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Pirateria, legittima la piattaforma anti-pezzotto, sarà definitivamente operativa dal 31 gennaio '24

Post in rilievo

6 ore fa, PR20 ha scritto:

Si qui ci avviciiamo un po' di piu alle mie competenze e so cosa sono e a cosa servono le parti di un URL.


Pero' appunto se la piattaforma antipirateria scopre un contenuto antipirateria da bloccare significa che di quel contenuto conosce uno o piu URL completi.
Quindi se adesso viene comunicato all'ISP solo un IP da bloccare con il rischio che vengano bloccati anche altri server "legali" che usano quell'IP credo che basterebbe comunicare all'ISP un paio di URL di esempio insieme all'IP per consentire loro di bloccare solo i server che trasmettono quei contenuti da bloccare.

Che è quello che si continua a fare e si è fatto in passato.

Il motivo per cui non funziona è che se blocchi solo il nome, quindi diciamo sitopezzotto.it, domani gia hanno aperto sitopezzotto.me che punta allo stesso server.

Oltre questo, di server DNS ce ne sono un fottio, puoi hostartelo anche te volendo...e non tutti hanno un registro uguale. E questo partendo dal presupposto che la richiesta che fai al server DNS sia in chiaro...un utente più smaliziato usa un protocollo sicuro e a quel punto nessuno sa (a parte il gestore del server DNS) dove ti stai connettendo, neanche l'ISP. Senza contare altri metodi come un semplice proxy che ti fa da ponte o la classiva VPN.

 

Il blocco dell'IP fino a questa nuova perla del privacy shield o come si chiama era riservato per cose serie, come la pedopornografia. In quei casi non ci sono santi, blocchi tutto e te ne freghi di eventuali problemi che puoi causare. 

 

EDIT.

Chiarisco meglio sul punto blocco IP e DNS congiunto.

Si può bloccare il nome, con cui blocchi precisamente solo quello che vuoi bloccare ma si aggira facilmente. Puoi bloccare l'IP, indiscriminato e poco pratico. Bloccare tutti e due non porta ad un filtro migliore, sono due cose separate che non si possono aiutare a vicenda. Quando blocchi l'IP stai bloccando tutta la macchina. Se quella macchina era responsabile dell'instradamento successivo per il sito giusto quel passo non arriverà mai e hai bloccato tutto.

 

14 ore fa, MassiPace73 ha scritto:

Il DNS non lo sa, non puo restituire altro che non sia un indirizzo IP. il DNS non sa nulla oltre 101.101.1.101. 

perchè il DNS converte il nome di dominio in un indirizzo IP che identificherà il nodo di rete dietro al quale, potenzialmente, ci sono N server: spetta poi al software che gira sul nodo di rete prendere il nome di dominio e l'hostname e tanti altri parametri (dall' URL che hai digitato) e decidere cosa fare, cioè dove instradarti. non ti instrada il DNS. insomma, per fare un esempio, tu digiti un URL sul browser e in base a quello, dietro l' IP 101.101.1.101 che ti restituisce il DNS, ci deve stare un SW dedicato (specifico della piattaforma che è utilizzata dal' ISP) che fa una packet inspection per collezionare il (full)domain name, l'hostname, la porta che hai richiesto, e capire dove farti andare a finire. questa risoluzione può essere complessa ed è specifica della tecnologia che utilizza il SW dell' ISP.
ora, la piattaforma antipirateria nel 99% dei casi non sa niente dell' URL esatto che tu hai digitato inizialmente: al limite la piattaforma antipirateria ha interrogato il DNS ed è riuscita ad avere l'IP 101.101.1.101, ma poi che altro può fare? capisce che da quell' IP arriva uno stream di dati pirata. ma non può certo risalire ai passi algoritmici che il SW sul nodo di rete ha fatto per risolvere l' URL nel server corretto!

la piattaforma comunica solo che dietro quell' IP 101.101.1.101  ci sta un sito pirata, ma non conosce l'URL specifico per risolvere univocamente l' accesso. e l' IP quindi lo mette in black list, ma poi non ci sta nessuno che gli dice qual è l' URL da digitare per accedere al server pirata dietro quell IP.  

