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Roby Curva Sud

Curiosità: Pensate che il calcio in Italia sia finito?

Post in rilievo

Parlo per me. E sicuramente questa cosa non è condivisa. Personalmente seguo pochissimo ormai. Spesso non so neppure i risultati delle partite, tranne che della Juve, o quali partite si giocano. Credo che tornerei a seguirlo solo in un caso: se le partite tornassero a giocarsi in contemporanea. A quel punto, seguire la serie A, in un certo orario semi-fisso, tutta insieme (max una eccezione) ritornerebbe a essere un rituale. Così è troppo dispersivo per me e i miei impegni interessi.

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 Deve ritrovare il suo modo di vincere ma assolutamente non finito. 

Soprattutto calcio italiano deve anche svilupparsi dal punto di vista di infrastruttura. In Serie C polacca abbiamo stadi più moderni di Serie A italiana.

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Si è ridimensionato, non è nemmeno detto che ritorni ai fasti di un tempo.

Ci sono alcuni movimenti del passato che non si sono più ripresi, come ad esempio quello olandese che a livello di club è quasi scomparso, ma anche quello sovietico aveva una tradizione e una dignità che oggi (il riferimento è quasi esclusivamente ad Ucraina e Russia, guerra o non guerra) possono soltanto sognare.

Il discorso sulla presunta cultura calcistica italiana non sta in piedi, il nostro calcio è ai minimi storici e una fetta considerevole dei giovani si sta avvicinando ad altri sport (e fanno bene, altro ambiente rispetto allo schifo che si respira qui) l'epoca del monopolio calcistico è bello che terminato.

Inoltre nel 2026 si continua a non avere infrastrutture, fatevi un giro nei campi di B e C, ma anche un buon 50% di A, questo perché il calcio è sport nazionale altrimenti chissà come saremmo messi.

Se poi non si dà una regolata alle serie minori non si va da nessuna parte. B e anche C erano il serbatoio delle squadre di A, oggi purtroppo bisogna starci alla larga, senza voler fare accenno agli scandali che si verificano in queste serie (dalle tifoserie violente, alla criminalità organizzata, le scommesse, i favoritismi a fronte di ingenti somme di denaro).

Possiamo soltanto dire che nel 2026 il calcio italiano è sul fondo, specie a livello di nazionale, ma anche a livello di club è parecchio indietro e basta guardare i risultati raccolti in 15 anni (una Europa League).

Ci riprenderemo? Per me è più no che si, in ogni caso la ripresa dell'Italia è ben lontana.

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6 ore fa, capitangazzella ha scritto:

Parlo per me. E sicuramente questa cosa non è condivisa. Personalmente seguo pochissimo ormai. Spesso non so neppure i risultati delle partite, tranne che della Juve, o quali partite si giocano. Credo che tornerei a seguirlo solo in un caso: se le partite tornassero a giocarsi in contemporanea. A quel punto, seguire la serie A, in un certo orario semi-fisso, tutta insieme (max una eccezione) ritornerebbe a essere un rituale. Così è troppo dispersivo per me e i miei impegni interessi.

Contributo molto interessante, che mostra anche un altro volto del problema: il calcio come fenomeno popolare, come elemento che ferma il paese intero.

Un tempo la domenica pomeriggio, subito dopo pranzo, era impensabile fare altro che non fosse seguire il calcio. Non c’era letteralmente altro da fare: strade deserte, negozi chiusi, spettacoli nulli, in tv solo contenitori per casalinghe. Questo conferiva all’evento una dimensione globale: ne erano coinvolti tutti gli uomini praticamente, dai nonni ai nipotini.

Oggi è più nazionalpopolare Sanremo, o Sinner, che una qualsiasi singola partita del campionato di calcio. Questo fattore (lo “spezzatino”) moltiplica i guadagni nell’immediato, ma sperpera capitale umano per il futuro.

Inoltre, spesso capita di sentire, tra noi anziani “che bello, tutte le partite in contemporanea”, proprio perché non c’è stanchezza per l’evento-calcio in sé, ma saturazione, difficoltà di andare a cercarsi tutti gli eventi come in un infinito “acchiapparello”.

E ancora, se per una giovane generazione che si annoia e distrae ogni 5 minuti, il segreto fosse proprio quello di Pulcinella? Partite di nuovo in contemporanea, possibilità di saltare di campo in campo con la tv, emozioni a raffica, tante cose da commentare dopo appena un paio d’ore con tutti gli amici…

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2 ore fa, SuperEagle ha scritto:

Contributo molto interessante, che mostra anche un altro volto del problema: il calcio come fenomeno popolare, come elemento che ferma il paese intero.

Un tempo la domenica pomeriggio, subito dopo pranzo, era impensabile fare altro che non fosse seguire il calcio. Non c’era letteralmente altro da fare: strade deserte, negozi chiusi, spettacoli nulli, in tv solo contenitori per casalinghe. Questo conferiva all’evento una dimensione globale: ne erano coinvolti tutti gli uomini praticamente, dai nonni ai nipotini.

