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Juve stile di vita

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L'ultima giornata che Juve stile di vita ha vinto risale al 24 Giugno 2016

Juve stile di vita ha ottenuto più mi piace in un giorno nei suoi contenuti!

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1.372 Eccellente

Su Juve stile di vita

  • Titolo utente
    Primavera

Informazioni

  • Squadra
    Juventus
  • Sesso
    Donna

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6.254 visite nel profilo
  1. Assolutamente, a livello di prolificità non c'è partita, ma Mandzukic segna praticamente in tutte le sfide importanti, mentre Higuain ha esattamente il problema opposto.
  2. Juve stile di vita

    Occhio allo schermo!

    Yes. Vabbè che Walken è sublime sempre... fantastici, secondo me, anche Rockwell e Harrelson. Forse chi aveva il personaggio non più debole, ma più "normale", diciamo così, è proprio Farrell. Farrel che invece aveva un personaggio molto più particolare in "In Bruges", dello stesso McDonagh, visto da pochissimo, piaciuto tanto anche quello.
  3. Juve stile di vita

    Occhio allo schermo!

    Te l'ho nominato perché l'ho visto pochissimo tempo fa, e ci sono delle chicche assolute. Tipo questa scena totalmente folle, il grottesco allo stato puro https://youtu.be/nmn9iiB-gqM "Un borghese piccolo piccolo" anch'io lo considero tra le sue migliori interpetazioni e tra i migliori film in assoluto che abbia interpretato, lo affiancherei a la grande guerra, il vedovo, una vita difficile, tutti a casa...
  4. Juve stile di vita

    Occhio allo schermo!

    Vedi, allora ho fatto bene a consigliarlo :D non ho capito bene il perché, ma questo film è praticamente ignorato. Vedilo, vedilo se ami Albertone, assolutamente. "Brutti, sporchi e cattivi" è il mio secondo, lo amo così tanto che lo metto anche sopra a quell'altro capolavoro che è "Una giornata particolare". Mentre "C'eravamo tanto amati" per me è ineguagliabile. Visto che hai detto di averli visti praticamente tutti di Sordi, hai per caso visto "piccola posta", film in bianco e nero di Steno con Franca Valeri, Peppino De Filippo e appunto Sordi, che ho trovato letteralmente geniale, anche lì con un Sordi ai massimi livelli ahahah È vero, è uno dei pezzi di Morricone che amo di più, forse insieme al tema di c'era una volta il West, a quello di mission, di nuovo cinema paradiso... Eh, è difficile, ce ne sono talmente tanti di meravigliosi.
  5. Juve stile di vita

    Occhio allo schermo!

    Anch'io l'ho adorato!
  6. Juve stile di vita

    Occhio allo schermo!

    La più bella serata della mia vita, Ettore Scola, 1972. Alberto Sordi interpreta Alfredo Rossi, un cafone arricchito in viaggio nella Svizzera francese per depositare una valigetta piena di denaro in una banca. Ad un tratto vede una misteriosa donna in moto, con il volto coperto dal casco, ne sente un'attrazione immediata e decide di inseguirla per stradine sperdute, fino a che la sua macchina non rimedia un guasto, ed egli si trova costretto, ormai persa di vista la donna, a chiedere ospitalità in un antico castello. Ad accoglierlo troverà quattro vecchi, tutti ormai in pensione, un ex giudice, un ex avvocato, un ex pubblico ministero ed anche un ex cancelliere. Questi 4 vecchietti, così, per gioco, insceneranno un processo a suo danno, perché si sa, tutti nella nostra vita abbiamo almeno un cadavere da nascondere. Ovviamente non sto qui a spoilerarvi il film, né a dirvi quale sia il delitto del quale i 4 uomini di legge, ormai in pensione, ma ancora vispi ed arzilli, accuseranno il povero Sordi. Posso dirvi che il film è tratto da un romanzo, che si intitola "La panne. Una storia ancora possibile" di Friedrich Durrenmatt, ma che a me ha ricordato molto, sotto vari aspetti, le tematiche di "Dieci piccoli indiani" della Christie. C'è il tema dei delitti che non possono essere perseguiti dalla giustizia, da quella terrena, dei tribunali e dei codici; ci sono questi 4 personaggi che assumono il ruolo di giustizieri, non si capisce bene se per gioco oppure no (nessuno spoiler, questa è un'ambiguità che vi guiderà per tutto il film), proprio come avveniva, con un personaggio, nel meraviglioso capolavoro della giallista inglese. A mio parere si tratta di una delle massime vette di quell'artista immenso che era Ettore Scola, lo metto subito dopo quel terzetto di capolavori composto da "C'eravamo tanto amati", "Brutti, sporchi e cattivi" e "Una giornata particolare". Praticamente, però, non viene ricordato mai. L'interpretazione di Sordi è superba. Si tratta di un Sordi ormai pienamente maturo, che incredibilmente riesce a non uscire dal suo personaggio, rimanendo su un tenore comico, ma inserendosi perfettamente in un film dai toni drammatici, surreali, quasi kafkiani. Ottima proprio la contraddizione tra il personaggio e l'interpretazione, divertente e divertita di Sordi, e il tenore del film. Ruolo praticamente cucito addosso a lui. Il resto del cast è praticamente tutto francese, e i 4 vecchietti sono uno meglio dell'altro, tutti attori francesi di altissimo livello. Lo consiglio a chi vuole riscoprire un vero gioiello del cinema italiano; agli amanti di Sordi (non potete perdervelo); e a chi apprezza molto i film concentrati in un unico ambiente: il film, ad eccezione di poche scene, è ambientato quasi tutto in questo castello, con una grandissima cura per le scenografie e i dettagli.
  7. Juve stile di vita

