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jouvans

#VSCafe ~ Lo Spazio Tattico di VS ~ LA COMPLICATA ANALISI DI UNA DEBACLE E IL NOSTRO "PECCATO ORIGINALE" (vedi post in rilievo)

Post in rilievo

20 minuti fa, onetime ha scritto:

Io di Heynckes ho solo il ricordo del Bayern-schiacciasassi del 2012-2013, uno squadrone assurdo. Per il resto devo farmici un po' una cultura perché, per esempio, ho pochissimi ricordi del suo Real (ai tempi ero piccolissimo)..

Quando fece il triplete nel 2012-2013 aveva grossomodo l'età che ha adesso Spalletti.... :upss:
E a 73 anni vinse la Bundes del 2018 dopo essere subentrato a un disastroso inizio di Ancelotti 😱

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9 hours ago, jouvans said:

E poi c'è anche lo sfigato che in tiene in piedi quella baracca del cafe.. che è la crasi fra 3 e 5 .ghgh 

Chiamala baracca...

 

A questo punto sarei veramente curioso di veder giocare una delle tue squadre - secondo me c'è anche un tocco di Darth Vader visto che il lato oscuro genera la luce ("No, I am your father"...).

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7 ore fa, jouvans ha scritto:

Io su Lippi non sono obiettivo perchè quando ho iniziato il primissimo corso per la licenza D (che all'epoca manco si chiamava così), ed era il 1998, lui era "l'allenatore" e io portavo nel cuore Champions, intercontinentale, il ritorno allo scudetto dopo i 9 anni del post Platini, ecc...

Scusami se ti tedio ancora, mi aiuti a inquadrare anche Fergusson, Ancelotti e Capello nelle 5 categorie?

Grazie per le parole su Lippi, a nessun altro avrei perdonato quelle finali perse o il passaggio ai prescritti, ma lui era LUI.

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7 ore fa, jouvans ha scritto:

Poi ovviamente ci sono i difetti.. solo due finali secche vinte in carriera ed entrambe solo ai rigori.. i gironi di Champions passati per il rotto della cuffia nonostane uno squadrone.. le finali perse magari con genialate come quella di Montero terzino sinistro e il carattere bello arrogantello. Inoltre, come dimostrato all'inperd, per le sue spigolosità, esigenze, ecc.. aveva bisogno di una società forte alle spalle per rendere davvero.
Ma alla fine, se io sono qua a parlare di tattica, lo devo a lui e quindi gli voglio e gli vorrò sempre bene (anche per tutto quelllo che ci ha fatto vincere) e sarà sempre la mia stella polare del: "facciamo coi moduli e coi calciatori che abbiamo, ma sempre per aggredire e cercare di vincere"

Io di solito sono un tipo abbastanza calmo e pacato, ma quel 28 Maggio 2003, durante il volo che portava a Manchester, nel leggere sul giornale che davano Montero terzino, ho cominciato a smadonnare a voce alta. 

E di fatto il campo dimostrò che fu una scelta " assurda ". Infatti la prima mezz'ora giocò solo il Milan, con Montero sistematicamante saltato dall' ucraino. 

Ci furono gol annullato e la parata più pazzesca che io abbia mia visto dal vivo ( Buffon su Inzaghi ). 

Poi colpo di fortuna, si infortunò quel giocatore che poi diventò allenatore di categoria 2, entrò Birindelli ( che in quel periodo era in formissima ), e non subimmo più niente.

Ancora oggi non riesco a capire il motivo di quella scelta: chissà come avrebbe reagito il cafè. 😀

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8 hours ago, uomo vitruviano said:

Salve a tutti, mi unisco alla discussione, per aggiungere un ulteriore spunto di riflessione sul tema. Credo che un fattore determinante per giudicare un allenatore,  al di là delle filosofie calcistiche, di categoria 4 o 5 che si voglia, sia solo uno: il carisma... proprio come Lippi. 

Concordo in pieno; quando il livello si alza diventa determinante la gestione dello spogliatoio e la capacità di confrontarsi con giocatori di grande personalità. Spalletti sta dimostrando ancora una volta di essere un grande allenatore, ma un conto è cercare di insegnare il proprio calcio a Locatelli e David e un altro a Modric e CR7... il rischio di essere schiacciato dal carisma di tali campioni è enorme. Ancelotti in questo è stato il maestro assoluto e ci ha costruito una carriera eccezionale.

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2 minuti fa, a77ila ha scritto:

Concordo in pieno; quando il livello si alza diventa determinante la gestione dello spogliatoio e la capacità di confrontarsi con giocatori di grande personalità. Spalletti sta dimostrando ancora una volta di essere un grande allenatore, ma un conto è cercare di insegnare il proprio calcio a Locatelli e David e un altro a Modric e CR7... il rischio di essere schiacciato dal carisma di tali campioni è enorme. Ancelotti in questo è stato il maestro assoluto e ci ha costruito una carriera eccezionale.

Concordo, aggiungendo che Ancelotti a mio avviso è più vicino alla categoria 4 che alla categoria 5. Grande gestore di personalità forti, grande conoscitore di uomini, persona capace di farsi rispettare anche con modi pacati, ma anche allenatore assai concreto.
Poi, per carità, le sue squadre in determinate circostanze hanno espresso un calcio piacevole, ma in altre situazioni si è dimostrato molto pragmatico e più realista del Re.

