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Giovanili Juventus

Presentazione Tevez: "Grazie Juve. Il 10 non mi pesa. Sono qui per scudetto e Champions". Marotta: "Acquisto Carlitos faticoso, siamo orgogliosi"

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http://www.youtube.com/watch?v=48ZQAPOlX90

 

Immagine di Luca Pasquaretta de "Il Messaggero"

 

 

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MAROTTA: "Rinnovo i saluti a tutti voi, vi ringrazio per aver aderito a questo invito, che chiaramente coincide con la presentazione di Carlos, Carlitos Tevez. E questo è il secondo ingaggio, perchè di acquisto vero e proprio ne abbiamo fatto uno, nel senso che Llorente è un giocatore che abbiamo già comunicato di voler tesserare dal 1° di luglio, ma non è un acquisto, è un'operazione fatta per un giocatore a parametro zero. Ma questo non significa che non sia di altrettanta importanza. Quindi siamo oggi qui con Carlos. Su di lui è inutile spendere parole, perchè ne parla la sua carriera, il suo palmares, che è altrettanto importante, quanto quello della nostra Juventus. E' stata un'acquisizione faticosa, ma che ci ha riempito di orgoglio, perchè è un giocatore che noi desideravamo acquistare già da qualche anno, ci siamo riusciti quest'anno, nonostante la concorrenza fosse veramente agguerrita: mi riferisco a club italiani e anche stranieri. E quando parlo di club concorrenti, parlo di club che sicuramente rappresentano l'elite del calcio. E' stata un'acquisizione difficoltosa perchè c'è voluto tempo, ma come sempre spesso capita, si sa che poi l'aspetto predominante nella definizione è la volontà del giocatore. Carlitos attraverso i suoi agenti ha manifestato da sempre la esplicita volontà di indossare la nostra maglia e questo non è solo stato un fatto di gratitudine verso la nostra Juventus, ma soprattutto un fatto di fiducia che ci ha tranquillizzato anche quando negli ultimi tempi sembrava - e magari anche qualcuno di voi aveva scritto - che l'impresa sembrava destinata a fallire. Noi eravamo molto ottimisti, abbiamo tenuto un profilo molto basso, ma eravamo convinti della parola spesa, sapevamo di avere a che fare con un uomo, con un ragazzo di grandi valori umani, per cui abbiamo portato avanti le nostre strategie e abbiamo concluso l'operazione, grazie anche alla grande correttezza e collaborazione del Manchester City nella persona dei loro dirigenti, da Soriano a Begiristain, che sono stati moto corretti con noi. E come sapete qualche giorno fa abbiamo concluso l'operazione in quel di Londra. Anche in fase di trattativa e di definizione ci sono state azioni - non definisco di disturbo, ma di leale concorrenza - da parte di un club straniero molto importante. Detto questo che questa acquisizione è un'acquisizione voluta dalla società e quando dico società mi riferisco a tutte le componenti, all'area tecnica, il gradimento di Antonio Conte è stato sicuramente molto forte. C'è grande soddisfazione. Antonio ha parlato con Carlos proprio quando c'era ormai la definizione dell'accordo, quindi siamo tutti felici. Sicuramente non immaginavamo di trovare un entusiasmo così nei nostri tifosi, sia attrraverso il mondo mediatico, ma soprattutto ieri in occasione dell'ingresso di Carlos in sede per salutare il Presidente. Abbiamo visto sotto centinaia di tifosi e questo è un fatto imprevisto, straordinario e significativo che celebra il calibro e la caratura di questo nostro campione. Detto questo, io non ho altro da dire, se non procedere alle vostre domande. Carlos è a disposizione e chiaramente ci avvaliamo dell'interprete perchè ci possono essere delle difficoltà di traduzione".

 

Signor Tevez, benvenuto a Torino in questa gloriosa società. Cosa la spinta ad accettare di venire in questa società e se si rende conto dell'importanza che ha questa società, cioè quella di vincere sempre. E poi cosa pensa del numero 10 che è stata indossato da grandi giocatori bianconeri.

