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Anubic

[Topic Unico] L'Angolo del Guru

Post in rilievo

Adesso, TheRedDevil ha scritto:

Intanto Lazio e Atalanta hanno trovato il proprio allenatore... e Motta ancora sul groppone!!!

Motta si pappa i soldi fino al 2027

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9 minuti fa, Anubic ha scritto:

Elkann sospende la rivoluzione e chiede un compromesso: ultimatum a Comolli e Spalletti, ai quali si impone il compromesso

 

John Elkann ha deciso di non ribaltare nuovamente la Juventus. Nonostante il mancato raggiungimento della qualificazione in Champions League, la proprietà sembra intenzionata a confermare i protagonisti della scorsa stagione, ma imponendo ruoli più definiti e un chiaro avviso ai naviganti.

 

Il messaggio risulta netto: conta unicamente il bene della società. Se non si trova un rapido punto di equilibrio, tutti finiranno inevitabilmente sulla graticola. Non risulta un segreto alla Continassa che due personalità forti e spiccate come quelle dello stesso amministratore delegato Comolli e del tecnico Luciano Spalletti fatichino a trovare punti in comune. Da ora in avanti, però, dovranno obbligatoriamente collaborare sul piano professionale. Al dirigente Comolli viene espressamente richiesta una gestione più collegiale, che garantisca il coinvolgimento diretto dello stesso commissario tecnico nelle cruciali operazioni di calciomercato e nelle strategie quotidiane. A Spalletti, invece, viene consigliato di superare le ostiche questioni caratteriali. In cambio, gli viene garantita una centralità gestionale molto più profonda, ben oltre il semplice aspetto tattico sul campo. Sullo sfondo di questa intricata vicenda emerge poi prepotentemente la figura carismatica di Giorgio Chiellini, un profilo destinato in tempi molto brevi a diventare il nuovo uomo forte e di assoluto riferimento per il futuro del club bianconero. 

 

Elkann scende in campo giocando una partita decisiva che non prevede tempi supplementari: o ci si adegua o si finisce fuori. Stravolgere nuovamente tutta la governance societaria non risulta assolutamente, al momento attuale, in cima alla fitta agenda del grande presidente, perché farlo esporrebbe inutilmente tutta la società bianconera a una nuova rivoluzione radicale dal finale puramente incerto. Meglio procedere per gradi, anche perché in sette mesi di intenso lavoro Spalletti ha mostrato cose eccellenti, rigenerando curiosità attorno alla squadra. Si va avanti con una ridefinizione dei compiti che suona come un vero ultimatum: alla costruzione del bene comune deve partecipare ogni singola componente del club. Comolli vuole dimostrare che la sua scelta non risulta uno sbaglio. Spalletti intende consolidare il rapporto con Elkann attraverso i risultati. Entrambi devono accantonare le divisioni, altrimenti la rivoluzione diventerà logica conseguenza. Presto risulta previsto un vertice per ripartire subito dopo Ferragosto.

 

Gazzetta

mi viene da piangere...spero che uno dei due sia così furbo da non scendere a compromessi che non possono durare e che porterebbero al fallimento certo. Soprattutto per uno Spalletti, un altro fallimento ora sarebbe la pietra tombale sulla sua carriera con pessimo ricordo finale.

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Adesso, The Barnacle ha scritto:

Se resta fermo un altro anno rischia di trovarsi fuori dal giro

Di fatto è già fuori dal giro in Serie A.

Può solo andare all'estero ma nessuno se lo fila.

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9 hours ago, mrBurns said:

Almeno 3 giocatori di esperienza e palmares vanno inseriti poi sul resto si può discutere 

I miei nomi li sapete giĂ  Alisson o de Gea, Rudiger, Salah e Brandt. Almeno 3

 

Silva era un'occasione irripetibile ma non l'abbiamo convinto

Fantacalcio

Rudiger alla Juve non è Rudiger al Real...il livello di immunità è molto diverso.

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10 minuti fa, Anubic ha scritto:

Elkann sospende la rivoluzione e chiede un compromesso: ultimatum a Comolli e Spalletti, ai quali si impone il compromesso

 

John Elkann ha deciso di non ribaltare nuovamente la Juventus. Nonostante il mancato raggiungimento della qualificazione in Champions League, la proprietà sembra intenzionata a confermare i protagonisti della scorsa stagione, ma imponendo ruoli più definiti e un chiaro avviso ai naviganti.

