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Dale_Cooper

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Su Dale_Cooper

  • Titolo utente
    BiancoNeuro
  • Compleanno 26/05/1994

Informazioni

  • Squadra
    Juventus
  • Sesso
    Uomo
  • Biglietti
    Nessuno
  • Provenienza
    Italia

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  1. Anche Merzbow Gli A Place To Bury Strangers sono Lady Gaga in confronto ad alcune robe di Xenakis
  2. In generale musicista (che è poi la cosa che mi piace più fare), poi composizione mi ha aiutato più che altro per entrare nel mondo delle librerie di production music (finalizzata a progretti audiovisivi) e per arrangiamenti per altri artisti. E poi infine sì, insegnante di musica come lavoro fisso Buttologia
  3. Non proprio. Ho fatto un corso d'università undergrad (4 anni) in music performance (focus jazz), poi sono andato a fare il Master in composizione (focus classica contemporanea).
  4. Come quando mi chiedono "Caspita complimenti per il Master, in che campo?" e io rispondo "composizione" e loro mi guardano come se li sto pigliando per il culo
  5. Il fatto che il post prenda Verona, Lecce, Fiorentina, Sassuolo e Cagliari non cambia il punto... nel calcio non esiste mai un confronto a specchio, però il problema è lo stesso: produciamo tanto e concretizziamo poco. Dire "contro le squadre chiuse non abbiamo soluzioni" per me è vero solo a metà. Non abbiamo soluzioni perché non abbiamo abbastanza giocatori in grado di trovarle. Sono passati quattro allenatori e continuiamo a vedere gli stessi difetti e gli stessi problemi -> poca qualità nell'ultimo passaggio, pochi giocatori che saltano l'uomo, pochi che sappiano rifinire nello stretto, pochi che sappiano calciare forte e pulito da fuori. E anche qui.. la storia del "non tiriamo mai dal limite" secondo me è diventata più una percezione che un fatto. I tiri da fuori li facciamo eccome.. Facciamo, di media, 5-6 tiri da fuori a partita (5.76)... Contro il Lecce penso addirittura 10... il problema è che spesso sono mozzarelle, tiri telefonati o schifezze finite in curva. Siamo in generale una delle squadre che tira di più (quasi 600 tiri in 35 partite ma solo poco più di 200 nello specchio).. tiriamo tanto ma spesso male. Ma in generale, il problema è che quando la palla arriva a chi dovrebbe inventare, rifinire o tirare, troppo spesso viene fuori il nulla.
  6. Arbitri graditi “Non vuol dire niente, dai” Coincidenze, dicono. Un haiku per darvi la buona serata, vista l'aria che tira, come ogni sera.
  7. Lo dicevo ad inizio ottobre, quando facevamo il doppio dei goal con quei tiri (96 tiri, 9 goal) che avevamo un grosso problema... mi si diceva che era colpa dell'allenatore, della sfiga, della difesa a 3 e del fato, quindi sarà sicuramente così.
  8. C'è un punto, un momento in cui la rabbia smette anche di essere rabbia e diventa stanchezza, nausea.. diventa quella sensazione brutta, quasi fisica, di avere già visto lo stesso film, la stessa sceneggiatura, gli stessi errori, le stesse parole nel post-partita per la quarantesima volta in tre anni. E intanto la Juventus pareggia 1-1 in casa contro un Hellas già retrocesso in una partita che doveva essere vinta senza se e senza ma. Ecco, io non ce la faccio più. Ma non è che non ce la faccio più perché non vinciamo eh, non ce la faccio più ad ascoltare dichiarazioni. Non ce la faccio più a sentire che "dobbiamo migliorare", come ha detto Cambiaso dopo la partita, perché questa frase ha perso qualsiasi significato, non può essere la grande presa di coscienza del 3 maggio. Non ce la faccio più a sentire che c'è rammarico perché non è vero, state tirando in giro i tifosi. Il rammarico lo può avere chi ha sbagliato una volta, chi ha inciampato nel momento sbagliato... Ecco, questo non è un inciampo, perché ci troviamo davanti una squadra che da ANNI cade sempre nello stesso tombino e OGNI CAVOLO DI VOLTA, rialzandosi, fa finta di aver scoperto per la prima volta che il tombino esiste ed è piazzato lì. Ecco, è una squadra che non impara mai. MAI. Che domina sterile, che produce volume, che tira, che crossa, che spinge, che magari ti fa anche dire per un quarto d'ora "dai, prima o poi entra" ma poi, quando dovrebbero entrare in campo cattiveria, lucidità, scelta giusta, controllo orientato, ultimo passaggio, senso del momento, personalità e carattere, sparisce. Si scioglie e diventa una somma di "poche idee e anche molto confuse". Il Verona era già retrocesso, cribbio! Eppure siamo riusciti nell'impresa di trasformare quella che doveva essere una formalità, da grande squadra, in un altro psicodramma assurdo. E quindi basta parlare di altro. Basta parlare di allenatori, di moduli, di cambi, del quinto che spinge o non spinge, la posizione di Yildiz, la costruzione a tre o a quattro. Queste cose contano, certo, ed è giusto discuterne ed è anche bellissimo farlo. MA parlarne come se fossero il cuore del problema è troppo facile. Perché la verità è più brutta: questa squadra, intesa come gruppo di giocatori, come blocco mentale e tecnico, non è da Juventus. Punto. Easy and simple. Sì ok, alcuni sono buoni giocatori. Ma il problema è quello... sono buoni giocatori. Da altre squadre, per altri contesti