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Anubic

[Topic Unico] L'Angolo del Guru

Post in rilievo

2 minuti fa, L'amour est bleu... ha scritto:

La questione a mio avviso è un po' più articolata.

 

Alisson è un uomo spogliatoio, uno di quelli che un allenatore vuole sempre tenersi accanto ma è un po' agée e dietro ha un portiere giovane e molto forte in rampa di lancio che vuole giocare, che chiede a viva voce di poter giocare. Dall'altra c'è un vecchio leone sdentato che vuole dare le sue ultime zampate con la Juve che gli garantirebbe un contratto oneroso, di media lunghezza (si parla di triennale) assicurandogli l'assoluta titolarità senza se e senza ma.

 

I Reds volendo potrebbero chiudere il discorso chiedendo al giocatore e al suo entourage di rispettare il contratto, la questione al quel punto si chiuderebbe in modo definitivo ma la società ha sempre avuto un ottimo rapporto con il brasiliano (che si è sempre distinto per correttezza e professionalità) e non vorrebbe mai arrivare allo scontro.

 

Alisson ha un vincolo ma anche la volontà di voler andare via, il Reds godono di un vincolo ma non vorrebbero andare allo scontro col giocatore.

 

Soluzione?

 

Secondo me verrà chiesto alla Juve di fare uno sforzo economico che salvi capra e cavoli, mia opinione personalissima...:d

 

P.S. Non credete alla balla che vorrebbe l'entourage del giocatore chiedere di svincolarsi, NESSUN club al mondo rinuncia a dei soldi, NESSUNO...;)

 

penso anche io che sia tutto finalizzato a questo. Alla fine se ci pensi è un loro giocatore sotto contratto, non ci sono problemi relazionali ne contrattuali, perché dovrei regalartelo? perché il ragazzo dovrebbe creare problemi? si troverà la quadra con indennizzo da parte nostra verso i reds a meno di scenari estremi.

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15 minuti fa, SuperT ha scritto:

Tudor, allenatore che non vale 1/4 di Spalletti, aveva l’obbligo di qualificarsi in Champions nonostante fosse arrivato a marzo (ci rubarono anche un paio di partite, vedi quella a Roma), se no sarebbe stato fallimento. Spalletti è non criticabile, dopo 40 match, perché “ha dato identità” per 5 partite giocate bene.. Non lo capisco.

“Serve Osimhen per battere Verona e Sassuolo? (Cit)” 

La Juve, da quando è andato via Ronaldo, che assicurava quel minimo di gol necessari a battere tutta una fascia di squadre medio piccole, ha fatto tra i 69 e i 72 punti. Ripetiamo più o meno la stessa stagione da cinque anni. Quello che cambia è il livello delle altre squadre in zona qualificazione CL. Ma di fatto, cambiando vari allenatori, abbiamo una rosa da 70-71 punti. A volte è sufficiente per entrare in CL, altre volte no. Ma noi quelli siamo, immobili come valore effettivo della rosa dalla stagione 2021/22.

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2 minuti fa, L'amour est bleu... ha scritto:

La questione a mio avviso è un po' più articolata.

 

Alisson è un uomo spogliatoio, uno di quelli che un allenatore vuole sempre tenersi accanto ma è un po' agée e dietro ha un portiere giovane e molto forte in rampa di lancio che vuole giocare, che chiede a viva voce di poter giocare. Dall'altra c'è un vecchio leone sdentato che vuole dare le sue ultime zampate con la Juve che gli garantirebbe un contratto oneroso, di media lunghezza (si parla di triennale) assicurandogli l'assoluta titolarità senza se e senza ma.

 

I Reds volendo potrebbero chiudere il discorso chiedendo al giocatore e al suo entourage di rispettare il contratto, la questione al quel punto si chiuderebbe in modo definitivo ma la società ha sempre avuto un ottimo rapporto con il brasiliano (che si è sempre distinto per correttezza e professionalità) e non vorrebbe mai arrivare allo scontro.

 

Alisson ha un vincolo ma anche la volontà di voler andare via, il Reds godono di un vincolo ma non vorrebbero andare allo scontro col giocatore.

 

Soluzione?

