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Juvecentrico

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  1. Vi sfugge un dettaglio non da poco: Dybala ha 25 anni, 25 anni * miseria! Ha ancora il meglio della sua carriera davanti, Ronaldo 4 delle sue 5 Champions le ha vinte tra i 28 e i 33 anni, per dire
  2. Juvecentrico

    Triestina - Juventus 0-1, commenti post partita

    Aggiungerei pure Bernardeschi, scambiamo lui per Icardi, li si valutano entrambi 60 milioni sia noi che i cartonati facciamo la plusvalenza e vissero tutti felici e contenti
  3. L'unico scambio che ritengo accettabile coi cartonati, se proprio si considera Icardi indispensabile, è quello con Bernardeschi. Sessanta milioni ed entrambe le squadre incassano una bella plusvalenza. Poi resterebbe liberarsi di Mandzuckic anche in prestito con riscatto (Higuain, sfrumata la Roma, credo non abbia più mercato) e altri due tra Matuidi, Rugani, Khedira o Cuadrado.
  4. Se proprio si ritiene di non poter fare a mano di Icardi, facciano lo scambio alla pari con Bernardeschi magari a 60 milioni per incassare entrambi una bella plusvalenza mandando Mandzukic in prestito anche con diritto di riscatto al Bayern o Dortmund. Cedendo anche Rugani e Matuidi o Khedira si dovrebbe riuscire a far quadrare i conti. Higuain, sfumata la Roma, non credo abbia più alcuna opzione.
  5. L’odio di certi tifosi (tifosi?) juventini per Dybala è inspiegabile, una roba da psicoanalisi collettiva. Il nostro numero 10, il miglior marcatore del ciclo trionfale post calciopoli (a 25 anni), amatissimo dai ragazzini e simbolo della Juve nel mondo. Viviamo in tempi davvero strani, tempi dove per esistere si deve ringhiare, azzannare, odiare di un odio fine a se stesso. Che pena
  6. L’unica cosa contestabile è l’aggettivo sublime. Per il resto solo fatti oggettivi. L’ultima parte del ragionamento era riferita a Ronaldo, non a Dybala. Comunque hai ragione, se fosse juventino anche Papa Francesco, grande appassionato di calcio, direbbe #dybalanonsitocca 😊
  7. Perin, Pjaca, Rugani, Pellegrini o De Sciglio, uno tra Mandzukic e Higuain (anche entrambi si riuscisse a prendere Icardi), Matuidi, Khedira, Cuadrado e dulcis in fundo pure Bernardeschi. Sono nove, tutti sacrificabili senza indebolire la squadra. Alcuni sono difficili da piazzare, altri un loro mercato lo hanno a patto di non chiedere la luna. Scelgano sei tra questi, gli si dica chiaro e tondo che se restano saranno fuori dalla lista Champions. Si liberi a zero chi ha ingaggi pesanti come Khedira e Mandzukic, si apra a prestiti per chi ha una qualche possibilità di rilanciarsi altrove. Ma non si tocchi Dybala, che è l’unico vero patrimonio di questa società, talento sublime, 25 anni, principale realizzatore di questi otto anni trionfali, uomo immagine e numero 10, traite d’union tra i nuovi e la vecchia guardia, juventino per adozione, amatissimo dai ragazzini che vivono la loro passione bianconera con occhi puri e sinceri, infischiandosene dei bilanci e delle disquisizioni tecnico tattiche sulla compatibilità tra questo e quello che sono quasi sempre aria fritta. Nel mondo oggi Dybala è la Juventus più di quanto lo sia Ronaldo, che è un brand autonomo, un monumento del calcio e di se stesso, leggenda diventata mito, che oggi c'è ma fra due anni chissà, magari te lo ritrovi al Bayern o al PSG a cercare di conquistare nuovi record e con essi la corona del più grande di sempre.
