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bidescu

Vincenzo Maresca

Post in rilievo

Vincenzo Maresca nasce a Pontecagnano, in provincia di Salerno, il 10 febbraio 1980; cresce nelle file del Milan che lo cede, nell’estate del 1997, al Cagliari dove non riesce a totalizzare nemmeno una presenza.

Nella stagione 1998-99, emigra in Inghilterra, nel West Bromwich; scende in campo 47 volte, realizzando 5 goals nella Division One inglese, l’equivalente della serie B italiana.

«Ci ho pensato un attimo ed ho accettato», ricorda, «mi attirava l’idea di andare in Inghilterra, imparare una nuova lingua e fare un’esperienza importante».

Nel gennaio 2000, a soli diciannove anni, si trasferisce alla Juventus; totalizza solamente una presenza, nella vittoriosa partita contro il Piacenza. La stagione successiva viene prestato al Bologna; nel capoluogo emiliano, disputa un campionato notevole, vestendo la maglia rossoblu per 23 partite.

Logico il ritorno alla casa madre; Maresca disputa una buona stagione, scendendo in campo per 28 volte, anche se raramente da titolare; ma vive il suo momento di gloria nel derby di ritorno. La Juventus, dopo aver gettato al vento il derby di andata, dilapidando un vantaggio di tre reti ed un rigore, si trova in sotto per 2 a 1; passata in vantaggio con Trézéguet, si è vista rimontata dalle reti di Cauet e di Ferrante. A due minuti dalla fine della partita, sfruttando un pennellato cross dalla destra, “Enzo”, con un perfetto colpo di testa, porta in parità l’incontro. Il tifo bianconero esplode di gioia che si tramuta in vero e proprio godimento, quando vedono Maresca dirigersi verso la panchina del Torino e mimare le corna del toro, scimmiottando Ferrante, abituato ad esultare in quel modo.

«È stato un goal bellissimo, di cuore e di spirito. È nato da un cross di Thuram, io l’ho girata in rete di testa, quella palla in un angolo, imprendibile per Bucci. Un goal importantissimo, al di là del fatto che ci ha permesso di riagguantare il Torino, perché è stato il mio goal in serie A con la Juventus. E perché avevo promesso di dedicarlo ad Andrea Fortunato; ho dedicato tutta la mia emozione e la mia felicità al ricordo di Andrea eppoi alla sua famiglia. Chi si indigna per quelle corna in corsa, ritiene che il gioco del calcio sia sacro. Non siamo d’accordo; il calcio deve essere serio per diventare divertente».

Maresca diventa, in questo modo, un idolo dei tifosi bianconeri, che vedono di mala voglia la sua partenza verso Piacenza.

“Enzo” disputa una grande stagione con la maglia biancorossa; realizza 9 goals in 31 presenze, guadagnandosi l’ennesimo ritorno a Torino. Il campionato 2003-04 è avaro di soddisfazioni; la squadra, complice tantissimi infortuni, non ingrana ed i risultati non arrivano. Maresca scende in campo per 29 volte e realizza 4 reti. Nuovo trasferimento, questa volta a Firenze; in riva all’Arno, Vincenzo disputa 25 partite, condite con 5 goals.

«So che devo imparare e rendere di più in fase difensiva e, quando non sono in possesso della palla, negli spostamenti. Perché non mi sento prigioniero di un ruolo. Se mi si definisce centrocampista è esatto, ma io voglio diventare un centrocampista che sa difendere ed attaccare, voglio avere la stessa efficacia sia davanti alla difesa che a ridosso delle punte. Anche se, nasco più come centrocampista offensivo e, certamente, mi trovo molto a mio agio quando agisco da “playmaker”, a partire dalla zona davanti alla nostra area, pronto a dettare assist, a dare il via alla manovra».

Nell’estate del 2005 “Enzo” emigra nuovamente, questa volta in Spagna, nel Siviglia; in Spagna esplode in tutto il suo talento. La squadra sivigliana vince la Coppa Uefa, battendo gli inglesi del Middlesbrough per 4 a 0; “Enzo” è il protagonista assoluto di quella finale, durante la quale realizza due reti. Il Siviglia si ripete anche la stagione successiva, vincendo nuovamente la Coppa Uefa e sfiorando la vittoria in campionato; infatti, vede sfumare il titolo nell’ultima giornata di campionato. La sconfitta casalinga contro il Villareal e le contemporanee vittorie di Barcellona e Real Madrid, determinano la vittoria delle “merengues”, allenate da Fabio Capello.

Tre stagioni in bianconero, 58 presenze e 6 reti in totale; numeri che non dicono tanto, ma quella corsa verso la panchina del Torino non verrà mai dimenticata dai tifosi juventini.

 

 

maresca.jpg

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Grande talento.

 

Il gol del 2-2 ai bovini allo scadere rimarrà indimenticabile @@

 

Grazie bidescu .ok

 

 

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Giocatore sottovalutato da Capello...

non era ai livelli del migliore Emerson e Vieira ma avrebbe comunque fatto molto bene, e probabilmente farebbe ancora bene.

 

Un giocatore con le palle!!

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Giocatore di livello assoluto, con due piedi sopraffini, pesantemente limitato da problemi caratteriali, che sono l'unica spiegazione della sua mancata consacrazione.

 

Aveva problemi con Moggi, più che con Capello.

Il tira e molla continuo della Juve, i prestiti ed i ritorni a casa, sono dipesi prorpio dal contrasto tra la qualità del giocatore, indiscutibile, ed il rapporto difficile con i nostri vertici.

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Me lo ricordo ancora nella stagione al Piacenza, 9 gol uno più bello dell'altro giocando davanti alla difesa... bel giocatore mi dispiace sia stato trattato come un pacco postale

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Un idolo.

E' il rimpianto più grosso dell'era Moggi per quanto mi riguarda.

Più di Henry.

Enzino mi fece davvero godere.

E giocava bene.

Secondo me pagò più che altro il gesto contro il toro.

 

Un saluto,

Enry

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Ogni qualvolta leggo quel nome Andrea Fortunato ho un brivido.

Spero che presto dall'alto possa guardare insieme all'avvocato una Juve di nuovo vincente.

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Non meritava la fine che ha fatto..

 

 

...Ma perchè , che " fine " ha fatto ???...Magari io ( o Tu ) avessimo fatto la carriera di Maresca!!.

 

............................................................ :o.mandrillaccio .mandrillaccio :) :)

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un idolo assoluto e con quelle corna lo è diventato ancora di più. giocatore di tecnica sopraffina, ma fu bruciato con una gestione scellerata mandandolo continuamente in prestito.

 

auguri enzino .ok

 

ecco un suo gol meraviglioso

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Un giocatore con gli attributi. Davvero mi è rimasto nel cuore e quel gol nel Derby vale tanto oro quanto pesa. Chi se lo scorda più ! Un giocatore con questo orgoglio e questa grinta avrebbe fatto comodo ora. Non lo avrei mai ceduto. Grande Enzo !

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