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Stile&Stiletto

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    Juventus
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  1. Non è che ti confondi con Bruno Bernardi, storico giornalista de La Stampa e appunto intimo di tanti juventini negli anni '80? Quel tale Bernardini mi pare troppo giovane per aver intervistato Scirea e per essere stato amico di Platini.
  2. Stile&Stiletto

    Napoli: «Sentenza Koulibaly, si è persa una grande occasione»

    Nel '48 il Napoli (prima squadra in Italia) fu retrocesso per illecito sportivo. Fecero ogni ostruzione per non andare in B, si inventarono di tutto (questione meridionale, orgoglio partenopeo, casi di ripescaggi dalla B ecc...). Alla fine si piegarono alla retrocessione solo perchè la federazione di allora (non composta dai pagliacci di oggi) minacciò la radiazione da ogni campionato. Il far passare in carrozza norme e regole, il gettare cortine fumogene (ebrei, neri, ci hanno messo dentro di tutto) insomma non è cosa nuova...pero', siccome i tempi sono (purtroppo) cambiati, io domani mi aspetto editoriali indignati con la giustizia sportiva perchè non ha salvato il soldato Koulibaly a dispetto delle vigenti norme.
  3. Stile&Stiletto

    Napoli: «Sentenza Koulibaly, si è persa una grande occasione»

    Se la giustizia sportiva non fosse quella barzelletta che è, il Napoli andrebbe immediatamente deferito per l'attacco a Mazzoleni e per l'invito a "prescindere dai regolamenti". E' un assurdo quanto è scritto lì, di una inaudita gravità. Una federazione con un minimo sindacale di dignità non potrebbe mai ammettere nè giustificare un comunicato simile. E' una palese rivolta contro le regole che si accettano dal momento che ci si iscrive al campionato. E' un invito a fare a meno delle norme, a fregarsene dei regolamenti. La Figc, che parla tanto di educazione, che ha sotto di sè anche il calcio giovanile e scolastico, dovrebbe immediatamente deferire il Napoli per condotta antisportiva, comminando sanzione in punti. Questo in una federazione seria...non purtroppo quella che ha Pecoraro come procuratore federale.
  4. La Uefa chiese una semplice lista di squadre da ammettere alle coppe. Le bastava quello. Dei nomi su di un foglio, non una classifica con un primo che automaticamente sarebbe diventato "campione d'Italia", tant'è che la lista non contrastava col parere dei saggi di non aggiudicare lo scudetto 2006. La FIGC (nella persona del commissario Guido Rossi) poteva benissimo limitarsi a trasmettere i nomi delle squadre partecipanti alle coppe senza assegnare il titolo di campione d'Italia, ovvero lasciando lo scudetto vacante (come da suggerimento dei saggi). Quindi è un'assoluta bufala il fatto che la Uefa abbia "obbligato" Rossi a stilare una classifica: non è vero. Rossi doveva limitarsi a comunicare i nomi delle partecipanti alle coppe - stop. Lì finiva il suo lavoro. Invece s'è affrettato (e si scoprirà poi senza un atto amministrativo e ufficiale di assegnazione ma solo "via fax") a dare lo scudetto 2006 all'Inter, contro il parere dei saggi e contro ogni precedente storico cui pure è obbligo fare riferimento in casi come quello.
  5. E' dovere imperativo e morale di ogni tifoso juventino tenere saldamente viva la memoria di calciopoli, perchè va trasmessa alle future generazioni di tifosi. Non è assolutamente detto che col mutare delle condizioni, col lavoro che solo il tempo puo' fare, in futuro non si possa avere una qualche sorta di soddisfazione o una (anche parziale) verità che ci renda giustizia. "Guardare avanti" vuol dire guardare anche a calciopoli. Nessuna tifoseria al mondo lascerebbe cadere nel dimenticatoio una simile tragedia sportiva. Quella ferita deve sanguinare sempre perchè il dolore tiene viva la memoria.
  6. Il calcio italiano, condannando la Juventus alla B, sapeva di avere la coscienza sporca, visto che dal presidente federale in giù, tutti e dico tutti usavano lo stesso metodo: rapporti di potere o di favore; pressioni "amicali" sui designatori; influenze a vario titolo; creazione di lobbies mutevoli a seconda delle esigenze: in calciopoli c'erano tutti... ...ma pagò una sola, la Juve ed i suoi due massimi dirigenti: Moggi e Giraudo. La revoca del cartonato puo' dunque arrivare solo dalla fedeazione, se quella coscienza sporca pungolasse qualcuno. I termini non scadono, non vanno in prescrizione. La federazione è l'unica legittimata ad assegnare o revocare scudetti. La Lazio è al consiglio federale che s'è rivolta per farsi assegnare lo scudetto del 1915...e contestualmente toglierlo al Genoa...roba di un secolo fa ma sulla quale ancora oggi si può intervenire. Serve la volontà "politica" di farlo. Tutta Italia sa che quello scudetto non appartiene all'Inter. Tutto il calcio lo sa. La federazione lo sa. Lo sanno tutti...ma nessuno prende l'iniziativa, perchè vorrebbe dire ammettere i giganteschi errori di allora. Serve un atto di coraggio, servono uomini di coraggio...difficile, quasi impossibile trovarne, specialmente nel calcio...ma noi dobbiamo tenere viva con ogni mezzo la memoria di calciopoli proprio perchè magari non oggi, magari non domani ma non è detto che non arrivino uomini di coraggio....o che qualche evento futuro non ci possa favorire.
  7. Assolutamente no. I milanisti s'erano tutti esaltati per il "colpo" estivo Higuain-Caldara, dicendo che la Juve s'era azzerbinata cedendo la grande punta e il miglior giovane prospetto (in difesa) italiano...Ecco, adesso se li tengano pure, il Pipita, il prospetto e le loro esaltazioni oppiacee.
  8. Temo molto l'Atletico. Prima di tutto gli ottavi di finale. Poi vedremo.
  9. La Juventus non ha bisogno di nessuno "scudo", nè istituzionale e nè mediatico. La Juventus è di per se stessa la più grande istituzione calcistica di questo paese: basta questo a fare da "scudo". Poi, per quanto riguarda Marotta, l'articolista deve ripassarsi un po' di storia: Marotta tutto era meno che uno bravo mediaticamente. Troppo compassato, spesso troppo arrendevole...e figurarsi se preoccupa la multa comminata ad Allegri per aver detto una sacrosanta verità. Meglio pagare ed avere pero' la schiena dritta.
  10. Stile&Stiletto

