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8Lago4

C’era una volta la juventinità, c’era una volta l’italianità

Post in rilievo

1 ora fa, TerryTerry(JUVENTINA DOC) ha scritto:

Ragazzi, il problema è soprattutto politico , morale, ideologico e poi semmai calcistico. L' Italia non è più la stessa di quella di trent' anni fa. E ovviamente anche l' Europa e tutto l' Occidente.

 

So che non si deve fare politica in un forum calcistico ma penso che un po' tutti possiamo renderci conto, vista le realtà che circondano ogni giorno, dai fatti di cronaca al calcio, a cosa hanno portato nel lungo periodo quelle ideologie fortemente laiciste, multiculturali e antioccidentali.

 

Davvero qualcuno è riuscito a far sentire colpevoli e inadeguati milioni di persone per il solo fatto di essere occidentali, europei e quindi italiani. Davvero ci hanno fatto credere che le identità e le appartenenze, sono state un errore. Ma nessuno Stato al Mondo occidentale e non ha una storia completamente pulita e immacolata. Perchè dovremmo vergognarsi del nostro passato storico? Piuttosto lo si studi per non cadere negli stessi errori ma vergognarci di essere italiani mai.

 

E secondo voi questo sul calcio non si riflette? Nessuno più come un Del Piero o un Totti spenderebbero una vita per una sola maglia se si combattono le identità e le appartenenze.

 

Se io me ne andassi in giro a dire "voglio che la mia Juventus sia composta da giocatori tutti italiani con al massino tre stranieri", mi darebbero della razzista. Se ricordassi i valori della Juventus, da quelli descritti dall' autore del post fino alle metodologie usate dal Presidentissimo Boniperti, ma anche la gestione della Triade, mi darebbero della fanatica.

Perchè cosi' stanno oggi le cose. Poi ci stupiamo che tutto va male. Ma di cosa? Non facciamoci infinocchiare da certe ideologie perverse che in apparenza paiono buone e pacifiste ma con i fatti hanno completamente realizzato dei disastri. Dobbiamo porvi rimedio prima smettendo di avere paura e di avere davvero il coraggio di dire quello che pensiamo e non quello che ai più piace sentirsi dire.

 

Ho quasi quarant' anni, sarei felice prima di morire, quando Dio vorrà, se l' Italia e quindi la Juventus recuperassero almeno la metà di quel patrimonio umano, morale e di riflesso calcistico che avevamo ancora negli anni Novanta. Non perdo la speranza. Nel caso preferisco morire prima di vedere l' Occidente consegnato volontariamente e in coscienza da una certa classe politica in mano alle barbarie e la mia Juventus di riflesso, distrutta da un certo modo di pensare.

 

... Carissima sorella bianconera ... sic et simpliciter ... sei stata ... .ehm 

 

 

 

un'altra festa| Pagina 2 | Farmerama IT   ... meriti ...  .ehm    Basta discussioni tristi.....facciamoci due risate. | Il Forum di  Quattroruote

 

.salve Stefano !

 

 
 
 

 

 

 
 
 
 
  • Grazie 1

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Il 18/01/2026 Alle 23:05, 1 XI 1897 ha scritto:

L'Italia è un paese in declino culturalmente ed economicamente, la Serie A è un il perfetto specchio del paese e produce un campionato, dei giocatori e dei dirigenti di bassa lega.

 

Se la Juve vuole tornare grande deve guardare altrove, con meno italiani in dirigenza e in campo abbiamo molte più possibilità.

Guarda se l'Italia è in declino lo è come tutto il resto dell'Occidente e comunque rimane il secondo Paese manifatturiero d'Europa davanti a Gran Bretagna e Francia

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10 ore fa, AlexLeStrange ha scritto:

Niente di meno?

Il mio riferimento era all'ambito calcistico. 

 

La mancanza di un nucleo italiano fa perdere quel qualcosa in più che abbiamo sempre avuto. 

 

Per altri ambiti il discorso è complesso e vasto e non mi sognerei certo di discuterne qui. 

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27 minuti fa, gianlub68 ha scritto:

Il mio riferimento era all'ambito calcistico. 

 

La mancanza di un nucleo italiano fa perdere quel qualcosa in più che abbiamo sempre avuto. 

 

Per altri ambiti il discorso è complesso e vasto e non mi sognerei certo di discuterne qui. 

Ma forse tu ti riferisci a quando avevamo 8/9 giocatori titolari nella nazionale. Ovvero 40/45  anni fa...

