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LegioneBianconera

Il fenomeno francese: perché la nazionale dei Bleus produce talenti straordinari da trent’anni?

Post in rilievo

Da Zinedine Zidane a Thierry Henry, da Patrick Vieira a Lilian Thuram, fino a Kylian Mbappé, N’Golo Kanté, Karim Benzema, Ousmane Dembelè e Antoine Griezmann;

la nazionale francese continua a esprimere, generazione dopo generazione, calciatori di livello assoluto.

 

Non si tratta di un picco isolato, ma di un flusso costante di talenti che dura da almeno trent’anni e che ha permesso alla Francia di essere tra le nazionali più competitive del pianeta, sia a livello di risultati che di qualità individuale.

 

Quali sono, secondo voi, i fattori strutturali, formativi e sociali che spiegano questa straordinaria capacità di generare fenomeni?

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La possibilità di avere un "bacino ampio" da dove pescare. Alla fine, sono stati i primi con una grande immigrazione (insieme agli olandesi). Fino a metà 2000, nessun'altra nazionale europea schierava giocatori con origine diversa rispetto a quella del territorio che rappresentavano (salvo qualche caso in Inghilterra, vedi Heskey).
Oggi, hanno sviluppato bene le qualità dei ragazzi che sono sia veloci che tecnicamente fortissimi.

 

Poi, in alcuni casi, schierano giocatori che di francese hanno zero, vedi Olise che proviene da genitori africani ma è nato in UK.

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Prendiamo il caso del brasile ai bei tempi andati: ampio bacino di potenziali talenti, campionato buono per farli maturare (cioé livello non troppo alto) e spedirli nel calcio che conta appena possibile, ragazzi che in media hanno fame e grinta perché escono da situazioni di miseria. Negli ultimi 30 anni il brasile è passato da un tasso di povertà estrema negli anni 90 pari al 25% della popolazione, a meno del 5% oggi, inoltre sono meno spinti ad andare altrove alla prima possibilità e quindi il ritmo di crescita di tali talenti è decisamente rallentato. In Francia la componente "fame da miseria" è coperta da quei ragazzi che escono da famiglie povere di immigrati, che si son fatti le ciapet quadrate e quindi inculcano determinati valori di voglia di riscatto durante la crescita. A livello di strutture e mezzi, sicuramente la Francia è messa meglio. Ne esce che producono talenti a gran ritmo.

 

Noi invece, abbiamo un bacino potenziale ristretto (popolazione sempre meno giovane, meno figli pro capite, meno ragazzi che si interessano al calcio) strutture mediamente penose, costi alti per i ragazzi, un campionato in cui prima che riescano a ritagliarsi un po' di spazio può volerci mezzo decennio... emigrazione calcistica verso l'estero ancora abbastanza limitata perché comunque mediamente l'italiano è restio ad abbandonare famiglia, amici ed il proprio paese... ergo non ne esce granché

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Il fattore che accomuna quei giocatori è che sono tutti esplosi all'estero tranne Mbappé.

Fino a pochi anni fa i francesi più forti giocavano tutti in Spagna, Inghilterra, Germania o Italia.

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Un insieme di cose.

Tralascerei la generazione degli Zidane e dei Thuram (alla quale noi potevamo comunque orgogliosamente controbattere con i Del Piero, i Totti, i Buffon e chi più ne ha più ne metta), perché la netta discrepanza si è avuta negli ultimi 20 anni di semina, dalla quale noi abbiamo raccolto il NULLA COSMICO.

Sarebbe troppo semplicistico risolvere la questione in due righe, per prima cosa allora dovremmo stabilire quale fosse la nostra principale fonte "produttiva" dei talenti: erano forse i centri federali? Assolutamente NO.

Diciamo che i talenti arrivavano da due canali, la prima era sicuramente LA STRADA (o gli oratori, ambienti ormai quasi deserti), la seconda era formata dalle migliaia e migliaia di piccole società dilettantistiche che davano GRATUITAMENTE ai ragazzi la possibilità di allenarsi e giocare.

E come mai questo avveniva e ora non accade più?

In primis perché i ragazzi italiani non stanno più in strada a giocare e passano le giornate sui social a rincoglionirsi.

