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Marotta: "Serve il sostegno del governo per uscire da una crisi iniziata nel 2006"

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Tra gli interventi andati in scena durante l’evento “Il Foglio a San Siro”, anche quello del presidente e amministratore delegato dell’Inter.

 

«Devo dire che su Malagò c’è stata convergenza da parte di 19 squadre, significa che il profilo ha trovato ampio consenso. Ma credo che il momento che il calcio italiano stia attraversando sia di crisi. Il malessere che c’è dura da anni, dal 2006, e bisogna fare un distinguo tra il valore patrimoniale e nobile della Nazionale e quello che rappresenta questo comparto. Le riforme erano necessarie prima e lo sono ora. Oggi abbiamo maggioranza di proprietà straniere e meno male che ci sono. Guardate Milano, questo la dice lunga sul nostro momento. Il candidato è un profilo di esperienza, ed è considerato l’interprete di un programma elettorale». Lo ha detto il presidente e amministratore delegato dell’Inter Giuseppe Marotta, intervenuto durante nel corso dell’evento “Il Foglio a San Siro”, organizzato dal quotidiano Il Foglio.

 

«Un altro grandissimo problema è quello delle strutture, gli stadi ma anche le infrastrutture del settore giovanile. Luoghi che rispondano a esigenze sociali e di rappresentanza. Per proprietà come la nostra è difficile assistere a meccanismi così complicati per arrivare a costruire stadi e centri sportivi. La nostra proprietà ci guarda con un senso di responsabilità maggiore», ha aggiunto il numero uno del club nerazzurro.

 

«La politica è fondamentale. Anche i governi degli ultimi 20 anni hanno avuto difficoltà oggettive. La politica deve accompagnarci, perché noi possiamo garantire stabilità e competenza, ma dal punto di vista legislativo poi ci sono delle difficoltà. Oggi siamo in una situazione di emergenza», ha spiegato ancora Marotta.

 

«La Serie A chiede che ci sia un sostegno legislativo e normativo che non sia da impedimento e ci favorisca. Da soli non ce la facciamo, magari defiscalizzazioni sugli investimenti nelle strutture per i settori giovanili, tutte situazioni che il ministro Abodi conosce».

 

Poi, una riflessione sul numero di squadre a livello professionistico: «Area professionistica del calcio italiano è ampia, i fallimenti sono tanti. Un’area limitata a mio giudizio è necessaria, a partire da una Serie A a 18 squadre. Ci sono tante parti in causa che chiedono di avere più tempo, come le Nazionali. Dovesse capitare di sospendere una partita oggi non troveremmo neanche la data per recuperarla. C’è paura di società medio-piccole sulle retrocessioni magari, ma si può trovare una giusta convivenza nel sistema».

 

In chiusura, una battuta sulla conferma di Chivu come allenatore dell’Inter anche nella prossima stagione: «Ha già il contratto. Poteva scontare un po’ di esperienza, ma la sta acquisendo. Tutto il resto è positivo, siamo contenti di avere fatto questa scelta e pensiamo sia uno dei migliori in circolazione», ha concluso Marotta.

 

Fonte: Calcio&Finanza

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Nella Marotta league, anche io posso allenare i cartonati e fare esperienza.

 

E in ogni caso, esperienza, cosa  quest’anno?? uno dei campionati più ridicoli degli ultimi trent’anni. Capirai

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qualcuno qua dentro dice che il 2006 non c`entra nulla.

Qualcuno che sicuramente sta leggendo, ma non commentera`.

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Adesso, el titan ha scritto:

qualcuno qua dentro dice che il 2006 non c`entra nulla.

Qualcuno che sicuramente sta leggendo, ma non commentera`.

Sento una musichetta di fisarmonica in sottofondo.

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Che tutto nasca dal 2006 è cosa risaputa. Bene che si inizi a capire (o ad ammettere?) da dove arrivano i problemi.

