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*37allori*

Sommario, piacere so francesco: le nostre letture a confronto

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Ho letto la mappa dei giorni di Ransom Riggs, il 4o libro della serie dei bambini speciali di miss Peregrine, una serie fantasy per ragazzi

è l'inizio di una nuova trilogia e non ne sentivo il bisogno, però devo dire che cominciato a leggerlo, l'ho divorato;

Posto che resta sempre un fantasy per ragazzi.

 

Poi dato che ce l'avevo, ho letto E un'altra cosa... di Eoin Colfer che prosegue e termina le avventure de la guida galattia per autostoppisti.

Sicuramente l'autore ha fatto un discreto lavoro nel ricreare lo spirito della serie classica.

I personaggi principali sono i soliti, con l'aggiunta di una vecchia conoscenza che nella serie classica fa una fugace, ma da me indimenticata, apparizione

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L'alieno Wowbagger, quello che divenuto immortale, ha preso in odio tutto l'universo e i suoi abitanti

e che per passare il tempo ha deciso quindi di insultare tutti gli abitanti dell'universo ..in ordine alfabetico,

ricordo che il suo incontro con Arthur Dent è stato uno dei momenti piu divertenti di quel libro :D

 

Ora comincio Essere una macchina, un reportage giornalistico nel mondo dei transumanisti, da quel poco che ho letto, è quasi inquietante.

"... fra coloro che sostengono che, nella Singolarità in cui stiamo entrando, i nostri concetti di vita, di morte, di essere umano andranno ripensati dalle fondamenta ... come la visita alla setta di biohacker che tentano di trasformarsi in cyborg. E apre uno dei primi, veri squarci sulla destinazione di una parte degli immani proventi accumulati nella Silicon Valley."

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Il 28/11/2019 Alle 19:55, provv ha scritto:

Mi mancano le ultime 20 pagine di Cent'anni di solitudine da una quindicina di giorni, ma non riesco a finirlo perché al momento ho altro per la testa. Però gran libro

Eh, quello è un libro che se non leggi tutto d'un fiato rischi di perderti tra nomi e situazioni che ritornano ciclicamente. sefz

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3 ore fa, Fra The Best ha scritto:

Eh, quello è un libro che se non leggi tutto d'un fiato rischi di perderti tra nomi e situazioni che ritornano ciclicamente. sefz

Sì esatto, ho letto il 90% in maniera frenetica, poi ho avuto un momento di pausa di alcuni giorni, ma fortunatamente erano rimaste poche pagine. Ora l'ho terminato e ho letto anche le cinque lettere dell'autore ad un amico, in appendice, e devo dire che libro ed epistole sono ugualmente straordinari

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11 ore fa, provv ha scritto:

Sì esatto, ho letto il 90% in maniera frenetica, poi ho avuto un momento di pausa di alcuni giorni, ma fortunatamente erano rimaste poche pagine. Ora l'ho terminato e ho letto anche le cinque lettere dell'autore ad un amico, in appendice, e devo dire che libro ed epistole sono ugualmente straordinari

Se era il suo primo romanzo che leggevi, prosegui almeno con L'amore ai tempi del colera. Questi due romanzi sono imperdibili.

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12 ore fa, Fra The Best ha scritto:

Se era il suo primo romanzo che leggevi, prosegui almeno con L'amore ai tempi del colera. Questi due romanzi sono imperdibili.

Se eri un altro li spedivi in regalo. 

Oh non riesco proprio a scambiarlo su accio! 

 

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34 minuti fa, Fra The Best ha scritto:

Ma tienilo. -.-

Non riesco a scambiare i miei con Cent'anni di solitudine o L'amore ai tempi del colera. Di Marquez ho letto e possiedo solo Cronaca di una morte annunciata, che mi è piaciuto.

 

 

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12 ore fa, Fra The Best ha scritto:

Se era il suo primo romanzo che leggevi, prosegui almeno con L'amore ai tempi del colera. Questi due romanzi sono imperdibili.

Sì era il primo, ma di solito procedo sempre con autori diversi, ritornando su qualcuno che mi ha colpito particolarmente solo dopo qualche settimana o mese. Sicuramente lo leggerò

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Non riesco a scambiare i miei con Cent'anni di solitudine o L'amore ai tempi del colera. Di Marquez ho letto e possiedo solo Cronaca di una morte annunciata, che mi è piaciuto.
 
