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The Tasmanian Devil

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About The Tasmanian Devil

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    la juve agli juventini

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    Juventus

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  1. The Tasmanian Devil

    Il topic dell'NBA - Playoffs 2021

    Da favorita per me, ovviamente. Nel senso che se dovessi scommettere soldi, punterei su Phoenix. Mi piace come giocano. Poi Utah batterà i Clippers e vincerà pure la finale, ma così, per gusto mio vedrei i Suns a sfidare Brooklyn.
  2. Provvedimento che mi fa piacere, essendo a favore di una vera Superlega europea. Per il futuro spero in una Lega con le squadre più forti del continente che si sfidino in un campionato dei migliori.
  3. A parte tutte le considerazioni sulla Superlega, la Uefa (ma pure la Fifa) penso siano arrivate all’apice della loro corruzione. La squalifica di Blatter quando scade? Ce lo vedo bene a ritornare in sella 😄 (come se se ne fosse mai andato…)
  4. The Tasmanian Devil

    Il topic dell'NBA - Playoffs 2021

    Ma solo io penso che Phoenix giocherà (da favorita) la finale di conference non contro Utah ma contro i Clippers 😄 Dopo di che la finale contro Brooklyn, sistema o non sistema, a meno di cataclismi per loro, la vinceranno Barba e compagni, perché non sono big3… sono bigAll, troppo talento, troppi punti, troppe soluzioni.
  5. The Tasmanian Devil

    Atletica leggera - Aggiornamento record del mondo

    Sono già arrivati, e incideranno pure nella velocità, non ha senso confrontare i nuovi record ottenuti con queste calzature con quelli passati. Troppo vantaggio.
  6. Purtroppo i maggiori investitori delle fonti di energia rinnovabile sono gli sceicchi e i petrolieri. E mi sembra ovvio che sia così… Se poi ci aggiungi l’80% delle batterie delle auto elettriche son cinesi…(nonostante l’UE paventi una futura indipendenza… vedremo…) non è che il quadro che ne esce sia confortante…
  7. Mica è colpa di Allegri se un buon numero di società legate al gioco d’azzardo han sede a Malta e Cipro... (così come quelle di trading): o impediscono di giocarci o c’è poco da fare... Detto questo, mica ha ucciso qualcuno: nella peggiore delle ipotesi ha vinto quelle somme e le ha usate per far compere. Sul fatto che le abbia o si debbano dichiarare, son sincero, lo ignoro: le volte che ho vinto (somme meno importanti, sia chiaro) le ho intascate e le ho spese. Può scrivere anche su di me se vuole questo giornale, mi vorrei regalare una stalker questa estate... 😁
  8. Se cambi formato, può anche essere. Anche perché devi convincere inglesi, francesi e tedeschi tanto per iniziare. Altrimenti non se ne farà nulla. A me più club faranno il botto, più piacere ne avrò, perché ne stiamo vedendo troppe di porcherie negli ultimi 10 anni, con società con centinaia di milioni di debiti salvate solo perché son società calcistiche. Iniziassero a spendere quanto possono, tanto per iniziare. Sulla data della partenza, non so prevedere un orizzonte temporale: il campionato europeo con i miglior club era il sogno bagnato del berluska in un particolare momento storico in cui era in un momento di onnipotenza calcistica ed economica, dove aveva due squadre e comprava palloni d’oro per far le riserve ai suoi palloni d’oro. Eppure non ci riuscì. Son passati 30 anni e siamo ancora qui. Io spero che con il giusto format questo progetto vedrà la luce ma se non avrà un sostegno popolare e dei giocatori (oltre al fondamentale coinvolgimento di tutti i migliori club) è destinato a fallire.
  9. The Tasmanian Devil

