per il numero di gare disputate al 5 aprile (ovvero 30) esce fuori un parziale di 1,6 cartellini a partita (non 1,4). Di conseguenza il differenziale della Juve tra Europa e Italia scende a 0,73, ponendosi in graduatoria dietro il Bayern Monaco. MA ATTENZIONE! Nonostante già qui si possa speculare sulla precisione dei calcoli, il bello viene alla fine. Dopo le considerazioni precedenti, infatti, Avallone conclude il suo bel pezzo sul Napolista così: “Il divario tra i due metri arbitrali è inaccettabile e la Lega Calcio dovrebbe prendere provvedimenti. Data per accertata l’acclarata infallibilità dei fischietti italiani, infatti, è chiaro che l’Uefa trama contro i bianconeri e siamo certi che presto saranno intraprese tutte le iniziative necessarie per tutelare la Juventus anche in Europa.” Una chiusura onesta, insomma, tra la richiesta di un intervento salvifico della Lega Calcio (di cui però sarebbe bastato leggere i dati esatti) e l’ironia sul metro che la Juve riceverebbe in Europa. E naturalmente si aprono le danze! Via coi commenti di chi già vedeva gli estremi per lanciare una petizione, via con la denuncia di questo “schifo”, via con gli amici degli amici che hanno iniziato a rimbalzare la statistica sui vari siti, dando vita allo slogan “benvenuti in Italia” (slogan che se rigirassimo al mittente saremmo tacciati di qualsiasi cosa, e che quindi trasformiamo in “ben svegliati in Italia”). A questo punto viene spontanea una domanda… ma dopo tutti questi errori, almeno, Avallone se l’è studiato il Napoli? E al Napolista, a parte la revisione approssimativa dell’articolo, è venuto in mente di analizzare il dato sul Napoli prima di inanellare la solita catena di Sant’Antonio su una leggenda che passa da sito a sito? No, non gli è venuto in mente. E noi che ci stiamo a fare? Semplice. Attraverso le stesse fonti sui può risalire ai cartellini che riguardano sia il girone di Champions del Napoli che ovviamente la Serie A. In Champions il Napoli ha preso 13 cartellini in 6 gare (2,16 a partita); in campionato (al 5 aprile) 42 (si tratta di 41 ammonizioni nelle quali è compresa un’espulsione per doppio giallo + un espulsione per rosso diretto). 42 diviso 30 fa 1,4 a partita, che rapportato all’omonimo dato in Europa ci restituisce un differenziale di 0,76, superiore di uno 0,03 a quello della Juve! Meraviglioso! Un epic fail che si ritorce contro chi ha creato la fake news. Va assolutamente precisato (per correttezza), che se già la differenza di uno 0,1 è minima, la stessa diventa risibile quando si parla di uno 0,03. Ma è parecchio divertente notare come alla fine di tutto sto giochino il Napoli abbia, sebbene di un nulla, addirittura un differenziale di cartellini tra Europa e Italia superiore a quello della Juventus (noi diciamo "pari" perché un minimo di buon senso lo abbiamo, ed è un dato che si limerà ora in un modo ora nell’altro da qui in avanti, ma sostanzialmente pari). Volendo aggiungere alla statistica anche i numeri delle due partite in Europa League il dato, praticamente, si pareggia perfettamente con quello della Juve. Sinceramente spiace che la Uefa discrimini così tanto il Napoli. Il divario tra i due metri arbitrali è inaccettabile! E allora rimane aperta una questione: che dite, Avallone, Napolista, lo vogliamo intimare o no sto benedetto intervento della Lega Calcio per mettere fine a questa ingiustizia e denunciare le oscure trame europee contro gli azzurri, o continuiamo a fare finta di niente?
