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The Italian Giants

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About The Italian Giants

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  • Squadra
    Juventus
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    Uomo
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    Bari

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  1. The Italian Giants

    È morto Giampiero Boniperti

    Quando morì Gianni Agnelli se ne andò la prima metà di Juventus. Oggi se n'è andata la seconda. Continueranno ad esistere la società e la squadra, ma la VERA Juventus ora è ufficialmente un ricordo. Ciao Presidentissimo.
  2. La fonte è taggata nello stesso tweet. Carrusel Deportivo (344 mila follower). E la notizia in questi minuti è ribattuta anche dalla nota Cadena Ser.
  3. - 2018: eliminazione ai quarti vs Liverpool. In Premier: City 1° (100pt), Liverpool 4° (75pt). Punti di distacco = 25. - 2019: eliminazione ai quarti vs Tottenham. In Premier: City 1° (98pt), Tottenham 4° (71pt). Punti di distacco = 27. - 2021: finale persa vs Chelsea. In Premier: City 1° (86pt), Chelsea 4° (67pt). Punti di distacco = 19.
  4. Grazie di tutto Maestro, per il coraggio di aver accettato una sfida talmente grande e per aver dato l'anima in una stagione di cambiamenti, di transizione tra una vecchia e una nuova era. Avrai tempo e modo di crescere per bene, ma 2 trofei alla prima esperienza in assoluto sono da predestinati. Il tuo feeling con le vittorie lo hai dimostrato anche da allenatore. Magari è solo un arrivederci, chissà.
  5. Pirlo per essere al suo primo anno in assoluto, in una stagione assolutamente atipica per tanti motivi come quella vissuta e una squadra rivoluzionata nonostante lo spazio tra la stagione scorsa e questa fosse brevissimo (unico club tra le prime 10 dell'anno precedente a cambiare sia guida tecnica che mezza squadra), non è stato così malvagio. Si è trovato a gestire una transizione complicata, tra gente del vecchio corso non più affamata come prima e i molti giovani da dover inserire. Ha fatto errori inevitabili per uno che si sta affacciando al mestiere ma nonostante tutto la sua Juve chiude a soli 5 punti in meno dalla Juve scudettata di Sarri, che dalla sua invece aveva 30 anni di esperienza (e una preparazione completa) ma evidentemente non sufficienti a offrire uno spettacolo migliore. E no, non mi si ripeta la solita solfa che la Juve dopo lo scudetto ha mollato. Guardate all'Inter a come ha chiuso la stagione anche dopo la matematica, con cinquine a Samp e Udinese. Le sconfitte finali di Sarri contro Roma e Cagliari furono figlie di problemi già palesati ben prima della matematica, quindi quegli 83 punti furono abbastanza "reali". Nel conto vanno messi anche 2 trofei vinti (non è affatto banale per uno che allena al primo anno), con 2 finali preparate e giocate benissimo (un qualcosa che dovrebbe subito far drizzare le antenne agli juventini, a proposito, come le preparò l'allenatore ultra-esperto quelle di supercoppa e coppa Italia?) e il modo in cui ha saputo tenere in piedi la nave quando sembrava per 3/4 affondata, ovvero dopo la debacle col Milan ha inanellato risultati e prestazioni di spessore contro avversari non esattamente accomodanti come Sassuolo, Inter, Atalanta e Bologna. Penso che la chance di essere quantomeno rivalutato una seconda stagione, si spera un po' più normale, se la sia guadagnata. Resettare un progetto tecnico per il terzo anno di fila varrebbe la pena solo per Zidane, forse per Allegri, di sicuro per nessun altro.
  6. Se volete che il topic resti aperto continuate a discutere all'insegna del rispetto delle opinioni altrui senza denigrarle o deriderle, questo vale sia per l'autore del topic @Er Samurai (per cortesia evita di appellare gli altri utenti come vedove, haters o cose del genere) sia per gli altri.
  7. Credo molto onestamente che facciamo prima a sperare in un miracolo del Cagliari a Milano che si sta giocando ancora la salvezza piuttosto che nella Fiorentina. Dopo quello che è successo ieri mi aspetto grandi compensazioni arbitrali per i partenopei con tutta la caciara che stanno montando (a parte che non ne avranno bisogno, come già detto da qualcuno la viola soffre da morire le squadre con le caratteristiche del Napoli), e in più avranno ancora di più motivazioni extra. Sarà una goleada.