 

La piattaforma antipirateria nel 100% dei casi sa l'url in questione. Non c'è blocco IP senza blocco DNS parallelo, dove possibile.

E per fortuna no, a parte l'host, nel 2024 non si può capire se dall'IP arriva uno stream pirata o uno stream legale. A meno che non stai collegato ad un honeypot.

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1 ora fa, LedZeppelin ha scritto:

La piattaforma antipirateria nel 100% dei casi sa l'url in questione. Non c'è blocco IP senza blocco DNS parallelo, dove possibile.

E per fortuna no, a parte l'host, nel 2024 non si può capire se dall'IP arriva uno stream pirata o uno stream legale. A meno che non stai collegato ad un honeypot.

quando scrivo che non ne sa nulla, intendo questo: la piattaforma al massimo ne sa uno, di quelli che hai disponibili, che tu hai digitato; ma come hai scritto ce ne possono essere milioni di URL, che ti indirizzano allo stesso server, quindi sapere esattamente quelli che conducono al server pirata non è possibile. e matematicamente non ha alcun senso e non serve a nulla: sono frutto di un algoritmo sull' URL e dipende da tante cose, proprio matematicamente non li potrai mai sapere tutti perchè sono creati anche dinamicamente. non solo grazie a hostname/domini diversi.

quindi l' unica scelta possibile per la piattaforma è inserire l' IP in una black list e chiedere di bloccare l' IP: a me, piattaforma antipirata, alla fine non deve fregare nulla che l' IP sia condiviso o meno.

di fatto, chi si fa allocare un IP condiviso, sa che è a rischio e sa che non può farci affidamento per una vera attività professionale.

se l' ISP che vende l' IP non è in grado di individuare tutti i domini e gli URL, che sono risolti su quell' IP, e che sono relativi a un server pirata... beh non si capisce perchè dovrebbe prendersene cura la piattaforma.

ovvio che la piattaforma antipirata, in un mondo ideale, dovrebbe dotarsi dei dispositivi civetta che di fatto sono honeypot e il loro scopo sarebbe quello di avere tutte le informazioni possibili dallo streaming instaurato... non solo l' IP e un URL.... è quello un modo più serio (e costoso) di farlo, ma abbiamo il diritto di richiedere una tale infrastruttura a una piattaforma antipirateria? in nome di che?

siccome probabilmente il gioco non vale la candela, si resta con l' IP bloccato.

 

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12 minuti fa, MassiPace73 ha scritto:

quando scrivo che non ne sa nulla, intendo questo: la piattaforma al massimo ne sa uno, di quelli che hai disponibili, che tu hai digitato; ma come hai scritto ce ne possono essere milioni di URL, che ti indirizzano allo stesso server, quindi sapere esattamente quelli che conducono al server pirata non è possibile. e matematicamente non ha alcun senso e non serve a nulla: sono frutto di un algoritmo sull' URL e dipende da tante cose, proprio matematicamente non li potrai mai sapere tutti perchè sono creati anche dinamicamente. non solo grazie a hostname/domini diversi.

quindi l' unica scelta possibile per la piattaforma è inserire l' IP in una black list e chiedere di bloccare l' IP: a me, piattaforma antipirata, alla fine non deve fregare nulla che l' IP sia condiviso o meno.

di fatto, chi si fa allocare un IP condiviso, sa che è a rischio e sa che non può farci affidamento per una vera attività professionale.

se l' ISP che vende l' IP non è in grado di individuare tutti i domini e gli URL, che sono risolti su quell' IP, e che sono relativi a un server pirata... beh non si capisce perchè dovrebbe prendersene cura la piattaforma.

ovvio che la piattaforma antipirata, in un mondo ideale, dovrebbe dotarsi dei dispositivi civetta che di fatto sono honeypot e il loro scopo sarebbe quello di avere tutte le informazioni possibili dallo streaming instaurato... non solo l' IP e un URL.... è quello un modo più serio (e costoso) di farlo, ma abbiamo il diritto di richiedere una tale infrastruttura a una piattaforma antipirateria? in nome di che?

siccome probabilmente il gioco non vale la candela, si resta con l' IP bloccato.

