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Mormegil

Guerra di Siria e situazione mediorientale: news e commenti

Post in rilievo

15 minuti fa, sol invictus ha scritto:

No, il giardino fiorito è la Siria, che il tuo amichetto Assad, povera stella e vittima dei cattivi, non ha mai bombardato se non con petali di rose. ahah

 

In fondo sei anche divertente... 

 

6 minuti fa, sol invictus ha scritto:

WOW addirittura il 100%: non credi di essere un po' troppo ottimista?

Assad direbbe al massimo 93-94% risultando uno zinzinino più credibile.... .ehm

hai finito le argomentazioni da bar e tenti di buttarla in caciara stile sarri?

bene.

riprendiamo domani dopo che ti sei ricaricato leggendo il foglio e repubblica? :)

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3 minuti fa, black&whitetiger ha scritto:

Ma quali amici x me americani e russi sono la stessa * entrambi dalla fine della seconda guerra mondiale sono andati avanti cercando di ampliare la loro sfera d'influenza nel mondo con le guerre!

A me fa ridere la gente come te che si schiera e che legittima lo schifo solo quando lo fa una parte magari scandalizzandosi quando lo fanno gli altri, caro mio non funziona così quando si compiono porcate vanno condannate sempre!

io infatti le condanno, sempre.

ma a te sfugge il piccolo dettaglio che sul territorio abbiamo 120 basi americane, non russe. pertanto sei/sono/siamo complici delle porcate americane, non di quelle russe.

e io di essere complice dei gangster che mi occupano, non ci tengo proprio

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2 minuti fa, colpodimano ha scritto:

 

hai finito le argomentazioni da bar e tenti di buttarla in caciara stile sarri?

bene.

riprendiamo domani dopo che ti sei ricaricato leggendo il foglio e repubblica? :)

No li leggo tutti, ma il Foglio è quello che preferisco. 

Tu cosa leggi invece Pravda?  Izvestia? Potere Operaio, oppure il Popolo d'Italia di fascistissima memoria? 

Ah no, giusto. Russia Today e Sputnik .ok

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3 minuti fa, colpodimano ha scritto:

io infatti le condanno, sempre.

ma a te sfugge il piccolo dettaglio che sul territorio abbiamo 120 basi americane, non russe. pertanto sei/sono/siamo complici delle porcate americane, non di quelle russe.

e io di essere complice dei gangster che mi occupano, non ci tengo proprio

Bene. Allora anziché blaterare su un forum, perché non ti realizzi e  scendi in piazza a organizzare un No-qualcosa? Chessò No-AV (iano) NO-GHE (di), NO-GDC (Gioia del Colle)

Se lo fai e posti una foto vinci un altro like da parte mia... .ghgh

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Gaza, spara a palestinese mentre soldati esultano: assolto il cecchino del video shock

L'esercito israeliano apre un'inchiesta, e naturalmente chi ha sparato al "nemico" ha solo eseguito correttamente gli ordini, non ha colpe. Il ricercato adesso è chi ha registrato il filmato, i militari che hanno esultato, infine, chi lo ha messo in circolazione

 Una breve clip registrata con un telefonino, probabilmente appoggiato all'oculare di un binocolo. Si vede un tratto di barriera di separazione fra Gaza e Israele, accanto al valico di Kissufim. Per un paio d'ore un gruppo di giovani, di manifestanti lancia sassi contro i soldati e contro la rete, per danneggiarla.

Il comandante del plotone chiede al soldato che ha i palestinesi nel mirino del suo fucile se ha il colpo in canna. Gli chiede di seguire poi "quello rosa", quello con una maglietta rosa, poi quello blu. Il soldato spara, il palestinese rosa crolla a terra, colpito a una gamba. Gli altri soldati che sono intorno al cecchino esultano, come se fosse un colpo a un videogame. "Wow! Che video!!! È una leggenda". "Questo figlio di..."

Il video gira da ieri in Israele; per mesi deve essere stato fatto circolare fra i soldati di Tsahal, l'esercito di Israele, poi è venuto fuori, e immediatamente ha viaggiato in tutto il mondo.

LEGGI Scontri a Gaza, fonti mediche: nove i morti, 1354 feriti

Il giovane non è morto, e questo è l'unico sollievo, l'unica attenuante per i soldati israeliani. Per il resto c'è in quei secondi tutto il peso, il dolore di una tragedia totale, quella del conflitto fra israeliani ed ebrei, che vive di momenti di pura violenza. L'esultanza dei soldati è raggelante, perché la paragoniamo immediatamente a quella di un gruppo di adolescenti che gioiscono dietro una consolle, con una Playstation fra le mani.

L'esercito israeliano ha aperto un'inchiesta, e naturalmente il cecchino è stato assolto: lui ha sparato al "nemico" palestinese, ha eseguito correttamente gli ordini. Chi stanno cercando adesso è quello che ha registrato il video, poi i soldati che hanno esultato, poi chi lo ha messo in circolazione.

