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Dale_Cooper

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Su Dale_Cooper

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  1. Alla fine il 3-3 è un risultato che mi lascia addosso una sensazione a due facce quasi... da una parte la convinzione che davanti la Juve abbia prodotto calcio, soluzioni vere e momenti di superiorità tecnica soprattutto nel primo tempo... dall'altra la frustrazione per i soliti errori individuali. Il solito papiro in arrivo... Per me bisogna partita da una cosa che non vorrei diventi il leitmotif della settimana... "è stato un pareggio casuale, di pancia, partita folle"... NO. E apro una piccola parentesi... Non è stato un pareggio casuale, ne una partita semplicemente folle. È stata una gara che ha messo in evidenza in modo molto netto sia il potenziale della Juve e sia i suoi (ormai noti) limiti strutturali. Arrivavamo da due settimane in cui avevamo accumulato circa 225 minuti (incluso recupero) in più dei nostri avversari, e nonostante questo siamo andati a fare 3 goal alla Roma, cosa che in Serie A non era riuscita a nessun'altra squadra in stagione. Questo, da solo, dovrebbe bastare a smontare una certa lettura diciamo superficiale. Non è un caso se produci tre reti in un contesto del genere. Non è episodio se, per larghi tratti, riesci a creare situazioni pulite contro una squadra che, soprattutto in casa, sa sporcare il ritmo, alzare i duelli e portare l'avversario dalla sua. Quindi, parentesi chiusa... il pareggio per me non è casuale. Secondo me le cose più interessanti si sono viste nel primo tempo e in alcuni tratti del finale, cioè nei momenti in cui la Juve è riuscita a far emergere la propria qualità nelle transizioni e nelle ricezioni interne. Per quei tratti abbiamo dato l'impressione di poter colpire la Roma nelle ripartenze, per velocità nell'uscita e per capacità di attaccare uno spazio che si apriva appena si allargavano un pochetto in costruzione. Purtroppo, come capita spesso quest'anno, è mancato a volte l'ultimo passaggio, altre volte il tiro, altre ancora la scelta finale.. Ma quando la Juve è riuscita a trovare ricezioni interne, e non ha schiacciato tutto sulle corsie, ha creato occasioni importanti, imho. Un'altra cosa che ho notato è che in alcuni momenti siamo sembrati capaci di attaccare la Roma su più altezze contemporaneamente... mi spiego... ampiezza per allargare la loro struttura, occupazione interna per rifinire, e attacco della profondità appena la loro linea si apriva. Questa, per me, è stata la fase migliore della Juve. Perché lì la Roma è andata davvero in difficoltà e a momenti non riusciva più a costruire. Più di una volta si è ritrovata in inferiorità numerica o, comunque, in una situazione di incertezza posizionale, proprio perché non riusciva a decidere bene se uscire aggressiva sull’uomo oppure proteggere lo spazio alle spalle. Ed è lì che la Juve ha fatto vedere una cosa di cui non si parlerà ma secondo me importante... è riuscita a tratti a "manipolare" la struttura avversaria. Allargava bene, quindi costringeva la linea loro a distendersi... poi trovava l'uomo dentro e quindi costringeva qualcuno a uscire... quando qualcuno usciva si apriva la profondità -> si liberava il corridoio per la rifinitura. In quei momenti non mi è sembrata una squadra che riusciva davvero a generare vantaggi posizionali. Il problema, però, è che non siamo mai riusciti a trasformare quei momenti in controllo della partita. E qui, secondo me, sta la lettura più importante della partita. Perché una cosa è creare, e anche bene. Un'altra è controllare ciò che succede dopo. La Juve ha avuto qualità per fare tre goal, e in generale anche per produrre occasioni da squadra, cioè non solo da episodio individuale. Ok, perfect. Però non ha avuto abbastanza solidità e lucidità per gestire il "lato oscuro" () della partita... ovvero le palle perse, le seconde palle, le uscite preventive, le riaggressioni... Ogni volta che perdevamo palla in quelle zone o situazioni, la sensazione era sempre la stessa... che dietro non eravamo abbastanza robusti per assorbire la transizione loro. E contro una squadra come la Roma questo è stato un problema ENORME. Perché loro appena hanno percepito che la partita si sarebbe aperta, è stato come se fossero entrati nell'armadio di Narnia... Recupero, verticalizzazione immediata, corsa in avanti, attacco dell'area, attacco del lato debole, 1vs1 portato ad alta intensità.. Gasp 101. Alla Roma è bastato sentire che la partita si stava spaccando, che le distanze si stessero allungando, che hai perso ordine... Ecco, in quel contesto ha vissuto benissimo. E la Juve, purtroppo, glielo ha concesso troppe volte e a momenti era proprio fuori dal match. E secondo me qui va aggiunto anche un altro elemento di cui ne ho parlato prima, che non deve diventare un alibi ma che sarebbe però disonesto ignorare... le scorie della Champions si sono sentite. Ripeto, non come giustificazione, perché a questo livello non puoi costruirti alibi. In certe fasi la Juve è sembrata una squadra con meno lucidità nelle letture, meno pulita nelle scelte, soprattutto meno libera mentalmente nella gestione dei momenti della gara, specialmente tra il goal di Ndicka e quello di Boga. E a me questo, sinceramente, sembrava abbastanza fisiologico. Dopo un accumulo così pesante di minuti e tensione, ci sta che il livello di attenzione non fosse costante per novanta minuti, soprattutto in una partita che chiedeva tantissimo... Punto finale... ancora una volta ci ritroviamo a parlare di errori individuali, ed è questo l'aspetto più frustrante di tutti. Da un certo punto lo capisco per tutto quello che ho scritto nel paragrafo precedente. Ma però la sensazione è che è un conto è andare in difficoltà per superiorità strutturale dell'avversario o perché proprio tiri il fiato... un altro è rovinarsi una partita da soli. E questo ahimè non è successo solo quando eravamo stanchi ma sta diventando una costante frustrante e noiosa. Poi certo, posso accettare di soffrire contro una squadra forte, intensa, organizzata come la Roma. Posso accettare che una gara a questi livelli abbia momenti di difficoltà. Ma faccio molta più fatica ad accettare che una squadra capace di produrre volume di gioco offensivo poi si faccia male quasi da sola, con errori che non riguardano tanto il sistema quanto la concentrazione, la scelta, la pulizia della giocata o la gestione del singolo episodio. Partita molto rivelatrice. Nel bene e nel male.
