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The Italian Giants

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    Juventus
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  1. BONUCCI Chiellini-Godin un anno fa c'erano tutti e due, quest'anno non ci sono. Che differenza c'è tra quello che manca all'Atletico senza Godin e a voi senza Chiellini? Credi siano due leader. Entrambi nelle proprie squadre hanno dimostrato carisma e leadership. Per noi Giorgio è stata una perdita importante all'interno dello spogliatoio e sul campo. Per quanto riguarda Godin è un giocatore fortissimo di livello internazionale, ho massima stima di lui e ne apprezzo le qualità. L'Atletico ha perso qualcosa ma con il sacrificio di tutti sa sopperire a questa mancanza e io De Ligt, Demiral e Rugani faremo di tutto per non far sentire la mancanza di Giorgio. Che partita sarà per voi? L'Atletico avrà anche voglia di rivincita... Sarà un test importante come tutte le partite di Champions. Domani sera inizia un grande percorso, ci arriviamo con entusiasmo ed energia perché giocare la Champions è sempre un sogno. A Firenze non abbiamo fatto una grande prestazione, ma fa parte del passato. Domani ci aspetta una battaglia perché l'Atletico in casa dà sempre qualcosa in più e oltre al palleggio mette anche tanta battaglia. Cercheremo di fare la nostra partita comandando dal primo minuto e cercando di metterci al pari loro per cattiveria agonistica. Come ti trovi per caratteristiche con De Ligt e che impressione ti ha fatto? Io mi sono sempre trovato bene con tutti. Lui sicuramente ora sta attraversando un percorso di adattamento come sto facendo io perché le richieste del mister sono ben precise e vanno in una direzione opposta rispetto alle nostre abitudini. Miglioreremo, De Ligt è giovane, avrò tempo per adattarsi e ha le qualità per diventare tra i migliori al mondo. Sarebbe un buon risultato per la Juve pareggiare qui? Mancano Morata e Diego Costa, cosa ne pensate? Non è nel DNA della Juventus pensare di pareggiare una partita prima di giocarla Noi domani scenderemo in campo per dimostrare che il percorso intrapreso con il mister è quello giusto e vedere noi per primi miglioramento dopo l'ultima partita. Quel che conta però sarà portare a casa punti preziosi per andare avanti in Champions. Mi dispiacerà non vedere in campo un amico come Alvaro e un giocatore fortissimo come Diego Costa, ma l'Atletico ha i giocatori per metterci in difficoltà e ci dovremo far trovare pronti. Questo percorso di cui hai parlato pensi sia più facile da vedere in Europa che in Italia? Lo dirà il campo. Credo però che in Europa tante squadre se la giocano e non si chiudono tutte dietro per non lasciarti spazio per fare male. Domani sarà un appuntamento importante, c'è grande voglia di mettere in campo le idee del mister e divertirci con la palla. Che clima c'è nello spogliatoio? De Ligt ti ricorda un po' te all'inizio? Nello spogliatoio c'è un clima tranquillissimo, ci divertiamo e l'avete visto anche oggi nei torelli, Pipita su tutti. E devo fare anche un grande applauso a Emre che ieri dopo l'allenamento si è fermato ad allenarsi da solo nonostante non fosse disponibile per la Champions e questo dimostra che grande professionista sia. Dobbiamo essere pronti a iniziare questo percorso, deve essere un obiettivo e vogliamo iniziare con il piede giusto. Per quanto riguarda De Ligt è in un percorso iniziale con difficoltà, come lo era per me nel 2010. Io comunque rispetto a lui conoscevo il campionato italiano, la lingua italiana, non conoscevo, ma sapevo cosa era la Juventus. Lui è arrivato in un mondo nuovo, con una cultura diversa. Io ho grande fiducia anche in Demiral e Rugani, possono essere il futuro di questa Juventus. Daresti uno scudetto per vincere la Champions? Quelli che ho vinto me li tengo stretti. Quest'anno abbiamo una grande rosa che può competere per tutti gli obiettivi. Quando indossi questa maglia non puoi dare qualcosa per qualcos'altro, devi scendere in campo per i tre punti e l'obiettivo finale. Poi nel corso della stagione possono esserci alti e bassi, ma non do nulla in cambio di altro. SARRI Come sta Pjanic? Quante possibilità ci sono di vederlo in campo domani? Pjanic è a disposizione. Lo staff medico ce l'ha messo a disposizione, i controlli hanno appurato che non aveva lesione muscolare, quindi stamani ha fatto allenamento totalmente con il gruppo. E' uno a disposizione per domani e domani valuteremo se è il caso di farlo iniziare o tenerlo