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Semper Fideles

Focus On stagioni 2009-2010 e 2010-2011 : due settimi posti dal significato differente

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Nei due topic, da me aperti di recente, abbiamo discusso riguardo il periodo che va dal 2006 al 2009, al fine di capire in che modo si è arrivati al ciclo vincente attuale, quali sono stati gli errori, le varie sliding doors a livello dirigenziale e di mercato, le valutazioni personali sui singoli calciatori ecc…, ma anche stimolare una sorta di “tuffo nel passato”, per colmare l’assenza di calcio giocato.

Per proseguire “questo discorso” , questa volta vorrei porre l’attenzione su quello che risulta essere, indubbiamente, uno dei bienni più bui della nostra gloriosa storia: quello che va da Agosto del 2009 fino al maggio del 2011.

In questo topic vorrei aprire un dibattito sul raffronto tra queste due annate, per cogliere le eventuali differenze e\o analogie.

Partirei con qualche dato

 

 

2009-2010

2010-2011

PUNTI

55

58

VITTORIE

16

15

PAREGGI

7

13

SCONFITTE

15

10

GOAL FATTI

55

57

GOAL SUBITI

56

47

DIFFERENZA RETI

-1

+10

ETA’ MEDIA (calciatori utilizzati)

29 anni

27 anni

 

Possiamo ricavare, dalla tabella, alcune riflessioni:

 

-          Il numero di sconfitte della Juventus 09-10 è impressionante: ben 15:  una in meno di Udinese, Cagliari e Bologna, arrivate rispettivamente 14°, 15° e 16° in classifica; dall’altra parte, la Juventus 2010-2011 incassò 10 sconfitte: persero meno partite soltanto il Milan ( 4) e l’Inter (8);

-          La Juventus 2010-2011 è la 2° squadra del campionato con più pareggi( 13), a pari merito con Chievo e Parma; d’altro canto, la Juventus 2009-2010 è la squadra con meno pareggi di tutto il campionato ( 7)  ;

-          La differenza reti della Juventus 09-10 ha addirittura un saldo negativo ( -1); quella della Juventus 2010-2011 è positiva (+10). Su quest’ultimo dato pesano i 10 goal in meno subiti rispetto all’anno scorso.

 

2009-2010

La Juventus 2009-2010 rappresenta il culmine dell’inadeguatezza della famigerata “ nuova triade” e , al tempo stesso, la stagione che sancisce la fine della loro era, iniziata nel 2007.

La stagione parte già con un errore madornale : la conferma di Ferrara in panchina.

Ricordiamo che , nel finale della stagione 2008-2009, Ranieri perde il controllo dello spogliatoio: la squadra non lo segue e crolla nel finale di campionato, mettendo a repentaglio il secondo posto in classifica. La dirigenza opta per l’esonero, assumendo Ferrara come traghettatore. Ciro vince i restanti match contro Siena e Lazio, salvando il secondo posto in classifica e guadagnandosi la riconferma.

Eh già, perché la società dell’epoca, volendo scimmiottare quanto fatto dal Barça con Guardiola, cioè piazzare in panchina un giovane allenatore senza esperienza che aveva già giocato nel club in precedenza, compie la scellerata scelta di confermarlo. Quelle due partite del finale di campionato l’avremmo vinte anche con un bambino dell’asilo in panchina, visto che Siena e Lazio non avevano più nulla da chiedere al campionato ( già ampiamente salvo il primo, già in EL il secondo grazie alla vittoria della Coppa Italia ) e che i calciatori erano stimolati a dare il massimo visto il cambio in panchina ( il solito input mentale che si innesca con un nuovo allenatore, ti impegni per far vedere che tu sei forte e che quello in torto era l’allenatore precedente).

Ferrara, fino ad allora, non aveva mai allenato in vita sua, aveva partecipato soltanto alla spedizione nel 2006 in Germania come assistente di Lippi. L’annata dimostrò quanto Ferrara, al netto di una rosa composta da ex-calciatori e mediocri, fosse inadeguato al ruolo, con l’aggravante di restare ostinatamente aggrappato alla panchina anche dopo figure imperdonabili (come Juventus - Catania 1-2, con Bagni che lo prende pure simpaticamente per i fondelli nel post-partita). L’esperienza successiva alla Sampdoria fu ancora peggio, tant’è che, da opinionista, lui stesso, una volta affermò, di non essere stato capace di fare quel mestiere.

La campagna acquisti, nonostante i soldi spesi, fu un fiasco clamoroso.

 

  - DIEGO.  Passaggi continui in orizzontale, zero inventiva, limiti mentali importanti e tiri che sembravano stracci bagnati che finivano comodamente nelle mani del portiere ( in una partita fece addirittura sbroccare Zuliani in telecronaca, che urlò “ ma nooo Diego, non è una castagna, santiddio! Al Werder questi erano tutti goal).

