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kafudda

Raisport è un problema da affrontare seriamente per la Juventus ed i suoi tifosi?

Raisport è un problema da affrontare seriamente per la Juventus ed i suoi tifosi?  

  1. 1. Raisport è un problema da affrontare seriamente per la Juventus ed i suoi tifosi?

    • Si
      574
    • No
      124


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Fino a che i tifosi juventini si ostineranno a guardare i programmi sportivi della TV (e allo stesso modo andare a fare gli ospiti per venire bersagliati), il biusness dell'antijuventinismo non finirà mai

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La cosa veramente preoccupante è l'80% dei votanti che si dice preoccupato delle telecronache di Raisport nei confronti delle nostre partite.

Se potessi, guarderei tutte le partite con l'audio dello stadio...le telecronache ho trovate sempre fastidiose

sia (dichiarate) neutre, che tifose...

 

PS mi correggo...probabilmente anche peggio quelle con i telecronisti tifosi

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NOn comprate la Gazzetta, non leggetela e nemmeno il sito va aperto

NOn gurdate Sky

Le partite inchiaro guardatelo ugualmente con le app per telefonini e chromecast

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9 minuti fa, AndreaSZ ha scritto:

NOn comprate la Gazzetta, non leggetela e nemmeno il sito va aperto

NOn gurdate Sky

Le partite inchiaro guardatelo ugualmente con le app per telefonini e chromecast

Tutto chiaro

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Tu fai (anche giustamente) distinguo fra Rai ed emittenti a pagamento come Sky ma per me non c'è nessuna differenza perchè è proprio la cultura di questo paese (rigorosamente in minuscolo) a cavalcare l'onda dell'antijuventinismo cronico. 

Rai, Sky, Mediaset, DAZN, LA7, programmi vari di queste emittenti che con il calcio non c'entrano nulla ma che spesso ci buttano dentro la Juve con battute squallide solo per strappare qualche applauso e aggraziarsi il popolino, giornali, siti... è tutto il sistema dei media che ci circonda ad essere un problema.  

Andare contro la Juventus a prescindere è una patologia da cui non se ne esce. E solo l'avvento della Superlega può smascherare in parte tutto ciò. Perchè quando ci sono le coppe e gran parte di questi "fanno la parte" di sostenere i nostri colori, mentono spudoratamente. Ma fin quando si tratta di poche partite, possono anche permettersi questo sforzo. Se ciò divenisse la prassi quotidiana, a lungo andare sarebbero costretti a gettare la maschera. E lì poi si che ci sarebbe da ridere...

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Il problema è più grosso di quello che si pensi, oramai riesci a parlare di calcio soli con gli Juventini, con tifosi di altre squadre, anche moderati, non c'è più dialogo, il tema è sempre che la Juve ruba, la prova della refurtiva è che vinciamo... 

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Di quello che dicono e fanno sti quattro falliti me ne strafrego......Gente che giusto in Rai può lavorare,nessun altro media assumerebbe tali incapaci.....

 

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21 minuti fa, Sylar 87 ha scritto:

Tu fai (anche giustamente) distinguo fra Rai ed emittenti a pagamento come Sky ma per me non c'è nessuna differenza perchè è proprio la cultura di questo paese (rigorosamente in minuscolo) a cavalcare l'onda dell'antijuventinismo cronico. 

Rai, Sky, Mediaset, DAZN, LA7, programmi vari di queste emittenti che con il calcio non c'entrano nulla ma che spesso ci buttano dentro la Juve con battute squallide solo per strappare qualche applauso e aggraziarsi il popolino, giornali, siti... è tutto il sistema dei media che ci circonda ad essere un problema.  

Andare contro la Juventus a prescindere è una patologia da cui non se ne esce. E solo l'avvento della Superlega può smascherare in parte tutto ciò. Perchè quando ci sono le coppe e gran parte di questi "fanno la parte" di sostenere i nostri colori, mentono spudoratamente. Ma fin quando si tratta di poche partite, possono anche permettersi questo sforzo. Se ciò divenisse la prassi quotidiana, a lungo andare sarebbero costretti a gettare la maschera. E lì poi si che ci sarebbe da ridere...

Il mio intervento si fonda proprio su questa distinzione. Pur denunciando costantemente l'atteggiamento mediatico adottato contro la Juventus (e sul fatto che tutti i media viaggino compatti nel cavalcare l'onda dell'anti-juventinismo mi pare che nessuno sia in disaccordo), mi chiedo se nel caso particolare del servizio pubblico nazionale non sia legittimo chiedere un trattamento più imparziale. 

