#VSCafe ~ Lo Spazio Tattico di VS ~ JUVENTUS-NAPOLI: L'ANALISI COMPLETA IN 10 PUNTI (vedi post in rilievo)
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jouvans, in Juventus forum
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ANALISI TATTICA DI JUVENTUS-NAPOLI IN 10 PUNTI
1) stasera si è rivisto il modulo ibrido già esibito ad esempio contro Roma e Bologna, ma con una variante e cioè che in fase di possesso ci si metteva 4-3-3 invece che 4-2-3-1. In non possesso consolidato si è rivista la difesa a 3 invece, con McKennie che da mezzala destra in fase di possesso, si apriva ulteriormente verso destra a fare il quinto quando andavamo sottopalla.
2) A conferma della validità per questa rosa del 4-3-3 e per chi mi ha chiesto anche recentemente il perchè di una certa predilezione del cafe per tale modulo, basti vedere, non a parole, ma "sul campo", la prima mezzora di oggi dove, avendo quasi sempre noi il dominio del gioco (e dunque non andando quasi mai sottopalla), si stava costantemente in 4-3-3 e si è dato quasi spettacolo, schiacciando il Napoli, macinando gioco, palle gol e passando in vantaggio. Perchè Thuram, come in occasione del palo clamoroso, può inserirsi da mezzala sinistra e perchè McKennie così, oltre a darci un uomo in più a centrocampo, può anche proporsi, da mezzala di inserimento qual è, per andare a far male in area. 3) oggi, oltre ad un parziale ritorno a tre, Spalletti ci ha mostrato anche altre novità, segno che lui personalizza molto la squadra per cercare sì di imporre il suo gioco, ma in maniera ragionata sull'avversario. E attenzione che questo non è affatto un dettaglio. Se ti adatti all'avversario, spesso finisci per non essere te stesso e ritrovarti a fare partita prettamente difensiva. Se, all'estremo opposto, vuoi imporre il tuo gioco senza se e senza ma, quale che sia la forza, la tattica o il parco individuale dell'avversario, allora diventi integralista e ti schianti contro un muro. Spalletti no. Lui ha una sua idea "di base" (giusta) che rimane sempre quella e cioè: cercare di fare la partita, di aggredire, ecc.. ma, se l'avversario ha una forza in un determinato elemento o parte di campo, ci si premura di andarla ad assorbire, se l'avversario ha qualcosa che può soffrire, lo si studia e ci si adatta per fargli male proprio lì. E' dunque un adattamento proattivo e non passivo all'avversario e, in questo senso, la grande novità di oggi è stata che si è difeso uomo su uomo gasperinianamente (basti vedere la heatmap di Kelly bella in rosso sulla trequarti partenopea, cioè là dove Lloyd andava a prendere Vergara in preventiva altissima). Oltre ai duelli di metacampo per cui McTominay è stato annullato, saltano agli occhi ovviamente la marcatura fissa di Kelly su Vergara, quella di Kalulu su Elmas e, più di tutte, quella di Bremer su Hojlund. Nell'uomo su uomo, ad esempio, toccava ad Yildiz seguire Di Lorenzo. Motivo per cui, a un certo punto, Kenan è stato messo centravanti così che, con Di Lorenzo che ormai nella ripresa faceva l'esterno aggiunto, non fosse sempre Kenan a doverlo inseguire (spiegazione data proprio da Spalletti a Sky e che conferma, appunto, che per quasi 80 minuti, in questo nostro uomo su uomo, Yildiz avesse in consegna proprio le sortite offensive di Di Lorenzo). 