    I tifosi hanno la memoria corta e zero riconoscenza

    I disastri economici fatti (anche) da Paratici negli ultimi 30 mesi son destinati alla leggenda. Del resto di conto lo fa suo pizzini al ristorante... Vedete, uno degli errori più comuni (ma giustificabile e capibile), che molti fanno è pensare che i dirigenti calcistici professionisti siano dei top manager, quando in realtà molto spesso sono dei “rubagalline” con un giro di affari spaventoso. Del resto il calcio è l’unico sport dove un ragazzetto ventenne con poche presenze può esser valutato 40 milioni di euro (il fatturato di una media impresa con un centinaio di dipendenti). Ci sono dirigenti di club importanti che faticherebbero a passare un esame di scuola media. Il mondo del calcio è un “cerchio magico” alimentato dall’enorme base, noi.
  10. The Tasmanian Devil

    Tevez, addio al Boca: "Ad oggi dico che mi ritiro"

    Lui con Vidal i giocatori più esaltanti da vedere dal vivo con la nostra maglia negli ultimi 10 anni. Le ho viste quasi tutte live le loro partite da noi, un piacere per gli occhi e il cuore di un tifoso.
  11. Si chiama storia. Quello che sei ora deriva da quello che eri in passato, con un pizzico di imprevedibilità (che è il bello/brutto della vita). Il calcio in Italia poteva svoltare con l’ingresso delle pay tv. Al posto di investire in infrastrutture e darsi delle regole semplici (la serie A era potenzialmente 10 volte la premier attuale, tutti i migliori giocavano da noi, ho sentito Boban dire che in Champions soprattutto le prime partite si allenavano per il campionato italiano, molto più difficile e competitivo). Invece i nostri eroi si son riempiti le tasche ipervalutando chiunque, buttando miliardi di lire in giocatori stranieri, finanziando mezza Europa. Così mentre gli altri crescevano noi, partendo da una posizione dominante, dormivamo (o meglio sceglievamo il profitto immediato). Sono stra favorevole ad una Lega dei migliori, ma deve essere una cosa seria, con le migliori squadre del continente è gestita da gente che parte dal tifoso. Perché altrimenti non ha senso: se Agnelli o Perez pensano di salvare il calcio senza parlare ai tifosi e senza coinvolgere i giocatori, dimostrano ancora una volta di non capirci molto. Il calcio è lo sport più popolare che esiste, la piramide la riformi dal basso, se parti con l’idea di una Lega chiusa, in Europa non fai strada. Ci puoi arrivare, ma gradualmente. E senza tedeschi, inglesi, francesi non può esistere. (il City di proprietà di quello che l’altro ieri chiedeva umilmente scusa ai suoi tifosi? Gli buttano giù lo stadio, se ci riprova negli stessi termini).
  12. Ok di quella frase “non vera” (che poi è la verità) ti sei soffermato sulla Juve, ma citavo tutte le proprietà italiane di quegli anni, anni in cui un Gaucci a Perugia spendeva come una big inglese o spagnola... Alla base di quella Juve competitiva, storicamente ci sta il potere economico degli Agnelli e in decenni più recenti le operazioni in borsa (della golden share del buon Giraudo parlano sempre in pochi...) e il ricco contratto (per i tempi) di sponsorizzazione con Gheddafi. Oltre al fatto che nonostante lo schifo che faceva il Delle Alpi ridotto ad una piccionaia (tra terzi e secondi anelli era una latrina per piccioni) i soldi al botteghino glieli portavano sempre. Io godrei a competere con gli sceicchi perché stan dimostrando di non essere affatto infallibili e per quanto “sporchi”, i soldi che immettono sul mercato potrebbero finanziare squadre avversarie molto più forti. E per quanto scialacquino soldi, non han dato i 7,5 milioni a Rabiot come gli abbiamo dato noi... (è un esempio, ma nessuno ci obbligava ad offrire quel contratto, non è vero che per competere con loro sei obbligato a fare azzardi).
