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Mormegil

Guerra di Siria e situazione mediorientale: news e commenti

Post in rilievo

Intanto Putin (tramite il suo scagnozzo di nome Assad) risponde con metodi civili, lui non è mica come i terroristi, un bel bombardamento chimico su una città intera e tutti contenti! :patpat:

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Intanto Putin (tramite il suo scagnozzo di nome Assad) risponde con metodi civili, lui non è mica come i terroristi, un bel bombardamento chimico su una città intera e tutti contenti! :patpat:

I dubbi

Resta da chiedersi perché Assad, che sta vincendo sul terreno con l’aiuto dei russi e degli iraniani e ha appena incassato dall’ambasciatrice Usa all’Onu un atteggiamento molto più accomodante da parte degli Stati Uniti, avrebbe dovuto lanciare un attacco con gas nervino, di queste proporzioni, senza nessuna necessità militare. L’offensiva dei ribelli nel Nord della provincia di Hama è fallita ed è finita in un disastro, così come i tentativi nei sobborghi di Damasco. Se davvero il raiss ha ordinato attacchi con il Sarin sarebbe un suicidio politico del tutto irrazionale.

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I dubbi

Resta da chiedersi perché Assad, che sta vincendo sul terreno con l’aiuto dei russi e degli iraniani e ha appena incassato dall’ambasciatrice Usa all’Onu un atteggiamento molto più accomodante da parte degli Stati Uniti, avrebbe dovuto lanciare un attacco con gas nervino, di queste proporzioni, senza nessuna necessità militare. L’offensiva dei ribelli nel Nord della provincia di Hama è fallita ed è finita in un disastro, così come i tentativi nei sobborghi di Damasco. Se davvero il raiss ha ordinato attacchi con il Sarin sarebbe un suicidio politico del tutto irrazionale.

 

Perché sono 6 anni che applica la punizione collettiva e perché la vita umana per lui vale zero, non è diverso da quelli dell'Isis se non nell'aspetto, non certo nella sostanza e nei metodi, altrimenti la Siria non sarebbe diventata una distesa di macerie e cimiteri!

Hanno colpito la Russia? E lui vendica i russi così, è un messaggio ai ribelli, come a dire se siete stati voi a San Pietroburgo ricordatevi cosa vi possiamo fare!

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Sono disgustato. Se esiste un dio, qualunque nome abbia, di certo non può volere tutto questo.

 

E faccio pure fatica a trovare un collegamento tra le due atrocità, se non quello della strumentalizzazione per compiere atti messi in preventivo da settimane se non mesi.

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Sono disgustato. Se esiste un dio, qualunque nome abbia, di certo non può volere tutto questo.

 

E faccio pure fatica a trovare un collegamento tra le due atrocità, se non quello della strumentalizzazione per compiere atti messi in preventivo da settimane se non mesi.

 

Purtroppo sono 6 anni che in Siria si vedono massacri ben peggiori, solo che i media vanno a singhiozzo, quando vogliono ne raccontano uno, poi su altri 20 sorvolano. I siriani hanno visto di tutto dal 2011, dai barili incendiari agli attacchi chimici agli assedi che hanno provocato morti di fame, questo per stare ai metodi del regime, senza dimenticare l'Isis e i suoi massacri. A me disgusta il fatto che si continui a vedere questa guerra in modo ideologico, dove per forza il siriano deve stare con il regime o con l'Isis o Al Nusra, continuando con la balla del "laici vs fondamentalisti", non rendendosi conto che i siriani si sono ribellati al primo e dove sono riusciti a liberarsene sono finiti spesso come ostaggi del secondo, ma in realtà non vogliono nessuno dei due, si gioca sulla loro pelle come fosse un videogioco di guerra, numeri e basta. Mezzo milione di morti e oltre dieci milioni di profughi (la metà della popolazione) e si parla ancora di chi è il buono e chi è il cattivo. Ci vorrebbe un piano internazionale che faccia tabula rasa, tutti i responsabili di questo schifo devono uscire dalla scena, che sia Assad, Al Baghdadi, Al Joulani cambia poco, hanno tutti commesso crimini schifosi e applicato la punizione collettiva contro chi non si sottometteva alla loro autorità, non sono figure che possono essere accettate da una comunità internazionale che vuole mantenere un minimo di credibilità.

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Perché sono 6 anni che applica la punizione collettiva e perché la vita umana per lui vale zero, non è diverso da quelli dell'Isis se non nell'aspetto, non certo nella sostanza e nei metodi, altrimenti la Siria non sarebbe diventata una distesa di macerie e cimiteri!

Hanno colpito la Russia? E lui vendica i russi così, è un messaggio ai ribelli, come a dire se siete stati voi a San Pietroburgo ricordatevi cosa vi possiamo fare!

 

Bisogna vedere se e' vero che hanno armi chimiche

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.uhm I media occidentali hanno nuovamente lanciato una massiccia campagna di diffamazione e di falsificazione per attribuire alle forze dell’Esercito siriano la responsabilità di un presunto bombardamento con armi chimiche avvenuto martedì nella località di Jan Sheijun, nella provincia di Idlib, in una zona sotto il controllo dei terroristi.

 

La notizia di questo evento sarebbe stata fornita dall’Osservatorio Siriano dei Diritti Umani (OSDH) con sede a Londra, una fonte collegata ai ribelli siriani (fonte di parte) che alcune agenzie occidentali come AFP e Reuters citano sempre nelle loro corrispondenze sulla Sira.

 

Secondo la OSDH, decine di persone sono risultate ferite e ci sono state diverse vittime per effetto di un bombardamento che l’agenzia ha cercato di attribuire all’aviazione siriana , omettendo che le armi chimiche possono essere usate ANCHE se non si ha a disposizione una flotta aerea .

 

Il comando dell’Esercito Siriano ha immediatamente smentito e negato qualsiasi implicazione negli attacchi contro Jan Sheijun ed altrettanto ha fatto il Comando Russo.

 

Si aggiunge che i gruppi armati terroristi costantemente hanno cercato di accusare l’Esercito siriano di utilizzare armi chimiche contro i componenti di questi gruppi o contro i civili .

Le accuse si sono rivelate sempre false mentre si è accertato che,

ad Aleppo come ad Hama ed in altre località,

i gruppi terroristi hanno utilizzato armi chimiche fornite loro attraverso la Turchia e l’Arabia Saudita.

 

I responsabili dell'esercito hanno aggiunto : " non ha e non li usa, non nel passato e non nel futuro, perché non li ha , punto ( ... dal 2013 è anche ufficiale )"

(( Nel 2013 ... , nella zona del Guta, quando i terroristi organizzarono un attacco chimico contro la popolazione per attribuirne la responsabilità all’Esercito Siriano e determinare il pretesto per un intervento degli USA. Nel tempo fu nominata l'Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche (OPCW) che ordinò a Damasco di aderire alla convenzione sulle armi chimiche distruggendo il suo arsenale.

Lo sviluppo dell'accordo ha portato l'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, il cane da guardia della convenzione & dell'esercito siriano ...., a vincere il premio Nobel per la pace quell'anno.... !!!

 

Le inchieste giornalistiche alla fine riuscirono ad appurare che dietro all'attacco c'erano i servizi USA e Sauditi.

Si legga l'inchiesta di Christof Lehmann dell'americana NSNBC (certamente non imputabile di essere filo Assad e filo Putin).

E si legga il grande giornalista investigativo Seymour Hersh, che sulla London Review of Books pubblicò un'inchiesta convincente, sulla bufala chimica anti-Assad.

 

Perfino il Massachusetts Institute of Technology contraddisse fin nei dettagli l'amministrazione Obama, che pure aveva accusato Bashar al-Assad dell'attacco chimico.

A settembre si giunse a un passo dai bombardamenti sulla Siria e forse per questo lo studio Mit si intitolò Le possibili implicazioni degli errori dell'intelligence statunitense riguardo all'attacco al gas nervino del 21 agosto 2013.

E non basta: Richard Lloyd (ex ispettore delle Nazioni Unite sugli armamenti) e Theodore Postol stimarono che la gittata del missile rudimentale ritrovato dagli ispettori ONU non poteva essere superiore ai 2 km,

e che pertanto, vista la mappa delle forze schierate che aveva presentato proprio la stessa Casa Bianca il 30 agosto, il punto di lancio doveva necessariamente essere nelle zone controllate dai miliziani jihadisti.