per le sostituzioni. Come si può essere padroni della partita con la palla con due giocatori come Khedira e Matuidi a centrocampo? Non vorrei questi due giocatori fossero sottovalutati. Khedira è un giocatore globale, che si può inserire, che può palleggiare. La storia di Matuidi, che è campione del mondo in carica, ci parla di un grande giocatore. Abbiamo dietro giocatori che magari dal punto di vista del palleggio ci danno qualcosa in più, ma dobbiamo aspettare che siano pronti perché hanno una storia particolare negli ultimi mesi. Lo stesso Khedira ce l'ha, che ha giocato 90 minuti per la prima volta in 8 mesi, Ramsey l'ultima l'ha giocata a marzo e Rabiot non gioca da sei mesi. Sono giocatori da recuperare, li sto vedendo crescere bene in allenamento. Abbiamo sia spada che fioretto a centrocampo, possiamo sparare di tutto. Alla Juventus, inutile nasconderlo, la Champions è più di un'ambizione. Lei ereditando una squadra con questo peso sulle spalle, come lo avverte? C'è il rischio di troppe aspettative? No, perché noi non lo sentiamo. Siamo la Juventus, ogni volta che andiamo in una competizione l'obiettivo è vincere, poi sappiamo che qui l'obiettivo vincere vale per 10 squadre, attrezzate come noi. In questo momento storico il calcio italiano non mi sembra nemmeno possa essere additato come favorito perché ci sono realtà purtroppo molto più avanti di noi. E' un primato che abbiamo perso negli ultimi 20 anni che penso abbiamo perso per colpe nostre e per nostre intendo tutto il complesso che ruota intorno al calcio. Penso che dobbiamo affrontare queste partite con grande determinazione, ma anche con leggerezza, perché bisogna tornare a divertirsi in campo, senza pensare a una fobia che non è logica. Sempre con la premessa che l'obiettivo deve essere sempre quello di vincere. La cavalcata vincente con il Chelsea in Europa League le ha insegnato qualcosa da applicare? Io penso che il calcio sia uguale a tutte le latitudini. Non penso ci sia differenza atroce tra giocare in Europa, Italia o Inghilterra. Sicuramente ci sono mentalità diverse dalle nostre. Da noi un gol preso è un dramma settimanale, in altri campionati si batte con l'idea di pareggiare subito. C'è una leggerezza che non c'è da noi, ma dal punto di vista tattico vedo che tutti si stanno adeguando. Il nostro continua a essere non il più qualitativo, ma sicuramente uno dei più difficili d'Europa. Dopo l'esperienza all'estero penso che il livello dei nostri allenatori sia elevatissimo, ma nel mondo attuale le cose si stanno livellando. Cosa hai pensato quando hai sentito dire a Conte che ora sei dalla parte del più forte? Non ho pensato niente perché non ho sentito niente. Non penso niente, perché alla base penso che a Conte sia stato riferito qualcosa di errato. Io ho fatto un commento su una cosa che riguardava noi, ossia la differenza tra la Juve di Napoli e quella della Fiorentina e ho detto che in questo momento c'è differenza tra giocare alle 9 e alle 15. Mi riferivo alle partite nostre, non ho tirato in ballo nessuno e se Antonio ha risposto qualcosa è perché gli è stato riferito qualcosa di errato. L'Atletico è una delle squadre che si è rafforzata di più. Lo considera favorito in Champions? E' una delle squadre che può partire per vincere. Io ho fatto la mia ultima esperienza in un calcio ricchissimo e lì hanno cinque dentro tutte favorite. In questo momento è difficile per tutti competere con le squadre inglesi. L'Atletico ha perso un giocatore straordinario, ma ne ha preso un altro straordinario e nei giocatori cardine cominciano ad avere l'età giusta. Saul lo ritengo tra i migliori in Europa, hanno giocatori di livello enorme e possono giocarsela con tutti e vincere con tutti. Purtroppo in questa manifestazione oltre alla forza mentale, tecnica e tattica occorre anche un pizzico di fortuna e andare fino alla fine è difficile per tutti. Tuttojuve.com
  2. Resta che sarebbe stato meglio che avesse dato un altro tipo di risposta. Attenzione, non che nel merito Sarri abbia del tutto torto, in questo periodo dell'anno giocare alle 15 è oggettivamente penalizzante per una big, il caldo c'era anche per la Fiorentina ma la Juve fatiche e fardelli di lavoro ben superiori dati anche dal fatto che sono tutti nazionali. Ma ci sono cose che alla Juve è meglio che si pensino ma non si dicano, e questa ci rientra, perché poi devi preventivare che mediaticamente ci costruiscono tutto un contorno, come poi è accaduto. Le domande dei giornalisti sono spesso trappole.
