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Michel Platini 10

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About Michel Platini 10

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  1. Ah non c'è stato nulla a Verona? Due gol non buoni del Verona, due rigori non dati al Milan, tre espulsioni di giocatori rossoneri per proteste più quella di Sacchi.
  2. Era per dire che hanno avuto anche buonissime o ottime squadre, come le citate, ma hanno poi spesso deluso per la maggior parte delle volte, mentre in alcune sono stati anche poco fortunati. Beh non so come sarebbe finita con l'Argentina, ma il furto c'è stato e bello grosso.
  3. Nella seconda metà degli anni '80 però, nonostante la squalifica dalle coppe e forse anche grazie ad una politica diversa nelle big (ovvero più inglesi), avevano una bella nazionale con Bryan Robson, Lineker, Waddle, Hoddle, Barnes, Steven, Bearsdley e poi a Italia 90 in aggiunta Gascoigne, Walker e Platt. Ebbero anche un po' di "sfiga": derubati nel 1986 dalla mano di Dio e nel 1990 eliminati ai rigori in semifinale dalla Germania poi campione del mondo. Successivamente invece sono tornati a deludere pur avendo tra la fine degli anni 90 (anche se a Euro 96 di nuovo fuori in semifinale ai rigori) e gli anni 2000 uno squadrone che poteva annoverare via via gente come Shearer, Gerrard, Lampard, Rooney, Owen, Beckham, i due Cole ecc...
  4. Come classe e tecnica pura è giocatore da top ten forse di sempre, gli è mancato qualcosa a livello caratteriale per imporsi di più, ma soprattutto gli è mancato il non essere più "personaggio", che mediaticamente conta, nonché la vetrina della nazionale (un dissenso con allenatore e federazione, portato avanti con coerenza e culminato con il rifiuto di partecipare a Euro '92, lo ha privato di un titolo continentale, autentica beffa), con la quale comunque, da 34enne, ha giocato un grande mondiale in Francia nel 1998 (ancora più di quello in Messico da giovane promessa), dove è stato eliminato ingiustamente dal Brasile dopo una partita sontuosa e dove è giustamente poi finito nella top 11 della Fifa. Ricordo che da noi, vista la regola dei due stranieri, per fare posto a lui, giovane 21enne, si è rinunciato ad un Boniek che fino a quel momento era stato l'uomo delle Coppe. A tal proposito, andrebbe sempre rimarcato che alla Juve Laudrup ha giocato dai 21 ai 25 anni, in una squadra che è stata realmente forte e competitiva solo il primo anno (e i risultati, seppur con dei patemi di troppo nel girone di ritorno, ci sono stati, scudetto e coppa InterContinentale con in più il rammarico di una Coppa dei Campioni gettata alle ortiche, vero Francesco (😉)?), poi è stata una Juventus sempre più in decadenza, in cui il danese si è ritrovato a giostrare in un ruolo non suo, a convivere con una fastidiosa pubalgia e a gestire la pressione di essere non più "soltanto" l'erede di Boniek, che già sarebbe bastato, ma anche quello di Platini: un peso incredibile per un giovane talento in una squadra decaduta. Infatti, con Zoff stava tornando ai suoi livelli e noi proprio in quel momento lo abbiamo ceduto (tenendo Zavarov) per poi vederlo esplodere con grandissimo rammarico nel Barcellona. Un errore imperdonabile. E aveva 25 anni, quando ad esempio sua maestà Platini ha dato il meglio tra i 26 e i 31. Alla stessa età del Laudrup della coppa InterContinentale, Platini, seppur già grande talento, aveva fatto sì abbastanza bene, ma assai meno del danese e in un campionato minore come quello francese, non di certo un grande torneo, allora come oggi. In Spagna, grazie anche ai maggiori spazi, ai minor tatticismi e al tipo di gioco più offensivo, è letteralmente esploso, diventando il faro del Barcellona di Cruijff e vincendo quasi tutto quello che c'era da vincere e a ripetizione (ok i Koeman, gli Stoichkov e successivamente i Romario, ma il vero faro della squadra era lui e le clip messe da Francesco sono inequivocabili in questo senso). Solo l'egocentrismo esasperato di un Cruijff che da allenatore voleva essere il mago e l'artefice indiscusso della propria squadra, senza nessuno che lo mettesse in ombra, lo ha relegato, per invidia, ai margini nell'ultima stagione: egocentrismo pagato a caro prezzo con la lezione di tattica subita da Capello in una finale che, complici anche le assenze di Baresi e Costacurta, vedeva il Barcellona come favorito. E l'anno dopo, con un Real che non vinceva da 5 anni, si è preso la sua bella rivincita vincendo lo scudetto in faccia all'ex allenatore. Io, rivedendo le clip su Laudrup vedo un giocatore a tutto in campo che sciorina un repertorio infinito di giocate e soluzioni: dribbling con protezione della palla e con tocchi alla Zidane, accelerazioni da fermo con dribbling alla Cruijff, visione di gioco, eleganza, aperture, lanci, filtranti e finezze alla Platini, colpi di genio alla Maradona e una serie di grandissimi gol di tutti i tipi (entrando in porta o con tiri da fuori). Sarò esagerato ma quello vedo. Ciò non significa che lo metta sopra ai citati, ma è per dire che in quella nobile compagnia ci può stare senza problemi, anche se i media e le narrazioni fanno finta di nulla.
  5. Michel Platini 10

