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Sylar 87

(Video) Vinicius Jr in conferenza parla di razzismo e scoppia a piangere: "Ho sempre meno voglia di giocare"

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L'attaccante del Brasile in conferenza prima dell'amichevole con la Spagna: "La mancanza di sanzioni è ciò che mi frustra di più"

 

In conferenza stampa prima dell'amichevole del suo Brasile contro la Spagna, Vinicius torna a parlare del razzismo che da mesi subisce quasi ogni volta che scende in campo e non riesce a trattenere le lacrime. "È una cosa abbastanza triste, è una cosa che succede qui in ogni partita, ogni giorno. Ogni mia denuncia mi rende molto triste. Ma come per tutti i 'neri' del mondo... È una cosa triste". È qualcosa che sta succedendo non solo in Spagna, ma nel mondo... È successo anche a mio padre, hanno scelto un bianco invece di un nero. È una cosa che noto e combatto. Lotto affinché nel prossimo futuro non succeda più a nessuno". Sul suo atteggiamento in campo. "Certo ho molto da migliorare, ho ancora 23 anni, ed è un progresso naturale... Lasci il Brasile molto giovane senza aver imparato tante cose... Mi sento sempre più triste, ho sempre meno voglia di giocare. Nessuno mi sostiene". 

"La mancanza di sanzioni è la cosa che mi frustra di più, che tutta quella gente se ne vada senza che succeda nulla senza aver fatto nulla - ha aggiunto Vinicius -. Vorrei che i bambini non dicessero quelle cose, perché è vero che da bambino non sapevo cosa fosse il razzismo".

Il suo grande desiderio. "Giocare a calcio è molto importante, ma è anche molto importante la lotta al razzismo, che le persone di colore abbiano una vita normale. Se così fosse andrei alle partite concentrato solo per giocare. L'unico mio desiderio è continuare a giocare e che tutti abbiano una vita normale".

 

Sportmediaset.it

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E noi che facciamo scoppiare un caso nazionale pur di trovare il modo di non squalificare Acerbi per razzismo...

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Dispiace vedere un ragazzo piangere per colpa della cattiveria umana. Certo, le star a ogni livello, a prescindere dal colore della loro pelle, possono dare un grande risalto a questa schifosa tematica. In ambito sportivo tuttavia rimango convinto che il nemico numero uno sia l’ignoranza. In ogni caso chi utilizza il pretesto per offendere e provocare deve essere punito e sanzionato pesantemente. 

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15 minutes ago, pablito77! said:

Dispiace vedere un ragazzo piangere per colpa della cattiveria umana. Certo, le star a ogni livello, a prescindere dal colore della loro pelle, possono dare un grande risalto a questa schifosa tematica. In ambito sportivo tuttavia rimango convinto che il nemico numero uno sia l’ignoranza. In ogni caso chi utilizza il pretesto per offendere e provocare deve essere punito e sanzionato pesantemente. 

Premessa: esiste una definizione ben precisa di razzismo e su quella mi concentro.

 

Il razzismo nel calcio, fortunatamente, è una questione di quattro buzzurri in curva che gridano "buuu" e una manciata di giocatori che in campo lo usano come pretesto per insultare l'avversario. Insulti che nella vita reale pesano quanto un "figlio di..." nei campetti che abbiamo solcato da ragazzini.

 

La realtà dei fatti dice che qualsiasi squadra e tifoso mai si sognerebbe di rimbalzare un Vinicius, un Bellingham o un Mbappé perché neri.

 

Anche i tifosi più "razzisti" festeggiano al gol dei loro calciatori di colore. Vinicius e una valanga di altri calciatori hanno sconfitto il razzismo coi fatti, dimostrando sul campo che il colore della pelle è totalmente irrilevante, e su quello mi concentrerei invece di piangere.

 

Poi fate voi.

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15 minuti fa, Kyary Pamyu Pamyu ha scritto:

Premessa: esiste una definizione ben precisa di razzismo e su quella mi concentro.

 

Il razzismo nel calcio, fortunatamente, è una questione di quattro buzzurri in curva che gridano "buuu" e una manciata di giocatori che in campo lo usano come pretesto per insultare l'avversario. Insulti che nella vita reale pesano quanto un "figlio di..." nei campetti che abbiamo solcato da ragazzini.

 

La realtà dei fatti dice che qualsiasi squadra e tifoso mai si sognerebbe di rimbalzare un Vinicius, un Bellingham o un Mbappé perché neri.

 

Anche i tifosi più "razzisti" festeggiano al gol dei loro calciatori di colore. Vinicius e una valanga di altri calciatori hanno sconfitto il razzismo coi fatti, dimostrando sul campo che il colore della pelle è totalmente irrilevante, e su quello mi concentrerei invece di piangere.