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Piaccia o non piaccia il mondo è cambiato. Sono però convinta che serva uno zoccolo duro italiano per vincere un campionato (penso che probabilmente serva meno per la champions)

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Barella, Bastoni, Di Marco, i più forti italiani giocano di là all'Inter. Noi di italiani abbiamo Cambiaso che è bravo, ma poi Locatelli e i portieri, Gatti in infermeria non è che ci danno molto. Dovremmo ripartire proprio dagli italiani più forti

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Il 18/01/2026 Alle 17:26, 8Lago4 ha scritto:

Il contorno fa la differenza. Non è citando 2 3 casi ad minchiam (quello di Schumacher 🙈) renda gli esempi meno ridicoli…

gli esempi non sono "ridicoli" solo perché contraddicono pesantemente la tua teoria

Zidane non parlava se non con Deschamps (detto dai suoi compagni), Tevez zero, Mandzukic zero, ma pure Khedira, mi ricordo. C'è uno che è tra i 15 migliori marcatori della storia della Juventus che alla fine della sua esperienza diceva ancora Giuve.
Bisogna essere pratici e operativi.
L'italiano ti serve perché devi capire quello che ti dicono in campo i compagni e lo staff tecnico. Ce l'hai? A posto così.

 

Sul concetto di "italianità"...io sono tra quelli che pensano che un gruppo coeso sia la base del successo. Probabilmente è più facile che degli italiani rimangano più a lungo alla Juventus, ma ci sono tonnellate di eccezioni e se Bremer rimarrà 10 anni alla Juventus sarà più importante di uno juventino che farà un triennio.
Se Cabal torna quello che noi speriamo, preferisco mille volte Cabal a un Cambiaso che è sempre più dannoso per la nostra squadra, per quanto sia italiano.

Ma poi...gli italiani non erano quelli che sfasciavano lo spogliatoio? O questa bufala buttata lì da gente che vuole solo il male della Juve si è sgonfiata?

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Non è l'italianità che ci manca, piuttosto la serietà e la voglia di vincere. Ecco cosa diceva Barzagli dei giovani e di Dybala in particolare:

"Molti giovani che arrivano nei grandi club si sentono arrivati. Iniziano a vedere i primi milioni e non capiscono più nulla. Devi essere sempre attento a rimetterli in riga. Il mister dice di correre per 100 metri e loro a 20 metri dal traguardo rallentano. Un giorno vidi Dybala rallentare volutamente. Mi diede un tale fastidio che gli andai vicino e gli dissi: "Ragazzino cerca di correre 110 metri, non 80, perché qui sei alla Juventus... In un attimo sei fuori. Se ci riesco io a correre 100 mt a 35 anni, tu puoi correre 200 e non sentirli". Mi ha chiesto scusa... In quel momento ho capito che non era uno dei tanti."
 
Io nella rosa attuale non ne vedo molti che ragionano come Barzagli e i risultati si vedono...
 

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4 ore fa, AlexLeStrange ha scritto:

Ma forse tu ti riferisci a quando avevamo 8/9 giocatori titolari nella nazionale. Ovvero 40/45  anni fa...

No, non c'è bisogno di andare così indietro per trovare un nucleo italiano. 

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A me importa niente se i giocatori siano italiani, marziani, alieni di un'altra galassia. Serve gente che sappia giocare e che abbia carattere, il resto è fuffa di due secoli fa, roba di DNA che non esiste più nel Mondo moderno. Le cose evolvono, spesso in peggio, ma l'evoluzione è inevitabile. Vi faccio un esempio: nel tennis per DNA si diceva gli italiani fossero bravi a giocare da fondo ma nulli nella battuta.. è stato così per anni, poi esce un Berrettini che fa della battuta il suo punto forte, e così via via Sinner, che ha migliorato tantissimo la battuta, idem Musetti ecc. Quindi le cose evolvono, è inevitabile.

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Ma che lo imparano a fare l'italiano che tanto nello spogliatoio sono tutti stranieri? Semmai dovrebbero essere i giocatori italiani a imparare l'inglese in modo da poter comunicare con la maggior parte dei compagni.

 

I tempi sono cambiati: oggi i calciatori vivono nelle loro torri di cristallo, non li trovi più a contatto con la gente comune.

 

Che bisogno hanno di imparare la lingua del paese dove giocano? Non fanno la spesa, non portano a scuola i figli (che frequentano istituti internazionali peraltro dove l'italiano è bandito), non passeggiano per i negozi. Frequentano locali e boutique super esclusive e internazionali, al resto pensa la tata o la società. Hanno case extra lusso che contengono tutto: cinema, bowling e qualsiasi altra cosa che li estranei dal mondo.