 

Si tratta di fatti alla portata di tutte le redazioni e dovrebbero essere considerati pietre miliari acquisite presso ogni organo di informazione. Tutti sono nelle condizioni di sapere come funziona e smontare il meccanismo. Invece no. La storia vera viene cancellata dalla cronaca falsa e il supplizio del lettore e dello spettatore ricomincia da capo con lo schema che prepara la guerra.

I manipolatori seriali nazionali (... passando per lo stanco rimorchio del Manifesto) e internazionali (a partire da al Jazeera per finire con la Reuters) ovviamente sono campioni della dimenticanza.))

 

Morale :

Da notare che i media occidentali che hanno diffuso la notizia, data in apertura di telegiornali in Italia,

sono gli stessi che :

hanno nascosto le ultime stragi prodotte dall’aviazione USA in Siria ed in Iraq,

come ad es. il bombardamento di una moschea ad Idlib, il 17 Marzo che ha prodotto 42 morti e 120 feriti.

Sono i media che :

non hanno dato notizia della scuola bombardata dall’Aviazione a guida USA a Mosul, dove sono morti 240 persone di cui bambini e donne in maggioranza.

Strage poi riconosciuta dal comando USA ma mai menzionata dalle TV occidentali.

Si tratta degli stessi media che :

non forniscono notizia alcuna delle continue stragi che vengono commesse nello Yemen dall’aviazione USA e Saudita che, con bombardamenti massicci ed indiscriminati, stanno facendo terra bruciata in quel paese per favorire il ritorno di un governo filo-saudita.

Un paese questo che rischia la morte per fame di milioni di persone per causa del blocco aereo navale dei rifornimenti effettuato dalle forze aeronavali degli USA e dell’Arabia Saudita.

Di questo i telegiornali in Italia come in Occidente non parlano. bah

 

 

Tuttavia per uno " strano caso " questi media, in Italia in prima fila la RAI, sono molto solerti

quando si tratta della Siria di Assad ..... ,

aprono i loro TG con le presunte stragi prodotte in Siria dai Russi e dai Siriani,

come accadde ad Aleppo dove ogni sera si parlava di un nuovo ospedale bombardato (sembra che ve ne fossero almeno 66 ad Aleppo.... !!! secondo le fonti occidentali),

con " l’ultimo pediatria " fuggito, ed adesso proseguono la litania propagandistica con le bombe chimiche sganciate dall’aviazione di Hitler-Assad che uccidono bambini e donne, crimini di guerra commessi sempre dai soliti Siriani e dai Russi.

 

La propaganda e la manipolazione mediatica sono una potente arma a disposizione delle centrali di potere atlantista per diffamare e criminalizzare tutti coloro che non si piegano alla dominazione Anglo-USA. bah

 

C'è in atto una grande campagna mediatica tesa a mettere zizzania tra Washington e il Cremlino.

Il possibile asse Trump-Putin toglie il sonno a molti.

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.uhm I media occidentali hanno nuovamente lanciato una massiccia campagna di diffamazione e di falsificazione per attribuire alle forze dell’Esercito siriano la responsabilità di un presunto bombardamento con armi chimiche avvenuto martedì nella località di Jan Sheijun, nella provincia di Idlib, in una zona sotto il controllo dei terroristi.

 

La notizia di questo evento sarebbe stata fornita dall’Osservatorio Siriano dei Diritti Umani (OSDH) con sede a Londra, una fonte collegata ai ribelli siriani (fonte di parte) che alcune agenzie occidentali come AFP e Reuters citano sempre nelle loro corrispondenze sulla Sira.

Secondo la OSDH, decine di persone sono risultate ferite e ci sono state diverse vittime per effetto di un bombardamento che l’agenzia ha cercato di attribuire all’aviazione siriana.

 

Il comando dell’Esercito Siriano ha immediatamente smentito e negato qualsiasi implicazione negli attacchi contro Jan Sheijun ed altrettanto ha fatto il Comando Russo.

 

 

Si aggiunge che i gruppi armati terroristi costantemente hanno cercato di accusare l’Esercito siriano di utilizzare armi chimiche contro i componenti di questi gruppi o contro i civili .

Le accuse si sono rivelate sempre false mentre si è accertato che,

ad Aleppo come ad Hama ed in altre località,

i gruppi terroristi hanno utilizzato armi chimiche fornite loro attraverso la Turchia e l’Arabia Saudita.

 

I responsabili dell'esercito hanno aggiunto : " non ha e non li usa, non nel passato e non nel futuro, perché non li ha , punto ( ... dal 2013 è anche ufficiale )"

( Nel 2013, nella zona del Guta, quando i terroristi organizzarono un attacco chimico contro la popolazione per attribuirne la responsabilità all’Esercito Siriano e determinare il pretesto per un intervento degli USA. , Nel tempo fu nominata l'Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche (OPCW) che ordinò a Damasco di aderire alla convenzione sulle armi chimiche distruggendo il suo arsenale.

Lo sviluppo dell'accordo ha portato l'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, il cane da guardia della convenzione & dell'esercito siriano ...., a vincere il premio Nobel per la pace quell'anno.... !!!

 

 

Morale :

Da notare che i media occidentali che hanno diffuso la notizia, data in apertura di telegiornali in Italia, sono gli stessi che hanno nascosto le ultime stragi prodotte dall’aviazione USA in Siria ed in Iraq, come ad es. il bombardamento di una moschea ad Idlib, il 17 Marzo che ha prodotto 42 morti e 120 feriti.

Sono i media che non hanno dato notizia della scuola bombardata dall’Aviazione a guida USA a Mosul, dove sono morti 240 persone di cui bambini e donne in maggioranza.

Strage poi riconosciuta dal comando USA ma mai menzionata dalle TV occidentali.

Si tratta degli stessi media che non forniscono notizia alcuna delle continua stragi che vengono commesse nello Yemen dall’aviazione USA e Saudita che, con bombardamenti massicci ed indiscriminati, stanno facendo terra bruciata in quel paese per favorire il ritorno di un governo filo saudita.

Un paese questo che rischia la morte per fame di milioni di persone per causa del blocco aereo navale dei rifornimenti effettuato dalle forze aeronavali degli USA e dell’Arabia Saudita.

Di questo i telegiornali in Italia come in Occidente non parlano. bah

 

 

Tuttavia per uno " strano caso " questi media, in Italia in prima fila la RAI, sono molto solerti

quando si tratta della Siria di Assad ..... ,

aprono i loro TG con le presunte stragi prodotte in Siria dai Russi e dai Siriani,

come accadde ad Aleppo dove ogni sera si parlava di un nuovo ospedale bombardato (sembra che ve ne fossero almeno 66 ad Aleppo.... !!! secondo le fonti occidentali),

con " l’ultimo pediatria " fuggito, ed adesso proseguono la litania propagandistica con le bombe chimiche sganciate dall’aviazione di Hitler-Assad che uccidono bambini e donne, crimini di guerra commessi sempre dai soliti Siriani e dai Russi.

 

La propaganda e la manipolazione mediatica sono una potente arma a disposizione delle centrali di potere atlantista per diffamare e criminalizzare tutti coloro che non si piegano alla dominazione Anglo-USA. bah

 

Dopo la foto farlocca che hai pubblicato nel topic sulla Svezia almeno risparmiaci i discorsi sulla manipolazione e sulla propaganda!

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Dopo la foto farlocca che hai pubblicato nel topic sulla Svezia almeno risparmiaci i discorsi sulla manipolazione e sulla propaganda!

 

.uhm La foto non è farlocca , caso mai .... caso mai è farlocca la didascalia !! che non c'entra niente con il merito dei fatti che ho riportato per informazione nella mia risp. ( la n°57 a pag. 3 , della Disc. "parliamo della Svezia " ). .mandrillaccio

 

p.s. : non c'è nessuna propaganda nella mia suddetta Risp. ( caso mai è una mia opinione scaturita da alcuni fatti successi in precedenza ) ,

per adesso vale quanto ( e forse più ) delle Tue accuse a prescindere contro quello che chiami l'Hitler di Siria e che vorresti sostituire con un unico Governo possibile attualmente : teocratico-wahabita ( finanziato dagli emiri del Golfo & filo-saudita ) .... bah

Vedremo poi Chi avrà ragione.... (( io o i Tuoi amici del'OSDH ... come sempre ;) ))

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Premesso che il conflitto siriano è una guerra senza testimoni (giornalisti imparziali presenti sul campo non ce ne sono e ogni notizia viene filtrata da troppe fonti, spesso poco attendibili) e quindi è spesso difficile capire chi ha fatto cosa, sui responsabili di un bombardamento aereo credo possano esserci pochi dubbi. I ribelli, i qaedisti e gli oppositori di Assad non dispongono di aerei da combattimento per cui i colpevoli di quanto successo ieri non possono che essere le forze presenti nell'area che possiedono un'aviazione militare.