 

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1 minuto fa, zebra67 ha scritto:

Concordo, aggiungendo che Ancelotti a mio avviso è più vicino alla categoria 4 che alla categoria 5. Grande gestore di personalità forti, grande conoscitore di uomini, persona capace di farsi rispettare anche con modi pacati, ma anche allenatore assai concreto.
Poi, per carità, le sue squadre in determinate circostanze hanno espresso un calcio piacevole, ma in altre situazioni si è dimostrato molto pragmatico e più realista del Re.

 

Concordo, seguendo le categorie che ha buttato giù jouvans, Ancelotti parte 5 (soprattutto ai tempi di Reggiana e Parma) e finisce 4 (da dopo l'esperienza con noi, secondo me, ma più precisamente dalla coda del periodo Milan in avanti), anche se c'è da dire che non è mai stato uno che si sia mai preoccupato tanto di non subire gol, anzi quasi non gliene è mai fregato nulla.

 

Ricordo una sua intervista recente in cui diceva una roba del genere (metto il virgolettato, ma in realtà devo cercarla perché non ricordo bene le esatte parole, prima o poi devo ritrovarla): "bisogna difendere bene, ma senza troppo stress, alla fine dei conti, alla peggio, che può succedere? Che prendi gol". E il senso è che, anche se prendi gol non è una tragedia, ma basta ripartire e andare a rifarlo tu il gol.

 

Quindi, Ancelotti sicuramente nel tempo è diventato pragmatico, ma non è mai stato uno "conservativo", imho.

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On 2/3/2026 at 12:00 AM, jouvans said:

1° NOVEMBRE - 1°FEBBRAIO: TUTTI GLI STEP CON CUI SPALLETTI HA RIBALTATO LA JUVE IN SOLI 3 MESI

Dovevo una risposta all'amico @Karma Cop su quali siano stati gli step che in circa 3 mesi hanno portato la Juve a diventare "la Juve di Spalletti". Non è affatto un discorso banale, perchè è chiaro che un simile cambiamento tattico, tecnico, di convinzione, di scelte, ecc.. non avviene agendo solo su un fattore e non avviene dal giorno alla notte, ma soprattutto non avviene senza un certo lavoro e una certa consapevolezza o capacità in quel che si sta facendo.

 

Per chiarezza e leggibilità andrò per punti, soffermandomi sulle 3 macro-chiavi della questione e cioè: giocatori, tattica e mentalità


GIOCATORI:

1) come testimoniato dagli stessi calciatori: "adesso ognuno si sente a suo agio nel campo". Questo è stato secondo me il primo step, su cui anche Spalletti nelle primissime interviste in autunno insisteva molto e cioè il fatto che prima di cambiare gerarchie, modulo o altro, lui voleva "conoscere questi giocatori e capire cosa e in che modo me lo possono dare". Dunque, il primo step di Spalletti è stato di capire qualità, potenzialità, limiti, collocazione ideale, ecc.. dei singoli, il che è una regola aurea spesso emersa qui nel cafe, quando si notava Tudor mettere la gente fuori ruolo. La prima cosa, infatti, è mettere i giocatori nel loro ruolo, non inventarti ruoli immaginari per far combaciare il calciatore al tuo schema e soprattutto un mister, di base, deve innanzitutto fare il meglio con quello che ha.
Quest'ultima frase è il motto di qualunque mister. Giochista, non giochista, a 3 o a 4: fare con quelli che hai, tirandone fuori il meglio. Vale dai ragazzini fino alla serie A. Funziona così e deve funzionare così. Spalletti lo ha fatto.
2) appurato questo, ha appunto iniziato a non snaturare più nessuno; dunque non abbiamo più visto David nel ruolo di Chico (come avvenuto contro il Dortmund), o Openda fare il quinto (come avvenuto a Verona), o Kalulu fare stabilmente il tuttafascia... No. Kalulu o fa il braccetto o fa il terzino. In mancanza di quinti non si è inventato nulla di nuovo, si è messa altra gente a fare altro, per cui i centrali fanno i centrali, i centrocampisti fanno i centrocampisti e così via.
3) capito cosa ti potevano dare i giocatori e messili nei loro ruoli, è iniziato "l'andare ad acchiappare" spallettiano e cioè: ok Kalulu, ora che ho capito chi sei, dove giochi e cosa mi puoi dare, che ne dici di buttarti anche dentro che la gamba per farlo ce l'hai? E Loca.. tu che ai tempi del Sassuolo eri un giocatore evoluto e di prospettiva, ma poi sei diventato quasi un difensore aggiunto, che ne dici se ti faccio muovere più svelto la squadra intorno, così tu sfrutti il tuo senso tattico per dare equilibrio senza abbassarti troppo e andando ad acchiappare il key-pass visto che ora hai quei mezzi spazi dove mettere quel tipo di palla? E tu Thuram.. che hai gamba, colpo di testa e fisico, che ne dici di cominciare ad andare anche ad attaccare l'area avversaria per darci un'alternativa, centrimenti e riempimento dentro l'area di rigore? Ecc.. ecc.. e così via con tutti i calciatori.
4) così facendo, in sintesi, ha messo calciatori che ora conosce a fare cose che loro conoscono, ma sempre dandogli quel centimetro in più da fare, quello step in più da compiere ("Bremer mi deve inziare a salire con la palla".. "Adzic deve capire come e dove fare quella giocata che ha nelle sue corde", ecc). Senza uscire dalle loro caratteristiche, ruolo o comfort zone, ma ampliando le conoscenze e le attitudini che lui ha visto in ciascuno di loro e che in quel loro spicchio di campo potevano e possono essere ampliate (o acchiappate -cit.) da ciascuno di loro