 

Poi fate voi.

Che è quello che dicevo anche io senza dilungarmi in esempi pratici. Fatto sta che a chi insulta per colore della pelle o etnie d’appartenenza, va punito per sradicare la cosa. 

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45 minutes ago, Kyary Pamyu Pamyu said:

Premessa: esiste una definizione ben precisa di razzismo e su quella mi concentro.

 

Il razzismo nel calcio, fortunatamente, è una questione di quattro buzzurri in curva che gridano "buuu" e una manciata di giocatori che in campo lo usano come pretesto per insultare l'avversario. Insulti che nella vita reale pesano quanto un "figlio di..." nei campetti che abbiamo solcato da ragazzini.

 

La realtà dei fatti dice che qualsiasi squadra e tifoso mai si sognerebbe di rimbalzare un Vinicius, un Bellingham o un Mbappé perché neri.

 

Anche i tifosi più "razzisti" festeggiano al gol dei loro calciatori di colore. Vinicius e una valanga di altri calciatori hanno sconfitto il razzismo coi fatti, dimostrando sul campo che il colore della pelle è totalmente irrilevante, e su quello mi concentrerei invece di piangere.

 

Poi fate voi.

Esattamente, e nei campetti la prima cosa che impari e' a lasciarti scivolare addosso certi insulti, a riderci sopra e ignorare chi ti insulta per il buzzurro che e', che piu te la prendi e piu ne ricevi.

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Leggo commenti che sottovalutano le offese per razzismo.

Non sono d'accordo con voi.

Una cosa è dire figlio di p ad uno la cui madre non è una p ed un'altra è dirlo ad un ragazzino la cui madre realmente fa la p.

Una cosa poi è dirlo tra ragazzini spesso inconsapevoli di quello che dicono, ed un altra tra adulti vaccinati.

Prima di dire che è un'offesa come un'altra, credo che bisogna passarci prima di sottovalutare la questione.

Vinicius probabilmente è stanco di ricevere queste offese da quando è nato, nonostante abbia solo 23 anni.

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Quello che dice Morgan Freeman è l'approccio "giusto": stop talking about it. Se uno mi prende di mira per ferirmi ed io mi mostro ferito, quello ha raggiunto il suo intento. Facile a dirsi, capisco che uno sia stufo di essere bersaglio degli ignoranti, però adesso Vinicius si attirerà addosso ancora più insulti. Mi ricordo Dani Alves quando gli tirarono una banana lui se la mangiò e tirò dritto per la sua strada.

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1 hour ago, Totik said:

Leggo commenti che sottovalutano le offese per razzismo.

Non sono d'accordo con voi.

Una cosa è dire figlio di p ad uno la cui madre non è una p ed un'altra è dirlo ad un ragazzino la cui madre realmente fa la p.

Una cosa poi è dirlo tra ragazzini spesso inconsapevoli di quello che dicono, ed un altra tra adulti vaccinati.

Prima di dire che è un'offesa come un'altra, credo che bisogna passarci prima di sottovalutare la questione.

Vincius probabilmente è stanco di ricevere queste offese da quando è nato, nonostante abbia solo 23 anni.

A meno che tu non sia mai stato preso di mira da qualcuno, saprai che la soluzione non è piangere. Mai visto Muhammad Ali, Tyson, Jordan, Serena Williams, Kobe Bryant, Pelè piangere perché qualcuno lo ha insultato per il colore della pelle. E parliamo di gente che ha vissuto periodi più complessi di quelli attuali, a meno che si voglia pensare che oggi il mondo sia più razzista di 10, 30, 50 anni fa. Gli sportivi a questo livello hanno un superpotere che altri non hanno: scendere in campo e zittire l'ignoranza coi fatti.

 

Chi ha causato le lacrime di Vinicius starà godendo come un maiale, al contrario del fesso che lanciò la banana al sopracitato Dani Alves.

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8 minuti fa, Kyary Pamyu Pamyu ha scritto:

A meno che tu non sia mai stato preso di mira da qualcuno, saprai che la soluzione non è piangere. Mai visto Muhammad Ali, Tyson, Jordan, Serena Williams, Kobe Bryant, Pelè piangere perché qualcuno lo ha insultato per il colore della pelle. E parliamo di gente che ha vissuto periodi più complessi di quelli attuali, a meno che si voglia pensare che oggi il mondo sia più razzista di 10, 30, 50 anni fa. Gli sportivi a questo livello hanno un superpotere che altri non hanno: scendere in campo e zittire l'ignoranza coi fatti.