Mi sembra francamente difficile che possa essersi trattato di una messa in scena organizzata dai ribelli anti-Assad per screditare agli occhi del mondo il regime siriano.

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Sì, naturalmente: non lo dicevo per "nobilitare" i terrorismi separatisti occidentali, ma per sottolineare la diversa reazione dei governi di Parigi, Madrid e Londra, che non hanno sparato con i tank ad alzo zero contro le loro stesse città, come invece è successo a Grozny.

Poi, è vero che il massacro incredibile di Beslan non è paragonabile alle bombette dell'Ira o dell'Eta in quanto a magnitudo, ma neppure è paragonabile rispetto alla repressione di Londra e Madrid la reazione spropositata di Mosca contro Grozny (bombardata con carri ed aerei).

È ovvio che certi misfatti lascino poi delle tracce...

Certo, non intendevo nemmeno insinuare ciò, facevo una piccola divagazione.

Indubbiamente ciò che ha fatto il governo Russo in Cecenia ha lasciato ferite profonde, con tutto ciò che ne consegue.

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Premesso che il conflitto siriano è una guerra senza testimoni (giornalisti imparziali presenti sul campo non ce ne sono e ogni notizia viene filtrata da troppe fonti, spesso poco attendibili) e quindi è spesso difficile capire chi ha fatto cosa, sui responsabili di un bombardamento aereo credo possano esserci pochi dubbi. I ribelli, i qaedisti e gli oppositori di Assad non dispongono di aerei da combattimento per cui i colpevoli di quanto successo ieri non possono che essere le forze presenti nell'area che possiedono un'aviazione militare.

Mi sembra francamente difficile che possa essersi trattato di una messa in scena organizzata dai ribelli anti-Assad per screditare agli occhi del mondo il regime siriano.

 

Giusto per dire, lo scamiciato pezzo a difesa di zio Assad è stato scritto dal solito Luciano Lago, un tizio la cui credibilità è sintetizzata dal suo sostenere l'esistenza, in Occidente, di una occhiuta ed onnipotente "polizia del pensiero" -una "psicopolizia" per dirla alla Orwell- preposta a forgiare il pensiero unico da dare in pasto alle masse intontite: masse intontite dalle quali, ovviamente, solo lui e pochi altri "eletti" riuscirebbero ad emergere per proclamare la loro "sacra verità".

 

Il problema di questi soggetti (molti dei quali affondano le loro radici nell'extraparlamentarismo di estrema destra -pur se non mancano quelli della parte opposta invariabilmente cacciati a pedate dai loro stessi sodali) è che scrivono le loro perle NON perché abbiano scoperto -e quindi vogliano diffondere- chissà quali clamorosi dettagli censurati dai cosiddetti mainstream, dopo essere andati loro stessi a "scavarsi" le notizie sul campo (per intendersi, in stile Bernstein/Woodward, o il più recente team Spotlight - che rappresentano due casi-scuola del giornalismo di inchiesta), BENSÌ perché guidati dalla loro personale agenda politica a senso unico, dove il male guardacaso è solo da una parte e la verità tutta dall'altra (ovviamente la loro!).

 

Il paradosso di questi pittoreschi individui è che sono capaci di bollare come invariabilmente false, inattendibili e tendenziose le notizie diffuse dai cosiddetti "media di regime" ed allo stesso tempo -per dimostrare le loro tesi- di giudicare come accurate, attendibili e rigorose e quindi degne della massima fede, fonti quali l'agenzia ufficiale iraniana Irna, la TV Al-Manar di Hezbollah, le reti come RT e Sputnik finanziate dai servizi di Mosca...

Praticamente un contorsionismo ideologico degno di un triplo salto mortale carpiato all'indietro con doppio avvitamento... .ghgh

 

In altre parole, sarebbe come se, per negare il genocidio ebraico ci si basasse, prendendole per buone, sulle notizie che Goebbles faceva pubblicare sul Der Sturmer... .ghgh .ghgh :statbuon:

 

Con questo non voglio dire che tutto quanto riportato dai media ufficiali sia da prendere come oro colato, ma da qui a sostenere l'imparzialità ed affidabilità di certe fonti è un po' come voler credere alla correttezza di Moratti... .ghgh:statbuon:

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io però faccio notare come molti diano le colpe ad assad a prescindere...mosca nel frattempo smentisce che abbiano sganciato bombe al sarin...ma afferma che durante i bombardamenti sia stato colpito un magazzino con arsenale chimico dei ribelli...io andrei molto più cauto nel dare giudizi...sopratutto visto che come sempre le notizie riportate dalle fonti non coincidono quasi mai...

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io però faccio notare come molti diano le colpe ad assad a prescindere...mosca nel frattempo smentisce che abbiano sganciato bombe al sarin...ma afferma che durante i bombardamenti sia stato colpito un magazzino con arsenale chimico dei ribelli...io andrei molto più cauto nel dare giudizi...sopratutto visto che come sempre le notizie riportate dalle fonti non coincidono quasi mai...

 

Ieri però portavoce del regime siriano smentivano che l'attacco "chimico" fosse opera loro; oggi i russi, alleati di Assad, ammettono che il bombardamento è stato dell'aviazione siriana e che si sono sprigionati agenti tossici perché è stato colpito un arsenale chimico dei ribelli di cui, ovviamente, le forze aeree del regime non sapevano nulla. Mah, a me sembra una ricostruzione un pò posticcia, tanto per mettere una pezza a una situazione che sta creando molto imbarazzo, non solo ad Assad, ma soprattutto alla Russia di Putin impegnata da tempo al suo fianco.

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Ieri però portavoce del regime siriano smentivano che l'attacco "chimico" fosse opera loro; oggi i russi, alleati di Assad, ammettono che il bombardamento è stato dell'aviazione siriana e che si sono sprigionati agenti tossici perché è stato colpito un arsenale chimico dei ribelli di cui, ovviamente, le forze aeree del regime non sapevano nulla. Mah, a me sembra una ricostruzione un pò posticcia, tanto per mettere una pezza a una situazione che sta creando molto imbarazzo, non solo ad Assad, ma soprattutto alla Russia di Putin impegnata da tempo al suo fianco.

 

direi che per ora l'unica notizia certa e confermata è che sia stato un areo siriano a bombardare la zona...poi che abbiamo sganciato loro il sarin o che abbiano colpito un arsenale chimico dei ribelli questo non si può ancora sapere con certezza...io però mi pongo una domanda...se fossi assad che bisogno avrei di sganciare sarin in quella zona rischiando di portarmi contro altre nazioni proprio nel momento in cui sembra che la guerra stia pian piano finendo con la sconfitta dei ribelli e di isis? sinceramente sarebbe un autogol clamorosi in quel caso....

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direi che per ora l'unica notizia certa e confermata è che sia stato un areo siriano a bombardare la zona...poi che abbiamo sganciato loro il sarin o che abbiano colpito un arsenale chimico dei ribelli questo non si può ancora sapere con certezza...io però mi pongo una domanda...se fossi assad che bisogno avrei di sganciare sarin in quella zona rischiando di portarmi contro altre nazioni proprio nel momento in cui sembra che la guerra stia pian piano finendo con la sconfitta dei ribelli e di isis? sinceramente sarebbe un autogol clamorosi in quel caso....

 

Come ho già detto, la situazione in Siria è un gran caos ed è difficile (se non impossibile) avere resoconti veritieri su ciò che succede. Per cui ogni domanda è legittima e forse anche ogni dubbio, però credo non si possa negare che Assad è un grandissimo figlio di buona donna e il suo regime è spietato e crudele (e non da oggi) contro chiunque si opponga a lui (jihadisti e non). Che la guerra poi stia finendo con la sua vittoria mi sembra un'affermazione piuttosto azzardata....

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Come ho già detto, la situazione in Siria è un gran caos ed è difficile (se non impossibile) avere resoconti veritieri su ciò che succede. Per cui ogni domanda è legittima e forse anche ogni dubbio, però credo non si possa negare che Assad è un grandissimo figlio di buona donna e il suo regime è spietato e crudele (e non da oggi) contro chiunque si opponga a lui (jihadisti e non). Che la guerra poi stia finendo con la sua vittoria mi sembra un'affermazione piuttosto azzardata....