TATTICA:
1) ha cominciato senza stravolgere l'assetto che aveva ereditato, ma inserendo concetti come il mezzo spazio, il dai e vai, il giocare con pochi tocchi, ecc.. non avendo questa squadra ormai nemmeno più le basi di certe cose (questo lo notiamo adesso quando tutti diciamo: "incredibile, io neanche credevo che potessimo fare certe giocate e/o giocare così" -multicit). In realtà non è che oggi "diamo spettacolo". Semplicemente abbiamo inserito e metabolizzato quelle basi di cui qui nel cafe abbiamo parlato trilioni di volte (giocare al massimo a 2 tocchi, il dai e vai, il "palla avanti - palla dietro - palla dentro, ecc..) che, come detto spesso: "saranno anche robe basilari, ma in una partita ti aprono il campo se fatte a dovere" e con Spalletti lo stiamo vedendo e queste basi sono state, sia per logica che cronologicamente, il primo passo in questa direzione della nostra evoluzione tattica
2) il secondo passo, mancando i quinti e non essendo neanche corazzatissimi nel reparto terzini, è stato quello di creare un modulo ibrido, che esaltasse chi avevamo in squadra e non chi non c'era (ad esempio i famigerati quinti). E dunque un assetto che, per sopperire a questa assenza, a volte si sistema a 3 e altre a 4, giocatori (tolto quel matto di McKennie che fa la qualunque) che anche quando switchano, lo fanno comunque in zone vicine alle loro conoscenze e alla loro comfort zone, acchiappando via via qualcosina in più "day by day"
3) sistemate le basi e impiantato il modulo ibrido, ecco che si è lavorato sui movimenti. Come detto, dapprima i mezzi spazi e poi le sovrapposizioni interne, che sono parenti dei mezzi spazi. Tutto per gradi. Poi sono arrivati i famosi elementi posizionali del caos organizzato visti contro Roma e Bologna, per cui la squadra dà pochi riferimenti all'avversario ma sostanzialmente, nelle rotazioni, copre sempre tutte le posizioni base e in particolare le 5 offensive, a costo di mettere, come contro il Parma, Kalulu in posizione 4 venendo da dietro e incasinando la retroguardia di Cuesta
4) mancava l'ultimo tassello e cioè la profondità, per allungare gli avversari e aumentare la pericolosità. Profondità che è comunque figlia del dai e vai, dell'attacco allo spazio, del movimento senza palla, delle rotazioni ben fatte, ecc.. e che dunque è arrivata in queste recenti partite come ultimo step dei progressi tattici fatti dal mister su questa squadra
5) tutto quanto detto in questi 4 punti è possibile solo avendo una squadra corta, aggressiva, che copre bene il campo, che ha distanze corrette e che soprattutto fa bene il movimento a soffietto di squadra, l'elastico difensivo e le immancabili preventive. Infatti quando, come a Monaco, queste cose vengono un po' a mancare e diventiamo lunghi, allora non siamo più quelli di sempre. Lo si nota subito. Per questo Spalletti, giustamente, ci lavora tanto. I primi 4 punti sono quelli che ti fanno divertire e fare gol, ma questo punto 5 è quello che rende possibile fare i primi 4 punti, sennò non saremmo offensivi, saremmo solo lunghi e sovente esposti alle famose "voragini"

MENTALITA'
1) quanto detto all'ultimo punto precedente, non può essere scollegato da una certa mentalità di squadra. Fare noi la partita, stare più alti, aggressivi e dunque corti, in preventiva, ecc.. se tutto questo avviene è perchè la mentalità è quella di giocare sempre per vincere, per avere tu il pallino, per fare uno o anche diversi gol in più del tuo avversario e i 5 punti esaminati nella parte tattica nascono proprio per ottemperare e rendere concreta/fattuale (e non più solo un semplice "desiderata") questa mentalità offensiva
2) chiaro che questo atteggiamento non può prescindere da singoli convinti di poter fare certe cose e dunque la mentalità è stata innestata in maniera duplice. Per la squadra, quella del: organizziamoci tatticamente, così poi dominiamo davvero la partita stando aggressivi e corti, ma per farlo, serve anche la testa del giocatore che si sente in fiducia, che rema dalla stessa parte, ecc.. tutto ciò è fondamentale e, in questo senso, sia coi singoli che col gruppo, appare chiaro, come si vede sul campo e dalle dichiarazioni, che Spalletti ha fattto breccia
3) proprio dalle dichiarazioni dei calciatori, si capisce come il messaggio generale di Spalletti di giocare più offensivi e il messaggio più dettagliato di fare tutte quelle cose che la tattica richiede per realizzare concretamente questo desiderio di dominio della gara, stanno funzionando perchè i ragazzi (e lo dicono apertamente) si divertono a fare quello che fanno, credono in quello che fanno, vedono tangibilmente sul campo, nelle prestazioni e nei risultati, che la cosa li diverte e funziona e dunque eccoli entusiasti a dire: "mai giocato così bene da quando siamo alla Juve" (cit. Bremer e McKennie ieri). Ed è così. Da mentalità si genera mentalità. Il mister dice al calciatore: "acchiappa questo che lo puoi fare".. alla squadra: "facciamo così che poi dominiamo le partite e ci divertiamo" e infine si mette tutto questo in pratica con le strategie e gli escamotage tattici, tutti step atti a fregare l'avversario e a valorizzare i tuoi, come detto nei punti precedenti

