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The Italian Giants

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About The Italian Giants

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    Juventus
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  1. The Italian Giants

    [Topic Unico] L'Angolo del Guru

    Non abbiamo posti nelle liste, anche volendo. Non possiamo fare nessun esterno se almeno due tra De Sciglio, Danilo, Costa e Bernardeschi non vengono ceduti.
  2. Acquisto che è stato probabilmente discutibile dal punto di vista economico e della prospettiva, ma chi nega il suo apporto fondamentale nei traguardi degli ultimi anni non è serio e onesto. Molti dei suoi gol sono stati ultra-determinanti per la conquista di 3 scudetti, ultimo compreso. Andando a memoria: 16 17 Juventus-Napoli 2-1 16 17 Juventus-Roma 1-0 16 17 Torino-Juventus 1-3 16 17 Napoli-Juventus 3-2 (C.I.) 17 18 Napoli-Juventus 0-1 17 18 Milan-Juventus 0-2 17 18 Inter-Juventus 2-3 19 20 Juventus-Napoli 4-3 19 20 Inter-Juventus 1-2 19 20 Atalanta-Juventus 1-3 In Champions League ha fatto comunque il suo trascinandoci con una doppietta in semifinale di Champions e l'anno dopo segnando prima gol pesanti nel girone (Olympiakos, Sporting) e poi rivelandosi determinante nell'ottavo di CL vs il Tottenham. Caratterialmente non tra i migliori, ma è stato senz'altro uno dei 9 tecnicamente più forti che la Juve abbia avuto. I 105 milioni (72 in realtà) di Pogba potevano essere investiti meglio? Forse si, forse no. Tendo sempre a ricordare che, all'epoca, si parlava di spenderli per André Gomes e Milik. A voi le conclusioni sugli anni che ne sarebbero susseguiti. L'unica certezza è che 3 scudetti, 2 Coppe Italia e una finale di Champions noi li abbiamo fatti con lui in campo.
  3. La Juventus ha chiuso il bilancio 2020 in rosso per 71,4 milioni, con ricavi a 573 milioni (-8%) e costi per 414 milioni (-10%). Lo ha annunciato il club bianconero dopo il CdA odierno. Consiglio di Amministrazione di Juventus Football Club S.p.A. (la “Società” o “Juventus”), riunitosi oggi, con collegamento digitale, sotto la Presidenza di Andrea Agnelli, ha approvato il progetto di bilancio per l’esercizio chiuso al 30 giugno 2020, che sarà sottoposto all’approvazione dell’Assemblea degli Azionisti, convocata per il 15 ottobre 2020, ore 10:00, in unica convocazione. La diffusione su scala mondiale, avvenuta nei primi mesi del 2020, della pandemia da Covid-19 (c.d. coronavirus) ha causato una crisi globale, senza precedenti, con gravi conseguenze dal punto di vista sanitario, sociale, economico e finanziario, che hanno avuto ripercussioni anche nel settore sportivo. L’esercizio 2019/2020 chiude con una perdita di € 71,4 milioni, che evidenzia una variazione negativa di € 31,5 milioni rispetto alla perdita di € 39,9 milioni dell’esercizio precedente. Alcune componenti economiche sono state influenzate dalla diffusione della pandemia da Covid-19 e dalle conseguenti misure restrittive per il suo contenimento, imposte da parte delle Autorità amministrative, sanitarie e sportive dei diversi Paesi, che, in particolare, hanno comportato la sospensione delle competizioni calcistiche a cui Juventus ha partecipato nella stagione sportiva 2019/2020, il cui termine è stato posticipato dal 30 giugno al 31 agosto 2020. L’incremento della perdita dell’esercizio deriva da minori ricavi operativi per € 62,8 milioni, maggiori oneri da gestione diritti calciatori per € 15,6 milioni, maggiori ammortamenti e svalutazioni sui diritti pluriennali alle prestazioni di calciatori per € 25,8 milioni, maggiori altri ammortamenti per € 5,7 milioni, principalmente legati alla prima applicazione del principio contabile IFRS16, e maggiori oneri finanziari netti per € 2,4 milioni. Tali variazioni sono parzialmente compensate da minori costi per il personale tesserato per € 42,1 milioni e non tesserato per € 1,4 milioni, maggiori proventi da gestione dei diritti di calciatori per € 14,8 milioni, minori costi per servizi esterni per € 10,1 milioni, minori imposte per € 5 milioni, minori acquisti per prodotti destinati alla vendita per € 5,4 milioni, minori accantonamenti netti per € 1,7 milioni e altre variazioni nette positive per € 0,3 milioni. Il patrimonio netto al 30 giugno 2020 è pari a € 257,5 milioni, in aumento rispetto al saldo di € 31,2 milioni del 30 giugno 2019, a seguito dell’aumento di capitale concluso a gennaio 2020 (€ + 298 milioni) al netto dei relativi costi, per effetto della perdita dell’esercizio (€ – 71,4 milioni) e della movimentazione della riserva da fair value su attività finanziarie (€ – 0,3 milioni). Al 30 giugno 2020 l’indebitamento finanziario netto ammonta a € 385,2 milioni (€ 463,5 milioni al 30 giugno 2019). Il miglioramento di € 78,3 milioni è stato determinato principalmente dall’incasso dell’aumento di capitale (€ 298 milioni), parzialmente compensato dai flussi negativi della gestione operativa (€ -58,7 milioni), dagli esborsi legati alle Campagne Trasferimenti (€ -129,8 milioni netti), dagli investimenti in altre immobilizzazioni e partecipazioni (€ -5,6 milioni netti) e dai flussi delle attività finanziarie (€ -12,8 milioni). Inoltre, a seguito dell‘applicazione del principio contabile IFRS 16 sono stati contabilizzati debiti finanziari per € 12,8 milioni. Al 30 giugno 2020 la Società dispone di linee di credito bancarie per € 538 milioni, di cui € 195,5 milioni revocabili, utilizzate per complessivi € 254,9 milioni, di cui € 71,8 milioni per fideiussioni rilasciate a favore di terzi, € 32,8 milioni per scoperti di cassa, € 67,5 milioni per finanziamenti e € 82,8 milioni per anticipazioni su contratti commerciali. A fronte di tali utilizzi, la Società al 30 giugno 2020 dispone di liquidità per € 5,9 milioni depositata su vari conti correnti bancari. Calcio e Finanza.
  4. Secondo quando riportato nell'articolo a firma di Monica Colombo e Mirko Graziani, il Manchester City pare essere la pista più accreditata per accogliere il giocatore che ha vinto sei volte il Pallone d’oro e guadagna 71 milioni di euro lordi l’anno. Sogna il Psg che dopo la finale va a caccia di colpi a effetto. Ma soprattutto si scatena in Italia la fantasia dei tifosi dell’Inter che, dopo averne ammirata l’immagine proiettata sul Duomo nel video di Suning, ora aspettano di vederla a San Siro. La casa acquistata a Milano da papà Jorge, a due passi dalla sede nerazzurra, ha già acceso l’entusiasmo. Occhio anche alla Juve - si legge sul Corsera - : sembra che ai vertici di Adidas non dispiaccia l’idea di Leo a Torino. La Pulce e la Vecchia Signora condividono il marchio. L’investimento al momento appare fuori portata ma l’eventuale cartellino a costo zero e il precedente CR7 inducono a non escludere la pista bianconera. Tuttojuve
  5. Comunque pure all'Inter è bene che a livello societario facciano chiarezza perché quello che sta succedendo con Conte è a dir poco anomalo e per nulla comprensibile dall'esterno, ieri Di Marzio gli ha dato praticamente ragione dicendo candidamente che tantissime cose, e non si parla (solo) di mercato, escono fuori dall'Inter. Non capisco, ci sono talpe? C'è qualcuno che rema contro? E invece di eliminare le cause, si lascia andare via all'inizio di un progetto (peraltro avviato con ottime basi) chi queste cause le ha individuate? Non ne esce bene l'Inter, perché sta passando da fuori l'immagine di una società debole, non strutturata per competere ad alti livelli, non so come dirlo. Cioè, un conto è se certe cose te le