    Confronto tra la due Juventus Campioni del Mondo: chi vincerebbe?

    Roba da Juventus di Lippi senza scomodare il grande Real eh. Comunque scusa Francesco ma con tutto il bene, come puoi dare per certa la vittoria della Coppa o anche solo la finale? Era un quarto di finale mica la semifinale. Sarebbe stata ancora lunga e difficile, considerando anche la condizione di forma non ottimale e il rapporto tormentato che abbiamo con questa Coppa. Certo ci poteva essere la possibilità, sarebbe stata alla nostra portata, ma tutt'altro che certa: ci sarebbero stati di mezzo comunque un forte Goteborg (vincitore di due Coppe Uefa in quegli anni) e una Steaua rivelatasi tutt'altro che squadra materasso. Poi comunque non sono molto d'accordo sulla narrazione di quella partita e di quella stagione. La Juventus post Tokyo ebbe una netta flessione e il girone di ritorno fu una mezza agonia con lo stesso Platini molto poco brillante (forse anche in ottica mondiale ?), secondo me anche per via di una partenza lanciata (con record di vittorie iniziali) per arrivare al top nella partita di Coppa InterContinentale, mettendo in conto il rischio di una flessione successiva che poi ci fu. La sfida con il Barcellona fu in realtà in parte compromessa da una partita di andata eccessivamente attendista (come troppe volte accadeva a quella Juve) e senza grosse occasioni, persa beffardamente 1-0 nel finale, un risultato sempre insidioso da ribaltare in epoca di gol che valevano doppio in trasferta. Il ritorno è vero di Pacione ma alla fine furono due i gol sostanzialmente mangiati in modo clamoroso, il terzo ci può anche stare come occasione mancata ed era già dopo lo svantaggio, e infatti anche lì poi un errore inatteso purtroppo di Tacconi (forza leggenda) complicò e compromise ulteriormente le cose e, nonostante il pareggio di Platini (gran bel gol), quando uno si aspettava una nuova iniezione di fiducia e un arrembaggio, nel secondo tempo ci siamo spenti e non abbiamo più fatto nulla. Vero che ci sono state diverse occasioni nel primo tempo, non solo di Pacione, ma il gol preso ha pesato come un macigno e compromesso la qualificazione. Anche sulle assenze: ok Serena, che comunque non è detto che avrebbe segnato per forza, ma il Briaschi del secondo anno era più fuori che dentro e molto meno incisivo dell'anno prima, anche a causa degli strascichi di un infortunio e del fatto che gli venisse preferito Mauro sulla destra, quindi non mi ci appellerei tanto, anche perché al Barcellona se vogliamo dirla tutta mancavano il miglior giocatore, nonché faro della squadra, il loro "Platini" in pratica, ovvero Schuster, e pure un altro giocatore importante. La partita inoltre, seppur compromessa, poteva essere vinta e ribaltata ugualmente nel secondo tempo ma non abbiamo in pratica giocato. Guarda ci sono due video interviste di Platini che mi sono rivisto in cui ripercorre questa sfida in modo molto onesto e ammette che ci è mancato qualcosa al di là di Pacione. Giusto avere del rammarico (e che uno volendo ancora non ci dorma la notte) per una sfida assolutamente alla portata ma che non abbiamo perso solo per sfortuna o per gli errori di Pacione, che ci sono stati e somo stati pesantemente condizionanti, ma anche perché quella Juve, duole ammetterlo, non sfruttava mai appieno il proprio