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Mormegil

Guerra di Siria e situazione mediorientale: news e commenti

Post in rilievo

Alcuni dettagli sullo strike israeliano di ieri notte. 

L'operazione è stata denominata House o Cards ( .asd ) e sarebbe stata (ovviamente) pianificata in anticipo. I 20 o 25 razzi sparati contro le postazioni israeliane nel Golan sarebbero state quindi solo l'occasione per dare il via ai botti.

Sarebbero stati sparati, da parte israeliana una settantina di missili di vario tipo da 20/23 tra F15 ed F16 senza alcuna perdita. 

 

posto un link di un filmato diffuso dal comando israeliano nelle ore scorse, nel quale si vede un missile, che attraverso la sua microcamera di bordo, punta e colpisce un autocarro armato di un sistema antiaereo Pantsir,  con equipaggio a bordo.

http://www.dailymail.co.uk/news/article-5714907/Netanyahu-says-Iran-crossed-red-line-following-Israeli-missile-launch.html

 

In quest'altro link si vede la mappa dei bersagli colpiti  con alcune foto satellitari delle zone prese di mira.

https://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-5257425,00.html 

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20 ore fa, CND Rocket ha scritto:

Secondo me finchè non succede qualcosa di veramente "grosso" o finchè Israele non colpisce direttamente il territorio Iraniano, si andrà avanti con questa specie di guerriglia ancora per un pò.

In ogni caso, la situazioni da quelle parti è critica.

molto critica

dubito fortemente che l'iran piegherà la testa.

bisogna sperare che macron abbia lui un po di testa..., visto che pare sia diventato amicone di trump; netanyahu... lui sa quello che fa ovviamente è un politico fatto e navigato.

è trump l'anello debole, speriamo bene

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Ma secondo voi l’iran ha interesse a mantenere l’accordo (visto che ci sono di mezzo Russia e Cina) o ad uscire? Intanto sembra che sia riuscito ad allontanare un po’ usa e europa .

 

inolyre ho letto che secondo alcuni sia Putin l’unico in grado di stabilizzare la situazione visto i rapporti con Siria Iran Turchia e Israele. 

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trump sta facendo saltare il banco

oggi la germania quindi di conseguenza l'europa si è smarcata definitivamente dagli usa

ha detto chiaramente che questa situazione di subalternità non può continuare

si potrebbe arrivare all'assurdo

l'europa che rinuncia agli usa e non il contrario

quando la corda si tira troppo si rompe

che succede se domani UE mette dei dazi su prodotti immateriali come sull'industria cinematografica??

c'è solo da capire se l'europa può vivere con russia cina iran etc etc  senza usa o viceversa

 

non si può pretendere di fare saltare un accordo senza un motivo valido e gli investiementi fatti pesantemente dai paesi europei italia in testa senza conseguenze

si perde anche in credibilità

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16 ore fa, cirulla ha scritto:

Ma secondo voi l’iran ha interesse a mantenere l’accordo (visto che ci sono di mezzo Russia e Cina) o ad uscire? Intanto sembra che sia riuscito ad allontanare un po’ usa e europa .

 

inolyre ho letto che secondo alcuni sia Putin l’unico in grado di stabilizzare la situazione visto i rapporti con Siria Iran Turchia e Israele. 

Domanda interessante che implica una risposta articolata.

 

Per capire quali interessi abbia l'Iran nel deal nucleare bisogna partire, io credo, dalla situazione interna iraniana che vede due blocchi di forze in competizione l'uno con l'altro.