Oggi è più nazionalpopolare Sanremo, o Sinner, che una qualsiasi singola partita del campionato di calcio. Questo fattore (lo “spezzatino”) moltiplica i guadagni nell’immediato, ma sperpera capitale umano per il futuro.

Inoltre, spesso capita di sentire, tra noi anziani “che bello, tutte le partite in contemporanea”, proprio perché non c’è stanchezza per l’evento-calcio in sé, ma saturazione, difficoltà di andare a cercarsi tutti gli eventi come in un infinito “acchiapparello”.

E ancora, se per una giovane generazione che si annoia e distrae ogni 5 minuti, il segreto fosse proprio quello di Pulcinella? Partite di nuovo in contemporanea, possibilità di saltare di campo in campo con la tv, emozioni a raffica, tante cose da commentare dopo appena un paio d’ore con tutti gli amici…

Hai espresso perfettamente quello che provo io. E attenzione, come hai indirettamente spiegato, non è assolutamente dettato dalla nostalgia per un'epoca "migliore".

 

E' che se un evento diventa quotidiano, non è più un evento, è una routine anche un po' noiosa. Personalmente, non me la sento di dedicare la mia vita al calcio.

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Adesso, capitangazzella ha scritto:

Personalmente, non me la sento di dedicare la mia vita al calcio.

Hai centrato il punto. 

 

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4 ore fa, SuperEagle ha scritto:

Contributo molto interessante, che mostra anche un altro volto del problema: il calcio come fenomeno popolare, come elemento che ferma il paese intero.

Un tempo la domenica pomeriggio, subito dopo pranzo, era impensabile fare altro che non fosse seguire il calcio. Non c’era letteralmente altro da fare: strade deserte, negozi chiusi, spettacoli nulli, in tv solo contenitori per casalinghe. Questo conferiva all’evento una dimensione globale: ne erano coinvolti tutti gli uomini praticamente, dai nonni ai nipotini.

Oggi è più nazionalpopolare Sanremo, o Sinner, che una qualsiasi singola partita del campionato di calcio. Questo fattore (lo “spezzatino”) moltiplica i guadagni nell’immediato, ma sperpera capitale umano per il futuro.

Inoltre, spesso capita di sentire, tra noi anziani “che bello, tutte le partite in contemporanea”, proprio perché non c’è stanchezza per l’evento-calcio in sé, ma saturazione, difficoltà di andare a cercarsi tutti gli eventi come in un infinito “acchiapparello”.

E ancora, se per una giovane generazione che si annoia e distrae ogni 5 minuti, il segreto fosse proprio quello di Pulcinella? Partite di nuovo in contemporanea, possibilità di saltare di campo in campo con la tv, emozioni a raffica, tante cose da commentare dopo appena un paio d’ore con tutti gli amici…

Tutto corretto, aggiungi poi il livello tecnico di 20 e passa anni fa e ovviamente quel contenitore della domenica pomeriggio diventa un capolavoro. Se hai tanti campioni e che giocano contemporaneamente hai un prodotto che per forza di cose seguiranno tutti. Altro che Sinner...Lo spezzatino crea solo disagi ai tifosi e disaffezione ai più giovani unito al fatto che il massimo che il calcio italiano produce è Bastoni e Barella vuol dire che stai distruggendo tutto.

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Prima i talenti sbucavano dalle strade, ragazzini con un pallone e un sogno.

 

Gli altri Stati si sono fatti furbi e rosicando dei talentini di strada hanno cominciato a coltivarli integrando lo sport nelle scuole secondarie e nei college, l'Italia è rimasta indietro sotto questo aspetto 

 

Potrei anche accennare che i campionati minori e il poco Appeal ha influito (basta guardare gli stadi obsoleti e i campi di patate)

 

 

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Troppi scandali troppi veleno, soprattutto negli ultimi 20 anni.

Le mancate partecipazioni ai mondiali poi non permettono di creare un entusiasmo collettivo che riesce ad attirare anche il disinteressato.

I flop in Champions altrettanto.

E nel frattempo altri sport acquisiscono più visibilità che sia il curling o il tennis.

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Adesso, Gennodi ha scritto:

Ricordo quando c'era il wrestling che faceva slittare le partite e abbiamo superato pure quello 

Quanto avrei voluto vedere Andre the giant contro Bastoni.

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Andatevi a vedere il video che ha fatto Corona sui procuratori (anche se interista ha detto cose sacrosante su Moggi che è stato usato come capro espiatorio).

Ormai in Italia comandano i procuratori e chi sta dietro le quinte. Il livello della nostra nazionale rispecchia lo stato del calcio in Italia. Quando non ci sarà più da mangiarci sopra magari qualche campione riuscirà fuori

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Adesso, Enzo_Pavel_Nedved ha scritto:

Andatevi a vedere il video che ha fatto Corona sui procuratori

Devo portare il criceto in giardino a fare pipì, non posso.

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Dal 2006 ho smesso di guardare il calcio, a parte la Juve (non tutte le partite) e Italia quando c'erano gli juventini. CL, Mondiali, ZERO, Serie A men che meno. Oltretutto i tifosi di calcio sono di un'ignoranza senza paragoni. Mi sono ripreso un attimo con l'Ultimo Uomo e new wave del calcio serio, ma la magia e' durata poco. Disillusione e cinismo, il baraccone con i petroldollari di Chelsea, PSG e City, FIFA, UEFA, corruzione, giudici italiani, Ignazio la Russa..potrei andare avanti per ore.