 

Da qualche parte, qualche DNS, deve avere l'entry che ti porta al server, altrimenti la conversione nome->numero non può avvenire. Poi da lì, su quel server, ti puoi inventare quello che vuoi internamente, ma in linea di massima con un paio di reverse lookup e due ricerche su google si fa tutto...

La cosa che non capisco, siccome è chiaro che ne sai....è sei se d'accordo con questa roba...

Perche dai tuoi messaggi mi pare di capire che appoggi o per lo meno la situazione non ti tange...il che è strano per uno del settore.

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19 ore fa, Campo Combi ha scritto:

non so cosa c entri la pizza in questo discorso comunque grazie, mi hai fatto sentire un nababbo perche prima della disdetta spendevo 19.90 eur

con timvision per vedere serie A e CL, e oggi comprendo quanto sono ricco e fortunato per permettermi di buttare via certe cifre

Prego 😅

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1 ora fa, LedZeppelin ha scritto:

Da qualche parte, qualche DNS, deve avere l'entry che ti porta al server, altrimenti la conversione nome->numero non può avvenire. Poi da lì, su quel server, ti puoi inventare quello che vuoi internamente, ma in linea di massima con un paio di reverse lookup e due ricerche su google si fa tutto...

La cosa che non capisco, siccome è chiaro che ne sai....è sei se d'accordo con questa roba...

Perche dai tuoi messaggi mi pare di capire che appoggi o per lo meno la situazione non ti tange...il che è strano per uno del settore.

no, non è così e già lo ho scritto. il DNS sa fino all'IP condiviso, dopo c'è il virtual hosting,  che è interno all'infrastruttura. ci sono varie tecnologie çhe lo fanno, ma il DNS non c'entra più nulla.

siccome ne so, so che non ha senso incolpare la piattaforma di oscurare cose a caso. sono gli IP condivisi che permettono di mettere in rete server disparati di cui si sanno i limiti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Il 29/3/2024 Alle 18:09, BornOnThe5ofMay ha scritto:

metti tutto il calcio a 25 euro (ma proprio tutto), e il pezzotto lo polverizzi

La soluzione è molto più semplice, metti tutte le partite gratis (solo la trasmissione della partita) e poi tutto il resto (interviste, pre partita, post partita ecc...) a pagamento opzionale a piccolissime cifre. 

Stai pur certo che i guadagni arrivano lo stesso e pure maggiori, la gente è stupida se ha qualcosa gratis è disposta a pagarti le "briciole" per avere un di più, tanto la partita è gratis

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Il 31/3/2024 Alle 12:14, Antonio79 ha scritto:

Con internet ci si lavora pure, oltre al fatto che in un paese democratico non puoi bloccare un servizio simile per evitarne un eventuale cattivo utilizzo 

sul paese democratico avrei da ridire...se vogliono obbligarti a fare una cosa la fanno e basta, il recente passato purtroppo ne ha dato prova...diciamo che ancora (e per fortuna) non siamo ancora a quei livelli

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1 ora fa, MassiPace73 ha scritto:

no, non è così e già lo ho scritto. il DNS sa fino all'IP condiviso, dopo c'è il virtual hosting,  che è interno all'infrastruttura. ci sono varie tecnologie çhe lo fanno, ma il DNS non c'entra più nulla.

siccome ne so, so che non ha senso incolpare la piattaforma di oscurare cose a caso. sono gli IP condivisi che permettono di mettere in rete server disparati di cui si sanno i limiti.

"No, non è così" cosa?

Quoto

quando scrivo che non ne sa nulla, intendo questo: la piattaforma al massimo ne sa uno, di quelli che hai disponibili, che tu hai digitato; ma come hai scritto ce ne possono essere milioni di URL, che ti indirizzano allo stesso server, quindi sapere esattamente quelli che conducono al server pirata non è possibile. e matematicamente non ha alcun senso e non serve a nulla: sono frutto di un algoritmo sull' URL e dipende da tante cose, proprio matematicamente non li potrai mai sapere tutti perchè sono creati anche dinamicamente. non solo grazie a hostname/domini diversi.

La piattaforma sa quello che viene segnalato, ne piu ne meno. Se ne segnalo 5 ne sa 5, se ne segnalo 1 ne sa 1.