TEVEZ: "Grazie mille a tutti voi, grazie mille alla Juve per tutto lo sforzo che ha dimostrato nel portarmi qua. Ringrazio anche il Manchester City, nelle sue persone, il Manchester come istituzione, per tutti gli anni belli che mi ha regalato. Sono consapevole del grande sforzo che la Juve ha fatto per farmi venire, ringrazio il lavoro di Agnelli, Marotta, Fabio, Roberto, i miei rappresentanti; mi assumo la responsabilità di portare il 10, mi assumo la responsabilità di rappresentare la Juve, di giocare in questo club. Il 10 rappresenta senza dubbio una sfida perchè l'hanno portato grandi giocatori. Mi sono anche assunto la responsabilità di portare il 10 nel Boca che aveva portato a sua volta Maradona. Ma la responsabilità che mi assumo soprattutto è quella di giocare in questa grande squadra, perchè il 10 rappresenta un numero che rispetto, ma in realtà la grande sfida è portare avanti il mio lavoro nella squadra".

 

Cosa si prova a giocare in una squadra dove negli spogliatoio ci sono le fotografie di Platini, Zidane, Baggio, Sivori. E poi se ti aspettavi così tanto entusiasmo ieri all'aeroporto.

TEVEZ: "Non volevo dimenticare anche Del Piero, che è stato l'ultimo capitano della squadra, l'ultimo giocatore a portare il 10, persona e giocatore per il quale sento un forte e profondo rispetto e che rappresenta senza dubbio l'emblema della squadra. Per me è un piacere vestire la sua maglietta. Rispetto alla seconda domanda, sento che la tifoseria italiana è abbastanza simile a quella argentina, una tifoseria che sente il calcio e per quello non ho trovato una sopresa nei confronti dell'accoglienza che ho ricevuto ieri. I tifosi juventini mi hanno dimostrato il loro affetto fin dall'inizio".

 

Pochi giorni prima della firma con la Juve, Galliani con sicurezza ha detto: "Carlitos non mi tradirà". Come commenti questa cosa? Ti ha chiamato? L'aspirazione della Juve è quella di vincere in Europa. Secondo te è in grado di competere con le grandi d'Europa?

TEVEZ: "In riferimento alla prima domanda voglio essere molto chiaro e molto schietto. Con Galliani ho parlato solo 2-3 volte nella mia vita, l'ultima volta l'anno scorso quando è stato fatto l'intento di portarmi al Milan. E sinceramente non so perchè abbia detto una cosa del genere. Rispetto alla seconda domanda, la verità è che oggi sono qui e questa è la cosa importante. Sono contento di essere alla Juve. Io ho anche il desiderio di vincere lo Scudetto con la Juve e un sogno di tutti è anche quello di vincere la Champions. So che la Juventus è in un momento di forza, è una squadra forte, questo è il nostro sogno, il sogno di tutti, ma voglio andare piano".

 

Ti troveresti bene con un giocatore come Llorente? Con Conte avete già affrontato questo discorso dela tua posizione in campo? Poi una domanda a Marotta: l'acquisto di Tevez, cambia in qualche modo la Juve? La rende diversa? La fa diventare più cattiva e più vicina alle altre in Europa?

TEVEZ: "Se funzioneremo o meno in campo con Llorente, è una cosa che deciderà sicuramente Conte. Non ho parlato in merito con l'allenatore, sicuramente sarà una cosa che discuteremo nella pre-stagione. E capiremo sicuramente quale sarà la mia posizione".

