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Deborah J

CorSera: "Calciopoli. Due ricorsi alla giustizia sportiva contro scudetto Inter. La Juventus non lascia, anzi raddoppia e continua la sua battaglia legale"

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6 ore fa, zebra67 ha scritto:

L'atto esiste ed è un atto del Commissario straordinario redatto sulla base del parere dei tre "saggi".

La forma della comunicazione non credo sia rilevante, e comunque la comunicazione/diffusione l'ha fatta la FIGC. Infatti quando la Juve presento il ricorso per riavere lo scudetto, chiese di "revocare la decisione assunta con atto del Commissario straordinario Guido Rossi e comunicata dalla FIGC"

Beh, mi sembra che la parte del ricorso della Juventus che citi non faccia che riassumere gli stessi dubbi che io ho posto, e che mi sembra che molti, non solo tu, liquidino con eccessiva facilità.

Che l'atto esista, è pacifico.

Il problema mi pare la forma/sostanza! Non siamo di fronte a un semplice incidente formale.

Juventus parla di "decisione assunta con atto" commissariale, cioè di decisione unilaterale, "comunicata dalla FIGC": mi sembra l'equivalente di affermare che fu un provvedimento d'imperio privo del potere originario necessario, perché FIGC si limitò a "comunicare" decisione altrui. Ora, la proclamazione del Campione d'Italia può essere "decisione assunta con atto" commissariale?

Secondo alcuni no, perché sarebbe priva di molti requisiti: collegialità (in quanto non sottoposta a verifica degli organi giudicanti preposti alle omologazioni), imparzialità (il Commissario non ha i necessari e provati requisiti di imparzialità), attualità (il Commissariamento era intrinsecamente "ad acta", e sfido chiunque a dimostrare come, fra gli atti necessari in quanto improrogabili, vi fosse la proclamazione del Campione d'Italia "inaudita aliena parte").

 

Non ci siamo proprio, con questo "atto": non si proclama così il Campione d'Italia nemmeno a tamburello.

Credo che la Juve sia qui che intende lavorare.

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5 minuti fa, Kriketo ha scritto:

Beh, mi sembra che la parte del ricorso della Juventus che citi non faccia che riassumere gli stessi dubbi che io ho posto, e che mi sembra che molti, non solo tu, liquidino con eccessiva facilità.

Che l'atto esista, è pacifico.

Il problema mi pare la forma/sostanza! Non siamo di fronte a un semplice incidente formale.

Juventus parla di "decisione assunta con atto" commissariale, cioè di decisione unilaterale, "comunicata dalla FIGC": mi sembra l'equivalente di affermare che fu un provvedimento d'imperio privo del potere originario necessario, perché FIGC si limitò a "comunicare" decisione altrui. Ora, la proclamazione del Campione d'Italia può essere "decisione assunta con atto" commissariale?

Secondo alcuni no, perché sarebbe priva di molti requisiti: collegialità (in quanto non sottoposta a verifica degli organi giudicanti preposti alle omologazioni), imparzialità (il Commissario non ha i necessari e provati requisiti di imparzialità), attualità (il Commissariamento era intrinsecamente "ad acta", e sfido chiunque a dimostrare come, fra gli atti necessari in quanto improrogabili, vi fosse la proclamazione del Campione d'Italia "inaudita aliena parte").

 

Non ci siamo proprio, con questo "atto": non si proclama così il Campione d'Italia nemmeno a tamburello.

Credo che la Juve sia qui che intende lavorare.

Che l'imparzialità nel caso di Guido Rossi sia molto dubbia, sono totalmente d'accordo. Ma se per un attimo si pensa a lui come Commissario nominato in una situazione straordinaria (commissariamento della FIGC per coinvolgimento nello scandalo del suo Presidentre, già dimessosi all'epoca delle sentenze) diventa difficile individuare chi poteva assicurare imparzialità in quel frangente, se non una persona terza alle istituzioni calcistiche.
E per quanto riguarda il Commissariamento ad acta e la questione di decidere quali fossero gli atti improrogabili, purtroppo, e dico purtroppo, potranno sempre appellarsi al fatto che fu considerato improrogabile sancire un vincitore dello scudetto per garantire - in un momento in cui l'immagine del calcio italiano era ai minimi termini di fronte all'opinione pubblica nazionale e europea - la partecipazione di una squadra alla Champions.

Detto questo, vorrei precisare, per non essere equivocato, che non mi piace molto questo ruolo di avvocato del diavolo e che spero con tutte le mie forze che prevarrà la tua versione, che la Juve possa vedersi riconosciuto, almeno, l'annullamento dell'assegnazione del titolo all'Inter.
Ma siccome le mie speranze, in passato, sono state spesso frustrate, ecco perché mi ritrovi in queste immonde vesti di persona che quasi cerca di argomentare contro la propria squadra. In realtà lo faccio per non prendere un'altra tranvata, scrivo una cosa ma spero, dentro di me, che abbiano ragione Kriketo e i legali bianconeri.

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Il 17/1/2019 Alle 12:54, AlexDee ha scritto:

Ma la Cassazione ha detto un'ovvietà. Si sapeva che l'ordinamento ordinario non fosse competente per questioni puramente calcistiche, semmai, in questa ultima sentenza, la Cassazione ha anche ribadito che il..."decidere di non decidere" non sia competenza ordinaria, ma sempre sportiva (come peraltro già avevano chiarito altre sentenze e la stessa Corte di Appello di Roma alla quale la Juve si era rivolta).

Ciò, però, a mio avviso, non vuol dire che la giustizia sportiva sia deputata a dare un giudizio "di merito" a tutti i costi, ma potrebbe, nuovamente (purtroppo), "decidere di non decidere" o comunque rendere validissimi e legittimi tutte quei famosi "fax", "atti", "determine" et similia, che dir si voglia. E secondo me, purtroppo, farà così, per evitare di creare un terremoto senza precedenti. 

Peraltro, sempre nel ricorso alla Cassazione, ho letto che gli avvocati della Juve avevano addirittura sollevato la questione di legittimità costituzionale delle norme per "omessa giustizia", laddove il "decidere di non decidere", appunto, qualora fosse reiterato, comprometterebbe in maniera irreparabile il diritto alla difesa del cittadino/ente, ma anche su questo punto la S.C. ha deciso che no, non vi sarebbe nessun dubbio di illegittimità costituzionale, quindi non se ne esce.

A mio avviso, l'unica (e ultima) strada percorribile, dopo che si saranno pronunciati su questi due nuovi ricorsi gemelli, potrà essere soltanto la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, non c'è altra via d'uscita. 

È così, faranno la scelta di campo, solita, che è il marchio di fabbrica di questa porcata, da 13 anni ad oggi, e cioè: decideranno di non decidere.

Ragazzi, la scelta l’hanno già fatta nel 2006, con l’intento esatto di partorire una mostruosità giuridica, una farsa abominevole che è un unicum nella storia dello sport mondiale, stabilendo pure che, da quelle decisioni farsesche, nessuno, in Italia, si sarebbe mai più potuto discostare nè dopo pochi mesi nè a distanza di decenni!

Forse, andando all’estero, ad un livello extra nazionale, potremmo avere una flebilissima fiammella di speranza, anche se il fatto che siano passati tutti questi anni, penso, annacquerà tutto, alla fine.

Proviamoci, ormai tentare le ultimissime carte non ci costa nulla!

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