  15. La storia dice che allo Stadium il Napoli ha sempre perso, ragione per la quale non c’è da fidarsi, anche se il fattore campo pesa eccome. Analizzando però il percorso delle due rivali, non si può non tenere conto di alcuni fattori che le differenziano profondamente. Il primo tema riguarda la fame e la mentalità. La Juve di Allegri in tre anni e mezzo ha lasciato indietro appena le briciole di due Supercoppe: scudetti, Coppe Italia e due finali di Champions League rivelano una squadra competitiva in tutte le manifestazioni. Se vincere è l’unica cosa che conta, arrivare fino in fondo è quasi un obbligo. Chi dice che a un certo punto possono mancare le motivazioni, dopo tante vittorie, forse non conosce abbastanza il carattere dei bianconeri, oggi più che mai. Il Napoli, d’altra parte, è l’avversario più competitivo da diverse stagioni. Uno sforzo notevole per un organico che, a detta di Sarri, non può reggere su più competizioni. Puntando tutto sul campionato, preferisce rinunciare alle coppe. Eliminato dalla Champions ha deliberatamente buttato via l’Europa League, schierando le riserve al posto dei titolari. Ha fatto scalpore l’eliminazione dalla Coppa Italia contro l’Atalanta: piuttosto che rischiare un nuovo doppio scontro con la Juve, un’altra sconfitta avrebbe pesato psicologicamente, Sarri si è scansato. Chiaro messaggio a De Laurentiis: con questa rosa di più non posso fare. Mi iscrivo al club dei fan di Allegri. Per professionalità e competenza non ce n’è per nessuno. Mollare, mai. Sarri, invece, mi ricorda piuttosto Antonio Conte e il discorso del ristorante da 100 euro. Lui, che aveva un centrocampo composto da Vidal, Pirlo e Pogba, ha pensato che oltre allo scudetto non sarebbe stato possibile andare. E si sbagliava. C’è modo e modo di essere grandi. Chi lo è vuole vincere anche i trofei da bar, persino le amichevoli. La Juve lo è, il Napoli, forse, lo diventerà. Luca Beatrice Fonte: Tuttosport
  16. «Sono contento, perché ho lavorato tanto e non ho mai mollato»: è soddisfatto, e non potrebbe essere altrimenti, Stephan Lichsteiner, dopo il rientro nella Lista UEFA presentata dalla Juventus per la seconda fase di Champions League. «Ad inizio stagione sapevo che il mister avrebbe dovuto fare una scelta» - ha spiegato il laterale svizzero ai microfoni di Sky e Mediaset - «ed era consapevole del fatto che io sarei stato capace di gestire la situazione alla grande, così come era avvenuto l'anno scorso. Con lui ho un ottimo rapporto e non c'è mai stato alcun problema, anche se ovviamente mi è mancato un po' giocare in Europa: è stata dura andare allo Stadio, sentire la musica della Champions, senza scendere in campo. Ora, però, sono pronto a rientrare e speriamo tutti che il cammino sia lungo come l'anno scorso, magari con un finale diverso...». A proposito di Champions, la sfida contro il Tottenham si avvicina: «In Champions ci sono tante squadre fortissime ma noi dobbiamo innanzitutto stare attenti al nostro prossimo avversario. L'altra sera, contro il Manchester United, ho visto una squadra molto forte, sia tecnicamente che fisicamente, che gioca bene il pallone e che fa buon pressing». In Italia, invece, c'è un campionato relativamente al quale l'obiettivo dichiarato non può che essere la vittoria, soprattutto per un esacampione come Stephan: «Il nostro obiettivo è il settimo Scudetto: sarebbe qualcosa di straordinario, ma bisogna ancora lavorare per raggiungerlo. Non mi interessano i record personali: l'importante è che la Juve vinca e porti a casa i titoli, proseguendo la strada vincente di questi sei anni. Volere vincere è soprattutto una questione di orgoglio e di voglia di far bene: sappiamo bene che alla Juve bisogna fare la storia, e per farla bisogna vincere». La classifica delinea un testa a testa tra il Napoli e i bianconeri: «Penso che il campionato sia ormai una corsa a due tra noi e loro, ma non bisogna mai sottovalutare le altre squadre. La cosa più importante è continuare a vincere per mettere loro pressione, poi vedremo se sarà lo scontro diretto ad essere decisivo. Giocare prima o dopo cambia poco: se scendi in campo prima, puoi mettere pressione all'avversario, ma se scendi in campo dopo conosci già il risultato dell'altro e puoi reagire di conseguenza... Non vedo grandi differenze». Una Juve che ha dimostrato di saper sopperire anche alle assenze: «La squadra ha grande qualità ed una rosa ampia con tanti giocatori forti anche in panchina. Quando si fa male qualcuno, c'è sempre un compagno pronto a sostituirlo ed offrire ottime prestazioni: questo è uno dei nostri punti di forza». Esattamente un anno fa, il rinnovo con la Juventus fino al 30 giugno 2018. Quale sarà il futuro di Stephan? «Non abbiamo ancora parlato del futuro: ora sono concentrato soltanto su questi mesi e su questo finale importante di stagione, sia in Italia che in Europa, poi vedremo cosa accadrà in seguito».