 

forse mi sono espresso male io...non intendevo dire che stesse finendo la guerra...intendevo dire che pero iniziava a prendere molto terreno a ribelli e isis...questo intendevo...il problema secondo me e che di entrambe la fazioni (assad,ribelli e isis) nessuno sia uno stinco di santo...quindi in ogni modo difficilente si avra' una pace duratura anche una volta finita la guerra in siria...

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io non ho ancora capito chi ha usato i gas, si sa ? non si sa ? non lo dicono ?

perché è successa una cosa grossa, veramente grossa.

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I nuovi Pinochet

 

 

Torna prepotentemente alla ribalta la "Realpolitik" per cui se dittatori e regimi fanno gli interessi dei Paesi occidentali si passa sopra alla negazione della democrazia e dei diritti

 

 

Sedici anni dopo l'ingresso americano in Afghanistan per rovesciare il regime dei Taleban e quattordici anni dopo l'invasione dell'Iraq per "esportare la democrazia", la grande, tragica illusione di poter cambiare regimi nel mondo arabo e poi di cavalcare l'onda delle "primavere democratiche" si frantuma. Torna prepotentemente di moda la "Realpolitik" cara ai Kissinger e ai Nixon (e nel nostro piccolo agli Andreotti). Se dittatori e regimi fanno gli interessi delle nazioni occidentali, l'assenza di democrazia, di diritti civili, di legittimità politica, i Giulio Regeni saranno nella sostanza ignorati e quei despoti saranno salutati come statisti e amici.

 

La "formula Pinochet" torna in auge non più di fronte alla "paura del comunismo" ma di fronte alla "guerra al terrore". Al-Sisi, il capo di Stato egiziano salito al potere sui cingoli dei carri armati è ricevuto da Trump alla Casa Bianca, dalla quale Obama lo aveva escluso, salutato come uno "statista", rassicurato del "totale appoggio degli Stati Uniti" e ossequiato, come già fece il presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi. Al Sisi ci serve e ci si tura il naso.

 

Bashar Assad a Damasco gode dell'appoggio incondizionato di Vladimir Putin, che dunque lo rende intoccabile a meno di voler aprire uno scontro diretto con Mosca e l'amministrazione di Trump annuncia che rimuoverlo dal potere "non è più una priorità" come era stata - a parole - per Obama. Dunque può tranquillamente bombardare e gasare i ribelli senza preoccuparsi di conseguenze. Assad ci serve, nella lotta contro l'Isis, e dunque ci si tura il naso, possibilmente con una maschera antigas.

 

In Libia si rimpiange Gheddafi, che faceva da sentinella alle coste e bloccava il flusso dei migranti via mare e oggi si cerca, senza grande successo, un altro "uomo forte" per rimettere ordine nel crogiolo libico.Ci servirebbe qualcuno che congelasse le migrazioni e non sono richieste patenti di democrazia o di civiltà politica, soltanto di autorità.

 

La follia "neocon", che teorizzava nei primi anni di questo millennio che sdradicare regimi come quello di Saddam Hussein avrebbe alzato un vento di civiltà e democrazia che avrebbe investito tutta la mezzaluna araba dall'Himalaya all'Atlantico ha lasciato dietro di sé le rovine e le fosse comuni di Iraq e Siria, insieme con il sorgere del radicalismo islamico delinquenziale rappresentato dall'Isis. Il sogno delle primavere arabe si è svegliato nell'incubo di anarchia e instabilità che ha investito anche l'Europa, liberando masse di disperati in fuga che si riversano sulle nostre coste, scuotendo le nostre democrazie sulla spinta del panico da "invasione straniera".

 

Torna dunque la voglia di muri, come nell'America di Trump, dopo avere chiesto ad altri, come fece Reagan, di abbattere i loro muri. Torna la inconfessabile nostalgia dei Pinochet, dei Videla, degli Assad (padre), dei Mubarak, dei Gheddafi, dei Saddam che garantivano l'immobilità dello status quo e pazienza per le sofferenza di chi viveva sotto i loro stivali.

 

Se Putin a tanti piace non è certo per la sua illuminata politica sociale ed economica o per la limpidezza democratica di un potere che si regge su elezioni molto discutibili e sulla repressione, anche fisica, di oppositori e critici. Piace perché è un duro, un "Soft Stalin".

 

Sulle doppie rovine della dotttrina del "cambio di regime" cara a Bush e poi della "primavera araba" coltivata da Obama e da Hillay Clinton, si rialza trionfante il cinico realismo del "despota di comodo". Faccia quello che vuole ai "suoi" purché eviti che i guai si riversino su di noi. Pinochet è vivo e lotta con noi, a Damasco, al Cairo, a Bagdad e - forse molto presto - a Kabul. Tutto è perdonato, purché fermi quei barconi.

 

Repubblica

 

È così. Purtroppo i disastri combinati in passato sono sotto gli occhi di tutti

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I nuovi Pinochet

 

 

Torna prepotentemente alla ribalta la "Realpolitik" per cui se dittatori e regimi fanno gli interessi dei Paesi occidentali si passa sopra alla negazione della democrazia e dei diritti

 

 

Sedici anni dopo l'ingresso americano in Afghanistan per rovesciare il regime dei Taleban e quattordici anni dopo l'invasione dell'Iraq per "esportare la democrazia", la grande, tragica illusione di poter cambiare regimi nel mondo arabo e poi di cavalcare l'onda delle "primavere democratiche" si frantuma. Torna prepotentemente di moda la "Realpolitik" cara ai Kissinger e ai Nixon (e nel nostro piccolo agli Andreotti). Se dittatori e regimi fanno gli interessi delle nazioni occidentali, l'assenza di democrazia, di diritti civili, di legittimità politica, i Giulio Regeni saranno nella sostanza ignorati e quei despoti saranno salutati come statisti e amici.

 

La "formula Pinochet" torna in auge non più di fronte alla "paura del comunismo" ma di fronte alla "guerra al terrore". Al-Sisi, il capo di Stato egiziano salito al potere sui cingoli dei carri armati è ricevuto da Trump alla Casa Bianca, dalla quale Obama lo aveva escluso, salutato come uno "statista", rassicurato del "totale appoggio degli Stati Uniti" e ossequiato, come già fece il presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi. Al Sisi ci serve e ci si tura il naso.

 

Bashar Assad a Damasco gode dell'appoggio incondizionato di Vladimir Putin, che dunque lo rende intoccabile a meno di voler aprire uno scontro diretto con Mosca e l'amministrazione di Trump annuncia che rimuoverlo dal potere "non è più una priorità" come era stata - a parole - per Obama. Dunque può tranquillamente bombardare e gasare i ribelli senza preoccuparsi di conseguenze. Assad ci serve, nella lotta contro l'Isis, e dunque ci si tura il naso, possibilmente con una maschera antigas.

 

In Libia si rimpiange Gheddafi, che faceva da sentinella alle coste e bloccava il flusso dei migranti via mare e oggi si cerca, senza grande successo, un altro "uomo forte" per rimettere ordine nel crogiolo libico.Ci servirebbe qualcuno che congelasse le migrazioni e non sono richieste patenti di democrazia o di civiltà politica, soltanto di autorità.

 

La follia "neocon", che teorizzava nei primi anni di questo millennio che sdradicare regimi come quello di Saddam Hussein avrebbe alzato un vento di civiltà e democrazia che avrebbe investito tutta la mezzaluna araba dall'Himalaya all'Atlantico ha lasciato dietro di sé le rovine e le fosse comuni di Iraq e Siria, insieme con il sorgere del radicalismo islamico delinquenziale rappresentato dall'Isis. Il sogno delle primavere arabe si è svegliato nell'incubo di anarchia e instabilità che ha investito anche l'Europa, liberando masse di disperati in fuga che si riversano sulle nostre coste, scuotendo le nostre democrazie sulla spinta del panico da "invasione straniera".

 

Torna dunque la voglia di muri, come nell'America di Trump, dopo avere chiesto ad altri, come fece Reagan, di abbattere i loro muri. Torna la inconfessabile nostalgia dei Pinochet, dei Videla, degli Assad (padre), dei Mubarak, dei Gheddafi, dei Saddam che garantivano l'immobilità dello status quo e pazienza per le sofferenza di chi viveva sotto i loro stivali.

