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Post in rilievo

7 ore fa, Hoolk ha scritto:

è arrivato churchil

io vedo che dove arrivano i russi da sempre scappano tutit

dove arrivan gli ameircani..poi la gente scappa quando se ne vanno.

o forse mi sonos gonato la gente che si attaccava ai carrelli degli aerei che decollavano.

sicuramente erano infiltrati pagati dagli usa.

 

dove arrivano gli americani la gente non ha tanto tempo per scappare. la guerra a 2000 metri fa molto male. per esempio i 526 civili morti a panama dopo bombardamento motivato dalla cattura di noriega. 

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6 ore fa, Styno91 ha scritto:

La lezione di Marina

Ogni domenica, nelle principali città russe, si tengono manifestazioni, gli attivisti arrestati secondo fonti indipendenti sarebbero finora quasi 15mila e, nelle camionette della polizia, intonano Zombies dei Cranerries, fedeli allo stesso immaginario della Ovsyannikova. Che un paio di lezioni le dà anche a noi, da quest’altra parte del mondo. La prima è che, mentre discutiamo degli effetti della guerra sui prezzi delle materie prime, c’è qualcosa di più grande che si aggira sulle nostre teste. Qualcosa che non possiamo ignorare. La seconda è che puoi anche non essere d’accordo con le mosse della Nato e la sua politica estera del «doppio standard» di fronte alle crisi umanitarie, ma puoi dirlo. E coi tempi che corrono non è una cosa banale.

 

dal Sole24 ore

senza fare alcuna polemica ( che da qui in poi eviterò e chiedo scusa per prima  ), mi sembrava una riflessione da condividere, buona giornata a voi

 

 

si come no, puoi dirlo. infatti sono 7 giorni che aspetto di ascoltare le interessanti corrispondenze di mark innaro ma tutte le sere rimango deluso. ha il raffreddore il buon mark.ghgh

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17 minuti fa, lou 65 ha scritto:

si come no, puoi dirlo. infatti sono 7 giorni che aspetto di ascoltare le interessanti corrispondenze di mark innaro ma tutte le sere rimango deluso. ha il raffreddore il buon mark.ghgh

Ah quindi il fatto di decidere di lasciare la Russia da parte della Rai, ma anche del tg5 e di tante testate internazionali, era solo un modo per non far parlare Innaro. Ok...

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interessante articolo di marzo 2021

lavoce.info

 

Lasciare il dollaro, missione possibile per Russia e Cina

 

Tra Russia e Cina si è sviluppata una alleanza finanziaria. Detronizzare il dollaro come valuta internazionale di riserva per ora è impensabile. Ma è certo possibile svincolarsene. Nel lungo periodo ciò potrebbe erodere la supremazia degli Usa.

Le pessime relazioni tra Pechino e l’Occidente

Dopo la chiusura del Summit in Alaska tra Stati Uniti e Cina, che era atteso perché avrebbe potuto inaugurare relazioni più costruttive tra i due paesi, i rapporti tra le maggiori potenze versano in condizioni pietose.

Il Summit ha fatto notizia non tanto per i pochi contenuti, ma per i toni e il linguaggio poco appropriati in un dialogo tra ministri degli Esteri e alti rappresentanti di stato (come racconta Mario Del Pero).

Come se non bastasse, si aggravano anche le tensioni tra Unione europea e Cina. A meno di tre mesi dalla firma di un accordo bilaterale sugli investimenti, ancora da ratificare, ma presentato come una vera e propria svolta a favore di relazioni costruttive in un contesto multilaterale compromesso su più fronti, Bruxelles e Pechino oggi sanciscono invece una svolta in direzione opposta, con un’escalation di sanzioni “personali” reciproche.

Per la prima volta dal 1989, il 22 marzo l’Ue ha approvato sanzioni su quattro funzionari cinesi. I provvedimenti dell’UE sono in risposta alle presunte violazioni dei diritti umani nell’estrema regione occidentale dello Xinjiang, dove la Cina è accusata di detenere un milione di uiguri e altre minoranze etniche in campi di rieducazione. Pechino, secondo la quale i campi sono centri di formazione professionale e fanno parte degli sforzi per combattere il terrorismo, ha risposto quasi immediatamente, con sanzioni su dieci cittadini europei (tra cui diplomatici, funzionari, accademici e politici) e quattro enti, descritti come colpevoli di posizioni “gravemente dannose per la sovranità e gli interessi della Cina e di maliziosamente diffondere bugie e disinformazione”.