MAROTTA: "Io volevo dire che il nostro obiettivo è stato ed è quello di migliorare il livello qualitativo del gruppo, poi è chiaro che i giocatori che noi acquistiamo saranno impiegati dal punto di vista tattico secondo quelle che saranno le indicazioni le scelte dell'allenatore, quindi da questo punto di vista non mi addentro. Dico solo che con l'acquisizione dei diritti sportivi di Tevez, il livello qualitativo è certamente aumentato. Ma questa domanda mi dà anche l'opportunità di esprimere un concetto molto chiaro che così configura quello che è il nostro modo di agire: Il management di Juventus ha un obbligo, che è quello di raggiungere l'optimum sportivo, che significa in sostanza cercare di centrare gli obiettivi sportivi a cui partecipa; questo è un nostro obbligo, lo sapete, noi siamo per il nostro dna destinati a vincere e questo è uno slogan che vogliamo portare avanti anche in questa stagione. Significa quindi anche allestire una squadra competitiva. E allestire una squadra competitiva significa anche sfruttare le opportunità. Ma questo optimum sportivo deve essere correlato necessariamente, doverosamente, obbligatoriamente a quello che è un optimum aziendale, che significa in sostanza avere rispetto di quello che è un equilibrio finanziario e patrimoniale. Queste sono le nostre linee guida che cercheremo di portare avanti. All'interno di questo ci sono delle opportunità. Io ritengo che questa sia un'opportunità che si è presentata in modo moto concreto e vantaggiosa in questa stagione, e l'abbiamo colta. Da qui alla fine del mercato cercheremo di cogliere le opportunità che si presentano, fermo restando il concetto che ho espresso prima".

 

Per Tevez: che cosa pensi di portare a questa squadra? Per Marotta: che sensazioni hai avuto dal punto di vista emotivo, l'impatto che ha avuto l'acquisto di Tevez...

TEVEZ: "Le due cose che posso dare alla squadra sono la mia esperienza e la qualità, queste sono le due cose più importanti".

MAROTTA: "Sicuramente è stata un'emozione che è pari anche alla tensione che abbiamo vissuto in questo momento. Però devo dire che la Juventus, in senso generale, era molto compatta: nonostante la sfiducia che ci era stata riservata, noi abbiamo agito con un profilo molto basso, ma eravamo certi che avevamo raggiunto il nostro obiettivo e ci siamo riusciti. Devo ringraziare anche Fabio Paratici, Andrea Agnelli, Pavel Nedved, diciamo tutti insieme abbiamo cercato di sviluppare questa strada, siamo riusciti con difficoltà a raggiungerla e certamente per me è un'emozione forte, perchè nelle settimane precedenti la sfiducia era spropositata. Sfiducia non è riferito solo alla persona, ma anche al club. La Juventus è la Juventus, è una delle squadre, una delle società più importanti delle mondo e quando approccia una situazione lo fa sempre con grande tempismo, lo fa con grande autorevolezza, sapendo di avere anche davanti delle persone, dei professionisti come può essere il calciatore, il suo entourage e le società controparti che ci accreditano, perchè la serietà nostra, la storia di questa società, è un passepartout importante. Per cui il mio lavoro è stato facilitato da questo punto di vista, però devo anche dire che eravamo molto ottimisti perchè Carlos, attraverso i suoi professionisti, attraverso i suoi rappresentanti ci aveva dato la sicurezza di indossare la nostra maglia a una sola condizione: che si fosse raggiunto l'accordo col Manchester. L'accordo con il Manchester era nell'aria, abbiamo utilizzato il tempo giusto per intervenire, quando siamo partiti per Londra eravamo sicuri di tornare col giocatore ed è una cosa che abbiamo centrato. Quindi l'emozione è stata forte, pari anche alla soddisfazione".

 

Perchè hai scelto l'Italia e perchè hai scelto il campionato italiano?

TEVEZ: "Il calcio italiano è il più difficile, il più bello del mondo. Sono contento di venire motivato, di venire alla Juventus, giocare nell'ambito italiano, questo ha sempre rappresentato un sogno per me. In qualche modo sto compiendo il sogno di giocare in Italia".

 

Qual è la scintilla, la chiave, per far sì che due grandi personaggi di spessore e di grande temperamento come te e Conte riescano a unire gli sforzi e non a creare delle conflittualità?

TEVEZ: "E' molto semplice: il rispetto".