Qualcuno lo considera come un buon calciatore capitato nel contesto e nel momento sbagliato. Per me, semplicemente, era un calciatore medio che al Werder Brema aveva azzeccato la stagione della vita;  quest’ultimo aspetto, perlomeno, può essere considerato una parziale scusante per la leggerezza di quell’acquisto ( anche se, ricordiamo, per la stessa cifra, Robben passò al Bayern Monaco)

- FELIPE MELO. Fiasco clamoroso ( e costoso) , che rappresenta il paradigma della loro ignoranza tattica. Presero un mazzulatore da mediana a 2 indisciplinato tatticamente e mentalmente per piazzarlo regista davanti alla difesa;

- GROSSO. Calciatore 33enne che ,dopo il mondiale 2006, era in caduta libera ( e di fatti il Lione se ne liberò, dopo un primo anno buono, dopo aver preso Cissokho). Disputa una stagione pessima, che addirittura  lo porterà a non essere convocato al Mondiale in Sudafrica ( manifestazione in cui Lippi riservò, a dispetto delle parole, un trattamento di favore per i reduci di Berlino: vennero convocati un Cannnavaro imbarazzante, un Camoranesi infortunato e scazzato, un Zambrotta che faceva panca ad Abate e Antonini, ,  un Iaquinta che rimase fermo da Ottobre ad Aprile causa infortunio , ecc…).  

- CANNAVARO. Altro calciatore che, dopo il 2006, aveva intrapreso un declino importante . Ripreso su “ consiglio” di Lippi ( era capitano della Nazionale che in estate sarebbe andata in Sudafrica, era necessario che fosse titolare in qualche squadra), l’allora 36enne disputa quella che, a mio parere, risulta essere la sua peggiore stagione in carriera. 

-  PAOLUCCI. Nella sessione di Gennaio, viene anche richiamato alla base Paolucci, per mettere una toppa all’ecatombe di infortuni. Operazione francamente incomprensibile, visto che l’ex-primavera non gioca mai ( solo 4 presenze in campionato)e considerato che, nella primavera, c’era un Immobile 20enne che negli spezzoni concessi ( tipo nella vittoria contro l’Atalanta) aveva ben impressionato.

 

Dei nuovi acquisti, si salva giusto il prestito di un giovane e spesso infortunato Cacerès e qualche sprazzo di freschezza portata dall’allora 23enne Candreva.

Insomma, una campagna acquisti scriteriata , tra ex-calciatori ( Cannavaro e Grosso), mediocri strapagati ( Melo e Diego) e altri senza senso ( Paolucci). Uno scriteriato all-in, fallito su tutta la linea, che lascerà, come eredità alla dirigenza successiva, conti in rosso, l’assenza di giovani su cui ripartire ed un gruppo col morale sotto i tacchi.

 

Per quanto concerne i risultati sportivi, la stagione fu un travaglio continuo, aggravata dal fatto che ad alcune vittorie che sembravano che potessero rappresentare una svolta per  la stagione ( il convincente 5-1 alla Samp, la vittoria di carattere contro l’Inter a Torino, ecc…) seguivano batoste incredibili ( rispettivamente il 2-3 contro il Napoli in vantaggio di 2 reti e la sconfortante sconfitta 3-1 a Bari).

Provocano sconcerto non tanto le sconfitte contro le squadre quotate ( anche se c’è da segnalare, ad esempio, un’imbarazzante doppio 3-0 contro il Milan), quanto i rovesci contro le “ piccole”: la prima ( e finora unica ) sconfitta della storia contro il Chievo ( 1-0), la vittoria del Catania a Torino (1-2), la sconfitta a Cagliari ( 2-0) e a Bari ( 3-1) ecc… a cui c’è da aggiungere la rimonta del Siena ( che retrocedette quell’anno) a Torino da 3-0 a 3-3.

Ergo, zero rimpianti in relazione ad eventuali vittorie o approcci più attenti alle partite che avrebbero potuto raddrizzare la stagione o dare morale per le partite successive.

Infine non vi sono mai state strisce positive o una serie di risultati comunque incoraggianti ( come invece accadrà l’anno dopo), se escludiamo il fuoco di paglia delle 4 vittorie iniziali ( caratterizzato da risultati un po’ bugiardi, visto che con la Lazio subimmo da matti fino al goal di Cacerès e che contro il Livorno Buffon fu il migliore in campo).

 

 

STAGIONE 2010-2011

Questa stagione, che vede l’insediamento di Andrea Agnelli come presidente, pone in essere, a mio modo di vedere, le basi per l’instaurazione del ciclo vincente che stiamo ancora vivendo.