Chi ha registrato il video sarebbe già stato individuato, e probabilmente verrà punito. In guerra si può sparare e uccidere, ma se tutto questo si vede è una sconfitta, e allora chi fa vedere la guerra o chi esulta come allo stadio deve essere punito. La guerra, quando non viene registrata in un video, può continuare.

 

 

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34 minuti fa, Vonpalace ha scritto:

Gaza, spara a palestinese mentre soldati esultano: assolto il cecchino del video shock

L'esercito israeliano apre un'inchiesta, e naturalmente chi ha sparato al "nemico" ha solo eseguito correttamente gli ordini, non ha colpe. Il ricercato adesso è chi ha registrato il filmato, i militari che hanno esultato, infine, chi lo ha messo in circolazione

 Una breve clip registrata con un telefonino, probabilmente appoggiato all'oculare di un binocolo. Si vede un tratto di barriera di separazione fra Gaza e Israele, accanto al valico di Kissufim. Per un paio d'ore un gruppo di giovani, di manifestanti lancia sassi contro i soldati e contro la rete, per danneggiarla.

Il comandante del plotone chiede al soldato che ha i palestinesi nel mirino del suo fucile se ha il colpo in canna. Gli chiede di seguire poi "quello rosa", quello con una maglietta rosa, poi quello blu. Il soldato spara, il palestinese rosa crolla a terra, colpito a una gamba. Gli altri soldati che sono intorno al cecchino esultano, come se fosse un colpo a un videogame. "Wow! Che video!!! È una leggenda". "Questo figlio di..."

Il video gira da ieri in Israele; per mesi deve essere stato fatto circolare fra i soldati di Tsahal, l'esercito di Israele, poi è venuto fuori, e immediatamente ha viaggiato in tutto il mondo.

LEGGI Scontri a Gaza, fonti mediche: nove i morti, 1354 feriti

Il giovane non è morto, e questo è l'unico sollievo, l'unica attenuante per i soldati israeliani. Per il resto c'è in quei secondi tutto il peso, il dolore di una tragedia totale, quella del conflitto fra israeliani ed ebrei, che vive di momenti di pura violenza. L'esultanza dei soldati è raggelante, perché la paragoniamo immediatamente a quella di un gruppo di adolescenti che gioiscono dietro una consolle, con una Playstation fra le mani.

L'esercito israeliano ha aperto un'inchiesta, e naturalmente il cecchino è stato assolto: lui ha sparato al "nemico" palestinese, ha eseguito correttamente gli ordini. Chi stanno cercando adesso è quello che ha registrato il video, poi i soldati che hanno esultato, poi chi lo ha messo in circolazione.

Chi ha registrato il video sarebbe già stato individuato, e probabilmente verrà punito. In guerra si può sparare e uccidere, ma se tutto questo si vede è una sconfitta, e allora chi fa vedere la guerra o chi esulta come allo stadio deve essere punito. La guerra, quando non viene registrata in un video, può continuare.

 

 

Vabbè, non capisco la meraviglia. Su Chris Kyle che ha mandato al creatore 150 iracheni ci hanno fatto pure un film, trasformandolo in "eroe" manco avesse difeso la patria accoppando iracheni a 10 mila km da casa, figuriamoci se mi scandalizzo per dei soldati israeliani che esultano per questo! 

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11 minuti fa, JuventusOnly ha scritto:

avesse difeso la patria accoppando iracheni a 10 mila km da cas

Veramente hanno fatto anche quello:  si intitola Good Kill, con Ethan Hawke che interpreta un pilota di droni in Nevada... uhuhuhuh

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35 minuti fa, JuventusOnly ha scritto:

Vabbè, non capisco la meraviglia. Su Chris Kyle che ha mandato al creatore 150 iracheni ci hanno fatto pure un film, trasformandolo in "eroe" manco avesse difeso la patria accoppando iracheni a 10 mila km da casa, figuriamoci se mi scandalizzo per dei soldati israeliani che esultano per questo! 

Kyle si era arruolato per il difendere il suo paese dopo gli attacchi alle ambasciate in Africa, non so se era un eroe, era un patriota americano. Poi sul fatto che la guerra in Iraq sia stata una vergogna sono d'accordo con te ma lui era un soldato ed eseguiva degli ordini, se un soldato facesse come gli pare sarebbe un problema.

 

Gran trailer comunque:

 

 

Va detto che il Kyle del film suscita più simpatie di quello vero: alcune frasi dette sugli iracheni nel suo libro sono in effetti censurabili, prive di rispetto. Nel film viene idealizzato.

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29 minuti fa, Juventino! ha scritto:

Kyle si era arruolato per il difendere il suo paese dopo gli attacchi alle ambasciate in Africa, non so se era un eroe, era un patriota americano. Poi sul fatto che la guerra in Iraq sia stata una vergogna sono d'accordo con te ma lui era un soldato ed eseguiva degli ordini, se un soldato facesse come gli pare sarebbe un problema.

 

Gran trailer comunque:

 

 

Va detto che il Kyle del film suscita più simpatie di quello vero: alcune frasi dette sugli iracheni nel suo libro sono in effetti censurabili, prive di rispetto. Nel film viene idealizzato.