Un trattamento assolutamente non di favore ma nemmeno da caccia alle streghe continuo, e questo proprio perché in linea teorica RaiSport, come tutto il mondo RAI, viene finanziata totalmente da noi contribuenti (e qui aggiungo una provocazione, più in alcune zone d'Italia rispetto ad altre, dato che secondo i dati forniti dalla stessa RAI il canone è pagato dal 78% degli utenti della provincia di Torino contro il solo 43% della provincia di Napoli, tanto cara al vicedirettore).

 

Aggiungo inoltre che non si tratta soltanto di questioni di tifo o di deontologia professionale, perché dietro ad alcune nomine ci sono politica e poteri forti, e la vicenda di Ignazio Scardina ne è testimonianza. Per chi volesse approfondire i legami con farsopoli ed il ruolo che attualmente Varriale ricopre:

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Ignazio Scardina, il giornalista incastrato da false accuse dei colleghi

 

Ignazio Scardina è stato un giornalista sportivo apprezzato per la professionalità e per la sua onestà intellettuale. Per questo, quando il 7 aprile 2018 si è saputo della sua morte dopo una lunga malattia, l’amarezza unita al dolore è stata ancora più forte: Scardina era stato coinvolto in un’inchiesta (Calciopoli) che aveva messo a soqquadro il calcio italiano nel 2006. Alcuni suoi colleghi lo avevano accusato di realizzare per la Rai (di cui era caporedattore per il calcio, dopo essere stato uno dei volti di 90° Minuto e della Domenica Sportiva) servizi compiacenti e adulatori nei confronti di Luciano Moggi e dei suoi amici, contrari invece verso i nemici dell’allora super dirigente della Juventus. Non solo: gli si imputava anche di aver ricevuto in regalo un’automobile per aver convinto qualcuno ad astenersi dall’accusare durante il processo il direttore generale juventino. Ebbene, non era vero niente. Ignazio Scardina lo aveva fatto presente fin dal primo giorno, fin da quando – incredulo – si ritrovò tra le mani quell’ipotesi di reato (associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva) pesante come una montagna. Ma si ritrovò comunque ad affrontare un processo penale e uno di fronte alla Corte dei Conti, per danno erariale.

 

Alla fine Ignazio Scardina uscì completamente assolto su entrambi i fronti, per non aver commesso il fatto. La sua non è stata una vicenda di ingiusta detenzione. Impossibile, però, non farlo rientrare tra i tanti errori giudiziari italiani dovuti a una delle cause più frequenti: le false accuse, appunto. La Rai lo reintegrò, ma non c’è dubbio che quella vicenda lo segnò profondamente, anche e soprattutto nella salute. “È una storia costruita in modo tortoriana”, disse lui a processi conclusi. Era fin troppo chiaro che le false accuse confezionate dagli stessi colleghi della sua redazione lo avevano minato profondamente, per quanto lui tentasse di sminuirne la portata.

 

Per capire meglio la vicenda che coinvolse Ignazio Scardina pubblichiamo qui di seguito un’intervista che Vincenzo Ricchiuti pubblicò sul suo blog “Uccellino di Del Piero” l’8 febbraio 2012. Dice molto del personaggio e di quello che fu costretto a subire suo malgrado.

 

La prima volta che ho visto Ignazio Scardina, fuori l’aula 216 del cosiddetto processo a Calciopoli, gli ho chiesto semplicemente “ma lei cosa ci fa qui ?”. Lui mi rispose, stremato, “Non ne ho la più pallida idea”. L’ultima volta che ho visto Ignazio Scardina, sempre fuori l’aula 216 del cosiddetto processo a Calciopoli, è stata la sera dell’8 Novembre scorso. La notte del verdetto di primo grado e della sua assoluzione. Scardina ne era contento senza alzare la voce. Per rispetto degli altri, i condannati. Telefonava a casa per rassicurare che il papà, il marito, l’uomo era stato assolto. Ma lo faceva come in un sussurro che gli sarà costato un patrimonio di nervi inesplosi. Non si doveva però esultare. Almeno lui non poteva. C’era chi non poteva fare altrettanto.

 

Dottor Scardina, perché imputato ?

È una domanda che mi sono sempre posto. Mai trovato una risposta.

 

C’era secondo l’accusa un elenco di fiancheggiatori di Luciano Moggi nei media. Nessuno è finito sotto processo. Come mai solo lei ?

Penso facesse comodo alla Procura di Napoli usare un nome come il mio perché faceva gioco in tutti i sensi.

 

Che razza di associato è stato lei ?

Sono stato imputato di associazione a delinquere perché difendevo il gruppo. Non sapevo cosa fosse questo “gruppo” ma tant’è. Le telefonate che facevo con Moggi erano per la maggior parte per lavoro. Per il resto solo perché siamo amici. Ci presentò Allodi a Torino: Moggi allora era responsabile del settore giovanile. È una amicizia che dura dal ’70-71.