 

Se Putin a tanti piace non è certo per la sua illuminata politica sociale ed economica o per la limpidezza democratica di un potere che si regge su elezioni molto discutibili e sulla repressione, anche fisica, di oppositori e critici. Piace perché è un duro, un "Soft Stalin".

 

Sulle doppie rovine della dotttrina del "cambio di regime" cara a Bush e poi della "primavera araba" coltivata da Obama e da Hillay Clinton, si rialza trionfante il cinico realismo del "despota di comodo". Faccia quello che vuole ai "suoi" purché eviti che i guai si riversino su di noi. Pinochet è vivo e lotta con noi, a Damasco, al Cairo, a Bagdad e - forse molto presto - a Kabul. Tutto è perdonato, purché fermi quei barconi.

 

Repubblica

 

È così. Purtroppo i disastri combinati in passato sono sotto gli occhi di tutti

 

Ha detto bene ieri Faisal Al Qassem, anchorman di Aljazeera, siriano, probabilmente il più famoso giornalista televisivo del mondo arabo. In suo tweet ha scritto che "Quando USA & Co vogliono togliere di mezzo un regime non hanno bisogno di permessi, di scuse e di prove di non si sa quale tipo, lo fanno e basta, l'abbiamo già visto con Saddam". In altre parole secondo lui (ma ormai è opinione diffusa nel mondo arabo) gli americani non hanno mai voluto togliere di mezzo Assad, sono sempre stati ostili a lui solo a parole, probabilmente per tenersi buoni i loro alleati nella regione, ma nei fatti con il loro non intervento hanno dato luce verde alla repressione del regime in questi anni, perché se volevano impedire tutto ciò potevano farlo e lo sappiamo bene. La verità è che per quanto non sia tanto gradito a Washington rimane il fatto che la Siria non è la Libia o l'Iraq, è un paese che confina con Israele e gli americani non possono rischiare, Assad bene o male urla a parole contro Israele ma nei fatti non preoccupa nessuno perché alle parole non seguono mai fatti, ecco perché gli americani non hanno mai agito in modo netto, perché tutto sommato è meglio un regime nemico che urla e basta che un qualcosa che non sai come potrebbe agire su quella questione.

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Premesso che il conflitto siriano è una guerra senza testimoni (giornalisti imparziali presenti sul campo non ce ne sono e ogni notizia viene filtrata da troppe fonti, spesso poco attendibili) e quindi è spesso difficile capire chi ha fatto cosa, sui responsabili di un bombardamento aereo credo possano esserci pochi dubbi. I ribelli, i qaedisti e gli oppositori di Assad non dispongono di aerei da combattimento per cui i colpevoli di quanto successo ieri non possono che essere le forze presenti nell'area che possiedono un'aviazione militare.

Mi sembra francamente difficile che possa essersi trattato di una messa in scena organizzata dai ribelli anti-Assad per screditare agli occhi del mondo il regime siriano.

 

Beh c'è da dire che i principali network panarabi hanno dei loro corrispondenti in molte zone controllate dai ribelli, dai curdi, ecc, ovviamente sono giornalisti del posto assunti in questi anni, ma c'è gente dentro alla guerra che riporta quello che vede, mentre dalla Siria di Assad non filtra nulla se non tramite la tv di stato che, in barba ai cambiamenti imposti dalle tv satellitari, internet, ecc, è ancora una tv di regime vecchio stampo, come potevano essere le tv arabe di 30-40 anni fa, tipo quella irachena che nel 91 raccontava degli americani in fuga e dei soldati iracheni che li rincorrevano tipo i leoni con le gazzelle! .doh

Che poi è quello il motivo per cui ormai nessuno segue le tv di stato nel mondo arabo, il riferimento sono solo i network panarabi satellitari o i network occidentali versione araba (ne esistono a decine, CNN arabic, BBC arabic, Sky News arabic, France 24 arabic, ecc). Tra l'altro tra le varie tv di stato quelle di un certo colore politico (baathiste e socialiste arabe) sono sempre state quelle più spudorate a livello di propaganda e manipolazione, tanto da diventare oggetto di scherno popolare in quei paesi anche sulle banalità, del tipo "sul primo canale hanno detto che domani piove" ..."perfetto, allora possiamo organizzare il barbecue all'aperto, ci sarà un sole spettacolare". :d

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Domenica stavo ascoltando radio capital in macchina, un certo Nicolai (il cognome non lo ricordo), ex militare russo che vive qui in Italia (e parla quasi perfettamente la nostra lingua), diceva di aver avuto per primo le foto dell'attentato dai suoi ex commilitoni, dopodiché ha iniziato a sciorinare tutta una serie di nomi, tra i quali Soros, di imprenditori facenti capo ad associazioni non governative, legate comunque a Washington, che avrebbero finanziato addestramenti in territorio georgiano di terroristi islamici i quali avrebbero poi dovuto agire in Cecenia e Daghestan. Ha citato fonti e prove che sarebbero in mano alla Russia, vi era ovviamente il contraddittorio ma non sono riuscito a capire chi fosse il giornalista che gli dava contro. Alla fine neanche troppo velatamente ha detto che i media occidentali ricevono e diffondono notizie false, per offendere l'interlocutore.

 

Insomma quale sia il ruolo americano in questa sporca guerra non sono ancora riuscito a capirlo, di certo non esiste più una 'comunità internazionale' a cui fare appello. È una guerra fredda, più fredda di quella del secolo scorso, dove ognuno pensa ai razzi propri.

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Domenica stavo ascoltando radio capital in macchina, un certo Nicolai (il cognome non lo ricordo), ex militare russo che vive qui in Italia (e parla quasi perfettamente la nostra lingua), diceva di aver avuto per primo le foto dell'attentato dai suoi ex commilitoni, dopodiché ha iniziato a sciorinare tutta una serie di nomi, tra i quali Soros, di imprenditori facenti capo ad associazioni non governative, legate comunque a Washington, che avrebbero finanziato addestramenti in territorio georgiano di terroristi islamici i quali avrebbero poi dovuto agire in Cecenia e Daghestan. Ha citato fonti e prove che sarebbero in mano alla Russia, vi era ovviamente il contraddittorio ma non sono riuscito a capire chi fosse il giornalista che gli dava contro. Alla fine neanche troppo velatamente ha detto che i media occidentali ricevono e diffondono notizie false, per offendere l'interlocutore.

 

Insomma quale sia il ruolo americano in questa sporca guerra non sono ancora riuscito a capirlo, di certo non esiste più una 'comunità internazionale' a cui fare appello. È una guerra fredda, più fredda di quella del secolo scorso, dove ognuno pensa ai razzi propri.

 

 

 

.uhm per cominciare a capirci qualcosa ..... .ehm

poi continua pure per conto tuo ... ...

 

 

 

 

Il conflitto siriano, giunto al settimo anno, ha fatto cadere molte maschere, come quelle delle ONG internazionali, neutrali e indipendenti in apparenza e chiamate “umanitarie”.

In effetti, numerosi ricercatori e giornalisti investigativi, assai poco noti in Francia e per una buona ragione, cominciano ad indagarle. In collaborazione segreta con l’aggressore statunitense, ONG come “Medici senza frontiere” (MSF), “Amnesty International”, "caschi bianchi " , e molte altre, dall’inizio del conflitto nel 2011 (e anche prima), sono strumenti sovversivi e di propaganda volti a fare cadere Damasco.

 

http://www.mondialisation.ca/les-ong-humanitaires-occidentales-et-la-syrie-les-masques-sont-tombes/5581833

 

 

http://www.maurizioblondet.it/la-lista-degli-amici-fidati-soros-nel-parlamento-europeo/

 

http://www.maurizioblondet.it/?s=Soros

 

 

Il miliardario statunitense SOROS e le sue ONG esercitano un potere immenso,

e i documenti diffusi da DCLeaks mostrano come Soros fa cadere governi e istiga guerre civili,

così da poter realizzare enormi profitti finanziari.

Si tratta dell’immensa raccolta di minute,

libri bianchi,

schede su stanziamenti

e piani mediatici che dettagliano come Soros e le sue ONG telecomandano governi e istituzioni finanziarie.

È possibile trovare i documenti completi sul sito :: DCLeaks, che descrivono come Soros e la sua rete di ONG “sfruttano a sangue milioni e milioni di persone solo per arricchirsi ancora di più“.