Se io segnalo pezzotto.it viene fatto un lookup e preso l'IP. Se fai un lookup/reverse lookup sui 10 dns più usati hai coperto probabilmente il 95% degli ip ed url. Non ci sono url che puntano ad un IP non conosciuto e viceversa, se vuoi che siano fruibili.

Arrivati al nodo esposto da lì parte un'altra storia.

Tu supponi che "dopo c'è il virtual hosting", ma è una tua supposizione. Non sta scritto da nessuna parte che debba essere così.

Nella tua rete interna virtualizzi, ti natti il mondo, metti un reverse proxy su 1000 siti, puoi pure non fare nulla. l'IP del nodo esterno lo troverai cmq e con quello tutti gli url associati ad esso, sempre che tu voglia che questo url sia visitabile....ma do per scontato che sia così.

 

Con incolpare la "piattaforma", intendi dire che non ha senso incolpare questa trovata della piattaforma antipezzotto perche non si poteva fare di meglio viste le limitazioni?

E non pensi che, viste le limitazioni, non sarebbe stato il caso di farlo?

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41 minuti fa, LedZeppelin ha scritto:

La piattaforma sa quello che viene segnalato, ne piu ne meno. Se ne segnalo 5 ne sa 5, se ne segnalo 1 ne sa 1.

Se io segnalo pezzotto.it viene fatto un lookup e preso l'IP. Se fai un lookup/reverse lookup sui 10 dns più usati hai coperto probabilmente il 95% degli ip ed url. Non ci sono url che puntano ad un IP non conosciuto e viceversa, se vuoi che siano fruibili.

scopre pezzotto.it e segnala 191.191.0.1

siccome è un IP condiviso, dietro 191.191.0.1 non ci sta solo pezzotto.it, ma pure gazzetta.it. 

la piattaforma antipirateria non me sa niente di gazzetta.it: non può fare una ricerca per capire tutti i server dietro 191.191.0.1, perché non esiste un DNS al contrario o una reverse lookup pubblica che ti dice tutti i server dietro l'IP condiviso. forse, ovviamente, lo sa solo l'ISP e, se va virtual hosting, non è detto però tenga le sue associazioni in una tabella: dipende dalla tecnologia. 

in soldoni la piattaforma segnala 191.191.0.1 che viene messo nella blacklist e viene oscurato.

insieme a pezzotto.it viene oscurato gazzetta.it.

ed è giusto così.

è giusto così perché gazzetta.it quando ha comprato l'IP sapeva che era condiviso e che, quindi, può essere rischioso. può essere oscurato se gli altri clienti dell'ISP, che usufruiscono dello stesso IP, fanno cose non lecite e vengono segnalati. non solo dalla piattaforma anti pirateria,  ma dai controlli anti spam, anti virus, anti phishing etc.

la piattaforma segnala gli IP degli URL che scopre , ma come ho già scritto, gli URL sono migliaia a fronte anche di in solo indirizzo  IP. 

puntare il dito sulla piattaforma che non deve far oscurare i server buoni dietro gli IP condivisi è una retorica ipocrita. significa solo propagandare che in rete nessuno ha la responsabilità di niente, ma non è vero. un qualunque professionista non compra un IP condiviso per il suo server, un utente di un blog lo compra condiviso per risparmiare ma sa che cosa ha comprato.

 

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Una volta si potevano comprare i singoli eventi, poi hanno deciso, per convenienza loro, che quel sistema non andava bene. Hanno iniziato a fare gli spezzatini e a spartirsi le partite e gli eventi per convenienza loro. Se uno volesse vedere tutto, quanto gli costerebbe al mese? Mi pare che solo per vedere il calcio tra Sky e Dazn servono 50€ al mese. Non lo so se esistono abbonamenti online per vedere le partite e quanto costano, ma ovviamente online la qualità video non è mai la stessa e poi è condizionata dal buon funzionamento della connessione. Chi usa siti "pirata" lo fa online, quindi perchè non proporre abbonamenti specifici a basso costo? Chi vuole guardarsi le partite in tv lo farà ugualmente, ma se io posso vedermi in streaming le partite in HD e che non si bloccano, di certo non vado a cercarmi siti di fortuna. Abbonamento a 9,99€ al mese dove puoi vedere anche solo un numero limitato di partite a giornata...diciamo 3? Secondo me già qualcosa cambierebbe.