 

Secondo me verrà chiesto alla Juve di fare uno sforzo economico che salvi capra e cavoli, mia opinione personalissima...:d

 

P.S. Non credete alla balla che vorrebbe l'entourage del giocatore chiedere di svincolarsi, NESSUN club al mondo rinuncia a dei soldi, NESSUNO...;)

 

tranne noi...

vedi danilo e compagnia bella

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tuttosport:

 

La Juve ha fatto recapitare una prima offerta per Allison: 5 mil come indennizzo ma se che finona poche settimane fa il Liverpool
non sembrava avere alcun dubbio circa il futuro di Alisson inizialmente destinato a una stagione  alle spalle di Mamardashvili, su cui  investimento di 30 milioni di euro ora sembrerebbe essere tornata sui suoi passi per riflettere sul da farsi. Il motivo? Slot teme
che l’uscita del brasiliano, considerando le altre cessioni già preventivate degli altri simboli del
club, tra cui Salah, Robertson e.Konaté, potrebbe comportare un.copioso “downgrade” in termini
di leadership all’interno dello spogliatoio. Da qui, l’ipotesi di girare Mamardashvili in prestito e di affidarsi ancora ad Alisson

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8 minuti fa, Honoré de Balzac ha scritto:

Siccome ogni giorno calchi molto la mano sull'allenatore attuale, vorrei solo farti notare che a mio parere bisogna saper distinguere tra gioco e risultati.

Il risultato finale è insufficiente, questo è vero, ma è altrettanto vero che un punto in più o in meno non dev'essere il metro di giudizio.

E' evidente a tutti che per la prima volta dopo anni abbiamo potuto vedere una parvenza di squadra, un'identità, un qualcosa che è frutto delle idee dell'allenatore che siede sulla ns panca. A tratti anche un gioco convincente.

Probabilmente con un portiere ed un centravanti ora saremmo tranquillamente terzi o secondi.

Quindi, per la prima volta abbiamo un allenatore che incide: diamogli i giocatori che chiede, tutti quelli che chiede, e proviamo a vedere cosa fa.

Dopodichè non ci saranno più alibi.

Ma il francese deve dargli i giocatori che chiede, e non fare il furbo.

Perché, per me, non ha inciso. Le prestazioni sono mancate spesso, non sono i 20 tiri contro il Verona in vantaggio che si chiude in difesa a farmi parlare di buona prestazione.

Calco la mano perché sto lavoro “importante” e sta identità non l’ho vista, salvo a gennaio. 
Il discorso della punta è del portiere lo trovo assurdo, son anni che si risponde “ah serve pinco pallino per batter il Verona?”. Si, evidentemente son anni che servono determinati giocatori per battere le piccole. Difatti ci sbattiamo dall’anno di Pirlo (e avevamo Ronaldo). Ciò non vuol dire che non ripartirei da Spalletti eh, ma che il rinnovo a 6 milioni è stata una follia che solo la Juve poteva fare.

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Io mi sono fatto un’idea e, analizzando la situazione in modo un po’ più distaccato, la sensazione che ho è che alla Juve ci sia stato un cortocircuito strutturale praticamente ogni anno.

Cosa intendo? Faccio un esempio concreto. Abbiamo giocatori relativamente duttili — chi più, come McKennie, chi meno, come Bremer — ma allo stesso tempo hai un allenatore che basa il proprio calcio su una difesa a 4, che sia 4-4-2, 4-3-3 o varianti simili, mentre il tuo difensore più forte rende al massimo soltanto in una linea a 3.

Bremer, per quanto fortissimo individualmente, finisce per condizionare tutta l’impostazione della squadra. Se fosse anche un difensore dominante nel palleggio, potresti pure pensare di fare quel sacrificio tattico. Ma Bremer non è uno che ti costruisce gioco o ti trova verticalizzazioni dal basso.

Paradossalmente Kelly, pur essendo inferiore a Bremer come difensore puro, coi piedi sa giocare meglio e almeno prova a impostare. Basta guardare qualsiasi analisi tattica della Juve per capire che il problema nasce proprio dalla costruzione dal basso.

E allora il primo passo dovrebbe essere risolvere il cortocircuito alla base, cioè in difesa. Solo dopo puoi pensare di costruire un centrocampo che sostenga il palleggio, dia continuità alla manovra e favorisca le verticalizzazioni.