 

Al direttore chiedo come è nata la decisione di assegnare una maglia importante come la numero 10 a Tevez. E a Tevez chiedo quali sono stati i consigli degli ex compagni che conoscevamo meglio il campionato italiano sulla situazione del calcio italiano e sul fatto che gli arbitri sono abbastanza rigidi?

MAROTTA: "Sappiamo con grande stato di coscienza, il numero dieci nello scenario del calcio rappresenta un numero affascinante che si porta dietro una grande valenza, nel senso che la maglia numero 10 è stata sempre messa da giocatori che hanno sempre generato delle forti emozioni nella gente, che hanno trascinato spessissimo la squadra, anche perchè spessissimo il numero 10 coincide con la bandiera, con l'essere il capitano della squadra. Quindi, anche qui, nella storia della Juventus, devo ricordare i numeri dieci del passato recente, partendo da Sivori, per arrivare a Platini, Baggio e ultimamente Del Piero, sono stati tutti dei grandissimi campioni. Su Del Piero è inutile che spenda parole, tutti sappiamo quello che ha rappresentato per la Juventus, in termini di emozioni generate, in termini di successi che ha contribuito a raggiungere. Questo lo sapevamo, lo sappiamo e con altrettanto senso di responsabilità, nel momento in cui Carlitos ci ha espresso questo suo desiderio, chiaramente, sapevamo che forse era il momento di consegnare questa eredità, questa maglia, ad un giocatore altrettanto importante. Lui stesso ha detto e riconosciuto come nel Boca abbia già avuto in eredità il numero 10 di un altrettanto campione che è stato Maradona. Davanti ad una richiesta, la società ha ritenuto che il calciatore fosse un profilo, fosse l'elemento giusto il calciatore, per le qualità professionali ed umane, per ereditare questa maglia, che sicuramente è pesante, ma prima o poi doveva capitare. Ed è giusto dare fiducia".

TEVEZ: "Per il momento non ho parlato con i colleghi in merito agli arbitri. Sicuramente la pre-stagione sarà importante per aggiornarmi in merito a questa questione, ma anche per iniziare ad abituarmi al ritmo del calcio italiano".

 

Direttore, si è reso conto che col passare degli anni l'appeal della Juventus sta crescendo? A Carlitos volevo chiedere se prima di arrivare ha parlato con il nuovo allenatore del City Pellegrini.

MAROTTA: "E' chiaro che finchè non sono arrivato alla Juventus, l'ho potuta guardare solo dall'esterno, però i contatti con i dirigenti negli ultimi 30 anni li ho avuti, quindi so che cosa rappresentava la Juventus in termini di fascino, di appeal, di brand e di vittorie sicuramente. Il palmares è ricco di successi e quando si vince si diventa importanti, si diventa potenti. Devo dire che se vado indietro, questa potenza era trasmessa anche in quelle che erano le operazioni di mercato, perchè fino a prima del 2006, la Juventus era uno dei primissimi club europei e mondiali, quindi l'appeal che aveva era fortissimo, tale da avere anche facilità nella acquisizione e nell'accettare l'assenso dei giocatori. Quando siamo arrivati, chiaramente, abbiamo ereditato una situazione di difficoltà. Non posso dimenticare che il primo anno ci sono stati dei rifiuti di qualche giocatore, che non erano sicuramente dei campioni. Ma con la vittoria, con la credibilità che questa società è riuscita a ritrasmettere, col fatto che al comando è arrivato il presidente Andrea Agnelli, che rappresenta la famiglia Agnelli e la continuità, tutto questo ha fatto sì che ci sia stata una metamorfosi. I successi hanno portato al fatto che incredibilmente, negli ultimi anni, soprattutto in questa stagione, si verifichi il contrario: sono i giocatori - e per giocatori intendo anche dei giocatori molto importanti - che chiedono di venire alla Juventus. Questo è un fatto che ci lusinga e che ci dà una visione diversa dalla Juventus degli ultimi anni e che ci può dire con orgoglio di essere ritornati in un palcoscenico consono a quello che è il blasone, la storia e l'importanza di questa società".