  3. Attaccare Conte è stupido. Fa giustamente il suo lavoro e sa che per cogliere anche quel 10% di possibilità di vincere serve ricorrere a tutto il bagaglio dialettico, la sfida va oltre il campo e diventa guerra psicologica. Forse ci siamo scordati quando alla prima giornata Juve-Parma 4-1 alzò una polemica inutile sugli arbitri, in realtà era ben studiata. Bisogna prepararsi perché su questo fatto del fatturato e del monte ingaggi ci giocherà pesantemente tutto l'anno, ogni suo passo falso sarà "giustificato" in virtù di questo e ogni vittoria della Juve sminuita come una cosa normale. Lo fece col Milan anni fa, figurarsi oggi. Tra l'altro da vecchio volpone sa perfettamente che Sarri non è scafato come Allegri che in certi giochetti è difficile che cada, è alla prima esperienza in carriera dove allena la squadra più forte e ha tutta la pressione addosso, prima è sempre stato dalla parte "debole". E Antonio giustamente gliela farà sentire fino alla cima dei capelli in ogni occasione possibile, puntando a metterlo in difficoltà perché sa che il soggetto la pressione la gestisce malamente. Personalmente questo aspetto della battaglia mi preoccupa molto più del lato di campo, Sarri con l'assist gratuito che ha servito ieri ha confermato di non essere pronto a reggere il confronto con un animale di razza come Antonio.
  4. The Italian Giants

    Fiorentina - Juventus 0-0, commenti post partita

    Partita durissima più per meriti della Fiorentina (ritmi e pressing assurdi per almeno 75 minuti) che per demeriti della Juve. Oggi questo punto me lo prendo.
  5. Il fatto che lei sia qui oggi e domani in panchina vuol dire che tutto procede per il verso giusto. Quanta voglia aveva di tornare? Chiaro, per un allenatore andare in panchina e partecipare agli allenamenti è la vita. E' tutto. Chiaro che non è semplice rimanere fuori, ringrazio il nostro staff medico che mi ha coccolato 20 giorni e mi ha fatto capire che in quel momento era meglio fare un passo indietro per non farne uno più lungo dopo. E' stato pesante, ma l'ho dovuto accettare nella consapevolezza che lo staff stava andando avanti alla grande in campo e in partita. Aveva definito un po' imbarazzante la situazione della Juve visto l'alto numero di giocatori. La situazione non è cambiata, pensa ancora questo? trova difficoltà a fare la formazione visti i problemi di abbondanza? Il problema è che quello che diciamo noi rimane per mesi, quello che scrivete voi dimenticato il giorno dopo. Io parlo di situazioni imbarazzanti nel fare la scelta, non della situazione in generale. Chiaro che avendo una lista di soli 22 giocatori per l'Europa andava fatta una scelta non semplice e nemmeno gratificante per l'allenatore. Era da fare e ho fatto una scelta che fa parte del mio mestiere. Condivisibile o meno, era da fare. Chiaro che non mi fa piacere, perché sono coinvolti due giocatori importantissimi, ma è una scelta che conferma la forza della nostra rosa. Abbiamo una rosa ampia che ci costringe a queste scelte, ma dall'altro lato abbiamo una rosa ampia in cui solo un giocatore è indispensabile. Tirando la somma degli aspetti, quindi, siamo fortunati. Inizia il tour de force della Champions, domani potremmo vedere qualche cambiamento? Magari Emre Can al posto di Khedira? Io in questo momento penso al campionato, da domani sera penseremo alla coppa e tutto il resto. Siamo in una fase in cui la squadra deve trovare un'identità forte e siamo nella fase in cui è più difficile fare delle rotazioni che poi nel giro di dieci giorni diventeranno