Tra le dieci persone ci sono cinque membri del Parlamento europeo: Reinhard Butikofer, Michael Gahler, Raphaël Glucksmann, Ilhan Kyuchyuk e Miriam Lexmann. Sono presi di mira anche i parlamentari Sjoerd Wiemer Sjoerdsma dei Paesi Bassi, Samuel Cogolati del Belgio e Dovile Sakaliene della Lituania, così come lo studioso tedesco Adrian Zenz e l’accademico svedese Björn Jerdén. I quattro enti sono il Comitato politico e di sicurezza (Cps) del Consiglio dell’Ue, la sottocommissione per i diritti umani del Parlamento europeo, il think tank Mercator Institute for China Studies (Merics) in Germania, e la Alliance of Democracies Foundation in Danimarca, un forum guidato dall’ex capo della Nato Anders Fogh Rasmussen. Queste persone – e le loro famiglie – hanno il divieto di entrare nella Cina continentale, Hong Kong e Macao, mentre alle aziende e alle istituzioni a loro associate sarà vietato non solo entrare nel paese, ma anche fare affari con la Cina, secondo quanto ha detto il ministero degli Affari esteri (tra questi “associati” ci sono decine di individui ed enti in tutta Europa, indirettamente colpiti nelle sanzioni).

 

Con la Russia un’alleanza finanziaria

In quelle stesse ore di lunedì 22 marzo era in corso una visita in Cina del ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov. Il ministro ha definito le sanzioni imposte dall’Occidente contro la Cina e la Russia “poco sagge”, ha sostenuto che la risposta delle due nazioni dovrebbe essere la cooperazione e ha dichiarato che i due paesi dovrebbero lavorare insieme e rafforzare l’autosufficienza nella scienza e nella tecnologia, allontanandosi dal dollaro Usa per il commercio.

Cosa c’entri la visita di Lavrov in Cina con il Summit in Alaska è presto detto: Pechino vuole mostrare concretamente all’Occidente che il ricorso alle sanzioni sta per diventare un’arma spuntata.

Infatti, Cina e Russia di recente hanno iniziato a collaborare per ridurre la loro dipendenza dal dollaro – una vera e propria “alleanza finanziaria” – un fenomeno di “dedollarizzazione” che sta portando a un “momento di svolta”. Negli ultimi anni i due paesi hanno drasticamente diminuito l’uso del dollaro nel commercio bilaterale: ancora nel 2015, il 90 per cento delle transazioni bilaterali era effettuato in dollari, ma dopo lo scoppio della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, e la spinta concertata di Mosca e Pechino ad abbandonare il dollaro, il dato è sceso al 51 per cento nel 2019. Nel primo trimestre del 2020, secondo recenti dati della Banca centrale e del Servizio federale doganale russo, la quota del dollaro negli scambi commerciali tra Russia e Cina è scesa per la prima volta sotto il 50 per cento, mentre il dollaro è stato utilizzato solo per il 46 per cento dei pagamenti tra i due paesi.

La dedollarizzazione è stata una priorità per la Russia e la Cina dal 2014, quando hanno iniziato ad ampliare la cooperazione economica in seguito all’allontanamento di Mosca dall’Occidente per le conseguenze economiche e politiche dell’annessione della Crimea. Allora la sostituzione del dollaro nelle transazioni commerciali era diventata una necessità per eludere le sanzioni statunitensi contro la Russia, ma oggi un’alleanza bancaria e finanziaria, al pari o forse più di una militare o commerciale, è ciò che può garantire l’indipendenza per entrambi i paesi. Infatti, ogni transazione commerciale che avviene nel mondo e che coinvolge il dollaro americano a un certo punto deve essere autorizzata attraverso una banca statunitense, e ciò sottopone le controparti al rischio che il governo degli Stati Uniti ne possa impedire alcune. Ridurre l’uso del dollaro come valuta utilizzata nei pagamenti assicura così contro il rischio di sanzioni da parte degli Stati Uniti. Il processo di dedollarizzazione ha acquisito ulteriore slancio nel 2018, dopo che l’amministrazione Trump ha imposto tariffe su centinaia di miliardi di dollari di merci cinesi.

