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Stile&Stiletto

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  1. Ho il voltastomaco, in primis per quegli alieni che si sono installati alla Juventus stravolgendone l'etica, i valori, l'identità. Per fortuna non avremo bisogno di attendere "3-5 anni" per "valutare il lavoro" di quel signor nessuno che ha rilasciato quella intervista oscena, in quanto salterà prima, già l'anno prossimo...e con lui tutto quell'accrocchio di mediocri che stanno in società, quegli zero assoluti (gli Ottolini, i Chiellini ed -ini vari). Elkann è una figurina trasparente, balbuziente, claudicante ed incapace che non ha nemmeno un pò di amor proprio, un insulto per i suoi avi: come può sopportare una cosa simile, quando nonni e bisnonni, autentici principi rinascimentali, si sarebbero ribellati nell'animo, in ogni fibra dell'essere, alle prospettive di essere dei perdenti, di ragionare da perdenti, o anche solo "secondi" a qualcuno? Si vergogni.
  2. Mettiamo il club sotto ai piedi di un allenatore? E se e quando dovesse essere esonerato, poi tutto il programma sportivo si dissolve con lui? E chi dovrebbe valutare il lavoro di questo "super mister", se comanda in ufficio e in panchina? Ma ci vuole tanto a trovare una figura manageriale capace (i Moggi e Marotta del caso) che poi costruisce l'organigramma, conduce il mercato, sceglie l'allenatore, si prende la responsabilità decisoria ultima e sovrintende a tutto? Da quando Spalletti è diventato una sorta di mago che merita addirittura un ampliamento dei "poteri"? A Torino stanno andando tutti fuori di testa?
  3. La Roma se davvero darà Konè all'Inter. Un prestito con diritto di riscatto.
  4. La matematica col calcio non c'entra niente. Nel calcio la "laurea" la si prende sul campo, per qualità e predisposizioni personali. Boniperti stava curando le mucche degli Agnelli quando fu improvvisamente chiamato a rimettere in sesto la Juventus, ed aveva un diploma da geometra. Moggi passò anni a farsi le ossa come osservatore, lavorando come capo stazione...Marotta ha iniziato come fattorino in una società di calcio...e gli esempi potrebbero continuare. Occorre avere attitudine, carisma, personalità, fiuto e tutto quanto non trovi nè mai troverai, o ti verrà infuso, da un pezzo di carta. Il calcio è materia viva da plasmare, dove 1+1 non fa mai 2.
  5. Ferrero sarà lì per i conti credo. Una società che si riduce a fare i "vertici" col proprietario senza l'AD è già sottosopra, è un caos, una brodaglia...e dovrebbe essere il proprietario a rimettere le cose a posto sua sponte, perchè se ti consulti con tutto il gruppo dirigente che ha fallito, vuol dire che non hai il polso della situazione nè una mezza idea di come uscirne, e per forza di cose non puoi affidarti a coloro che sono interni al sistema andato in tilt, per la legge che un sistema non si riforma da solo. La mediocrità che si è diffusa come un veleno paralizzante in ogni nervo, muscolo, organo e tessuto della Juventus mi dà il disgusto, mi repelle. Gli Agnelli, quando la Juve si era ridotta a comprimaria da troppo tempo, non ebbero bisogno di nessun "vertice" coi dipendenti: presero Moggi, Giraudo e Bettega, cancellarono la vecchia dirigenza e tanti saluti a tutti.
  6. Pure quello è vero. Se sopra a Giuntoli ci fosse stato un presidente-supervisore, e non un "presidente" commercialista senza nessun reale legame col calcio, con la Juve, con la famiglia, si sarebbe avuta una istanza ultima (capace di valutare il lavoro in svolgimento) che non risiedesse solo su Giuntoli. Oltre ad Andrea ci sarebbe Alessandro Nasi: è dell'altro ramo Agnelli...se Andrea fosse indisponibile al ritorno, tenterei con Alessandro Nasi: nascita torinese doc, lunga esperienza manageriale nella galassia Exor, 52 anni, addentro alle innovazioni manageriali per come sono oggi, porterebbe energia, una visione, un progetto e sarebbe comunque uno di "famiglia" che va a curare un bene di famiglia e quindi con tutta la voglia di mostrare che sa fare bene.