probabilmente indispensabili. In questa fase però ho privilegiato questo aspetto di dare un'identità e un assetto che non sarà quello definitivo, ma in questo momento ci dava qualcosa in più. Noi dal punto di vista del campo dobbiamo combattere con al difficoltà di avere tanti giocatori che negli ultimi mesi hanno giocato poco. Parlo degli infortuni di Khedira e Ramsey, all'inattività di Rabiot. Questo mette questi giocatori in difficoltà nei confronti dei giocatori che hanno avuto più continuità. L'aspetto positivo è che questo gruppo sta lavorando bene. Ne parlavo con la squadra ieri e dicevo che mai nella mia carriera ho visto i giocatori rimasti durante la sosta lavorare così bene. Solitamente è un periodo difficile in cui trovare le motivazioni per allenarsi ad alto livello, invece i miei ragazzi l'hanno fatto. Qualcuno ha avuto in questi dieci giorni grandi benefici. Purtroppo solo dal punto di vista fisico, perché tatticamente abbiamo potuto lavorare poco. Quanto l'ha colpita la reazione di Emre Can? Io devo tener conto anche dell'aspetto emozionale, lasciare al giocatore la possibilità di buttare fuori, lasciarlo decantare e poi affrontarlo quando la situazione è più serena. Penso di avere l'età giusta per capire certi tipi di reazione. Ha individuato il vice Pjanic? Sono molto curioso di Bentancur, in allenamento ho grandi sensazioni. Lo stiamo facendo allenare come vertice basso, può fare due ruoli, in questo momento non è uno specialista, ma ho la sensazione possa diventare un giocatore così importante. Come procede il recupero di Ramsey? Potrebbe anche utilizzarlo nel tridente offensivo? Viene da un infortunio non banale. Fino a dieci giorni fa avrei detto che era molto indietro dal punto di vista dell'efficienza fisica. Ho visto passi in avanti enormi in questi giorni. Chiaramente paga ancora un piccolo gap con i compagni, ma se procede ai ritmi di questi giorni penso possa tornare presto su buoni livelli. E' un giocatore tecnico, può fare anche l'esterno d'attacco che non è il suo ruolo e lo interpreterebbe con le sue caratteristiche. Io lo vedo interno di centrocampo, ma in certi momenti può fare anche quel ruolo. Tardelli le ha dato il benvenuto dicendo che ora capirà che le vittorie non erano figlie di aiuti o fortuna... Io non ho mai detto che la Juve avesse fortuna. Ho sempre detto che la Juve era la squadra più forte, poi si può discutere sull'episodio ma fa parte del gioco. Noi col Napoli abbiamo perso campionati a 10 punti di vantaggio, qualche volta siamo stati più vicini e lì gli episodi pesano di più. Come io lascio sfogare i giocatori, voi lasciate sfogare anche me in un post partita. Stando qui un mese mi rendo conto della forza di questa squadra che è nell'organizzazione e nella testa. Archivia la vittoria dopo 30 secondi e si proietta sulla prossima e trasferire questa mentalità a giocatori e allenatore è straordinario. Ha una mentalità feroce, con il passare del tempo vincere sarà sempre più difficile, ma la fame c'è. Virgili ha detto che la sua mamma le ha detto che non le avrebbe più parlato dopo l'arrivo alla Juve. Mia mamma non era contentissima (ride, ndr). Mia nonna abitava a 500 metri dallo stadio di Firenze, quindi la fede della famiglia, a parte la mia che ero tifoso del Napoli, era viola. Io ho tanti ricordi intorno a quello stadio, purtroppo in questo momento vedo solo l'ultimo perché ci ho lasciato uno scudetto. Questo ricordo devo sostituirlo presto con uno positivo. Da dove ripartirà per dare un ricordo positivo? E quanto questa Juve