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Manu097

Sei modi per immaginare il nuovo logo allo Stadium

Post in rilievo

Una "J" affiancata a mezzo scudo stilizzato non cambia niente. Il logo secondo me è brutto, freddo ed impersonale, la gente comprerà cappellini o magliette solo se la squadra è famosa. Una squadra di calcio diventa famosa se vince. Non basta vincere in Italia, bisogna farlo all'estero magari proponendo un gioco spettacolare. Il resto sono solo chiacchiere. Compreso sta schifezza del logo....

Non concordo minimamente.

Ma proprio minimamente :d

 

Sia per quanto riguarda la concezione del logo, sia per quanto riguarda il discorso del vincente e del diventare famosi, discorso vecchio di almeno 10/15 anni :) (per non dire 20/25...)

Così come quello di vincere in Europa per farsi conoscere nel 2017, altra leggenda metropolitana...

E il fatto che mi citi cappellini e magliette, mi porta a capire che siamo agli antipodi nell'intendere questa operazione :)

 

Che dirti, non ci resta che aspettare e vedere che succederà ;)

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Non concordo minimamente.

Ma proprio minimamente :d

 

Sia per quanto riguarda la concezione del logo, sia per quanto riguarda il discorso del vincente e del diventare famosi, discorso vecchio di almeno 10/15 anni :) (per non dire 20/25...)

Così come quello di vincere in Europa per farsi conoscere nel 2017, altra leggenda metropolitana...

E il fatto che mi citi cappellini e magliette, mi porta a capire che siamo agli antipodi nell'intendere questa operazione :)

 

Che dirti, non ci resta che aspettare e vedere che succederà ;)

.ok Non essere d'accordo in alcuni casi non è un male ;)

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ricordamo tra l'altro quando negli anni 80, con l'avvento del merchandising moderno, moltissime squadre italiane e straniere produssero dei nuovi loghi che se ne fregavano altamente di riprodurre l'araldica della città

 

 

 

in quegli anni poi iniziarono a comparire gli sponsor commerciali sulle maglie, consuetudine che oggi per noi è ovvia ma mi immagino i commenti al tempo: "no al calcio moderno!" "ci hanno rubato l'anima e l'identità!" "ci trattate come clienti!" e altra retorica simile che purtroppo ci dobbiamo sorbire ancora nel 2017

 

 

 

Quando vidi per la prima volta lo sponsor Ariston sulla maglia feci un salto sulla sedia. Non mi piacque per nulla e lo giudicai il modo migliore per deturpare una maglia iconica. A quell'epoca non esistevano i social e manco internet, ma se ci fosse stata una VS sono sicuro che ben pochi avrebbero apprezzato quella novità che adesso noi troviamo assolutamente normale.

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ah......adesso si sono degnati di chiedere qualcosa ai tifosi ?????

 

( pardon, clienti...)

 

....

 

e no, perché guai che un appassionato possa essere un tifoso aggratis .girl_devil .redcard

 

---roba ormai inconcepibile ---

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Quelli dello stadio sono tutti fatti malissimo, non sarà sicuramente così.

Come ipotizzava giustamente ieri un utente di cui non ricordo il nick probabilmente la J sarà "libera" e retroilluminata, non all'interno di involucri, scudetti o quadrati vari

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Vero è un Carpez, che poi il mio falegname lo avrebbe fatto meglio è un dettaglio. Voglio dire, se dietro ad una J e uno scudo stilizzato c'è un pool di professionisti ad altissimo livello allora davvero io mi arrabbio per l'inadeguatezza che ho nei confronti dei tempi attualmente. Siamo rumorosi? Davanti ad un'affermazione del genere io non posso che alzare le mani e chiederti scusa, ma davvero non capisco cosa abbia uno stuolo di professionisti di più di un qualsiasi ragazzino che studia grafica pubblicitaria. Vabbeh che ho sentito pure qualcuno definire "geniale" Lapo Elkann, quindi può essere che davvero non ho capito nulla. A me non piace. Scusa la mia ignoranza :)

 

la tua ignoranza è la mia..ci distingue la fiducia..

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Le stelle non verranno messe. Si riferiscono a vittorie ben precise, che quindi cambiano nel tempo, mentre il logo è "oltre". C'è scritto pure su Wikipedia. E non verrebbe utilizzato nemmeno il fondo a scudo, perchè ricorderebbe lo stemma da cui ha preso le distanze.

 

Invece quella cacata di mezzo scudetto che si intuisce sarebbe il simbolo dell'obiettivo: la vittoria.

Una sola parola: OBBROBRIO.