 

Che razza di associato è stato lei ? Niente schede, niente incontri, neanche una amichevole in cui lei abbia interferito…

È una storia costruita in modo tortoriana.

 

Dipaniamola. Lei è stato accusato anzitutto di aver fornito, in qualità di caporedattore di Rai Sport, servizi compiacenti che adulavano gli amici di Moggi e ne contrastavano i nemici.

Sono stato accusato in sintesi di aver privilegiato Ciro Venerato a discapito della Sanipoli. Ciro era ed è tuttora un cane da tartufo per le notizie ma a prescindere da questo la vicenda Sanipoli è stata già chiarita ampiamente dagli organi competenti nelle sedi opportune. La stessa Rai s’è costituita parte civile contro di lei.

 

Per i servizi compiacenti la Corte dei Conti l’ha pure assolta, Scardina.

Ripeto, giudiziariamente come s’è evinto. Anche nel dibattimento a Napoli con le numerose testimonianze a mio favore dei miei colleghi la vicenda è stata chiarita definitivamente. Giudiziariamente.

 

Magari le resta il rammarico personale nell’aver visto due persone da lei svezzate professionalmente come Varriale e la Sanipoli denunciarla ai carabinieri per propri interessi personali.

Il grande dolore in questi anni è stata la morte del mio primo avvocato, Francesco Misiani, sostituito poi dal figlio Claudio e quella di Beppe Berti, mio capo al Tg2.

 

Magari s’è fatto una colpa anche di questo. Magari pensa “quelle denunce avrei potuto evitarmele”.

Come ho detto anche a De Gregorio, durante l’udienza preliminare, in una redazione va sempre così. Ci sono sempre state rivalità. Se solo in 2 si lamentano, non è un capo d’imputazione. È un successo.

 

La seconda accusa formulata nei suoi confronti è stata quella di aver indotto Ermanno Pieroni ad astenersi dal fare accuse a Luciano Moggi. In cambio le sarebbe stata “regalata” una automobile.

La macchina in questione, una Fiat Idea, l’ho comperata. Ho portato le prove in Tribunale: i bonifici effettuati. Eppure il Corriere della Sera scrisse: “Moggi regala l’auto a Scardina”.

 

Che sconto ha avuto ?

Il 19 per cento mi pare.

 

Al Corriere se non erro lo sconto Fiat è del 40 per cento.

Moggi mi ha regalato una macchina ? Mi sono fatto prestare 25mila euro dalla Banca Popolare di Ancona a 580 euro di rata per 60 mesi. Ho restituito i 25mila alla banca più gli interessi e Moggi mi ha regalato una macchina ?

 

Vediamo se almeno il conto torna con le date. Dunque. Secondo l’accusa esce una intervista di Repubblica a Pieroni nella quale Pieroni dice qualcosa contro Moggi. Moggi la chiama e lei s’impegna telefonicamente con Moggi per ammorbidire Pieroni. In cambio le “regalano” una Fiat.

Sì.

 

Scardina, con le date non ci siamo proprio. Lei l’auto l’ha comperata il 01/02/05. Il 05/02/05 ha mandato in onda Pieroni a Dribbling, anticipando le accuse di Repubblica. L’intervista di Pieroni al quotidiano Repubblica è dell’08/02/05. È tutto sfalsato. A dare il la alle accuse di Pieroni è stato proprio lei e l’auto l’ha comprata prima ancora che gliela offrissero.

Ero preoccupato, sa com’è quando ti accusano. Ti fanno venire i dubbi. Mia moglie che è una testa d’acciaio mi ha tolto i dubbi. Peccato che non ho mai commesso delitti. Questo vale pure per Moggi, accusato di aver zittito Pieroni mandandolo a lavorare ad Arezzo. Per quel che so io, a sentire quel che si dice in giro per quell’epoca, non fu Moggi a portare Pieroni all’Arezzo ma Giacinto Facchetti.

 

Eppure v’hanno coinvolto entrambi.

Per una telefonata. Gliela spiego. Era l’otto di Febbraio del 2005. Un martedì. Io ero in ferie, avevo circa 300 giorni di ferie non prese ma quella volta avevo fatto eccezione per una volta. Arriva una telefonata di Moggi. Quel giorno guarda caso ero proprio davanti al Palazzo di Giustizia di Roma, quello che chiamano il Palazzaccio. Mia moglie stava acquistando cose e Moggi mi fa: “Ma tu hai letto Repubblica ?”. Non ho letto, vedrò. Non l’ho mai letta. Ricordavo bene l’intervista che avevamo fatto noi di Dribbling a Pieroni qualche giorno prima. Una bellissima intervista tra l’altro, in cui Pieroni non risparmiò niente e niente tagliammo. Sa, l’intervista in tv è sempre genuina perché è difficile mentire. C’è l’audio, c’è il video che riprende ogni tua mossa. È tutto autentico per definizione. Niente atmosfera romanzata come nei pezzi scritti. In quel contesto di veridicità estrema e rivolto alla platea tv con la vasta audience che avevamo noi, Pieroni diceva le stesse cose di Repubblica. Quindi quando Moggi mi chiamò mi ricordai subito di questo servizio ma non glielo dissi. Non potevo dirglielo a Luciano perché era già stato attaccato pesantemente sulle colonne del quotidiano. Non volli infierire. Mi limitai a rassicurarlo con un leggerò e vedrò. “Leggerò e vedrò”: questa è l’imputazione ad associazione a delinquere. Non c’è mai stata verifica.

