Ci sono state talmente tante prodezze tecniche assolute in questa partita, che pare che le difese abbiano giocato male; in verità non è stato così; per avere un gioco di squadra così straordinario bisogna giocare in quel modo, mettendo in conto di assumersi dei rischi calcolati.
E’ una tendenza comune a tutti gli sport: dal basket NBA al calcio; dal football NFL al tennis (sport individuale); si gioca per ottenere il dominio del gioco, per cercare di produrre più occasioni, più punti, più canestri, più touch down, più goal degli avversari, perché con la tecnica in velocità, con l’atletismo, l'intensità e il livello di talento attuale il tatticismo, l’attendismo, la speculazione, alla lunga non pagano.
Chi pensa che col pullman davanti alla porta, il “blocco basso”, il 5-3-2 si sarebbero potuto limitare queste squadre, mi spiace ma non ha capito niente. L'Atalanta ne ha presi 10, DIECI; le mèrde ne hanno presi 5, CINQUE, senza farne mezzo.
Giocare per vincere esalta il talento abbinato all’intensità, la la tecnica abbinata alla velocità di questi giocatori. E’ il modo più LOGICO di sfruttate il potenziale dei propri giocatori.
Non è un altro sport, stiamo parlando proprio di un’altra galassia; una di quelle di cui non vedremo mai nemmeno la luce primordiale; troppo lontana e troppo veloce nell’allontanarsi.
Questa partita mi ha fatto lo stesso effetto che produce in un visitatore italiano la vista di città come Tokyo o Shanghai; realizzi plasticamente di vivere nel passato.
Barlume di speranza, per quanto flebile: abbiamo l’unico allenatore italiano che, a dispetto dell’età, ha capito in che direzione sta andando il calcio e la segue con coraggio.
E abbiamo Yildiz, l’unico dei nostri che potrebbe giocare a questi livelli.
Proviamo a costruirci sopra qualcosa?