 

Il processo è stato facilitato, sin dal 2014, da un accordo triennale di swap valutario bilaterale del valore di 150 miliardi di yuan (24,5 miliardi di dollari), che ha permesso a ciascun paese di accedere alla valuta dell’altro senza doverla acquistare sul mercato dei cambi. Nel 2017 l’accordo è stato prorogato per tre anni. Un’altra tappa cruciale è arrivata durante la visita del presidente cinese Xi Jinping in Russia nel giugno 2019, quando Mosca e Pechino hanno concluso un accordo formale per sostituire il dollaro con le valute nazionali per le transazioni commerciali bilaterali. L’intesa prevede anche che i due paesi sviluppino meccanismi di pagamento alternativi alla rete Swift, dominata dagli Stati Uniti, per gestire il commercio di rubli e yuan.

Oltre a commerciare in valute nazionali, la Russia ha accumulato rapidamente riserve di yuan a scapito del dollaro. All’inizio del 2019, la banca centrale russa ha dichiarato di aver tagliato le proprie riserve in dollari per 101 miliardi di dollari, pari a oltre la metà delle sue attività in quella valuta. Uno dei maggiori beneficiari della mossa è stato lo yuan, che ha visto la sua quota di riserve valutarie russe passare dal 5 al 15 per cento dopo che la banca centrale ha investito 44 miliardi di dollari nella valuta cinese. Come risultato di questo spostamento, la Russia ha acquisito un quarto delle riserve mondiali di yuan. Infine, all’inizio del 2020, il Cremlino ha concesso al fondo patrimoniale sovrano russo il permesso di iniziare a investire in yuan e in titoli di stato cinesi.

La spinta della Russia ad accumulare yuan non consiste solo nel diversificare le sue riserve di valuta estera. Mosca vuole anche incoraggiare Pechino a diventare più assertiva nella sfida alla leadership economica globale di Washington. Detronizzare il dollaro come valuta internazionale di riserva non sarà possibile finché qualche altra moneta non si guadagnerà sul campo tutte le funzioni proprie e indispensabili al ruolo (cosa ben lontana). Svincolarsi dall’uso del dollaro è però certamente possibile, e ciò nel lungo periodo potrebbe erodere la supremazia degli Stati Uniti.

 

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1 ora fa, LadyJay ha scritto:

Ah quindi il fatto di decidere di lasciare la Russia da parte della Rai, ma anche del tg5 e di tante testate internazionali, era solo un modo per non far parlare Innaro. Ok...

Personalmente ammiro molto la giornalista, che ha avuto le palle di dire ciò che pensava.

Onore a lei che ,anche se le sue idee andavano contro la narrazzione si è presa le sue responsabiltà e lo ha detto a modo suo.Molti che fanno lo stesso suo mestiere ,dovrebbero imparare.

 

Detto questo,la scelta delle testate fa  sorridere perchè non c'era nessuna motivazione valida ,per adottarla

tant'è che ,giusto ieri...

 

Veleni in Rai, corrispondenti in Russia vs Maria Cuffaro del Tg3: "Non abbiamo scelto noi di rientrare. E non leggevamo le veline"

I giornalisti tornati in Italia hanno scritto all'Usigrai per denunciare le parole della "nota conduttrice della tv pubblica". Dalla Gruber, a Otto e mezzo, aveva detto che nella scelta di lasciare Mosca ha pesato la valutazione dei colleghi

 

repubblica.

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39 minuti fa, LadyJay ha scritto:

Ah quindi il fatto di decidere di lasciare la Russia da parte della Rai, ma anche del tg5 e di tante testate internazionali, era solo un modo per non far parlare Innaro. Ok...

amico mio, vedo che ignori il fatto che son tutti rientrati. me ne dolgo.

17 minuti fa, jolly88 ha scritto:

Personalmente ammiro molto la giornalista, che ha avuto le palle di dire ciò che pensava.

Onore a lei che ,anche se le sue idee andavano contro la narrazzione si è presa le sue responsabiltà e lo ha detto a modo suo.Molti che fanno lo stesso suo mestiere ,dovrebbero imparare.

 

Detto questo,la scelta delle testate fa  sorridere perchè non c'era nessuna motivazione valida ,per adottare quella scelta.

 

tant'è che ,giusto ieri...