 

George Soros è un magnate, investitore, filantropo, attivista politico e autore ungaro-statunitense di origine ebraica dalla doppia cittadinanza.

Guida oltre 50 programmi e fondazioni, sia globali che regionali.

Soros viene definito architetto e sponsor di quasi ogni rivoluzione e colpo di Stato nel mondo degli ultimi 25 anni.

Grazie a lui e ai suoi burattini, gli USA sono ritenuti un vampiro, non un faro di libertà e democrazia.

I suoi servi succhiano sangue a milioni e milioni di persone solo per arricchirsi.

Soros è un oligarca che sponsorizza partito democratico, Hillary Clinton, centinaia di politici nel mondo.

Questo sito è volto a consentire a tutti di osservare i documenti secretati dell’Open Society Foundation di George Soros e delle organizzazioni correlate, come piani di lavoro, strategie, priorità e altre attività.

Tali documenti fanno luce su una delle reti più influenti ed attive nel mondo.

Ecco la lista completa delle ONG di Soros ( con obiettivi, referenti e finanziamenti dei piani.)

 

(da Aurora – Sito di informazione internazionalista -

http://www.maurizioblondet.it/le-ong-pagate-soros-ce-anche-arcigay/

 

 

;)

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.uhm per cominciare a capirci qualcosa ..... .ehm

poi continua pure per conto tuo ... ...

 

 

 

 

Il conflitto siriano, giunto al settimo anno, ha fatto cadere molte maschere, come quelle delle ONG internazionali, neutrali e indipendenti in apparenza e chiamate “umanitarie”.

In effetti, numerosi ricercatori e giornalisti investigativi, assai poco noti in Francia e per una buona ragione, cominciano ad indagarle. In collaborazione segreta con l’aggressore statunitense, ONG come “Medici senza frontiere” (MSF), “Amnesty International”, "caschi bianchi " , e molte altre, dall’inizio del conflitto nel 2011 (e anche prima), sono strumenti sovversivi e di propaganda volti a fare cadere Damasco.

 

http://www.mondialis...-tombes/5581833

 

 

http://www.mauriziob...amento-europeo/

 

http://www.maurizioblondet.it/?s=Soros

 

 

Il miliardario statunitense SOROS e le sue ONG esercitano un potere immenso,

e i documenti diffusi da DCLeaks mostrano come Soros fa cadere governi e istiga guerre civili,

così da poter realizzare enormi profitti finanziari.

Si tratta dell’immensa raccolta di minute,

libri bianchi,

schede su stanziamenti

e piani mediatici che dettagliano come Soros e le sue ONG telecomandano governi e istituzioni finanziarie.

È possibile trovare i documenti completi sul sito :: DCLeaks, che descrivono come Soros e la sua rete di ONG “sfruttano a sangue milioni e milioni di persone solo per arricchirsi ancora di più“.

 

George Soros è un magnate, investitore, filantropo, attivista politico e autore ungaro-statunitense di origine ebraica dalla doppia cittadinanza.

Guida oltre 50 programmi e fondazioni, sia globali che regionali.

Soros viene definito architetto e sponsor di quasi ogni rivoluzione e colpo di Stato nel mondo degli ultimi 25 anni.

Grazie a lui e ai suoi burattini, gli USA sono ritenuti un vampiro, non un faro di libertà e democrazia.

I suoi servi succhiano sangue a milioni e milioni di persone solo per arricchirsi.

Soros è un oligarca che sponsorizza partito democratico, Hillary Clinton, centinaia di politici nel mondo.

Questo sito è volto a consentire a tutti di osservare i documenti secretati dell’Open Society Foundation di George Soros e delle organizzazioni correlate, come piani di lavoro, strategie, priorità e altre attività.

Tali documenti fanno luce su una delle reti più influenti ed attive nel mondo.

Ecco la lista completa delle ONG di Soros ( con obiettivi, referenti e finanziamenti dei piani.)

 

(da Aurora – Sito di informazione internazionalista -

http://www.mauriziob...-anche-arcigay/

 

 

;)

 

Ti sei dimenticato giusto 4-5 cose.

 

I vaccini fanno venire l'autismo.

I terremoti sono causati dagli americani con HAARP.

La meningite è colpa degli immigrati.

Britney Spears è morta.

 

:patpat:

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Domenica stavo ascoltando radio capital in macchina, un certo Nicolai (il cognome non lo ricordo), ex militare russo che vive qui in Italia (e parla quasi perfettamente la nostra lingua), diceva di aver avuto per primo le foto dell'attentato dai suoi ex commilitoni, dopodiché ha iniziato a sciorinare tutta una serie di nomi, tra i quali Soros, di imprenditori facenti capo ad associazioni non governative, legate comunque a Washington, che avrebbero finanziato addestramenti in territorio georgiano di terroristi islamici i quali avrebbero poi dovuto agire in Cecenia e Daghestan. Ha citato fonti e prove che sarebbero in mano alla Russia, vi era ovviamente il contraddittorio ma non sono riuscito a capire chi fosse il giornalista che gli dava contro. Alla fine neanche troppo velatamente ha detto che i media occidentali ricevono e diffondono notizie false, per offendere l'interlocutore.

 

Insomma quale sia il ruolo americano in questa sporca guerra non sono ancora riuscito a capirlo, di certo non esiste più una 'comunità internazionale' a cui fare appello. È una guerra fredda, più fredda di quella del secolo scorso, dove ognuno pensa ai razzi propri.

 

 

 

Ti suggerisco il come sempre ottimo Daniele Ranieri sul Foglio di oggi, che spiega molte cose, che sarebbero anche facili da capire per tutti, se non si avesse la testa imbottita di pregiudizi ideologici e teorie cospiratorie a pioggia (ovviamente non mi riferisco a te ;).)

Come dicevo ieri e Raineri guarda caso conferma oggi (evidenziato in neretto) esiste tutto uno zoo di pittoreschi blogger che si reputano più intelligenti degli altri e poi si abbeverano alle scemenze di Irna, Sputnik e Al-Manar :statbuon:

 

Così Raineri:

come dopo ogni massacro da parte del governo del presidente siriano Assad, anche ieri il bisogno profondo di credere che Assad non può commettere crimini di guerra ha dato la stura a giustificazioni forzate (se pensi che gli islamisti abbiano il monopolio della cattiveria, allora Assad non può essere cattivo, giusto? No). Molti hanno ripreso la versione fatta circolare dal ministero della Difesa russo -già preso in fallo in molte occasioni- che dice che gli aerei siriani hanno colpito un deposito di armi chimiche dei ribelli e da lì si è originato il disastro.

Ora, a parte che il ministero russo sbaglia l'ora del raid aereo e dice "dopo le undici e mezza di mattina ora locale" quando invece la strage è cominciata prima delle sette di mattina -un caso di bomba retroattiva?- la versione russa per difendere Assad non regge: il Sarin è un'arma chimica cosiddetta binaria, vale a dire che siccome è molto instabile, corrosiva e pericolosa non viene tenuta in magazzino già pronta all'uso, ma viene creata poco prima di un ipotetico attacco a partire da alcuni ingredienti base chiamati precursori. Sostenere che il bombardamento ha sprigionano Sarin è come dire che dopo il bombardamento di un supermercato il risultato è stato un piatto fumante di spaghetti al pomodoro (gli assadiani sono così: predicano cinico realismo, ma poi credono ai comunicati ministeriali fantasiosi).

L'argomento negazionista più inesistente è questo: cui prodest? Perché Assad doveva procedere ad una rappresaglia chimica proprio nel momento in cui l'amministrazione americana e la Russia erano allineate sulla stessa posizione e non lo vogliono rimuovere da Damasco?

La risposta è proprio per questo

Continuiamo a ragionare secondo categorie puramente occidentali, come per esempio "io non mi esporrei ad una situazione diplomatica imbarazzante davanti alla comunità internazionale", ma la premessa del ragionamento è sbagliata. Il presidente siriano sa che la comunità internazionale non farà nulla, se non dichiarazioni di sdegno per non più di un paio di settimane. Sa anche che il Consiglio di sicurezza dell'ONU è bloccato e non agirà. O almeno: sapeva bene tutto questo fino a ieri, perché non aveva tenuto in considerazione l'imprevedibilità di Trump, che in conferenza stampa alla Casa Bianca ha detto che dopo la strage ha cambiato idea su Assad e sulla Siria dopo aver segnalato per mesi, fin dalla campagna elettorale, che non intendeva minacciare Damasco.