  2. Infatti. Ma pensa anche quando fanno il riavvolgimento dell'azione di uno o due minuti per andare a cercare un fallo, annullare un goal quando però poi, se uno simula al limite dell'area, prende punizione e da lì nasce un goal diretto, non si dice e fa niente... Sembra il profe che ti annulla il compito perché hai scritto con la biro blu anziché nera, però poi non vede quello che ha copiato tutto il compito dal compagno in parte... Poi lo so, sembrano tutte filosofeggiate di 'stocacchio però invece sono proprio queste le cose di cui si dovrebbe discutere seriamente, imho.
  3. Hmm.. Sinceramente, leggendoti ora, ti dico con sincerità che non ho chiara la tua posizione in merito... Cioè nel primo intervento attribuivi una tesi abbastanza chiara in risposta al mio post, in cui lo si attribuiva alla pretesa di "oggettività assoluta" e "la rincorsa infinita alla perfezione retroattiva" (come se stessi invocando una totale automazione del gioco). In questo secondo messaggio invece scrivi che "dove l'oggettività è possibile, andrebbe applicata fino in fondo" e "meno zone grigie procedurali, più criteri chiari dove si può" che invece è esattamente il principio che avevo esposto nel primo post e nella mia chiosa finale alla mia risposta... Mi fa piacere eh che andiamo d'accordo, ma la trovo un'inversione un po' ... curiosa, ecco.. Mah, io ti ho risposto punto per punto, proprio per evitare qualsiasi forma di cherrypicking nel risponderti... Ho ripreso uno per uno i temi che avevi sollevato. In ordine sparso oggettività, VAR, riforme IFAB, simulazioni, questione arbitrale/discrezionalità e magari qualcos'altro che ora dimentico... E aggiungo un'altra precisazione importante... io non chiedo "massima oggettività" nel giudicare il sistema arbitrale. Lo ripeto... io chiedo più oggettività nelle implementazioni della tecnologia, cioè proprio in quelle situazioni in cui il calcio decide di introdurre strumenti, protocolli e procedure che vanno al di fuori del campo. Per me se tu non prendi una decisione SUL campo devi essere il più oggettivo possibile. Esempi? Goal-line technology e fuorigioco. Posso farlo con cronometri per perdite di tempo? Benissimo. Il tempo è oggettivo, si implementi in quella maniera anziché lasciare la discrezionalità dell'uso ad arbitri che, per natura, lo applicheranno in modo diverso l'un dall'altro. Tutto qui. E aggiungo un'ultima cosa, perché forse secondo me c'è un altro equivoco.. certo che in alcuni casi chiedo qualcosa di retroattivo (magari è quello a cui ti riferisci). Ma non si tratta affatto di fantascienza... La prova tv ad esempio è, per definizione, uno strumento retroattivo. I referti arbitrali e la giustizia sportiva possono già loro anche produrre squalifiche retroattive. Quindi sostenere che, in presenza di situazioni di campo chiare ed evidenti (come simulazioni o comportamenti antisportivi plateali) si possano prevedere interventi disciplinari retroattivi, mi sembra una cosa del tutto normale, eh. Io questo dicevo, non andare a vivisezionare la gara alla ricerca del frame. Dove l'evidenza lascia pochissimi (se non zero) dubbi, una risposta successiva alla partita sarebbe perfettamente coerente con gli stessi strumenti che la giustizia sportiva, tra l'altro, già utilizza... e andrebbe a ridurre il numero di sceneggiate in campo. Per me vincerebbe il calcio e ne sarei contento. Ecco, tutto qui. Buon pomeriggio a te e buona partita per stasera.