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Il 30/3/2024 Alle 18:57, BornOnThe5ofMay ha scritto:

Per me sì perché chi fa il pezzotto non lo fa per i film, visto che tra Netflix e Disney Channel il cinema lo vedi a prezzi molto bassi. All’estero i prezzi sono paragonabili ai nostri, ma in molti paesi hanno un potere di acquisto decisamente superiore al nostro 

Se vuoi vedi film e serie TV anche in HD a costo zero...il problema è che i prezzi delle piattaforme legali aumentano di continuo...io mi abbonavo a Disney o Discovery che costavano 3,99 al mese...da quest'anno costano 5,49 se non vuoi sorbirti la pubblicità!

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1 ora fa, MassiPace73 ha scritto:

scopre pezzotto.it e segnala 191.191.0.1

siccome è un IP condiviso, dietro 191.191.0.1 non ci sta solo pezzotto.it, ma pure gazzetta.it. 

la piattaforma antipirateria non me sa niente di gazzetta.it: non può fare una ricerca per capire tutti i server dietro 191.191.0.1, perché non esiste un DNS al contrario o una reverse lookup pubblica che ti dice tutti i server dietro l'IP condiviso. forse, ovviamente, lo sa solo l'ISP e, se va virtual hosting, non è detto però tenga le sue associazioni in una tabella: dipende dalla tecnologia. 

in soldoni la piattaforma segnala 191.191.0.1 che viene messo nella blacklist e viene oscurato.

insieme a pezzotto.it viene oscurato gazzetta.it.

ed è giusto così.

è giusto così perché gazzetta.it quando ha comprato l'IP sapeva che era condiviso e che, quindi, può essere rischioso. può essere oscurato se gli altri clienti dell'ISP, che usufruiscono dello stesso IP, fanno cose non lecite e vengono segnalati. non solo dalla piattaforma anti pirateria,  ma dai controlli anti spam, anti virus, anti phishing etc.

la piattaforma segnala gli IP degli URL che scopre , ma come ho già scritto, gli URL sono migliaia a fronte anche di in solo indirizzo  IP. 

puntare il dito sulla piattaforma che non deve far oscurare i server buoni dietro gli IP condivisi è una retorica ipocrita. significa solo propagandare che in rete nessuno ha la responsabilità di niente, ma non è vero. un qualunque professionista non compra un IP condiviso per il suo server, un utente di un blog lo compra condiviso per risparmiare ma sa che cosa ha comprato.

 

Di nuovo, prendi i 10 dns più usati al mondo e fai una lookup. Trovi gli ip. Reverse lookup, e se è shared,  reversi su un database privato. Il senso di questi siti è stare alti su google, il link ha parecchie interazioni, non vogliono nascondersi anzi il contrario per poter guadagnare dalla pubblicità...siti del genere entrano in un qualunque top database nel giro di ore.

...se non trovi niente di sospetto te non lo troverà certo l'utente su google.

 

E no, non è giusto così. Come non è giusto che se mi connetto alla rete pubblica di un hotel mi arrestano perche c'era un pedofilo connesso insieme a me. E' semplicemente meno importante e quindi uno se ne frega alla grande.

 

Prendo atto del tuo punto di vista cmq.

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4 minuti fa, LedZeppelin ha scritto:

Di nuovo, prendi i 10 dns più usati al mondo e fai una lookup. Trovi gli ip. Reverse lookup, e se è shared,  reversi su un database privato. Il senso di questi siti è stare alti su google, il link ha parecchie interazioni, non vogliono nascondersi anzi il contrario per poter guadagnare dalla pubblicità...siti del genere entrano in un qualunque top database nel giro di ore.

...se non trovi niente di sospetto te non lo troverà certo l'utente su google.

 

E no, non è giusto così. Come non è giusto che se mi connetto alla rete pubblica di un hotel mi arrestano perche c'era un pedofilo connesso insieme a me. E' semplicemente meno importante e quindi uno se ne frega alla grande.