CONCLUSIONI:
In sostanza Spalletti è partito dalla conoscenza del gruppo e dei singoli. Poi, senza snaturarli, gli ha re-insegnato certe basi di gioco che si erano perse. A quel punto, un po' come a scuola, ha via via aggiunto cose sempre più evolute. Il tutto nell'ottica di una mentalità nuova, dove il singolo "deve acchiappiare" cose nuove e dove la squadra deve dominare le partite. Per questo, fatta questa grande scavalattura concettuale, c'è poi stato il lavoro di campo, la tattica, l'allenamento, ecc.. che sono gli elementi fattuali e di lavoro quotidiano che rendono possibile tradurre poi concretamente tale mentalità nei 90 minuti sul campo

Il piu bello post del VS Cafe a mani bassi .allah

 

Secondo te, quali saranno le prossime punti nel futuro per diventare ancora piu forte?

  • Grazie 1

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2 minuti fa, onetime ha scritto:

Ricordo una sua intervista recente in cui diceva una roba del genere (metto il virgolettato, ma in realtà devo cercarla perché non ricordo bene le esatte parole, prima o poi devo ritrovarla): "bisogna difendere bene, ma senza troppo stress, alla fine dei conti, alla peggio, che può succedere? Che prendi gol". E il senso è che, anche se prendi gol non è una tragedia, ma basta ripartire e andare a rifarlo tu il gol.

E qui si torna al discorso che per vincere devi avere allenatore forte (meglio se tra i più forti in circolazione) e giocatori forti (meglio se campioni)

Il discorso "se subisci un gol non è un dramma, ripartiamo e ne facciamo uno in più" è di una bellezza e di una positività abbagliante, ma risulta molto più facile metterlo in atto ed enunciarlo come principio quando hai gente come Benzema, Bellingham, Vinicius e, subito dietro, Modric e Kroos ad ispirarli.

Un pò meno facile praticarlo con Vlahovic e Kean, e dietro, come fonti ispiratrici della manovra, Locatelli e Fagioli.

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1 minuto fa, zebra67 ha scritto:

E qui si torna al discorso che per vincere devi avere allenatore forte (meglio se tra i più forti in circolazione) e giocatori forti (meglio se campioni)

Il discorso "se subisci un gol non è un dramma, ripartiamo e ne facciamo uno in più" è di una bellezza e di una positività abbagliante, ma risulta molto più facile metterlo in atto ed enunciarlo come principio quando hai gente come Benzema, Bellingham, Vinicius e, subito dietro, Modric e Kroos ad ispirarli.

Un pò meno facile praticarlo con Vlahovic e Kean, e dietro, come fonti ispiratrici della manovra, Locatelli e Fagioli.

Sicuramente, ma infatti Ancelotti diciamo che a materiale umano è sempre stato abituato molto bene, in ogni squadra in cui è stato (tranne per ovvi motivi Everton e Napoli) sefz

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2 minuti fa, onetime ha scritto:

Sicuramente, ma infatti Ancelotti diciamo che a materiale umano è sempre stato abituato molto bene, in ogni squadra in cui è stato (tranne per ovvi motivi Everton e Napoli) sefz

Una curiosità: il Gasp 2025/26 come verrebbe considerato nella ripartizione in categorie?
Ritieni che stia "prendendo le misure" alla Roma, dopo tanti anni di Atalanta, e che nella prossima stagione vedremo una Roma più brillante e meno cinica?

Non credo ci sarebbe niente di male se avesse interpretato quella in corso come una stagione per conoscere ambiente capitolino e giocatori della rosa e avesse deciso di proporre una squadra meno garibaldina, meno sbarazzina, assai cinica e concreta, e che avesse pianificato per il 2026/27 il ritorno al suo concetto di calcio.

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7 minuti fa, zebra67 ha scritto:

Una curiosità: il Gasp 2025/26 come verrebbe considerato nella ripartizione in categorie?
Ritieni che stia "prendendo le misure" alla Roma, dopo tanti anni di Atalanta, e che nella prossima stagione vedremo una Roma più brillante e meno cinica?

Non credo ci sarebbe niente di male se avesse interpretato quella in corso come una stagione per conoscere ambiente capitolino e giocatori della rosa e avesse deciso di proporre una squadra meno garibaldina, meno sbarazzina, assai cinica e concreta, e che avesse pianificato per il 2026/27 il ritorno al suo concetto di calcio.

Su questo sicuramente ti saprà rispondere meglio @jouvans, ma secondo me Gasp oscilla tra la 5 e la 3, perché comunque ha le sue idee di gioco chiare, e ha portato delle innovazioni nel calcio italiano a cui poi molti si sono adattati, ma in qualche modo sa anche adattarsi lui al materiale che ha a disposizione (anche se non si direbbe, visto quanto si lamenta mezzo stampa per il mercato sefz ), come stiamo vedendo alla Roma.

 

E quindi si, secondo me al momento sta cercando di lavorare passo dopo passo, ha già inserito alcuni principi suoi nella Roma, ma ancora la squadra non è una vera e propria "creatura del Gasp", quella la vedremo dal prossimo anno, imho.

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Ma, questo 4-2-3-1 quanto valorizza Yildiz e Conceicao?

