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Sergione

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  1. Niente trasferte per i tifosi di Torino e Juventus per dieci giornate del prossimo campionato, fino al 3 novembre. Queste le disposizione del Ministero dell'Interno, dopo le violenze degli ultras al derby del 24 maggio scorso. Il provvedimento prevede la chiusura dei settori ospiti negli stadi dove granata e bianconeri disputeranno gare in trasferta e il divieto di vendita dei biglietti per le stesse partite ai residenti nelle regioni interessate. In particolare, il divieto riguarda i residenti in Piemonte per le gare del Torino e quelli residenti in Piemonte e Lombardia per le partite della Juventus. La tifoseria granata era già destinataria di misure restrittive nella stagione appena terminata dopo gli episodi avvenuti in occasione di Torino-Verona dell'11 aprile scorso. Infatti erano state vietate le trasferte a Cremona e Udine. L'attuazione del provvedimento sarà affidata di volta in volta ai prefetti delle province interessate dagli incontri. Al momento non si sa se il divieto riguardi anche le trasferte nelle amichevoli estive. Negli scontri del 24 maggio scorso era rimasto gravemente ferito Marco Leonardo Basoccu, poi dimesso dopo diversi giorni in ospedale e dopo essere stato sottoposto a un intervento chirurgico alla testa. Una vicenda su cui sono ancora in corso le indagini per capire la dinamica del ferimento. Sky Sport
  2. A tutta su Alexander Sorloth. L'ad Damien Comolli e il ds Marco Ottolini si sono mossi con decisione nelle ultime ore per il norvegese classe 1995 dell'Atletico Madrid, identificato come il sostituto ideale di Dusan Vlahovic, per l'attacco della Juventus. Nel frattempo il norvegese si è espresso su Instagram con un messaggio criptico sul proprio futuro: "Ho una notizia interessante prima di immergermi completamente nella bolla mondiale, quindi restate sintonizzati!"
  3. La pista si è complicata dopo il mancato accesso alla Champions League, ma la Juve può ancora sperare nel colpo Bernardo Silva. Il fantasista, svincolato dopo la lunga avventura al Manchester City, ha rimandato la scelta sul suo futuro a dopo il Mondiale. E almeno pubblicamente non ha ancora detto no a nessuna delle tante proposte ricevute, compresa quella della Vecchia Signora: "Non ho ancora preso una decisione definitiva - ha ammesso il 31enne dopo l'amichevole disputata col Portogallo in vista del Mondiale -. Ho molte opzioni e ho rispetto per tutti i club che hanno presentato un'offerta. La mia scelta ricadrà su una una squadra che mi vuole davvero, questa cosa per me è molto importante. Quando prenderò una decisione la comunicherò a tutti". Parole chiare che tengono viva la pista Juve, considerato soprattutto che a Torino Bernardo sarebbe il big della squadra, l'assoluto trascinatore. Aspetto non banale, anche se ormai non è più un mistero che la prima opzione del fantasista, specialmente per motivi familiari, sia il Barcellona. Subito dopo c'è l'Atletico Madrid di Simeone che, al pari di Spalletti, vuole fare dell'ex City la stella della squadra. A giocare in favore dei Colchoneros però, è la disputa della prossima Champions League. Nelle ultime intanto, un altro big club spagnolo si sarebbe inserito nella corsa al portoghese. Parliamo del Real Madrid di Josè Mourinho che avrebbe convinto i Blancos a provarci, nonostante i 31 anni. Sportmediaset