Il film è bellissimo, ma perché appunto è un film lo vivi senza riflettere troppo sul perché di quella guerra, a livello cinematografico ci vuole poco a trasformare un'invasione ingiustificata in una specie di guerra bene vs male e farti quindi simpatizzare con il soldato del "bene". 

E poi di certo non critico il soldato, critico chi l'ha trasformato in "eroe". 

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1 ora fa, sol invictus ha scritto:

Veramente hanno fatto anche quello:  si intitola Good Kill, con Ethan Hawke che interpreta un pilota di droni in Nevada... uhuhuhuh

Questo mi è sfuggito! Film valido o americanata cheap? 

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8 ore fa, colpodimano ha scritto:

IL GENERALE BERTOLINI AL MATTINO: GLI USA POTREBBERO INNESCARE UNA DEFLAGRAZIONE SIRIANA

IL MATTINO del 10 Aprile 2018

Ora si sono messi in mezzo anche i Cinesi, quindi dubito facciano qualcosa, non hanno attaccato manco la Corea del Nord figuriamoci se rischiano di mettersi contro Russia e/o Cina.

Ormai con le armi che ci sono, non conviene più a nessuno fare guerre di questo calibro...nessuno vincerebbe.

Poi il mondo si è globalizzato, i Russi fanno affari in tutto il mondo, gli Americani idem, i Cinesi ancora peggio....si autodistruggerebbero.

 

Le guerre moderne sono economiche, o al massimo contro i poveracci che lottano con le fionde.

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1 ora fa, JuventusOnly ha scritto:

Questo mi è sfuggito! Film valido o americanata cheap? 

Americanata no, non direi. Anzi di spettacolare o superomistico non ha nulla, per certi versi è fin troppo dimesso. Abbastanza scontato, nel senso che se uno conosce un minimo il discorso dei targeted killings, non ti sorprende ma ti immagini come vada a svilupparsi.  È comunque interessante e offre diversi spunti. Vale la pena vederlo secondo me.

Consiglio. Se ti piace il genere guardati Syriana. Veramente notevole.

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Guerra in Medio Oriente, la necessità di avere un’informazione onesta

di Andrea Nicastro

 

Attenzione a dare per certa la responsabilità degli attacchi chimici in Siria. Accusare Assad è facile. A difenderlo invece si finisce nel mucchio dei complottardi o, peggio, dei complici. Però dubitare di quel che ci viene detto (molto) e mostrato (poco) è un obbligo. La guerra siriana, nonostante i mille canali social che la raccontano live dai telefonini, è la meno vista della storia. Il problema è che non ci sono giornalisti indipendenti a guardarla. Ce ne sono molti «social», ce ne sono alcuni di regime e anti-regime, ma sono tutti di parte. Perché? Perché andare tra i ribelli è pericoloso, tra chi piange per i gas c’è quel che resta dell’Isis. Questo non vuol dire che i giornalisti siano sempre una garanzia. Abbondano gli errori fatti dal fior fiore della stampa libera. Uno, clamoroso, fu credere alla figlia dell’ambasciatore kuwaitiano che si spacciava per infermiera: «I soldati di Saddam Hussein rubano le incubatrici e lasciano morire i bambini». La guerra del 1991 si giustificò anche così. Altro abbaglio fu l’antrace che lo stesso Saddam Hussein sarebbe stato pronto a scagliare sull’Europa nel 2003. I geniacci della comunicazione decisero che «antrace» (un’arma batteriologica, guarda caso) fosse una parola poco efficace e la sostituirono con «pistola fumante». Funzionò, andammo in Iraq convinti, peccato che di antrace non c’era traccia.

Un conto è la scelta politica pro o contro una guerra che spetta legittimamente ai governi. Un altro è l’informazione che gli elettori devono poter ricevere. Purtroppo non possiamo dire cos’è successo a Ghouta. Ma sappiamo che non dobbiamo fidarci degli «elmetti bianchi», della contro-propaganda di Russia Tv e neppure delle dichiarazioni dell’Amministrazione Usa. Nel 2003 mentì il segretario di Stato Colin Powell all’Onu, oggi potrebbe farlo Donald Trump via Twitter. Abbiamo bisogno di prove, di informazione onesta e di prima mano, non di abboccare a chi è più convincente.

 

Corriere della Sera

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Nonostante qualcuno minacci nientepopodimeno che di "cavarsi gli occhi piuttosto che leggere la carta igienica del Foglio"  (facesse pure, gli occhi sono i suoi .ghgh ), posto un articolo del solito ottimo Daniele Raineri che ci racconta un po' di sfumature sulle manovre da retrobottega legate alla questione delle armi chimiche e relativi accertamenti di responsabilità. 