 
Ah, pensavo volessi disfarti del grande Gabriel. sefz

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17 minuti fa, Fra The Best ha scritto:

Ah, pensavo volessi disfarti del grande Gabriel. sefz

No, no. L' unico di cui vorrei disfarmi è D'Annunzio. sefz

 

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Finito "Sottomissione", approfittando di un regalo (buono in libreria) ho preso "Catch 22", con cui ero entrato in contatto nientepopodimeno che ai tempi delle Sturmtruppen :|

Però prima ho un trilogia distopica che mi attende .sisi

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Finito  Essere una macchina di Mark O'Connell.
Un viaggio nel mondo dei transumanisti, interessante, inquietante a tratti quasi delirante.
Nonostante questo sono sicuro che almeno in parte, il futuro che prevedono e a cui aspirano, si verificherà.


Si va da gente che si fa crioconservare interamente (200000 dollari se siete interessati) ad altri a cui interessa solo crioconservare la testa (80000 dollari),
perchè punta in futuro, a farsi trasferire il cervello altrove e abbandonare il corpo umano, altri che puntano a diventare cyborg, ibridi uomo-macchina.
altri che finanziano studi per fermare l'invecchiamento...altri che sviluppano l'Intelligenza Artificiale in attesa della Singolarità Tecnologica,


Alla base c'è sempre l'idea che la morte sia una malattia come le altre,  un problema tecnico che si può quindi risolvere con una soluzione tecnica.

Ambientato molto nella Silicon Valley perchè molti di questi personaggi vivono li perchè è li che è piu facile trovare finanziamenti per questo genere di studi.

Google e Elon Mask per citarne due a caso.

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Il 6/12/2019 Alle 13:53, Roland Deschain ha scritto:

Finito "Sottomissione", approfittando di un regalo (buono in libreria) ho preso "Catch 22", con cui ero entrato in contatto nientepopodimeno che ai tempi delle Sturmtruppen :|

Però prima ho un trilogia distopica che mi attende .sisi

ma è quello di MICHEL HOUELLEBECQ?

io ho letto prima serotonina (buoino ino ino) mentre ho letto anche, e preferito, Piattaforma, dello stesso autore. Sempre quella venatura depressa, con accenni "porno" e alcuni colpi di genio. Ma mi dicono di aver trascurato il suo migliore, "particelle elementari".

Qualcuno lo ha letto?

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3 ore fa, papia ha scritto:

ma è quello di MICHEL HOUELLEBECQ?

io ho letto prima serotonina (buoino ino ino) mentre ho letto anche, e preferito, Piattaforma, dello stesso autore. Sempre quella venatura depressa, con accenni "porno" e alcuni colpi di genio. Ma mi dicono di aver trascurato il suo migliore, "particelle elementari".

Qualcuno lo ha letto?

Sì quello. 

Ho letto anche "le particelle elementari", e francamente mi è sembrato il peggiore sefz

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A me Sottomissione non è piaciuto abbastanza per continuare a leggere altro dello scrittore. 

Ho però letto di peggio ultimamente: Holidays on ice di David Sedaris. Un altro scrittore di cui non ho più voglia di leggere altro. 

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Iniziamo l'anno nuovo con le recensioni dei libri letti negli ultimi cinque mesi dell'anno appena concluso. sefz

 

Le mie risposte alle grandi domande di Stephen Hawking: solo in parte ci ho trovato le grandi doti da divulgatore che universalmente vengono riconosciute all'autore. Svariate parti mi sono rimaste abbastanza oscure.


Abbiamo sempre vissuto nel castello di Shirley Jackson: uno dei libri più desiderati da molti lettori, probabilmente per l'accoppiata Adelphi+successo della serie tv L'incubo di Hill House, tratta da un'altra opera dell'autrice, che ho e mi sono ripromesso di leggere per farmi un'idea più chiara. Questa non l'ho apprezzata particolarmente, l'atmosfera gotica è anche interessante ma ti aspetti sempre che il romanzo svolti e invece va avanti allo stesso modo fino alla fine.


La caduta delle consonanti intervocaliche di Cristovao Tezza: qui le aspettative erano molto alte, la quarta di copertina mi ha un po' ingannato perché c'è meno "linguistica" di quanto sperassi  - i passaggi presenti però sono tutti molto interessanti - e sebbene il libro si faccia leggere nonostante lo stile narrativo non proprio lineare, anche in questo caso dopo un po' diventa noiosetto. Comunque non lo boccio, solo non gli darei più di una stiracchiata sufficienza.