potenziale offensivo per eccessivo timore di non prendere gol e per eccesso di speculazione sul risultato, soprattutto in trasferta. Ecco questo è quello che non fa dormire me e che penso che piu di tutte le cose abbia impedito a quel ciclo di avere qualche coppa dei campioni in più (Atene compresa): la sensazione di avere sempre il freno a mano tirato (lo testimoniano le varie e troppe cocenti eliminazioni degli anni precedenti a Platini, che non ho vissuto ma su cui mi sono documentato, con squadre inferiori e quasi sempre per l'atteggiamento rinunciatario in trasferta). Dopo, quando hai dei gol da recuperare, devi sempre mettere in conto sfortune e giornate no. Insomma partita stregata al ritorno ma anche partita compromessa dall'andata, dagli errori di Pacione, da quello del portiere e infine non giocata fino in fondo quando c'era comunque tutto il secondo tempo per provare a ribaltarla. Io mi trovo spesso d'accordo con te sulla storia della Juventus ma in questo caso noto che ci sia molta poesia della nostalgia, che ci sta eh ma che ci fa un po' edulcorare a volte le cose. Su quella stagione in toto, dico invece che quella Juve aveva subito un massiccio e sacrosanto restyling, per via del fatto che diversi giocatori erano arrivati al capolinea o così erano considerati o avevano rotto con l'allenatore o la società (Tardelli, Rossi, Boniek) e, inizialmente, nonostante lo scetticismo per il rinnovamento avvenuto, il rendimento aveva dato ragione alla società e ci aveva fatto ricredere tutti. Anzi ti dirò di più: secondo me la Juventus del 1985-86 era anche migliore di quella dell'anno precedente, che fece un campionato disastroso rispetto al proprio valore (sesti e fuori dalle coppe) e una Coppa dei Campioni non così autoritaria e scintillante nel cammino (tranne i primi due turni facili), con avversari agevoli fino alle semifinali e col picco di una semifinale di ritorno col Bordeaux che è stata un dramma sportivo sfiorato. Questo lo dico, paradossalmente, nonostante l'essere arrivati in fondo e l'averla vinta quella Coppa purtroppo infesteggiabile. I nuovi però, nonostante alcuni di essi abbiano sul campo reso più di quanto avevano fatto i predecessori nell'anno precedente, si era visto che alcuni di quelli erano logori, va ammesso che in valore assoluto non erano però dello stesso livello (forse solo Laudrup si avvicinava a Boniek, anche se più acerbo ovviamente), mentre altri pilastri, reduci del precedente ciclo, stavano percorrendo anche loro il viale del tramonto ed erano in debito di ossigeno nella seconda parte di stagione, anche se lì per lì non ce ne rendevamo conto (Scirea e in parte lo stesso Platini, frenato di nuovo dalla pubalgia, ma anche Cabrini e Bonini erano in parabola discendente come si è visto a posteriori). Insomma quella finale di coppa InterContinentale e quello scudetto furono una sorta di canto del cigno. Ed infatti i nodi vennero al pettine l'anno successivo col definitivo tramonto della squadra, nonostante un buonissimo secondo posto raccolto nel finale (ma senza mai impensierire il Napoli) e un'altra coppa dei campioni, l'ennesima, amara e piena di recriminazioni (il gol di Manfredonia annullato a Madrid e i rigori spietati).
  6. Michel Platini 10

    Confronto tra la due Juventus Campioni del Mondo: chi vincerebbe?