Marotta , al suo arrivo, trova terra bruciata: una squadra piena di calciatori alla frutta e di mediocri difficilmente vendibili ; perciò decide di operare una rivoluzione massiccia. Vengono ceduti i calciatori non funzionali al progetto ( Diego), fallimenti delle gestioni precedenti ( Poulsen e Molinaro, con tanto di plusvalenza per entrambi), dato l’addio a gente a fine corsa (Chimenti, Cannavaro, Zebina, Camoranesi e Trezeguet) e regalata una metà del cartellino di Giovinco al Parma (1 mln per il prestito + 3 mln per il riscatto della metà, beneficienza pura).

Dal lato acquisti , in questa stagione vengono acquistati un numero rilevante di elementi:

-  alcuni rendono subito e saranno anche protagonisti nelle vittorie degli anni successivi ( Storari, Barzagli, Quagliarella, Matri);

-  altri saranno protagonisti anche loro negli anni successivi, ma vivranno un’annata 10-11 complicata ( Bonucci, Pepe);

-  vengono poi acquistati dei flop: Rinaudo è uno di quelli annunciati ( un modesto difensore 27enne che aveva fallito al Napoli);  quello di Jorge Martinez è un mix tra costo folle, incollocabilità tattica nel 4-4-2 e mediocrità da provincia; quello di Motta è un flop “ col senno di poi”, considerata l’età e il fatto che veniva da una stagione buona da titolare con la Roma arrivata seconda l’anno prima  ; infine, Armand Traorè: una scommessa persa ( 21 anni), ma preso, alla disperazione, all'ultima giornata, con una formula da allocchi ( prestito secco!);

- Aquilani e Toni sono di passaggio: il primo non è riscattato ( nonostante una buona stagione) per far posto a Pirlo; il secondo un semplice tappabuchi;

-  Infine Krasic. Proprio non ce la faccio a considerarlo una topica di mercato. Viene da stagioni molto buone col CSKA, viene nominato calciatore serbo dell’anno prima di arrivare, buona esperienza in Champions League. Arriva e fa 6 mesi ottimi: dati alla mano è il miglior calciatore della serie A del girone di andata per media voto. Nel girone di ritorno ha un calo fisico e mentale vistoso , arriva Conte , non c’è feeling tra i due  e viene ceduto. Io non vedo grosse responsabilità nel dg in questo caso, gli errori di Marotta sono altri. E’ il serbo stesso ad essersi perso per strada.

 

Tuttavia, la scelta dell’allenatore si rivela fallimentare: Delneri è ( sempre stato e sempre sarà) un allenatore che ha sempre dato il meglio in provincia, fallendo ogni volta che si è seduta sulla panchina di una squadra di rango più alto ( Roma e Porto). Provinciale, inoltre, sarà anche il suo gioco, fatto di difesa posticcia e strappi con gli esterni di centrocampo. Testimonianza di ciò sono il numero accettabile di goal presi in trasferta (16) e quelli incassati tra le mura amiche ( ben 31!). Tanta foga, ma poca lucidità in attacco ( l'enorme mole di pareggi e l'uscita ai gironi di Europa League con 6 pari su 6 la dicono lunga), unita alla scarsa capacità mentale di far fronte a momenti storti di una partita. 

 

Passiamo ai risultati sportivi: a differenza dell’anno scorso, la squadra vive di momenti.

Dopo una partenza lenta , dovuta anche al rodaggio di una squadra con molti elementi nuovi ( le prime 4 partite portano 2 sconfitte, 1 pari e 1 vittoria), il periodo che va da fine settembre a dicembre, comprensivo di 13 partite, fu molto buono : 8 vittorie e 5 pareggi. C’è da segnalare, inoltre, che gli 1-1 casalinghi contro Roma e Fiorentina furono molto bugiardi; nel primo, il rigore di Totti è inesistente, dominiamo in lungo in largo, sciupando sotto porta. Roma non pervenuta se non per un tiro di Menez nel 1° T. neutralizzato da Storari; nell'altro pareggio, la Fiorentina segna un goal molto fortunoso, con un cross innocuo di Vargas che viene respinto in porta da Motta. Dopo di ciò, i viola spariscono ed è un monologo della Juventus, che sciupa tante occasioni, con Boruc che compie 2 miracoli ,fino a soccombere sulla punizione di Pepe ( dove il polacco ci mette del suo, del vero).

 In ogni caso, fino a Dicembre, eravamo in piena zona Champions: alla 16esima giornata eravamo secondi in classifica; dopo lo sfortunato pari contro il Chievo ( palo di Sorensen, traversa di Krasic dopo un incredibile coast to coast, pari di Pellissier al 93esimo) siamo scivolati 4°, a 2 lunghezze da Napoli e Lazio ( rispettivamente 2° e 3°). Tuttavia, il crollo vero e proprio avviene durante il match contro il Parma al rientro dalla sosta: Quagliarella, fino ad allora trascinatore della squadra, ha un infortunio gravissimo proprio pochi secondi dopo il calcio d’inizio, che lo terrà fuori fino a fine stagione; pochi minuti dopo, Felipe Melo si fa espellere per un bruttissimo fallo di reazione (che certifica definitivamente la sua intemperanza ); ridotta in 10,  la squadra perde malamente 1-4. Il contraccolpo psicologico sul proseguo del campionato è molto forte, a cui andrà aggiunto il visto calo di Krasic.  