Capisco perfettamente la frustrazione generale, però bisogna anche guardare la realtà per quella che è. Se hai Bremer che nella difesa a 4 fatica — e lui stesso lo aveva detto chiaramente già prima di arrivare alla Juve —, hai Locatelli che ha qualità diverse e non è un centrocampista dinamico o rapido nella circolazione, supportato spesso da Thuram che non ha nel palleggio la sua caratteristica principale, e sulla destra hai Kalulu costretto a interpretare un ruolo che non è davvero il suo… allora di cosa stiamo parlando?

Sembra quasi una squadra costruita mettendo insieme idee calcistiche diverse e spesso incompatibili tra loro.

Noi ogni anno prendiamo N giocatori per moduli diversi, non prendiamo il sostituto di. Questo è un grande limite, un grande errore! IMHO.

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2 minuti fa, Dark Side ha scritto:

penso anche io che sia tutto finalizzato a questo. Alla fine se ci pensi è un loro giocatore sotto contratto, non ci sono problemi relazionali ne contrattuali, perché dovrei regalartelo? perché il ragazzo dovrebbe creare problemi? si troverà la quadra con indennizzo da parte nostra verso i reds a meno di scenari estremi.

Indennizzo..........Non parliamo di un giovine 18enne senza contratto, secondo me quelli vogliono i soldi veri altro che indennizzo...:d

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3 minuti fa, Vichingo75 ha scritto:

tranne noi...

vedi danilo e compagnia bella

Noi amico mio arriviamo sempre con l'acqua alla gola, con giocatori che non possiamo più permetterci di mantenere pregandoli in ginocchio di andar via, con altri che non vogliono andarsene, con alcuni che fanno finta di non capire. Sono anni e anni e anni che rincorriamo sempre qualcosa senza capire cosa...........

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4 minuti fa, SuperT ha scritto:

Perché, per me, non ha inciso. Le prestazioni sono mancate spesso, non sono i 20 tiri contro il Verona in vantaggio che si chiude in difesa a farmi parlare di buona prestazione.

Calco la mano perché sto lavoro “importante” e sta identità non l’ho vista, salvo a gennaio. 
Il discorso della punta è del portiere lo trovo assurdo, son anni che si risponde “ah serve pinco pallino per batter il Verona?”. Si, evidentemente son anni che servono determinati giocatori per battere le piccole. Difatti ci sbattiamo dall’anno di Pirlo (e avevamo Ronaldo)

Non si può fare una similitudine con gli anni passati, parlando di aver giocatori più forti che possano battere il Verona.

Quest'anno il portiere è stato uno degli scandali più grandi della storia della Juventus.

Non ho mai visto in 50 anni un portiere così scarso tra i ns pali.

E lui ci è costato parecchi punti.

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11 ore fa, Mr. November ha scritto:

Si, ma bisogna anche chiedersi cosa bisogna fare per azzeccare un acquisto alla Juve, a questo punto e lo dico da critico nei confronti delle ultime dirigenze e degli ultimi almeno 8 mercati.

Tutte le critiche possibili e ok, ma ogni giocatore che prendiamo noi diventa una pippa, sta cosa non è un po' strana? 

Poi la Roma prende Malen, che qua dentro non avremmo preso mai, che faceva panchina in Olanda e diventa un fenomeno. L'Inter ha costruito una base con i vari Dumfriez, Chalanoglu, Mikitaryan, Acerbi, Damian, Dumfries che sulla carta erano anche peggio dei nostri e hanno performato da campioni (o quasi). 

Noi chi dobbiamo prendere per andare sul sicuro, Messi e Ronaldo al loro prime, altrimenti falliscono tutti?

Possibile che un Openda (che ribadisco per la millesima volta, non avrei mai preso e neanche mi piaceva) che ha fatto un centinaio di gol tra Bundensliga, Champions e coppe varie da noi diventi inadatto anche a giocare le amichevoli? A me sembra tutto così strano. In 30 anni di Juve non avevo mai assistito a una serie di situazioni così inspiegabili tutte insieme

"Qui dentro non avremmo mai preso" perdonami ma non ha senso perché qui dentro non abbiamo competenze.

Per fare mercato devi conoscere il giocatore ed il campionato di riferimento. A me che si sia sbagliato Openda va bene. Cioè un giocatore lo sbagliano tutti. La Roma ha trovato Malen dopo 150 errori figurati... Però stranamente con Gasperini hanno beccato Wesley e Malen su sua imbeccata... Qui ormai siamo succubi dei procuratori e nessuno ci passa più mezzo giocatore buono. C'è una cospirazione? In parte secondo me si. Siamo da affossare e tra l'altro ci affossiamo da soli.