Il primo blocco è quello diciamo "riformista" che ruota intorno al premier Rohani che punta ad una politica di riforme economiche e di caute aperture politiche e sociali: obiettivi che possono essere raggiunti solo producendo benessere da diffondere tra la popolazione, che è perlopiù giovane; tale benessere però può essere raggiunto solo agganciandosi all'Occidente in senso lato ed all'Europa in particolare: la Russia infatti non è in grado di produrre benessere per sé stessa, figuriamoci per gli altri, mentre la Cina (che potrebbe in parte sostituire l'Occidente) rischia di risultare troppo invasiva a differenza dell'Europa -ed essere stato-colonia agli iraniani non piace. Quindi ora come ora l'Occidente è l'alternativa migliore, per un Iran riformista,  in termini di costo convenienza. Il blocco "riformista" di Rohani è quello che ha i più grandi margini in termini potenziali -giovani, piccoli imprenditori, libero mercato-, ma allo stesso tempo è quello più vulnerabile, in quanto ha puntato tutte le proprie carte sulla crescita economica, sulla diffusione del benessere e quindi sulla possibilità di introdurre caute riforme sociali: per queste ragioni il fallimento del deal nucleare ed eventuale reintroduzione delle sanzioni, sarebbe un colpo durissimo in quanto provocherebbe una grave recessione economica, un taglio nella produzione di greggio, un pesante aumento dell'inflazione e penuria sui mercati che colpirebbe sopratutto i ceti più deboli. Inoltre potrebbero sorgere problemi nell'ammodernamento della tecnologia estrattiva la cui eventuale sostituzione con tecnologia russa non sarebbe né rapida né indolore.

Quindi per il blocco riformatore il fallimento del deal sarebbe  un mezzo disastro che verrebbe cavalcato dal blocco conservatore per regolare i conti con i riformisti. Allo stesso tempo, tuttavia,  in questi anni il deal non ha portato quei vantaggi che i riformisti si aspettavano: infatti, l'apertura sui mercati e la fine delle sanzioni non sono stati in grado di scalfire il potere dei conservatori, né la popolazione ne ha beneficiato in termini di benessere visto che immense risorse sono state drenate in Siria, e non vi è alcuna ragione di credere che tale situazione possa cambiare in futuro, anche qualora il deal venisse mantenuto.

 

Il secondo blocco è quello conservatore, che ruota attorno al presidente del parlamento Ali Larijani,  un falco conservatore,  ma alle cui spalle vi sono degli ultrafalchi,  primo fra tutti l'ayatollah Ahmad Jannati,  presidente del consiglio degli esperti, un vecchio dinosauro novantenne che rappresenta il centro più oscuro della teocrazia iraniana. Braccio  armato di questo blocco sono i Guardiani della Rivoluzione, ovvero i pasdaran: una milizia rivoluzionaria-movimentista di enorme potere economico e militare,  cresciuta all'ombra della guerra Iran-Iraq che svolge la funzione di cane da guardia della rivoluzione iraniana. Il blocco conservatore, che inizialmente aveva osteggiato il deal nucleare di Rohani (per timore che portasse vantaggi politici ai riformisti) adesso si trova in una win-win situation: nel senso che un eventuale fallimento del deal sarebbe un'arma formidabile contro i riformisti, che ne uscirebbero politicamente ridimensionati se non proprio distrutti, mentre se al contrario il deal dovesse proseguire (con Europa e Russia) senza essere ridiscusso e riformulato (come chiedeva Trump), a continuare a goderne i maggiori benefici sarebbero proprio i falchi,  sia in senso  economico (entrate petrolifere e commerciali in aumento) sia in senso strategico (programmi nucleari-ombra ed espansionismo nel Levante). Dobbiamo infatti ricordare come ogni dollaro che entra nelle casse di Teheran attraverso i rapporti commerciali con l'estero finisce in buona parte nel blocco conservatore: i pasdaran controllano infatti imprese strategiche e compagnie di import-export,  mentre attraverso i vari ayatollah operano innumerevoli fondazioni religiose,  che agiscono sul mercato ma  senza soggiacere alle regole del mercato e quindi in regime di concorrenza sleale nei confronti delle imprese "normali". Oltretutto queste fondazioni, intoccabili, sono state la causa principale del dissesto economico iraniano nonché il maggiore  freno alle riforme di Rohani. Insomma, comunque vadano le cose con il deal,  il blocco conservatore ha da guadagnarci mentre a rischiare il collo è solo quello riformista.

 

In posizione mediana tra i due blocchi, ma tendenzialmente spostato verso i conservatori da cui di fatto dipende è la Guida suprema Ali Khamenei (in Iran la guida suprema viene eletta dal consiglio degli esperti di Jannati) il quale a suo tempo diede la sua benedizione a Rohani per il deal con gli USA, ma che in caso di fallimento non esiterebbe a rafforzare il blocco conservatore dal quale proviene.