Difatti, dalla 18esima giornata alla 28 vi è un periodo terribile, con ben 7 sconfitte ( imperdonabili quelle contro Bologna e Lecce), un pari contro una Sampdoria che retrocederà a fine anno e sole 3 vittorie ( contro il disastrato Bari, contro il Cagliari e quella, di puro orgoglio, contro l’Inter),a cui va aggiunta l’eliminazione ai quarti di Coppa Italia a fine Gennaio, in casa contro la Roma.

Alla 28esima giornata, la Champions è un miraggio , con la Lazio quarta in classifica a +10 . La squadra, anziché svaccare totalmente,si riprende con un dignitoso mini - filotto ( in relazione alle difficoltà della stagione e della qualità della rosa, of course) : dalla 29esima alla 35esima giornata,  ottiene 4 vittorie e 3 pareggi ( uno di questi fu abbastanza sfortunato : il Catania raggiunse il pari con una grande punizione di Lodi al 95esimo, sforando, di molto, i 3 min di recupero concessi).  A questo punto, il quarto posto, o quantomeno la qualificazione diretta all’EL,  ritorna flebilmente alla portata, a 3 giornate dalla fine :

 

4) LAZIO 60

5) UDINESE 59

6) ROMA 59

7) JUVENTUS 56

(ricordiamo come la Juventus fosse in vantaggio negli scontri diretti )

 

La 36esima giornata vede la Roma fermata 0-0 dal Milan, e la Lazio sconfitta dall’Udinese. La Juventus, impegnata nel posticipo serale, ospita un Chievo ad un punto dalla salvezza matematica. Partiamo subito bene, portandoci sul 2-0 con un rigore di Del Piero nel primo tempo e un goal di Matri ad inizio ripresa. Il Chievo, fino a quel momento, non è pervenuto. La classifica, in quel momento,  dice :

 

4) UDINESE 62

5) LAZIO 60

6) ROMA 60

7) JUVENTUS 59

 

Tuttavia, pochi minuti dopo il goal di Matri, il Chievo trova il  pari grazie ad una fortunatissima e rocambolesca mischia su palla inattiva. Da lì , la squadra ha 5 minuti di follia collettiva:  si butta in avanti ,scriteriatamente, per cercare il terzo goal, provocando il contropiede che porterà al pari dei clivensi. Nell’azione dopo, Chiellini prende la traversa su corner, il Chievo parte con contropiede arginabilissimo, ma Buffon impazzisce e tenta un assurdo tackle a centrocampo, lasciando la porta sguarnita. Uribe tira a porta vuota, ma sbaglia, passandola, di fatto, a Marchisio.

Nel finale di partita, smaltiti i minuti di follia, la squadra si ricompatta e cerca il goal-vittoria, ma trova soltanto i legni di Aquilani e Toni: finisce 2-2 . E’ una mazzata non  indifferente, che chiude, virtualmente, i giochi per la Champions. Le ultime 2 partite ( sconfitta a Parma e pari col Napoli in casa) sono il manifesto di una squadra che ha mollato, assieme ad un DelNeri a cui è stato già comunicato l’esonero dopo la sconfitta al Tardini.

A margine, ci sarebbe da considerare come la Juventus abbia avuto ancora più infortuni e difficoltà a livello fisico ( rispetto all’anno scorso), a causa dell’handicap della stagione iniziata molto presto, in virtù dei preliminari di Europa League ( fine luglio vs Shamrock Rovers); la Juventus 09-10, invece, era già qualificata nel girone di Champions in virtù del secondo posto dell’anno precedente.

 

In conclusione, a mio parere, la Juventus 2010-2011 ha fallito( ma hanno comunque influito pesantemente molte variabili), ma ha effettuato un primo passo verso la creazione del ciclo. Quello della Juventus 2009-2010, invece, è stato un fiasco a 360 gradi ( l’unica variabile, in comune con quella 10-11 tra l’altro, riguarderebbe la mole di infortuni) ,rappresentando la fine di un ciclo dirigenziale ( fallimentare) e quello di molti calciatori ad alti livelli .

 

 

Ovviamente queste sono mie impressioni personali, fatemi sapere quali sono le vostre opinioni a riguardo .ok

 

 

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09-10 un fallimento totale

 

10-11 la squadra era scarsa, ma aveva un'identità e non si piazzò più in alto per una marea di pareggi contro le piccole, punti che avrebbero fatto guadagnare un onesto terzo posto.