  17. https://www.facebook.com/Juventusfcita/videos/1621071644606298/ La domanda più stupida: Higuain parte, gioca, va in panchina o rimane qua? E poi come stanno gli altri, da Lichtsteiner a Cuadrado.... "Lichtsteiner va fuori, Cuadrado si è allenicchiato un pochettino insieme a Bernardeschi, però dovrebbero essere a disposizione, oggi vedrò la situazione. Higuain.... la mano sicuramente è dolorante, però potrebbe essere a disposizione. Vediamo oggi. Diciamo che sono fiducioso". Si aspetta per la prima volta in campionato, da parte di tutti, di vedere la rabbia e la determinazione degli altri anni. "Innanzitutto la Juventus, al momento, ha fatto il cammino che doveva fare. Diciamo che il Napoli ha fatto, sta facendo delle cose straordinarie, perchè ha vinto 12 partite, ne ha pareggiate solo due, l'Inter è due punti sotto al Napoli, e noi siamo a quattro punti dal Napoli. Diciamo che noi abbiamo lasciato per strada qualche punto, poi il calcio è legato anche a degli episodi. Però il Napoli sta facendo veramente delle cose straordinarie, c'è da fargli i complimenti per le cose che sta facendo, per quello che ha fatto negli ultimi tre anni. E per noi domani è un buon test, soprattutto in vista dell'Olympiacos che è la prima partita decisiva della stagione, perchè da lì non possiamo scappare, lì abbiamo l'obbligo di andare avanti agli ottavi di finale di Champions". La prima decisiva della stagione è quella con l'Olympiacos, ma non è decisiva anche quella di Napoli? In caso di sconfitta andreste a meno 7. "Ripeto, per noi Napoli è un buon test perchè innanzitutto è una partita di grande fascino, perchè giochiamo a Napoli, con uno stadio pieno, dovrà essere una bella serata di sport e di calcio, e me lo auguro. Verrà fuori una partita di spettacolo perchè ci sono dentro dei giocatori tecnici. E' una partita importante, quindi noi dobbiamo affrontarla da grande squadra come è la Juventus, avendo grande rispetto del Napoli. In questo momento il Napoli è davanti a noi, loro sono i favoriti per lo Scudetto e noi dobbiamo essere bravi ad inseguire e a stare lì, arrivare a marzo nelle migliori condizioni per giocarsi il rush finale. E domani è un passaggio importante ma non definitivo". Quando dici che Higuain può esserci, parliamo di convocazione o addirittura di possibilità di vederlo in campo? "Al momento parliamo di convocazione, vediamo come sta, come sta la mano, quanto dolore ha, perchè è inutile rischiare un giocatore per una partita quando ne abbiamo altre 30 da qui alla fine della stagione, quindi dobbiamo fare bene delle valutazioni insieme a lui". Firmeresti per lo 0-0 stile Barcellona o stile Inter a Napoli? "Firmerei no. Noi domani abbiamo la possibilità di fare innanzitutto una grande partita e soprattutto di avere due risultati dalla nostra, la vittoria sarebbe sicuramente un bel balzo in avanti e daremmo un bellissimo segnale, il pareggio sarebbe un altro bel risultato positivo. Ma quando giochi gli scontri diretti può succedere di tutto. Partiamo dalla prestazione, noi domani dobbiamo fare una bella prestazione sotto tutti i punti di vista, tecnico, tattico, fisico, perchè domani bisogna fare una partita fisica. E in questa partite la differenza la fanno i dettagli, quindi chi meno sbaglia più probabilità ha di portare a casa il risultato". Ti dà più fastidio il fatto che loro abbiano la miglior difesa, cosa che ha avuto la Juve in questi anni, o che abbiano la patente del bel gioco in Italia ormai da tempo? "Alla fine contano solo quelli che arrivano primi, nessuna squadra arriva prima così per caso. Il Napoli però gioca un bellissimo calcio, direi che hanno imparato anche velocemente a fare anche la fase difensiva, che tra l'altro è stata sempre la forza di Sarri, perchè dai tempi della Sangiovannese la forza sua era la fase difensiva. Ora ha trovato un po' questo giochino lì sulla sinistra, che sono bravetti e quindi su questa roba qui sono molto bravi, non c'è niente da fare, su questo sono bravi. Però hanno capito che per vincere i campionati bisogna fare la miglior difesa. Poi bisogna vedere la classifica, non è che io sono più bravo degli altri: basta vedere i numeri, da lì non si scappa; primo il Napoli con 9 gol subiti, seconda l'Inter con 10, terzi siamo noi con 14, ma c'è la Roma con una partita in meno, quindi potrebbe