4) Spalletti ha capito bene che, mettendoci in 4-3-3 in fase di possesso, i braccetti e quinti del Napoli sarebbero andati in affanno; se ne era già parlato proprio qui nel cafe giusto alla vigilia, tanto che io pensavo che anche Conte, sapendolo, avrebbe cambiato qualcosa del suo 3-4-2-1. Non lo ha fatto, ed ecco che è venuta fuori la prima mezzora in cui li abbiamo francamente asfaltati. Quando poi il Napoli andava a cercare di ripartre, ecco che, come detto al punto 1), McKennie subito si apriva a tappare Spinazzola, che infatti non è quasi mai neanche partito (figurarsi riuscirci) nelle sue tipiche scorribande palla al piede in fascia 5) nella ripresa invece siamo quasi sempre stati in 3-4-2-1, anche perchè, seppur velleitariamente, l'iniziativa ha provato a prenderla di più il Napoli. Qui Spalletti ha via via sempre più muscolarizzato la squadra finendo addirittura con 5 centrali e 5 centrocampisti e zero attaccanti, ma lasciando comunque intatto il 3-4-2-1 della ripresa, che nel finale di gara, udite udite... era così composto: Digre [Gatti - Bremer - Kelly] [Kalulu - Thuram - Koop - Cabal] [Miretti - Kostic - McKennie]. Il tridente finale Kostic-McKennie-Miretti credo che resterà nella storia, col mister che ha anche detto a Sky che a 'sto punto lui un grande centravanti con caratteristiche diverse da David ce lo ha già ed è McKennie 6) se il mister è stato bravo a impostare questo modulo ibrido, che in fase nostra offensiva metteva a nudo il "pigro" 3-4-2-1 del Napoli (pigro non perchè loro non si sbattessero, ma perchè Conte a mio avviso doveva sapere che sarebbe finita così e lavorarci su, cosa che non ha fatto), è stato poi anche molto concreto nel rimettere la squadra a specchio in non possesso, ma uno specchio impostato sul "man to man marking", altra cosa che secondo me Conte non si aspettava e che ha molto castrato i movimenti diagonali di Hojlund e soprattutto i micidiali inserimenti a fari spenti di McTominay che praticamente oggi non si sono mai visti 7) in questo contesto, la crescita di Thuram (che non a caso da mezzala ha fatto sfracelli.. quant'è che lo dicamo qui?) e soprattutto quella di Locatelli, hanno fatto la differenza a centrocampo. Così come le prove davvero toste di Kelly e Bremer dietro. Perchè, chiaramente, nel calcio attuale, i duelli son sempre fondamentali, ma se decidi di giocare a specchio e per di più uomo su uomo, è chiaro che i duelli vinti contano ancora di più. 8 ) il ruolo e l'evoluzione di Locatelli meritano un discorso a parte. Perchè, sia detto a favore di Locatelli, trovo che per uno strano paradosso, il voler dire che è sempre il più bravo da tre anni a questa parte sia fargli quasi un torto involontario, non valorizzando così la sua crescita e impegno individuale per migliorasi, così come la leadership, lo stare il campo, il dare equilibrio, il tappare sempre il buco giusto, la personalità e anche il ritmo e la continuità con cui ora, praticamente sempre in verticale, fa viaggiare la palla. Oltre alla capacità di essere sempre nel vivo del gioco e in zona palla, sia in riaggressione che in scarico al compagno. Se si vuole "difendere" il Loca delle passate stagioni, ben venga, perchè di certo abnegazione e impegno non sono mai mancati, ma paragonare questo Loca che con Spalletti si sta super evolvendo sia tatticamente, che tecnicamente, che sul piano della personalità, a quello di 2 o 3 anni fa, ribadisco, per me è fargli un torto e un non notare quello step di crescita importante che il ragazzo sta facendo e di cui lo stesso Spalletti ha parlato dopo il Benfica evidenziando anche lui come: "Locatelli delle cose ce le ha sempre avute, adesso ha capito e si sta via via andando a prendere anche tutte quelle cose che gli mancavano ma che deve acchiappare assolutamente. Lui è intelligente, lo ha capito e per questo sta crescendo". Questo è il Locatelli di oggi che non è quello di due anni fa. Non lo dico solo io. Lo dice anche Spalletti. 