 



Il presidente americano, Donald Trump, ha annullato il viaggio in Sud America che a partire da venerdì doveva portarlo a Lima in Perù e a Bogotà in Colombia per seguire la crisi in Siria, e anche il capo della Difesa, Jim Mattis, ha annullato i suoi viaggi. Questa coincidenza indica la possibilità molto alta di una rappresaglia militare nei prossimi giorni o già nelle prossime ore da parte dell’America e di alcuni alleati contro la Siria di Bashar el Assad - che potrebbe essere più incisiva di quella dell'aprile 2017 quando tutto si consumò in una notte con una bordata di missili Cruise contro un aeroporto militare già semi-evacuato.  La Francia  è già della partita, il Regno Unito ha messo in allerta la, sua base nel sud dell'isola di Cipro e pure l'Arabia Saudita ha detto di essere impegnata in colloqui con i suoi alleati "per decidere assieme una rappresaglia per la strage con armi chimiche a Douma". Si è creata una coalizione di paesi che si sta prendendo carico di un possibile intervento e c'è un punto da sottolineare. Nessuno parla della necessità di un regime-change a Damasco,  quindi della volontà di cacciare "animal Assad" (come lo ha chiamato Trump in un tweet) dal suo posto - si parla piuttosto della necessità di azzerare l'uso delle armi chimiche,  dopo tre stragi con molte vittime e altri più numerosi attacchi troppo piccoli per superare la soglia dell'attenzione mondiale. 

Anche il governo siriano legge molto bene la concretezza dell'azione militare in arrivo e tenta di reagire in due modi. Sposta i suoi aerei da guerra nella base di Latakia,  che è quella data al corpo di spedizione russo e protetta dai sistemi di difesa gestiti dai russi,  nella speranza ben riposta che i raid americani si tengano alla larga da quel sito, e ne sposta altri nell'aeroporto internazionale di Damasco,  nella speranza che sia considerato un sito civile e non militare,  ancorché usato molto spesso per gli spostamenti di materiale bellico e soldati dell'Iran. 

Il secondo modo di reagire da parte dei siriani è diplomatico: hanno invitato con effetto immediato una  missione dell'Organizzazione internazionale per la proibizione delle armi chimiche (OPCW). Si tratta di una missione cosiddetta fact-finding (OPCW-Ffm), vuol dire che si occuperà di accertare se è stata usata un'arma chimica,  il che sarebbe un passo avanti,  visto che  tra le versioni contraddittorie accampate dal governo siriano e dallo sponsor russo c'è che i ribelli si  sono autoinflitti l'attacco chimico ma anche che non c'è stato alcun attacco chimico. 

Ma la missione più importante sarà soltanto la successiva,  quella di tipo OPCW-Jim,  dove Jim sta per Joint Investigative Mechanism,  che si occupa di stabilire chi ha usato l'arma chimica.  Si tratta di una mossa cinica per prendere tempo. Ci  vorranno mesi per la squadra di tecnici internazionale per presentare le conclusioni e quando succederà la Siria e la Russia semplicemente le ignoreranno,  con il vantaggio di avere guadagnato tempo.Alla fine di ottobre 2017 la missione OPCW-JIM che ha indagato sulla strage con armi chimiche di Kahn Sheikhoun ha stabilito che la responsabilità è del governo siriano: una conclusione che misteriosamente è ignorata da tutti in favore di non meglio specificate teorie alternative.  A novembre la Russia con un veto al Consiglio di Sicurezza ha bloccato il rinnovo per un altro anno della commissione di inchiesta dell'OPCW sulle stragi con armi chimiche in Siria e di fatto l'ha eliminata. 

Il risultato paradossale è che in Siria ci sono ancora stragi con armi chimiche ma la commissione d'inchiesta non  c'è più.  Così adesso il governo siriano,  proprio come aveva precipitosamente aderito alla OPCW nel settembre 2013 quando temeva i raid dell'amministrazione Obama dopo il massacro di 1.400 civili con il sarin alla periferia di Damasco (salvo invece nascondere scorte di armi chimiche), chiede una nuova missione OPCW per una nuova strage. Se questa diversione diplomatica riuscisse,  per la Russia e la Siria sarebbe molto più efficace della minaccia di un confronto militare diretto contro l'America.  Gli aerei russi effettuano sorvoli aggressivi a bassissima quota sopra le navi americane in avvicinamento,  ma ci sono ragionevoli dubbi che accetterebbero il confronto. Quando a inizio febbraio una compagnia di mercenari russi è stata colpita dall'aviazione americana vicino Dei Ezzor e ha subito "decine di vittime", il governo russo ha insabbiato la faccenda: in pratica non ha reagito.

 

 

 

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Relativamente alla parte da me evidenziata in neretto ecco la conferma di quanto scritto da Raineri.

Secondo la commissione ONU OPCW-Jim l'attacco chimico di Khan Sheikhoun è stato perpetrato dal governo siriano.

Ovviamente,  in sede di Consiglio di Sicurezza, la Russia ha negato la validità delle conclusioni del rapporto, parando il * al  suo sottocoda Assad (c'era forse qualche dubbio che non lo avrebbe fatto? :statbuon: )

Non solo: la stessa OPCW-Jim nel corso delle sue investigazioni  ha rilevato il coinvolgimento del governo siriano in almeno altri tre attacchi chimici:

 



JIM concluded that the Syrian government was involved in the use of toxic chemicals as weapons against its own population in three cases (Talmenes, 21 April 2014; Qmenas, 16 March 2015; and Sarmin, 16 March 2015).