 

Peccato che lei non abbia mai commesso delitti a questo punto. Nel suo caso l’avrebbe aiutata. Con la coscienza sporca è più facile sopportare.

Peccato che non ho mai commesso delitti, sì. Il Pm fino alla fine mi voleva coinvolgere con un anno e due mesi.

 

Lei ha avuto problemi di salute.

Nel 2000 la polizia olandese m’ha aggredito, insieme a Mattioli e Scarnati, ledendomi il trigemino. Ogni volta che ho emozioni ho dolore.

 

Lei ha avuto un infarto.

Sono stato operato dal Professor Meglio dei Gemelli. Due volte. Ogni volta che ho emozioni ho dolore da desiderare la morte.

 

La morte civica l’ha avuta.

La gente non si rende conto. Sono andato a vivere in campagna. Una casa nella quale all’inizio avevamo solo una camera da letto e che poi pian piano abbiamo sistemato. Ma è stato inevitabile. Ho dovuto lasciare casa, le mie abitudini, la mia vita di sempre. Dovuto. Era un dolore forte abitare in mezzo ai giornalisti. Vederli andare a lavorare. Il guaio per i giornalisti che ci tengono è che il lavoro scompare, la promozione sfuma, mentre sei lì. A guardare la tv.

 

Lei è stato reintegrato in Rai.

Reintegrato, ma faccio poco. Ero considerato un numero 1. Ho avuto record di ascolti, 90°minuto, Dribbling, Stadio Sprint. Poi rientri ma si fa poco quando rientri con ordini esterni tipo “tienilo lì”.

 

Pensa di chiedere i danni ?

Non chiederò mai i danni al Pm, Narducci. Solo se s’accanisce.

 

Che rapporto ha con Napoli ?

Con Napoli ho sempre avuto un rapporto fantastico. Durante le udienze meno. Pioveva sempre. In quella Napoli che avevo tanto amato. Ora forse mi posso riavvicinare.

 

Senza il processo e quel tipo di processo.

Un processo senza una prova, senza una testimonianza. Sono laureato in giurisprudenza ma ne avrei fatto volentieri a meno perché capire meglio l’inferno nel quale sei capitato e le sue incongruenze tecniche, beh non lo auguro a nessuno.

 

L’8 novembre lei è stato assolto.

L’8 novembre non lo dimentico finché campo. Assolto ma pur sempre tardi. Non si aspetta tanto in nome del popolo italiano che non so se avrebbe mai voluto tutto questo.

 

Tardi per lei che è stato assolto. Figurarsi per i condannati.

Mi auguro che l’Appello ristabilisca la verità.

 

Magari una mano potrebbero darla i suoi colleghi nei media.

Nell’aula accanto la nostra l’8 Novembre fu processato un uomo che aveva ucciso o ferito gravemente non ricordo un erbivendolo. In quell’aula erano in 6. Corte, avvocato difensore, pm. Non c’era un giornalista. Nessuno. Per un fatto grave, di sangue, nessuno. Da noi non si stava neanche in piedi. Cos’è che fa notizia ? I condannati. Gli assolti non interessano nessuno.

Ignazio Scardina è stato assolto da ogni imputazione per non aver commesso il fatto. Le motivazioni, quelle giuridiche, potete trovarle scritte da qualche giorno. Le motivazioni, quelle vere, invece mai.

 

Errorigiudiziari.com

 

Edited by Sylar 87
Niente link esterni, gli articoli vanno copia-incollati.

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1 ora fa, tiger man ha scritto:

Fossero solo loro 

Sono tutte le TV e tutte le testate giornalistiche italiane 

 

Esattamente 

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8 ore fa, italiauno61 ha scritto:

chi ha mai saputo di che squadra fossero tifosi Ameri, Ciotti...paolo Valenti ammise di essere tifoso del Genoa (mi pare) soltanto dopo aver lasciato il posto alla Rai.

Il giornalismo sportivo rispecchia il trash che ha invaso la nostra Povera Patria, a dirla come il maestro buonanima Battiato

Paolo Valenti non ha mai rivelato in vita la sua fede calcistica (Fiorentina). Lo fece Nando Martellini qualche giorno dopo la sua morte. Dovrebbe esserci anche un video su you tube.