 

 

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Beh, il 7mo posto del 10/11 è stata una manna dal cielo. Senza di quello, ora, non saremmo dove siamo :d  

Nel 2010/2011 furono sbagliati gli acquisti sulle fasce difensive e fu sbagliata, come l’anno precedente, la scelta dell’allenatore.

Conte aveva già fatto vedere grandi cose a Bari, ma la “triade 2.0” scelse Ferrara, senza esperienze.


 

Ps: Comunque penso che l’addio di pavel, nel 2009, sia stato molto pesante nello spogliatoio.


PPS: Per quanto riguarda Diego, ricordo male o fu preso lui al posto di David Silva?

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7 minuti fa, SuperT ha scritto:

Beh, il 7mo posto del 10/11 è stata una manna dal cielo. Senza di quello, ora, non saremmo dove siamo :d  

Nel 2010/2011 furono sbagliati gli acquisti sulle fasce difensive e fu sbagliata, come l’anno precedente, la scelta dell’allenatore.

Conte aveva già fatto vedere grandi cose a Bari, ma la “triade 2.0” scelse Ferrara, senza esperienze.


 

Ps: Comunque penso che l’addio di pavel, nel 2009, sia stato molto pesante nello spogliatoio.


PPS: Per quanto riguarda Diego, ricordo male o fu preso lui al posto di David Silva?

Ricordi bene .ghgh

A distanza di 12 anni pensare che David Silva sia ancora titolare al City fa venire i brividi .ghgh

 

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11 minuti fa, Ossessione Champions ha scritto:

Ricordi bene .ghgh

A distanza di 12 anni pensare che David Silva sia ancora titolare al City fa venire i brividi .ghgh

 

Si, ho trovato un articolo.

I candidati erano tre: Silva, Ribery e Diego .ghgh 

  • Haha 1

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4 minuti fa, SuperT ha scritto:

Si, ho trovato un articolo.

I candidati erano tre: Silva, Ribery e Diego .ghgh 

un po come tra cruadrado-asmoah-isla aver preso i due scarsi e lasciato quello buono alludinese

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Beh sì due settimi posti molto diversi 

Uno fu l'apice del fallimento di Secco/Cobolli/Blanc 

L'altro fu una fisiologica ripartenza dalle macerie, probabilmente si poteva raccogliere qualcosina in più, ma alla fine le cose han preso il verso giusto 

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1 ora fa, Semper Fideles ha scritto:

Nell’azione dopo, Chiellini prende la traversa su corner, il Chievo parte con contropiede arginabilissimo, ma Buffon impazzisce e tenta un assurdo tackle a centrocampo, lasciando la porta sguarnita. Uribe tira a porta vuota, ma sbaglia, passandola, di fatto, a Marchisio.

oddio che mi hai fatto ricordare. piango ogni volta dal ridere se ci penso, totale nonsense a partire da Buffon che esce a kamikaze a Uribe che la passa a Marchisio con la porta spalancata e con Di Gennaro in cronaca che fa "ma no ahaha non ci posso credere, cosa stiamo vedendo" .asd 

 

ad ogni modo:

 

stagione 2009-2010 fallimentare, una tragedia sportiva. mai vista una squadra più scarsa e allo sbando

 

stagione 2010-2011 fu un'annata molto sfortunata per una serie di motivi: vedi proprio Juve 2-2 Chievo, Cesena 2-2 Juve, Juve Catania col 2-2 al 97', Bologna 0-0 Juve della famosa simulazione di Krasic o Chievo 1-1 Juve con Krasic che prende palo a porta vuota e via dicendo, tra cui infortunio grave del nostro miglior giocatore. Vittoria contro il Milan a Milano (al ritorno gol di Gattuso molto fortunoso), vittoria contro l'Inter e pareggio a Milano, vittoria a Roma contro Lazio e Roma... fummo molto sfortunati per me. Ah, avrei tenuto Diego. Non era affatto scarso e nel contesto 2009-2010 chiunque fece schifo

  • Grazie 1

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1 ora fa, SuperT ha scritto:

PPS: Per quanto riguarda Diego, ricordo male o fu preso lui al posto di David Silva?

Nei sondaggi di Tuttosport Diego stravinceva eh.. .ghgh

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15 minuti fa, Montero non fa prigionieri ha scritto:

Ribery sarà un nome buttato a caso, stava al Bayern già da 2 anni.