9) mi permetto, fatto strano e "una tantum", per come analizzo io di solito, un'altra parentesi "singola" per spendere due parole sul sempre bistrattato David che, fra gol e assist, ha ormai però raggiunto una certa continuità di rendimento. Il giocatore è questo. Pochi mazzi. Non è una bestia di calciatore e non è un fulmine di guerra e, per riempire degnamente l'area, gli servono le due mezzali che, non a caso, oggi Spalletti gli ha messo a disposizione. Ma la tecnica c'è, il fraseggio (non fine a se stesso) anche e alla fine sta mettendo a referto il gol o l'assist quasi in ogni partita. Rimane importante capire che questo ragazzo ha pregi e difetti e che è inutile stracciarsi i capelli perchè, nel bene o nel male, David questo è. Spalletti tanto ha già detto che il vero difetto di David, cioè il non saper gestire la famosa pallata addosso, è l'unico vero grande limite secondo lui, ma che per il resto è un signor calciatore (io vedo anche qualche altro difetto in David oltre alla palla addosso.. ma vabbè.. però ha ragione Spalletti che il calciatore c'è e "sa giocare a calcio" -cit). Poi tanto Spalletti a Sky ha già detto che per il centravanti fisico si potrebbe anche ovviare come negli ultimi 10 minuti di stasera e cioè mettendo lì perfino McKennie che per lui "è un eccellente centravanti moderno" (ri-cit.). E perchè no? Tanto orami Wes.. ruolo più ruolo meno.. gli manca credo solo il portiere..
10) tornando seri, uno dei tanti meriti di Spalletti è quello, dopo non so più quanti anni, di averci ridato un "11 base" e ciò ben venga non solo per la riconoscibiltà, l'intesa, la omogeneità e continuità del progetto tecnico, ecc.. ma anche perchè, obiettivamente, si è visto che appena sta fuori un Thuram o appena entra in campo un Gatti, le cose cambiano e, se manca qualcuno di questo complesso ingranaggio che è "la Juve che potenzialmente può fare tutti moduli, ma veramente bene nessuno" ecco che, nell'orologio svizzero creato "ad hoc" da Spalletti per farla funzionare bene lo stesso, anche solo l'assenza di quel pasticione di Chico, ci crea (vedasi primi tempi con Cagliari e Benfica) degli scompensi. Figurarsi altri cambi non forzati degli altri 9 di movimento. Perchè ormai il lavoro è decollato e progredito su questo assetto e sulla base di questi 11. Per cui è chiaro che turnover, infortuni, squalifiche, il far sentire tutti parte del progetto, ecc.. sono comunque importanti e la rosa conta tutta, ci mancherebbe. Ma se serve un 11 titolare e se l'11 titolare è questo, un motivo c'è e lo si vede appena abbiamo Koop invece di Thuram.. un adattato invece di Chico o Gatti che in 4 minuti è riuscito a far fare a Hojlund una cosa che, senza Gatti, il danese si sarebbe solo potuto sognare nei restanti 86 minuti di partita contro Bremer. CONCLUSIONI: una prova certamente di altissimo livello e più brillante di quella vista col Benfica. Anche se in realtà una continuità c'è e cioè: si è capito che l'11 è quello, si è capito come la volontà spallettiana di giocare palla in avanti, di cercare il mezzo spazio, ecc.. sia ormai diventata normalità, ecc.. ma in realtà, sebbene si sia brillato di più stasera che col Benfica io, come accennavo, vedo una continuità in queste due partite. Entrambe contro avversari di un certo valore, entrambe con la porta inviolata, entrambe facendo sì il nostro calcio, ma anche sapendoci adattare a determinate situazioni in cui la solita pressione non ci è riuscita ed anzi, paradossalmente, dei 5 gol fatti fra Benfica e Napoli, ben 4 son venuti quando "in teoria" il pallino ce lo aveva l'avversario, perchè questa squadra, non rinunciando a giocare neanche quando deve soffrire, poi può capitalizzare gli spazi che l'avversario giocoforza ti concede. Basta solo andarseli a prendere quegli spazi e riprender subito a fare gioco dopo la sofferenza per riuscirci. E noi, ultimamente, ci riusciamo ed anche piuttosto bene. Per cui l'idea, anche se poi ci si "lima" sugli avversari di volta in volta, è quella di mantenere (e per ora lo stiamo facendo) l'idea che la partita vada fatta, aggredita e attaccata ma che poi, anche quando l'altro reagisce, una volta assorbita la reazione, si riparta ancora per fare male e segnare anche il secondo (come col Benfica) o perfino il terzo (come stasera).