  4. Ti rispondo punto per punto, perché nel tuo commento mi attribuisci diverse cose che in realtà non ho mai scritto... No. Io non pretendo l'oggettività assoluta. Lo so benissimo che c'è una soglia di interpretazione soggettiva che è figlia del fatto di essere sul campo e delle azioni di una partita. Ben venga quella! L'ho fatto anche intendere che non voglio la moviola in campo ad esempio sui contatti in area... Io dico un'altra cosa... se inizi a introdurre tecnologia e protocolli, allora devi usarli per ridurre la discrezionalità, non per trasformarla in soggettività ma al rallentatore (come in certi contatti in area). È molto diverso come concetto. Quindi no, non voglio eliminare totalmente la discrezionalità. Chiedo solo criteri più verificabili quando è possibile verificare oggettivamente. Vorrei vedere regole non solo apparentemente rigide (che poi vengono applicate in modo elastico) ma anche in pratica. Un esempio banalissimo... chiedere un cronometro ufficiale per le perdite di tempo, invece di un countdown che parte "quando si ritiene", ti sembra davvero una richiesta fuori dal mondo Per fortuna che nel mio post ho scritto chiaramente che le nuove regole vanno nella direzione giusta, altrimenti cosa dicevi? Non ho detto mai detto che "non va bene" l'estensione al secondo giallo. Ho detto una cosa diversa... la polemica salterà fuori inevitabilmente alla prima situazione in cui il secondo giallo sarà corretto ma il primo palesemente errato. È un problema di coerenza del sistema che al 100% salterà fuori e si dovrà ricorrere alla nuova implementazione in futuro quando il problema sarà esasperato, nuovamente... "Conto alla rovescia visivo" è terminologia IFAB, non una mia invenzione. E come già scritto (alla domanda "chi dovrebbe farlo partire?"), la risposta può tranquillamente essere il quarto uomo con un cronometro, oppure un ufficiale delegato. Non mi pare fantascienza, considerando che ormai tra campo e Lissone abbiamo una squadra arbitrale sempre più ampia che a momenti è un extra 11. Che una quota di valutazione resti, va bene. Ma il punto è dove la si colloca. Se una regola nasce per contrastare le perdite di tempo e poi il suo innesco dipende ancora da una percezione variabile, il rischio è semplicemente di spostare il problema... cioè anziché creare nuove fantomatiche soglie soggettive, si potrebbero fissare tempi oggettivi dove questa regola andrebbe poi a parare. Per esempio... applicazione automatica dal secondo tempo, oppure negli ultimi 30 minuti di gara... In quel caso non dipenderebbe più da "quando l'arbitro ritiene", ma da un criterio uguale per tutti. Non mi pare neanche qui fantascienza. Ti ringrazio per il tono. Non so cosa abbia fatto scatenare tale risposta sarcastica ma provo a spiegarla .. il punto del mio discorso era un altro... se tutti sappiamo che altera decisioni tecniche e disciplinari, allora non si capisce perché continui a essere trattata in modo così debole, episodico e incoerente. Tutto qui. Non ho detto che le simulazioni fossero una cosa da scoprire. Ho solo detto di implementare regole per diminuirne il numero... Boh, più leggo e più non ho idea del perché di questo tono ironico/sarcastico senza molto senso, sinceramente... Faccio come Spalletti quando disse di Conte "pensavo fosse l'intelligenza artificiale", per metterla sul ridere, dai... Qui invece mi metti proprio in bocca cose che non ho detto. La tua traduzione è tua, non mia e non ho mai detto niente di simile. Nella chiusura ho fatto intendere che anche i tifosi devono andare incontro ad un'altra serenità. Io qui parlo di coerenza, uniformità applicativa e della direzione di gara. Pensavo di esser stato abbastanza chiaro... Ad esempio non ricordo il nome dell'arbitro di Hellas-Napoli o Inter-Genoa, quelle sono direzioni fatte bene. Che me frega di favori o meno? Che c'entra il notarsi detto in quel modo? Non sto parlando di questo e non ho nominato mezza squadra o mezzo arbitro o mezzo episodio nel mio primo post proprio perché mi interessa ben poco vivisezionare gli episodi ma volevo parlare solo delle regole IFAB. E anche qui, no. Questo post nasce dopo le nuove regole IFAB introdotte ieri, non dopo una partita che non mi è andata giù.. Le avessero introdotte due mesi fa avrei detto pensieri simili dato che situazioni come punizione al limite e secondo giallo sono cose che dico dal 2018... Altrimenti, avessi voluto fare un post sulle partite che non mi andavano giù, l'avrei aperto giovedì mattina. Quindi anche qui l'osservazione è palesemente fuori luogo. Riassumendo e rispondendoti in quattro righe ti dico che mi sembrava abbastanza chiaro che io non chieda di vedere tutto retroattivamente per essere perfetti, non chiedo di trasformare il calcio in una sorta di tribunale di giustizia sportiva, e non ho bocciato le novità IFAB... Ho detto che sono un passo avanti, ma che arrivano tardi e che, se non sono accompagnate da criteri più chiari e meno discrezionali, rischiano di restare toppe più che svolte. E sì, te lo dico sinceramente... ti ringrazio per la risposta, ma il tono era un po' inutilmente aggressivo e provocatorio.