Si, ma magari lo avrebbero venduto sefz 

8 minuti fa, .ste13. ha scritto:

L unica cosa degna della Juventus nel 2009/10 era il kit

Insomma.. quello sponsor New Holland lo rovinava. 
Poi i numeri gialli 🤮

4 minuti fa, Mormegil ha scritto:

Nei sondaggi di Tuttosport Diego stravinceva eh.. .ghgh

io volevo Silva :d 

 

Ma ero comunque contento di Diego, anche perché aveva appena umiliato l’udinese 

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1 ora fa, Broke. ha scritto:

oddio che mi hai fatto ricordare. piango ogni volta dal ridere se ci penso, totale nonsense a partire da Buffon che esce a kamikaze a Uribe che la passa a Marchisio con la porta spalancata e con Di Gennaro in cronaca che fa "ma no ahaha non ci posso credere, cosa stiamo vedendo" .asd 

 

Francamente non so cosa gli fosse passato in mente a Gigi in quell'azione, la palla era quasi finita in fallo laterale... ero ad un 18anni e la stavo guardando con altri juventini, ricordo che ci guardammo tutti sbigottiti, cioè non sapevamo se ridere o piangere .ghgh

Quoto

 

 

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Alla stagione 2009-10 risale la mia prima partita della Juventus vista dal vivo: Cagliari-Juventus 2-0, con Matri che andò a segnare il raddoppio dopo aver letteralmente lasciato sul posto Cannavaro.
Come è stato mostrato in modo impeccabile, ogni possibile tassello, quell'anno, era fuori posto:
- dirigenza non all'altezza, con Blanc che a un certo punto della stagione si ritrovò a ricoprire allo stesso tempo le cariche di DG, amministratore delegato e Presidente, mentre in inverno, sull'onda di risultati sportivi disastrosi, venne chiamato a dare un contributo l'incolpevole Bettega, che accettò di prestarsi a un compito difficilissimo in una situazione già compromessa.
- capitolo allenatore: Ferrara venne confermato dopo aver vinto le ultime due partite del 2008-09, ma la situazione sfuggì presto di mano e al 4-3-1-2 immaginato all'inizio fece seguito una girandola di moduli diversi, senza che ovviamente i risultati cambiassero. Zaccheroni cercò di riportare un minimo di ordine e nelle prime partite si vide anche qualcosa di interessante, per esempio le vittorie in trasferta a Firenze e a Bologna e le vittorie in EL contro Ajax e Fulham. La situazione precipitò definitivamente dopo lo sciagurato 3-3 in casa contro il Siena e la serata tragica della partita di ritorno contro il Fulham, dopo la quale la squadra tirò sostanzialmente i remi in barca.
- calciatori: la rosa presentava lacune molto importanti anche a dispetto di una campagna acquisti molto dispendiosa. Cannavaro era sul viale del tramonto, Grosso idem, Grygera e Zebina si resero protagonisti di scene non proprio gradevoli, Felipe Melo giocò male e sull'onda di un crescente nervosismo, Camoranesi sparì nel girone di ritorno, Diego fu la delusione dell'anno, mentre i vari Tiago, Poulsen e Molinaro finirono senza discussioni fuori dal progetto. Da segnalare che Candreva, arrivato a gennaio, confermò le buone cose fatte vedere a Livorno, ma si decise di non tenerlo, così come per Caceres il quale rappresentò una delle note meno stonate di quella stagione. In porta, poi, si registrarono degli infortuni per Buffon e Manninger, con Chimenti che si ritrovò a dover ricoprire il ruolo di agnello sacrificale contro il Fulham.
- prestazioni sportive: riuscimmo nell'impresa di non passare un girone di Champions in cui passò come primo il Bordeaux seguito da un Bayern che, fino al 1-4 rifilato a noi, giocò tutt'altro che bene, al punto che in Germania riuscimmo senza problemi a strappare uno 0-0 e sfiorammo pure la vittoria. In EL si consumò poi il disastro di quella stagione.