No perché, Yildiz ultimamente non possiamo dire che ha una resa da metterci le stelle agli occhi. I detrattori di Chico ultimamente hanno pane per i loro denti (che non c'era dal primo minuto a Cagliari e si è visto abbastanza...).

Cambiaso è nel pieno dell'occhio del ciclone... Ah! Dove gioca Cambiaso?? Nella stessa fascia di Kenan...

E quando non c'è uno tra Conceicao e Yildiz, MCKennie e Miretti più che rendere uno solo dei due, vanno poco bene entrambi...

 

 

image.png.6b0770ee588e11e5fea2704b55d577d8.png

 

 

Speriamo che Lucianone e staff queste cose le valutino con la giusta importanza.

Contemplando...

Il famigerato centrocampo a... 3.

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20 ore fa, jouvans ha scritto:

NEL CALCIO CI SONO LE CATEGORIE (CIT.) - VEDIAMOLE ASSIEME PARLANDO DI ALLENATORI

 

Parto da questi tre spunti che ho citato qui sopra, per dare la risposta che mi viene chiesta e per dire che sì, esistono le categorie (ma non solo di "bravura o competenza" ma anche "filosofiche"). Io qui conterò, banalmente e sinteticamente, 5 categorie (anche se sarebbero molte di più e anche se generalizzare è sempre sbagliato, ma tant'è..).. dunque:

 

CATEGORIA 1 - QUELLI SCARSAMENTE COMPETENTI
Esiste la categoria di quelli che avranno anche il patentino, ma che effettivamente sbagliano anche a mettere l'acca (cit saturnz70), perchè sono di basso o bassissimo livello. Ad esempio Ferrara o Tacchinardi che infatti han durato ben poco in panchina e ora fanno tutt'altro...

CATEGORIA 2 - BRAVINI MA LIMITATI
Sono quelli anche "bravi", ma che sanno fare solo ed esclusivamente una cosa e un solo tipo di calcio e che, come gli si inceppa quella cosa, vanno in crash totale, come ad esempio Del Neri o Tudor. Se Del Neri non ha un 4-4-2 sacchiano ad hoc a disposzione o se Tudor non ha un costruttore nei 3 dietro, due mediani "bestia" e due tir come quinti, ecco che diventano due mister monotematici, che adattano la gente allo schema e non viceversa (orrore) e che fanno solo danni. Mentre, se messi nelle condizioni ideali, hanno dimostrato nella loro storia di poter proporrre anche un buon calcio. Ma solo quel calcio e solo quello sanno fare.

 

CATEGORIA 3 - I MESTIERANTI

sono allenatori che paiono quasi piccoli artigiani. Non hanno la pretesa di innovare il calcio, di portare "alcuna genialata o clamorosa riconoscibilità" nel loro gioco e si adattano per schemi, uomini e atteggiamento a quel che hanno a disposizione. Non è una categoria negativa, anzi. E' semplicemente gente che fa il meglio con quel che ha, senza mega concetti o mega pretese e arrangiandosi con quel di cui dispongono. Non gli cambia filosoficamente stare bassi o stare alti, stare a 3 o stare a 4, ecc.. loro sono pragmatici, spesso costretti ad arrangiarsi poichè non in grandissime squadre, ma un modo per far quadrare le cose lo trovano sempre e (spesso) anche bene. Fra questi l'esponente DOC è certamente Ranieri e, di lì a scendere più verso il basso, penso al mister attuale dell'Udinese o al sempreverde Davide Nicola, ecc..

CATEGORIA 4 - I TOP SCHIERATI PERO' SUL "LATO OSCURO DELLA FORZA" (cit. Guerre Stellari .ghgh

Sono allenatori capacissimi e potenzialmente (o effettivamente!) da top clubs. Saprebbero tranquillamente fare e proporre cose anche più evolute ma per scelta filosofica, pigrizia, calcolo o altro, hanno deciso di "prendere la via facile". L'esempio tipico è Allegri che è/sarebbe capacissimo di proporre un certo calcio (guardatevi Manchester-Juventus 0-1 dell'ottobre 2018.. e ditemi se la sua non sembra la miglior Juve del miglior Spalletti e per di più con anche i campioni in squadra.. per non parlare del 3-0 al Barcellona..) ma poi scelgono di essere più conservativi, per una sorta di cinismo calcistico o di loro tornaconto strategico. Fra questi appunto Allegri, ma in parte anche lo stesso Antonio Conte

 

CATEGORIA 5 - I COSIDDETTI GIOCHISTI

sono allenatori che credono che grazie al gioco, a determinate meccaniche tattiche e ad un atteggiamento più offensivo, si possano raggiungere maggiori risultati ed eventualmente anche esaltare il singolo o quanto meno "tamponare col gioco" i limiti dei singoli meno dotati. Tendono a dare una forte e visibile impronta di squadra e di atteggiamento all'11 che va in campo. Il contro è che sono scelte rischiose e che non sempre vengono seguite dal gruppo o dai risultati (Thiago Motta o De Zerbi ad esempio), ma che, quando invece funzionano, ci fanno amare questo sport (Spalletti, Guardiola, Luis Enrique).

Io, però, parto dal presupposto che tutti gli appartenenti a queste cinque categorie ne sanno in ogni caso più del sottoscritto. 
E allora mi viene da chiedermi come sia possibile che io, da profano, arrivi a determinate conclusioni (che, poi, alla prova del campo, risultano essere corrette) e loro no.

È questa la cosa che non capisco. 