è già sua a livello percentuale? Non so a livello percentuale, ma dipende da cosa si intende con 'sua'. Io non sono qui per replicare altre squadre, la squadra ha un'identità e un'idea, io non voglio andare contro le caratteristiche dei miei giocatori. Verrà fuori una squadra ovviamente con caratteristiche diverse. Ho visto a tratti alcune cose provate in allenamento, come nell'ultima partita. GIocando in questo modo è più difficile gestire abbassandosi e noi dobbiamo imparare a gestire certi momenti della partita. Dobbiamo gestire con il possesso perché quando una squadra gioca diversamente abbassarsi diventa pericoloso perché non è quello che proviamo in allenamento. Ci sarà da lavorare, ma questa rimarrà una squadra con meno palleggio e più fisica di altre che ho avuto. Io voglio che questa squadra segua delle mie idee di principio, ma non diventi una replica. La squadra ha avuto un calo fisico contro il Napoli... Secondo i miei dati no, abbiamo corso più degli avversari anche nel secondo tempo. Quindi è stato solo un calo mentale? Abbiamo preso due gol su palla ferma con un pizzico di superficialità e quando aspetti una squadra tecnica dentro l'area il rischio è grande. Poi ovviamente non siamo al top fisicamente, possiamo fare di più. Prima ha citato la professionalità dei giocatori, c'è qualcuno che l'ha impressionata maggiormente per applicazione? Nella fortuna di avere una rosa ampia noi abbiamo avuto la sfortuna di perdere Giorgio. Giorgio è l'anima per applicazione, professionalità, forza mentale e capacità di trascinamento dei compagni in allenamento e in partita. E' stata una perdita pesante per noi e il mio compito in questo momento penso sia quello di recuperare completamente Rugani e far adattare un futuro top player come De Ligt al calcio italiano il più velocemente possibile. Viene da un calcio diverso, è giovanissimo, è normale faccia un po' di fatica. Non vorrei sbagliare ma la fece anche Platini nei primi mesi. Detto questo credo che il ragazzo debba migliorare e adattarsi al nostro calcio che non è quello olandese, ma allo stesso modo sono convinto che tra qualche mese riuscirà ad esprimere cose importanti. La gestione del gruppo sarà diversa rispetto al passato? Soprattutto dal punto di vista umano. Martusciello ha detto che prima delegava di più. Dipende da quali abitudini ti riferisci. A Napoli era una scelta legata alla competizione che pensavamo meno proibitiva, poi a Napoli penso ci fosse una differenza abbastanza netta tra i 14 e gli altri. Al Chelsea invece abbiamo avuto 18 giocatori sopra i 2000 minuti in campo, quindi c'è stata una rotazione molto forte. Inizialmente la facevo soprattutto in Europa League perché la sensazione era che potessimo permettercela, mentre nella seconda parte era più in Premier che in Europa League perché quest'ultima sentivamo di poterla vincere. Tanti giocatori sopra i 2000 è una rotazione ampia. Non è un'abitudine, ma una scelta. In questa fase iniziale dovendo dare un'identità forte ho fatto questa scelta anche se poi ne hanno giocati 18. Poi sarà necessario ruotare, ma la mia sensazione è che non siamo pronti a una rotazione feroce. Possiamo magari cominciare con uno per reparto, ma l'obiettivo è averne 11 interscambiabili. Ha qualche paura in vista dell'esordio, se lo considera tale? Paura ce l'ho avuta venti giorni fa quando non respiravo bene (ride, ndr). Non lo sento come un esordio perché sono stato sempre molto coinvolto. Poi i dottori hanno deciso di tenermi lontani da allenamenti e partite per sicurezza, ma sono