Ed è questa chiaramente la giusta mentalità "da anno 2026" che Spalletti sta sempre più infondendo alla squadra.
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jouvans
2) A conferma della validità per questa rosa del 4-3-3 e per chi mi ha chiesto anche recentemente il perchè di una certa predilezione del cafe per tale modulo, basti vedere, non a parole, ma "sul campo", la prima mezzora di oggi dove, avendo quasi sempre noi il dominio del gioco (e dunque non andando quasi mai sottopalla), si stava costantemente in 4-3-3 e si è dato quasi spettacolo, schiacciando il Napoli, macinando gioco, palle gol e passando in vantaggio. Perchè Thuram, come in occasione del palo clamoroso, può inserirsi da mezzala sinistra e perchè McKennie così, oltre a darci un uomo in più a centrocampo, può anche proporsi, da mezzala di inserimento qual è, per andare a far male in area. 3) oggi, oltre ad un parziale ritorno a tre, Spalletti ci ha mostrato anche altre novità, segno che lui personalizza molto la squadra per cercare sì di imporre il suo gioco, ma in maniera ragionata sull'avversario. E attenzione che questo non è affatto un dettaglio. Se ti adatti all'avversario, spesso finisci per non essere te stesso e ritrovarti a fare partita prettamente difensiva. Se, all'estremo opposto, vuoi imporre il tuo gioco senza se e senza ma, quale che sia la forza, la tattica o il parco individuale dell'avversario, allora diventi integralista e ti schianti contro un muro. Spalletti no. Lui ha una sua idea "di base" (giusta) che rimane sempre quella e cioè: cercare di fare la partita, di aggredire, ecc.. ma, se l'avversario ha una forza in un determinato elemento o parte di campo, ci si premura di andarla ad assorbire, se l'avversario ha qualcosa che può soffrire, lo si studia e ci si adatta per fargli male proprio lì. E' dunque un adattamento proattivo e non passivo all'avversario e, in questo senso, la grande novità di oggi è stata che si è difeso uomo su uomo gasperinianamente (basti vedere la heatmap di Kelly bella in rosso sulla trequarti partenopea, cioè là dove Lloyd andava a prendere Vergara in preventiva altissima). Oltre ai duelli di metacampo per cui McTominay è stato annullato, saltano agli occhi ovviamente la marcatura fissa di Kelly su Vergara, quella di Kalulu su Elmas e, più di tutte, quella di Bremer su Hojlund. Nell'uomo su uomo, ad esempio, toccava ad Yildiz seguire Di Lorenzo. Motivo per cui, a un certo punto, Kenan è stato messo centravanti così che, con Di Lorenzo che ormai nella ripresa faceva l'esterno aggiunto, non fosse sempre Kenan a doverlo inseguire (spiegazione data proprio da Spalletti a Sky e che conferma, appunto, che per quasi 80 minuti, in questo nostro uomo su uomo, Yildiz avesse in consegna proprio le sortite offensive di Di Lorenzo). 4) Spalletti ha capito bene che, mettendoci in 4-3-3 in fase di possesso, i braccetti e quinti del Napoli sarebbero andati in affanno; se ne era già parlato proprio qui nel cafe giusto alla vigilia, tanto che io pensavo che anche Conte, sapendolo, avrebbe cambiato qualcosa del suo 3-4-2-1. Non lo ha fatto, ed ecco che è venuta fuori la prima mezzora in cui li abbiamo francamente asfaltati. Quando poi il Napoli andava a cercare di ripartre, ecco che, come detto al punto 1), McKennie subito si apriva a tappare Spinazzola, che infatti non è quasi mai neanche partito (figurarsi riuscirci) nelle sue tipiche scorribande palla al piede in fascia 5) nella ripresa invece siamo quasi sempre stati in 3-4-2-1, anche perchè, seppur velleitariamente, l'iniziativa ha provato a prenderla di più il Napoli. Qui Spalletti ha via via sempre più muscolarizzato la squadra finendo addirittura con 5 centrali e 5 centrocampisti e zero attaccanti, ma lasciando comunque intatto il 3-4-2-1 della ripresa, che nel finale di gara, udite udite... era così composto: Digre [Gatti - Bremer - Kelly] [Kalulu - Thuram - Koop - Cabal] [Miretti - Kostic - McKennie]. Il tridente finale Kostic-McKennie-Miretti credo che resterà nella storia, col mister che ha anche detto a Sky che a 'sto punto lui un grande centravanti