dice uno Spalletti, ma se a mollare dopo un solo anno, peraltro al netto di tutto positivo, è addirittura un Conte...boh, vuol dire che ci sono situazioni gravi sotto. Ieri pure Adani tra le righe mi ha dato l'impressione di uno che sapesse qualcosa, quando gli ha chiesto conferma se lui fosse stanco di occuparsi in prima persona di tante aree (quindi non solo quella strettamente tecnica di sua competenza perché chi è preposto magari non sa fare il suo lavoro o non so che altro) e quindi viene condizionata anche la famiglia. Cioè Conte non ci sta a fare il Mourinho della situazione in pratica, l'accentratore. Se questo è il team granitico messo in piedi da Marotta, quello la cui dipartita ha portato allo sgretolamento interno della Juve secondo qualcuno...il garante e la figura "politica" di riferimento dovrebbe essere lui, la gestione mediatica della società è sua. Ma ho l'impressione che dentro l'Inter ci siano situazioni e figure per non si sa quale motivo intoccabili che evidentemente fa fatica a estirpare pure lui.
  6. Forse la giornata più schizofrenica e surreale della storia della Juve almeno degli ultimi 20 anni. Un saluto e un ringraziamento a Maurizio Sarri per aver messo la firma sul 9° scudetto consecutivo e aver scritto un'altra bella pagina di storia bianconera, oltre che una emozionante storia personale essendo partito dal gradino più basso della gavetta. Un caloroso benvenuto sulla nostra panchina ad uno degli sportivi più carismatici che abbia potuto ammirare, sicuro che l'uomo prima ancora del professionista sia assolutamente degno di affrontare questa sfida. I dubbi legati alla sua totale inesperienza sono tanti e tutti legittimi, ne ho zero sul suo talento per questo mestiere, essendo stato un calciatore di un'intelligenza con pochi eguali e avendo avuto il meglio del meglio degli allenatori italiani: Ancelotti, Conte e Allegri con i club, Trapattoni e Lippi in nazionale. Oltre questo, da quello che trapela, ha studiato molto ed è preparatissimo. La società e anche la squadra dovranno aiutarlo molto all'inizio, ma l'evoluzione del calcio moderno soprattutto in certi grandi club composti da 18-20 campioni primedonne ci dimostra che il rapporto fiduciario e la connessione mentale che si instaura nello spogliatoio è più importante di tutto. Con Sarri, allenatore navigato e di campo, non è stato infatti così ed è finita male. Il carisma naturale di Pirlo lo mettono nella condizione di guadagnarsi automaticamente il rispetto. Inoltre, si parla molto di Guardiola, Zidane, Seedorf, Ferrara ecc, ma qualcuno dimentica che i pionieri di questa politica del lanciare subito tecnici emergenti da poco usciti dalla carriera di calciatore, con zero gavetta e al massimo qualche esperienza nelle giovanili o da vice, siamo stati proprio noi nel lontano 1976, quando Boniperti destò scalpore nell'ingaggiare un 37enne Giovanni Trapattoni. Chissà quali sarebbero stati i commenti oggi...ne susseguì un periodo decennale discretamente vincente. Molto da ridire, invece, su quella che è stata la genesi di questa scelta. Perché se è vero che la decisione di cambiare guida tecnica era stata presa molto prima del Lione e frutto di una valutazione stagionale, e se l'idea era quella di puntare effettivamente sul bresciano, non si capisce come solo una settimana fa veniva presentato come allenatore dell'U23. Checché ne dicano Agnelli, Paratici e Nedved, la sensazione forte è che le dinamiche con cui si è arrivati a questa decisione sono frutto del tumulto delle ultime ore, con l'eliminazione in Champions per mano del modestissimo Lione evidentemente per niente digerita, soprattutto dal numero 1 del club e da un certo Cristiano Ronaldo. Anche perché l'impatto mediatico negativo di non partecipare alla Final