 

Prendo atto del tuo punto di vista cmq.

non puoi oscurare un URL sulla base di dati statistici che possono essere pilotati, inquinati e deviati da bot. da programmi. sarebbe come basarsi sui like, che si possono pure comprare.

 

io scrivo che è giusto così perché tutti gli ISP ti comunicano quanto segue quando opti per un IP condiviso per mandare in rete il tuo server:

 

Screenshot_20240401_190348_Chrome.thumb.jpg.aadd336c625477b5d5a495d6a7852d95.jpg

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2 ore fa, LedZeppelin ha scritto:

E no, non è giusto così. Come non è giusto che se mi connetto alla rete pubblica di un hotel mi arrestano perche c'era un pedofilo connesso insieme a me. E' semplicemente meno importante e quindi uno se ne frega alla grande.

ed infatti per legge occorre avere un "registro" per sapere esattamente chi fa cosa in caso di richiesta da parte dell'autorita giudiziaria in presenza di illeciti.

 

Come direbbe Zalone "Ma è del mestiere questo ? " 😉

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53 minuti fa, RamaruSeVen ha scritto:

ed infatti per legge occorre avere un "registro" per sapere esattamente chi fa cosa in caso di richiesta da parte dell'autorita giudiziaria in presenza di illeciti.

 

Come direbbe Zalone "Ma è del mestiere questo ? " 😉

lol. chissà cosa c'entra una persona fisica che utilizza un browser con i server che escono in rete con un indirizzo IP condiviso. se uno di questi pubblica materiale proibito oscurano l'IP e poi cercano i responsabili. e ripeto che dietro quell'IP ci può essere quello del blog di una casalinga, che viene oscurato anch'esso: del tutto lecito visto che fa parte del contratto. e se la guarda di finanza scopre chi ci sta dietro un server pirata, li arresta eh, ma mica mette al gabbio pure la casalinga: la responsabilità penale resta individuale pure dietro gli IP condivisi. comunque bella fantasia, oh. i pirati diventano i perseguitati in questo fantastico mondo di chi non sa niente ma scrive.

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Un estratto dell'Intervista a Stefano Zanero [Professore di ingegneria informatica al Politecnico di Milano ed esperto di cybersecurity] da Fanpage.it :

 

Quoto

 

Provando a fare un elenco dei danni: Piracy Shield non blocca i siti pirata, può bloccare siti importanti creando un disservizio, e blocca indirizzi IP che non sono infiniti. Qualcos’altro da aggiungere?
È più una velleità filosofica, però c’è da dire che in un Paese dell’Europa occidentale, entità private possano caricare un indirizzo IP su una piattaforma e bloccare l’accesso per tutta la nazione, questa cosa qui non succede nemmeno in Cina, almeno lo blocca il Partito cinese, pensi cosa mi tocca dire. Consideri che nessuna autorità pubblica e in particolare la magistratura, che si dovrebbe in tal caso pronunciare sul possibile blocco, controlla, è una cosa inaudita. Non esiste in nessun Paese occidentale. Per inserire un blocco nella lista dei siti pedopornografici c’è un processo di revisione. Qui no.
 

Proprio nessun controllo quindi?

No, e pensi se qualcuno inserisce per sbaglio una cifra, nessuno controlla perché i service provider devono bloccare. È una follia.

 

Parliamo di calcio. È anche un problema culturale.

Certo che è culturale. Il calcio in Italia è molto importante più della libertà dei cittadini a quanto pare. Se fosse un problema economico tra i 30 miliardi del calcio e i mille miliardi di fatturato del mondo internet la decisione sarebbe evidente.

 

Ma c’è un modo per bloccare questi siti pirata o non si può fare?

I modi corretti sono chiedere i take down alle piattaforme e ai provider, e rassegnarsi al fatto che la pirateria è esistita, esiste e esisterà sempre.

 

Quindi è impossibile eliminarla?

È impossibile, stanno cercando di ottenere qualcosa di impossibile. Si ricorda la pirateria dello streaming musicale quando la gente scaricava tonnellate di mp3 da internet?

 

Come no.

Ecco questo fenomeno è scomparso con Spotify. Se c’è un modo semplice, economico, per ottenere quella cosa a un'alta qualità la gente non pirata più. Questo è il modo. Il metodo scelto invece viola i diritti civili degli italiani.