Continuiamo tuttavia a metterci nei panni di Assad fino al tardo pomeriggio di ieri. Intanto ha galvanizzato la sua base di sostegno -si,entusiasmato, anche se da qui pare difficile immaginarlo- che si chiedeva quanto il capo fosse ancora efficiente (è la stessa base che non inorridisce, anzi è esaltata da ogni colpo inferto ai "ratti di Al Nusra", come sono chiamati tutti gli oppositori in blocco, inclusi i civili). Da quando "non conviene" colpire i tuoi nemici a costo praticamente zero e creare il panico nelle zone fuori dal tuo controllo?

Per sovrappiù, ha punito una cittadina che è vicina al fronte dove nelle settimane scorse i gruppi armati sono stati molto attivi -hanno provato ad attaccare la città di Hama. In passato il governo di Damasco ha dato ordini più distruttivi, per esempio di lanciare i missili balistici Scud contro quartieri di Aleppo (nessuno contesta questo fatto), quindi perché il bombardamento di martedì dovrebbe portare ad un esito diverso? Gli svantaggi sono effimeri, i vantaggi saranno duraturi. Con questa operazione Assad ha sigillato il suo trionfo diplomatico di impunità e resistenza sul lungo termine in faccia all'Occidente.

Gli israeliani, che gli sono vicini di casa e monitorano la situazione in Siria con attenzione, dicono che la rappresaglia con armi chimiche è stata una dimostrazione di forza, appena la situazione lo ha consentito. Sanno, perché non hanno il lusso di fraintendere la realtà medio - orientale, che il rais è il rappresentante di una dinastia baathista che controlla il paese dal 1971 - da una posizione assolutamente minoritaria. Assad vive di conferme del proprio potere, ma se non ci fossero russi e iraniani quel poco che resta del suo esercito non riuscirebbe nemmeno a tenere la piccola Palmira.

Essere pericolosi paga, altro che "non gli conveniva".

 

 

 

Sempre sul Foglio di oggi, un altro articolo di Raineri si sofferma su un altro dettaglio che i soliti complottisti nostrani portano a cavallo di battaglia: il fatto che il povero Assad, anima innocente e leale :( si sarebbe sbarazzato fin dal 2013 delle proprie scorte di armi chimiche. :8

 

A parte che gli elenchi di scorte di armi proibite e l'indicazione dei siti di stoccaggio sono stati forniti, ai funzionari dell'ONU incaricati delle ispezioni, dagli stessi ufficiali di Assad senza alcuna garanzia che le abbiano incluse tutte (e anche qui, mi ripeto, è come volere credere a Goebbles quando prendeva letteralmente per il * gli ispettori della Croce Rossa mentre li portava beatamente in giro ad ammirare quella strabiliante scenografia teatrale che era il "ghetto modello" di Theresienstadt, costruito appositamente per le cineprese al fine di dimostrare quanto "umanamente" i nazi trattassero gli ebrei... .ghgh:statbuon:): a parte questo non insignificante dettaglio, dicevo, sono mesi (quindi da tempi non sospetti) che le fonti ufficiali israeliane vanno denunciando, praticamente inascoltate, la presenza di armi chimiche ancora in mano ad Assad, (tanto è vero che più volte, in questi mesi, i caccia di Gerusalemme hanno colpito in territorio siriano depositi sospetti e traffici fra assadiani ed Hezbollah): ma ovviamente il fatto che ne abbiano parlato gli israeliani, per certe teste vuote di casa nostra è automaticamente sinonimo di malafede.

Comunque posto un estratto del pezzo di Raineri:

 

 

Ieri fonti della Difesa isreliana hanno detto alla agenzia Associated Press che secondo loro dietro all'attacco c'è Assad e che il governo siriano ha ancora tonnellate di agenti chimici nel proprio arsenale -e quindi non li ha consegnati quando doveva nel settembre 2013, quando Obama fermò i raid imminenti in cambio della distruzione sorvegliata delle scorte siriane di armi chimiche.

Secondo fonti della sicurezza che hanno parlato al quotidiano Haaretz, l'attacco è stato ordinato "ai massimi livelli, non si sa se la Russia e Iran ne fossero a conoscenza".

La strage di martedì è la conferma delle dichiarazioni, passate inosservate, del ministro della Difesa israeliano, Avigdor Liebermann, che a dicembre aveva detto che la Siria nasconde ancora armi chimiche e tenta di passarle al gruppo libanese Hezbollah. Per questo, disse, i raid aerei israeliani colpiscono con regolarità dentro la Siria.

 

 

Quello che segue è invece un articolo del Post, scritto due giorni fa, cioè prima della "svolta trumpiana" anti-assad di ieri, che "rischia" di sparigliare le carte. Da questo lato, quindi, attendiamo sviluppi anche per il fatto che Steve Bannon è stato (finalmente) allontanato dal Consiglio di sicurezza nazionale.

 

 

http://www.ilpost.it/2017/04/05/attacco-chimico-siria-assad-spiegato/

 

Martedì mattina nella provincia siriana di Idlib è stato compiuto unbombardamento chimico che ha ucciso almeno 74 persone, la maggior parte delle quali civili. La notizia è stata raccontata e ripresa dalla stampa di tutto il mondo: anche in quei paesi dove la guerra in Siria ha smesso di essere una notizia da tempo, per stanchezza e per generale mancanza di interesse. L’attacco di ieri, infatti, è stato il peggiore da anni: è stato raccontato dai video e dalle fotofatti dalle persone colpite dal bombardamento, dai testimoni e dai medici che hanno soccorso i feriti.

 

Diverse organizzazioni internazionali e singoli governi, tra cui Unione Europea e Stati Uniti, hanno accusato il regime del presidente siriano Bashar al Assad di essere il responsabile dell’attacco, e non sarebbe la prima volta. Si è mosso anche il Consiglio di Sicurezza dell’ONU, che però è immobilizzato dal veto della Russia, alleata di Assad. Ma nessuno, e questo è un punto importante, ha chiesto ad Assad di andarsene, perché negli ultimi anni le cose in Siria sono cambiate parecchio e oggi il regime siriano può fare praticamente quello che vuole senza temere serie rappresaglie.

 

Cosa sappiamo dell’attacco

Il bombardamento chimico è cominciato poco dopo le 6 di mattina ora locale e ha colpito la città di Khan Shaykhun, a una settantina di chilometri a sud di Idlib. I testimoni hanno raccontato di avere capito subito che non si trattava di un bombardamento con armi convenzionali, e nemmeno di un attacco con il cloro, di cui Assad ha fatto largo uso negli ultimi anni. I sintomi – difficoltà respiratorie, schiuma alla bocca, vomito, pupille ridotte a un puntino – erano compatibili con quelli già riscontrati nei casi di attacchi compiuti con il gas sarin, un tipo di gas nervino che agisce rapidamente ed è molto più letale del cloro. Non si sa ancora con certezza che tipo di sostanze siano state usate: Medici Senza Frontiere diceche molto probabilmente le vittime sono state esposte a due sostanze chimiche diverse. Qualche ora dopo un altro attacco, questa volta con armi convenzionali, ha colpito l’ospedale che aveva accolto la maggior parte dei feriti fino a quel momento. In molti hanno parlato di un attacco “double tap”, che significa bombardare i soccorritori che si stanno prendendo cura delle persone rimaste ferite in un primo bombardamento: è una tattica che serve a massimizzare i danni e i morti e che in passato è stata usata diverse volte dal regime di Assad.

 

 

Il governo russo ha detto che l’attacco è arrivato via terra ed è stato compiuto dagli stessi ribelli; ha confermato che l’aviazione siriana ha colpito la città di Khan Sheikhoun, ma ha detto che gli attacchi sono stati diretti contro un deposito di sostanze chimiche e non contro la popolazione civile. Secondo la versione russa, le sostanze chimiche colpite si sarebbe disperse e avrebbero provocato i morti e i feriti. La ricostruzione russa non corrisponde però alle testimonianze delle persone presenti nel luogo dell’attacco e nemmeno alle conclusioni di diverse organizzazioni internazionali e dei governi occidentali, che hanno parlato di un attacco aereo compiuto dal regime di Assad. Inoltre, come ha spiegato il sito Bellingcat, è tecnicamente improbabile che sia avvenuto quello che dice la Russia.

 

Qui ci sono almeno due precisazioni da fare.