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9 ore fa, Lohengrin ha scritto:

Chiamala baracca...

 

A questo punto sarei veramente curioso di veder giocare una delle tue squadre - secondo me c'è anche un tocco di Darth Vader visto che il lato oscuro genera la luce ("No, I am your father"...).

Io di squadra ne ho solo una che è la mia under 17 provinciale sefz 
Scherzi a parte, io sarei un allenatore categoria 5 tutta la vita ma, avendo a disposizione un materiale umano molto limitato e che ogni anno, a causa del salto di età, mi viene rivoluzionato per circa il 50% degli effettivi, alla fine mi devo arrangiare e per quello sto anche nella categoria 3.
Ad esempio... decido di stare alto e in preventiva.. poi il centravanti degli altri è un ragazzo di colore di un metro e 88 che pesa 80 chili e lì faccio fatica a chiedere al mio centrale che è 1,79 e pesa la metà di lui, di mettersi in costante preventiva 1 vs 1 con quello là. Perchè il mio perderebbe il duello il 95% delle volte... dunque mi tocca cestinare la cosa e, al più, tenere la linea di pressione ad altezza palla e mettermi uomo nella zona...
Quando dico che sono una crasi fra 3 e 5, devo esser più preciso: io sarei 5 tutta la vita se allenassi la Juve... ma nella vita reale sono un 3 e non potrebbe essere altrimenti.
Poi sì.. almeno a livello teorico e di insegnamenti, prima di arrangiarmi a fare l'artigiano, cerco di spiegare ai ragazzi principi di gioco più giochisti e da categoria 5, perchè la mia indole, l'idea e ciò che voglio trasmettere a questi ragazzi ricade lì.. poi però la realtà fattuale prende il treno e ti viene a trovare e lì ci devi fare i conti...

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Guarda, insegnare principi ai ragazzi è una delle cose più affascinanti perché non puoi escludere che uno tra i mille che incontri ne farà tesoro e supererà il maestro (poi ricordandosene). Questo in qualunque campo (non solo di gioco...).

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20 hours ago, Il Demone said:

...o capacità

In realtà le capacità le avrebbe, il buon Max, non è uno stupido, anzi, è preparato ed è un gran furbacchione.

Perchè non usa queste capacità per evolvere il suo calcio?

Beh... credo che @jouvans lo abbia spiegato bene nel suo post sulle categorie degli allenatori, alla n.4

 

Pigrizia... convinzione che si possa ottenere tanto con meno sbattimento... convinzione che non bisogni inventarsi chissa chè ...come dice lui "il calcio è semplisce".

Del resto, si sa, per lui la vita non si esaurisce col calcio, dato che è un gran estimatore di gnocca... :d

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8 ore fa, QuandoC'eraCuccureddu ha scritto:

Scusami se ti tedio ancora, mi aiuti a inquadrare anche Fergusson, Ancelotti e Capello nelle 5 categorie?

Grazie per le parole su Lippi, a nessun altro avrei perdonato quelle finali perse o il passaggio ai prescritti, ma lui era LUI.

Dei tre che mi chiedi io, pur considerandoli ovviamente grandissimi allenatori (e grazie ar ca' direi pure sefz ) in realtà non sono un grandissimo fan di nessuno dei 3.
Ferguson, tranne quando era giovane, di fatto neanche allenava veramente la squadra. Era una figura che da noi non esiste e non mi riferisco al mister che fa anche il manager (che è vero anche quello e lo sanno tutti) ma proprio a una figura di allenatore che in pratica gli allenamenti li guarda (e a volte neanche quello, non scherzo), ma dà solo degli input ai suoi colaboratori e alcune idee di base, ma poi il grosso, anche tattico, lo fanno altri. Io invece preferisco chiaramente l'approccio che danno Spalletti, Conte o Lippi, sempre coinvolti al 200% nelle dinamiche di campo. Detto questo, tatticamente Ferguson non ha portato grandi innovazioni, ma ha avuto il merito di capire per primo, quando il calcio inglese non era certamente al top (perchè quando Ferguson iniziò il calcio inglese era tutt'altro che quello di oggi), che bisognava europeizzarsi, guardare oltre la Manica e innovare qualcosa nella premier a livello di gioco. Mi piaceva molto lo shadow playing che faceva coi "calypso boys" Yorke e Cole, ma di fatto non era un allenatore di sistema, quanto piuttosto, anche per come si approcciava alla professione, un allenatore situazionale che valorizzava molto il roster a disposizione (spesso ottimo per altro) e ne sfruttava le caratteristiche.. una specie di Allegri ma più offensivo e con un'ottica più "dall'alto" dato che era anche e soprattutto un manager.

Capello fa chiaramente parte della categoria 4 ed è uno degli allenatori (fra i top intendo) che ho meno amato in tutta la mia vita. Per l'amor del cielo.. grande allenatore, non si discute e i risultati parlano per lui. Ma il suo non-gioco perfino avendo dei campionissimi, il suo non evolversi mai da un 4-4-2 quasi immutabile e prudenziale (unica eccezione l'anno dello scudetto con la Roma dove giocò a tre, ma quella fu davvero l'unica eccezione della sua intera carriera), ecc.. non me lo hanno fatto mai amare e anzi, pur avendo vinto molto in carriera, secondo me per gli squadroni spaziali che ha sempre avuto a disposizione, in un certo senso ha vinto anche molto meno di quel che avrebbe potuto/dovuto, probabilmente proprio a causa di un approccio insufficiente all'evoluzione del gioco e più "attaccato" a un rigido e prudente 4-4-2 immutabile.