  5. Le nuove regole approvate dall'IFAB introducono un conto alla rovescia visivo di cinque secondi per rimesse laterali e calci di rinvio troppo lenti, impongono che i giocatori sostituiti lascino il campo entro dieci secondi (pena squadra in inferiorità numerica per un minuto o fino alla seguente interruzione di gioco) e ampliano il raggio d'intervento del VAR su secondo giallo chiaramente errato, scambio di identità e calci d'angolo assegnati in modo palesemente sbagliato. Le nuove misure approvate dall'IFAB vanno nella direzione giusta. Sarebbe sterile e inutile negarlo. Il calcio ha un problema evidente di tempi morti, di interruzioni artificiose, di perdite di tempo scientemente organizzate e di sostituzioni usate tatticamente per spezzare ritmo e inerzia. Intervenire su rimesse laterali, calci di rinvio, sostituzioni e su alcuni margini operativi del VAR significa almeno riconoscere che il problema esiste e che non è più tollerabile fare spallucce e dire che nel mondo si sbaglia. MA ... pur accogliendo positivamente questo pacchetto di novità, resta una sensazione difficile da fare altre spallucce... nel calcio ogni passo avanti regolamentare arriva con un ritardo ESASPERANTE, quasi patologico. Perché ci si arriva sempre così tardi? Come si fa a pensare alla revisione di un secondo cartellino giallo chiaramente errato solo NOVE anni dopo l'introduzione del VAR? Come si fa a intervenire su una delle storture più evidenti del sistema soltanto dopo che per anni si sono accumulate espulsioni sbagliate, partite indirizzate, classifiche alterate, proteste e sfiducia sullo strumento e chi lo usa? E soprattutto, come si fa a correggere quel segmento della decisione e a lasciare però aperto il buco regolamentare sulla prima ammonizione inventata o totalmente forzata, che è il detonatore del secondo giallo? Perché so già che alla prima situazione in cui un giocatore prende un secondo giallo corretto, ma il primo è palesemente errato, salteranno fuori altri discorsi tecnici e strutturali che la metà ne basterebbe.. Una ammonizione inventata è una decisione che modifica SUBITO il comportamento del giocatore (ne limita l'aggressività, ne condiziona ogni contrasto successivo, altera il pressing, obbliga eventualmente l'allenatore a sostituirlo per prudenza, ecc.) Una prima ammonizione errata può falsare una partita quasi quanto un'espulsione (enfasi sul quasi eh..) Se poi su quella base dovesse addirittura arrivare un secondo giallo, il sistema si conferma fallace, che nasce da un errore iniziale non correggibile... E allora la questione torna alla coerenza regolamentare. Se il principio del VAR è correggere gli errori chiari e decisivi, non si capisce perché quel principio debba fermarsi davanti a una soglia artificiale costruita intorno ad un tavolo a Zurigo... Un secondo giallo sì, ma il primo no. Un angolo chiaramente assegnato male sì, ma una simulazione evidente no... Un rigore sì, ma una punizione al limite, no. Ma perché? Perché si interviene su alcuni effetti estremi, ma si continua a ignorare le cause intermedie che li generano? Il calcio oggi ha bisogno di una parola che sembra far tremare tutti per un motivo che non capisco proprio: OGGETTIVITÀ. Prendiamo la questione del tempo effettivo e delle perdite di tempo... Bene. Bene introdurre un conto alla rovescia visivo di cinque secondi per rimesse laterali e calci di rinvio quando l'arbitro ritiene che si stia eccedendo o ritardando deliberatamente. Benissimo. Bene anche l'idea di velocizzare le sostituzioni imponendo l'uscita dal campo entro dieci secondi. Super benissimo. Ma sapete qual'è la parola che mi fa ribrezzo qui sopra? Visivo. Chi decide quando parte il countdown? Con quale criterio? Con quale uniformità? Con quale soglia comune tra un arbitro e l'altro, tra un campionato e l'altro, tra il primo minuto e il novantesimo? Perché se il cronometro parte "quando l'arbitro ritiene", il rischio è che la norma, invece di ridurre l'arbitrio, lo sposti semplicemente un po' più in là. Come al solito, si annuncia una regola apparentemente rigida e poi la si rimette immediatamente dentro la discrezionalità arbitrale. Il calcio è pieno di regole teoricamente precise ma praticamente elastiche, applicate in modo intermittente, emotivo, contestuale. Vi ricordate i famosi otto secondi per la ripresa del gioco del portiere? Ecco, sono l'esempio perfetto. Sono stati fatti rispettare rigorosamente per quanto? due o tre giornate? Facciamo anche quattro o cinque? Magari sull'onda di una direttiva o di una polemica mediatica? E poi? ... E poi tutto torna nel limbo della tolleranza discrezionale. A quel punto gli otto secondi diventano dodici, poi quindici, poi venti... soprattutto se una squadra è in vantaggio di un goal a mezz'ora dalla fine. E tutti lo sanno eh... giocatori, allenatori, dirigenti, tifosi, commentatori.. La regola resta scritta, ma la sua applicazione evapora nell'aria. Lo stesso discorso vale anche per il criterio del tocco di mano "immediatamente" precedente al goal. "Immediatamente" sul piano regolamentare è una formula pericolosamente elastica. Che cosa delimita l'immediatezza? Il tempo trascorso? Il numero di tocchi? La continuità dell'azione? Il numero di giocatori coinvolti? L'assenza di una nuova fase di possesso? Se il pallone viene toccato più volte in pochi secondi prima del goal, chi