La ragazza e la notte di Guillame Musso: noir poco verosimile ma ben scritto. La tipica lettura leggera estiva che ogni tanto è utile, un po' come Michel Bussi, altro autore francese di noir sulla cresta dell'onda.


Diatriba d'amore contro un uomo seduto di Gabriel Garcia Marquez: unico testo teatrale del maestro colombiano, è un'opera in forma di monologo che si legge in un'ora o poco più e che nel complesso non mi è dispiaciuta, ma che certo non va annoverata tra le migliori creazioni letterarie del premio Nobel sudamericano.


Se i gatti scomparissero dal mondo di Genki Kawamura: imbarazzante, senza ombra di dubbio il libro peggiore che ho letto nel 2019. Ed è abbastanza vergognoso che Einaudi accompagni con sperticate lodi la pubblicazione di questo libriccino di 150 pagine che costa 14€ e non è nulla di più di una favoletta per bambini. Peccato, perché l'idea era parecchio intrigante, ma il modo in cui viene sviluppata davvero da letteratura per l'infanzia.


Nulla, solo la notte di John Williams: non mi ha lasciato nulla, e per questo motivo non credo che leggerò Stoner, che in molti considerano il vero capolavoro dell'autore. Le pagine scorrono ma ti lasciano poco nonostante il tono voglia essere molto profondo e riflessivo.


Spider di Patrick McGrath: in attesa di leggere Follia, mi è capitato sottomano quest'altro romanzo dello psichiatra e scrittore inglese. L'ho trovato molto pesante da leggere nonostante la brevità. Mi aspettavo uno studio più approfondito della personalità dello strano protagonista.


La camera azzurra di Georges Simenon: sorprendente lo stile semplicissimo e che allo stesso modo ti tiene incollato alle pagine dello scrittore belga, padre del celeberrimo Maigret ma che ha scritto anche tantissimi romanzi brevi non gialli. Questa è la storia di un amore malato affrontata alternando il punto di vista di uno dei due amanti con gli interrogatori e gli "atti" del processo in cui è imputato. Promosso a pieni voti.


La sovrana lettrice di Alan Bennett: molto originale l'idea alla base di questo libriccino di uno degli autori inglesi contemporanei più brillanti. La regina Elisabetta si riscopre avida lettrice e crea una serie di curiose situazioni che spesso vanno a confliggere con il rigido protocollo a cui i Reali sono sottoposti. Ma io non sono un grande fan dello humour inglese e quindi, pur avendo gradito tutto sommato l'opera, a tratti l'ho trovata un po' bizzarra.


Il nome giusto di Sergio Garufi: che bella sorpresa! Libro trovato a uno dei miei amati mercatini dell'usato e, proprio perché sul tema dei mercatini di libri usati, letto e gradito moltissimo, per i riferimenti letterari e per un linguaggio estremamente ricco e ricercato che mi ha permesso di conoscere nuovi termini che non avevo mai sentito.


Tre camere a Manhattan di Georges Simenon: altro romanzo breve su uno strano rapporto tra due persone che si conoscono in un locale e decidono di passare insieme i seguenti giorni, travolti dalla passione ma allo stesso tempo inseguiti dai fantasmi del loro passato. Molto meno riuscito de "La camera azzurra".


The chain di Adam McKinty: thriller con un interessante soggetto (una catena in cui a dei genitori vengono rapiti i figli, che gli verranno restituiti solo se a loro volta rapiranno un bambino) e con un buon ritmo, ma che in alcuni passaggi, soprattutto quelli in cui per darsi un tono l'autore ricorre a citazioni che vengono però buttate sulla pagina in maniera del tutto decontestualizzata, ho trovato molto irritante.


Le parrocchie di Regalpetra di Leonardo Sciascia: una delle primissime opere dell'intellettuale sicialiano, che qui narra le vicende di un immaginario paesino siciliano che in realtà è identificabile, per descrizioni paesaggistiche e dinamiche narrate, con moltissimi piccoli comuni dell'isola del secondo dopoguerra. Non si può considerare un'opera giovanile, dato che fu scritto quando Sciascia aveva già superato i 30 anni, ma già qui si trova tutto lo stile sciasciano che si riproporrà nei suoi libri più celebri.