con caratteristiche diverse da David ce lo ha già ed è McKennie 6) se il mister è stato bravo a impostare questo modulo ibrido, che in fase nostra offensiva metteva a nudo il "pigro" 3-4-2-1 del Napoli (pigro non perchè loro non si sbattessero, ma perchè Conte a mio avviso doveva sapere che sarebbe finita così e lavorarci su, cosa che non ha fatto), è stato poi anche molto concreto nel rimettere la squadra a specchio in non possesso, ma uno specchio impostato sul "man to man marking", altra cosa che secondo me Conte non si aspettava e che ha molto castrato i movimenti diagonali di Hojlund e soprattutto i micidiali inserimenti a fari spenti di McTominay che praticamente oggi non si sono mai visti 7) in questo contesto, la crescita di Thuram (che non a caso da mezzala ha fatto sfracelli.. quant'è che lo dicamo qui?) e soprattutto quella di Locatelli, hanno fatto la differenza a centrocampo. Così come le prove davvero toste di Kelly e Bremer dietro. Perchè, chiaramente, nel calcio attuale, i duelli son sempre fondamentali, ma se decidi di giocare a specchio e per di più uomo su uomo, è chiaro che i duelli vinti contano ancora di più. 8 ) il ruolo e l'evoluzione di Locatelli meritano un discorso a parte. Perchè, sia detto a favore di Locatelli, trovo che per uno strano paradosso, il voler dire che è sempre il più bravo da tre anni a questa parte sia fargli quasi un torto involontario, non valorizzando così la sua crescita e impegno individuale per migliorasi, così come la leadership, lo stare il campo, il dare equilibrio, il tappare sempre il buco giusto, la personalità e anche il ritmo e la continuità con cui ora, praticamente sempre in verticale, fa viaggiare la palla. Oltre alla capacità di essere sempre nel vivo del gioco e in zona palla, sia in riaggressione che in scarico al compagno. Se si vuole "difendere" il Loca delle passate stagioni, ben venga, perchè di certo abnegazione e impegno non sono mai mancati, ma paragonare questo Loca che con Spalletti si sta super evolvendo sia tatticamente, che tecnicamente, che sul piano della personalità, a quello di 2 o 3 anni fa, ribadisco, per me è fargli un torto e un non notare quello step di crescita importante che il ragazzo sta facendo e di cui lo stesso Spalletti ha parlato dopo il Benfica evidenziando anche lui come: "Locatelli delle cose ce le ha sempre avute, adesso ha capito e si sta via via andando a prendere anche tutte quelle cose che gli mancavano ma che deve acchiappare assolutamente. Lui è intelligente, lo ha capito e per questo sta crescendo". Questo è il Locatelli di oggi che non è quello di due anni fa. Non lo dico solo io. Lo dice anche Spalletti. 9) mi permetto, fatto strano e "una tantum", per come analizzo io di solito, un'altra parentesi "singola" per spendere due parole sul sempre bistrattato David che, fra gol e assist, ha ormai però raggiunto una certa continuità di rendimento. Il giocatore è questo. Pochi mazzi. Non è una bestia di calciatore e non è un fulmine di guerra e, per riempire degnamente l'area, gli servono le due mezzali che, non a caso, oggi Spalletti gli ha messo a disposizione. Ma la tecnica c'è, il fraseggio (non fine a se stesso) anche e alla fine sta mettendo a referto il gol o l'assist quasi in ogni partita. Rimane importante capire che questo ragazzo ha pregi e difetti e che è inutile stracciarsi i capelli perchè, nel bene o nel male, David questo è. Spalletti tanto ha già detto che il vero difetto di David, cioè il non saper gestire la famosa pallata addosso, è l'unico vero grande limite secondo lui, ma che per il resto è un signor calciatore (io vedo anche qualche altro difetto in David oltre alla palla addosso.. ma vabbè.. però ha ragione Spalletti che il calciatore c'è e "sa giocare a calcio" -cit). Poi tanto Spalletti a Sky ha già detto che per il centravanti fisico si potrebbe anche ovviare come negli ultimi 10 minuti di stasera e cioè mettendo lì perfino McKennie che per lui "è un eccellente centravanti moderno" (ri-cit.). E perchè no? Tanto orami Wes.. ruolo più ruolo meno.. gli manca credo solo il portiere..