stabilisce dove finisca la conseguenza diretta del fallo di mano e dove inizi una nuova azione? Questo è veramente il peggiore dei mondi possibili, perché non produce certezza, non produce deterrenza e delegittima sia il regolamento sia chi dovrebbe farlo rispettare. Il contrario di oggettività, praticamente. Per questo servono criteri verificabili, meccanismi automatici, protocolli di applicazione non interpretabili. Se si vuole davvero colpire la perdita di tempo, allora bisogna introdurre segnali visivi standardizzati, cronometri ufficiali visibili, procedure uguali per tutti, senza dipendere dall'umore del direttore di gara o dal contesto ambientale... In assenza di oggettività, la discrezionalità si trasforma fatalmente in sospetto. E da sempre il calcio vive già immerso nel sospetto... Lo stesso vale per la simulazione. Da anni si discute di tuffi, contatti cercati, cadute teatrali, accerchiamenti, richieste compulsive di cartellino... E che si fa? Niente. La risposta continua a essere debole, episodica, incoerente, inconcludente, disorganica, insufficiente, contraddittoria.... Boh, aggiungete voi altri aggettivi che vi vengono in mente... è davvero incomprensibile. Se il sistema vuole davvero tutelare il gioco, deve SMETTERE di considerare la simulazione come un peccato veniale e trattarla per ciò che è, ovvero una condotta fraudolenta che altera una decisione disciplinare. È un tentativo di ingannare l'arbitro. E se riesce, può generare un rigore, un'espulsione, una punizione dal limite, una seconda ammonizione, e altre robe... E quindi perché una condotta deliberatamente ingannevole continua a essere sanzionata con tanta timidezza? Perché non si introducono meccanismi severi, automatici e soprattutto retroattivi? Perché non si prevede una revisione disciplinare post-partita sistematica per i casi più evidenti? Perché non si costruisce una giurisprudenza sportiva forte, capace di far capire che la simulazione non è "mestiere", ma alterazione del risultato? Ecco, nessuna risposta, come al solito. Poi il problema non è l'errore in se. L'errore è fisiologico in ogni attività umana, anche ai massimi livelli. Il problema è la centralità eccessiva dell'arbitro dentro l'evento. Troppo spesso chi dirige una partita sembra volerla per forza interpretare e marchiare. È questo che esaspera il mondo calcistico. Si ha l'impressione costante che alcune direzioni arbitrali siano dominate da un protagonismo esasperato, da una presenza invasiva, da una voglia di lasciare una firma più che di garantire equilibrio (che è quello che dovrebbero fare). Il miglior arbitro, in teoria, è quello che si nota il meno possibile perché ha tenuto il controllo con autorevolezza e misura... Nel calcio di oggi, invece, troppo spesso si assiste al contrario.. arbitri che interrompono continuamente, che adottano metri disciplinari altalenanti, che cambiano soglia del fallo nel corso della stessa partita (o della stessa azione...), che usano i cartellini in modo scenografico, che alimentano tensione invece di raffreddarla e voler far vedere al mondo questa autorevolezza che però è solo di facciata. L'autorevolezza vera sta nella coerenza. Ovvero avere un criterio riconoscibile dal primo all'ultimo minuto. Sta nel distinguere il fallo dal contatto, la protesta dall'accerchiamento, il contrasto duro dalla condotta violenta... Quando una partita finisce e il dibattito pubblico si concentra quasi interamente sull'arbitro, il sistema dovrebbe interrogarsi su questa cosa. Poi certo che è una scappatoia easy quando c'è un errore a sfavore e perdi la partita. Certo che non sempre è colpa dell'arbitro. Ma troppo spesso ahimè sì. E non voglio demonizzare la categoria eh, ma voglio semplicemente che si pretenda finalmente una riforma arbitrale profonda, moderna, valutabile e soprattutto trasparente. Quattro punti che dovrebbero avere la priorità. Uniformità applicativa. Non è più accettabile che episodi quasi identici vengano trattati in modo opposto a seconda dell'arbitro, della competizione o del momento mediatico. Trasparenza valutativa. Le prestazioni arbitrali non possono restare chiuse in un sistema opaco, autoreferenziale, quasi sacro. Se il calcio professionistico vive di analisi, dati, metriche, responsabilità pubblica, non vedo perché il comparto arbitrale debba sottrarsi a una cultura della verifica più chiara e visibile. Depersonalizzazione della direzione di gara. L'arbitro deve tornare a essere garante della gara, non interprete. Meno ego, meno gestualità superflua, meno teatralità disciplinare, più sobrietà tecnica. Sanzione delle condotte antisportive sistemiche (perdite di tempo, simulazioni, proteste, accerchiamenti, ostruzionismi tattici, uso manipolatorio delle interruzioni). Le novità IFAB sono un passo avanti, ma non sono una svolta definitiva. Sono un segnale, ok, ma sembrano sempre una toppa più che un'implementazione pensata a fondo... Il calcio, oggi, ha bisogno di meno interpretazione e più protocollo. Meno discrezionalità e più oggettività. Meno zone grigie e più standard. Meno arbitri protagonisti e più arbitri affidabili. Una partita deve essere ricordata per come è stata giocata non per come è stata diretta. E finché questo principio non tornerà centrale (per tutti, non solo per l'IFAB, anche per i tifosi), ogni riforma sarà utile ma sempre insufficiente.