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22 minuti fa, kafudda ha scritto:

Il mio intervento si fonda proprio su questa distinzione. Pur denunciando costantemente l'atteggiamento mediatico adottato contro la Juventus (e sul fatto che tutti i media viaggino compatti nel cavalcare l'onda dell'anti-juventinismo mi pare che nessuno sia in disaccordo), mi chiedo se nel caso particolare del servizio pubblico nazionale non sia legittimo chiedere un trattamento più imparziale. 

Una malattia è una malattia. Non fa distinzioni fra giovani e anziani, ricchi o poveri, bianchi o neri. 

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27 minuti fa, kafudda ha scritto:

Il mio intervento si fonda proprio su questa distinzione. Pur denunciando costantemente l'atteggiamento mediatico adottato contro la Juventus (e sul fatto che tutti i media viaggino compatti nel cavalcare l'onda dell'anti-juventinismo mi pare che nessuno sia in disaccordo), mi chiedo se nel caso particolare del servizio pubblico nazionale non sia legittimo chiedere un trattamento più imparziale. 

Un trattamento assolutamente non di favore ma nemmeno da caccia alle streghe continuo, e questo proprio perché in linea teorica RaiSport, come tutto il mondo RAI, viene finanziata totalmente da noi contribuenti (e qui aggiungo una provocazione, più in alcune zone d'Italia rispetto ad altre, dato che secondo i dati forniti dalla stessa RAI il canone è pagato dal 78% degli utenti della provincia di Torino contro il solo 43% della provincia di Napoli, tanto cara al vicedirettore).

 

Aggiungo inoltre che non si tratta soltanto di questioni di tifo o di deontologia professionale, perché dietro ad alcune nomine ci sono politica e poteri forti, e la vicenda di Ignazio Scardina ne è testimonianza. Per chi volesse approfondire i legami con farsopoli ed il ruolo che attualmente Varriale ricopre:

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Ignazio Scardina, il giornalista incastrato da false accuse dei colleghi

 

Ignazio Scardina è stato un giornalista sportivo apprezzato per la professionalità e per la sua onestà intellettuale. Per questo, quando il 7 aprile 2018 si è saputo della sua morte dopo una lunga malattia, l’amarezza unita al dolore è stata ancora più forte: Scardina era stato coinvolto in un’inchiesta (Calciopoli) che aveva messo a soqquadro il calcio italiano nel 2006. Alcuni suoi colleghi lo avevano accusato di realizzare per la Rai (di cui era caporedattore per il calcio, dopo essere stato uno dei volti di 90° Minuto e della Domenica Sportiva) servizi compiacenti e adulatori nei confronti di Luciano Moggi e dei suoi amici, contrari invece verso i nemici dell’allora super dirigente della Juventus. Non solo: gli si imputava anche di aver ricevuto in regalo un’automobile per aver convinto qualcuno ad astenersi dall’accusare durante il processo il direttore generale juventino. Ebbene, non era vero niente. Ignazio Scardina lo aveva fatto presente fin dal primo giorno, fin da quando – incredulo – si ritrovò tra le mani quell’ipotesi di reato (associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva) pesante come una montagna. Ma si ritrovò comunque ad affrontare un processo penale e uno di fronte alla Corte dei Conti, per danno erariale.

 

Alla fine Ignazio Scardina uscì completamente assolto su entrambi i fronti, per non aver commesso il fatto. La sua non è stata una vicenda di ingiusta detenzione. Impossibile, però, non farlo rientrare tra i tanti errori giudiziari italiani dovuti a una delle cause più frequenti: le false accuse, appunto. La Rai lo reintegrò, ma non c’è dubbio che quella vicenda lo segnò profondamente, anche e soprattutto nella salute. “È una storia costruita in modo tortoriana”, disse lui a processi conclusi. Era fin troppo chiaro che le false accuse confezionate dagli stessi colleghi della sua redazione lo avevano minato profondamente, per quanto lui tentasse di sminuirne la portata.

 

Per capire meglio la vicenda che coinvolse Ignazio Scardina pubblichiamo qui di seguito un’intervista che Vincenzo Ricchiuti pubblicò sul suo blog “Uccellino di Del Piero” l’8 febbraio 2012. Dice molto del personaggio e di quello che fu costretto a subire suo malgrado.