sempre stato coinvolto e le ho sentite come partite cui ho partecipato anche se dovevo delegare. Non lo considero un esordio, anche se tornare a Firenze a 15 minuti da casa mia mi fa estremamente piacere. La prima domanda è su due attaccanti: Higuain e Mandzukic. Uno da lei ritrovato, uomo di fiducia, l'altro in questo momento fuori dalla lista. Come li ha visti? Io non la metterei così. Higuain uomo di fiducia sembra giochi per i rapporti con me. Higuain alla fine al Chelsea non giocava mai, giocava Giroud. In allenamento Higuain ha fatto bene, mi ha fatto rivedere il giocatore di due o tre anni fa, non c'era niente di personale nella scelta. Mandzukic evidentemente mi ha fatto vedere qualcosa in meno e da qui la scelta. E' frutto tutto di scelte logiche dettate dall'allenamento, poi a volte io posso vedere bene o male, posso sbagliare. Io prendo 100 decisioni al giorno, se ne sbaglio 3 o 4 posso andare a letto contento. La percentuale elevata di scelte giuste è la cosa più importante, poi sbagliare scelte fa parte del lavoro. Matuidi forse l'abbiamo sempre sottovalutato, ma sembra fondamentale. Lì accanto a Ronaldo penso vedremo presto Rabiot. Quanto è importante quello che porta Matuidi? Rabiot è uno che nel 2019 non ha mai giocato. E' arrivato, ha sparato 15 giorni di grande livello e poi è andato incontro all'inevitabile calo fisico di chi non gioca da tanto tempo. E' un ragazzo estremamente sensibile che ho avuto l'impressione che appena si è accorto di essere in difficoltà fisica è andato in difficoltà mentalmente. Ma ha grandi qualità sia tecniche che fisiche. Matuidi per noi è importante, per dinamismo e attenzione ha mostrato di adattarsi meglio a quello che gli succede davanti e a come si muove Cristiano. Cristiano deve farci la differenza, secondo me in questo momento è il più forte in Europa e quindi al mondo e deve avere libertà, libertà che deve concedergli chi gli gioca dietro. In questo caso Matuidi, che ci dà tantissimo. Come ha vissuto a distanza la gara contro il Napoli? E cosa ha pensato al gol di Koulibaly? L'ho vissuto come un pesce in un acquario. Cosa ho pensato? Mi è dispiaciuto per Kalidou, che umanamente è un ragazzo straordinario e ho pensato che abbiamo vinto per un episodio fortunoso una partita che meritavamo di vincere. Tuttojuve.com
  6. Se Messi lasciasse anche solo uno spiraglio i nostri ci si tufferebbero a pesce, altroché. Quando ti capitano opportunità simili far quadrare i conti è l'ultima cosa da cui si lasciano intimorire le grandissime società, perché sanno che a lungo andare hanno solo da guadagnarci. Voi non potete nemmeno immaginare che razza di operazione mediatica e commerciale sarebbe, una roba mai vista non solo nella storia del calcio ma dello sport intero. Un visionario come Agnelli l'occasione la coglierebbe al volo. Considerando che a bilancio non avresti nemmeno l'ammortamento e i 50 netti per l'ultimo anno di contratto che gli resta potrebbero anche essere spalmati in 30 l'anno per un quadriennale, potrebbe risultare un'operazione niente affatto insostenibile per i nostri conti, a patto che a fine anno ti liberi di tutti gli esuberi, Dybala e Higuaìn su tutti (che assieme a bilancio fanno praticamente quello che inciderebbe Messi). Ma è inutile dire che la sua volontà dovrebbe essere decisiva. Però davvero per il brand darebbe una spinta inaudita, forse quella definitiva per diventare a tutti gli effetti l'unica alternativa mondiale a Real e Barcellona da qui ai prossimi 10-15 anni, economicamente e come importanza di club.