 

ed a seguito di tale rilevamento i membri P3 del Consiglio di sicurezza ONU (Francia, GB e USA) hanno chiesto il prolungamento del mandato della commissione che era in scadenza. Ovviamente Mosca ha posto il veto (evidentemente perché non aveva nulla da nascondere .ghgh ) e la commissione quindi ha concluso il suo mandato.

http://www.whatsinblue.org/2017/11/briefing-on-the-final-report-of-the-opcw-un-joint-investigative-mechanism.php

 

Riporto il testo, anche se verrà sicuramente bollato come "spazzatura mainstream" .ehm

 



Tomorrow (7 November), the Security Council is expected to be briefed on the final report of the Joint Investigative Mechanism (JIM) of the Organisation for the Prohibition of Chemical Weapons (OPCW) and the UN by the Head of the JIM, Edmond Mulet. Although the JIM report is expected to be the focus of the briefing, the High Representative for Disarmament Affairs Izumi Nakamitsu is also expected to brief the Council on progress in the destruction of Syria’s declared stockpile of chemical weapons.

 

This briefing follows the release of the seventh report of the OPCW-UN JIM on 26 October. The report includes the JIM’s assessment, findings and conclusions regarding the attacks in Umm Hawsh (15-16 September 2016) and Khan Shaykhun (4 April 2017). In the report, the JIM’s Leadership Panel said that it was confident that the Islamic State in Iraq and the Levant (ISIL) was responsible for the use of sulfur mustard in Umm Hawsh and that the Syrian government was responsible for the release of sarin in Khan Shaykhun.

 

Council members are expected to provide their assessment of the report and its conclusions. The public nature of the briefing is likely to encourage the reiteration of well-known positions rather than allow for a more interactive discussion with the JIM leadership on questions arising from the content of the JIM’s report. (The original request to hold the meeting in public came from the US, but no Council member has proposed that the meeting be followed by consultations.)

 

The existing divisions in the Council are expected to be on full display during the meeting. While the P3 and other Council members have publicly supported the conclusions of the report, Russia has questioned its findings. In a 31 October letter to the President of the Council, Ambassador Vasily Nebenzia criticised the JIM for falling short of the standards of the Chemical Weapons Convention. In particular, the letter raises questions about the JIM’s conduct of investigations of incidents of alleged chemical use without on-site visits and criticises the non-observance of the chain of custody, the failure to use all available methods and methodologies of investigation, and the questionable credibility of the JIM’s sources. Russia had previously articulated some of these criticisms regarding the OPCW’s Fact Finding Mission in a 6 October letter (S/2017/848). The 31 October letter calls the report “amateurish in nature” and “based primarily on assumptions and a selective use of facts.” It criticises the findings, methodology and underpinning assumptions of the JIM on both attacks. Mulet may take advantage of the meeting to address some of Russia’s criticisms of the JIM’s work.

 

The briefing is expected to have an impact on the negotiations of the renewal of the JIM, whose mandate ends on 17 November. (A 24 October attempt to renew the JIM before the release of the report was blocked by Russia who stressed the need to evaluate the effectiveness of the JIM by assessing the final report before discussing its renewal.) On 2 November, the US and Russia circulated competing drafts addressing the renewal of the JIM. The US draft characterises the information obtained by the JIM as constituting “sufficient, credible and reliable evidence to reach conclusions on those responsible for the use of chemical weapons” in Umm Hawsh and Khan Shaykhun, and would extend the JIM’s mandate for 24 months. The Russian draft would renew the JIM for only six months, while addressing the methodological concerns noted in Nebenzia’s 31 October letter. In particular, the Russian draft requests the JIM to dispatch another investigative team to Khan Shaykhyn and the Sha’yrat airbase. While the JIM visited the latter, it did not take samples, arguing that there was little chance of finding any trace of sarin or its degradation products at an airbase of that size. The draft also requests the UN Secretary-General, in coordination with the Director-General of the OPCW Technical Secretariat, to submit to the Council, for its authorisation, recommendations on possible additional measures to strengthen the JIM. With only ten days left of the JIM’s current mandate, the Council may be poised to repeat last year’s delayed renewal, which required a technical rollover resolution in order to allow for more time to negotiate the terms of the renewal. The uncertainty regarding the JIM’s future created difficulties in the planning and hiring of staff, which disrupted the JIM’s work for several months.

 

A related development is that the P3 have stated their intention to follow-up on the JIM findings with an accountability resolution. The sequencing for such an initiative remains uncertain, as Council members are expected to prioritise discussions to renew the JIM before engaging on negotiations on such a draft. On 28 February 2017, the P3 tabled an accountability draft resolution after the JIM concluded that the Syrian government was involved in the use of toxic chemicals as weapons against its own population in three cases (Talmenes, 21 April 2014; Qmenas, 16 March 2015; and Sarmin, 16 March 2015). The draft would have imposed an assets freeze on designated individuals and entities, a travel ban on designated individuals, and an embargo on arms as well as on chlorine and other chemicals intended to be used as weapons. It would also have restricted the sale of helicopters to the Syrian government, and included an annex designating eleven individuals and ten entities involved in the use and production of chemical weapons in Syria. The draft was vetoed by Russia and China (Bolivia also voted against and Egypt, Ethiopia and Kazakhstan abstained).