  4. Matteo Ruggeri può tornare in Serie A dopo una sola stagione vissuta da protagonista all'Atletico Madrid. A scriverlo è il quotidiano spagnolo Marca, secondo il quale la squadra allenata da Diego Simeone avrebbe messo gli occhi sull'esterno del Chelsea Marc Cucurella e avrebbe dunque aperto all'idea di cedere il giocatore italiano. Dal canto suo, l'ex laterale dell'Atalanta sarebbe tutt'altro che contrario rispetto ad un ritorno nel nostro Paese e qualche contatto con club di Serie A ci sarebbe già stato. Una squadra italiana di vertice, alla ricerca di una soluzione per la fascia mancina, può essere la Juventus. Che sta sondando le possibilità in uscita per Andrea Cambiaso e che dunque avrebbe bisogno di un nuovo interprete in quella posizione. Anche sul fronte bianconero, puntare su un giocatore italiano e che conosca quindi il nostro campionato rappresenta un plus in sede di valutazione. In Serie A, Matteo Ruggeri vanta un bottino di 99 presenze, mentre con l'Atalanta ha totalizzato fra tutte le competizioni 109 partite, 2 reti e un'Europa League in bacheca. Acquistato dall'Atletico Madrid per 17 milioni di euro nell'estate del 2025, Ruggeri ha sottoscritto con la società spagnola un contratto fino al 30 giugno 2030 e percepisce un ingaggio di circa 2,3 milioni di euro netti più bonus. Considerando la quota di ammortamento di circa 3 milioni relativa a questa prima stagione in Spagna, il suo valore di mercato può oscillare intorno ai 20-25 milioni di euro. calciomercato.com
  5. La fumata nera nell'ultimo incontro per tentare di arrivare al rinnovo di contratto ha sancito la fine della storia tra Juventus e Dusan Vlahovic, anche se ufficialmente il divorzio si consumerà dal primo luglio. Un addio che, secondo quanto scrive Tuttosport, non avrebbe fatto strappare le vesti di buona parte dello spogliatoio bianconero, stufo di alcuni atteggiamenti dell'attaccante serbo, che già aveva fatto infuriare non poco la dirigenza con la frase "Perché mi volete pagare come Jonathan David?". Cosa criticano i compagni a Vlahovic? Se da un lato i compagni di squadra hanno sempre riconosciuto a DV9 una leadership tecnica condita da una personalità che gli consentiva di trascinare i suoi nei momenti più difficili, dall'altro non a tutti sarebbero piaciute alcuni comportamenti per così dire, da "spaccone". Si parla di atteggiamenti troppo plateali, di "esercizi di leadership sopra le righe" senza contare la questione dell'ultimo stipendio che ha percepito, da 12 milioni di euro. Vlahovic e il caso della fascia E poi, in fase di trattative per il rinnovo, non è piaciuta a tutti la volontà di voler continuare a essere il più pagato della rosa, anche più di Kenan Yildiz, con Vlahovic che avrebbe sfruttato il recente prolungamento - con adeguamento - di capitan Locatelli per sottolineare le proprie mire economiche. A proposito della fascia di capitano, il serbo a inizio stagione scorsa sperava di essere coinvolto nei discorsi ma la Juve, invece, gli ha messo davanti proprio Locatelli, seguito da Bremer e Yildiz. Insomma, qualcosa si era rotto anche tra qualche giocatore e Vlahovic e forse anche questo potrebbe aver inciso nei ragionamenti juventini sul rinnovo
  6. "A me dispiace molto, fino all'ultimo ci ha tenuto per la Juve": così Giorgio Chiellini ha parlato della mancata intesa con Dusan Vlahovic, che - come raccontato - lascerà il club bianconero dopo non aver trovato l'accordo per il rinnovo. Il Director of Football Strategy, presente allo Juventus Club Montecitorio, ha parlato all'AGI commentando la fine dell'esperienza dell'attaccante serbo e le possibilità per il suo futuro: "È una persona seria. A queste cifre non rimarrà in Italia, comunque è legittimo che cerchi un altro tipo di ingaggio".