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Proiezioni fatte davvero col deretano che non avranno nulla a che vedere con la realtà

 

Secondo me faranno il logo con il neon

 

Credo anche io. Non penso proprio ci saranno scudetti, ovali o quadrati vari e inguardabili

Non so se facciano più ridere queste immagini fatte probabilmente da un bambino o quelli che possano credere che realmente sarà cosi...

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che fai, ti lasci condizionare dalle cavolate che disegnano sui social gli antijuventini???

 

sbagli, il logo è bellissimo

 

Infatti. Ha solo descritto un'immagine modificata farlocca, sfottente nei nostri confronti, che gira sul web da giorni.

 

A parte il fatto che ride bene chi ride ultimo, e i risultati comemrciali diranno se si tratta di una mossa vincente o meno, lo spirito di appartenenza è importante. Ovvio, poi, che ognuno è liberissimo di esprimere le sue opinioni, ci mancherebbe. Senza offendere nessuno e, magari, senza critiche esacerbate e gratuite.

 

Rimango comunque della mia idea: la sostituzione dello stemma sulla divisa non mi convince. Spero di ricredermi appena vedrò la nuova maglia.

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no infatti, è una banana

Non solo un'azienda.

 

P.S.: il logo degli anni '80 non ha mai sostituito quello ufficiale.

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poi ci chiediamo perchè i creativi sono sfruttati e pagati così poco (e tutti si spacciano come tali, tra l'altri)

 

comunque qualunque bambino dotato nel disegno farebbe meglio...ma pure io con paint ho fatto di meglio

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Sembra l'attacco in bagno per il porta carta igenica. Io penso che anche se uno si impegnava non sarebbe mai riuscito a fare un simbolo più merdoso di questo

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Te lo concedo.

Ma una società di calcio che ambisce ai palcoscenici globali e che vuole avere tifosi/supporter/spettatori/clienti in tutto il mondo non può rimanere vincolata al suo solo cerchio magico, né idealmente né graficamente.

La Storia rimane, ci mancherebbe altro. Le radici pure, il legame affettivo anche.

Ma bisogna anche avere il coraggio di provare strade diverse, soprattutto in un calcio che tra 20 anni non sarà neanche lontanamente paragonabile a quello di oggi.

Spezzare il cerchio del provincialismo: questo bisogna fare per affrontare le sfide del calcio che verrà. E per farlo, io credo, non ci possano essere mezze misure.

La scelta è stata coraggiosa, e può aprire una tendenza o risolversi in un fallimento: questo lo vedremo di qui ai prossimi anni.

Ma il successo o l'insuccesso, per come la vedo io, dipenderà anche, sia pure minimamente, dalla nostra apertura mentale e dalla nostra capacità di accogliere le novità in maniera costruttiva.

Che ci si debba proiettare sul mercato mondiale è ovvio e banale, il nocciolo della questione è su come questo processo di brandizzazione debba avvenire e con quali limiti, che derivano dall'essere la Juventus non solo un'azienda ma anche un concentrato ludico-emozionale di passioni e un coacervo di elementi identitari.

In particolare, per quanto riguarda la questione stemma, si è andati a toccare un simbolo sacro (non in termini religiosi) e lo si è fatto a mio avviso con gravissime pecche, che eludono dall'aspetto estetico (per inciso, secondo me debole):

1) scarso (quasi assente) rispetto della tradizione: non abbiamo più zebra, simbolo di Torino, nome del club (in alcune versioni), scudo ovale; viene invece introdotta come simbolo una J, il che non ci appartiene (una maglia degli anni '40 e una frase di Agnelli non ne giustificano una tale importanza dal punto di vista storico) e risponde solamente a logiche di mercato

2) la voluta somiglianza con l'ideogramma cinese, che denota come una delle logiche-guida per la modifica di un simbolo tanto importante sia puramente riconducibile alla penetrazione sui mercati asiatici, un affronto che trovo simile a quello perpetrato ai danni del Cardiff City.

In definitiva, in nome del marketing si è fatto dello stemma un logo, quasi una marca, da svendere e per far vendere prodotti al miglior offerente: a me suona come prostituzione.

 

Non si buttano a mare le tradizioni in questo modo sfacciato, con un vernissage trash.

Rispetto della tradizione non è sinonimo di provincialismo, né contrario di innovazione.

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Che ci si debba proiettare sul mercato mondiale è ovvio e banale, il nocciolo della questione è su come questo processo di brandizzazione debba avvenire e con quali limiti, che derivano dall'essere la Juventus non solo un'azienda ma anche un concentrato ludico-emozionale di passioni e un coacervo di elementi identitari.