Eight (formula inusuale ma paradossalmente proprio per questo più spettacolare e coinvolgente), proprio nella città natale del fuoriclasse portoghese, non va preso alla leggera. Poi magari la posizione di Sarri era già traballante, per i motivi noti e per un'alchimia mai creatasi con l'ambiente, ma l'impressione è che un grande cammino nella competizione europea avrebbe potuto salvarlo. Assume un'altra luce a questo punto anche la famosa frase detta in conferenza il giorno prima, che già aveva destato sospetti in molti, e che oggi si può definitivamente dire fosse un messaggio chiaro ai dirigenti ("se state aspettando questa partita per cacciarmi, non state facendo bene il vostro lavoro"). Già dall'anno scorso, a partire dall'avvicendamento Allegri/Sarri che non deve evidentemente aver messo d'accordo tutte le correnti societarie e proseguendo per un mercato quantomai schizofrenico e contraddittorio, aleggia attorno alla società una fastidiosa aura di improvvisazione e una mancanza di unione di intenti tra le varie componenti che non possono non lasciare perplessi e non aprire riflessioni sul futuro e sull'evoluzione di questo infinito ciclo (ma sarebbe più appropriato parlare di terzo miniciclo all'interno di un macrociclo, volendo considerare il primo quello che si è chiuso a Berlino, il secondo quello che si è chiuso con l'addio di Allegri, e il terzo quello partito l'estate scorsa). In attesa che si faccia chiarezza, anche sui ruoli e su un possibile riassestamento dirigenziale, non rimane che stringersi attorno al nuovo tecnico e sperare che anche dal disordine e dalla confusione possa nascere qualcosa di buono, come talvolta accade. Di sicuro ad Andrea Agnelli non è mancato il coraggio. E la storia insegna che quando il timone della nave lo prende lui il tifoso ha comunque ragione di essere fiducioso. Fino alla fine.
  7. Finitela di battibeccare e rispettate le opinioni di tutti senza dare patenti, alla prossima partono le sanzioni.
  8. The Italian Giants

    Juventus - Lione 2-1, commenti post partita

    Ti confondi con il fatturato probabilmente. Di stipendi solo Barcellona e Real Madrid pagano più della Juventus.
  9. The Italian Giants

    Juventus - Lione 2-1, commenti post partita

    Fallimento europeo tra i peggiori della nostra storia. Sui livelli del Galatasaray se non fosse che rispetto ad allora abbiamo il terzo monte ingaggi al mondo e il calciatore più forte di tutti. Conclusione logica di una stagione che avrà visto pure il 9° scudetto, ma con i peggiori numeri di tutto il ciclo: punti, sconfitte, gol subiti. E una squadra che mai come quest'anno ha dato l'impressione di essere debole mentalmente. Vanno fatte riflessioni come dice Agnelli, ma stavolta dovranno essere profonde. Tutti responsabili ma mi pare evidente che a pagare sarà solo uno. Dispiace non meritarsi Cristiano Ronaldo per il 2° anno di fila, vediamo se ce lo meritiamo nei restanti due.
  10. Ho avuto quasi la sensazione che oggi abbiano presentato il futuro allenatore della Juve più che dell'U23. Anche questa conferenza in pompa magna, con tutti i pezzi grossi della società presenti...voi mi direte vabbè è Pirlo, gli devono dare un po' di riflettori, però boh. Di sicuro è evidente che c'è un progetto di un certo tipo, noi avremmo potuto mettere qualunque figura più navigata di quel tipo di campionato, così come lui avrebbe potuto accettare offerte nell'immediato più favorevoli (ha detto che aveva in mano addirittura proposte da A e Premier). Evidentemente gli è stato prospettato un percorso di un certo tipo. Comunque averlo dietro sarà un'altra bella pressione per Sarri l'anno prossimo, i media ci giocheranno molto al primo accenno di crisi e lui stesso è una figura ingombrante da avere come collaboratore.