10) tornando seri, uno dei tanti meriti di Spalletti è quello, dopo non so più quanti anni, di averci ridato un "11 base" e ciò ben venga non solo per la riconoscibiltà, l'intesa, la omogeneità e continuità del progetto tecnico, ecc.. ma anche perchè, obiettivamente, si è visto che appena sta fuori un Thuram o appena entra in campo un Gatti, le cose cambiano e, se manca qualcuno di questo complesso ingranaggio che è "la Juve che potenzialmente può fare tutti moduli, ma veramente bene nessuno" ecco che, nell'orologio svizzero creato "ad hoc" da Spalletti per farla funzionare bene lo stesso, anche solo l'assenza di quel pasticione di Chico, ci crea (vedasi primi tempi con Cagliari e Benfica) degli scompensi. Figurarsi altri cambi non forzati degli altri 9 di movimento. Perchè ormai il lavoro è decollato e progredito su questo assetto e sulla base di questi 11. Per cui è chiaro che turnover, infortuni, squalifiche, il far sentire tutti parte del progetto, ecc.. sono comunque importanti e la rosa conta tutta, ci mancherebbe. Ma se serve un 11 titolare e se l'11 titolare è questo, un motivo c'è e lo si vede appena abbiamo Koop invece di Thuram.. un adattato invece di Chico o Gatti che in 4 minuti è riuscito a far fare a Hojlund una cosa che, senza Gatti, il danese si sarebbe solo potuto sognare nei restanti 86 minuti di partita contro Bremer. CONCLUSIONI: una prova certamente di altissimo livello e più brillante di quella vista col Benfica. Anche se in realtà una continuità c'è e cioè: si è capito che l'11 è quello, si è capito come la volontà spallettiana di giocare palla in avanti, di cercare il mezzo spazio, ecc.. sia ormai diventata normalità, ecc.. ma in realtà, sebbene si sia brillato di più stasera che col Benfica io, come accennavo, vedo una continuità in queste due partite. Entrambe contro avversari di un certo valore, entrambe con la porta inviolata, entrambe facendo sì il nostro calcio, ma anche sapendoci adattare a determinate situazioni in cui la solita pressione non ci è riuscita ed anzi, paradossalmente, dei 5 gol fatti fra Benfica e Napoli, ben 4 son venuti quando "in teoria" il pallino ce lo aveva l'avversario, perchè questa squadra, non rinunciando a giocare neanche quando deve soffrire, poi può capitalizzare gli spazi che l'avversario giocoforza ti concede. Basta solo andarseli a prendere quegli spazi e riprender subito a fare gioco dopo la sofferenza per riuscirci. E noi, ultimamente, ci riusciamo ed anche piuttosto bene. Per cui l'idea, anche se poi ci si "lima" sugli avversari di volta in volta, è quella di mantenere (e per ora lo stiamo facendo) l'idea che la partita vada fatta, aggredita e attaccata ma che poi, anche quando l'altro reagisce, una volta assorbita la reazione, si riparta ancora per fare male e segnare anche il secondo (come col Benfica) o perfino il terzo (come stasera).
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