    Hai fatto considerazioni molto condivisibili. Probabilmente per la presenza di due monumenti, Zoff e Bettega che, anche se in realtà erano sul viale del tramonto, rendono quella formazione sulla carta leggendaria, anche se sul campo ha raccolto solo una Coppa Italia (la finale con l'Amburgo è la sconfitta più bruciante della storia bianconera insieme a quella col Borussia). Come rendimento penso anche io sia stata migliore quella dell'anno successivo con la doppietta campionato/coppa delle coppe (peccato che non fosse la coppa dei campioni ma vabbè). E anche il miglior Platini è stato quello di quella stagione (coronata con un Europeo stellare per lui).
  7. Michel Platini 10

    Confronto tra la due Juventus Campioni del Mondo: chi vincerebbe?

    È anche per quello che fu sottovalutato ma i giocatori li aveva forti e pure l'allenatore. E avevano vinto lo scudetto l'anno prima con Capello. Non a caso quel Real, aggiungendo via via sempre più campioni, aprì poi un ciclo (da invidia) di 3 Champions tra il 1998 e il 2002. Cosa che purtroppo non siamo riusciti a fare noi tra il 1997 e il 2003 pur avendone le possibilità: almeno 3 Champions invece di una erano doverose.
  8. Michel Platini 10

    Confronto tra la due Juventus Campioni del Mondo: chi vincerebbe?

    Si, bellissima partita quella col Manchester con bel gol di Boksic su lancio al bacio di Zidane. Fu un vero delitto smantellare quella squadra e per di più peggiorandola: Pecchia per Jugovic, Inzaghi per un Vieri che stava diventando devastante e Fonseca per Boksic. L'anno dopo era squadra più concreta e cinica, grazie anche ad un Del Piero al suo massimo, segnava e vinceva di più ma era meno dominante e spettacolare (tranne qualche partita) e molte volte soffriva. Si vide subito che aveva qualcosa di meno e per fortuna nel mercato di recupero a dicembre mettemmo una pezza con Davids, accolto con qualche dubbio ma rivelatosi acquisto azzeccato e fondamentale anche per gli anni successivi, che si inserì subito benissimo, risolse i problemi a centrocampo immettendo forza, dinamismo e personalità (tutto il contrario di quello accaduto al Milan) e contribuí alla rimonta in campionato e ad arrivare in fondo alla Champions, anche in questo caso purtroppo persa con grave torto arbitrale (gol in nettissimo fuorigioco) e con due gol mangiati da Inzaghi e dallo stesso Davids. Partita comunque non brillante e molto tattica: dopo la beffa dell'anno prima c'era la paura di perdere di nuovo forse, anche se quel Real era molto forte, più di quanto si è soliti ricordare, anzi sminuendolo senza motivo in riferimento a quella partita (c'erano Roberto Carlos, Panucci, Hierro, Seedorf, Redondo, Karembeu, Mjatovic, Suker, Raul...e c'era un grande allenatore come Heynckes in panchina Ah, ecco.
  9. Michel Platini 10

    Confronto tra la due Juventus Campioni del Mondo: chi vincerebbe?

    In realtà in trasferta vinse solo su due sconosciuti campi islandesi e lussemburghesi. La verità è che era una squadra in fase calante come già detto da altri e con diversi singoli molto forti, ma alcuni purtroppo sul viale del tramonto, altri buoni giocatori ma non al livello dei predecessori (seppur alcuni di questi andavano cambiati perché arrivati al capolinea) e altri ancora solo onesti gregari. Lo stesso Platini non era brillante come negli anni precedenti e dopo una prima parte alla sua altezza si spense un po' nel ritorno (forse anche per il Mondiale ?). Dopo un inizio da record che aveva fatto ricredere sul mercato fatto e sperare in una grande cavalcata in campionato e in coppa, e dopo l'intercontinentale, la squadra si spense e il girone di ritorno fu quasi un calvario, con il rammarico di un quarto di finale ben giocato ma con molte occasioni sprecate (vedi Pacione). Quella precedente con Boniek, Tardelli, Rossi e Gentile era più forte anche se nel complesso rimane il fatto che pure quella abbia raccolto molto meno di quello che poteva (anche in campionato), con partite di coppa in trasferta horror come con il Bordeaux, un harakiri sfiorato (ma vale anche per quella di Lippi con troppe finali perse).
  10. Michel Platini 10

    Confronto tra la due Juventus Campioni del Mondo: chi vincerebbe?