  6. Ma la missione di un allenatore non è valorizzare i singoli in astratto... ma valorizzare la squadra. Poi alcuni crescono di più, altri meno, qualcuno magari rende anche peggio in termini numerici. Ma se la squadra fa risultati, gioca meglio e soprattutto sta mettendo basi più solide per il futuro, allora il discorso che tizio con caio faceva meno peggio che con sempronio trova un po' il tempo che trova a mio parere. Non lo dico per difendere a prescindere Spalletti eh o per negare che con Tudor Yildiz abbia avuto numeri e impatto anche superiori. È vero, ci può stare. Ma bisogna anche chiedersi in che contesto arrivavano quei numeri, quanto fossero sostenibili e quanto invece oggi il lavoro richiesto a Yildiz sia più complesso e dentro un'idea di squadra direi abbastanza diversa e meno scollegata. Io, tra l'altro, non sono uno che odiava Tudor, anzi.. chi mi segue sa bene che non l'ho mai demolito.. però il punto è che oggi Spalletti non deve valorizzare solo Yildiz o solo qualche individualità ma deve valorizzare la Juventus. Poi certo, dentro questo discorso ci sta anche Yildiz, che magari avrà numeri un po' inferiori rispetto a un altro periodo, ma non sono comunque numeri disastrosi, e soprattutto non è sparito dal gioco, anzi... direi che, a meno che veda altre partita, mi pare continui a essere dentro lo sviluppo offensivo, continui a essere cercato, continui a prendersi responsabilità e a muovere una quantità importante di possessi offensivi.. Secondo me a volte si guarda troppo il dato finale (goal e assist) e troppo poco il tipo di partita che sta facendo. Perché un conto è essere il terminale di un sistema più diretto o più aperto, un altro è essere uno dei riferimenti qualitativi principali di una squadra che cerca di strutturarsi meglio, di controllare di più le gare e di dare più ordine alla propria idea di calcio. Sono due contesti diversi, imho. E poi c’è anche un altro tema abbastanza ovvio... giocare senza prime punte che danno peso all'area facilita ovviamente il lavoro della difesa avversaria. Se davanti non hai un riferimento che occupa i centrali è chiaro che chi difende può alzarsi di più, stringere meglio gli spazi e concentrarsi ancora di più sugli esterni. Anche questo incide eccome sui suoi numeri... Poi certo, si può tranquillamente dire che con Tudor Yildiz abbia avuto tratti più produttivi a livello numerico. D'altronde i dati sono lì per tutti daa vedere. Ma da lì a farne la prova che oggi sia "rovinato" o usato male in assoluto, secondo me ce ne passa parecchia di strada.... Perché il punto finale è costruire una Juventus migliore. E se per arrivarci qualcuno, oggi, deve sacrificare un po' di produzione individuale ma dentro un contesto più sensato, più credibile e più utile anche per il futuro, allora è un ragionamento che io faccio senza problemi...
  7. Se i primi due interventi VAR sono un rigore contro la Juventus alla prima giornata dato in modo assurdo e, alla seconda, un altro rigore arrivato dopo un'azione in cui prima c'era fuorigioco, direi che è anche normale che il tifoso juventino non avesse grandi sensazioni su 'sto strumento... ... Detto questo, vincemmo entrambe le partite. E questo dimostra una cosa... che quando sei più forte, vinci comunque. ... ... Ma detto anche questo, che qualcuno inizi finalmente a tirare fuori tutto, perché quello che si respira e si vede da anni attorno alla Juventus fa schifo, ma schifo forte. Se c'è qualcosa, venga fuori davvero. Ma davvero però, con fatti e prove.. che le parole ormai hanno stancato e sono utili e credibili quanto un kleenex usato.
  8. Si sono già fatti posticipare il match di campionato contro il Nantes così avranno 7 giorni per preparare il ritorno
  9. Però non si possono neanche mescolare due piani diversi (il momento di minor produzione e il ruolo effettivo) così.. Sul primo si può discutere, sul secondo no. Perché i dati di impiego stagionale non raccontano affatto un Yildiz usato da terzino o da esterno a centrocampo... Non bisogna confondere i compiti di non possesso con il ruolo nominale.. Se un esterno rientra per raddoppiare sul terzino/quinto, schermare la linea di passaggio esterna o chiudere il mezzo spazio, non sta "facendo il terzino" ma sta facendo ... l'esterno. Nelle analisi tattiche fatte anche qui su Spalletti si parla proprio di scambi tra terzini e centrocampisti nelle corsie, rotazioni e occupazione dinamica delle zone laterali per creare superiorità e copertura... (sbaglio @jouvans o ne avevi parlato in una partita proprio anche in maniera approfondita su 'sta cosa?) Se poi vogliamo colpevolizzare un allenatore perché chiede all'esterno di rientrare, raddoppiare e recuperare palla, allora davvero bisogna tornare al calcio delle ali da 4-2-4 degli anni '40 e '50 con le ali inchiodate alte e basta e con Corso che gioca all'ombra perché non gli va di giocare al sole... Poi certo che Yildiz debba tornare a incidere di più che nell'ultimo mese, ci mancherebbe. Però parlare di giocatore "rovinato" mi sembra davvero troppo eccessivo, considerando che è ancora il leader offensivo della Juve per produzione. Il problema semmai è come riceve, quanto supporto ha vicino e quante volte è costretto a fare tutto da solo, non il fatto che ogni tanto debba anche lavorare senza palla, imho...
  10. Guarda, con Locatelli out domani perdi proprio una funzione di sistema di gioco. E infatti, proprio per questo, io eviterei di forzare qualcuno a fare "il Locatelli". Per quello andrei con un centrocampo a 3 isi and simpol.. McKennie-Koopmeiners-Thuram. McKennie perché, al netto dei limiti tecnici, è uno che ti da corsa, letture dinamiche, presenza nelle seconde palle, inserimenti e capacità di sporcare le linee di passaggio. Thuram perché è quello che ha più strappo e più possibilità di rompere la partita nelle conduzioni. Koopmeiners perché, tra quelli che hai, è quello che può darti il minimo di ordine, connessione e lettura tra i reparti. Non è Locatelli e non deve provarci proprio minimamente a farlo. E questo per me è proprio il punto per cui proponevo un attacco diverso... senza Locatelli non devi inseguire la copia sbiadita dell'assetto precedente, devi cambiare spartito. E il nuovo sbardido (semi-cit.), secondo me, dovrebbe avere un obiettivo preciso, ovvero quello di disorganizzare il loro legame difesa-centrocampo. Perché se riesci a rompere quella linea, lì la Roma può andare in difficoltà secondo me.. Se sporchi la prima uscita, se rendi meno pulita la loro manovra verso i centrocampisti, se costringi i loro riferimenti a ricevere male o spalle alla porta, allora puoi creare una partita meno leggibile per loro... E in una gara così, secondo me, può essere persino più utile questo che non cercare a tutti i costi una costruzione ordinata che senza Locatelli rischi comunque di non avere. Più che sostituire una funzione irreplicabile, conviene cambiare l'assetto della partita, imho più duelli, più densità a cc e più qualità centrale negli ultimi trenta metri.