    Occhio allo schermo!

    Io sentito nominare, ma mai visto. D'altronde di Bergman ne ho visti solo 2.
  8. Juve stile di vita

    Occhio allo schermo!

    Non sapevo questo fatto del film di Bergman. Quale? Beh, forse sì, però... Sean Sean
  9. Juve stile di vita

    Occhio allo schermo!

    Hai ragione, il finale de "I 400 colpi" con lo sguardo perso di Antoine ricorda molto il finale de "Il laureato", ma a me ricorda moltissimo anche il finale di "Giù la testa". Entrambi finiscono con questi due personaggi, un bambino e un vecchio, con gli sguardi persi nel vuoto, a chiedersi che cosa riserverà loro il futuro, terrorizzati. Leone fa parlare il suo personaggio, che infatti sussurra: "e adesso, io?", mentre Truffaut non gli fa dire una parola, ma lo stato d'animo è lo stesso. Davvero comunque il finale di quel film è tra i più belli che io ricordi, forse proprio tra quelli fuori concorso. La musica è perfetta, e quella spiaggia per arrivare al mare sembra non finire mai.
  10. Juve stile di vita

    Occhio allo schermo!

    Esatto, il finale non l'ho citato ma è proprio una delle cose più ambigue del film. Anche se devo rivedere la scena, mi sembra loro passino da un sorriso vero e proprio a un'espressione appunto di smarrimento, quasi persa, per finire in un'espressione più calma, rilassata, quasi rassegnata in un certo senso. Mah, se ne potrebbe discutere davvero tanto, sul film come sul finale. Film importantissimo comunque. Forse ho amato ancora di più "Piccolo grande uomo", ma quando ho visto "Il laureato" ho avuto l'impressione di star vedendo una di quelle opere che cambiano la storia del cinema per sempre, e cogliendone bene le motivazioni. Invece la tua recensione di Paper Moon me la sono persa, vado a recuperarla. P.S. Sulla colonna sonora pure mi sembra di non aver detto nulla, ma è perfetta. Non solo "The sound of silence", ma tutte i brani di Simon & Garfunkel sono perfetti per le immagini alle quali sono abbinati. Poi la scena iniziale mi ha ricordato tantissimo, proprio appena vista, la scena iniziale di "Jackie Brown". Ma lì credo sia proprio un'omaggio palesissimo da parte di Tarantino.
  11. Juve stile di vita

    Occhio allo schermo!