 

Veleni in Rai, corrispondenti in Russia vs Maria Cuffaro del Tg3: "Non abbiamo scelto noi di rientrare. E non leggevamo le veline"

I giornalisti tornati in Italia hanno scritto all'Usigrai per denunciare le parole della "nota conduttrice della tv pubblica". Dalla Gruber, a Otto e mezzo, aveva detto che nella scelta di lasciare Mosca ha pesato la valutazione dei colleghi

 

repubblica.

eh beh, qualcuno si perde dei passaggi.

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7 ore fa, Teo9 ha scritto:

Perdonami, non so se avete già affrontato il tema. Ma sul medio periodo (10-20 anni) una delle poche leve di potere russa, i combustibili fossili, sarà molto depotenziata nei confronti dell'Europa. La speranza di una flessione anche nel consumo di carne metterebbe in crisi anche l'esportazione dei cereali. Non è già agli atti un progressivo ridimensionamento della Russia nello scacchiere internazionale? E non è forse proprio questo una delle cause del conflitto? 

Discorso parecchio lungo.
Sugli aspetti prettamente economici, mi fido di chi ne sa, non saprei dirti, ne so davvero troppo poco.
Molti concordano nel ritrarre una Russia sempre meno potenza economica nei prossimi decenni, questo sì.
Le proiezioni non sono particolarmente generose, ma nemmeno per noi a dire il vero.
Sulle velleità autarchiche europee, purtroppo, stendo un velo pietoso.
Sarebbe bello immaginare un'Europa indipendente energicamente, ma la vedo dura.
Ad oggi, persino paesi ricchie e potenti come la Germania ricorrono al carbone per alimentarsi.
Il nucleare potrebbe essere una parziale (ma importante) risposta, ma non è detto sia una pista praticabile, sicuramente non lo è in tempi brevi.
Temo che per almeno una decade ancora l'Europa sarà ancora dipendente da certi tipi di importazioni.

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Premier croato: drone caduto a Zagabria trasportava armi


Il primo ministro croato Andrej Plenkovic ha affermato oggi nel corso di una conferenza stampa che il veicolo aereo senza equipaggio (Unmanned aerial vehicle, Uav) che è caduto nella notte dell'11 marzo a Zagabria trasportava armi. "Il drone, che è caduto giovedì, dato che c'è molta confusione, e dobbiamo dissipare ed eliminare ogni possibile informazione imprecisa, era con armato", ha spiegato Plenkovic dopo aver visitato la portaerei francese 'Charles de Gaulle' nel Mare Adriatico, vicino alla città di Dubrovnik. "Era armato. Lo sappiamo ora, non era noto giovedì sera, forse non era noto venerdì, ma è noto ora", ha aggiunto. Plenkovic ha presentato ai giornalisti fotografie che, secondo lui, confermano la presenza di frammenti di bomba estratti da sotto il relitto del drone. I servizi competenti, ha assicurato, stanno lavorando per stabilire il tipo di bomba

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31 minuti fa, jolly88 ha scritto:

Premier croato: drone caduto a Zagabria trasportava armi 


Il primo ministro croato Andrej Plenkovic ha affermato oggi nel corso di una conferenza stampa che il veicolo aereo senza equipaggio (Unmanned aerial vehicle, Uav) che è caduto nella notte dell'11 marzo a Zagabria trasportava armi. "Il drone, che è caduto giovedì, dato che c'è molta confusione, e dobbiamo dissipare ed eliminare ogni possibile informazione imprecisa, era con armato", ha spiegato Plenkovic dopo aver visitato la portaerei francese 'Charles de Gaulle' nel Mare Adriatico, vicino alla città di Dubrovnik. "Era armato. Lo sappiamo ora, non era noto giovedì sera, forse non era noto venerdì, ma è noto ora", ha aggiunto. Plenkovic ha presentato ai giornalisti fotografie che, secondo lui, confermano la presenza di frammenti di bomba estratti da sotto il relitto del drone. I servizi competenti, ha assicurato, stanno lavorando per stabilire il tipo di bomba 

ma il drone di chi è? Nato o Russia?

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7 minuti fa, Cro88 ha scritto:

ma il drone di chi è? Nato o Russia?

due giorni fa.