Ancelotti si è certamente evoluto rispetto ai suoi inizi da sacchiano purissimo. La cosa buffa è che a me piaceva più quando allenava il Parma a inizio carriera che dopo, quando invece è diventato super vincente... a Parma aveva dei concetti di gioco chiari, una mentalità riconoscibile, ecc... poi, da dopo l'esperienza fatta con noi, è cresciuto a dismisura nei risultati grazie a due cose: 1) ha iniziato ad allenare quasi sempre squadroni fantascientifici (e grazie ar cà che vinceva) 2) ha portato la categoria 3 degli artigiani al sommo livello e dunque si arrangiava in 4-4-2, 4-2-3-1 o 4-3-3 a seconda degli intepreti, di fatto mettendo sempre i più forti in campo e limando il modulo quel tanto che bastava per prevederli più o meno tutti in campo. Non a caso, la vulgata vuole che lui principalmente venga considerato "un gestore". E infatti dove lo squadrone non l'ha avuto e dove non c'era da gestire ma bensì da "creare", ha sempre miseramente fallito.

 

Tutto ciò detto, specifico due cose per maggiore chiarezza: 1) parliamo chiaramente di tre grandissimi allenatori e che anch'io considero tali 2) il fatto che però, nell'Olimpo dei mister, nessuno dei tre sia fra i miei preferiti (mille volte meglio Happel, Lippi, Heynckes e perfino Van Gaal per quanto mi riguarda) è solo ed esclusivamente frutto di un gusto/parere personale, senza alcuna pretesa di ragione, bibbia o verità da parte mia. Mi si è chiesto un parere e io l'ho dato ma, proprio in quanto "parere personale", è ovviamente altamente discutibile e senza pretesa alcuna di essere "conclusivo" di nulla su questi 3 giganti.

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21 minuti fa, Lohengrin ha scritto:

Guarda, insegnare principi ai ragazzi è una delle cose più affascinanti perché non puoi escludere che uno tra i mille che incontri ne farà tesoro e supererà il maestro (poi ricordandosene). Questo in qualunque campo (non solo di gioco...).

Avoja... chi segue le live audio con me sa quante volte cito i mister che avevo da ragazzo, molto più di quanto io non citi gli istruttori di Coverciano.. e, in questo senso, mi sento anche responsabilizzato a mia volta, perchè so che magari fra 15 anni quei ragazzi citeranno me e vorrei che fosse nel bene e non nel male...

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7 ore fa, Edivad ha scritto:

Io di solito sono un tipo abbastanza calmo e pacato, ma quel 28 Maggio 2003, durante il volo che portava a Manchester, nel leggere sul giornale che davano Montero terzino, ho cominciato a smadonnare a voce alta. 

E di fatto il campo dimostrò che fu una scelta " assurda ". Infatti la prima mezz'ora giocò solo il Milan, con Montero sistematicamante saltato dall' ucraino. 

Ci furono gol annullato e la parata più pazzesca che io abbia mia visto dal vivo ( Buffon su Inzaghi ). 

Poi colpo di fortuna, si infortunò quel giocatore che poi diventò allenatore di categoria 2, entrò Birindelli ( che in quel periodo era in formissima ), e non subimmo più niente.

Ancora oggi non riesco a capire il motivo di quella scelta: chissà come avrebbe reagito il cafè. 😀

Come avrebbe reagito VS.. non oso immaginarlo, ma in realtà lo sappiamo sefz 
Il cafe invece è più pacato.. ma avremmo certamente notato una cosa (almeno io) e cioè che era stata una mossa prudenziale eccessiva, tanto più che giocavamo contro una squadra alla quale avevamo inflitto una caterva di punti in campionato e che era arrivata in finale manco lei sapendo come..
Lì credo che l'assenza di Nedved avesse impanicato un po' tutti e che Lippi decise di fare la splallettata ante-litteram (tipo appunto Spalletti a Napoli recentemente) e che, proprio come la spallettata di Napoli non è riuscita, non riuscì neanche quella lippata lì all'epoca... ma in generale fu sbagliato l'intero approccio a quella gara. Non la giocammo con quella consapevolezza di essere i più forti che dovevano mettere le palle in testa all'avversario.
in questo pesarono secondo me nella testa di Lippi le precedenti finali perse, appunto l'assenza di Pavel e il terrore che lui aveva di Sheva.
Tutte cose che col senno di poi (dove siam bravi tutti) furono valutazioni errate. Quella di Montero terzino invece, non ci voleva il senno di poi. Bastava il senno di subito.
Ma io a Lippi perdono tutto.. è più forte di me sefz 

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7 ore fa, a77ila ha scritto:

Concordo in pieno; quando il livello si alza diventa determinante la gestione dello spogliatoio e la capacità di confrontarsi con giocatori di grande personalità. Spalletti sta dimostrando ancora una volta di essere un grande allenatore, ma un conto è cercare di insegnare il proprio calcio a Locatelli e David e un altro a Modric e CR7... il rischio di essere schiacciato dal carisma di tali campioni è enorme. Ancelotti in questo è stato il maestro assoluto e ci ha costruito una carriera eccezionale.