  8. Perin, Pjaca, Rugani, Pellegrini o De Sciglio, uno tra Mandzukic e Higuain (anche entrambi si riuscisse a prendere Icardi), Matuidi, Khedira, Cuadrado e dulcis in fundo pure Bernardeschi. Sono nove, tutti sacrificabili senza indebolire la squadra. Alcuni sono difficili da piazzare, altri un loro mercato lo hanno a patto di non chiedere la luna. Scelgano sei tra questi, gli si dica chiaro e tondo che se restano saranno fuori dalla lista Champions. Si liberi a zero chi ha ingaggi pesanti come Khedira e Mandzukic, si apra a prestiti per chi ha una qualche possibilità di rilanciarsi altrove. Ma non si tocchi Dybala, che è l’unico vero patrimonio di questa società, talento sublime, 25 anni, principale realizzatore di questi otto anni trionfali, uomo immagine e numero 10, traite d’union tra i nuovi e la vecchia guardia, juventino per adozione, amatissimo dai ragazzini che vivono la loro passione bianconera con occhi puri e sinceri, infischiandosene dei bilanci e delle disquisizioni tecnico tattiche sulla compatibilità tra questo e quello che sono quasi sempre aria fritta. Nel mondo oggi Dybala è la Juventus più di quanto lo sia Ronaldo, che è un brand autonomo, un monumento del calcio e di se stesso, leggenda diventata mito, che oggi c'è ma fra due anni chissà, magari te lo ritrovi al Bayern o al PSG a cercare di conquistare nuovi record e con essi la corona del più grande di sempre.
  9. Perin, Pjaca, Rugani, Pellegrini o De Sciglio, uno tra Mandzukic e Higuain (anche entrambi si riuscisse a prendere Icardi), Matuidi, Khedira, Cuadrado e dulcis in fundo pure Bernardeschi. Sono nove, tutti sacrificabili senza indebolire la squadra. Alcuni sono difficili da piazzare, altri un loro mercato lo hanno a patto di non chiedere la luna. Scelgano sei tra questi, gli si dica chiaro e tondo che se restano saranno fuori dalla lista Champions. Si liberi a zero chi ha ingaggi pesanti come Khedira e Mandzukic, si apra a prestiti per chi ha una qualche possibilità di rilanciarsi altrove. Ma non si tocchi Dybala, che è l’unico vero patrimonio di questa società, talento sublime, 25 anni, principale realizzatore di questi otto anni trionfali, uomo immagine e numero 10, traite d’union tra i nuovi e la vecchia guardia, juventino per adozione, amatissimo dai ragazzini che vivono la loro passione bianconera con occhi puri e sinceri, infischiandosene dei bilanci e delle disquisizioni tecnico tattiche sulla compatibilità tra questo e quello che sono quasi sempre aria fritta. Nel mondo oggi Dybala è la Juventus più di quanto lo sia Ronaldo, che è un brand autonomo, un monumento del calcio e di se stesso, leggenda diventata mito, che oggi c'è ma fra due anni chissà, magari te lo ritrovi al Bayern o al PSG a cercare di conquistare nuovi record e con essi la corona del più grande di sempre.
  10. Perin, Pjaca, Rugani, Pellegrini o De Sciglio, uno tra Mandzukic e Higuain (anche entrambi si riuscisse a prendere Icardi), Matuidi, Khedira, Cuadrado e dulcis in fundo pure Bernardeschi. Sono nove, tutti sacrificabili senza indebolire la squadra. Alcuni sono difficili da piazzare, altri un loro mercato lo hanno a patto di non chiedere la luna. Scelgano sei tra questi, gli si dica chiaro e tondo che se restano saranno fuori dalla lista Champions. Si liberi a zero chi ha ingaggi pesanti come Khedira e Mandzukic, si apra a prestiti per chi ha una qualche possibilità di rilanciarsi altrove. Ma non si tocchi Dybala, che è l’unico vero patrimonio di questa società, talento sublime, 25 anni, principale realizzatore di questi otto anni trionfali, uomo immagine e numero 10, traite d’union tra i nuovi e la vecchia guardia, juventino per adozione, amatissimo dai ragazzini che vivono la loro passione bianconera con occhi puri e sinceri, infischiandosene dei bilanci e delle disquisizioni tecnico tattiche sulla compatibilità tra questo e quello che sono quasi sempre aria fritta. Nel mondo oggi Dybala è la Juventus più di quanto lo sia Ronaldo, che è un brand autonomo, un monumento del calcio e di se stesso, leggenda diventato mito, che oggi c'è ma fra due anni chissà, magari te lo ritrovi al Bayern o al PSG a cercare di conquistare nuovi record e con essi la corona del più grande di sempre.