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49 minuti fa, TerryTerry(JUVENTINA DOC) ha scritto:

Grazie Stefano 

... ci mancherebbe, per me, il rapportarmi con persone come te, al di là della più o meno totale condivisione dei nostri post, 

sempre e comunque, è fonte di acclarato e certificato " gran piacere " . 

 

Buona serata, .salveStefano !

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Il 18/01/2026 Alle 17:04, finoallafine1996 ha scritto:

Iniziamo a mettere gente che sa stoppare la palla e calciare e gioca a calcio sempre come se fosse la partita della vita. Tevez non sapeva l'italiano e non fregava niente a nessuno.

Iniziamo soprattutto a mettere gente che sa fare il dirigente. La Juve ha sempre avuto l'eccellenza, ultimamente purtroppo no e i risultati si vedono, anche economici non solo sportivi

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22 ore fa, TerryTerry(JUVENTINA DOC) ha scritto:

Ragazzi, il problema è soprattutto politico , morale, ideologico e poi semmai calcistico. L' Italia non è più la stessa di quella di trent' anni fa. E ovviamente anche l' Europa e tutto l' Occidente.

 

So che non si deve fare politica in un forum calcistico ma penso che un po' tutti possiamo renderci conto, vista le realtà che circondano ogni giorno, dai fatti di cronaca al calcio, a cosa hanno portato nel lungo periodo quelle ideologie fortemente laiciste, multiculturali e antioccidentali.

 

Davvero qualcuno è riuscito a far sentire colpevoli e inadeguati milioni di persone per il solo fatto di essere occidentali, europei e quindi italiani. Davvero ci hanno fatto credere che le identità e le appartenenze, sono state un errore. Ma nessuno Stato al Mondo occidentale e non ha una storia completamente pulita e immacolata. Perchè dovremmo vergognarsi del nostro passato storico? Piuttosto lo si studi per non cadere negli stessi errori ma vergognarci di essere italiani mai.

 

E secondo voi questo sul calcio non si riflette? Nessuno più come un Del Piero o un Totti spenderebbero una vita per una sola maglia se si combattono le identità e le appartenenze.

 

Se io me ne andassi in giro a dire "voglio che la mia Juventus sia composta da giocatori tutti italiani con al massino tre stranieri", mi darebbero della razzista. Se ricordassi i valori della Juventus, da quelli descritti dall' autore del post fino alle metodologie usate dal Presidentissimo Boniperti, ma anche la gestione della Triade, mi darebbero della fanatica.

Perchè cosi' stanno oggi le cose. Poi ci stupiamo che tutto va male. Ma di cosa? Non facciamoci infinocchiare da certe ideologie perverse che in apparenza paiono buone e pacifiste ma con i fatti hanno completamente realizzato dei disastri. Dobbiamo porvi rimedio prima smettendo di avere paura e di avere davvero il coraggio di dire quello che pensiamo e non quello che ai più piace sentirsi dire.

 

Ho quasi quarant' anni, sarei felice prima di morire, quando Dio vorrà, se l' Italia e quindi la Juventus recuperassero almeno la metà di quel patrimonio umano, morale e di riflesso calcistico che avevamo ancora negli anni Novanta. Non perdo la speranza. Nel caso preferisco morire prima di vedere l' Occidente consegnato volontariamente e in coscienza da una certa classe politica in mano alle barbarie e la mia Juventus di riflesso, distrutta da un certo modo di pensare.

 

Vannacci, giù la maschera!

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Il 18/01/2026 Alle 17:29, 8Lago4 ha scritto:

Prima si rimette a posto fuori, poi si guarda se uno sa stoppare o meno. Fa più differenza il contorno. E per farlo si riparte da quello che ho detto. 

Hai toccato un punto che non smetterò mai di condividere. Quello che descrivi è sintomo di un problema. 

 

Una squadra con una spina dorsale di professionisti autoctoni sarà sempre più solida, duratura e sostenibile di una con gente presa di qua e di là, col senso di appartenenza di uno che non sa manco che catzo sia la Juventus (ottima la citazione di @Nem0)

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Quando uscì Platini e entrò Magrin, le cose non migliorarono.

Caso limite, ovvio, proprio per esemplificare con la massima chiarezza che non conta dove nascono i giocatori, conta quel che sono capaci di fare in campo.

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