  11. Con il 9° scudetto raggiunto ieri, Andrea Agnelli a quota 17 stacca Giampiero Boniperti e Vittorio Caissotti di Chiusano (fermi a 16) e diventa il presidente più titolato della storia bianconera. Un traguardo che rende omaggio a quello che si può definire il vero e unico deus ex machina di questo ciclo mitologico. Quattro allenatori cambiati dal suo insediamento, ricambi dirigenziali, capacità di comando e coraggio nel prendere decisioni forti al momento giusto, ha creato una struttura societaria, sportiva ed economica inossidabile. La sua Juve si evolve e si trasforma, ma non smette di indossare l'abito più bello nella serata di gala di ogni anno. E ora, il cammino riparte. Per trasformare il mito in leggenda...
  12. Nella partita di domani vede il fatto che va portata a casa a tutti i costi? “Noi in tutte la partite che facciamo vediamo la possibilità e la voglia di portare a casa punti. C’è la volontà di andare all’obiettivo senza perdere la testa, abbiamo fino al 2 agosto per arrivarci. Domani è una possibilità, dobbiamo giocare con combattività per arrivare all’obiettivo perché come ho sempre detto andarci vicino conta zero”. A proposito dei cali fisici come ha detto lei dopo Udine… “Io non ho mai parlato di cali fisici, forse ti confondi con qualche altro allenatore. A Udine abbiamo fatto 11 km”. La preparazione è finalizzata alla Champions? “Non stiamo facendo nessuna preparazione perché stiamo giocando ogni 72 ore quindi è impossibile fare qualsiasi tipo di lavoro. Io penso che la partita di domani la prepareremo in 30-40 minuti domattina perché anche oggi ci saranno alcuni giocatori che avranno bisogna di qualche ora di recupero. In questo momento non c’è nessuno che sta lavorando dal punto di vista fisico se non individuale se hai qualche giocatore singolo che sta fuori per qualche giorno e può andare fare die lavori particolari”. Si è dato una risposta a questa manca di ordine? “L’aspetto fisico è uguale per tutti, i sintomi di stanchezza fisica e mentale ci sono in tutte le squadre. Scaricare la testa e poi subito ricaricarla per la partita successiva in pochi giorni non è così automatico e semplice. Abbiamo perso ordine in eccesso, se vuoi questo è anche un segnale positivo. Abbiamo perso ordine per la volontà di aggredire sempre in avanti anche se non c’è la possibilità di poterlo fare. È un errore che ci ha fatto perdere le distanze ma a differenza di altre volte in cui siamo andati in difficoltà per passività questa volta lo siamo andati per eccesso. E questo a me piace: non che di perda ordine ma a livello di mentalità perché un errore in eccesso è più facilmente riconducibile alla normalità di un errore in difetto”. Cosa è successo a Pjanic, ultimamente non l’abbiamo più visto… “Non l’avete più visto, Pjanic ha fatto 46 partite quest’anno quindi mi sembra che si sia visto. Non l’hai visto nelle ultime due partite dove abbiamo fatto scelte diverse. Abbiamo giocato contro squadre che fanno della fisicità la loro arma. Pjanic ha giocato tantissimo, in questo momento ha un piccolo acciacchino come tutti i giocatori sopra le 40 partite. È un acciacco risolvibile: ieri ha lavorato per risolvere questo piccolo problemino, oggi rientrerà in gruppo e domani vediamo se sarà della partita o meno”. La preoccupa per il futuro il numero di infortunati? “No, tutte le stagioni sono diverse. La Juve ha tanti infortunati da qualche anno ma è anche difficile trovare una causa in comune, abbiamo avuto anche infortuni traumatici e su quello c’è poco da considerare. Chiellini è tornato a correre ieri quindi è stato fermo non tantissimo, Higuain ieri si è allenato a parte e oggi si prova a rimetterlo gradualmente in gruppo, De Sciglio penso che dalla prossima settimana si possa rivedere in gruppo. Quindi la situazione è tipica di una squadra che ha fatto tante partite ma