    Salve a tutti ragazzi. Quando ero a mare scrissi che tempo una settimana e sarei tornata a scrivere sul topic, e invece, come al solito, mi sono presa una vacanza più sostanziosa Devo dire che non ho visto tantissimo questa estate, né avevo particolarmente voglia di scrivere, ma vi ho abbastanza leggiucchiato. Comunque, nonostante la mia non sia stata un'estate molto all'insegna delle cinefilia, ho comunque parecchie visioni in arretrato di cui parlare e quindi non mi perdo in chiacchiere. Cominciamo da qualche film a caso. Allora, 7 psicopatici. Ricorderete forse che io ero tra i meno entusiasti su questo topic riguardo a "tre manifesti". Non che non mi fosse piaciuto, ma non mi sono lanciata in lodi sperticate come molti qui dentro e fuori. Che volete, datemi pure della becera, ma a me questo film è piaciuto non 1, ma dieci volte in più dell'ultimo lavoro di McDonagh. Questo sì che è un film cazzuto, divertente, metacinematografico, pulp, enormemente stupido eppure riflessivo in alcuni momenti. Film davvero riuscitissimo a mio parere. Narra la storia di uno sceneggiatore, interpretato da Colin Farrel, in crisi creativa (uno dei tanti omaggi a (8 1/2 di Fellini), il quale si è prefissato di dover scrivere una sceneggiatura dal titolo "7 psicopatici", ma il problema è che lui non ha nessuna voglia di scrivere di gente psicopatica, di violenza e di vendetta. Vorrebbe scrivere di pace, di personaggi positivi e blablabla. Ma allora perché ha intitolato la sua sceneggiatura "7 psicopatici"? Vabbè, fatto sta che a dargli una mano sarà il suo migliore amico (Sam Rockwell), il quale insieme ad un suo socio più anziano (un magnifico, MAGNIFICO Christopher Walken) ha messo su un sistema di truffe incentrato su rapimenti di cani per poi riscuotere le ricompense. Le cose precipiteranno quando Rocwell e Walken rapiranno il cagnolino di un boss mafioso, interpretato, anche qui magnificamente, da Woody Harrelson. Casini a non finire, metacinema a gogò, e finirà che tutto questo materiale e questi pazzi psicopatici che scateneranno una vera e propria guerra per un cagnolino rapito, sarà ovviamente di aiuto a Farrell per scrivere la sua sceneggiatura. Film veramente delizioso, adrenalinico, divertentissimo, non stupido come potrebbe sembrare. Uno dei pochi film chiaramente di impronta tarantiniana (nella ricerca di personaggi totalmente sopra le righe, di situazioni al limite, di dialoghi no-sense, di quel tipo di violenza stilizzata) che non mi hanno irritato, ma anzi, mi hanno fatto ridere come una scema. Sceneggiatura perfetta, regia brillante, attori tutti in parte, con una nota di merito davvero all'eterno Walken, e anche a Tom Waits in una particina memorabile. Da vedere. Film che non si prende sul serio e per questo l'ho apprezzato moltissimo a differenza di "Tre, manifesti". O meglio, questo "7 psicopatici" in alcuni frangenti si prende anche sul serio, ma proprio in quelle situazioni fa ridere ancora di più. Assolutamente da vedere. Piccolo grande uomo e Il Laureato. Questi film li ho visti una vita fa, credo almeno un paio di mesetti, perché se ricordate ne avevamo parlato qui sul topic, e "piccolo grande uomo" in particolar modo lo aveva consigliato Rhyme. Aveva consigliato anche "Il laureato", ma vabbè, quello era già nella mia lista. Partiamo da Piccolo grande uomo. Questo film l'ho letteralmente adorato. E ringrazio veramente Rhyme per averlo citato e averne parlato bene, perché altrimenti non so quando lo avrei recuperato. Ora non ho la memoria freschissima, perché come ho detto l'ho visto diverso tempo fa, ma posso dire con tranquillità che questo film ha conquistato di diritto un posticino nei miei film preferiti di tutti i tempi. E' un lungo racconto, dai toni picareschi, in cui si narra la storia di Jack Grabb, allevato fin da bambino dagli indiani, dopo che tutta la sua famiglia (ad eccezione di una sorella) era stata sterminata dai Pawnees, un'altra tribù indiana, meno amichevole di quella che si prenderà cura del piccolo Jack. Da qui partiranno una serie di avventure, che vedranno Jack abbandonare la tribù che lo ha salvato e cresciuto, per avviarsi nel mondo dei bianchi, salvo ritornare ogni volta, ciclicamente, proprio alla tribù, dove ad ogni suo ritorno, il suo "nonno adottivo", Cotenna di Bisonte (Chief Dan George, bravissimo), sarà li ad aspettarlo, accogliendolo sempre con la stessa, bellissima frase, "il mio cuore vola in alto come un falco". Che dire di questo film? Che è stato un puro godimento per gli occhi e per il cuore guardarlo, in realtà mi aspettavo un film di tutt'altro tipo, molto più drammatico e serio nei toni. E invece gran parte del film è una splendida commedia come ho detto dai toni picareschi, in cui un "piccolo grande uomo" si avventura da solo in un mondo enorme, sconfinato, dove fa