 

In buona sostanza dunque, il deal nucleare per il quale in tanti in Occidente piangono è una polpetta avvelenata da cui, paradossalmente, gli unici a trarne vantaggio,  sia che ci sia, sia che non ci sia, sono coloro che lo avevano osteggiato: gli ayatollah conservatori e i loro scagnozzi pasdaran.

 

 

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Il 11/5/2018 Alle 22:22, Vonpalace ha scritto:

trump sta facendo saltare il banco

oggi la germania quindi di conseguenza l'europa si è smarcata definitivamente dagli usa

ha detto chiaramente che questa situazione di subalternità non può continuare

si potrebbe arrivare all'assurdo

l'europa che rinuncia agli usa e non il contrario

quando la corda si tira troppo si rompe

che succede se domani UE mette dei dazi su prodotti immateriali come sull'industria cinematografica??

c'è solo da capire se l'europa può vivere con russia cina iran etc etc  senza usa o viceversa

 

non si può pretendere di fare saltare un accordo senza un motivo valido e gli investiementi fatti pesantemente dai paesi europei italia in testa senza conseguenze

si perde anche in credibilità

l'europa non può permettersi oggi di diventare autosufficiente.

è in piena transazione, piena di contrasti al suo interno, non ancora unita politicamente. paralizzata.

altro che sganciarsi, siamo totalmemte impreparati.

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li stati uniti stanno sbagliando tutto in mediooriente

le recenti elezioni in libano ed iraq sono la prova

ormai è impossibile recuperare

l'arabia saudita rischia grosso

le continue provocazioni di trump non ultima quella di oggi avranno conseguenze serissime

l'europa deve trovare il coraggio di staccarsi dagli usa

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11 ore fa, Vonpalace ha scritto:

li stati uniti stanno sbagliando tutto in mediooriente

le recenti elezioni in libano ed iraq sono la prova

ormai è impossibile recuperare

l'arabia saudita rischia grosso

le continue provocazioni di trump non ultima quella di oggi avranno conseguenze serissime

l'europa deve trovare il coraggio di staccarsi dagli usa

E per andare a fare cosa? Per diventare il parco-giochi di Putin o per scodinzolare alle sottane di qualche ayatollah?

Perché se è così mi tengo tutta la vita Hollywood,  i McDonald e Wall Street.

Se l'Europa non può essere locomotiva (e non lo sarà mai più, sia chiara questa cosa!) allora che si rassegni ad essere vagone: ma il treno deve rimanere quello dello Zio Sam e non certo di Mosca,  Pechino o Dio solo sa dove, che nulla hanno a che fare con la cultura ed i valori europei.

Quindi la scelta rimane obbligata, perché le alternative sono infinitamente peggiori.

Trump sarà quello che sarà,  ma almeno sta avendo il pregio di riportare chiarezza negli schieramenti in Medio Oriente,  abbandonando l'idealistica ambiguità di Obama che ha prodotto danni incalcolabili soprattutto in Siria: gli amici stanno tornando ad essere amici ed i i nemici ad essere nemici; anche perché questi ultimi non hanno mai cessato di essere tali, a dispetto delle speranze obamiane.  E proprio per questo le elezioni in Iraq e Libano non dimostrano assolutamente nulla, ma sono semplicemente la conferma ufficiale di una situazione palese e cioè che Iraq e libano sono semplicemente dei quasi-protettorati iraniani (*)

Il punto è proprio questo: bloccare l'espansionismo iraniano, che ha sguazzato nelle ambiguità e nelle incertezze obamiane per farsi i comodi propri. E deve essere bloccato ad ogni costo, con le buone o con le cattive perché altrimenti sarà peggio.

Vogliamo dare l'atomica ai sauditi? Perché è qui che si arriverà se l'Iran avrà la sua. Ergo, se non sembra il caso, allora è necessario fermare Teheran, costi quello che costi. E qualora non basti la diplomazia, che si ricorra pure alle maniere forti.

Presto ci sarà un regolamento di conti in Medio Oriente e per tale motivo gli schieramenti dovranno essere chiari, senza ambiguità,  distinguo o ditino alzato.