 

La prima volta che ho visto Ignazio Scardina, fuori l’aula 216 del cosiddetto processo a Calciopoli, gli ho chiesto semplicemente “ma lei cosa ci fa qui ?”. Lui mi rispose, stremato, “Non ne ho la più pallida idea”. L’ultima volta che ho visto Ignazio Scardina, sempre fuori l’aula 216 del cosiddetto processo a Calciopoli, è stata la sera dell’8 Novembre scorso. La notte del verdetto di primo grado e della sua assoluzione. Scardina ne era contento senza alzare la voce. Per rispetto degli altri, i condannati. Telefonava a casa per rassicurare che il papà, il marito, l’uomo era stato assolto. Ma lo faceva come in un sussurro che gli sarà costato un patrimonio di nervi inesplosi. Non si doveva però esultare. Almeno lui non poteva. C’era chi non poteva fare altrettanto.

 

Dottor Scardina, perché imputato ?

È una domanda che mi sono sempre posto. Mai trovato una risposta.

 

C’era secondo l’accusa un elenco di fiancheggiatori di Luciano Moggi nei media. Nessuno è finito sotto processo. Come mai solo lei ?

Penso facesse comodo alla Procura di Napoli usare un nome come il mio perché faceva gioco in tutti i sensi.

 

Che razza di associato è stato lei ?

Sono stato imputato di associazione a delinquere perché difendevo il gruppo. Non sapevo cosa fosse questo “gruppo” ma tant’è. Le telefonate che facevo con Moggi erano per la maggior parte per lavoro. Per il resto solo perché siamo amici. Ci presentò Allodi a Torino: Moggi allora era responsabile del settore giovanile. È una amicizia che dura dal ’70-71.

 

Che razza di associato è stato lei ? Niente schede, niente incontri, neanche una amichevole in cui lei abbia interferito…

È una storia costruita in modo tortoriana.

 

Dipaniamola. Lei è stato accusato anzitutto di aver fornito, in qualità di caporedattore di Rai Sport, servizi compiacenti che adulavano gli amici di Moggi e ne contrastavano i nemici.

Sono stato accusato in sintesi di aver privilegiato Ciro Venerato a discapito della Sanipoli. Ciro era ed è tuttora un cane da tartufo per le notizie ma a prescindere da questo la vicenda Sanipoli è stata già chiarita ampiamente dagli organi competenti nelle sedi opportune. La stessa Rai s’è costituita parte civile contro di lei.

 

Per i servizi compiacenti la Corte dei Conti l’ha pure assolta, Scardina.

Ripeto, giudiziariamente come s’è evinto. Anche nel dibattimento a Napoli con le numerose testimonianze a mio favore dei miei colleghi la vicenda è stata chiarita definitivamente. Giudiziariamente.

 

Magari le resta il rammarico personale nell’aver visto due persone da lei svezzate professionalmente come Varriale e la Sanipoli denunciarla ai carabinieri per propri interessi personali.

Il grande dolore in questi anni è stata la morte del mio primo avvocato, Francesco Misiani, sostituito poi dal figlio Claudio e quella di Beppe Berti, mio capo al Tg2.

 

Magari s’è fatto una colpa anche di questo. Magari pensa “quelle denunce avrei potuto evitarmele”.

Come ho detto anche a De Gregorio, durante l’udienza preliminare, in una redazione va sempre così. Ci sono sempre state rivalità. Se solo in 2 si lamentano, non è un capo d’imputazione. È un successo.

 

La seconda accusa formulata nei suoi confronti è stata quella di aver indotto Ermanno Pieroni ad astenersi dal fare accuse a Luciano Moggi. In cambio le sarebbe stata “regalata” una automobile.

La macchina in questione, una Fiat Idea, l’ho comperata. Ho portato le prove in Tribunale: i bonifici effettuati. Eppure il Corriere della Sera scrisse: “Moggi regala l’auto a Scardina”.

 

Che sconto ha avuto ?

Il 19 per cento mi pare.

 

Al Corriere se non erro lo sconto Fiat è del 40 per cento.

Moggi mi ha regalato una macchina ? Mi sono fatto prestare 25mila euro dalla Banca Popolare di Ancona a 580 euro di rata per 60 mesi. Ho restituito i 25mila alla banca più gli interessi e Moggi mi ha regalato una macchina ?

 

Vediamo se almeno il conto torna con le date. Dunque. Secondo l’accusa esce una intervista di Repubblica a Pieroni nella quale Pieroni dice qualcosa contro Moggi. Moggi la chiama e lei s’impegna telefonicamente con Moggi per ammorbidire Pieroni. In cambio le “regalano” una Fiat.

Sì.

 

Scardina, con le date non ci siamo proprio. Lei l’auto l’ha comperata il 01/02/05. Il 05/02/05 ha mandato in onda Pieroni a Dribbling, anticipando le accuse di Repubblica. L’intervista di Pieroni al quotidiano Repubblica è dell’08/02/05. È tutto sfalsato. A dare il la alle accuse di Pieroni è stato proprio lei e l’auto l’ha comprata prima ancora che gliela offrissero.