la conoscenza di personaggi tra i più strani che si possano trovare, e si imbatte praticamente in tutte le figure "simbolo" del west: dal venditore truffaldino, al pastore che cerca di conventirlo ma che ha una moglie erotomane (grandissima Faye Dunaway in una parte piccola ma memorabile), a Wild Bill Hicock, fino ad arrivare al generale Custer. I momenti spassosi, che sono la maggioranza (fantastiche tantissime scene, ma mi viene da citare su tutte quella di Hoffman nella tenda con le sorelle della moglie, vergognosamente censurata nella versione italiana) si alternano a momenti di alta drammaticità, che riportano alla storia vera della tragedia del popolo indiano. Il finale è uno dei più commoventi e poetici che abbia mai visto. Un Hoffman mostruoso, e proprio a Hoffman mi riallaccio per parlare de Il laureato. Anche "Il laureato" mi ha sorpreso, perché anche qui mi aspettavo un film diverso nei toni, e invece ancora una volta mi son ritrovato di fronte quella che è quasi una commedia, seppure atipica. Il personaggio di Ben, in un certo senso, è anch'esso un piccolo uomo alle prese con un affare, seppur di dimensioni ridotte, più grande di lui. Un uomo allo sbando, insicuro, fragile, insoddisfatto della sua vita, alle prese con tutti i problemi che affliggono noi ragazzi di quella età, la paura del futuro incombente, di una strada che non è stata ancora tracciata, le pressioni dei genitori, della società, del mondo. In questo senso possiamo definire Jack Grabb, secondo me, un vero anti-eroe. Un uomo privo di eroismo, la cui unica azione eroica che compie, quando nel finale, è così comica da sfociare nel ridicolo, stemperando tutto l'eroismo appunto, e la sacralità del gesto. Quando l'ho visto ho avuto l'impressione di ritrovarmi di fronte a un film molto meno di facile lettura di quello che potrebbe sembrare. Un film in cui i caratteri non sono così netti e definiti come molti ritengono. Non ci ho visto, almeno non totalmente, la vittoria dei buoni (i giovani puri) che sconfiggono finalmente i cattivi (gli adulti corrotti) e si avviano verso un futuro felice e libero. Non ci ho visto questo, perché in questo film i giovani non sono già più puri, e se gli adulti sono corrotti, la colpa non è tutta loro. Quindi sì un film generazionale, ma io non l'ho trovato un inno cieco alla nuova generazione che stava nascendo, e che veniva dipinta senza macchie, a differenza di quella precedente. Molti vedono in ciò il messaggio del film, ma secondo me il film è molto ma molto più profondo e sfaccettato. Alcuni mettono Mrs Robinson addirittura nelle liste dei cattivi migliori della storia del cinema. Mi viene da ridere, il suo personaggio non è certo peggiore di quello di Ben. Film molto ma molto interessante, e con sequenza che da sole valgono la visione. Ci sono davvero delle scene splendide in questo film, come quella magnifica della piscina, anzi LE scene della piscina (sia quella famosa in cui Ben è sul materassino e si sente "the sound of silence", sia quella dell'immersione, stupenda e simbolica), o quella in cui Ben porta Elaine al night, il finale ovviamente, ma più di tutte probabilmente la lunga scena della seduzione, ossia i primi 15 minuti del film. Roba da manuale del cinema. Inutile parlare degli attori, Hoffman, anche qui, è mostruoso. Ovviamente conoscevo Hoffman, e lo apprezzavo molto, ma dopo aver visto queste due interpretazioni è inutile dire che il mio giudizio su di lui è salito tantissimo. Perfetto per questo tipo di ruoli, ha quella bravura tale da riuscire ad apparire persino bello in alcuni frangenti, lui che certo un adone non è Non so cosa avete capito cosa intendo. Veramente splendida anche Anne Bancroft, che crea, a mio parere, e lo dico da donna, uno dei personaggi femminili più seducenti, oltre che iconici, che si siano mai visti su schermo. Curioso come lei e Dustin Hoffman avessero solo 6 anni di differenza. E infatti si vede che lei è ancora giovane (non aveva neanche 40 anni), ma nonostante questo Dustin sembra proprio un ragazzetto alle prime armi di fronte a lei. E questo è merito proprio nella straordinaria bravura degli attori nell'entrare nei rispettivi ruoli. Ah, ho letto che l'anno scorso l'autore de "Il laureato" (perché il film è tratto da un romanzo di successo) ha fatto uscire, dopo più di 50 anni, il seguito della storia, che si intitola "Bentornata, Mrs Robinson". Quasi quasi ci faccio un pensierino, perché da un lato mi sa molto di commercialata, dall'altro mi intriga. Credo che se avesse voluto farci i soldoni veri avrebbe scritto questo seguito qualche decennio fa Comunque, grazie ancora Rhyme per i consigli di questi due capolavori, e finalmente è tornata questa cavolo di stagione autunnale in cui posso rompere le palle con le mie recensioni chilometriche
  12. Juve stile di vita