Che l'Europa, pavida bottegaia, scelga per una volta senza esitazione il campo in cui stare: che poi è quello che le indicano la sua Storia, la sua tradizione,  i suoi valori.

 

(*)  in Iraq la situazione è politicamente ancora confusa ma ha delle sue peculiarità da non sottovalutare: tipo il non-allineamento delle gerarchie sciite (ayatollah Al-Sistani in primis) alle manovre di Teheran.

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devo dire però che trovo esagerata la reazione dei palestinesi.

tutto sto casino per l'anniversario della dichiarazione dello stato di israele.

tutto sto casino per l'inaugurazione dell'ambasciata usa a gerusalemme.

qui o ci si accetta reciprocamente oppure non se ne verrà mai fuori, trump in fin dei conti non è che abbia fatto chissà quale atto ostile, ha riconosciuto ufficialmente uno status quo.

non so, se c'è da criticare si critica per carità, però qui si sta esagerando.

 

 

 

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1 ora fa, sol invictus ha scritto:

E per andare a fare cosa? Per diventare il parco-giochi di Putin o per scodinzolare alle sottane di qualche ayatollah?

Perché se è così mi tengo tutta la vita Hollywood,  i McDonald e Wall Street.

Se l'Europa non può essere locomotiva (e non lo sarà mai più, sia chiara questa cosa!) allora che si rassegni ad essere vagone: ma il treno deve rimanere quello dello Zio Sam e non certo di Mosca,  Pechino o Dio solo sa dove, che nulla hanno a che fare con la cultura ed i valori europei.

Quindi la scelta rimane obbligata, perché le alternative sono infinitamente peggiori.

Trump sarà quello che sarà,  ma almeno sta avendo il pregio di riportare chiarezza negli schieramenti in Medio Oriente,  abbandonando l'idealistica ambiguità di Obama che ha prodotto danni incalcolabili soprattutto in Siria: gli amici stanno tornando ad essere amici ed i i nemici ad essere nemici; anche perché questi ultimi non hanno mai cessato di essere tali, a dispetto delle speranze obamiane.  E proprio per questo le elezioni in Iraq e Libano non dimostrano assolutamente nulla, ma sono semplicemente la conferma ufficiale di una situazione palese e cioè che Iraq e libano sono semplicemente dei quasi-protettorati iraniani (*)

Il punto è proprio questo: bloccare l'espansionismo iraniano, che ha sguazzato nelle ambiguità e nelle incertezze obamiane per farsi i comodi propri. E deve essere bloccato ad ogni costo, con le buone o con le cattive perché altrimenti sarà peggio.

Vogliamo dare l'atomica ai sauditi? Perché è qui che si arriverà se l'Iran avrà la sua. Ergo, se non sembra il caso, allora è necessario fermare Teheran, costi quello che costi. E qualora non basti la diplomazia, che si ricorra pure alle maniere forti.

Presto ci sarà un regolamento di conti in Medio Oriente e per tale motivo gli schieramenti dovranno essere chiari, senza ambiguità,  distinguo o ditino alzato.

Che l'Europa, pavida bottegaia, scelga per una volta senza esitazione il campo in cui stare: che poi è quello che le indicano la sua Storia, la sua tradizione,  i suoi valori.

 

(*)  in Iraq la situazione è politicamente ancora confusa ma ha delle sue peculiarità da non sottovalutare: tipo il non-allineamento delle gerarchie sciite (ayatollah Al-Sistani in primis) alle manovre di Teheran.

E regalare Gerusalemme agli israeliani in che modo isola l'Iran? Casomai ottieni l'effetto opposto, metti in ENORME difficoltà i tuoi alleati tra i paesi sunniti e alla fine rischi di trovarti i popoli sunniti di Egitto, Giordania, ecc a tifare per l'Iran perché "l'ultimo baluardo contro il sionismo". Dal punto di vista dell'astuzia c'è poco da fare, gli iraniani stanno stravincendo la battaglia nelle piazze mediorientali. E volenti o nolenti conta. Perché se poi ti riesplode una rivolta in Egitto, o peggio ancora ti salta Abdallah in Giordania, voglio vedere che te ne fai dell'ambasciata! 