  7. Non solo ha ottenuto 200 milioni di euro netti per 4 stagioni, tra ingaggio e premi alla firma. Leo Messi quando nel 2017 ha firmato il suo nono rinnovo col Barcellona ha fatto inserire nel contratto, in scadenza nel 2021, una clausola secondo la quale ogni anno a giugno può decidere unilateralmente di abbandonare il club, rescindendo il contratto stesso. Unica condizione, deve dare al Barça una preavviso di 30 giorni. ADDIO GRATIS - La rivelazione è stata fatta dal Pais, che ha avuto conferme in merito anche dal club. Non è chiaro se per andarsene Leo debba pagare qualche penale, anche perché va ricordato che la clausola di rescissione è stata alzata da 250 a 700 milioni, cifra che viene di fatto annullata da quanto scritto in precedenza. Se Messi deciderà di andarsene nel 2020, o nel 2021, lo farà gratuitamente. AL CAMP NOU, TRANQUILLI - Secondo El Pais al Camp Nou stanno tranquilli per una buona serie di motivi: il salario dell’argentino, come detto, 50 milioni netti all’anno, non esattamente alla portata di tutti. La fedeltà sempre mostrata dal ragazzo che è a Barcellona e al Barcellona dal 2000. Il suo amore per la città, oltre che per il club, condiviso dal nutrito clan di famigliari che lo circonda. E l’età del “diez”, 33 anni la prossima estate, che unita al salario rende l’operazione piuttosto complicata. Al Camp Nou ricordano che anche Xavi, Puyol e Iniesta avevano firmato contratti simili e non se ne sono mai andati e ritengono che con Leo sarà lo stesso. A qualcuno in giro per l’Europa (e lasciamo perdere la Cina) però la notizia rivelata dal quotidiano spagnolo può far venire l’acquolina in bocca. Gazzetta dello Sport
  8. The Italian Giants

    ATP e WTA - il topic del TENNIS maschile e femminile

    Mamma mia che sofferenza! Non si può rischiare però di buttarla così dopo che vai sul 5-2 al quinto set...
  9. La società sarebbe stata indifendibile in questa circostanza, sia come scelta tecnica anche se quella è discrezionale (se proprio Matuidi si è riscoperto così fondamentale nei programmi di Sarri bisognava far ricadere la scelta su un elemento poco carismatico, Rugani o Cuadrado per me, tanto alla peggio c'era proprio lo stesso Can in grado di fare nell'emergenza sia il terzino che il centrale) ma soprattutto come gestione comunicativa, se veramente gliel'hanno comunicato all'ultimo con un messaggio glaciale e non lo hanno "preparato" prima, o addirittura gli è stato assicurato altro, sarebbe anche imbarazzante da commentare una cosa simile. Ma attendo di sentire anche altre campane oltre a quella del giocatore, perchè così su due piedi non mi sembra modus operandi di una società che ha sempre messo al primo posto il rispetto dei suoi professionisti (e uomini).
  10. Il 18 settembre la Juventus inizierà l'avventura nella Champions League 2019/20 contro l'Atletico Madrid in trasferta. Il Club ha consegnato a UEFA l'elenco dei giocatori che prenderanno parte alla fase a gironi della competizione. Ecco i nomi. 1 Szczesny 2 De Sciglio 4 de Ligt 5 Pjanic 6 Khedira 7 Ronaldo 8 Ramsey 10 Dybala 11 Douglas Costa 12 Alex Sandro 13 Danilo 14 Matuidi 16 Cuadrado 19 Bonucci 21 Higuain 24 Rugani 25 Rabiot 28 Demiral 30 Bentancur 31 Pinsoglio 33 Bernardeschi 77 Buffon Juventus.com
  11. Non esisterà solo lui, ma io di numeri 9 di valore sotto i 27-28 anni non è che ne conti a bizzeffe in Europa, c'è una penuria generalizzata di centravanti in questo momento. Icardi e Lukaku sono andati, Kane e G.Jesus praticamente imprendibili, tra i giovani talenti Jovic e Felix andati anche loro, Timo Werner prenotato dal Bayern. Credo che la Juve in prospettiva abbia tutto l'interesse che il prossimo anno Icardi non sia riscattato o che lui rifiuti di restare lì.