Detto ciò parlo di Openda: è un giocatore a cui serve spazio e campo. La juve fa la partita e non avrai mai spazio e campo. La juve, oggi, non ha chi passa la palla negli spazi ergo Openda è nuovamente inadatto. Mettici che a differenza di altri ha avuto bisogno di adattarsi e la frittata è fatta.

Openda è inadatto a giocare nella Juve per quei due macrotemi. Se invece giochi in contropiede, in velocità, hai gente che vede il calcio e fa passaggi filtranti è buono. Tutto qui

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Elkann sospende la rivoluzione e chiede un compromesso: ultimatum a Comolli e Spalletti, ai quali si impone il compromesso

 

John Elkann ha deciso di non ribaltare nuovamente la Juventus. Nonostante il mancato raggiungimento della qualificazione in Champions League, la proprietà sembra intenzionata a confermare i protagonisti della scorsa stagione, ma imponendo ruoli più definiti e un chiaro avviso ai naviganti.

 

Il messaggio risulta netto: conta unicamente il bene della società. Se non si trova un rapido punto di equilibrio, tutti finiranno inevitabilmente sulla graticola. Non risulta un segreto alla Continassa che due personalità forti e spiccate come quelle dello stesso amministratore delegato Comolli e del tecnico Luciano Spalletti fatichino a trovare punti in comune. Da ora in avanti, però, dovranno obbligatoriamente collaborare sul piano professionale. Al dirigente Comolli viene espressamente richiesta una gestione più collegiale, che garantisca il coinvolgimento diretto dello stesso commissario tecnico nelle cruciali operazioni di calciomercato e nelle strategie quotidiane. A Spalletti, invece, viene consigliato di superare le ostiche questioni caratteriali. In cambio, gli viene garantita una centralità gestionale molto più profonda, ben oltre il semplice aspetto tattico sul campo. Sullo sfondo di questa intricata vicenda emerge poi prepotentemente la figura carismatica di Giorgio Chiellini, un profilo destinato in tempi molto brevi a diventare il nuovo uomo forte e di assoluto riferimento per il futuro del club bianconero. 

 

Elkann scende in campo giocando una partita decisiva che non prevede tempi supplementari: o ci si adegua o si finisce fuori. Stravolgere nuovamente tutta la governance societaria non risulta assolutamente, al momento attuale, in cima alla fitta agenda del grande presidente, perché farlo esporrebbe inutilmente tutta la società bianconera a una nuova rivoluzione radicale dal finale puramente incerto. Meglio procedere per gradi, anche perché in sette mesi di intenso lavoro Spalletti ha mostrato cose eccellenti, rigenerando curiosità attorno alla squadra. Si va avanti con una ridefinizione dei compiti che suona come un vero ultimatum: alla costruzione del bene comune deve partecipare ogni singola componente del club. Comolli vuole dimostrare che la sua scelta non risulta uno sbaglio. Spalletti intende consolidare il rapporto con Elkann attraverso i risultati. Entrambi devono accantonare le divisioni, altrimenti la rivoluzione diventerà logica conseguenza. Presto risulta previsto un vertice per ripartire subito dopo Ferragosto.

 

Gazzetta

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7 minuti fa, RivogliolaJuve87 ha scritto:

tuttosport:

 

La Juve ha fatto recapitare una prima offerta per Allison: 5 mil come indennizzo ma se che finona poche settimane fa il Liverpool
non sembrava avere alcun dubbio circa il futuro di Alisson inizialmente destinato a una stagione  alle spalle di Mamardashvili, su cui  investimento di 30 milioni di euro ora sembrerebbe essere tornata sui suoi passi per riflettere sul da farsi. Il motivo? Slot teme
che l’uscita del brasiliano, considerando le altre cessioni già preventivate degli altri simboli del
club, tra cui Salah, Robertson e.Konaté, potrebbe comportare un.copioso “downgrade” in termini
di leadership all’interno dello spogliatoio. Da qui, l’ipotesi di girare Mamardashvili in prestito e di affidarsi ancora ad Alisson

Eh si Slot giustamente quest'anno ha fatto una grandissima stagione guidata dai suoi leader