non è così drammatica. Poi abbiamo tanti giocatori pronti ad andare quindi siamo in grado di ovviare". Le rimonte capitano perché avete mollato un po’ mentalmente? "In questo momento bisogna avere riferimenti molto diversi rispetto a un periodo normale della stagione, le rimonte sono all'ordine del giorno in quasi tutte le partite, quindi è un momento atipico in cui ci sono componenti che rendono campionato e risultati atipici. Questo è nomale se si gioca la stagione a luglio, non era mai successo nei passati 100 anni e quindi l’atipicità è normale. Noi possiamo e dobbiamo essere più solidi, in questo momento non c'è modo di lavorare moltissimo quindi dobbiamo tenere la testa libera ed entrare in campo con grande livello di determinazione. Non penso che la squadra abbia mollato perché a Udine abbiamo fatto un errore di voglia, non di mancanza di voglia. Momento difficile ma dobbiamo trovare la forza di andare all'obiettivo". Il fatto che Pjanic sia del Barcellona l’ha estromesso dalle gerarchie? “Non so la situazione di Arthur e non mi interessa, Pjanic è molto dentro al gruppo, non ho dubbi sulla sua professionalità e sulla sua moralità e se ho fatto scelte diverse è per le partite che abbiamo affrontato, per motivi tecnici e tattico" Che gara si aspetta con la Sampdoria? “È una squadra che ha trovato il suo modo di giocare e la sua dimensione, riesce a rimanere ordinata per lunghi tratti di partita e infatti nell’ultimo periodo sta facendo bene e infatti è una squadra che in questo momento non è semplice da affrontare. Può dare l’idea di non avere grandi motivazioni per la zona di classifica che hanno però hanno perso il derby e questo mi lascia pensare che avranno forti motivazioni. Però te l’ho detto noi abbiamo il nostro obiettivo in testa e non può esserci nessuno che ci supera a livelli di motivazioni". Condivide la considerazione che non ci siano centrocampisti adatti al suo gioco? "Devo essere io ad adattarmi alle caratteristiche dei giocatori. Un allenatore non può puoi arrivare in una squadra e comprare 25 giocatori, devo capire le caratteristiche dei giocatori e adattare il mio modo di giocare alle caratteristiche dei giocatori, se no si diventa allenatore di se stessi. Quindi il discorso lo invertirei”. C’è il rischio che qualcuno pensi alla Champions? “Non penso e non lo voglio, la Champions è una competizione affascinante ma una squadra si valuta sul campionato, è la competizione più indicativa perché dura 10 mesi, quest’anno 12. Ci sono due settimane alla partita di Champions quindi noi ora abbiamo 7-8 giorni da dedicare solo ed esclusivamente al campionato senza nessun secondo pensiero". Dove si torva il giusto equilibrio fra eccesso e difetto? Che atteggiamento ci sarà domani? “Dobbiamo avere atteggiamento di equilibrio: leggere le situazioni, a volte in campo c'è la situazione per poter andare in avanti, a volte no e bisogna stare ad attendere un attimo gli avversari. Cosa che non abbiamo fatto a Udine ma secondo me per eccesso, ci siamo scomposti e allungati per andare sempre e comunque in avanti, cosa che a me piace anche. Poi bisogna leggere meglio azione e situazione e non commettere errori però questo tipo di mentalità mi piace". Che voto dà al lavoro della sua squadra finora? “Gli do un buon voto perché questo è il campionato più difficile della storia del calcio italiano. Se guardi i risultati delle ultime partite c’è un capovolgimento delle graduatorie perché è una situazione talmente atipica che ci sono difficoltà enormi per tutte le squadre. Essendo dentro a un campionato di così difficile interpretazione credo la squadra abbia fatto bene. Poi ci sono margini di miglioramento sempre e comunque" Tuttojuve
  13. Rangnick non accettava di essere solo direttore tecnico, voleva essere capo di tutto.
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