 

"Secondo il premier croato, Andrej Plenkovich, il drone "non si sa se sia di proprietà dell'esercito ucraino o russo". Il velivolo in questione dovrebbe essere un Tupolev Tu-141 Strizh ("rondone" in russo) che deve aver avuto un grave malfunzionamento, hanno detto gi esperti militari della rivista online The War Zone. Si tratta di un aeromobile a pilotaggio remoto da ricognizione a medio raggio sviluppato alla fine degli anni settanta dall'Unione Sovietiva. A quei tempi non fu mai esportato ma dopo la dissoluzione dell'Urss diversi esemplari sono finiti nelle aviazioni militari delle neonate repubbliche indipendenti. L'Ucraina è l'unico operatore attuale noto del Tu-141. E infatti, secondo alcuni resoconti non ufficiali, l'Ucraina da qualche giorno li ha rimessi in funzione. "

 

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6 minuti fa, jolly88 ha scritto:

due giorni fa.

 

"Secondo il premier croato, Andrej Plenkovich, il drone "non si sa se sia di proprietà dell'esercito ucraino o russo". Il velivolo in questione dovrebbe essere un Tupolev Tu-141 Strizh ("rondone" in russo) che deve aver avuto un grave malfunzionamento, hanno detto gi esperti militari della rivista online The War Zone. Si tratta di un aeromobile a pilotaggio remoto da ricognizione a medio raggio sviluppato alla fine degli anni settanta dall'Unione Sovietiva. A quei tempi non fu mai esportato ma dopo la dissoluzione dell'Urss diversi esemplari sono finiti nelle aviazioni militari delle neonate repubbliche indipendenti. L'Ucraina è l'unico operatore attuale noto del Tu-141. E infatti, secondo alcuni resoconti non ufficiali, l'Ucraina da qualche giorno li ha rimessi in funzione. "

 

ah russo....ammazza dall'Ucraina fino a li è arrivato...chissà come mai..

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3 minuti fa, Cro88 ha scritto:

ah russo....ammazza dall'Ucraina fino a li è arrivato...chissà come mai..

no,non si  ancora se russo o ucraino.

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Ucraina: da Parlamento Slovacchia ok a truppe Nato nel Paese

Il Parlamento dello Slovacchia ha approvato a larga maggioranza la presenza di truppe Nato sul suo territorio, al confine con l'Ucraina. Il via libera è stato dato da 96 deputati su 134 presenti, mentre 15 hanno votato contro. Come spiegato dal ministero della Difesa di Bratislava, il piano prevede la presenza nel Paese di 2.100 soldati Nato. Di questi, 700 arriveranno dalla Germania, 600 dalla Repubblica Ceca, 400 dagli Stati Uniti, 200 dall'Olanda, cento dalla Polonia e altri cento dalla Slovenia. I soldati porteranno anche equipaggiamento militare per la Slovacchia, rafforzando così il fianco orientale della Nato contro la Russia. Come spiegato dal ministero della Difesa slovacco è sicuramente previsto il sistema di difesa missilistica Patriot.

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Il canovaccio è sempre lo stesso: una lettera inviata dalla presunta talpa dell’Fsb (erede del Kgb) a Vladimir Osechkin, attivista dei diritti umani in esilio, con una serie di informazioni (non verificabili) che provengono dall’inner circle di Vladimir Putin. Questa volta, però, lo scenario descritto è il peggiore possibile: secondo la talpa, l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia è effettivamente l’inizio della terza guerra mondiale, saranno usate armi nucleari e verrà colpito il cuore dell’Europa. Lo scritto in questione, del resto, non è equivocabile, anche se – bene ribadirlo – i contenuti non possono essere verificati. Fatto sta che per Mosca “la terza guerra mondiale è iniziata” e il Cremlino si preparerebbe a lanciare attacchi missilistici contro alcuni paesi vicini, anche se membri della Nato, come la Polonia e le repubbliche baltiche. Tutto questo qualora l’Occidente non dovesse cancellare le pesanti sanzioni imposte contro la Russia e accettare l’invasione dell’Ucraina. Nel documento della presunta talpa del Servizio federale per la sicurezza della Federazione russa, poi, sono delineati nel dettaglio i passi che il Cremlino sarebbe pronto a compiere davanti alle difficoltà dell’operazione ucraina e al vasto supporto fornito a Kiev.

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Quoto

Circolare dell'Esercito: 'Meno congedi e addestramento specifico"

 

In relazione ai 'noti eventi', mezzi in massima efficienza

 

Valutare con attenzione i congedi anticipati, reparti in prontezza operativa "alimentati al 100%", addestramento "orientato al warfighting","provvedere affinché siano raggiunti e mantenuti i massimi livelli di efficienza di tutti i mezzi cingolati, gli elicotteri e i sistemi d'arma dell'artiglieria".