  7. La Juventus sta già muovendo i primi passi sul mercato in vista della prossima stagione. In particolare, l'allenatore dei bianconeri, Luciano Spalletti, ha chiesto l'arrivo di Brahim Diaz. Il profilo del trequartista spagnolo, attualmente al Real Madrid, è molto gradito e condiviso anche dal club. In questa stagione Brahim Diaz ha collezionato 30 presenze, 1 gol e 8 assist in campionato con la maglia dei blancos. Resta comunque un'operazione di mercato che potrebbe richiedere molto tempo. L'ex Milan dovrà infatti capire l'evolversi della situazione al Real Madrid, a partire da che idea ha Josè Mourinho nei suoi confronti. GDM
  8. La Juventus continua a cercare un nuovo portiere. In questo senso, la grande novità è il Dibu Martinez, che è sulla lista dei bianconeri. Fresco vincitore dell'Europa League con l'Aston Villa, il classe '92 è considerato un profilo con la personalità che serve alla Juve. I costi dell'operazione sono alti, ma la società vuole approfondire questa possibilità nei prossimi giorni. Sulla lista per la porta c'è anche Guglielmo Vicario del Tottenham, che il club continua a valutare. GDM
  9. Nei prossimi giorni è in programma un nuovo e ultimo incontro tra la Juventus e Dusan Vlahovic per discutere del rinnovo del contratto dell'attaccante serbo, attualmente in scadenza al 30 giugno prossimo, anche se non c'è ottimismo per la permanenza del classe 2000. Nel frattempo, i bianconeri hanno riavviato i contatti per arrivare a Randal Kolo Muani: l'attaccante è rientrato al PSG dopo la fine dell'esperienza in prestito al Tottenham, con cui ha segnato 5 gol tra tutte le competizioni. Le cifre dell'affare che potrebbe riportare il francese in Serie A sono elevate e non c'è ancora l'intesa tra le parti, che stanno trattando. Il classe '98 è un vecchio pallino della dirigenza bianconera, essendo stato nel mirino della Juventus sia nella scorsa estate che nel corso del mercato invernale. GDM
  10. Un nuovo appuntamento internazionale per la Juventus che continua a delineare il programma della sua preseason 2026. Oltre alla tappa in Svizzera contro il Basilea e agli impegni già fissati per il Summer Tour powered by Jeep in Asia e Australia, la squadra farà scalo anche in Belgio per un ulteriore test di preparazione. I bianconeri scenderanno in campo sabato 25 luglio alle ore 20:00 per affrontare lo Standard Liegi nello storico "Stade de Sclessin", per un confronto che vede l’amichevole del dicembre 2022 all'Allianz Stadium come incrocio più recente ma che, per quanto riguarda le sfide ufficiali, manca dalla Coppa dei Campioni del 1982. Questa sfida si inserisce così nel fitto calendario di amichevoli – che vedrà i bianconeri opposti anche a Basilea, Chelsea, Inter e Palermo – fondamentali per mettere minuti nelle gambe e affinare la condizione in vista della partenza ufficiale della nuova stagione. Dettagli e informazioni sui biglietti per i tifosi bianconeri che vorranno seguire la squadra in Belgio saranno comunicati nei prossimi giorni. Juventus.com
  11. Dusan Vlahovic è sempre un tema caldo in casa Juventus. In scadenza di contratto eppure tra i più brillanti del finale di stagione, il futuro del serbo è ancora avvolto nel mistero. Spalletti vorrebbe trattenerlo, la società valuta e il giocatore, per ora, non si espone dopo una stagione da 10 goal e 2 assist in 23 presenze. Dell’ex Fiorentina ha parlato un ex attaccante bianconero come Fabrizio Ravanelli che è intervenuto a SportiumFun. Queste le sue parole. "Vlahovic? Stoppa il pallone e va a 10 metri ragazzi... Bisogna dire la verità. Io quando giocavo alla Juventus in 20 minuti mi dovevo mangiar l'erba, questi ragazzi ogni volta hanno una giustificazione: e l'infortunio, e il pube, e la schiena... 12 milioni di ingaggio. Quindi non c'è nessun attaccante più bravo di Vlahovic in giro?” “Con tutto il rispetto per lui, io voglio che un giocatore al di là di tutto mi sappia cucire il gioco: lui stoppa il pallone e va a 10 metri. In quattro anni non ha mai fatto la differenza. Ci sono tanti attaccanti più forti e che non guadagnano i soldi che chiede lui. Io alla Juve voglio gente affamata e attaccata alla maglia e che sappia stoppare il pallone", ha chiosato l’ex punta. L'ex giocatore bianconero commenta anche il rendimento del difensore inglese, criticando alcuni aspetti del suo gioco: Il momento difficile della Juventus sta facendo riflettere anche ex giocatori bianconeri, ai microfoni di Sportium Fabrizio Ravanelli ha commentato la situazione delicata e in particolare ha analizzato il rendimento del difensore inglese Lloyd Kelly: "Non è un giocatore da Juve - ha sentenziato l'ex attaccante - è alto e grosso ma di testa non ci va mai. Non ho mai visto un centrale di un metro e novanta che non salta di testa. Non incide. Quando ha il pallone, ci mette tre ore prima di giocarlo. Uno così non può stare nella Juve…".