TEVEZ: "Sì, ho parlato con lui, ho comunicato all'allenatore il mio desiderio di uscire dal club, perchè consideravo che il mio ciclo nel Manchester era un ciclo chiuso. Lui ha capito. Voleva solo capire quale fosse il mio punto di vista in merito".

 

Hai pensato a come sarà giocare con Pirlo?

TEVEZ: "Penso che sarà facile giocare con Pirlo, facile in campo soprattutto. E mi fa molto stare in squadre con lui, con un giocatore dell'altezza di Buffon e di tutti gli altri. Grandi giocatori che mi ispirano un profondo rispetto".

Quale è stato il momento in cui hai deciso che la Juventus fosse la destinazione giusta?

TEVEZ: "In realtà era una decisione che avevo già preso molto tempo fa. I primi avvicinamenti per farmi venire qua, sono stati compiuti nel 2011. Nel 2011 non si è chiusa la trattativa, ma comunque si è chiusa ora, nel 2013, perchè la Juventus è stato l'unico club che ha fatto veri sforzi per farmi venire. E' stato l'unico club che ha parlato con i miei rappresentanti, con me in prima persona e per questo ho dimostrato interessato e li ringrazio molto. La decisione l'ho presa nel momento in cui ho parlato con la Juve".

 

Immaginare una sfida al vertice della classifica marcatori tra te e Balotelli è un qualcosa che ti auguri?

TEVEZ: "La verità è che in questo momento non sto pensando a me in prima persona come capocannoniere, ma penso che sia la squadra a vincere. Se la squadra vince, è più facile per me ottenere dei successi personali".

Perchè ha scelto l'Italia e cosa si sente di dire ai tifosi juventini?

TEVEZ: "In merito alla prima domanda, in qualche modo ho già dato una risposta, perchè ho detto che la Juventus è stato l'unico club che ha mostrato un vero interesse per portarmi qua e ha parlato con me e con il mio rappresentante per ottenere questo obiettivo. Per quanto riguarda la decisione di venire in Italia, uno perchè la Juventus è un grande club e poi perchè giocare in Italia è sempre stato un mio sogno, in particolare giocare in questa squadra. Ai tifosi dirò che cercherò di dare tutto, di vincere più cose possibili e di fare uno sforzo straordinario in campo".

 

Perchè l'Italia è uno dei campionati che non ha nulla da invidiare agli altri campionati? Al direttore volevo chiedere se tutto è stato svolto nella maniera corretta per arrivare a Carlitos. La squadra che ha cercato di inserirsi era il Real?

TEVEZ: "Quando quattro anni fa ho cominciato il mio percorso al Manchester, gli obiettivi erano fondamentalmente due: uno arrivare alla Champions e cercare di vincere lo Scudetto. Ora invece gli obiettivi sono più alti, la Juventus è una squadra forte, che riesce ad aspirare a vincere la Champions. E sono decisioni che prendo in modo relativamente facile e prendo dal punto di vista del giocatore".

MAROTTA: "Devo dire che soprattutto nell'ultimo giorno c'è stata questa, non dico intromissione, ma leale concorrenza, nel senso che c'è stato questo interessamento. Ma si sa che nel calcio - io sono nel calcio da tanti anni - basta un minimo particolare per far saltare la trattativa. Ma se si identificano le controparti come persone di affidabilità, in questo caso il Manchester City e Tevez con il gruppo di professionisti che sono attorno a lui, evidentemente noi eravamo molto tranquilli. Non abbiamo mai immaginato di perdere questa opportunità, perchè si basava su un rapporto di estrema fiducia. Questa era la grande consapevolezza".

 

Una domanda per Fabio Paratici: se dà più soddisfazione prendere un grande campione come Tevez o scoprire un talento come Pogba? Esistono dei Tevez giovani che state scovando?

PARATICI: "Intanto qualsiasi giocatore dà soddisfazione. Poi tutti noi lavoriamo per cercare nuovi giocatori che siano utili al nostro club, al nostro allenatore. Siamo contenti di aver acquisito Carlitos. E' stata una trattativa, come ha detto il direttore, molto difficile, alla quale abbiamo lavorato tutti molto".