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Il 14/5/2018 Alle 08:32, Juventino! ha scritto:
I clericali sciiti più ferocemente anti americani stravincono le elezioni in Iraq e controlleranno il governo. 15 anni di sangue e di bombe volute dai neocon nel 2003 per "esportare la teocrazia". #GoodMorningBaghdad

Non sono d'accordo con Zucconi, le elezioni potevano andare molto meglio per i filo iraniani

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29 minuti fa, Juventino! ha scritto:

Non sono d'accordo con Zucconi, le elezioni potevano andare molto meglio per i filo iraniani

Concordo, Sadr è anti-americano ma non vuol dire filo-iraniano, anzi. 

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4 ore fa, bonve ha scritto:

devo dire però che trovo esagerata la reazione dei palestinesi.

tutto sto casino per l'anniversario della dichiarazione dello stato di israele.

tutto sto casino per l'inaugurazione dell'ambasciata usa a gerusalemme.

qui o ci si accetta reciprocamente oppure non se ne verrà mai fuori, trump in fin dei conti non è che abbia fatto chissà quale atto ostile, ha riconosciuto ufficialmente uno status quo.

non so, se c'è da criticare si critica per carità, però qui si sta esagerando.

 

 

 

In parte sono d'accordo.

 

Leggo ora di una bambina morta intossicata.

 

Ma chi può essere così cretino di portare una bambina in una manifestazione così a rischio? 

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11 minuti fa, Juventino! ha scritto:

In parte sono d'accordo.

 

Leggo ora di una bambina morta intossicata.

 

Ma chi può essere così cretino di portare una bambina in una manifestazione così a rischio? 

io mi rendo sempre più conto che in certe realtà, la vita ha ancora un valore molto basso.

basta pensare a Sana, la ragazza uccisa in pakistan.

c'è sempre questa tendenza da parte di noi occidentali a pensare che tutto il mondo ragioni come noi, che in tutto il mondo ci sia la stessa sensibilità per la vita.

sbagliato.

 

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3 ore fa, JuventusOnly ha scritto:

E regalare Gerusalemme agli israeliani in che modo isola l'Iran? Casomai ottieni l'effetto opposto, metti in ENORME difficoltà i tuoi alleati tra i paesi sunniti e alla fine rischi di trovarti i popoli sunniti di Egitto, Giordania, ecc a tifare per l'Iran perché "l'ultimo baluardo contro il sionismo". Dal punto di vista dell'astuzia c'è poco da fare, gli iraniani stanno stravincendo la battaglia nelle piazze mediorientali. E volenti o nolenti conta. Perché se poi ti riesplode una rivolta in Egitto, o peggio ancora ti salta Abdallah in Giordania, voglio vedere che te ne fai dell'ambasciata! 

Tutto sta a quello che succederà nei prossimi giorni: se da Gaza ci sarà un contagio verso i territori e la parte est di Gerusalemme allora saremo di fronte ad un nuovo problema (l'ennesimo). Se invece, come credo, la protesta rimarrà circoscritta a Gaza, e quindi ad Hamas,  allora imho tenderà a spegnersi senza conseguenze devastanti.

Mesi fa, quando era uscita fuori la notizia dello spostamento dell'ambasciata USA da Tel Aviv a Gerusalemme,  Trump fece intendere  che sarebbe stato accompagnato da un " piano risolutivo" per il Medio Oriente. L'altro giorno invece Erdogan ha annunciato urbi ed orbi la fine del ruolo di mediatore per gli USA in MO.

Quindi si va da un estremo all'altro.

Io credo che il tempo delle grandi scenografie alla Camp David sia bello che tramontato e che occorra invece lavorare sotto traccia, senza esibizioni plateali. 

Personalmente non ho troppa fiducia nella coerenza di Trump, che è mille miglia lontano dai canoni della diplomazia; credo tuttavia dii potergli riconoscere capacità da mercante di tappeti: che non è esattamente un complimento ma che nel suk mediorientale può risultare efficace.

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proprio l'altro giorno ho avuto un dubbio, se esista o no ufficialmente uno stato palestinese....

esiste in effetti, ho visto su wiki

che razza di pasticcio incredibile..

come si fa ad aver creato questa cosa qui mi chiedo io.