 

Primo: l’area colpita è l’ultima provincia della Siria ancora sotto il completo controllo dei ribelli che si oppongono ad Assad. L’espressione “ribelli” è molto generica e oggi difficilmente definibile, perché si riferisce a una miriade di gruppi diversi – jihadisti, islamisti e moderati – che per ragioni di opportunità hanno deciso di unire le forze per combattere il regime siriano. Nella provincia di Idlib la fazione preponderante si chiama Tahrir al Sham, che è una coalizione di forze jihadiste la cui componente principale è Jabhat Fate al Sham, l’ex divisione siriana di al Qaida (la scorsa estate Jabhat Fate al Sham si staccò formalmente da al Qaida, per essere meglio accettata dagli altri ribelli siriani non particolarmente entusiasti di essere associati a un’organizzazione jihadista e terroristica di quella fama: qui la storia in breve). Nella provincia di Idlib vivono però anche centinaia di migliaia di civili, molti dei quali provenienti da altre zone della Siria e già costretti a lasciare le loro case dopo avere subìto le conseguenze degli assedi militari delle forze alleate ad Assad. Il regime siriano e i suoi alleati sono le uniche forze coinvolte militarmente in Siria che hanno mostrato l’interesse e la volontà a bombardare i ribelli e di usare le morti dei civili come un’arma strategica finalizzata a distruggere il morale della popolazione.

 

Secondo: le bombe su Khan Shaykhun sono state presumibilmente sganciate da aerei militari, nonostante la smentita russa, e questo riduce il numero dei possibili responsabili dell’attacco. I ribelli siriani non dispongono dell’aviazione: non sono in grado di compiere un attacco di questo tipo. Ed è completamente inverosimile pensare che le bombe siano state sganciate dalla coalizione internazionale che combatte in Siria e che è guidata dagli Stati Uniti, perché il suo obiettivo è lo Stato Islamico, e lo storico dei bombardamenti compiuti fin qui lo conferma. Altrettanto inverosimile è pensare che l’attacco sia stato compiuto unilateralmente dagli Stati Uniti o da qualche suo alleato, nonostante la presenza di gruppi jihadisti nella zona: l’impiego di armi chimiche sui civili lo esclude. Considerando tutte queste cose, le testimonianze dei presenti e i precedenti in Siria, si può dire con un ragionevole livello di certezza che il responsabile dell’attacco sia stato Assad.

 

Ma perché un attacco chimico?

In molti si sono chiesti che bisogno ci fosse per il regime di Assad di fare un bombardamento chimico contro la popolazione civile, visto che negli ultimi mesi le cose in Siria gli stavano andando molto bene mentre ora rischia di inimicarsi diversi governi occidentali. La risposta probabilmente è più semplice di quanto si pensi: lo ha fatto perché gli serviva per mandare un messaggio politico, e perché poteva farlo.

 

Come ha spiegato Daniele Raineri oggi sul Foglio, l’area dove è avvenuto l’attacco non è così lontana dalla zona dove alcuni gruppi armati avevano appena tentato e fallito un’offensiva per spingersi verso sud e conquistare la città di Hama, un’operazione nella quale l’esercito di Assad aveva comunque perso molti uomini e mezzi militari. Il bombardamento chimico potrebbe essere una rappresaglia per quell’offensiva, e allo stesso tempo un modo per mandare un monito ai ribelli: ogni attacco verrà punito duramente, anche con reazioni sproporzionate. Non sarebbe un fatto nuovo: come si era già visto nelle ultime settimane della battaglia di Aleppo, finita con la vittoria del regime e la sconfitta dei ribelli, le forze di Assad e i loro alleati avevano usato una violenza mai vista fino a quel momento. Diversi analisti avevano interpretato quel livello di violenza – bombardamenti frequenti sui civili e sugli ospedali e massacri compiuti dalle milizie sciite sul terreno di battaglia – come una scelta strategica: la violenza era usata non solo per piegare la resistenza del nemico, ma anche per mandare un messaggio forte a tutti i suoi oppositori: se non vi arrendete, vi massacriamo. L’impressione è che questo schema sia stato ripetuto nell’attacco chimico di ieri a Khan Shaykhun.

 

Inoltre, Assad ha usato le armi chimiche perché poteva farlo, perché sapeva che non ci sarebbe stata una reazione militare della comunità internazionale, per diverse ragioni. L’ultima volta che gli Stati Uniti minacciarono seriamente di intervenire in Siria contro Assad fu nel 2013, quando fu superata la nota “linea rossa” stabilita dall’allora presidente americano Barack Obama. Obama, spinto anche da molte pressioni provenienti dalla sua amministrazione e dall’opinione pubblica, aveva minacciato dei bombardamenti contro il regime siriano nel caso Assad avesse usato le armi chimiche contro i civili. Nell’agosto 2013 il regime impiegò del gas sarin per bombardare alcuni quartieri di Damasco, uccidendo 1.400 persone, ma gli Stati Uniti – anche sulla spinta di molte proteste internazionali, e un “digiuno per la pace” promosso dal Papa – non diedero seguito alle minacce. Fu invece trovato un accordo con Assad, con la Russia nel ruolo di mediatore, per smantellare l’arsenale chimico siriano ed evitare il ripetersi di attacchi di quel tipo. Come si è visto ieri, l’accordo non è stato rispettato. Non solo: oggi non esistono più le condizioni per ripetere una mossa diplomatica di quella portata, tantomeno per minacciare militarmente Assad, perché le cose sono cambiate.

 

Dal novembre 2015, infatti, la Russia è coinvolta militarmente in Siria: ha mandato soldati e mezzi militari per assicurarsi la sopravvivenza del regime di Assad ed è improbabile che decida oggi di scaricare un suo così prezioso alleato. Lo stesso regime di Assad, considerato da molti moribondo prima dell’intervento russo, si è rafforzato parecchio: in particolare negli ultimi mesi, e soprattutto dopo la vittoria ad Aleppo, è riuscito a ridurre sensibilmente la minaccia proveniente dai ribelli siriani, consolidando il suo potere in quelle aree della Siria ancora sotto il suo controllo e spostando la bilancia dei rapporti di forza a suo favore.

 

Anche i paesi occidentali hanno abbandonato la retorica più aggressiva anti-Assad: nessuno di loro vuole mischiarsi troppo nella complicatissima guerra siriana, tantomeno arrivare a un confronto diretto con la Russia. Gli Stati Uniti hanno una nuova amministrazione e il presidente Donald Trump si è mostrato molto più conciliante con Assad e la Russia rispetto a Obama. Non sembra possibile che Trump decida di riesumare la “linea rossa” del 2012, che per di più non era stata rispettata nemmeno dalla precedente amministrazione. Oggi il segretario di Stato americano, Rex Tillerson, si è limitato a fare un invito generico a Russia e Iran, altro alleato di Assad, di assicurarsi che il regime siriano non faccia altri attacchi chimici. La Casa Bianca ha diffuso un comunicato in cui ha condannato il bombardamento ma nel quale allo stesso tempo ha scaricato le responsabilità sull’amministrazione Obama, colpevole di avere adottato una strategia debole e non avere dato seguito alle minacce sulla “linea rossa”. Alcuni, comunque, hanno fatto notare come allora proprio Trump “invitò” Obama a non attaccare in Siria.

 

Anche diversi paesi europei hanno cambiato la loro posizione sulla guerra in Siria, seguendo di pari passo gli Stati Uniti, che già con Obama avevano abbandonato l’idea di un “regime change” in Siria e si erano concentrati sulla guerra contro lo Stato Islamico: l’attenzione europea si è diretta sempre più alla crisi delle istituzioni comuni, a Brexit, alla crisi dei profughi. I governi europei riconoscono ormai l’esistenza di Assad come un dato di fatto, una parte della realtà siriana che non è più possibile cambiare. Francia, Regno Unito e Stati Uniti proveranno a far passare una risoluzione al Consiglio di Sicurezza dell’ONU per condannare l’attacco chimico, ma qualsiasi mossa contro il regime siriano sarà fermata dal veto della Russia. Assad ha le spalle coperte ed è difficile pensare che ci saranno conseguenze gravi per quanto è successo ieri a Khan Shaykhun

 

Direi che di materiale di riflessione ce n'è in abbondanza. Soprattutto se si considera che il più delle volte, a dispetto delle fantasmagoriche trame costruite a tavolino dai soliti cacciatori di X-Files (Tom Clancy a noi ci fa una pippa! ), la realtà finisce per essere più semplice e banale di quanto si voglia credere (Occam docet) .ehm

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