  7. Sì, non si sta valutando appieno quanto il naufragio del progetto Motta ci abbia tagliato le gambe e la pesantissima portata di quel fallimento. Sulla carta pareva finalmente la strada giusta: Giuntoli, un DS navigato, appena scudettato col Napoli, addirittura di giovanile fede juventina, pareva il migliore sulla piazza; Motta, allenatore giovane, grandi cose al Bologna, pronosticato da critica e osservatori come tecnico lanciato e destinato a grandi cose...e sul mercato la presa del pezzo più pregiato, cioè quel Koopmeiners a 60 milioni: sembrava che tutto finalmente avesse un "senso", prerequisito necessario per ogni "progetto" di crescita con sbocco finale sul pianoro della vittoria. Ebbene, tutto finito in catastrofe dopo neanche un anno. Quelle macerie sono ancora qui. Ricominciare è difficilissimo, perchè gravissimo è stato quel fallimento.
  8. Non si "rifonda" su di un quasi 70enne che ha tirato i remi in barca un secondo dopo aver vinto lo scudetto col Napoli. Spalletti mentalmente è un ex allenatore. Qua serve quello stesso coraggio e quelle intuizioni che portarono alla Juve i Trapattoni neanche quarantenni; i Lippi giovani e affamati; gli Ancelotti presi dal Parma; i Conte. Con Spalletti, nelle condizioni in cui siamo, cosa dovremmo farci? Dovrebbe essere lui a trasmettere il "sacro fuoco", a piegare il destino, a plasmare anche le mezze cartucce in uomini che vogliono vincere? Torniamo a ragionare da juventini prima di condannare al naufragio anche la prossima stagione.
  9. Elkann riacquisti un pò di amor proprio (per la famiglia dalla quale discende), un pò di rispetto di sè e per quanto ha ereditato (per la Juventus, la più tifata squadra italiana, e dunque per i milioni di italliani di ogni età che la tifano) e per il criterio con cui vanno governati i proprio affari, che, nel caso della Juventus, sono affari di tutti, visto che trattasi di passione per milioni e milioni di italiani. Deve fare soltanto una cosa, anche se già è tardi: chiamare Platini, il francese "giusto", e affidargli la presidenza operativa (e non di mera rappresentanza) della Juventus: poi penserà lui a scegliere manager e collaboratori, DG, DS e tutto l'organigramma. Platini è stato presidente della Uefa, può benissimo fare il presidente della Juve. Conosce il calcio dentro e fuori dal campo; ha ambizione (non ha mai amato essere il secondo, nemmeno dietro a Maradona); conosce la Juventus, quella vera, non questa cosa qui in cui l'hanno ridotta; ha capacità affabulatoria per gestire anche i media e tante consimili qualità. Ripartire da una società per come si deve, il resto verrà tutto da sè.
  10. Stile&Stiletto

    Juventus - Fiorentina 0-2, commenti post partita

    Come si è potuto rinnovare a stagione in corso ad un allenatore sotto contratto per 6 mesi? Come si possono fare di continuo questi errori? Avevano paura che qualcuno se lo portasse via Spalletti? ...E come si può affidare la completa, radicale rifondazione societaria e tenica, etica e calcistica, ad una anti-triade come quella dei Comolli-Chiellini-Ottolini? Ma dove ci dovremmo presentare con questa gente? Siamo la peggiore società della serie A, la più improvvisata, con un pensionato in panchina ed una marea di mediocri in campo. Il fallimento progettuale è totale.
  11. Non è vero che non si ha "niente". Ribadisco a nastro, e non mi stancherò di farlo, che uno dei 3 capi di accusa inviati a Rocchi nell'avviso di garanzia fa riferimento ad un adoperarsi di Rocchi per designare arbitri "graditi" all'Inter (club citato in quell'avviso), e mettere i "non graditi" in coppa: c'è una intercettazione su questo ed una data ed un luogo: 2 aprile '25 a San Siro. Quello che per ora manca è che il PM ha accusato Rocchi ma non ancora (accusato od individuato ufficialmente) i concorrenti nella frode...perchè Rocchi la frode non se l'è fatta da solo, qui ci arriviamo tutti, anche Ascione immagino.
  12. Speriamo. L'inchiesta non è ancora conclusa. Sarebbe un bel colpo di scena se Rocchi decidesse di aprire bocca, ma non ci conto.