Ero preoccupato, sa com’è quando ti accusano. Ti fanno venire i dubbi. Mia moglie che è una testa d’acciaio mi ha tolto i dubbi. Peccato che non ho mai commesso delitti. Questo vale pure per Moggi, accusato di aver zittito Pieroni mandandolo a lavorare ad Arezzo. Per quel che so io, a sentire quel che si dice in giro per quell’epoca, non fu Moggi a portare Pieroni all’Arezzo ma Giacinto Facchetti.

 

Eppure v’hanno coinvolto entrambi.

Per una telefonata. Gliela spiego. Era l’otto di Febbraio del 2005. Un martedì. Io ero in ferie, avevo circa 300 giorni di ferie non prese ma quella volta avevo fatto eccezione per una volta. Arriva una telefonata di Moggi. Quel giorno guarda caso ero proprio davanti al Palazzo di Giustizia di Roma, quello che chiamano il Palazzaccio. Mia moglie stava acquistando cose e Moggi mi fa: “Ma tu hai letto Repubblica ?”. Non ho letto, vedrò. Non l’ho mai letta. Ricordavo bene l’intervista che avevamo fatto noi di Dribbling a Pieroni qualche giorno prima. Una bellissima intervista tra l’altro, in cui Pieroni non risparmiò niente e niente tagliammo. Sa, l’intervista in tv è sempre genuina perché è difficile mentire. C’è l’audio, c’è il video che riprende ogni tua mossa. È tutto autentico per definizione. Niente atmosfera romanzata come nei pezzi scritti. In quel contesto di veridicità estrema e rivolto alla platea tv con la vasta audience che avevamo noi, Pieroni diceva le stesse cose di Repubblica. Quindi quando Moggi mi chiamò mi ricordai subito di questo servizio ma non glielo dissi. Non potevo dirglielo a Luciano perché era già stato attaccato pesantemente sulle colonne del quotidiano. Non volli infierire. Mi limitai a rassicurarlo con un leggerò e vedrò. “Leggerò e vedrò”: questa è l’imputazione ad associazione a delinquere. Non c’è mai stata verifica.

 

Peccato che lei non abbia mai commesso delitti a questo punto. Nel suo caso l’avrebbe aiutata. Con la coscienza sporca è più facile sopportare.

Peccato che non ho mai commesso delitti, sì. Il Pm fino alla fine mi voleva coinvolgere con un anno e due mesi.

 

Lei ha avuto problemi di salute.

Nel 2000 la polizia olandese m’ha aggredito, insieme a Mattioli e Scarnati, ledendomi il trigemino. Ogni volta che ho emozioni ho dolore.

 

Lei ha avuto un infarto.

Sono stato operato dal Professor Meglio dei Gemelli. Due volte. Ogni volta che ho emozioni ho dolore da desiderare la morte.

 

La morte civica l’ha avuta.

La gente non si rende conto. Sono andato a vivere in campagna. Una casa nella quale all’inizio avevamo solo una camera da letto e che poi pian piano abbiamo sistemato. Ma è stato inevitabile. Ho dovuto lasciare casa, le mie abitudini, la mia vita di sempre. Dovuto. Era un dolore forte abitare in mezzo ai giornalisti. Vederli andare a lavorare. Il guaio per i giornalisti che ci tengono è che il lavoro scompare, la promozione sfuma, mentre sei lì. A guardare la tv.

 

Lei è stato reintegrato in Rai.

Reintegrato, ma faccio poco. Ero considerato un numero 1. Ho avuto record di ascolti, 90°minuto, Dribbling, Stadio Sprint. Poi rientri ma si fa poco quando rientri con ordini esterni tipo “tienilo lì”.

 

Pensa di chiedere i danni ?

Non chiederò mai i danni al Pm, Narducci. Solo se s’accanisce.

 

Che rapporto ha con Napoli ?

Con Napoli ho sempre avuto un rapporto fantastico. Durante le udienze meno. Pioveva sempre. In quella Napoli che avevo tanto amato. Ora forse mi posso riavvicinare.

 

Senza il processo e quel tipo di processo.

Un processo senza una prova, senza una testimonianza. Sono laureato in giurisprudenza ma ne avrei fatto volentieri a meno perché capire meglio l’inferno nel quale sei capitato e le sue incongruenze tecniche, beh non lo auguro a nessuno.

 

L’8 novembre lei è stato assolto.

L’8 novembre non lo dimentico finché campo. Assolto ma pur sempre tardi. Non si aspetta tanto in nome del popolo italiano che non so se avrebbe mai voluto tutto questo.

 

Tardi per lei che è stato assolto. Figurarsi per i condannati.

Mi auguro che l’Appello ristabilisca la verità.

 

Magari una mano potrebbero darla i suoi colleghi nei media.