    Luciano Moggi incontra dirigenti e giocatori della Juventus

    No scusami, se una sentenza non è supportata da prove chiare non è oggettiva: è un obbrobrio. Anche Enzo Tortora fu condannato per mafia e anche lì di oggettivo c'era nulla.
  11. Stile&Stiletto

    Luciano Moggi incontra dirigenti e giocatori della Juventus

    Non c'è una mezza intercettazione dove Moggi parla con un arbitro e gli dice di far vincere la Juventus o di penalizzare quella tal squadra avversaria. Non esiste illecito sportivo. Non c'è niente che meritasse la B. Partite alterate: zero. Soldi: nemmeno un euro. Moggi parlava coi designatori: lo facevano tutti: Galliani, Facchetti (lo hanno fatto pure santo laico), tutti i dirigenti, grandi o piccoli, chiamavano i designatori. I sorteggi non erano truccati. Gli arbitri di cui si parlava poi non andavano ad arbitrare le partite in oggetto, perchè le griglie venivano comunque sorteggiate e perchè i designatori davano ragione a tutti e quindi a nessuno. Pensavano solo a salvarsi il posto. Quella è calciopoli. Il niente. Al massimo dei comportamenti poco consoni che andavano sanzionati con una squalifica di qualche mese. Stop. Non c'è niente altro.
  12. Stile&Stiletto

    Luciano Moggi incontra dirigenti e giocatori della Juventus

    Non è oggettivo affatto, perchè una condanna (penale o sportiva che sia) non è la verità. Esistono verità processuali (a volte artefatte o confuse o pasticciate) e poi la verità vera, che sono due cose differenti, quindi da quel lato di "oggettivo" non c'è niente. Magari avessimo avuto una verità oggettiva e chiara a tutti: ci saremmo almeno messi l'anima in pace...ma se calciopoli è un buco nero è perchè di chiaro, vero ed illuminato c'è poco o niente.
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