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1 ora fa, Juventino! ha scritto:

Uno, clamoroso, fu credere alla figlia dell’ambasciatore kuwaitiano che si spacciava per infermiera: «I soldati di Saddam Hussein rubano le incubatrici e lasciano morire i bambini». La guerra del 1991 si giustificò anche così.

Nicastro dice una cretinata: la guerra del 1991 non aveva alcun bisogno di essere giustificata da nulla: l'Iraq aveva invaso il Kuwait e l'Iraq doveva quindi essere sbattuto a calci calci in * fuori dal Kuwait (e Saddam meritava di essere appeso per  le palle, cosa che poi Bush sr. non fece).

Fine della storia. Le incubatrici sono folklore ed il tirarle in ballo lo trovo specioso. 

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Adesso, sol invictus ha scritto:

Nicastro dice una cretinata: la guerra del 1991 non aveva alcun bisogno di essere giustificata da nulla: l'Iraq aveva invaso il Kuwait e l'Iraq doveva quindi essere sbattuto a calci calci in * fuori dal Kuwait (e Saddam meritava di essere appeso per  le palle, cosa che poi Bush sr. non fece).

Fine della storia. Le incubatrici sono folklore ed il tirarle in ballo lo trovo specioso. 

Anche le armi chimiche del 2003 come "abbaglio" è singolare, diciamo pure che fu una falsificazione.

 

Il discorso però sulla parzialità di molte fonti è sacrosanto.

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25 minuti fa, Juventino! ha scritto:

Anche le armi chimiche del 2003 come "abbaglio" è singolare, diciamo pure che fu una falsificazione.

 

Il discorso però sulla parzialità di molte fonti è sacrosanto.

Certo che è stata una falsificazione. E a Nicasto sarebbe bastato questo esempio per sostenere la sua tesi. Proprio per questo, il fatto che abbia tirato in ballo una bischerata come le incubatrici finisce per svalutare di molto il suo pezzo e fa sorgere dei dubbi proprio sulla sua imparzialità,  visto che Desert Storm non è stata causata dalle malefatte della soldataglia irachena ma da quelle del loro capo, Saddam Hussein che ha invaso ed annesso il Kuwait. 

 

Nicastro reclama imparzialità,  ma scrivendo certe cose è il primo ad essere  capzioso. 

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Siria, Trump alla Russia: “Arrivano i missili”. Mosca avvia esercitazioni navali al confine

Timori di raid, si svuotano i cieli nel Mediterraneo orientale. Lo spazio aereo potrebbe subire un blackout radio in corrispondenza dell’azione militare
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AFP

 

 
 
 
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Pubblicato il 11/04/2018
Ultima modifica il 11/04/2018 alle ore 14:23
GIORDANO STABILE
INVIATO A BEIRUT
 

Un tweet di Donald Trump rende incandescente il duello fra America e Russia in Medio Oriente. Il presidente americano ha scritto sul social che la Russia “vuole abbattere i nostri missili” ma “stai attenta Russia, che stanno arrivando nuovi missili, intelligenti, non metterti dalla parte dell’animale Assad che uccide il suo popolo e ne prova piacere”. 

 

 

Il tweet sembra annunciare un raid aereo questa notte. Mosca ha risposto con una nota e chiesto al leader russo se i suoi missili “sono in grado di colpire i terroristi”, cioè Isis e Al-Qaeda invece del “governo legittimo” di Bashar al-Assad. Le parole di Trump sono arrivate dopo che l’ambasciatore russo a Beirut, in una intervista alla tv Al-Manar, aveva detto che la Russia avrebbe risposto ai raid e colpito le “basi di lancio dei missili”, cioè le navi al largo di Libano e Siria. Il 7 aprile 2017 un cacciatorpediniere americano ha lanciato 60 Tomahawk su una base aerea siriana dopo un presunto attacco con gas nervino nella cittadina di Khan Sheihoun. 

 

 

Il rischio di imminenti raid sulla Siria ha messo in allarme anche la navigazione civile sul Mediterraneo orientale. Eurocontrol, l’organizzazione europea per la sicurezza dei voli, ha inviato un’allerta alle aerolinee che invita alla prudenza per via di possibili attacchi missilistici “nelle prossime 72 ore”. Lo spazio aereo in questione potrebbe subire blackout radio per le azioni di jamming, disturbo elettronico che impedisce ai missili anti-missile e anti-aerei di colpire i bersagli, con problemi alla navigazione aerea: “Si consiglia di pianificare le proprie operazioni di volo nell’area dell’Est Mediterraneo/Nicosia”, è l’avvertimento del’Ente. 

 

I siti che monitorano i voli aerei nel mondo mostrano i cieli della Siria completamente sgombri e anche una diminuzione nell’aerea fra Cipro, la costa siriana, il Libano. A Cipro ci sono due basi aeronavali britanniche potrebbero essere coinvolte nell’attacco e in teoria colpite da missili russi in rappresaglia. L’isola, parte dell’Unione europea, dista appena 250 chilometri dalla Siria e dal Libano. In questa area di mare ci sono anche navi Nato dotate di missili da crociera e navi russe ancorate al porto di Tartus. 