  11. Impressionante. Ho recentemente litigato per oltr due ore con un amico su questo tema, usando gli stessi identici concetti quasi parola per parola. Applausi ditirambici
  12. Se mi permettete si può ragionare sul tema Allegri senza lasciarsi andare alle solite crociate livorose e denigratorie, che ormai si fa una guerra di religione su ogni fesseria. A me pare chiaro che il suo ciclo (dai risultati eccezionali e non ammetterlo sarebbe da stolti) si sia chiuso e che occorra cambiare, spalancare le finestre e far entrare aria nuova. Come ho già detto in altre occasioni in ogni azienda, ma più in generale nella vita, a fare la differenza è la capacità di avere visione, di innovare cogliendo i segnali di una crisi alle porte e cambiando uomini e strategie al momento opportuno, prima che sia troppo tardi. Una regola ancora più valida nel calcio, dove motivazione e spirito di gruppo sono importanti quanto le capacità professionali. La rosa è già ultra competitiva, serve svecchiare in ogni reparto ma senza improvvisare rivoluzioni. Perché la vera rivoluzione da fare è cambiare il timoniere, ringraziando con un infinito applauso chi come Max ha contribuito a cinque anni di vittorie, cioè alla nostra storia.
  13. La parola d’ordine deve essere sfoltire ma con giudizio. Tra le big europee la Juve è quella con la rosa più profonda, soprattutto in avanti. Una situazione del genere può reggere un anno, non di più. Gente come Dybala, Costa, Cuadrado, Mandzukic e Bernardeschi, a cui dopo quello che ha fatto aggiungerei anche Kean, non accetteranno un altro anno senza la certezza non dico della titolarità ma almeno di un ruolo da protagonisti. Quindi almeno due di questi sei partiranno, fosse per me direi Cuadrado e Manzo e se necessario pure Bernardeschi (ad esempio se arriva un Chiesa o uno Zaniolo). In attacco si può restare con Ronaldo Dybala Kean e, nel caso torni come sembra, Higuain. Esperienza e gioventù, ma anche tanta classe. A centrocampo con l’arrivo di Ramsey qualcuno deve uscire, direi più Matuidi che Pjanic. Il bosniaco per me è comunque sacrificabile se arrivano offerte indecenti (dai 70 in su) e a quel punto giocherei le mie fiche su Van de Beek che mi ha davvero impressionato. Adoro Bentacur che per me crescerà ancora, così come Can. Da vendere subito Alex Sandro, sperando di ricavarci ancora qualcosa. Da cedere anche Perin per un secondo affidabile e d’esperienza. In difesa basta prendere un centrale ma forte - nell’ordine De Ligt, Koulibaky e Gimenez - due nel caso arrivino offerte congrue per Rugani. Naturalmente molto se non tutto dipende dall’allenatore: Allegri, che ho sempre difeso, ha con ogni evidenza chiuso il suo ciclo. È fondamentale cambiare ora, mettere un punto e ripartire dalla certezza di una rosa ultra competitiva che affidata ad altre mani può ancora stupire e trionfare. La vera rivoluzione parte (o no) da qui, dalla guida tecnica più che da chi arriva o chi resta. Dimenticavo: addio anche a Khedira il cui ingaggio è un peso inutile per le nostre casse.
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