 

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4 minuti fa, bonve ha scritto:

io mi rendo sempre più conto che in certe realtà, la vita ha ancora un valore molto basso.

basta pensare a Sana, la ragazza uccisa in pakistan.

c'è sempre questa tendenza da parte di noi occidentali a pensare che tutto il mondo ragioni come noi, che in tutto il mondo ci sia la stessa sensibilità per la vita.

sbagliato.

 

Questa sensibilità per la vita è figlia del benessere e del vivere comodo sul tuo divano, senza offese ma all'epoca non ce l'aveva neanche tuo nonno se ha vissuto la guerra, fidati.

Vai a vivere qualche anno a Gaza, senza futuro, in un carcere a cielo aperto. E poi vedi come ti cambia la "sensibilità". 

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1 minuto fa, JuventusOnly ha scritto:

Questa sensibilità per la vita è figlia del benessere e del vivere comodo sul tuo divano, senza offese ma all'epoca non ce l'aveva neanche tuo nonno se ha vissuto la guerra, fidati.

Vai a vivere qualche anno a Gaza, senza futuro, in un carcere a cielo aperto. E poi vedi come ti cambia la "sensibilità". 

può essere, non lo nego... non era polemica la cosa

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10 minuti fa, sol invictus ha scritto:

Tutto sta a quello che succederà nei prossimi giorni: se da Gaza ci sarà un contagio verso i territori e la parte est di Gerusalemme allora saremo di fronte ad un nuovo problema (l'ennesimo). Se invece, come credo, la protesta rimarrà circoscritta a Gaza, e quindi ad Hamas,  allora imho tenderà a spegnersi senza conseguenze devastanti.

Mesi fa, quando era uscita fuori la notizia dello spostamento dell'ambasciata USA da Tel Aviv a Gerusalemme,  Trump fece intendere  che sarebbe stato accompagnato da un " piano risolutivo" per il Medio Oriente. L'altro giorno invece Erdogan ha annunciato urbi ed orbi la fine del ruolo di mediatore per gli USA in MO.

Quindi si va da un estremo all'altro.

Io credo che il tempo delle grandi scenografie alla Camp David sia bello che tramontato e che occorra invece lavorare sotto traccia, senza esibizioni plateali. 

Personalmente non ho troppa fiducia nella coerenza di Trump, che è mille miglia lontano dai canoni della diplomazia; credo tuttavia dii potergli riconoscere capacità da mercante di tappeti: che non è esattamente un complimento ma che nel suk mediorientale può risultare efficace.

Secondo me in molti (Trump incluso) non hanno capito che il Medio Oriente dopo il 2011 è cambiato. Le primavere arabe saranno fallite ma è caduta per sempre una barriera, quella della paura verso chi sta in alto. Se negli anni 80 era impensabile che potesse saltare un rais o un emiro per una rivolta popolare, oggi non lo è più. Oggi puoi passare dal sole alla burrasca in un attimo. Gli equilibri sono completamente cambiati, la gente se ne sbatte altamente di chi sta sopra, Sisi viene deriso, Abdallah pure, tirano scarpe alle gigantografie di Bin Salman come se nulla fosse, l'idea di andare in carcere non è più un deterrente. Tutto questo prima lo vedevi solo con la bandiera americana e israeliana, fine, lo "sfogo" era quello. Oggi lo sfogo rischia di farti saltare in aria paesi interi, con conseguenze devastanti per tutti. E il rischio alla fine, con questo tirare troppo la corda, è di trovarti con certi leader che per evitare di andare a fondo cambiano alleanze, oggi sono con te e domani con Putin. Secondo me alla lunga il rischio è questo, che Sisi e Abdallah per non affondare cambino sponda. Già si è parlato MOLTO di un avvicinamento Erdogan-Abdallah nell'ultimo anno, cosa impensabile fino ad un annetto fa. In Medio Oriente è un attimo e cambia tutto. 

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13 minuti fa, bonve ha scritto:

può essere, non lo nego... non era polemica la cosa

Ho capito che non era polemica, era per dirti che l'uomo è sempre figlio delle circostanze che vive.

Io e te oggi siamo bravi e buoni (spero :d), domani magari finiamo condannati ingiustamente a 20 anni di carcere e fidati che dopo 10 anni dentro quelli "bravi e buoni" non esisteranno più. 