 

Ma prima di chiedere un aiuto allo Stato i vertici del Calcio Italiano non potrebbero dare un segnale di cambiamento iniziando a far da soli qualche riforma?

 

Per partire:

- Rose ridotte alle società che non hanno uno stadio di proprietà (meno giocatori in rosa e maggiori risparmi da utilizzare per le tanto agognate strutture sportive)

- Iniziare a squalificare i simulatori per evitare di rovinare l'immagine del calcio italiano a livello internazionale

- Far funzionare la VAR con una logica sportiva (e non per il colore delle maglie)

- Selezionare gli arbitri all'estero per evitare di mandare in campo arbitri condizionati dalla paura verso gli ultras

 

Caro Marotta, iniziate a fare le riforme che potreste fare da voi. Una volta avviate si potrà parlare di aiuti da parte delle Istituzioni 

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26 anni prego dalla piscina di Perugia al cambio regola con nakatà  in poi 

Le porcate viste dal 2000 in poi fatte contro di noi ....

Che poi questo sistema che ha sempre cercato e riuscito in alcuni frangenti in questi 3 decenni di affossarci non ha capito che punire un eccellenza perché è tale  va a colpire un sistema e quel stesso marcio prima o poi prevale sull'eccellenza e va finire che diventa tutto in marciume. 

Va detto e spiegato 

Io non dimentico 

Chi lo fa non tifa juventus.

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Sentire parlare di stabilità e competenza sto tizio è troppo. La stabilità che garantiva la loro iscrizione al campionato data da un'azienda fantasma che aveva un capitale di ben 30 mila euro. Senza gravinuccio, altro che stabilità.

Adesso che vuole? Un aiutino per modernizzare lo stadio di San Siro? Il sindachello ha già dato ... ora si rivolge più in alto ... digiamolo

 

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26 minuti fa, 3_Stelle_Sul_Petto ha scritto:

26 anni prego dalla piscina di Perugia al cambio regola con nakatà  in poi 

Le porcate viste dal 2000 in poi fatte contro di noi ....

Che poi questo sistema che ha sempre cercato e riuscito in alcuni frangenti in questi 3 decenni di affossarci non ha capito che punire un eccellenza perché è tale  va a colpire un sistema e quel stesso marcio prima o poi prevale sull'eccellenza e va finire che diventa tutto in marciume. 

Va detto e spiegato 

Io non dimentico 

Chi lo fa non tifa juventus.

Prima prima. Guariniello fa partire la sua indagine nel 1998.

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46 minuti fa, Marco Angeli ha scritto:

Che tutto nasca dal 2006 è cosa risaputa. Bene che si inizi a capire (o ad ammettere?) da dove arrivano i problemi.

 

Ma prima di chiedere un aiuto allo Stato i vertici del Calcio Italiano non potrebbero dare un segnale di cambiamento iniziando a far da soli qualche riforma?

 

Per partire:

- Rose ridotte alle società che non hanno uno stadio di proprietà (meno giocatori in rosa e maggiori risparmi da utilizzare per le tanto agognate strutture sportive)

- Iniziare a squalificare i simulatori per evitare di rovinare l'immagine del calcio italiano a livello internazionale

- Far funzionare la VAR con una logica sportiva (e non per il colore delle maglie)

- Selezionare gli arbitri all'estero per evitare di mandare in campo arbitri condizionati dalla paura verso gli ultras

 

Caro Marotta, iniziate a fare le riforme che potreste fare da voi. Una volta avviate si potrà parlare di aiuti da parte delle Istituzioni 

Il Var andrebbe proprio eliminato, o al massimo su situazioni oggettive . Prima si creano e codificano , poi si introduce il Var . Devono essere regole a prova di macchina 

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Il calcio italiano si è suicidato distruggendo un vantaggio sistemico che si era consolidato tra gli anni 80 e i primi 2000.

Lestofanti, peracottari, opportunisti e politicanti d'accatto l'hanno ridotto com'è oggi.

 

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