 

La stampa

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Nel febbraio 2012 una nota giornalista americana, Marie Colvin ed un suo collega francese rimasero uccisi ad Homs, in Siria, durante uno scontro a fuoco. La Colvin durante il suo lavoro in Siria si era fatta notare per i suoi reportage sui civili uccisi dal regime, sui bambini vittime dei bombardamenti e sull'uso del fuoco indiscriminato da parte dell'esercito di Assad su aree abitate da popolazione non combattente.
Subito dopo la loro morte, il regime di Assad  emise una nota parlando di loro come di "spie" al servizio dei "terroristi".
Nei giorni scorsi, dopo sei anni di indagini da parte della procura federale di Washington, sono state presentate prove praticamente definitive, che rivelano come la Colvin ed il suo collega non siano morti per fuoco accidentale, ma perché intercettati e rintracciati elettronicamente dal regime e quindi eliminati deliberatamente a colpi da granate razzo sparate da una banda al soldo del regime capitanata da un trafficante di droga. 
Una voce scomoda, che riportava le atrocità del regime contro i siriani veniva così eliminata e contemporaneamente veniva innalzata una cortina fumogena per nascondere la verità con le consuete menzogne prontamente riprese in Occidente dagli amici di Assad e dai figli di Putin che lo supportano.
 
Qui c'è tutta la loro storia con una parte delle prove presentate alla procura.
 

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1 ora fa, JuventusOnly ha scritto:

Qui ridendo e scherzando scoppia la terza guerra mondiale! Il mondo in mano a 2 idioti come Trump e Putin! .doh

Effettivamente sono due coglXXX da competizione. Uno crede di vivere in un eterno reality e parla a colpi di tweet come l'ultimo dei bimbominkia; l'altro si atteggia a macho a petto nudo e se lo tira fuori per far vedere che ce l'ha più lungo,  come un ubriaco in una bettola di Mosca... bah

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Siria: le “fake news” sulle armi chimiche per creare il casus belli?

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Lo scenario che si sta delineando in queste ore nel conflitto siriano ricorda da vicino la “pistola fumante” delle armi di distruzione di massa di Saddam Hussein con cui gli Usa giustificarono agli occhi del mondo l’invasione dell’Iraq nel 2003.

Ci sono infatti molte ragioni per esprimere scetticismo di fronte alla denuncia dell’ennesimo attacco chimico contro i civili siriani attribuito al regime di Damasco nell’area di Douma, ultima roccaforte delle milizie jihadiste filo saudite di Jaysh al-Islam nei sobborghi di Damasco.

Innanzitutto perchè già in passato attacchi simili sono stati attribuiti ai governativi senza che emergessero prove concrete mentre notizie e immagini diffuse oggi dai “media center” di Douma come ieri da quelli di Idlib, Aleppo e altre località in mano ai ribelli sono evidentemente propagandistiche e palesemente costruite.

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Lo schema si è già ripetuto più volte fin dalla guerra in Libia del 2011 e poi in Siria: fonti “umanitarie” strettamente legate alle milizie jihadiste e ai loro alleati arabi diffondono notizie non verificabili per l’assenza di osservatori neutrali.

Notizie e immagini di attacchi chimici vengono subito diffuse dalle tv arabe appartenenti alle monarchie del Golfo, cioè agli sponsor dei ribelli, per poi rimbalzare quasi sempre in modo acritico in Occidente.

Basti pensare che in sette anni di guerra la fonte da cui tutti i media occidentali attingono è quell’Osservatorio siriano per i diritti umani che ha sede a Londra, vanta una vasta rete di contatti in tutto il paese di cui nessuno ha mai verificato l’attendibilità, è schierato con i ribelli cosiddetti “moderati” ed è sospettato di godere del supporto dei servizi segreti anglo-americani.

Anche per questo non bastano i cadaveri dei bambini o dei sopravvissuti con mascherine collegate a supposte bombole ad ossigeno per dimostrare l’esito di un attacco chimico e la sua paternità.

Meglio ricordare le immagini diffuse l’anno scorso dei ribelli di Idlib (qaedisti dell’ex Fronte al-Nusra) che mostravano improbabili soccorritori con abiti estivi e privi di protezioni occuparsi di supposte vittime del gas nervino di Assad. Se così fosse stato gli stessi soccorritori sarebbero morti in pochissimi minuti poiché quell’agente chimico viene assorbito anche attraverso la pelle.

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A suggerire prudenza prima di attribuire agli uomini di Assad l’attacco chimico a Douma contribuiscono inoltre altre valutazioni. Jaysh al-Islam è una milizia salafita nota per aver impiegato i civili come scudi umani e per aver utilizzato il cloro nelle battaglie contro i curdi dell’aprile 2016.

Il cloro non è un’arma ma un prodotto chimico che può essere letale in forti concentrazioni e in ambienti chiusi, facilmente reperibile e già utilizzato nel conflitto siriano anche dallo Stato Islamico.