In secondo luogo perché quelle piccole società ormai sono al collasso e molte sono addirittura in procinto di chiudere definitivamente i battenti, è il segreto di pulcinella quello che nello scorso secolo le stesse venivano mantenute in vita grazie alla possibilità di ricevere "sponsorizzazioni" ufficiali che poi venivano parzialmente restituite attraverso "pagamenti in nero", i controlli erano all'acqua di rose e questo sommerso permetteva comunque a tutto il mondo dilettantistico di autosostenersi senza richiedere rette alle famiglie dei ragazzi. 

Oggi non è più così, se vuoi mandare un figlio a giocare devi prepararti a spendere centinaia di euro al mese e ovviamente molte famiglie non possono permetterselo. 

 

Non conosco la realtà francese e neppure conosco l'origine dei tantissimi talenti che quotidianamente loro producono, mi viene però da pensare che i loro canali di approvvigionamento non solo non si siano esauriti come i nostri ma siano addirittura stati potenziati... sarebbe bello e interessante avere l'opinione di chi vive da quelle parti e conosce quella situazione. 

 

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Credo che la spiegazione la si capisca guardando la trasformazione che c'è stata tra la nazionale francese che ha vinto gli europei nel 1984 e quella di oggi.

Nel 1984 c'era un unico giocatore nero (Tigana) ... oggi c'è un unico (o comunque sono pochissimi) giocatore bianco (Rabiot).

I bianchi in Francia oggi sono meno talentuosi (per un motivo o per l'altro) ma hanno potuto attingere dai figli degli immigrati dalle ex colonie.

In Italia questa trasfomazione non c'è stata ... e visto che di talenti bianchi anche qui non ce ne sono ecco le conseguenze.

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7 minuti fa, Maxxo74 ha scritto:

Credo che la spiegazione la si capisca guardando la trasformazione che c'è stata tra la nazionale francese che ha vinto gli europei nel 1984 e quella di oggi.

Nel 1984 c'era un unico giocatore nero (Tigana) ... oggi c'è un unico (o comunque sono pochissimi) giocatore bianco (Rabiot).

I bianchi in Francia oggi sono meno talentuosi (per un motivo o per l'altro) ma hanno potuto attingere dai figli degli immigrati dalle ex colonie.

In Italia questa trasfomazione non c'è stata ... e visto che di talenti bianchi anche qui non ce ne sono ecco le conseguenze.

Il calcio è sempre stato anche (non solo ovviamente) un riscatto sociale delle classi più povere. 
Una famiglia benestante perché dovrebbe desiderare che il figlio si trovi in quell’ambiente tossico che è il calcio giovanile, in Francia come in Italia? 

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1 ora fa, Kyary Pamyu Pamyu ha scritto:

si, vero, ma la francia ha cominciato ad essere fortissima e piena di talenti piu o meno dal 78 (mondiali argentina) consolidandosi attraverso gli anni 80, quando a parte Tresor erano quasi tutti francesi o di origini basche, spagnole e italiane. Ora chiaramente i diversamente africani  sono in minoranza, mi vengono in mente solo Griezman e Rabiot.

e comunque se fosse solo questione di fisico sarebbero fortissime anche le squadre africane ma invece non lo sono, almeno a livello di mondiali, quindi le motivazioni sono da ricercarsi anche in altri fattori, che riguardano l organizzazione dello sport

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30 minuti fa, JLS ha scritto:

Il calcio è sempre stato anche (non solo ovviamente) un riscatto sociale delle classi più povere. 
Una famiglia benestante perché dovrebbe desiderare che il figlio si trovi in quell’ambiente tossico che è il calcio giovanile, in Francia come in Italia? 

ci sono fior di squadre dove i ragazzi sono tutti di famiglia benestante, anche perche ormai per pagare la retta di una societa' bisogna non essere poveri.

quindi sfatiamo questo cliche' che poteva valere 50 anni fa ma non ora

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Di base secondo me c'è molta meno pressione mediatica rispetto all'italia.. lì puoi anche tenere titolari dei giovani e aspettare che crescano..qui abbiamo raggiunto da tempo livelli di follia indecenti..nel tifo e nei media che fomenta ogni domenica dubbi e sospetti..inoltre abbiamo una federazione di operatori ecologici che si possono permettere di dire qualunque cosa senza che gli organi competenti intervengano..

Poi mettiamoci le disparità di severità tra alcuni club e altri..

E infine mettici il fatto che noi abbiamo una proprietà che, dal 2006, ha perso l'uso delle corde vocali..