Molto più interessante, secondo me, il discorso sul 2010-11, sul quale tra l'altro mi trovo in completo accordo con quanto detto inizialmente.
Arrivarono Agnelli, Marotta e Paratici i quali si ritrovavano a dover risolvere una serie di problemi, in primis un bilancio non proprio florido, e a dover ricostruire la squadra quasi dalle fondamenta. Certo, vennero commessi degli errori (vennero presi Martinez non diede alcun apporto, Traore che fu l'oggetto misterioso, Rinaudo che si infortunò seriamente, mentre le regole sull'ingaggio di calciatori extracomunitari impedirono di prendere Dzeko oltre a Krasic), ma in effetti si posero le basi per i successi degli anni successivi: arrivarono Bonucci dal Bari (ricordo che molti avrebbero preferito il più quotato Ranocchia, che andò nell'Inter campione d'Europa uscente), Pepe, Storari, Quagliarella, poi, a gennaio, anche Barzagli e Matri. Venne preso anche Krasic, sul quale voglio spendere due parole per ribadire quanto detto nel post iniziale: fino a dicembre fu un susseguirsi di prestazioni esaltandi, assist e gol, con l'unica macchia della squalifica di 3 giornate in seguito alla simulazione di Bologna. Il gol all'ultimo minuto con la Lazio, che rappresentò anche il punto più alto di quella stagione, costituì il picco della stagione di Krasic, il quale successivamente andò incontro a un calo (insieme a molti altri compagni di reparto), ma si tolse ugualmente la soddisfazione di segnare il gol dello 0-2 all'Olimpico contro la Roma.
Il livello della rosa, a parer mio, era ottimo per quanto riguarda almeno l'11 iniziale: Delneri poteva schierare un 4-4-2 con Buffon o Storari in porta, Bonucci-Chiellini centrali (si aggiunse, poi, Barzagli), Aquilani-Melo in mezzo (il brasiliano, quell'anno, fece molto meglio rispetto a quello precedente, al punto che qualcuno spinse anche per una sua conferma), Marchisio dirottato nel ruolo di esterno sinistro per dare stabilità alla squadra e per fare da contraltare a un Krasic molto offensivo sulla fascia destra; in attacco, nella prima parte di stagione giocarono soprattutto Iaquinta-Quagliarella, nella seconda Del Piero-Matri. Gli infortuni, ancora una volta un vero e proprio flagello, costrinsero Delneri a reintegrare in rosa Salihamidzic e Grosso, oltre che a coinvolgere il giovane Sorensen che tutto sommato non sfigurò.
La squadra purtroppo uscì dall'Europa League (le buone prestazioni contro il City vennero vanificate dai pareggi contro il Salisburgo e soprattutto contro il Lech Poznan), ma fino a dicembre andò piuttosto bene in campionato: a un avvio difficile fece seguito una serie di risultati positivi, culminati nelle vittorie contro il Milan (vincitore del titolo quell'anno, mentre la Juve giocava con una formazione improvvisata in piena emergenza infortuni e squalifiche) e contro la Lazio; inoltre, come detto, non vincemmo partite come quelle contro la Roma e la Fiorentina, durante le quali dominammo per larghi tratti senza riuscire a capitalizzare le occasioni create. A gennaio, poi, ci fu l'infortunio di Quagliarella, che fino a quel momento segnava come una furia, e il momento positivo finì. Nel girone di ritorno, in particolare a febbraio-marzo, ci fu un momento molto difficile, in cui perdemmo terreno dalla zona Champions (anche a dispetto della vittoria contro l'Inter), ma la squadra cercò di reagire in primavera infilando 3 vittorie di fila (non accadeva dall'inizio della stagione 2009-10) contro Brescia, Genoa e Roma. Si distinsero, in quel periodo, soprattutto Del Piero e Matri, al cui rendimento positivo fece però da contraltare il calo generale del reparto difensivo e del centrocampo.
Va dato atto a Delneri, che comunque non fu esente da errori nella gestione di alcune partite specifiche, di non aver mai perso il controllo dello spogliatoio, a differenza di quanto accadde ai suoi predecessori, e di aver lasciato il posto a Conte con assoluta dignità.

Condivido completamente, dunque, nell'affermare che la stagione 2010-11 non vada affatto considerata negativamente quanto quella precedente: pur contrassegnata da alcuni momenti complicati, servì a porre le basi del progetto vincente degli anni successivi. Al termine, vennero confermati non solo Buffon, Chiellini, Del Piero e Marchisio, ma anche Matri, Pepe, Barzagli, Bonucci, Quagliarella; arrivarono Pirlo, Lichtsteiner, Giaccherini, Vidal e Vucinic, e il resto è storia.

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7 minuti fa, Doktor Flake ha scritto:

Ma vi ricordate Ferrara a settembre del 2010 che faceva lo splendido? 

"A questo punto la mia Juve era a punteggio pieno!"

Ricordo anche come, in un'intervista a fine stagione, si lamentò  delle dichiarazioni pro- Zaccheroni di alcuni calciatori. Allego testualmente :

 

 Detto questo, nei giorni seguenti all' esonero ho letto dichiarazioni che mi hanno ferito. I calciatori sono fatti così, però frasi come "adesso sì che ci alleniamo bene" o "Zac ci fa finalmente lavorare sulla tattica", come se io non avessi passato ore sul campo a spiegare moduli e schemi... Diciamo che se il mio successore era così più preparato, i giocatori che comunque con lui hanno raccolto una media punti peggiore sono proprio asini». 

 

 

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Nonostante i due settimi posti, parliamo di due stagioni parecchio diverse tra di loro. 