I miliziani dispongono quindi da tempo dello stesso aggressivo chimico e non è difficile ipotizzare, a Douma come in tanti altri casi incluso quello di Khan Sheykoun l’anno scorso, che siano stati gli stessi ribelli a liberare cloro ad alta concentrazione per uccidere civili e attribuirne la colpa a Damasco puntando così a incoraggiare una reazione internazionale contro il regime di Assad.

Del resto fu il presidente Barack Obama, nel 2013, a indicare nell’uso di armi chimiche da parte delle forze di Assad, quel “filo rosso” che avrebbe scatenato un intervento americano e non a caso ieri Trump ha accusato il suo predecessore di non aver chiuso i conti allora con Assad, definito “un animale”.

Il presidente siriano è certo uomo senza scrupoli ma non ha alcun interesse a usare armi chimiche che sono, giova ricordarlo, armi di distruzione di massa idonee a eliminare migliaia di persone in pochi minuti non a ucciderne qualche decina: per stragi così “limitate” bastano proiettili d’artiglieria e bombe d’aereo convenzionali.

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Assad sta ripulendo le ultime sacche di resistenza in mano ai ribelli jihadisti e sta evacuando i civili dalle zone di combattimento: perché dovrebbe scatenare la riprovazione internazionale proprio mentre sta per cacciare i ribelli anche da Douma? Perché dovrebbe colpire quei civili che i suoi uomini stanno evacuando, per giunta dopo un accordo raggiunto con i miliziani di Jaysh al-Islam che consentirà il loro trasferimento forse in un’area vicina a Jarablus, al confine con la Turchia?

Il fatto che ieri Israele abbia invocato un attacco militare statunitense contro Damasco (conducendo poi un raid aereo contro la base T-4, vicina a Palmyra, con missili lanciati dallo spazio aereo libanese) e Trump abbia accusato anche Russia e Iran in nome di un attacco chimico che nessuna fonte neutrale ha potuto finora verificare, induce a ritenere che ci troviamo di fronte all’ennesima operazione propagandistica messa a punto usando lo spauracchio delle armi chimiche.

Washington infatti non ha escluso azioni militari contro Damasco caldeggiate anche da Parigi (che potrebbe partecipare a eventuali raid punitivi) mentre la Russia ha messo in guardia gli Usa contro un “intervento militare per pretesti inventati” in Siria, che potrebbe “portare a conseguenze più pesanti”.

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La cautela dovrebbe quindi essere d’obbligo, specie dopo la figuraccia rimediata dal ministro degli Esteri britannico Boris Johnson che sulla responsabilità russa nel “caso Skripal” è stato smentito dal direttore dei laboratori militari di Sua Maestà.

Tra l’altro la denuncia dell’attacco chimico a Douma sembra cadere a proposito per scoraggiare il ritiro delle forze americane dalla Siria settentrionale e orientale, annunciato da Trump dopo il fallimento del proposito della Casa Bianca di far pagare ai sauditi qualche miliardo di petrodollari per finanziare le operazioni dei militari americani.

Il ritiro dei 2mila americani rischia però di lasciare carta bianca alle truppe turche nel nord del Paese e a quelle di Damasco nell’est, per questo oltre agli arabi e agli israeliani anche il Pentagono si oppone alla decisione annunciata da Trump.

Forse il presidente potrebbe essere costretto a cambiare idea di fronte all’indignazione dell’opinione pubblica e della comunità internazionale per i bambini uccisi dal cloro di Assad, “l’animale” alleato di russi e iraniani per il quale Trump minaccia una punizione esemplare.

 

Analisi Difesa

 

 

Mah non so cosa pensare. Però l'attacco dello scorso anno mi sembra essersi poi dimostrato essere ad opera di armi chimiche. 

22 minuti fa, sol invictus ha scritto:

Effettivamente sono due coglXXX da competizione. Uno crede di vivere in un eterno reality e parla a colpi di tweet come l'ultimo dei bimbominkia; l'altro si atteggia a macho a petto nudo e se lo tira fuori per far vedere che ce l'ha più lungo,  come un ubriaco in una bettola di Mosca... bah

Invece sono abili entrambi. Di certo più di Obama e HRC.

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22 ore fa, JuventusOnly ha scritto:

Il film è bellissimo, ma perché appunto è un film lo vivi senza riflettere troppo sul perché di quella guerra, a livello cinematografico ci vuole poco a trasformare un'invasione ingiustificata in una specie di guerra bene vs male e farti quindi simpatizzare con il soldato del "bene"

E poi di certo non critico il soldato, critico chi l'ha trasformato in "eroe". 

Una 70ina di anni fa questo concetto veniva perfettamente ripreso da Goebbels  e la sua cine-propaganda nazista. Sono cambiate le pedine, sono cambiati i modi ma il succo della questione  è rimasto pressocchè lo stesso,così come la vera essenza del cinema che era,è e rimane il più potente dei  mass media. L'arte d'altronde è questo, uno strumento che serve a trasmettere qualcosa. 

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