  11. Grazie caro. Apprezzo molto il commento, l'aggiunta e l'aggiustamento, come al solito. Quando parlo di Yildiz più dentro al campo, infatti, non intendo necessariamente un falso nueve rigido o un centravanti "travestito".. Il punto per me è spostare il suo raggio d'azione verso il centro del campo offensivo, dove può ricevere più palloni qualitativi, giocare tra le linee e incidere con più continuità. Poi è chiaro che, a seconda della struttura, quella centralità può anche partire da sinistra o assomigliare più a una seconda punta, come dici tu... Poi giusto, mercoledì quel tridente ha funzionato anche per contesto. Ci hanno lasciato campo, ci hanno concesso di palleggiare alti e Yildiz non ha dovuto fare troppo il lavoro sporco della palla addosso, delle spalle alla porta continue, del duello fisico costante, ecc.. Infatti comunque il mio discorso più che da etichetta era per funzionalità. Poi certo, domenica non puoi replicare nella stessa maniera. Però io direi che la Juve dovrebbe trovare il modo di portarlo centralmente senza isolarlo (e senza caricarlo di compiti che oggi non sono i suoi). Se questo passa da un 4-3-3 più fluido, dal riempimento dell'area delle mezzali o da un assetto che gli consenta di partire da sinistra ma convergere tanto, cambia relativamente... Il concetto che vorrei che rimanga è uno solo: non sprecarne il talento inchiodandolo troppo largo. Su Bremer siamo d'accordo. E secondo me fai bene anche a spostare l'attenzione (come mi ha giustamente fatto notare @crazyforjuve) su Locatelli, perché la sua assenza può pesare tantissimo quasi quanto un'assenza davanti. Ha senso pensare a un centrocampo diverso proprio per ridistribuire compiti e coprire meglio sia l'uscita palla sia gli equilibri in non possesso.
  12. Capisco quello che vuoi dire e infatti secondo me l'Yildiz di oggi è esattamente quello che descrivi tu.. ovvero un giocatore che ama partire largo, puntare l'uomo, rientrare e creare da quella zona di campo. Oggi il suo habitat naturale è quello, perché lì ha più spazio, meno densità addosso e può scegliere se convergere, crossare o calciare. Però il punto del discorso, almeno per come l'ho inteso io e come ha già anche risposto @8Fabuloso è un altro.. ovvero non tanto quello che Yildiz è adesso, ma quello che potrebbe e forse dovrebbe diventare. Perché l'Yildiz attuale è sì un giocatore forte nell'1vs1 esterno, ma è anche un giocatore che in questo momento sta dando meno peso diretto negli ultimi metri. Quindi non è detto che la sua collocazione futura debba restare per forza quella di esterno puro, diciamo... Poi ci mancherebbe, non intendo un falso nove fermo in area o un centravanti classico che riempie stabilmente il centro dell'attacco. Intendo piuttosto un punto di riferimento tecnico, uno che riceve tra le linee, che lega il gioco, che attira pressione, che decide dove far andare l'azione... In quel ruolo magari non occupa sempre il centro in senso geometrico, ma occupa il centro del gioco in senso qualitativo. Ti dirò di più, per me proprio il fatto che lui tenda ad allargarsi può diventare un vantaggio... se parte da dentro e poi scivola lateralmente, si porta dietro riferimenti, apre corridoi, disordina le marcature e può creare quello spazio interno che oggi la Juve non riesce a generare MAI. In questo senso svuoti il centro per riempirlo meglio dopo, con tagli, inserimenti, ecc. ed è qui che, secondo me, una soluzione così potrebbe anche scombussolare i piani di Gasperini. Perché preparare la partita contro un Yildiz stabilmente largo è un conto (sai più o meno dove riceverà, come orientare le uscite, dove raddoppiarlo, ecc.) mentre prepararla contro un Yildiz che invece parte più interno, viene incontro, si allarga, scambia con Boga e Chico/Zhegrova e diventa il perno tecnico del fronte offensivo, è molto più complicato. Ti costringe a decidere continuamente se seguirlo, se lasciarlo ricevere, se accorciare o restare... Boh... Poi sono d'accordo che forse Roma non è la partita ideale per fare un esperimento del genere. Su questo ci sto. Però, visto anche il momento poco incisivo delle attuali prime (seconde in realtà ) punte e, al contrario, i buoni spezzoni giocati da Boga, io sinceramente un pensiero ce lo farei... PS: Squarepusher che torna a suonare il basso era quello che mi ci voleva 'sta settimana. Non vedo l'ora che esca l'album
  13. Mi sono dimenticato di postare qui, ma al momento quando inizio una semi-analisi di un post-partita ci sarebbe da pubblicare quello del pre-partita di quella successiva e quindi faccio su un casino assurdo. Allora faccio un mix, partendo dalla fine della scorsa partita e andando alla partita di Domenica.. Per Roma-Juventus io sono abbastanza ottimista, e non tanto per una questione emotiva post-CL ma proprio per una eventuale lettura tattica della partita... Secondo me ci sono almeno due fattori strutturali che possono spostare l'equilibrio in questa partita... 