 

Il messaggio risulta netto: conta unicamente il bene della società. Se non si trova un rapido punto di equilibrio, tutti finiranno inevitabilmente sulla graticola. Non risulta un segreto alla Continassa che due personalità forti e spiccate come quelle dello stesso amministratore delegato Comolli e del tecnico Luciano Spalletti fatichino a trovare punti in comune. Da ora in avanti, però, dovranno obbligatoriamente collaborare sul piano professionale. Al dirigente Comolli viene espressamente richiesta una gestione più collegiale, che garantisca il coinvolgimento diretto dello stesso commissario tecnico nelle cruciali operazioni di calciomercato e nelle strategie quotidiane. A Spalletti, invece, viene consigliato di superare le ostiche questioni caratteriali. In cambio, gli viene garantita una centralità gestionale molto più profonda, ben oltre il semplice aspetto tattico sul campo. Sullo sfondo di questa intricata vicenda emerge poi prepotentemente la figura carismatica di Giorgio Chiellini, un profilo destinato in tempi molto brevi a diventare il nuovo uomo forte e di assoluto riferimento per il futuro del club bianconero. 

 

Elkann scende in campo giocando una partita decisiva che non prevede tempi supplementari: o ci si adegua o si finisce fuori. Stravolgere nuovamente tutta la governance societaria non risulta assolutamente, al momento attuale, in cima alla fitta agenda del grande presidente, perché farlo esporrebbe inutilmente tutta la società bianconera a una nuova rivoluzione radicale dal finale puramente incerto. Meglio procedere per gradi, anche perché in sette mesi di intenso lavoro Spalletti ha mostrato cose eccellenti, rigenerando curiosità attorno alla squadra. Si va avanti con una ridefinizione dei compiti che suona come un vero ultimatum: alla costruzione del bene comune deve partecipare ogni singola componente del club. Comolli vuole dimostrare che la sua scelta non risulta uno sbaglio. Spalletti intende consolidare il rapporto con Elkann attraverso i risultati. Entrambi devono accantonare le divisioni, altrimenti la rivoluzione diventerà logica conseguenza. Presto risulta previsto un vertice per ripartire subito dopo Ferragosto.

 

Gazzetta

L'unica nostra speranza è che questo articolo lo abbia scritto Giovanni Albanese 

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3 minuti fa, Honoré de Balzac ha scritto:

Tether fatti avanti, coraggio!

Veramente.

Sarebbe la cosa piĂą bella e giusta in questo marasma morattiano in cui ci siamo incancreniti.

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3 minuti fa, TheRedDevil ha scritto:

Intanto Lazio e Atalanta hanno trovato il proprio allenatore... e Motta ancora sul groppone!!!

no mi pare che con Motta c'era una clausola per rescindere a giugno 26

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Adesso, M83forever ha scritto:

Di fatto è già fuori dal giro in Serie A.

Può solo andare all'estero ma nessuno se lo fila.

In Italia IMHO come piazza importante potrebbe essere rimasta solo la Fiorentina...

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1 minuto fa, M83forever ha scritto:

Di fatto è già fuori dal giro in Serie A.

Può solo andare all'estero ma nessuno se lo fila.

Perche il fenomeno rifiuta tutto, ha avuto tipo 5-6 proposte

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2 minuti fa, TheRedDevil ha scritto:

Ma sotto quale auspici può partire una stagione dove AD e allenatore non si possono vedere, ma devono fare buon viso a cattivo gioco???

JE volpone mica da ridere .....

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Adesso, M83forever ha scritto:

Bisogna ricostruire e darsi del tempo.

La rosa ha tantissime lacune 

Alla Juventus, nessuno ha intenzione di ricostruire nulla. Finché ci sono i soldi, facciamo finta di essere ancora nel calcio che conta, intercettando i giocatori destinati all’Arabia.

 

Incrociare le dita che Allison riesca a giocare 30 partite non cambierĂ  nulla.

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3 minuti fa, Anubic ha scritto:

Elkann sospende la rivoluzione e chiede un compromesso: ultimatum a Comolli e Spalletti, ai quali si impone il compromesso

 

John Elkann ha deciso di non ribaltare nuovamente la Juventus. Nonostante il mancato raggiungimento della qualificazione in Champions League, la proprietà sembra intenzionata a confermare i protagonisti della scorsa stagione, ma imponendo ruoli più definiti e un chiaro avviso ai naviganti.

 

Il messaggio risulta netto: conta unicamente il bene della società. Se non si trova un rapido punto di equilibrio, tutti finiranno inevitabilmente sulla graticola. Non risulta un segreto alla Continassa che due personalità forti e spiccate come quelle dello stesso amministratore delegato Comolli e del tecnico Luciano Spalletti fatichino a trovare punti in comune. Da ora in avanti, però, dovranno obbligatoriamente collaborare sul piano professionale. Al dirigente Comolli viene espressamente richiesta una gestione più collegiale, che garantisca il coinvolgimento diretto dello stesso commissario tecnico nelle cruciali operazioni di calciomercato e nelle strategie quotidiane. A Spalletti, invece, viene consigliato di superare le ostiche questioni caratteriali. In cambio, gli viene garantita una centralità gestionale molto più profonda, ben oltre il semplice aspetto tattico sul campo. Sullo sfondo di questa intricata vicenda emerge poi prepotentemente la figura carismatica di Giorgio Chiellini, un profilo destinato in tempi molto brevi a diventare il nuovo uomo forte e di assoluto riferimento per il futuro del club bianconero. 