  12. Victor Osimhen non è stato convocato da Eric Chelle, Ct della Nigeria, per le prossime amichevoli, contro la Polonia e il Portogallo. Alla base di questa scelta del responsabile tecnico della nazionale africana ci sarebbero motivi di mercato: "La cosa più importante è che avremo due assenze di un certo peso perché Osimhen forse cambierà squadra quindi ho preferito che rimanesse a casa, perché se giocasse non sarebbe al 100%. Poi mancherà anche Lookman". Sky Sport
  13. l nome di Juan Jesus torna sul mercato, e stavolta a muoversi è la Juventus. Lo racconta il Corriere dello Sport: la difesa bianconera “dovrà fronteggiare la probabile partenza di Bremer”, e tra i profili individuati da Luciano Spalletti c’è proprio il brasiliano in uscita dal Napoli. Un intreccio che ha una sua logica precisa, fatta di conoscenza diretta e di convenienza economica. “Il nuovo nome è Juan Jesus, in scadenza di contratto col Napoli, che Spalletti ha avuto alle sue dipendenza sia alla Roma, sia nell’esperienza napoletana” La pista nasce dal rapporto con l’allenatore. Spalletti ha avuto Juan Jesus alle sue dipendenze sia ai tempi della Roma sia nell’esperienza napoletana: lo conosce, sa cosa può dargli, e lo vedrebbe bene come tassello d’esperienza per una retroguardia da ricostruire. In più c’è il fattore prezzo: il difensore è in scadenza con il Napoli, e il suo addio agli azzurri è ormai cosa fatta, quindi si tratterebbe di un’operazione a parametro zero. Per una Juve che deve far quadrare i conti, è il tipo di occasione su misura. Non è la prima volta, peraltro, che il brasiliano finisce sotto i riflettori: di recente aveva fatto parlare di sé per l’assenza ingiustificata a un allenamento del Napoli, restando irreperibile per ore. Segnali di un rapporto ormai ai titoli di coda. Il dettaglio interessante è un altro: Juan Jesus non è l’unico ex (o quasi) di area partenopea sul taccuino bianconero. Tra le alternative per la difesa, scrive il CdS, ci sono Kim del Bayern Monaco e Muharemovic del Sassuolo. E Kim è un altro grande pallino di Spalletti, suo pupillo proprio ai tempi dello scudetto di Napoli: non a caso si era già parlato di un suo possibile ritorno in Italia alla Juventus, in prestito, legato all’addio di Bremer. Una Juve sempre più “napoletana” nelle idee, coerente con il progetto in stile Gasperini che Spalletti vuole proporre a Elkann.