Nell’aula accanto la nostra l’8 Novembre fu processato un uomo che aveva ucciso o ferito gravemente non ricordo un erbivendolo. In quell’aula erano in 6. Corte, avvocato difensore, pm. Non c’era un giornalista. Nessuno. Per un fatto grave, di sangue, nessuno. Da noi non si stava neanche in piedi. Cos’è che fa notizia ? I condannati. Gli assolti non interessano nessuno.

Ignazio Scardina è stato assolto da ogni imputazione per non aver commesso il fatto. Le motivazioni, quelle giuridiche, potete trovarle scritte da qualche giorno. Le motivazioni, quelle vere, invece mai.

 

Errorigiudiziari.com

 

La vicenda Scardina dovrebbe essere emblematica.....ma nessuno ne parla....Un processo farsa che con accuse false ha coinvolto due persone perbene, due giornalisti professionali e competenti quali Scardina e Tosatti......accuse che hanno minato pesantemente sulla loro salute portandoli fino alla morte (Tortora docet).....nell'intervista vengono citati due giornalisti, un giudice e un giornale che neanche voglio nominare tanto lo sdegno che provo.........responsabilita' morale

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Se la juventus avesse una sua tv fatta bene, di livello, con uan programmazione all'avanguardia e contenuti on demand di livello, le trasmissioni sportive di altri canali sparirebbero all'istante.

 

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28 minuti fa, Sylar 87 ha scritto:

Una malattia è una malattia. Non fa distinzioni fra giovani e anziani, ricchi o poveri, bianchi o neri. 

Però mentre una struttura privata può decidere chi curare e chi no, lo stato non può esimersi dall'offrire la medesima assistenza sanitaria ad un suo cittadino, sia esso giovane o anziano, ricco o povero, bianco o nero, juventino o napoletano.

Oppure se lo fa, se riserva ad un suo cittadino un trattamento diverso (come nel caso di Scardina), e viene dimostrato, poi è costretto a risponderne in solido.

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RaiSport è francamente imbarazzante, ricettacolo di "giornalisti" raccomandati, faziosi e incompetenti. Il top della cialtroneria è rappresentata da Varriale, personaggio caricaturale se non rivestisse un incarico di vertice nell'azienda. Durante la finale ho dovuto togliere l'audio per potermi godere la partita.

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In un paese dove il nepotismo e i raccomandati abbondano specie nei servizi pubblici non c'è minimamente da stupirsi di tutto ciò.

Essendo "solo" un gioco, si può scegliere di vedere le partite su altri canali o con altri mezzi, nel più estremo dei casi, si toglie il volume.

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10 ore fa, garrison ha scritto:

No, non é un problema rilevante.

I tweet di Varriale li segue soltanto lui o i parenti stretti.

Le telecronache sono effettivamente scadenti ma le partite sono talmente poche che non vale la pena preoccuparsi.

Diciamo che RaiSport (che ha un numero di giornalisti esorbitante per offrire un servizio penoso - la Rolandi o come si chiama ha fatto domande solo per innescare polemiche a tutti mai una domanda di natura tecnica...-) é un problema degli italiani.

Molto probabilmente riguardo alla Rolandi non conosce gli aspetti prettamente tecnici del calcio giocato

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Sono di gran lunga i peggiori di tutti, più di Mediaset, più di Sky e neanche di poco !!

A Mediaset nonostante tutto mi ricordo di telecronache bellissime e appassionate da parte del dichiarato prescritto Bruno Longhi ma anche dell'ambiguo Piccinini, e persino Pistocchi quando intervenne nel primo turno del 1997 (durante un Juve-Manchester) per dirci che avevamo passato il turno per un gol dell'Olympiakos lo fece con voce entusiasta.

Due anni fa addirittura Bergomi e Caressa fecero una splendida telecronaca nella rimonta contro l'Atletico in Champions.

Probabilmente avranno recitato una parte, ma almeno si sono sforzati di farlo.

Alla Rai non ce la fanno poverini, sono proprio dei casi umani, l'altra sera alla DS in più di un occasione hanno ripetuto che sarebbe giusto che la coppa la vincesse l'Atalanta (in base a cosa non era specificato), poi l'ennesima telecronaca contro in un finale.....eppure una volta non era così, mi ricordo di personaggi non juventini ma professionisti esemplari come Bruno Pizzul, Ennio Vitanza e Giorgio Martino che rimanevano imparziali nei match con le italiane e tifavano Juve nelle partite europee.

Il peggiore credo sia Cerqueti, ricordo una sua telecronaca in un match contro la Roma in cui disse "Attacchiamo" durante una azione dei giallorossi e soprattutto una cronaca vergognosa in occasione della finale con la Lazio del 2017, uno schifo a tal punto che qui sul forum fu aperto un topic goliardico nel dopo partita intitolato "Le condizioni di Cerqueti" da tanto che c'era rimasto male .ghgh

 

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