venire al pari nostro. E la Roma avrebbe subito se non sbaglio 9 gol. Quindi la classifica dice quello. Ripeto, negli ultimi 10 campionati hanno detto sempre le stesse cose, la migliore difesa vince il campionato. Quest'anno magari noi non saremo la migliore difesa, speriamo di vincere lo stesso. O magari diventeremo la migliore difesa, subiremo pochi gol da qui alla fine. Però sappiamo che domani affrontiamo un Napoli che veramente è una squadra bella da vedere, che gioca bene, che negli ultimi tre anni ha fatto divertire tutta la gente, me compreso quando gioca". Domani rientra Chiellini, vedremo ancora la difesa a tre? Tra quelli che ha a disposizione, chi è il più adatto a giocare in mezzo? "Stanno migliorando tutti. Howedes è sicuramente uno che ha più piede, più qualità. Barzagli ci può tranquillamente giocare. Poi una volta si diceva che più passa l'età e più ti abbassi. Barzagli ha iniziato con me nella Pistoiese e giocava mediano, fortunatamente poi l'hanno messo dietro. Altrimenti, poverino, non faceva una carriera... Ora da terzo centrale, anche un po' più indietro ci potrebbe stare. Poi Howedes, ma anche lo stesso Benatia... Benatia deve essere più convinto delle qualità che ha. Ha due buoni piedi, è che ogni tanto si perde per strada. Domani non lo so se saremo a tre, se saremo a quattro, vedremo, perchè non ho ancora ben deciso chi far giocare davanti. Dipende da lì, a seconda di chi gioca davanti, mettiaqmo quelli di dietro". Si è parlato di partita fisica. Ci sarà quindi spazio per Matuidi? Oppure Pjanic e Khedira non si toccano? "Ci può essere anche spazio per Matuidi, ripeto, dipende se ho tutti i giocatori a disposizione davanti. Davanti al momento ho Cuadrado che si è allenato poco, Bernardeschi che si è allenato poco, Higuain che gli hanno amputato una mano; gli unici sani al momento sono Mandzukic, Dybala e Douglas Costa. Oggi vedrò, se davanti ne ho di più, magari giocheremo con qualcuno di più davanti, altrimenti ne metteremo uno in più dietro. Non deve cambiare assolutamente l'atteggiamento della squadra". E' corretto dire che tu e Sarri, quindi Juventus e Napoli, avete due concezioni opposte di vedere il calcio e di far vedere il calcio? "Non so cosa si intende per concezione di vedere il calcio e di far vedere il calcio; all'interno di una partita ci sono talmente tante cose...". Tu dici sempre che il calcio è una cosa semplice, mentre per Sarri è una cosa complicatissima che va studiata a memoria... "Non so se Sarri studia, la prima volta che io e Maurizio ci siamo incontrati era il 2003, quindi sono passati 15 anni, però la sua forza è sempre stata la difesa. E infatti il Napoli difende molto bene. Tutti parlano dell'attacco del Napoli, ma il Napoli è una squadra che difende molto bene. Poi dipende dai giocatori che hai. Il Napoli ha giocatori con caratteristiche che le altre squadre non hanno, perchè sono tutti piccoletti davanti, sono tutti veloci, hanno grande tecnica e si muovono tutti, differenti da quelli che abbiamo noi. Mertens è 1.70, non so se è 1.75 o quanto sarà, mentre Mandzukic è 1.90. Khedira è 1.85-1.87, mentre Jorginho è un po' di meno, ha 30 kg in meno. Hanno giocatori con caratteristiche diverse, quindi lui è molto bravo a sfruttare - come deve essere nelle qualità di un allenatore - i giocatori che ha a disposizione. Insigne uguale, Insigne è un piccoletto, è differente da quello che può essere Higuain. Sono tutti giocatori differenti da quelli che abbiamo noi, quindi noi dobbiamo bisogna sfruttare quelle che sono le nostre caratteristiche". Ciclicamente vengono fuori delle voci. E' tutto tranquillo nello spogliatoio? "Anzi... riferito a quella di ieri che è venuta fuori e che mi hanno detto? Io speravo che si fossero picchiati, ogni tanto nello spogliatoio un po' di casino serve per alzare un po' la tensione, invece purtroppo non è successo nulla. Speriamo tra un po'". Tempo fa avevi parlato di giocatori disconnessi. Le ultime due partite sono sembrate due passi avanti. A che punto siamo?Stanno ritrovando la connessione di un anno fa? "Speriamo che domani sera non ci mettano lo schermo che non fa arrivare la connessione (ride, ndr). No... a parte gli scherzi, la squadra fino a questo momento ha fatto quello che doveva fare. Abbiamo credo un punto in più dell'anno scorso se non