1. Il primo riguarda la possibilità di vedere un attacco più dinamico e funzionale. La soluzione che mi incuriosisce di più è un probabile tridente con Boga, Yildiz e Conceicao... Perché dico una roba simile? Perché mercoledì ha funzionato, perché ha dato linfa, e perché ci manca TANTA imprevedibilità negli ultimi 30 metri e mobilità tra le linee... Il punto, per me, è proprio Yildiz in posizione più interna, da riferimento tecnico centrale del tridente, più che da esterno puro. Non lo dico solo tanto per... o perché effettivamente mercoledì abbia fatto più che bene o per una questione estetica o di talento.. ma per un discorso di sviluppo del giocatore e anche di resa collettiva per questo finale di stagione. Bear with me... Secondo me Yildiz ha caratteristiche che, col tempo, possono portarlo a una parabola simile a quella che Luis Enrique ha costruito con Dembele: un giocatore che nasce largo, che ha nel dribbling e nell'1vs1 il suo carattere principale, ma che può aumentare il proprio impatto se portato più dentro al campo, dove tocca più palloni pesanti e dove ogni giocata ha un valore specifico più alto. Da esterno (puro essenzialmente), Kenan rischia a volte di essere un po' troppo vincolato alla ricezione laterale... controllo, raddoppio addosso, campo solo da un lato e spesso obbligo di giocata forzata. In fascia può e fa anche la differenza, ma tende ad avere, secondo me, una libertà più limitata, soprattutto contro squadre che chiudono bene l'uscita sul lato e lo accompagnano verso l'esterno. E, ahimè, non avendo un collettivo che possa supportarlo sull'esterno in maniera costante e ottima, secondo me diventa quasi "sprecato"... Centralmente, invece, può ricevere tra le linee, girarsi, scegliere se puntare il centrale, aprire sulla catena laterale o rifinire frontalmente. È una zona in cui il suo talento diventa più difficile da contenere per gli avversari perché chi lo prende in consegna si trova sempre in dubbio... cosa faccio? Esco forte rischiando di farmi saltare, oppure aspettare concedendogli tempo per alzare la testa? Gli si danno più possibilità per far brillare il suo talento. In più, se hai Boga da una parte e Conceicao dall'altra, hai due profili che attaccano in maniera diversa ma complementare. Per me la chiave per domenica (e se dovesse funzionale, per il finale di stagione) è questa: spostare il baricentro qualitativo della Juve verso il centro del campo offensivo, invece di confinare il talento solo sulle corsie. Negli ultimi tempi la Juve ha spesso dato la sensazione di sviluppare in modo un po' prevedibile - palla all'esterno, tentativo di saltare l'uomo, cross o ritorno indietro. Con Yildiz centralizzato puoi invece avere più soluzioni... -ricezione tra le linee e rifinitura immediata -conduzione centrale per attirare pressione e liberare l’esterno -scambio corto nello stretto -ultimo passaggio per i tagli degli esterni/inserimenti mezzali -attacco diretto dell'area se riesce a girarsi E secondo me non è neanche un discorso solo offensivo. Un tridente del genere, se organizzato bene, può essere utile anche in pressione. Conceicao e Boga hanno nelle gambe e nell'aggressività la possibilità di andare forte sui quinti/terzini e sui braccetti larghi, mentre Yildiz, messo in mezzo, può lavorare schermando il vertice basso o indirizzando la costruzione avversaria su un lato.. Non sto dicendo che diventi automaticamente una Juve dominante senza palla eh, ma che ci sarebbe almeno una struttura offensiva più coerente anche nella prima pressione... 2. Il secondo motivo del mio ottimismo è il ritorno di Bremer, e qui secondo me il discorso è forse più ovvio. Bremer, ad oggi, ti restituisce una serie di cose che impattano su tutta la squadra. Ti dà forza nei duelli, copertura della profondità, aggressività in avanti, gestione dell'1vs1 e soprattutto una sensazione di sicurezza preventiva che permette anche ai compagni di stare qualche metro più alti. Ho sempre la sensazione che quando Bremer c'è , la linea difensiva della Juve può permettersi di essere meno passiva.. Accorcia meglio, regge più situazioni a campo aperto e soprattutto difende con meno ansia... E contro una squadra come la Roma questo pesa TANTISSIMO, perché la Roma è una squadra che vive molto di accelerazioni improvvise, palloni giocati addosso agli attaccanti, duelli fisici, attacchi verticali dopo recupero... Avere Bremer vuol dire poter reggere meglio quel tipo di partita lì, che non è solo tecnica ma anche molto nervosa e sporca. Poi ovviamente il suo ritorno migliora anche il resto della squadra in possesso. Se dietro hai più affidabilità, puoi permettere agli altri di occupare il campo con più coraggio. I centrocampisti possono accompagnare un po' meglio, i terzini o quinti possono alzarsi con meno timore, gli attaccanti possono restare più alti, ecc. Per questo io vedo la partita in modo abbastanza positivo. Se la Juve riesce a mettere insieme questi due aspetti, ovvero una struttura offensiva più mobile e tecnica con Yildiz centralizzato e una base difensiva più robusta grazie a Bremer, allora ha buone possibilità di costruire una gara credibile sia con la palla che senza. Non sarebbe una Juve dipendente solo dall'episodio o dalla giocata isolata, ma una squadra con logica, piano e visione. Più qualità interna davanti, più solidità strutturale dietro. Song of the day: Squarepusher - K2 Central
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