 

(redazione Tuttojuve.com)

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Qual è la scintilla, la chiave, per far sì che due grandi personaggi di spessore e di grande temperamento come te e Conte riescano a unire gli sforzi e non a creare delle conflittualità?

TEVEZ: "E' molto semplice: il rispetto".

 

 

Eccolo, lo "spacca-spogliatoio". Ma andate a cagher, va.

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Sta benissimo con la nostra "camiseta" :d

Io già sto immaginando Tevez che entra per il riscaldamento con Thunderstruck a palla .ghgh

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Stà in formissima, sembra non si sia mai fermato da fine campionato .ok

c'è qualcuno qui che ha scritto che ha la panza di Miccoli... .doh

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.Cerbero, 27 giugno 2013 - 11:38, ha scritto:

 

Non gli hanno chiesto se per lui son 29 o 31, nevica?

Da ciò uno dei tre spunti che mi son venuti fuori dalla conferenza:

1. Hanno smesso di romperci le gonadi con i 29 e 31? O, più semplicemente, avevano paura che Carlitos saltasse sul banco per sbranarli?

2. Chi mandava i messaggini a Galliani? Marotta e Paratici versione troll?

3(il più importante). Chi è quella grandissima testa di ... che stanotte ha aumentato di mezzo punto il font della scritta Jeep?

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dalle foto delle visite mediche mi sembra che qualcosa debba perdere. Nulla di che credo (non sono esperto )

con la dieta sportiva classica durante l'anno e la preparazione...ma poi cmq lui è sempre stato cosi, un torello assurdo

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mi assumo la responsabilità di portare il 10, mi assumo la responsabilità di rappresentare la Juve, di giocare in questo club. Il 10 rappresenta senza dubbio una sfida perchè l'hanno portato grandi giocatori. Mi sono anche assunto la responsabilità di portare il 10 nel Boca che aveva portato a sua volta Maradona. Ma la responsabilità che mi assumo soprattutto è quella di giocare in questa grande squadra, perchè il 10 rappresenta un numero che rispetto, ma in realtà la grande sfida è portare avanti il mio lavoro nella squadra".

Cosa si prova a giocare in una squadra dove negli spogliatoio ci sono le fotografie di Platini, Zidane, Baggio, Sivori. E poi se ti aspettavi così tanto entusiasmo ieri all'aeroporto.

TEVEZ: "Non volevo dimenticare anche Del Piero, che è stato l'ultimo capitano della squadra, l'ultimo giocatore a portare il 10, persona e giocatore per il quale sento un forte e profondo rispetto e che rappresenta senza dubbio l'emblema della squadra. Per me è un piacere vestire la sua maglietta. Rispetto alla seconda domanda, sento che la tifoseria italiana è abbastanza simile a quella argentina, una tifoseria che sente il calcio e per quello non ho trovato una sopresa nei confronti dell'accoglienza che ho ricevuto ieri. I tifosi juventini mi hanno dimostrato il loro affetto fin dall'inizio".

 

@@

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Molto conciso e d'effetto.

 

Già lo adoro, ha già iniziato a dimostrare di che campione stiamo parlando.

 

Le risposte che mi sono piaciute di più:

 

"La grande sfida non è portare il 10, ma essere all'altezza della Juve"

 

"Arrivato al @MCFC il progetto era andare in Champions. Ora alla #Juve é vincere la Champions.." @@

 

"Non volevo dimenticare anche Del Piero, che è stato l'ultimo capitano della squadra, l'ultimo giocatore a portare il 10, persona e giocatore per il quale sento un forte e profondo rispetto e che rappresenta senza dubbio l'emblema della squadra."

 

" voglio essere molto chiaro e molto schietto. Con Galliani ho parlato solo 2-3 volte nella mia vita, l'ultima volta l'anno scorso quando è stato fatto l'intento di portarmi al Milan. E sinceramente non so perchè abbia detto una cosa del genere." sefz

 

 

"E' molto semplice: il rispetto"

 

.allah

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