 

Chi ha causato le lacrime di Vinicius starà godendo come un maiale, al contrario del fesso che lanciò la banana al sopracitato Dani Alves.

Non tutti sono uguali. C'è chi reagisce come Alves e chi come Vinicius. Non è che uno è buono e l'altro no.

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2 minutes ago, Totik said:

Non tutti sono uguali. C'è chi reagisce come Alves e chi come Vinicius. Non è che uno è buono e l'altro no.

Non è una questione di bravo o cattivo, ma di efficacia nella reazione. A 23 anni sei grande abbastanza da reggere una situazione del genere.

La prova sta nel fatto che prima di Vinicius abbiamo avuto qualche migliaio di atleti neri al suo livello che hanno subito ben peggio ed hanno sconfitto il razzismo a suon di gol, canestri, titoli. Gente che gode del rispetto di tutti: mai sentito una singola persona sottovalutare Pelè, Tyson, Bryant, Jordan perché neri. A mio modestissimo parere il vecchio approccio funzionava, mentre l'attuale vittimismo, i pianti, le depressioni, l'inginocchiarsi no. Magari sbaglio.

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9 minuti fa, Totik ha scritto:

Non tutti sono uguali. C'è chi reagisce come Alves e chi come Vinicius. Non è che uno è buono e l'altro no.

C'è chi di fronte ad una ingiusta difficoltà si lascia andare e chi invece si fa forza e cerca di superarla in qualche maniera. Chi si lascia andare è comprensibile, ma l'unica via sensata da applicare è provare a superarla in qualche maniera. Quindi Vinicius non è un fesso perché ne soffre, è assolutamente comprensibile ed è molto spiacevole che una persona debba subire angherie gratuite ed immotivate durante la sua esistenza. Detto questo, l'approccio di Dani Alves è oggettivamente più sensato.

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La mia riflessione è solo una:

se nel momento in cui hai l'impulso di insultare qualcuno la PRIMA cosa che ti viene in mente è "neg*" o simili, quello che pensi è palese.
Perché ti posso chiamare in 1000 modi diversi, la lingua italiana per fortuna ci offre tanti spunti nella categoria degli epiteti offensivi. MA ripeto, se la prima cosa che ti viene in mente è un insulto razziale è palese che dentro di te covi qualcosa di simile.

Infatti mezza Italia è razzista, ed un altra bella fetta finge di non esserlo

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2 ore fa, Kyary Pamyu Pamyu ha scritto:

Non è una questione di bravo o cattivo, ma di efficacia nella reazione. A 23 anni sei grande abbastanza da reggere una situazione del genere.

La prova sta nel fatto che prima di Vinicius abbiamo avuto qualche migliaio di atleti neri al suo livello che hanno subito ben peggio ed hanno sconfitto il razzismo a suon di gol, canestri, titoli. Gente che gode del rispetto di tutti: mai sentito una singola persona sottovalutare Pelè, Tyson, Bryant, Jordan perché neri. A mio modestissimo parere il vecchio approccio funzionava, mentre l'attuale vittimismo, i pianti, le depressioni, l'inginocchiarsi no. Magari sbaglio.

Resta il fatto che portare di rispetto ai neri solo in quanto fenomeni sia lo stesso una forma di razzismo: sei Pelé e quindi non ti insulto perché sei nero, ma lo faccio a tuo fratello che non è “nessuno”. Questo sarebbe un risultato accettabile?

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40 minutes ago, Rino Gaetano said:

Resta il fatto che portare di rispetto ai neri solo in quanto fenomeni sia lo stesso una forma di razzismo: sei Pelé e quindi non ti insulto perché sei nero, ma lo faccio a tuo fratello che non è “nessuno”. Questo sarebbe un risultato accettabile?

Fammi capire, tu hai letto il mio commento ed hai interpretato quanto hai appena scritto?

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La discussione è interessante e le opposte posizioni rispettabili, tuttavia la posizione pro-lacrime parte dal presupposto che esse siano sincere.

A me dispiace mostrarmi cinico, ma nell’era dei social e di Netflix (che costruisce una narrazione in “tempo reale”) non credo più a nulla di quanto sia spettacolarizzato e reso pubblico in maniera così eclatante.

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1 minute ago, SuperEagle said:

La discussione è interessante e le opposte posizioni rispettabili, tuttavia la posizione pro-lacrime parte dal presupposto che esse siano sincere.

A me dispiace mostrarmi cinico, ma nell’era dei social e di Netflix (che costruisce una narrazione in “tempo reale”) non credo più a nulla di quanto sia spettacolarizzato e reso pubblico in maniera così eclatante.

In precedenza ne ho fatto una questione generazionale perché abbiamo preso una deriva vittimista che sta indebolendo l'intero tessuto sociale.

