Io non sono un fan accanito della Superlega, ma è grottesco non capire, come alcuni reiteratamente dimostrano:
1 - cosa significhi “abuso di posizione dominante”;
2 - come tale abuso sia palese in seno all’UEFA, e perpetrato nelle minacciate “sanzioni/esclusioni” da parte di uefa e federazioni domestiche affiliate;
3 - come sia economicamente ed anche eticamente (etica degli affari, si intende; preciso prima che arrivi l’ingenuo moralista di turno) inaccettabile l’attuale SEPARAZIONE fra chi ha in capo il RISCHIO D’IMPRESA (i club) e chi non solo organizza, non solo detta regole, ma addirittura GESTISCE il business (la UEFA); fra l’altro, è la stessa, identica, ingiusta asimmetria che ha portato, più trent’anni fa, allo scontro fra lega e federazione inglese, e alla successiva nascita della Premier League, che non ha condotto alla fine il mitico calcio inglese, ma elargito enormi benefici a tutti, anche ai club e ai campionati minori;
4 - che l’attuale sistema è aperto SOLO a livello teorico; in pratica, vincono SEMPRE e soltanto gli stessi (chi ha vinto la Serie A negli ultimi 12 anni? La Ligue 1, la Liga, la Bundesliga, la CHAMPIONS League? Per avere veramente un sistema aperto, con reali ascensori sportivi, occorre equilibrio, e per avere equilibrio serve un modello di business che in primis promuova il prodotto, ne sfrutti appieno le potenzialità (che sono enormi) e permetta di conseguenza un meccanismo veramente solidale a cascata, che può rompere sul serio le barriere all’entrata. Con soldi veri; non prebende che puzzano di voto di scambio lontano un miglio, in puro stile politica romana che tanto conosciamo noi italiani.