  12. È chiaro che il piano fosse quello. Neymar al Barcellona avrebbe sbloccato tutto il giro con grande probabilità. Comunque per me Icardi-Juve è una storia che potrebbe non essere finita qui. Il prossimo anno sicuramente certe cessioni saranno programmate meglio (avremo un anno di tempo) e mi aspetto che almeno 2 tra Higuain Dybala e Mandzukic saranno finalmente ceduti. A quel punto la Juve potrebbe pure tornare alla carica prepotentemente, lavorando in questi mesi sul ragazzo e la moglie. Il PSG avrà pure il diritto di riscatto, ma senza volontà/accordo col giocatore non può certo procedere a riscattarlo (ammesso che i francesi saranno comunque interessati a rilevarlo a fine anno, altrimenti non si pone neanche il problema). La Juventus si ritroverebbe un Icardi forse anche più pronto di quello che avrebbe avuto adesso, con una preparazione approssimativa e mesi lontano dal campo. E loro tutto sommato non vedrebbero male un ritorno in Italia per la vicinanza con Milano e per i figli, non perdendoci nulla né economicamente né come prestigio di club. Ci sarebbe da trattare con l'Inter ovviamente, ma penso che ci si accorderebbe facilmente su cifre vicine a quelle del riscatto pattuito con i parigini. Non sto dicendo che questo scenario si manifesterà sicuramente eh, ma non si sentirei di escluderlo per nulla. Questo si. Nel frattempo, "spremiamo" al massimo le ultime cartucce che ha da offrirci un certo Gonzalo Higuaìn.
  13. Io lascerei a terra Rugani, nell'emergenza il quarto centrale può sempre farlo Can. Francamente togliere uno tra Can, Ramsey, Matuidi e Bentancur sarebbe pesante. Vediamo.
  14. The Italian Giants

    [Topic Unico] L'Angolo del Guru

    Per me è stato un mercato quasi perfetto in difesa e a centrocampo, compresa l'operazione Danilo/Cancelo a molti non piaciuta ma a mio avviso sensata da un punto di vista economico e tattico (il brasiliano dà l'idea di essere più quadrato per il calcio sarriano, un simil-Sandro). De Ligt-Demiral immenso upgrade rispetto a Caceres-Barzagli dello scorso anno. Bene anche la staffetta Spinazzola/Pellegrini ma non condivido la decisione di aver mandato in prestito quest'ultimo. A centrocampo secondo me i "sogni" erano Pogba e Milinkovic-Savic, ma quando si è aperto uno spiraglio per De Ligt hanno valutato che fosse più intelligente spostare il grosso investimento in difesa vista la situazione dei centrali e a centrocampo si è messa una pezza con Rabiot. "Pezza" per modo di dire, perchè il francese è un gran bel giocatore e lo si vedrà. Il tempo dirà se la scelta è stata corretta. In attacco invece è palese che non abbiamo potuto fare ciò che avevamo programmato, e che secondo me era Icardi per Higuain e Chiesa per Dybala. Kean sarebbe stato il vice-Icardi, Chiesa e Bernardeschi avrebbero dato respiro a Ronaldo e Costa. Attacco a mio avviso perfetto, ringiovanito e molto razionale. Ma per motivi diversi nulla di tutto questo è stato realizzato, anzi Dybala-Higuain-Mandzukic sono tutti qui e abbiamo dovuto sacrificare il gioiellino Kean. Nel complesso darei un 7 pieno. Non di più perchè la gestione degli esuberi e per l'appunto delle strategie in attacco non può non inficiare nella valutazione globale; non di meno (6 o addirittura sotto la sufficienza) perchè comunque De Ligt-Ramsey-Rabiot non possono passare in sordina. Ma al di là di voti e numerini che squadra esce fuori da questo mercato? A mio avviso una squadra ancora più forte e più completa di quella salutata a maggio scorso, è aumentato sia il numero sia la qualità delle alternative; in attacco paradossalmente ti ritrovi con un Higuaìn più e Douglas Costa potrebbe essere a tutti gli effetti un nuovo acquisto (anche se questo c'entra poco col mercato). Da Bernardeschi-Mandzukic-Ronaldo a Costa-Higuaìn-Ronaldo. Mica male! Molto dipenderà da come e quanto Sarri riuscirà a rigenerare e a far calare dentro il progetto appunto i cosiddetti scaricati, se i risultati si avvicineranno a quelli di sabato con Higuaìn, Matuidi e Khedira, direi che potremmo avere sorprese in positivo, e magari chissà, benedire alcune mancate cessioni. Ora tuffiamoci sul campo, perchè ci saremmo anche rotti le palle. Dal tormentone-allenatore a oggi, è stata l'estate più torrida da anni a questa parte. Ci sono tre trofei da portare a casa.
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