    La seconda che hai detto: squadra dalla mole di gioco offensivo impressionante ma molto sprecona anche per via di un attacco profondamente rinnovato, via Vialli e Ravanelli dentro Vieri e Amoruso, ancora troppo acerbi per prendere le redini dei predecessori (vennero fuori prepotentemente solo nel finale di stagione con l Ajax e col Milan), un Del Piero tormentato da diversi infortuni e spesso assente, e un Boksic che spaccava le difese ma non vedeva la porta (vedi partita col River). Il risultato fu che ci furono molti pareggi (un po' come la prima Juve di Conte che dominava ma non segnava molto) e un finale di campionato in gestione controllata (serie di pareggi calcolati, con l'atalanta non si giocò nel secondo tempo in pratica) per tenere a bada il Parma di Ancelotti in grande rimonta e preservarsi per la Champions. Da lì i pochi punti, ma a livello di forza e di gioco è stata una squadra fantastica e dominante come mai, con alcune partite giocate in modo devastante e sublime: partita con l'Inter nella quale esplose finalmente Zidane dopo un inizio altalenante, San Siro col Milan, Supercoppa col PSG, coppa InterContinentale col River e doppio confronto con l'Ajax, specialmente l'andata ad Amsterdam che probabilmente è stata la più bella partita di Champions della Juve che abbia mai visto, anche più di quella strepitosa col Real (entusiasmante ma tecnicamente meno bella). Solo una finale che è stata un micidiale mix di sfortuna (due pali e altri col sfiorati), torti arbitrali (3 rigori non dati, di cui due clamorosi, e un gol annullato a Vieri per un mani con braccio attaccato al corpo) ed errori individuali imprevisti (Peruzzi sul terzo gol che ha ammazzato la rimonta e la difesa sui primi due gol da calcio da fermo) ha impedito l'en Plein di titoli.
  11. Poi con mezze partite su stream e mezze su tele+, ricordo con grande piacere il tour dei bar (alcuni mai frequentati prima) di volta in volta per vedere la partita con amici e sconosciuti che poi diventavano amici occasionali. Bello bello. Le semifinali invece mi pare fossero in chiaro, almeno il ritorno sono sicuro. Peccato per quella finale, la 3a persa in 6 anni.
  12. Lo scudetto del 2002-2003 però fu esaltante e dominato con il suggello del 3-0 nello sconto diretto contro l'Inter e impreziosito da una cavalcata entusiasmante in Champions almeno dai quarti in poi (ma ci metto anche il decisivo e insperato successo all'ultimo tuffo contro il Deportivo grazie a Tudor nel secondo girone di Champions). Cavalcata poi vanificata come al solito con una finale sottotono (a causa anche dell'assenza di Nedved e dell'erroneo rimescolamento tattico del primo tempo) persa malamente ai rigori nonostante un super Buffon (spettacolare il rigore parato a Seedorf, oltre quello a Kaladze, ma anche la parata sul colpo di testa in tuffo di Inzaghi nel primo tempo che sembrava un gol fatto).
  13. Si ma in realtà a me Spalletti piace anche come allenatore, molto meno come filosofo supercazzolaro, però qui, anche all'interno di un discorso contorto e delirante, il parallelo, seppur più annacquato rispetto al taglio di Schira e di altri media, alla fine lo fa quando avrebbe dovuto essere comunque più accorto. Magari dire che il blocco Juve del 1982 è il modello a cui ispirarsi ma evitare a tutti i costi e in ogni caso di dire una frase rischiosa come "questi sono forti come erano forti quelli".
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