 

Ci sono delle violazioni dal punto di vista legale?

Non sono un avvocato, però prima o poi penso che succederà un disastro sufficientemente grande, e quando succederà si arriverà in tribunale per capire di chi è la colpa. Io spero che la responsabilità ricada sui segnalatori e su Agcom.

 

 

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11 ore fa, RamaruSeVen ha scritto:

Un estratto dell'Intervista a Stefano Zanero [Professore di ingegneria informatica al Politecnico di Milano ed esperto di cybersecurity] da Fanpage.it :

 

 

Non c'è altro da dire. Ha sintetizzato cose che tutti con il buon senso sanno e dicono senza bisogno di  riempire il forum di disquisizioni tecniche poco interessanti ed utili per i più.

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On 4/1/2024 at 5:06 PM, MassiPace73 said:

scopre pezzotto.it e segnala 191.191.0.1

siccome è un IP condiviso, dietro 191.191.0.1 non ci sta solo pezzotto.it, ma pure gazzetta.it. 

la piattaforma antipirateria non me sa niente di gazzetta.it: non può fare una ricerca per capire tutti i server dietro 191.191.0.1, perché non esiste un DNS al contrario o una reverse lookup pubblica che ti dice tutti i server dietro l'IP condiviso. forse, ovviamente, lo sa solo l'ISP e, se va virtual hosting, non è detto però tenga le sue associazioni in una tabella: dipende dalla tecnologia. 

in soldoni la piattaforma segnala 191.191.0.1 che viene messo nella blacklist e viene oscurato.

insieme a pezzotto.it viene oscurato gazzetta.it.

ed è giusto così.

è giusto così perché gazzetta.it quando ha comprato l'IP sapeva che era condiviso e che, quindi, può essere rischioso. può essere oscurato se gli altri clienti dell'ISP, che usufruiscono dello stesso IP, fanno cose non lecite e vengono segnalati. non solo dalla piattaforma anti pirateria,  ma dai controlli anti spam, anti virus, anti phishing etc.

la piattaforma segnala gli IP degli URL che scopre , ma come ho già scritto, gli URL sono migliaia a fronte anche di in solo indirizzo  IP. 

puntare il dito sulla piattaforma che non deve far oscurare i server buoni dietro gli IP condivisi è una retorica ipocrita. significa solo propagandare che in rete nessuno ha la responsabilità di niente, ma non è vero. un qualunque professionista non compra un IP condiviso per il suo server, un utente di un blog lo compra condiviso per risparmiare ma sa che cosa ha comprato.

 

Quindi la colpa è del piccolo blog o piccola azienda? Un libero professionista agli esordi deve per forza farsi un dedicato?

 

L'altro giorno la piattaforma ha bloccato gli IP di cloudflare. La colpa è di chi usa cloudflare magari anche a pagamento?

 

Credo invece che se per bloccare un sito blocchi tutti quelli su quella macchina o reindirizzati (cloudflare) stai eccedendo. La colpa è di chi blocca che non dovrebbe bloccare chi non c'entra nulla. Come se un poliziotto per mettere agli arresti domiciliari mettesse sotto chiave tutto un palazzo chiudendo il portone e la colpa dei condomini è che dovevano comprarsi una villa se non volevano correre i rischi. Non è una misura esagerata che incide anche su persone innocenti?

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Il 1/4/2024 Alle 17:06, MassiPace73 ha scritto:

è giusto così perché gazzetta.it quando ha comprato l'IP sapeva che era condiviso

Forse è giusto per la Gazzetta che ha i soldi per un hosting dedicato, ma non per un utente che vuole pubblicare solo le ricette della nonna e sceglie un hosting condiviso.

Il vero problema è che aziende private (DAZN, Sky e altre) possono chiedere l'oscuramento dei siti che in precedenza avveniva solo su richiesta di un giudice e poi le colpe cadono sugli ISP che vengono denunciati. Per non parlare del fatto che AGCOM non pubblica gli indirizzi IP, quindi non puoi fare ricorso entro 5 giorni e l'accesso agli atti (provvedimenti di inibizione) vengono respinti. Nel frattempo, il "pirata" ha cambiato IP e trasmette come prima.