E' quanto si legge in una circolare dello Stato maggiore dell'Esercito del 9 marzo con riferimento ai "noti eventi" e alle "evoluzioni sullo scacchiere internazionale".

 

Nella Circolare dello Stato Maggiore dell'Esercito, con oggetto "evoluzioni sullo scacchiere internazionale", si danno una serie di indicazioni interne in materia di "personale", "addestramento", "impiego", "sistemi d'arma".

 

Per quanto riguarda il personale, si chiede di valutare i congedi anticipati perché "deve essere effettuato ogni possibile sforzo affinché le capacità pregiate possano essere disponibili". Indicazioni anche per il personale in "ferma prefissata" che "dovrà alimentare prioritariamente i reparti che esprimono unità in prontezza". Nel documento - che è stato diffuso da Rifondazione Comunista-Sinistra Europea - si indica anche di evitare per quanto possibile "il frazionamento delle unità" e di valutare tutte le richieste sul territorio nazionale che dovranno essere avallate "a livello centrale". Anche gli "assetti sanitari" dovranno tenere in considerazione "i prioritari impegni" con relazione alle "forze in prontezza". Le indicazioni - si precisa nella circolare - sono da attuarsi "con effetto immediato".

 

"Gravissima la circolare dello Stato Maggiore dell'Esercito datata 9 marzo. Il nostro esercito si prepara a combattere. E' la dimostrazione lampante che il nostro Paese è già parte co-belligerante nel conflitto in corso. Cittadini/e sono tenuti all'oscuro di come il governo ci stia sciaguratamente trascinando in una guerra i cui sviluppi, se si continua su questa strada, saranno devastanti. Chi ha prestato servizio nelle forze armate negli ultimi trent'anni non ha mai visto una circolare dello stato maggiore dell'Esercito di questo tenore. A questa sciagurata mobilitazione di truppe si aggiunga che ancora non è dato sapere che tipo di armamento stiamo inviando in Ucraina. Il governo chiarisca immediatamente al Paese. Bisogna fermare questa spirale di guerra". Così Maurizio Acerbo, segretario nazionale e Gregorio Piccin, responsabile pace del Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea che ha diffuso la circolare.

 

Un documento "ad esclusivo uso interno di carattere routinario". Così lo Stato maggiore dell'Esercito definisce la "lettera che sta circolando su alcune chat di messaggistica istantanea" relativa alla situazione internazionale. E' un documento, prosegue lo Stato maggiore, "con cui il Vertice di Forza Armata adegua le priorità delle unità dell'Esercito, al fine di rispondere alle esigenze dettate dai mutamenti del contesto internazionale. Trattasi dunque di precisazioni alla luce di un cambiamento che è sotto gli occhi di tutti".

 

ANSA.it

 

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2 minuti fa, SuperTalismano ha scritto:

Pe integrare, aggiungerei questo

 

Eh, ieri avevo letto che a Sigonella c'erano "parecchi movimenti" per così dire...

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vi stupite?

Quando  al tempo  dissi che ci stiamo\ci stanno trascinando in guerra (non solo come italia ) , per determinate scelte internazionali prese in quinta  mi sono preso gli insulti.

 

C'è ragazzi,nessuno sta facendo un passo per abbassare la tensione,stanno tutti e dico tutti alzando sempre più il livello dell'escalation.

 

Quando biden ribadisce  il discorso sull'evitare una guerra mondiale ,non lo fa per  rassicurare  il popolo ma ,sta mandando  un messaggio a mosca.

 

Ribadisco quanto detto qualche giorno fa,questo mese sarà decisivo sul futuro del conflitto.

 

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36 minuti fa, jolly88 ha scritto:

vi stupite?

Quando  al tempo  dissi che ci stiamo\ci stanno trascinando in guerra (non solo come italia ) , per determinate scelte internazionali prese in quinta  mi sono preso gli insulti.

 

C'è ragazzi,nessuno sta facendo un passo per abbassare la tensione,stanno tutti e dico tutti alzando sempre più il livello dell'escalation.

 

Quando biden ribadisce  il discorso sull'evitare una guerra mondiale ,non lo fa per  rassicurare  il popolo ma ,sta mandando  un messaggio a mosca.

