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Stile&Stiletto

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    la vittoria è del forte che ha fede

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    Juventus
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  1. Le coppe che vengono consegnate per le premiazioni pubbliche (quelle di fine campionato) sono copie (tra l'altro più grandi, per essere più visibili) del trofeo originale in oro che verrà dato in una cerimonia privata, organizzata dalla Lega, che di solito si tiene agli inizi di dicembre. La società poi tratterrà una riproduzione in piccolo della coppa campioni di Italia, sempre in oro.
  2. Se parte lui ed entra Vlahovic ci sto.
  3. Stile&Stiletto

    Tuttosport, i 120 anni del debutto in bianconero

    Articolo affascinante e che dà conferme importantissime dal punto di vista storico e che magari aiuterà a correggere quanto si è detto fino ad oggi sull'esordio delle maglie bianconere in luogo di quelle rosa...e già da questo si capisce l'importanza di questa ricerca, che, come ogni ricerca storica serie, ci offre anche le fonti, a sottolineare il lavoro svolto dal nostro Juventus Memories (mai nick fu più azzeccato) e dai suoi ottimi colleghi. Le origini della Juventus sono tra le più belle che possono riguardare una squadra di calcio: già nella culla le stigmate della nobiltà. A buon diritto Boniperti poteva affermare: "la Juventus non è diventata grande, ci è nata" - perchè ci troviamo di fronte intanto ad una nascita spontanea, grazie ad un gruppo di adolescenti e ragazzi; poi questa volontà di dare immediatamente dei tratti riconoscibili e di distinzione al Club, con questo cordone ombelicale che, attraverso la maglia bianconera, si crea con la patria del foot-ball: l'Inghilterra (quindi, come il Genoa, abbiamo un legame con gli inglesi, ma, a differenza del Genoa, i nostri fondatori sono italiani). Inoltre e da subito la volontà di vincere (un verbo che viene declinato spesso già nei primissimi anni, lo troviamo nei motti e negli inni), di primeggiare, di lottare, tratti distintivi che ancora oggi, quando la Juve fa la Juve, insistono nelle pieghe, entro i caratteri, nella pelle e nel cuore del Club. Nobilissima per natali e popolare per vocazione, perchè l'idea nasce da un gruppo eterogeneo di amici, di ragazzini e non di adulti o atti notarili stesi a tavolino. Era già scritto nell'atto di nascita, e non avrebbe potuto essere diversamente, che poi questa Juventus (e il nome che scelsero, forse il più bello che si possa dare ad una squadra di calcio: Gioventù) sarebbe stata destinata a diventare il più grande Club d'Italia, il più vincente, il più tifato e amato, e uno dei più grandi al mondo. Grazie Emanuele e grazie ai tuoi colleghi. Vedo che l'articolo è una "prima parte" e dunque speriamo presto che arriverà anche la seconda puntata. Ancora complimenti.
  4. Mi pare ci sia una quota di articoli da consultare anche se non si è abbonati. Se non ne hai usufruito ultimamente prova.
  5. Chi indaga lavora su quello secondo il Corriere della Sera Ora, che i valori delle plusvalenze siano stati "fraudolentemente maggiorati" lo dice l'accusa, ma poi va provato...e, se non c'è una intercettazione in cui ci si mette d'accordo per gonfiare artatamente quei valori, la prova non è facile da dimostrare, tant'è che i precedenti si sono incagliati proprio sulla aleatorietà delle valutazioni di mercato. Poi c'è la famosa carta Ronaldo: per provare che qualcosa (nella trattativa per la cessione allo United) non è stato scritto a bilancio devi prima trovare la carta...ma la carta per ora non c'è e nessuno degli interrogati ne ha confermato l'esistenza. A me pare che senza carta la procura stia senza assi: provare il falso in bilancio con le sole plusvalenze si entra in un terreno sdrucciolevole, ambiguo, dove non ci sono parametri fissi, dove dimostrare il dolo è difficile.
  6. Se tutta la ciccia che hanno è questa carta (che non si trova per ora) e una ipotesi di plusvalenze gonfiate (che devi provare), c'è poco. Se nessuno se la fa sotto e inizia a sragionare davanti agli inquirenti, la procura ha poco o niente in mano. Le intercettazioni per ora girano tutte su quella carta, non escono quelle del tipo: "il giocatore X vale 1 ma noi ci siamo messi d'accordo col club Y per scrivere 10"... Ora la procura aumenterà la pressione ma se non hanno altro in mano e nessuno trema ci sono grosse possibilità che tutto finisca in niente.