 

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Per me si è chiuso un anno estremamente prolifico a livello di letture, anche se a volte ammetto di aver avuto le sensazione di andare in "overreading" (non so manco se esiste, ma si capisce, spero).

Il conto finale recita 68 libri e 25.000 pagine circa, distribuiti in maniera quasi costante lungo tutto l'anno.

Ho trovato il "mio" genere - il distopico - e affidarmi spesso alle saghe mi ha aiutato a non imbattermi nel blocco del lettore.

Qualche libro mi ha messo in difficoltà, più per coinvolgimento che per effettiva "durezza" dell'argomento, ma ci sta nel computo totale.

Dulcis in fundo, l'ultima letta si è rivelata la trilogia migliore: la "trilogia del silo" (Wool - Shift - dust), ben scritta, coinvolgente e con uno stile decisamente apprezzabile. Forse manca qualcosina sul finale ma niente di irreparabile .sisi

 

Podio personale dei libri singoli:

1) Fiori per Algernon

2) Il signore delle mosche

3) Solo il mimo canta al limitare del bosco

 

Podio delle saghe:

1) Trilogia del silo (già citata)

2) Trilogia delle terre divise

3) Millennium trilogy

Harry potter era troppo facile da citare sefzuhuh

 

Adesso si rallenta, con qualche capatina sugli autori locali e sulla divulgazione scientifica. .sisi

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Tra gli scrittori conosciuti nell'anno appena finito ho tanto apprezzato Douglas Adams, Haruki Murakami. Paul Auster e Elena Ferrante. Di loro leggerò sicuramente altre opere. Tra i libri in generale mi hanno colpito Stoner, Una banda di idioti, La versione di Barney, Guida galattica per autostoppisti, M. il figlio del secolo. 1q84, Trilogia di New York e Il Gattopardo.

L'ultimo libro letto invece è il nuovo di Carrisi, La casa delle voci. 

 

Nel 2020 conto di recuperare alcuni capolavori classici non ancora letti, tra cui ciò che mi manca di Dostoevskij.

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4 ore fa, Lady Bug ha scritto:

 

L'ultimo libro letto invece è il nuovo di Carrisi, La casa delle voci. 

 

Pareri? Io l'ho appena comprato e lo leggerò prossimamente... :)

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4 minuti fa, LadyJay ha scritto:

Pareri? Io l'ho appena comprato e lo leggerò prossimamente... :)

A me è piaciuto. Direi che riesce sempre a tenere alta la tensione fino al finale che può convincere appieno o lo se si tratta del primo di una nuova saga letteraria.

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Il 1/1/2020 Alle 19:59, Roland Deschain ha scritto:

Per me si è chiuso un anno estremamente prolifico a livello di letture, anche se a volte ammetto di aver avuto le sensazione di andare in "overreading" (non so manco se esiste, ma si capisce, spero).

Il conto finale recita 68 libri e 25.000 pagine circa, distribuiti in maniera quasi costante lungo tutto l'anno.

:o tanta roba. Io mi sono fermato a un mesto 26

 

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3 minuti fa, Mormegil ha scritto:

:o tanta roba. Io mi sono fermato a un mesto 26

 

Probabilmente troppa.

Infatti quest'anno andrò molto calmo, ho bisogno di energie mentali per molte altre cose. .sisi

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Io invece ne avrò letti pochi, soltanto una decina; purtroppo non è stato "l'anno buono", ho intenzione di incrementare il numero, sfruttando meglio il tempo che ho a disposizione.

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Io ho chiuso l'anno con 24 libri, in calo per il terzo anno di fila, ma sono abbastanza soddisfatto a livello di qualità, sono pochi i libri che mi hanno deluso.

A parte che spesso non ho avuto "la testa" per leggere,

un problema che ho avuto è che i libri di genere (storici\distopici\fantascienza) che conoscevo e che mi interessava davvero leggere, li ho letti.

Devo cercare nuovi spunti, nuovi generi, o buttarmi su autori noti ma di cui non ho letto niente, sulla fiducia.

 

Ora sto leggendo Rivelazione 1 (c'è il seguito, Rivelazione 2 ) di Alastair Reynolds, fantascenza pura.

L'ho cominciato fuorviato da un commento trovato in giro, in realtà il libro sta parlando d'altro rispetto a quanto mi aspettavo.

Già so che gli darò la sufficienza o poco piu, ormai sono al 70% e ho capito dove va a parare.

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