 

Elkann scende in campo giocando una partita decisiva che non prevede tempi supplementari: o ci si adegua o si finisce fuori. Stravolgere nuovamente tutta la governance societaria non risulta assolutamente, al momento attuale, in cima alla fitta agenda del grande presidente, perché farlo esporrebbe inutilmente tutta la società bianconera a una nuova rivoluzione radicale dal finale puramente incerto. Meglio procedere per gradi, anche perché in sette mesi di intenso lavoro Spalletti ha mostrato cose eccellenti, rigenerando curiosità attorno alla squadra. Si va avanti con una ridefinizione dei compiti che suona come un vero ultimatum: alla costruzione del bene comune deve partecipare ogni singola componente del club. Comolli vuole dimostrare che la sua scelta non risulta uno sbaglio. Spalletti intende consolidare il rapporto con Elkann attraverso i risultati. Entrambi devono accantonare le divisioni, altrimenti la rivoluzione diventerà logica conseguenza. Presto risulta previsto un vertice per ripartire subito dopo Ferragosto.

 

Gazzetta

Sta roba è metanarrativa degna solo della Gazzetta.

La Juve cambierĂ , si stanno guardando solo attorno e non lo stanno sparando ai 4 venti.
Quest'anno c'è un reset totale di N società, se perdi questo treno con la scelta giusta del personale, perdi almeno le prossime 3 stagioni!

Ma se ci viene detto che Modesto è un manipolatore e un metti zizzania.
Ci viene detto che Comolli non va d'accordo con Spalletti e che il mercato lo vuole fare come dice lui.
Spalletti ha un problema e lo palesa, psicologicamente è a pezzi.

Della squadra è meglio non parlarne.

Mi dite che compromesso vuoi trovare? Quanto dura, fino a Natale?

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1 minuto fa, TheRedDevil ha scritto:

In Italia IMHO come piazza importante potrebbe essere rimasta solo la Fiorentina...

sta prendendo Grosso

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12 minutes ago, Anubic said:

Elkann sospende la rivoluzione e chiede un compromesso: ultimatum a Comolli e Spalletti, ai quali si impone il compromesso

 

John Elkann ha deciso di non ribaltare nuovamente la Juventus. Nonostante il mancato raggiungimento della qualificazione in Champions League, la proprietà sembra intenzionata a confermare i protagonisti della scorsa stagione, ma imponendo ruoli più definiti e un chiaro avviso ai naviganti.

 

Il messaggio risulta netto: conta unicamente il bene della società. Se non si trova un rapido punto di equilibrio, tutti finiranno inevitabilmente sulla graticola. Non risulta un segreto alla Continassa che due personalità forti e spiccate come quelle dello stesso amministratore delegato Comolli e del tecnico Luciano Spalletti fatichino a trovare punti in comune. Da ora in avanti, però, dovranno obbligatoriamente collaborare sul piano professionale. Al dirigente Comolli viene espressamente richiesta una gestione più collegiale, che garantisca il coinvolgimento diretto dello stesso commissario tecnico nelle cruciali operazioni di calciomercato e nelle strategie quotidiane. A Spalletti, invece, viene consigliato di superare le ostiche questioni caratteriali. In cambio, gli viene garantita una centralità gestionale molto più profonda, ben oltre il semplice aspetto tattico sul campo. Sullo sfondo di questa intricata vicenda emerge poi prepotentemente la figura carismatica di Giorgio Chiellini, un profilo destinato in tempi molto brevi a diventare il nuovo uomo forte e di assoluto riferimento per il futuro del club bianconero. 

 

Elkann scende in campo giocando una partita decisiva che non prevede tempi supplementari: o ci si adegua o si finisce fuori. Stravolgere nuovamente tutta la governance societaria non risulta assolutamente, al momento attuale, in cima alla fitta agenda del grande presidente, perché farlo esporrebbe inutilmente tutta la società bianconera a una nuova rivoluzione radicale dal finale puramente incerto. Meglio procedere per gradi, anche perché in sette mesi di intenso lavoro Spalletti ha mostrato cose eccellenti, rigenerando curiosità attorno alla squadra. Si va avanti con una ridefinizione dei compiti che suona come un vero ultimatum: alla costruzione del bene comune deve partecipare ogni singola componente del club. Comolli vuole dimostrare che la sua scelta non risulta uno sbaglio. Spalletti intende consolidare il rapporto con Elkann attraverso i risultati. Entrambi devono accantonare le divisioni, altrimenti la rivoluzione diventerà logica conseguenza. Presto risulta previsto un vertice per ripartire subito dopo Ferragosto.

 

Gazzetta

chissa' perche' mi sembra tutto completamente in pieno stile juventino/conservatore. 

ci aspetta un altra annata bellissima

 

l'unico ottimismo e' che ogni volta che siamo stati pessimisti in realta' poi e' andata meglio. 

lasciate ogni speranza o voi che tifate

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