    [Highlights] Parma - Juventus: 1 - 2 (2018/2019)

    El tacco de Dios
  13. Cuadrado è tutt'altro che un mostro di tecnica. Ma cavolo, ma le partite le guardate o no? O meglio, bisogna intenderci forse su cosa si definisce per tecnica. Perché se per tecnica tu intendi che è più bravo di Mandzukic a fare i giochetti col pallone, oh su quello non ci piove. Ma per me la tecnica è un'altra cosa. È semplicità, è avere la padronanza dei fondamentali. E non dover bestemmiare tutte le volte durante un contropiede perché sai che il buon Juan, otto volte su dieci, sbaglierà. un passaggio semplicissimo. È un giocatore che ci mette una vita a pensare a cosa deve fare, ma scherziamo? Non mi serve a niente che vai a 100 all'ora se poi per pensare a cosa fare (se passarla, a chi passarla, se tirare) ti fai recuperare e finisci irrimediabilmente per fare una vaccata. Costa è un giocare tecnico e UTILE, altroché. Veloce di gamba e di pensiero.
  14. Eh certo che sono stati inutili, siamo usciti, ma direi che la colpa non è stata la sua. Magari se Dybala avesse evitato di farsi espellere nella partita d'andata dopo una prestazione indecente o Higuain avesse cacciato fuori le pelotas mettendo a segno almeno un gol, avremmo avuto un po' più chances di passare. Il fatto che segni non tantissimi gol è vero, ma bisogna considerare il fatto che negli ultimi due anni le partite in cui ha giocato centravanti puro sono state pochissime. Comunque gli attaccanti che fanno 20-25 gol a campionato già li abbiamo, io sono contento di averne anche uno (quest'anno due) che quando sente la musichetta di Champions nelle grandi notte primaverili non se la fa sotto. Ti pare che dico che Cr7 è inferiore a Mandzukic? Ma mi hai preso per scema. Mandzukic che tra l'altro non è nemmeno il mio idolo, io vedo l'oggettività delle cose. Costa è un giocatore stupendo e decisivo, anche in Champions. Dybala potenzialmente è un campione ma ha ancora tantissimo ma tantissimo da dimostrare. Bernardeschi ottimo giocatore che ancora deve dimostrare tutto ma promette molto bene. Su Kean ovviamente stendo un velo pietoso e confermo, se preferiresti veder giocare Kean al posto del croato di calcio capisci pochissimo, veramente. Ti mancano proprio le basi. Cuadrado è un buon/ottimo giocatore a cui manca tantissimo e per me dei nostri attaccanti (escluso ovviamente Kean che non posso giudicare) è sicuramente quello meno di valore. Praticamente è l'opposto di Mandzukic: velocissimo e con zero cervello calcistico. Un giocatore che in una situazione di due contro uno 8 volte su 10 fa la scelta sbagliata e ti cicca il passaggio. Ovvio che Mandzukic sia superiore. Come vedi, è talmente il mio idolo che ho affermato sia superiore con sicurezza al solo Cuadrado (ripeto, Kean sei ridicolo tu a metterlo in mezzo). Se parliamo invece non di valore del giocatore, ma mi chiedi a chi mi affiderei di più in una finale di Champions, allora non ho dubbi a mettere il suo nome subito dopo quello di Ronaldo.
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