per altri obiettivi. Roba da stagioni tranquille, da piazzamenti onorevoli, da "abbiamo fatto una buona prestazione" dopo un 1-1 con una squadra retrocessa.. Perché la Juventus non può essere il club da "terapia di gruppo" perché bisogna rimanere sereni. Ma sereni di cosa? Ma siamo seri? Qui siamo nel campo della dignità sportiva. Perché una squadra che ha davvero fame, una squadra che sente davvero il peso della maglia e della partita una partita del genere la azzanna. Magari male, magari sporca ma la vince. Sicuramente non si mette nella condizione di dover rincorrere e non aspetta che la partita diventi isterica. Perché poi creiamo ok, ma le occasioni non sono un trofeo, i tiri non sono punti e il possesso non fa la storia. La Juventus non è MAI stata celebrata per il volume di gioco o quant'altro ma perché fa sentire all'avversario che prima o poi il muro sarebbe crollato perché dall'altra parte c’era qualcosa di più forte della tattica, ovvero la Juventus. Invece oggi la Juventus condanna solo i suoi tifosi. Il 6 ottobre scrivevo che il problema del tasso tecnico era enorme. Che non si poteva ridurre tutto all'allenatore. Che la rosa aveva, sì, un valore nominale importante, ma un profilo tecnico povero rispetto alle ambizioni del club. Scrivevo dei 96 tiri e dei 9 gol, del possesso alto e della conversione bassa, del fatto che questa squadra arrivava tanto ma trasformava poco. Mi si era detto che ero isterico, pessimista, che con un altro allenatore avremmo cambiato tutto e saremmo arrivati secondi. Ecco non era pessimismo. Non era isteria da inizio stagione. Era un campanello d'allarme grosso come una villa. E sapete cosa mi da fastidio? Doverlo rivangare. Perché la qualità tecnica è il mezzo con cui vinci le partite che sono bloccate, sporche, contro squadre chiuse, quelle in cui l'avversario ti lascia palla e ti invita a dimostrarti di essere più forte. E la Juventus, troppe volte, non lo dimostra ma invece si agita, innervosisce, inizia andare un po' a caso tra cross, ribattute, tiri deviato, angoli, mischie, altre ribattuta... Ma dov’è la giocata pulita, il filtrante, il centrocampista che mette ordine nella tempesta??? Non abbiamo abbastanza. Questa squadra sembra essersi abituata alla mediocrità e questa è la cosa più grave di tutte... perché perdere può capitare, pareggiare può capitare, sbagliare può capitare... ma abituarsi al linguaggio dell'insufficienza no, basta, BASTA. Abituarsi al "siamo mancati nei dettagli", no. Abituarsi al "dobbiamo migliorare", no no no. Abituarsi al fatto che ogni anno, ogni mese, ogni ciclo, ogni ripartenza, si finisca sempre a fare gli stessi discorsi no. BASTA. Il tifoso juventino è STANCO perché non riconosce più questa squadra e perché guarda gli altri vincere, costruire, sbagliare e correggere, mentre la Juve continua a raccontarsi che "manca poco", che "la strada è giusta", che "bisogna crescere"... Ma crescere quando? Sono sei anni che dobbiamo crescere e migliorare. Sono sei anni che il domani viene usato come anestetico per non guardare le vaccate fatte oggi. E oggi dice che questa squadra non merita la Champions League. Mi spiace dirlo ma la Champions la devi conquistare, devi dimostrare di meritarla. Devi andare in campo contro il Verona e vincere, sfruttare la caduta degli altri e sentire il sangue. Questa squadra invece non sa dove si trova. Non per impegno eh, ovvio che corrino e sudino. Poi ovvio che non vanno in campo per perdere. Ma è quello il problema PEGGIORE... molti di loro sembrano fare il massimo che possono, e quel massimo non basta tecnicamente e non basta mentalmente. La partita con il Verona è lo specchio perfetto di questa normalizzazione. Una grande occasione buttata via. E quante grandi occasioni abbiamo buttato via negli ultimi anni? Quante volte la classifica ci ha aperto un portone e noi abbiamo ci abbiamo sbattuto contro? Quante volte abbiamo detto "questa era da vincere" dopo averla pareggiata o persa? Quante volte abbiamo pensato " eh vabbè adesso capiranno" e poi, due settimane dopo, eravamo punto e a capo? La verità è che non capiscono. O non possono capire. O non hanno gli strumenti per trasformare la comprensione in cambiamento. E allora basta favole e basta illusioni o racconti. Manca una spina dorsale tecnica e mentale all'altezza della Juventus e soprattutto manca la Juventus. Mi spiace, ma manca tanto quella Juventus scomoda, antipatica, quasi arrogante, che è sempre stata identità prima ancora che stile. Perché la Juventus non può dire "buona partita" dopo ieri. Dopo ieri ci si guarda allo specchio e si dice "Non siamo abbastanza"... fine. E da lì si riparte, se si ha il coraggio. Juventus-Hellas 1-1 deve essere la fine delle scuse. Ora serve guardare in faccia la realtà -> molti di questi giocatori non sono da Juventus. Non lo sono oggi, non lo saranno domani, non lo diventeranno per magia dopo l'ennesima intervista piena di finto rammarico. E se la società non avrà il coraggio di capirlo, allora continueremo a vivere dentro lo stesso incubo per altri anni... partite da vincere non vinte, occasioni buttate, Champions trattata come una montagna da scalare invece che come il pavimento su cui poggiare. Povera Juve, che fine che hai fatto.
  9. Dale_Cooper