In particolare, per quanto riguarda la questione stemma, si è andati a toccare un simbolo sacro (non in termini religiosi) e lo si è fatto a mio avviso con gravissime pecche, che eludono dall'aspetto estetico (per inciso, secondo me debole):

1) scarso (quasi assente) rispetto della tradizione: non abbiamo più zebra, simbolo di Torino, nome del club (in alcune versioni), scudo ovale; viene invece introdotta come simbolo una J, il che non ci appartiene (una maglia degli anni '40 e una frase di Agnelli non ne giustificano una tale importanza dal punto di vista storico) e risponde solamente a logiche di mercato

2) la voluta somiglianza con l'ideogramma cinese, che denota come una delle logiche-guida per la modifica di un simbolo tanto importante sia puramente riconducibile alla penetrazione sui mercati asiatici, un affronto che trovo simile a quello perpetrato ai danni del Cardiff City.

In definitiva, in nome del marketing si è fatto dello stemma un logo, quasi una marca, da svendere e per far vendere prodotti al miglior offerente: a me suona come prostituzione.

 

Non si buttano a mare le tradizioni in questo modo sfacciato, con un vernissage trash.

Rispetto della tradizione non è sinonimo di provincialismo, né contrario di innovazione.

 

Ma la zebra non è il simbolo di Torino, lo stemma della città è il toro d'oro su scudo azzurro. La zebra è un simbolo della squadra, in quanto tale recente, dunque storico con la s minuscola. Una storiella, ecco. Tipo le infatuazioni adolescenziali. La Storia è altra cosa.

Non credo si debba preservare questa visione fumettosa del calcio (la zebra, l'asino, il diavolo, la serpe...), hanno nulla di storico in senso aulico, sono nostalgie coatte.

A me l'araldica piace molto e ad esempio avrei accolto molto bene uno stemma tipo quello del City, recante i simboli della città.

Insomma bisogna scegliere da che parte stare, o il fascino delle radici (vere) o il viaggio nel futuro.

Le vie di mezzo fanno schifo (difatti l'attuale stemma fa defecare a sufficienza).

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Strano che queste persone che sostengono di poter fare meglio di una multinazionale non siano milionari. Forse dovrebbero usare queste qualità per fare un po' di profitti. Molti ricordano davvero il personaggio Napalm 51.

 

Per il resto, io credo che nessuna delle solutioni sarà quella definitiva. Per me il logo sarà rappresentato in modo tridimensionale e sarà sospeso e integrato nell'ambiente circostante. Non penso affatto verrà inscritto in una figura geometrica.

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Che ci si debba proiettare sul mercato mondiale è ovvio e banale, il nocciolo della questione è su come questo processo di brandizzazione debba avvenire e con quali limiti, che derivano dall'essere la Juventus non solo un'azienda ma anche un concentrato ludico-emozionale di passioni e un coacervo di elementi identitari.

In particolare, per quanto riguarda la questione stemma, si è andati a toccare un simbolo sacro (non in termini religiosi) e lo si è fatto a mio avviso con gravissime pecche, che eludono dall'aspetto estetico (per inciso, secondo me debole):

1) scarso (quasi assente) rispetto della tradizione: non abbiamo più zebra, simbolo di Torino, nome del club (in alcune versioni), scudo ovale; viene invece introdotta come simbolo una J, il che non ci appartiene (una maglia degli anni '40 e una frase di Agnelli non ne giustificano una tale importanza dal punto di vista storico) e risponde solamente a logiche di mercato

2) la voluta somiglianza con l'ideogramma cinese, che denota come una delle logiche-guida per la modifica di un simbolo tanto importante sia puramente riconducibile alla penetrazione sui mercati asiatici, un affronto che trovo simile a quello perpetrato ai danni del Cardiff City.

In definitiva, in nome del marketing si è fatto dello stemma un logo, quasi una marca, da svendere e per far vendere prodotti al miglior offerente: a me suona come prostituzione.

 

Non si buttano a mare le tradizioni in questo modo sfacciato, con un vernissage trash.

Rispetto della tradizione non è sinonimo di provincialismo, né contrario di innovazione.

 

 

Tu quoque...

 

Ridicolo.

 

Prosa meravigliosa, direi aulica...

ma c'é un piccolo neo che fa cascare tutto nella tazza del *.

 

Il simbolo di Torino é un toro .

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Ma la zebra non è il simbolo di Torino, lo stemma della città è il toro d'oro su scudo azzurro.

Infatti non l'ho scritto.

 

Tu quoque...

In che senso?

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Infatti non l'ho scritto.

 

Cito:

"scarso (quasi assente) rispetto della tradizione: non abbiamo più zebra, simbolo di Torino"

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