  7. E' verosimile un qualcosa che afferisca ad uno scenario come quello, con l'idea balenata in testa alla società di fare causa a Ronaldo/agenti e Gabasio che sconsiglia quella via perchè poi sarebbe uscita fuori questa carta che non avrebbe fatto gioco alla Juve per via dei controlli, i revisori, i bilanci (al netto che l'intercettazione va contestualizzata e noi qua abbiamo i taglia&cuci dei giornalisti). Mi verrebbe da dire che se una carta "non deve esistere" non ne devi parlare nemmeno al telefono...e stupisce come professionisti adulti ancora non si frenino...ma lasciamo stare. Mi auguro che la carta sia ora carta straccia. Finchè resta una frase sui giornali non ha nessun valore di prova, perchè prima bisogna trovarla e vedere cosa c'è scritto.
  8. Sì ma il non sottoscritto dal mercato verrebbe coperto o da Exor o dalle banche (se quest'ultime non si ritirano). Nel comunicato però, siccome sei quotato in Borsa, devi specificare tutti i rischi.
  9. Per quanto riguarda questa nuova perquisizione, la procura si è intestardita con questa "carta misteriosa" di Ronaldo e sta cercando di darsi gli strumenti legali per scovarla e per eventualmente poter interrogare i procuratori di Ronaldo. Vuole trovare questa carta. Sta facendo pressioni per questo.
  10. La comunicazione della Juventus è relativa ai "fattori di rischio" ed è rivolta agli azionisti, come da obblighi per le società quotate. Siccome, rispetto al prospetto precedente, a causa dell'indagine le condizioni per gli investitori sono cambiate, la società è tenuta a darne conto in maniera trasparente, così chi investe sa che c'è una indagine in corso e può decidere se aderire o meno all'aumento di capitale. La Exor aveva già dichiarato che avrebbe coperto la sua parte ed eventualmente quella non sottoscritta dal mercato.
  11. I Ceferin passano, i club no. Quando la Juventus vinceva i 5 scudetti consecutivi nel '30-'35, dando al contempo a Pozzo la gran parte dei campioni mondiali del '34, la Uefa non esisteva e Ceferin era nel nulla, di là dall'essere anche solo pensato - e sarebbe forse stato meglio che chi di dovere non l'avesse pensato, ma questo è un altro discorso. Le cose grandi e secolari non possono essere giudicate da chi ha stature o cariche minuscole e transeunti. Ceferin di smisurato ha solo l'ego.
  12. Noi il passo dei top team lo stavamo tenendo prima della pandemia: fatturato in crescita, sponsor che rinnovavano al rialzo, l'azzardo di una stella come Ronaldo, il costo del quale (100 l'anno tra stipendio e ammortamento) lo si poteva forse impiegare diversamente ma è stato un colpo di pancia e di testa che ogni tanto ci sta. Sono stati fatti errori sui mercati precedenti, ma il club era lanciato. Si stava per sfondare la soglia dei 600 milioni di fatturato, e tutto questo senza che gli azionisti versassero un euro se non attraverso Jeep. Adesso devi tornare al punto prepandemia e preRonaldo, e da lì riallacciare un discorso di crescita sia come club che come squadra. E' importantissimo dunque in questa fase non finire in mano agli squali tipo Oaktree, perchè vorrebbe dire dover pure trovare, ogni anno, 50 od 80 o 100 milioni da dare a chi ti ha prestato i soldi. Noi dei 400 milioni non dovremo restituire un centesimo e preoccuparci solo di rimettere in sesto la parte sportiva.
  13. No, di commissario. I liquidatori sono quei signori californiani che stanno nel cda della Inda a controllare che il loro prestito, a interessi da strozzinaggio, sia onorato. Arrivabene sta invece lì a controllare che i 400 milioni che stanno per essere versati per trascinare il club fuori dai dissesti (di pandemia, di gestione ultima ecc...) non vadano in fumo, visto che gli azionisti, con questo aumento di capitale, sono al secondo sgancio di denaro in tre anni per complessivi 700 milioni: ci si comprava un club di prima fascia o ci si faceva lo stadio di Pallotta. Gli azionisti non vogliono trovarsi, a tra due anni, a mettere ancora centinaia di milioni nel club o nella scomoda posizione di dover far entrare un "socio" tipo i fondi, che ti prestano i soldi, li riprendono con tutti gli interessi e se non li rifondi si incamerano il club. Questo mercato è lo scotto da pagare per aver evitato di fare come l'Inter, cioè di fatto consegnare il club ad un fondo, con tutto quello che ne consegue per il futuro. Noi una volta ristrutturati i conti torneremo in sella: abbiamo passato snodi come le guerre mondiali, le crisi petrolifere, la nascita e i tramonti di altri potentati, i ricchi più o meno scemi nel calcio italiano, la B e tanto altro: tifare è questione di fede: passerà pure questa, per noi lo dice la storia. Per altri non so.
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