Ho pochi dubbi sul fatto che le lacrime di Vinicius, come quelle di Naomi Osaka, siano sincere: personalmente il mio problema è proprio quello, ovvero che un atleta con tutte le carte in regola per mostrarsi più forte di un * in curva sud si mette a piagnucolare davanti alle telecamere invece di "mostrare i muscoli".

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Il problema è che il calcio trasforma molti in bestie.

Io sono certo che la maggior parte di quelli che insultano i calciatori neri non sia razzista, ma l'ambiente da stadio giustifica l'utilizzo di termini razzisti. Prova ne è il fatto che alcune tifoserie che si sono storicamente contraddistinte per episodi di razzismo, non abbiano mai rotto le scatole ai propri giocatori di origine africana (salvo pochissime eccezioni concentrate quasi tutte in Russia). Sono cose che rientrano nella famosa "goliardia" da stadio, che io naturalmente non condivido per nulla.

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18 minuti fa, Kyary Pamyu Pamyu ha scritto:

Ho pochi dubbi sul fatto che le lacrime di Vinicius, come quelle di Naomi Osaka, siano sincere: personalmente il mio problema è proprio quello, ovvero che un atleta con tutte le carte in regola per mostrarsi più forte di un * in curva sud si mette a piagnucolare davanti alle telecamere invece di "mostrare i muscoli".

La questione è esattamente quella: Osaka piange fuori, ma piange anche in campo, ed è palese che la sua prestazione venga in qualche modo inficiata dall’ambiente esterno.

Vinicius in campo reagisce e provoca apertamente, poi davanti alle telecamere piange.

A me sembra una accurata strategia mediatica per ripulirsi la “fedina penale” prima che sia troppo tardi, ossia prima che venga etichettato come un Balotelli e che inizi a costituire un problema di ordine pubblico, per i suoi atteggiamenti, oltre che una fonte di imbarazzo per il Real.

Niente di troppo diverso da una Ferragni post-pandoro, per intenderci.

Ma non pretendo di essere seguito nei miei ragionamenti, li espongo e basta.

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26 minuti fa, curvafiladelfia ha scritto:

Vado spesso in Spagna, non mi sembra  un paese particolarmente razzista, anzi anche li sono in pieno delirio woke-lbg1x2 e menate varie.

C’era Netflix, un colosso, pronto a costruire una narrazione di Valencia città/tifoseria razzista, proprio facendo leva sulla “drama queen” Vini Jr.

Per fortuna - e con mio sommo godimento - li hanno sbattuti fuori.

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53 minutes ago, Rino Gaetano said:

Resta il fatto che portare di rispetto ai neri solo in quanto fenomeni sia lo stesso una forma di razzismo: sei Pelé e quindi non ti insulto perché sei nero, ma lo faccio a tuo fratello che non è “nessuno”. Questo sarebbe un risultato accettabile?

Per risponderti nel merito, "razzismo" ha una definizione ben precisa che, ho come la sensazione, molti ignorano: "Concezione fondata sul presupposto che esistano razze umane biologicamente e storicamente superiori ad altre razze. È alla base di una prassi politica volta, con discriminazioni e persecuzioni, a garantire la 'purezza' e il predominio della 'razza superiore'.". 

 

Il razzista non è razzista a targhe alterne: i nazisti dividevano i "signori nessuno" ebrei da quelli "valorosi". Un ebreo era inferiore per definizione, tolte note e rarissime eccezioni. Se odi Seedorf perché gioca nel Milan, ma osanni Davids perché è bianconero c'è qualcosa che non funziona nel tuo razzismo (per fortuna, aggiungerei), ed è per questo che lo paragono, nelle intenzioni, a un qualsiasi altro becero insulto gratuito. Così come se dai del "ne*ro" a un rider, ma hai il poster di Tyson in cameretta. La realtà, lo sappiamo tutti, è che il nero si prende l'epiteto razzista, il grasso si prende il "ciccione", il basso è un "nano", ecc. Ognuno ha il suo insulto: incassi in silenzio, spalle larghe, il bullo si annoia e trova un'altra vittima.

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2 minuti fa, SuperEagle ha scritto:

C’era Netflix, un colosso, pronto a costruire una narrazione di Valencia città/tifoseria razzista, proprio facendo leva sulla “drama queen” Vini Jr.

Per fortuna - e con mio sommo godimento - li hanno sbattuti fuori.

Ero proprio da quelle parti quando é successo tutto il bordello, ricordo i deliri assortiti sulla povera stella (che non provoca mai...)

Comunque sembra che Netflix, Disney e altri colossi inizino a realizzare che continuando così "go-woke-go-broke"...

Speriamo.

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