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La miglior lotta alla pirateria sarebbe rilanciare il calcio italiano rendendolo credibile. 

Invece sono talmente stupidi da favorire in mille partite la squadra che avrebbe vinto cmq per questioni di organico. 

Addirittura pure nelle questioni di razzismo si trova il cavillo per non punirla.

Quindi uno dovrebbe accettare un campionato già di per sè mediocre, dove la propria squadra viene tirata in ballo e penalizzata per questioni ridicole e dove la concorrenza viene agevolata in modi vergognosi. Persino i dialoghi al var fanno capire come è tutto indirizzato. 

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2 ore fa, nedved666 ha scritto:

La miglior lotta alla pirateria sarebbe rilanciare il calcio italiano rendendolo credibile. 

Invece sono talmente stupidi da favorire in mille partite la squadra che avrebbe vinto cmq per questioni di organico. 

Addirittura pure nelle questioni di razzismo si trova il cavillo per non punirla.

Quindi uno dovrebbe accettare un campionato già di per sè mediocre, dove la propria squadra viene tirata in ballo e penalizzata per questioni ridicole e dove la concorrenza viene agevolata in modi vergognosi. Persino i dialoghi al var fanno capire come è tutto indirizzato. 

"Fischia, fischia, ma fischia santo cielo"... e chi se lo dimentica....

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Il 1/4/2024 Alle 17:06, MassiPace73 ha scritto:

scopre pezzotto.it e segnala 191.191.0.1

siccome è un IP condiviso, dietro 191.191.0.1 non ci sta solo pezzotto.it, ma pure gazzetta.it. 

la piattaforma antipirateria non me sa niente di gazzetta.it: non può fare una ricerca per capire tutti i server dietro 191.191.0.1, perché non esiste un DNS al contrario o una reverse lookup pubblica che ti dice tutti i server dietro l'IP condiviso. forse, ovviamente, lo sa solo l'ISP e, se va virtual hosting, non è detto però tenga le sue associazioni in una tabella: dipende dalla tecnologia. 

in soldoni la piattaforma segnala 191.191.0.1 che viene messo nella blacklist e viene oscurato.

insieme a pezzotto.it viene oscurato gazzetta.it.

ed è giusto così.

è giusto così perché gazzetta.it quando ha comprato l'IP sapeva che era condiviso e che, quindi, può essere rischioso. può essere oscurato se gli altri clienti dell'ISP, che usufruiscono dello stesso IP, fanno cose non lecite e vengono segnalati. non solo dalla piattaforma anti pirateria,  ma dai controlli anti spam, anti virus, anti phishing etc.

la piattaforma segnala gli IP degli URL che scopre , ma come ho già scritto, gli URL sono migliaia a fronte anche di in solo indirizzo  IP. 

puntare il dito sulla piattaforma che non deve far oscurare i server buoni dietro gli IP condivisi è una retorica ipocrita. significa solo propagandare che in rete nessuno ha la responsabilità di niente, ma non è vero. un qualunque professionista non compra un IP condiviso per il suo server, un utente di un blog lo compra condiviso per risparmiare ma sa che cosa ha comprato.

 

La piattaforma fa schifo perché fa più danni di quanto sia efficace. I Pezzotti mi dicono siano ancora tutti up & running mentre vengono bloccati dei poveri cristi.

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50 minuti fa, K1ng-Cr4zy ha scritto:

La piattaforma fa schifo perché fa più danni di quanto sia efficace. I Pezzotti mi dicono siano ancora tutti up & running mentre vengono bloccati dei poveri cristi.

Sono tutti assolutamente su anche perché hanno già studiato il sistema di pagare senza tracciamento.

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52 minuti fa, K1ng-Cr4zy ha scritto:

La piattaforma fa schifo perché fa più danni di quanto sia efficace. I Pezzotti mi dicono siano ancora tutti up & running mentre vengono bloccati dei poveri cristi.

Come aveva scritto qualcuno, basta una VPN e tanti saluti alla piattaforma antipezzotto.

Non capisco se questi della Lega Serie A sono proprio scemi di natura o recitano.

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