La prima fu quella della speranza di poter tornare grandi. Venivamo da due stagioni post ritorno in A dove male non avevamo fatto ma anzi, avevamo appurato che tutto sommato, pur non essendo più la più forte in Italia, il livello della squadra era comunque importante per la A. Nel 2009, con un mercato importante a livello più economico che di successiva resa, provammo seriamente a fare quello step in più per potercela giocare con tutti in  Italia e magari per ben figurare anche in Europa. Fu una stagione che iniziammo con Ferrara in panchina, il quale aveva preso la Juve nelle ultime gare dell'anno precedente ed aveva fatto bene. Cominciammo molto bene, il 3-1 alla Roma, a Roma, prometteva una grande stagione, peraltro con grande prestazione di Diego, magari sopravvalutato all'epoca ma che da noi, pur non avendo fatto così male, non ha reso per come poteva ed anzi, quella stagione l'ha segnato negativamente anche per il futuro.

Da Dicembre le cose cominciarono ad andare male e lì finimmo sottosopra. Fuori da tutto e Ferrara esonerato a furor di popolo. Il settimo posto di quella stagione fu un fallimento puro.

Il settimo posto con Delneri, invece, fu una mancata occasione di chiudere una buona stagione ovvero quello che sarebbe accaduto se fossimo arrivati quarti, cosa assolutamente possibile se non avessimo buttato in maniera ingenua una marea di punti. Tanto è vero che si diceva, all'epoca, che in caso di qualificazione in champions, avrebbero confermato Delneri ed anzi, forse persino in caso di qualificazione in EL.

In verità, il primo dei due settimi posti, ci comportò la qualificazione in EL a differenza del secondo ma fu una questione di combinazioni con la coppa Italia. 

In realtà nel primo caso, fu il fallimento totale di un progetto, quello nato dopo calciopoli. Fu la sconfitta di una dirigenza non all'altezza ed ecco la reale differenza rispetto al secondo caso. Quel settimo posto nacque da un ricambio totale, da un ritorno di un Agnelli a capo della Juve. Come dicevo, potevamo fare anche meglio quell'anno ma, un po' per gli infortuni, un po' per la mancata fiducia che avevano i giocatori in loro stessi, si chiuse male la stagione e con il cambio allenatore. Il settimo posto del primo anno, invece, confermò l'inadeguatezza della vecchia dirigenza e lasciò problemi sportivi ed economici. La Juve 2010/11 fu fatta di prestiti, di qualche cessione dolorosa, di qualche addio importante ed in anticipo rispetto alla scadenza contrattuale e dunque si fece di necessità, virtù.

Di certo nel secondo anno mettemmo le basi con una società forte che aveva la piena fiducia di Agnelli nella dirigenza. Nel primo anno fu la fine di alcuni anni buttati. 

Detto questo e detto che comunque gli 8 scudetti di fila li si è poi vinti con i Pirlo, i Pogba, i Vidal, i Tevez e così via, spesso è anche questione di fortuna. Il primo anno, se il Milan non perde Thiago Silva per diverso tempo, lo scudetto difficilmente lo vinciamo. Allo stesso modo se la juve di Delneri avesse beccato, magari anche con fortuna, qualche rimonta in meno, avrebbe chiuso al quarto posto e sarebbe stato confermato Delneri. La Juve 2009/10 stava andando benissimo ed inspiegabilmente (magari no), si è suicidata. I numeri riportati sono importanti ma vanno pesati bene. Quando abbiamo perso totalmente il controllo, siamo stati presi a pallonate da chiunque. Era una squadra del tutto sfiduciata. Quella squadra non era da scudetto ma ad esempio, come dicevo, quando all'inizio girava bene, si è divorata la Roma in trasferta e quella Roma era una delle migliori squadre in serie A, seconda forse solo all'Inter in quel momento ed anzi, se magari nello scontro diretto decisivo, l'arbitraggio fosse stato un attimo più equilibrato, forse gli avrebbe preso anche lo scudetto quell'anno, vinto poi dall'Inter solo all'ultima giornata.

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15 minuti fa, Doktor Flake ha scritto:

Ma vi ricordate Ferrara a settembre del 2010 che faceva lo splendido? 

"A questo punto la mia Juve era a punteggio pieno!"

La lite in diretta con Maifredi purtroppo non riuscirò mai a dimenticarla.. quello è stato uno dei nostri punti più bassi.. due tra gli allenatori bianconeri più fallimentari a battibeccare su chi fosse meno peggio...stomale

 

PS: Tra i due penso comunque che Maifredi fosse molto superiore a Ferrara che di fatto non è da considerarsi un allenatore

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3 ore fa, Semper Fideles ha scritto:

( anche se, ricordiamo, per la stessa cifra, Robben passò al Bayern Monaco)

Questa fa male, * se fa male

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10 minuti fa, Mormegil ha scritto:

In Champions l'abbiamo usata con numeri neri e non era per niente male

Si, l’immagine che ho di quella maglia è Cannavaro a Torino nell’1-4 Col Bayern sefz 

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