  8. Ora è ufficiale: l’Uefa ha avviato l’indagine disciplinare nei confronti di Real Madrid, Barcellona e Juventus per il caso Superlega. Lo ha reso noto la stessa federcalcio continentale in una nota. “In conformità con l’Articolo 31 (4) del Regolamento Disciplinare UEFA, gli ispettori disciplinari e etici della UEFA sono stati oggi incaricati di condurre un’indagine disciplinare su una potenziale violazione del quadro giuridico della UEFA da parte di Real Madrid CF, FC Barcelona e Juventus FC in relazione al cosiddetto progetto Superlega”, si legge in un comunicato dell’Uefa. “Ulteriori informazioni su questo argomento saranno rese disponibili a tempo debito”, conclude l’Uefa. I tre club, che ancora pubblicamente non hanno fatto passi indietro rispetto al progetto Superlega, non avevano infatti stretto accordi (al contrario delle altre nove società) con l’Uefa per il “reintegro”. “Nel prosieguo, la UEFA si è riservata tutti i diritti di intraprendere qualsiasi azione che ritenga appropriata contro quei club che hanno finora rifiutato di rinunciare alla cosiddetta “Super Lega”. La questione sarà prontamente deferita ai competenti organi disciplinari della UEFA”, aveva spiegato l’Uefa comunicando l’avvenuto accordo con Inter, Milan, Atletico Madrid e i sei club inglesi. «Questi club hanno riconosciuto rapidamente i loro errori e hanno agito per dimostrare il loro futuro impegno per il calcio europeo. Lo stesso non si può dire per i club che rimangono coinvolti nella cosiddetta “Superlega” e la UEFA tratterà successivamente con loro», aveva aggiunto il presidente dell’Uefa Ceferin. Calcio e Finanza
  9. "Certo che ho sentito Agnelli, per me è doveroso cercare un percorso di dialogo. Al di là delle scelte che prenderà, mi sento di dire che ci sono i presupposti per il superamento di posizioni che in questo momento sono distanti". Così il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, a margine di un incontro a Torino sul calcio dilettantistico e regionale. "Io devo difendere la competizione, non le singole società - aggiunge -. Le regole prescindono le dimensioni economiche delle società e anche le loro tifoserie". "Spero che il mondo del calcio recuperi tutta la serenità necessaria. La Juventus rappresenta una parte importante della competizione sportiva nel nostro Paese ed è per questo che è importante superare questa situazione. Il calcio, nazionale e internazionale, non può fare a meno della Juventus, ma le regole vanno rispettate". Così il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, a margine di una conferenza stampa a Torino con il presidente regionale della Figc-Lnd, Christian Mossino, e l'assessore allo Sport della Regione Piemonte, Fabrizio Ricca. "Il fatto è che non si può partecipare a una competizione nazionale senza l'osservanza degli istituti nazionali e internazionali a cui ci appoggiamo e ci ispiriamo - aggiunge - per cui quello che è stato evidenziato è esclusivamente una chiarificazione di norme già inserite negli statuti delle varie istituzioni nazionali e internazionali, dal Cio alla Fifa all'Uefa e al Coni" Sky Sport
  10. Dopo la partita del Napoli ieri ancora state a pensare ai calendari? Dovreste avere abbastanza esperienza di calcio per sapere che a questo punto della stagione non contano più niente gli avversari che si incontrano, la palla scotta alla stessa maniera. Poi facile che? Pensate che alla prossima per Napoli e Lazio sarà una passeggiata di salute andare a La Spezia e Firenze che si stanno giocando gli ultimi punti salvezza?
  11. 9 anni. 108 mesi. 472 settimane. 3282 giorni. Un momento che avremmo voluto non arrivasse mai, ma che inconsciamente sapevamo che prima o poi sarebbe giunto, inesorabile. L'impero più duraturo della storia del calcio italiano è ufficialmente caduto alle ore 20 di una sera di primo maggio, aggiungendo il timbro della matematica a quella che era una prospettiva chiara già da un po': la Juventus non vincerà il suo decimo scudetto consecutivo. Grazie a tutti i calciatori (che sarebbe impossibile citare qui), gli allenatori, Antonio Conte, Massimiliano Allegri, Maurizio Sarri e si, anche Andrea Pirlo (indiscusso protagonista dai cui piedi tutto è cominciato); grazie a tutti i dirigenti, Beppe Marotta, Fabio Paratici, Pavel Nedved e ovviamente il presidente del destino, Andrea Agnelli; grazie a tutte le persone in campo e fuori dal campo che hanno fatto parte di questo viaggio e hanno reso possibile ciò che nove anni fa sarebbe stato semplicemente folle ipotizzare. Si chiude oggi un'epoca incredibile, di cui si parlerà tra anni e anni sui libri di storia calcistici, e della quale siamo stati fortunati spettatori. E adesso, riprendiamo il cammino. Perché in fondo, questa, non è che una piccola sosta prima di ripartire per un altro, meraviglioso, viaggio. Fino alla fine.
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