  14. Per la Juventus in attacco, come scrive La Stampa, la priorità è tenere Vlahovic con un prolungamento ponte e gli altri nomi caldi sono altre due vecchie conoscenze come Randall Kolo Muani, che rientrerà al Psg dal Tottenham ma che costa 40 milioni di euro, e Jean-Philippe Mateta che piaceva al Milan ma che si è rilanciato, anche nel discorso prezzo, con la vittoria della Conference League col Crystal Palace. Qualora i primi obiettivi dovessero sfuggire, la Juve si riserverebbe l’asso nella manica Icardi: un giocatore che conosce alla perfezione questo campionato e non avrebbe problemi ad attarsi. Inoltre, potrebbe essere un perfetto bomber da scorta, da schierare quando la grande mole di gioco juventina fatica a concretizzarsi in goal e tiri verso la porta avversaria. I tempi in cui Spalletti lo mise alla porta all'Inter sono ormai preistoria. calciomercato.com
  15. Francisco Conceição affida le sue emozioni e la sua visione del calcio a una lunga intervista sulle pagine di SportWeek. Un dialogo a cuore aperto in cui l'esterno offensivo portoghese ha lasciato ampio spazio alle proprie sensazioni, raccontando senza filtri il suo modo di vivere il campo, il peso del cognome che porta sulla maglia e le grandissime ambizioni che nutre per la Juventus e per la Nazionale. L'ISTINTO AL POTERE - Alle definizione di giocatore "irriverente" data dal connazionale Bruno Fernandes, Conceição risponde senza esitazioni: "Sì, senza dubbio. Sono uno che non ha paura di sbagliare". Una filosofia che si traduce in un modo di giocare sfrontato e diretto: "Posso avere di fronte il difensore più forte del mondo, ma io lo punto lo stesso. Nessun difensore è mai stato dribblato finché non ci riesce il primo: questa è la mia mentalità e penso di avere la qualità per dribblare chiunque. Continuerò a provarci per dimostrarlo coi fatti. Perché oggi nel mio ruolo mi sento uno dei migliori". Un calcio fatto di guizzi, che nasce dalla gioia di avere il pallone tra i piedi: "Gioco con allegria. Con passione. Con tanta voglia di fare la differenza. Senza allegria non sono lo stesso". E la vera essenza del suo divertimento è chiarissima: "Puntare il difensore e metterlo con il sedere per terra? Sì, in quei momenti mi esalto. Saltare l’avversario e vincere è ciò a cui tengo di più. Dopo, viene il fare gol". A chi lo accusa di tenere troppo la palla, l'esterno risponde con fermezza: "Non è che io non voglia fare un passaggio a un compagno perché mi diverto a dribblare. Penso soltanto che in quel momento sono più utile alla squadra se provo a saltare l’uomo. Gioco sempre per la squadra, mai per me stesso". LA MISSIONE MONDIALE E LA JUVENTUS - Alla Juventus, sotto la gestione tecnica di Luciano Spalletti, il portoghese sta trovando la sua dimensione. Le richieste dell'allenatore sono chiare: "Mi chiede lo stesso: giocare come so fare, però sempre pensando al meglio per la squadra. Prima il collettivo e poi le individualità, dice. Io sono tranquillo, perché con le qualità che ho posso fare tante, tante cose". L'impatto con il mondo bianconero e con la città è stato perfetto: "Vivo in centro, mi piace tutto della città. È tranquilla, comoda, familiare come Oporto. Mi sento a casa. La Juventus? Fantastica. È un club fantastico che vuole tornare a vincere e io voglio vincere qua. È da troppi anni che non succede, quando ricapiterà sarà bellissimo. E io voglio esserci". Poi, una dichiarazione di intenti sul prossimo Mondiale e un pensiero per Cristiano Ronaldo: "Cosa fa il Portogallo? Io penso che vinciamo. Il Portogallo deve vincere. Siamo convinti di potercela fare. CR7? Indipendentemente dall’età fa sempre tanti gol, è un leader e ha ancora tanta fame, lo dimostra ogni giorno". IL RAPPORTO CON PAPA SERGIO - Il rapporto con il padre, Sergio Conceição, è stato il vero motore della sua maturazione, pur attraversando momenti complessi legati alle inevitabili malelingue: "Ho sofferto. È inevitabile, quando a 18 anni le persone che non ti vogliono bene dicono di te che giochi solo perché sei il figlio di Conceiçao. A quell’età è difficile che non ti importi ciò che ascolti, ma quelle parole mi hanno reso più forte mentalmente, mi hanno fatto maturare più velocemente. Mi hanno reso uomo". Sul campo, papà Sergio non gli ha mai fatto sconti: "Lui è molto severo in casa come sul campo, forse sul campo di più… in casa un abbraccio ogni tanto te lo dà. È anche molto esigente con il peso. Agli inizi, al Porto, non ci badavo tanto, ma tutti i giorni lui ci faceva salire sulla bilancia e bastava che superassi il mio peso forma di cento o duecento grammi, che lui mi dicesse: 'Oggi mangi meno'. Ai suoi occhi io dovevo dare l’esempio. È stata una pressione forte, ma mi ha aiutato a crescere in fretta e a diventare un giocatore migliore". E proprio da lui ha imparato la fase di non possesso: "Mi piace difendere, vincere un contrasto. Rubare palla è come fare un dribbling o un gol".
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