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6 minuti fa, L'amour est bleu... ha scritto:

Indennizzo..........Non parliamo di un giovine 18enne senza contratto, secondo me quelli vogliono i soldi veri altro che indennizzo...:d

considerando i parametri inglesi sotto i 50 mln è un piccolo incomodo 🤣

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12 minuti fa, starveling ha scritto:

Non mi pare che i giocatori della Roma siano così ricercati onestamente, tranne Kone praticamente sono tutti invendibili 

Anche Wesley, Pisilli, Malen … 

 

ma pensiamo a noi che volevamo prendere Celik … 

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Ripartire con l allenatore o il dirigente sulla graticola sarebbe l ennesimo errore madornale.

Il rischio sarebbe che a ottobre/novembre ci ritroviamo con spalletti esonerato e con un altro anno buttato

Decidessero adesso, sia di riappacifircarsi o di dimettersi uno dei due

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7 minutes ago, Anubic said:

Prendiamolo noi in prestito il georgiano

Sarebbe una idea. Intanto Daffara si sa un annetto in Serie A da titolare per prepararsi meglio.

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2 minuti fa, Anubic ha scritto:

Elkann sospende la rivoluzione e chiede un compromesso: ultimatum a Comolli e Spalletti, ai quali si impone il compromesso

 

John Elkann ha deciso di non ribaltare nuovamente la Juventus. Nonostante il mancato raggiungimento della qualificazione in Champions League, la proprietà sembra intenzionata a confermare i protagonisti della scorsa stagione, ma imponendo ruoli più definiti e un chiaro avviso ai naviganti.

 

Il messaggio risulta netto: conta unicamente il bene della società. Se non si trova un rapido punto di equilibrio, tutti finiranno inevitabilmente sulla graticola. Non risulta un segreto alla Continassa che due personalità forti e spiccate come quelle dello stesso amministratore delegato Comolli e del tecnico Luciano Spalletti fatichino a trovare punti in comune. Da ora in avanti, però, dovranno obbligatoriamente collaborare sul piano professionale. Al dirigente Comolli viene espressamente richiesta una gestione più collegiale, che garantisca il coinvolgimento diretto dello stesso commissario tecnico nelle cruciali operazioni di calciomercato e nelle strategie quotidiane. A Spalletti, invece, viene consigliato di superare le ostiche questioni caratteriali. In cambio, gli viene garantita una centralità gestionale molto più profonda, ben oltre il semplice aspetto tattico sul campo. Sullo sfondo di questa intricata vicenda emerge poi prepotentemente la figura carismatica di Giorgio Chiellini, un profilo destinato in tempi molto brevi a diventare il nuovo uomo forte e di assoluto riferimento per il futuro del club bianconero. 

 

Elkann scende in campo giocando una partita decisiva che non prevede tempi supplementari: o ci si adegua o si finisce fuori. Stravolgere nuovamente tutta la governance societaria non risulta assolutamente, al momento attuale, in cima alla fitta agenda del grande presidente, perché farlo esporrebbe inutilmente tutta la società bianconera a una nuova rivoluzione radicale dal finale puramente incerto. Meglio procedere per gradi, anche perché in sette mesi di intenso lavoro Spalletti ha mostrato cose eccellenti, rigenerando curiosità attorno alla squadra. Si va avanti con una ridefinizione dei compiti che suona come un vero ultimatum: alla costruzione del bene comune deve partecipare ogni singola componente del club. Comolli vuole dimostrare che la sua scelta non risulta uno sbaglio. Spalletti intende consolidare il rapporto con Elkann attraverso i risultati. Entrambi devono accantonare le divisioni, altrimenti la rivoluzione diventerà logica conseguenza. Presto risulta previsto un vertice per ripartire subito dopo Ferragosto.

 

Gazzetta

cos potrà mai andare storto .ghgh 

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Just now, Surreale Magnotranquillo said:

Il COMPROMESSONE… 

In altre parole: torna di calciomercato della Juve degli ultimi 5 anni...

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34 minuti fa, Wolfman3 ha scritto:

La serie A è talmente ridicola che basta un panchinaro come malen 

1 portiere buono un regista una punta che fa gol 

Non serve Pelé per arrivare tra le prime 2/3

Si ma la Roma è arrivata terza per il suicidio sia nostro che del Milan, eh..