  13. Al momento non esiste nessuna "posizione prescrittese" in quanto l'Inter compare sì citata in un avviso di garanzia...ma spedito a Rocchi. In quello l'Inter viene citata quale oggetto di un piano di designazioni dove Rocchi si industrierebbe ad accontentarla su arbitri graditi e non graditi...ma a nessuno dell'Inter è stato contestualmente recapitato un avviso di garanzia: per Rocchi si parla di frode sportiva "in concorso", ma i concorrenti sono ancora diciamo tecnicamente "ignoti". Se a livello penale l'inchiesta finisse oggi, nessuno dell'Inter risulterebbe coinvolto, quindi non c'è niente da archiviare. A livello sportivo vedremo come verrà affrontata la questione di Rocchi che si riferisce chiaramente all'Inter nel suo citare arbitri graditi e non graditi e, in conseguenza di questo, disegnare un piano per piazzare i primi in campionato, gli altri in coppa Italia. Se da qui in avanti verrà indagato qualche tesserato dell'Inter questo non si dovrebbe tardare a scoprirlo.
  14. Mi pare ieri qui siano state postate delle trascrizioni da un intervento (in una radio presumo) di Zazzaroni dove, circa Rocchi, ad un certo punto ha detto due cose che riassumo a braccio: - "quando Rocchi parlerà in tanti si dovranno ricredere"...lasciando intendere che lamentarsi degli arbitri, o di particolari arbitri, col designatore era/è costume di tutti e non solo dell'Inter - "può aver fatto al più qualche leggerezza" sempre riferendosi alla questione Inter, anche qui volendo intendere che se ha spostato Doveri in coppa e Colombo in campionato è stato senza malizia, una "leggerezza"... Per Zazzaroni quindi il focus principale è una lotta intestina agli arbitri, dove (secondo lui) quelli somari avrebbero fatto la guerra a Rocchi con esposti e quant'altro...mentre per la questione designazioni a lamentarsi erano tutti e l'aver "accontentato" l'Inter in un particolare momento è derubricabile a "leggerezza"... ...Facciamo attenzione però: "leggerezza" non vuol dire "innocenza"...quindi anche Zazzaroni sa che comunque l'intercettazione di San Siro resta terreno scivoloso, in specie ritengo per la giustizia sportiva. Questa storia possiamo girarla come ci pare, ma un punto resta sempre fisso in alto e nessuno può far finta di non vederlo: in una intercettazione il designatore di A mette a parte il suo interlocutore che l'Inter un certo arbitro (Doveri) "non lo vuol più vedere" e dunque tira giù uno schema (che il PM definisce a specchio) per sistemare Doveri nella semifinale di coppa e piazzare Colombo "nelle più importanti partite di campionato". Leggero o no, quello si chiama illecito sportivo...perchè Rocchi non si limita a raccogliere una "lamentela" su di un arbitro, ma è stato reso edotto anche di chi siano quelli "favoriti" (dall'Inter) e che li si vorrebbero designati "per le più importanti partite di campionato"...e questo poi di fatto accade: è un illecito, è un illecito addirittura consumato. Zazzaroni e media vari possono fare finta che quel passaggio, quella intercettazione, quello schema designatorio, quella lista di arbitri graditi e non graditi ad una squadra non esistano, epperò esistono...e non è cosa "leggera", è una frode sportiva...non esistono frodi sportive light, o "resilienti", "inclusive", fluide"...no, esistono solo frodi sportive nella loro spinosissima e plastica realtà, basta anche solo pensarle per già commettere reato...e con questo fatto si dovrà fare conto, non lo si può scansare o "alleggerire".
  15. Su questo non sono del tutto d'accordo, perchè quando tu PM, indagando su di un esposto sul mondo arbitrale, ti imbatti in una intercettazione dove il disegnatore di A comunica al suo interlocutore (Gervasoni) che un tal club un certo arbitro "non lo vuol più vedere" e dunque si industria a piazzarglielo in coppa Italia, per poter designare l'arbitro "gradito" (Colombo) in campionato, beh si è davanti ad una patente notizia di reato che obbligherebbe chiunque ad indagare nei suoi plurimi risvolti penali. Semmai io mi stupisco di come i PM non abbiano, da quel preciso momento, intercettato (anche ambientalmente) e pedinato i dirigenti dell'Inter, per ricostruire i vari eventuali rapporti con Rocchi...ma almeno nel caso delle designazioni, la notizia di reato non è mero fumus criminis, ma lo è stesso designatore a "confessarla" (ignorando di essere intercettato). Sottostare ai gradimenti/non gradimenti arbitrali di un club è frode sportiva, perchè il designatore acconsente (Doveri e Colombo furono in effetti poi designati uno in coppa e l'altro in campionato) a seguire le "indicazioni" di un dato club. Siamo oltre l'essere un ipotetico sfogatoio di eventuali "lamentele", ma ci si attiva per "accontentare" colui o coloro che ti hanno detto "questo arbitro non mi piace, quest'altro sì".
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