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1 ora fa, JuventusOnly ha scritto:

Questa sensibilità per la vita è figlia del benessere e del vivere comodo sul tuo divano, senza offese ma all'epoca non ce l'aveva neanche tuo nonno se ha vissuto la guerra, fidati.

Vai a vivere qualche anno a Gaza, senza futuro, in un carcere a cielo aperto. E poi vedi come ti cambia la "sensibilità". 

E quindi ti pare normale mettere dei bambini in pericolo in questo modo? Mah.

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27 minuti fa, Juventino! ha scritto:

E quindi ti pare normale mettere dei bambini in pericolo in questo modo? Mah.

Vai a una MARCIA di protesta e l'esercito israeliano spara sui civili ed è pure colpa tua? Mah! 

Tra l'altro ai palestinesi una delle poche armi che rimane, se non l'unica, è tramandare la causa e i valori della resistenza ai figli. E tutti sappiamo che Israele e USA perdono la testa di fronte all'idea di un popolo che non ne vuole sapere di chinare la testa di fronte all'arroganza dei potenti. Succede da 70 anni a Israele con questi "incidenti", è successo agli americani in Iraq e Afghanistan molte volte.

L'idea che qualcuno possa dirgli "non mi fai paura" guardandoli negli occhi li terrorizza, li disarma, lì si rendono conto che le armi e la superiorità militare non possono battere la volontà di un popolo ed ecco che, guarda caso, iniziano gli "spiacevoli incidenti"! E c'è pure qualche fessacchiotto in giro che crede ancora a certe versioni! 

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1 ora fa, Juventino! ha scritto:

E quindi ti pare normale mettere dei bambini in pericolo in questo modo? Mah.

Considera che donne, bambini, vecchi, diventano armi improprie da scagliare contro il proprio nemico se si ha lo stomaco di usarli. Morti e feriti hanno un peso diverso tra loro.

Un miliziano di hamas con un proiettile in fronte non suscita la pietà di nessuno.

Ma una donna ferita da un lacrimogeno in faccia oppure un vecchio estratto sanguinante dalla calca, per non parlare di un bambino semisoffocato dai gas pesano molto, molto di più di dieci miliziani morti.

Hamas ha buon gioco, li pesa e li usa: che vuoi che siano un po' di morti di fronte ai vantaggi che se ne ricavano. E d'altra parte qualcuno molto prima di loro chiedeva 1000 morti da gettare sul tavolo della pace...

E ricordiamoci che dietro Hamas, gira che ti rigira trovi l'Iran: quello stesso Iran che durante la guerra con l'Iraq non aveva scrupolo a prelevare decine di migliaia di adolescenti dai licei e dalle università per lanciarli ad ondate umane contro i i cannoni ed i carri armati di Saddam Hussein. 

 

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1 ora fa, sol invictus ha scritto:

Considera che donne, bambini, vecchi, diventano armi improprie da scagliare contro il proprio nemico se si ha lo stomaco di usarli. Morti e feriti hanno un peso diverso tra loro.

Un miliziano di hamas con un proiettile in fronte non suscita la pietà di nessuno.

Ma una donna ferita da un lacrimogeno in faccia oppure un vecchio estratto sanguinante dalla calca, per non parlare di un bambino semisoffocato dai gas pesano molto, molto di più di dieci miliziani morti.

Hamas ha buon gioco, li pesa e li usa: che vuoi che siano un po' di morti di fronte ai vantaggi che se ne ricavano. E d'altra parte qualcuno molto prima di loro chiedeva 1000 morti da gettare sul tavolo della pace...

E ricordiamoci che dietro Hamas, gira che ti rigira trovi l'Iran: quello stesso Iran che durante la guerra con l'Iraq non aveva scrupolo a prelevare decine di migliaia di adolescenti dai licei e dalle università per lanciarli ad ondate umane contro i i cannoni ed i carri armati di Saddam Hussein. 

 

dietro hamas c'è l'iran.

strano, hamas sono palestinesi, arabi, sunniti che io sappia.

evidentemente gli interessi comuni superano le divisioni religiose.

 

 

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