  13. Non concordo. Se domani nessun tifoso seguisse più il calcio, i proprietari di club mollerebbero i loro club e si dedicherebbero ad altro. È bastato un anno senza stadio per vederli in ginocchio e se nessuno guardasse/seguisse il calcio in tv, il calcio professionistico finirebbe in poco, pochissimo tempo. Questo discorso vale per tutti gli sport professionisti che basano le loro entrate sui diritti tv, botteghino e merchandising. E club gestiti male e poi falliti, ritornano a certi livelli solo se hanno un adeguato sostegno dei propri tifosi, soprattutto numericamente, perché se falliscono club medio/piccoli, scompaiono. Poi ci possono essere proprietà più o meno facoltose e che sappiano scegliere dirigenze più o meno capaci. Ma senza il movimento popolare che ruota intorno al calcio, niente avrebbe senso. I proprietari inglesi che hanno fatto video di scuse per come avevano pensato alla Superlega son lì a dimostrarlo: potevano non farli, andare avanti per la loro strada, invece abbiamo visto miliardari americani e sceicchi chiedere scusa alle loro tifoserie. E pure fossero discorsi di facciata, intanto li hanno fatti...
  14. Ovvio, non li puoi spendere perché lo stadio è chiuso e non valgono per acquistare prodotti Juve. Ma non è per le centinaia di euro mie o per le decine di milioni degli altri abbonati, quello che manca da sempre alla Juve è la comunicazione: comunicazione nei confronti dei media e comunicazione con noi tifosi che siamo visti come polli da spennare e quasi come un fastidio (organizzazione delle ultime finali di Champions qualcosa di criminale). Si parla di Superlega ma non si è in grado di coinvolgere i propri tifosi in niente: cosa ci voleva un Agnelli che spiega perché non possono rimborsare gli abbonati ma che si adopererà per abbassare i prezzi appena sarà possibile? Non sono/siamo scemi, se fossimo coinvolti io te lo abbuono anche il voucher ma se manco ti degni di parlare, mi vien voglia di fartelo mangiare...
  15. Scusa, ma cosa vuole fare Agnelli mi è chiaro. Anzi chiarissimo. È il pulpito (il suo) o quello dei Perez che è sbagliato: a loro di creare un sistema che sta in piedi da solo, frega il giusto. Han fatto il passo più lungo della gamba e ora tentano di salvarsi la pellaccia. Ma secondo te perché nel progetto Superlega non han coinvolto nessun giocatore, nessun allenatore? Perché non han parlato coi tifosi? Salvo poi vedere per esempio le reazioni inglesi (che erano scontate) e far la figura dei dilettanti? A me poi fa sorridere che quando gli sceicchi erano i “nostri” Berlusconi, Moratti, Cragnotti, Tanzi, Cecchi Gori, Sensi e ovviamente Agnelli le squadre italiane dominavano ovunque. Beh, era normale, il capitano dell’Inghilterra giocava nel Bari, un’udinese prima ancora poteva permettersi uno Zico, una squadra media come la Fiorentina poteva permettersi un 11 titolare con campioni assoluti (un Batistuta se lo segnava mezzo mondo). Con i soldi delle tv mentre altrove si investiva in infrastrutture e si pensava a formare leghe più forti, ad attirare investitori stranieri, qua si spendevano 100 miliardi per comprare i Mendieta (o 30/40 per gli Zenoni e i Blasi ). Il mondo è cambiato, oligarchi Russi, fondi americani, gruppi economici asiatici sono entrati nel calcio e per ultimi gli sceicchi che han trovato terreno fertile in premier e a Parigi. Per me son tutte balle che non si può stare dietro agli sceicchi, soprattutto nel calcio che tra gli sport è l’unico dove, soprattutto nelle coppe ad eliminazione diretta, puoi sovvertire il pronostico. E non mi risulta che nonostante due miliardi spesi a testa, City e Psg negli ultimi 10 anni, siano diventati i dominatori del calcio mondiale. Ottime squadre, senza dubbio ma battibili. Se poi domani uno sceicco venisse con 100 milioni a comprarci un Dybala o un Chiesa, sta a noi far fruttare quei soldi per trovare di meglio. Io sono a favore della Superlega, dove i migliori giocano contro i migliori, ma senza coinvolgimento dei giocatori e dei tifosi, il progetto è già fallito prima di iniziare. Cosi senza inglesi, francesi e tedesche, non ha alcun senso. Un sistema che sta in piedi da solo è un sistema dove per esempio le porcherie che fanno con le plusvalenze non dovrebbero esistere, ma dubito vedrà mai la luce.
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