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1 ora fa, LibeLibeccio ha scritto:

Bisognerebbe cambiare Elkann, perché è il principale responsabile di questo caos.

Sotto la sua gestione nessuno non va d'accordo con nessuno, gente che va e che viene dopo pochi mesi di mandato e via discorrendo.

 

Con la sua incompetenza e la sua ignavia difficilmente ci tireremo fuori da questa situazione.

Mah a me pare che l' inizio del nostro declino sia iniziato più o meno allo stesso modo e allora c'era Agnelli. Con Paratici che ha voluto il posto di Marotta e che poi è stato mandato via insieme a Nedved per ripicca dopo aver mandato via l' amichetto del presidente. 

 

Questo purtroppo è il destino di tutte le imprese a condizione familiare, dove si affidano ruoli e responsabilità per simpatie più che per la professionalità e le competenze. Comolli cosa avrebbe fatto per assumere la responsabilità dell' area sportiva di una società come la Juventus? Ma una volta assunta, comanda lui e decide lui per 2/3 anni e se ne assume la responsabilità. Chi mi rappresenta Chiellini? Che ruolo avrebbe e che esperienza dirigenziale ha per scavalcare l' AD e scegliere di fatto allenatori e dirigenti che dovrebbero lavorare in sinergia con Comolli?

Ma a prescindere da quanto sono bravi o meno, ma cosa sarebbe successo se all' epoca fosse stato permesso a Bettega di prendere tali decisioni al posto di Moggi? Un disastro. E infatti...

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5 minuti fa, Anubic ha scritto:

Elkann sospende la rivoluzione e chiede un compromesso: ultimatum a Comolli e Spalletti, ai quali si impone il compromesso

 

John Elkann ha deciso di non ribaltare nuovamente la Juventus. Nonostante il mancato raggiungimento della qualificazione in Champions League, la proprietà sembra intenzionata a confermare i protagonisti della scorsa stagione, ma imponendo ruoli più definiti e un chiaro avviso ai naviganti.

 

Il messaggio risulta netto: conta unicamente il bene della società. Se non si trova un rapido punto di equilibrio, tutti finiranno inevitabilmente sulla graticola. Non risulta un segreto alla Continassa che due personalità forti e spiccate come quelle dello stesso amministratore delegato Comolli e del tecnico Luciano Spalletti fatichino a trovare punti in comune. Da ora in avanti, però, dovranno obbligatoriamente collaborare sul piano professionale. Al dirigente Comolli viene espressamente richiesta una gestione più collegiale, che garantisca il coinvolgimento diretto dello stesso commissario tecnico nelle cruciali operazioni di calciomercato e nelle strategie quotidiane. A Spalletti, invece, viene consigliato di superare le ostiche questioni caratteriali. In cambio, gli viene garantita una centralità gestionale molto più profonda, ben oltre il semplice aspetto tattico sul campo. Sullo sfondo di questa intricata vicenda emerge poi prepotentemente la figura carismatica di Giorgio Chiellini, un profilo destinato in tempi molto brevi a diventare il nuovo uomo forte e di assoluto riferimento per il futuro del club bianconero. 

 

Elkann scende in campo giocando una partita decisiva che non prevede tempi supplementari: o ci si adegua o si finisce fuori. Stravolgere nuovamente tutta la governance societaria non risulta assolutamente, al momento attuale, in cima alla fitta agenda del grande presidente, perché farlo esporrebbe inutilmente tutta la società bianconera a una nuova rivoluzione radicale dal finale puramente incerto. Meglio procedere per gradi, anche perché in sette mesi di intenso lavoro Spalletti ha mostrato cose eccellenti, rigenerando curiosità attorno alla squadra. Si va avanti con una ridefinizione dei compiti che suona come un vero ultimatum: alla costruzione del bene comune deve partecipare ogni singola componente del club. Comolli vuole dimostrare che la sua scelta non risulta uno sbaglio. Spalletti intende consolidare il rapporto con Elkann attraverso i risultati. Entrambi devono accantonare le divisioni, altrimenti la rivoluzione diventerà logica conseguenza. Presto risulta previsto un vertice per ripartire subito dopo Ferragosto.

 

Gazzetta

Tregua tipo Hormuz.

Roba da ridere.

Alla prima sconfitta cocente salta il banco

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