 

Ribadisco quanto detto qualche giorno fa,questo mese sarà decisivo sul futuro del conflitto.

 

Sono tutti dei criminali schifosi. Tutti! Nessuno escluso! 

Dettato tutto dal fatto che Putin in primis non molla da una parte, dall'altra non si intende lasciare il monopolio geopolitico ne' ai russi né ai cinesi....

Un branco di pezzi di m..... 

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42 minuti fa, jolly88 ha scritto:

vi stupite?

Quando  al tempo  dissi che ci stiamo\ci stanno trascinando in guerra (non solo come italia ) , per determinate scelte internazionali prese in quinta  mi sono preso gli insulti.

 

C'è ragazzi,nessuno sta facendo un passo per abbassare la tensione,stanno tutti e dico tutti alzando sempre più il livello dell'escalation.

 

Quando biden ribadisce  il discorso sull'evitare una guerra mondiale ,non lo fa per  rassicurare  il popolo ma ,sta mandando  un messaggio a mosca.

 

Ribadisco quanto detto qualche giorno fa,questo mese sarà decisivo sul futuro del conflitto.

 

Poche ore fa Zelenski si è arreso all'idea di non far rientrare l'Ucraina nella Nato.

 

Non era il motivo per cui Putin aveva attaccato l'Ucraina? Quindi la guerra finisce no? (Sono retorico ovviamente)

5 minuti fa, Cro88 ha scritto:

Sono tutti dei criminali schifosi. Tutti! Nessuno escluso! 

Dettato tutto dal fatto che Putin in primis non molla da una parte, dall'altra non si intende lasciare il monopolio geopolitico ne' ai russi né ai cinesi....

Un branco di pezzi di m..... 

C'è in gioco qualcosa di molto più grosso.

Se Putin non viene punito con durezza, passerà il messaggio che ognuno può invadere chi * gli pare senza avere troppe conseguenze....si Cina, sto parlando di te.

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1 minuto fa, JuventusJack ha scritto:

Poche ore fa Zelenski si è arreso all'idea di non far rientrare l'Ucraina nella Nato.

 

Non era il motivo per cui Putin aveva attaccato l'Ucraina? Quindi la guerra finisce no? (Sono retorico ovviamente)

Si, se la scrivono nero su bianco (facendo il contrario di quanto hanno fatto nel 2019, quando misero ingresso in UE e NATO come obiettivi costituzionali) 

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4 minuti fa, JuventusJack ha scritto:

Poche ore fa Zelenski si è arreso all'idea di non far rientrare l'Ucraina nella Nato.

 

Non era il motivo per cui Putin aveva attaccato l'Ucraina? Quindi la guerra finisce no? (Sono retorico ovviamente)

C'è in gioco qualcosa di molto più grosso.

Se Putin non viene punito con durezza, passerà il messaggio che ognuno può invadere chi * gli pare senza avere troppe conseguenze....si Cina, sto parlando di te.

cosa intendi?

perchè,questo è  il metodo utilizzato fin'ora ed appunto quello di cui parlavo nel messaggio in cui mi hai citato.L'unico effetto che ha provocato è stato quello, di alzare sempre più la tensione.

 

 

 

 

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9 minuti fa, SuperTalismano ha scritto:

Si, se la scrivono nero su bianco 

Credici

3 minuti fa, jolly88 ha scritto:

cosa intendi?

perchè,questo è  il metodo utilizzato fin'ora ed appunto quello di cui parlavo nel messaggio in cui mi hai citato.L'unico effetto che ha provocato è stato quello, di alzare sempre più la tensione.

Intendo che se verrano tolte le sanzioni alla Russia dopo la risoluzione della questione Ucraina, la Cina in tempo zero invade Taiwan.

Finché Putin avrà il controllo della Russia, l'occidente deve continuare a fare muro.

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14 minuti fa, JuventusJack ha scritto:

Poche ore fa Zelenski si è arreso all'idea di non far rientrare l'Ucraina nella Nato.

 

Non era il motivo per cui Putin aveva attaccato l'Ucraina? Quindi la guerra finisce no? (Sono retorico ovviamente)

C'è in gioco qualcosa di molto più grosso.

Se Putin non viene punito con durezza, passerà il messaggio che ognuno può invadere chi * gli pare senza avere troppe conseguenze....si Cina, sto parlando di te.

La Cina di sicuro aspetta questo per poter fare i suoi comodi con Taiwan.

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