 

Sul motivo per cui la Serie A fa pena, si sono espressi benissimo alcuni utenti come @garrison

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Il tema e’ molto complesso . Parliamo di quale calcio? Italiano ? Europeo ? Mondiale ? E cosa si intende per finito ?

in Italia il calcio non e’ più seguito dai bambini e ragazzini come negli anni 70/80/90 pur oggi avendo una fruibilità che a quei tempi si poteva solo sognare . Il giro di affari e’ notevole , il calcio e’ un settore che genera un giro di affari mostruoso ma se vogliamo fare un’a smisi sociale si potrebbe dire che c’è’ meno passione fra i supporters perché progressivamente  sta diventando  più uno spettacolo mediatico piuttosto che un evento sportivo .. in Italia poi tra scandali , stadi obsoleti e livello qualitativamente basso, risultati nazionale  di certo l interesse e’ crollato .. oggi i  bsmbini itsliani più facile  tifno il Barcellona di yamal piuttosto che la Juve di Locatelli ! 

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ma sti * del calcio italiano.

Hanno deciso di spolparselo da tempo.

 

Putroppo abbiamo consegnato la gestione di questa industria a gente il cui unico interesse è il corposo bonifico che gli arriva a fine mese, coi privilegi e il tenore di vita che ne derivano. Sti * delle riforme, il bene del movimento, i diritti tv, le giovanili blablabla tutte *..ma chissenefrega ragazzi..
Il burocrate del calcio piu scemo piglia piu della meloni..chiedetevi quanto piglia il presidente della lega pro.

E chi la molla piu quella sedia. Ci si tiene aggrappati a quell'ambiente il piu possibile..

 

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Ci sarebbero almeno un centinaio di motivazioni a supporto della tua tesi, e cioè che il calcio sta morendo, soprattutto in Italia:

In ordine sparso:

 

- scandali continui 

- VaR che nega la gioia di esultare

- stadi vecchi

- prezzi stadi altissimi e stipendi bassi/tasse alte

- prezzi dazn alti e qualità bassa rispetto a sky

- spettazino e abbondanza di partite

- scarsità di campioni

- social e 1000 altre distrazioni che un tempo non avevamo (venti anni fa si aspettava la domenica per distrarsi dalla routine, ora siamo completamente sui social e piattaforme varie)

- calciatori strapagati 

- paytv (prima si aspettava quelli che il calcio, guida al campionato ecc.)

- mancanza di cultura sportiva (cosa che ultimamente sta toccando anche il basket e il tennis purttoppo)

 

E potrei continuare per molto 

 

 

Per quanto mi riguarda non ho neanche l'abbonamento a dazn. Guardo ciò che passa su sky dove ho super sconti. Motivo per cui al momento guardo molta premier e visto che la Juve fa * e quest'anno va spesso su sky calcio, la guardo li. Tempo fa guardavo anche le amichevoli di Villar Perosa.

 

E sono anni che non indosso maglie/felpe juve per paura di chi incontro, visti i vari casi.

 

Penso di aver risposto 😅

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Il 15/05/2026 Alle 08:46, bergamo83 ha scritto:

Come giusto che sia, i ragazzi hanno capito che ci sono anche altri sport e soprattutto le famiglie.

Una volta il 90% dei bambini andava a calcio e le bambine si dividevano tra danza e pallavolo.

Ora i ragazzi praticano altri sport spesso meno costosi del calcio.

Come sempre impeccabile...peró molte bambine stravedono per il calcio..lavoro a scuola quindi so di quel che parlp

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Il 16/05/2026 Alle 18:19, mission-champions ha scritto:

Tutto corretto, aggiungi poi il livello tecnico di 20 e passa anni fa e ovviamente quel contenitore della domenica pomeriggio diventa un capolavoro. Se hai tanti campioni e che giocano contemporaneamente hai un prodotto che per forza di cose seguiranno tutti. Altro che Sinner...Lo spezzatino crea solo disagi ai tifosi e disaffezione ai più giovani unito al fatto che il massimo che il calcio italiano produce è Bastoni e Barella vuol dire che stai distruggendo tutto.

Come se la Premier, che viene vista da mezzo globo terracqueo, non fosse ancora più spezzatino

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1 ora fa, Txarren ha scritto:

Come se la Premier, che viene vista da mezzo globo terracqueo, non fosse ancora più spezzatino

La premier è un caso a parte. Il calcio spezzatino origina in premier proprio perché lì fa audience anche una partita di terza categoria in qualsiasi giornata di settimana. Esempio lampante il boxing day. Non è tanto l' interesse al campionato ma proprio l interesse al calcio in quanto sport agonistico. 3 anni fa ad esempio vidi molte più partite di premier che serie A .ghgh, poi staccai tutto perché pagare un botto di soldi per vedere più il calcio inglese che non la Juve mi sembrò alquanto assurdo. 

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