    Juventus - Verona 1-1, commenti post partita

    Oggi gli ho dato pure io le colpe. Ma parlo in generale.
  10. Dale_Cooper

    Juventus - Verona 1-1, commenti post partita

    E adesso mi levo anche qualche sassolino dalle scarpe... Vediamo se continuiamo a dare colpe agli allenatori oppure anche dopo il cinquantesimo allenatore in 20 anni riuscirete a capire che la mentalità e l'esperienza non gliela fa imparare manco il Papa a 'sto branco di smidollati?
  11. Dale_Cooper

    Juventus - Verona 1-1, commenti post partita

    Eh, se Montipo' non si sposta prima non la pareggiamo più allora. E se invece il palo era spostato a destra a Pisa, ci facevano due pere all'andata. Questi discorsi trovano il tempo che trovano. Sta partita doveva finire 3-0 al 45esimo, eri sotto. Tutto lì. 65 minuti per recuperare il Verona retrocesso e hai fatto un goal, su punizione.
  12. Dale_Cooper

    Juventus - Verona 1-1, commenti post partita

    Cambia poco. Stava funzionando. Metti Openda oppure lascialo dentro a 'sto punto. Devi vincerla e torni al modulo con cui avevi chiuso un primo tempo allucinante? Hai mischiato tatticamente facendo su un disastro allucinante. Poi culminato con Boga con Yildiz centrale. Non sapevano più cosa fare
  13. Dale_Cooper

    Juventus - Verona 1-1, commenti post partita

    Togliere la seconda punta, quando avevi trovato la quadra, per mettere Miretti e andare a riempire il centrocampo lasciando Vlahovic da solo in area è stata una cosa da manuale del calcio, eh. Che schifezza oh.
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