sbaglio, è il Napoli che sta facendo delle cose straordinarie. Una squadra che fa 12 vittorie e due pareggi, credo sia successo poche volte nel campionato italiano. Quindi noi domani affrontiamo una squadra che in questo momento sta viaggiando molto più di noi e merita assolutamente la posizione in classifica che ha, e merita assolutamente i favori del campionato, anche se l'Inter e soprattutto la Roma, che insieme alla Juventus e al Napoli hanno dato lotta negli ultimi campionati in Italia... la Roma è una squadra molto pericolosa perchè dà segni di grande solidità, a parte l'incidente che hanno avuto a Genova, ha una partita in meno ed è lì a lottare con noi insieme a tutte le altre. Quindi sarà un campionato aperto fino alla fine, con queste 4-5 squadre - perchè la Lazio è lì attaccata - che si daranno battaglia fino alla fine del campionato. Quindi in questa corsa bisogna avere la forza di rimanere attaccati senza mollare una virgola". A inizio stagione ha parlato di percorso per De Sciglio. Da punto di vista della solidità mentale lo vede già cresciuto? "Mattia è un giocatore che si è perso un po' negli ultimi anni, ma non è che un giocatore che sapeva giocare a calcio di punto in bianco smette di saper giocare a calcio. Ha avuto degli infortuni, delle situazioni dove magari non ha reso al massimo, ma può capitare a tanti giocatori; sta crescendo, sta facendo un percorso, aiutato da una grande squadra e da giocatori di esperienza come ci sono alla Juventus". Se domani fosse la finale di Coppa Italia, Higuain giocherebbe titolare? "Non è la finale di Coppa Italia, ne abbiamo altre trenta davanti, quindi... veramente, non so in che condizioni... so che la mano non sta bene, è dolorante, quindi vediamo domani... oggi come sta e la disponibilità che mi dà Gonzalo. Però cerchiamo di essere fiduciosi". Sei d'accordo con Sarri quando dice che l'Inter fa un altro sport perchè gioca una volta a settimana? La Champions con due partite decisive per voi e per il Napoli può condizionare la partita di domani? Magari la montagna poi partorisce il topolino? "Sarri... Maurizio... non gli stop più dietro, perchè una volta c'è il campo, una volta c'è una settimana in meno...secondo me è una sua strategia per crearmi della confusione. Quindi evito, evito. Comunque io dico che noi allenandoci una volta alla settimana ogni tanto fa bene, per riprendere un po' d'allenamento e per lavorare insieme, ma è bello giocare una volta ogni tre giorni, perchè a me piace che la squadra giochi, non che si alleni". Chiellini ha detto che toglierebbe Insigne al Napoli. E' d'accordo? E' il giocatore più pericoloso? O chi toglierebbe? "Togliere giocatori non si può, quindi bisogna limitarli e soprattutto contrastarli più che limitarli. Insigne è un giocatore che è cresciuto molto, ha qualità tecniche importanti e come ho detto prima, nella zona a sinistra, tra lui, Hamsik, Mertens che ci si butta, Rui o il terzino che ci sarà, creano sicuramente dei pericoli". Visto che prima ha detto che il Napoli è favorito per lo Scudetto, lo ha detto per la classifica di questo momento? In generale la favorita dovrebbe essere chi ha vinto il campionato precedente. Voi ne avete vinti sei addirittura... "(ride, ndr) Quindi dovremmo essere... Perchè il Napoli sta viaggiando a una media impressionante, quindi in questo momento il Napoli è favorito per lo Scudetto. Poi tutti sperano che perda la Juventus e il Napoli o un'altra squadra vinca lo Scudetto. Per noi quindio è una sfida ancora più stimolante per poter arrivare a quello che sarebbe il settimo Scudetto. Però in questo momento abbiamo la partita di domani e pensiamo a fare una bella partita domani, che per noi è un buon test. Poi soprattutto andare agli ottavi di Champions che è il primo obiettivo importante della stagione"
  18. Juventus (4-3-2-1): Buffon; De Sciglio, Benatia, Chiellini, Asamoah; Khedira, Pjanic, Matuidi; Dybala, Douglas Costa; Higuain.
  19. Gigi al San Paolo: che parate! Napoli-Juventus è un big-match: la cornice ideale per esaltare Buffon Grandi attaccanti contro il portiere numero 1 al mondo. Uno dei temi della gara di venerdì sera ha già caratterizzato diverse sfide giocate a Napoli negli ultimi anni. https://twitter.com/juventusfc/status/935927988025208832
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