E infatti Ancelotti non pretendeva di insegnare calcio a Modric e CR7. Per quello non ci si scontrava mai.
Lui i campioni li gestiva e ci metteva su un bel rapporto umano, cercando poi semplicemente di collocarli al meglio in campo.
Ma di insegnare, non se ne parlava proprio. Tant'è che quando ha avuto squadre in cui i CR7 e i Modric non c'erano e gli sarebbe toccato davvero metterci del suo, ha miseramente fallito (Everton, Napoli..). Poi, per carità, ha vinto talmente tanto che uno può solo togliersi il cappello (e io lo faccio) ma, ad esempio, io sono sicuro che se fosse venuto lui da noi dopo Tudor, col fischio che ora staremmo vedendo questa Juve figlia di di un costrutture vero di calcio com'è Spalletti.

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8 minuti fa, jouvans ha scritto:

Ma io a Lippi perdono tutto.. è più forte di me sefz 

Per quanto mi riguarda, il Marcello può anche camminare sulla mia faccia .sisi

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7 ore fa, Tricarico10 ha scritto:

Il piu bello post del VS Cafe a mani bassi .allah

 

Secondo te, quali saranno le prossime punti nel futuro per diventare ancora piu forte?

Secondo me le basi sono queste. Ora servono solo due cose: 1) il tempo per rendere questi meccanismi sempre più automatici ed efficaci; la base è stata già gettata e dunque lì ci va solo del tempo di ulteriore assimilazione e padroneggiamento dei concetti 2) acquistare che quei 3 o 4 giocatori che siano innanzitutto funzionali al progetto e poi validi come upgrade o almeno degni sostituti dei titolari, per avere più varianti e maggiore profondità di rosa su cui far lavorare il mister

  • Grazie 1

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3 minutes ago, jouvans said:

E infatti Ancelotti non pretendeva di insegnare calcio a Modric e CR7. Per quello non ci si scontrava mai.
Lui i campioni li gestiva e ci metteva su un bel rapporto umano, cercando poi semplicemente di collocarli al meglio in campo.
Ma di insegnare, non se ne parlava proprio. Tant'è che quando ha avuto squadre in cui i CR7 e i Modric non c'erano e gli sarebbe toccato davero metterci del suo, ha miseramente fallito (Everton, Napoli..). Poi, per carità, ha vinto talmente tanto che uno può solo togliersi il cappello (e io lo faccio) ma, ad esempio, io sono sicuro che se fosse venuto lui da noi dopo Tudor, col fischio che ora staremmo vedendo questa Juve figlia di di un costrutture vero di calcio com'è Spalletti.

Sono assolutamente d'accordo e infatti ritengo che abbiano più possibilità di ottenere risultati ad altissimo livello allenatori pragmatici come Ancelotti o lo stesso Allegri piuttosto che maestri di calcio come Spalletti, ma nello stesso tempo i primi solitamente falliscono quando il materiale umano non è al top.

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6 ore fa, zebra67 ha scritto:

Una curiosità: il Gasp 2025/26 come verrebbe considerato nella ripartizione in categorie?
Ritieni che stia "prendendo le misure" alla Roma, dopo tanti anni di Atalanta, e che nella prossima stagione vedremo una Roma più brillante e meno cinica?

Non credo ci sarebbe niente di male se avesse interpretato quella in corso come una stagione per conoscere ambiente capitolino e giocatori della rosa e avesse deciso di proporre una squadra meno garibaldina, meno sbarazzina, assai cinica e concreta, e che avesse pianificato per il 2026/27 il ritorno al suo concetto di calcio.

6 ore fa, onetime ha scritto:

Su questo sicuramente ti saprà rispondere meglio @jouvans, ma secondo me Gasp oscilla tra la 5 e la 3, perché comunque ha le sue idee di gioco chiare, e ha portato delle innovazioni nel calcio italiano a cui poi molti si sono adattati, ma in qualche modo sa anche adattarsi lui al materiale che ha a disposizione (anche se non si direbbe, visto quanto si lamenta mezzo stampa per il mercato sefz ), come stiamo vedendo alla Roma.

 

E quindi si, secondo me al momento sta cercando di lavorare passo dopo passo, ha già inserito alcuni principi suoi nella Roma, ma ancora la squadra non è una vera e propria "creatura del Gasp", quella la vedremo dal prossimo anno, imho.

Gasp è assolutamente un 5. Riconoscibilità delle sue squadre e della sua impronta, ha creato una vera e propria scuola di eredi, ha impattato sul calcio europeo pur allenando "solo" l'Atalanta, ecc..
Certo.. il suo essere 5 è più di ritmo, soffocamento dell'avversario, pressione, ecc.. che non di "schemi" (anche se i trangoli di parte gasperiniani si studiano a  Coverciano, eh?), e questo lo fa essere un pelo anomalo come categoria 5. Ma quella è.

L'intoppo è venuto a Roma dove: vuoi per ambiente, vuoi perchè non era più a casa sua come a Bergamo, vuoi per la piazza e vuoi soprattutto per il roster di giocatori e per l'eredità ranieriana, si è dovuto adattare e improvvisarsi artigiano della categoria 3 per la prima volta in vita sua, per far combaciare una rosa non granchè gasperiniana, non abituata al gasperinismo e senza le tutele societarie che aveva a Bergamo per fare il "pungo di ferro" ove necessario e quindi stiamo vedendo un ibrido fra 3 (quello che gli toca fare da artigiano) e il 5 (quello che è nella sua vera natura e che in qualche modo, a piccole dosi, sta provando a insitllare in questa Roma).

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