Sono due piani differenti: da una parte l’organo europeo emanazione (non dimentichiamolo) dell’associazione delle varie federazioni. L’ho già scritto una volta: la UEFA nasce dalla necessità di coordinare l’attività calcistica a livello europeo. Qui si vuole far credere che si è fondata la UEFA e poi per farla legiferare si è cominciato a giocare gare in Europa . Provo con un concetto più semplice: i proprietari degli appartamenti di un condominio (le federazioni) nominano l’amministratore per gestire l’immobile (la Uefa). Ma l’amministratore non diventa il padrone del condominio, lo deve solo gestire. Quindi il compito della UEFA è veramente di garantire la parità delle opportunità a tutte le società, grandi o piccole che siano, purché ne acquisiscano i diritti sportivi. In questo senso il discorso meritocratico è giusto e la UEFA deve averlo ben presente, sempre, non solo quando pare ai suoi capoccioni. Se la meritocrazia va al primo posto, cioè è il comandamento numero uno, allora non deve interessare se si vendono pochi o tanti diritti televisivi qualora alla CL partecipasse la vincitrice del campionato di San Marino piuttosto che il Milan, o la Juventus. La UEFA non dovrebbe essere ente a scopo di lucro. Quando comincia a fare figli e figliastri, strizzando l’occhio alle società con più seguito, con maggior blasone, più ricche (soprattutto questo) favorendo il loro accesso a competizioni cui non avrebbero diritto a scapito di altre con minori quarti di nobiltà, allora diviene lei la prima a predicare bene e razzolare male. Per i più giovani ricordo cosa è successo all’Heysel e quali sanzioni sono state prese anche a carico della Juventus, che ha avuto solo il torto di vedere morire 39 tifosi. Questo è sempre stata la UEFA: una manica di miracolati che in altre condizioni probabilmente sarebbero andati a zappare la terra. Dall’altra parte abbiamo un ente che è veramente a scopo di lucro, cui non può fregare di meno di quali possano essere gli interessi del Fanfulla o della Solbiatese, perché a garantire a queste i loro diritti debbono provvedere direttamente le rispettive federazioni e se acquisissero il titolo a partecipare alle competizioni europee , poi la UEFA. Capisco che ai puristi questa cosa passi per un obbrobrio sportivo, ma è la legge del mercato, piaccia o non piaccia si va in quella direzione. Perché allora Ceferin e i suoi adepti, nonché una certa stampa di regime, sbraitano dopo una sentenza che per tutta una serie di motivi non poteva che essere di questo tipo? Perché loro sono puri e buoni e tutti gli altri cattivi? Perché il concetto direi quasi “comunista” del tutti uguali deve valere solo per il calcio? Abbiamo un presidente di Federazione che auspica un vincitore diverso ogni anno per rendere il torneo più bello ed avvincente. Voi che nome gli dareste? No. Lo fanno per il Denaro, perché vedono minacciati gli introiti che ad oggi sono tutti per loro, ottenuti sul lavoro e sull’attività di terzi , senza alcun rischio di impresa.