Queste ultime possono sembrare a prima vista scollegate dall'argomento ma non é così perché tutto quanto crea un clima rovente, carico di polemiche in cui non si riesce più a creare un progetto a lungo termine senza sentire il fiato sul collo del sistema...per questo un giovane da noi, se sbaglia mezza partita rimane fuori dieci giornate..

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45 minuti fa, Maxxo74 ha scritto:

Credo che la spiegazione la si capisca guardando la trasformazione che c'è stata tra la nazionale francese che ha vinto gli europei nel 1984 e quella di oggi.

Nel 1984 c'era un unico giocatore nero (Tigana) ... oggi c'è un unico (o comunque sono pochissimi) giocatore bianco (Rabiot).

I bianchi in Francia oggi sono meno talentuosi (per un motivo o per l'altro) ma hanno potuto attingere dai figli degli immigrati dalle ex colonie.

In Italia questa trasfomazione non c'è stata ... e visto che di talenti bianchi anche qui non ce ne sono ecco le conseguenze.

giocatori diversamente bianchi in misura minore li abbiamo anche qui ma a parte balotelli (a detta di tutti, non mia) di grandi talenti chi e' emerso? nessuno.

pur essendo il bacino meno numeroso qualcuno prima o poi sarebbe dovuto uscire anche qui ormai

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I giocatori di colore arrivano alla maturità fisica prima di altri e sbaragliano la concorrenza, tra questi poi c'è la libertà di scegliersi i migliori per le società professionistiche. In italia non ne abbiamo così tanti e selezioniamo i diversamente africani sempre in base al fisico, ma purtroppo la quantità non è in grado di comprendere dentro di sé la parte qualitativa. I giocatori tecnici di colore crescono alla stessa velocità di quelli poco tecnici, in Italia spesso i giocatori tecnici sono di taglia inferiore e vengono tagliati già a 14 anni e rimangono quasi essenzialmente quelli grossi... mettiamo pure che qualcuno buono ci sia pure, poi c'è l'aspetto della dispersione dovuta a fattori esterni: le distrazioni, la scuola, le difficoltà di molti di trovarsi in provincia (mica tutte le squadre hanno collegi e infrastrutture), la disillusione quando vedono che le cose non vanno nella giusta direzione, ecc. ecc.

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Hanno le accademie sviluppate nel corso dei decenni e ne hanno diverse sparse per il territorio.

Si chiamano Institut National du Football (INF).

 

Qui vi riporto un estratto di Wikipedia sull'accademia situata nella regione francese Île-de-France (la più importante, dove si trova Parigi).

Esempi di giovani campioni usciti da Clairefontaine (INF di Parigi) sono Nicolas Anelka, Louis Saha, William Gallas, Thierry Henry, Kylian Mbappé, Mike Maignan, Alphonse Areola, Raphaël Guerreiro, fratelli Thuram, Fofana e Konè.

Questo elenco non è esaustivo, se inserite la lingua francese ce ne sono altri, compresi quei giocatori che hanno scelto il paese di origine dei genitori, io ho trovato anche Benatia.

 

E lo ripeto, questa è l'accademia di Parigi e probabilmente mancano parecchi nomi, in Francia ci sono altri INF ufficialmente riconosciuti e gestiti dalla federazione francese e chissà quanti altri nomi troviamo.

 

Una roba così in Italia non esiste.

 

  • Grazie 1

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33 minuti fa, MatteoJuventus ha scritto:

Hanno le accademie sviluppate nel corso dei decenni e ne hanno diverse sparse per il territorio.

Si chiamano Institut National du Football (INF).

 

Qui vi riporto un estratto di Wikipedia sull'accademia situata nella regione francese Île-de-France (la più importante, dove si trova Parigi).

Esempi di giovani campioni usciti da Clairefontaine (INF di Parigi) sono Nicolas Anelka, Louis Saha, William Gallas, Thierry Henry, Kylian Mbappé, Mike Maignan, Alphonse Areola, Raphaël Guerreiro, fratelli Thuram, Fofana e Konè.

Questo elenco non è esaustivo, se inserite la lingua francese ce ne sono altri, compresi quei giocatori che hanno scelto il paese di origine dei genitori, io ho trovato anche Benatia.

 

E lo ripeto, questa è l'accademia di Parigi e probabilmente mancano parecchi nomi, in Francia ci sono altri INF ufficialmente riconosciuti e gestiti dalla federazione francese e chissà quanti altri nomi troviamo.

 

Una roba così in Italia non esiste.

 

qualcosa di simile esiste sono i CFT, ma funzionano poco e male.

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