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_Alex_

Napoli, feriti due tifosi del Chelsea. Il club inglese: "Prestate massima attenzione"

Post in rilievo

1 ora fa, scream for me ha scritto:

Premesso che non conosciamo il contesto, chiaramente è facile sparare a zero su Napoli e fare le battute....ma bisogna dire che anche i tifosi inglesi quando vanno in trasferta, notoriamente non sono degli stinchi di santo.....dunque non mi stupirei che i due tifosi citati sopra abbiano fatto del loro per essere aggrediti. Aggressione sbagliata a prescindere assolutamente....ma avete capito cosa voglio dire.

Tutto quello che vuoi e noi tifosi della juventus portiamo sulla nostra pelle la vergogna dei tifosi inglesi. Ma chi ha colpito è sceso in strada con il coltello in tasca. A me personalmente non capita mai.

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10 minuti fa, SuperEagle ha scritto:

Non si tratta di nascondere polvere, che Napoli sia socialmente pericolosa lo so bene.

Ma un conto è una rissa “da locale” tra soggetti un po' alticci che degenera, altra cosa se venisse fuori che ronde degli ultras del Napoli girano per la città dando la caccia agli inglesi.

Questa cosa di ricondurre tutto, e solo, al tifo calcistico è una fin troppo comoda scorciatoia. Diciamo che l’evento calcistico sta diventando un “tana libera tutti” per determinati istinti, un po' come la notte di Capodanno (non mi risulta che, per legge, quella notte sia esentata da schiamazzi e divieto di disturbo della quieta pubblica, eppure provate a sporgere denuncia….).

A napoli non ci sono risse tra soggetti alticci.

A napoli si spara, si fanno agguati ed esecuzioni anche con assassini di età spaventose. 16/17 anni...

 

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1 minuto fa, Oaktreesfasciali ha scritto:

A napoli non ci sono risse tra soggetti alticci.

A napoli si spara, si fanno agguati ed esecuzioni anche con assassini di età spaventose. 16/17 anni...

 

Appunto, mi aiuti a dire.

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Condanno senza alcuna ambiguità la violenza, ovunque e in qualunque forma. Chi aggredisce e ferisce altre persone per una partita di calcio non è un tifoso: è un delinquente, e come tale va trattato, senza attenuanti né giustificazioni.

 

Detto questo, è impossibile non notare un meccanismo ormai ricorrente: quando certi episodi accadono a Napoli, la notizia viene sistematicamente ingigantita e diventa il pretesto per avviare l’ennesima narrazione tossica sulla città, che va ben oltre i fatti. Eppure episodi identici, se non peggiori, accadono ovunque. La settimana scorsa circa 50 ultras romani hanno aggredito tifosi tedeschi, mandandone decine in ospedale. A Parigi, dopo la vittoria del PSG in Champions League, ci sono stati morti, centinaia di feriti e guerriglia urbana. A Milano è cosa nota che le curve siano infiltrate da organizzazioni criminali. E potremmo continuare con esempi da mezza Europa.

 

Lo stesso schema si è visto con la festa scudetto del Napoli: raccontata come una città “a ferro e fuoco”, salvo poi scoprire che a Capodanno a Milano è successo di peggio, senza che nessuno parlasse di degrado strutturale o di città da “terzo mondo”.

 

La violenza va condannata sempre, ma i fatti vanno raccontati con lo stesso metro. Perché quando cambiano solo la città e il pregiudizio, ma non il giudizio, il problema non è la cronaca, è chi la usa per confermare stereotipi.

  • Grazie 1

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20 minuti fa, MatteoJuventus ha scritto:

Napoli e Roma hanno seri problemi. 

Le hanno tutte le città, un minimo grandi (e più grandi sono e più problemi hanno).

E sono i problemi che hanno sempre avuto, anzi meno oggi di una volta (almeno a guardare le statistiche che però sono l'unica cosa che si può guardare non potendosi scandagliare le anime delle persone epr capire se sono più cattivi di una volta).

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1 ora fa, garrison ha scritto:

Senza voler minimizzare niente, onestamente negli anni '80 e '90 la situazioene era ben peggiore di adesso, dove ogni anno si contava almeno 1/2 morti negli stadi e tanti tanti feriti ogni domenica.

Poi é vero che nel 2026 uno ci si dovrebbe augurare che fosse preistoria ma così non é.

In generale é comunque davvero difficile arginare gente che si vuole pestare tra loro lungo le autostrade in Ialia, visto che é impossibile militarilizzarle.

Negli stadi ormai la violenza é abbastanza marginalizzata, comunque.

Capisco quello che dici, e in parte sono anche d’accordo con te.

 

Anch’io da ragazzo andavo allo stadio, prima con mio papà e poi con gli amici, e sarebbe disonesto negare che negli anni ’80 e ’90 la pericolosità fosse spesso maggiore di oggi.

Chi c’era se lo ricorda bene: morti, cariche, scontri quasi “accettati” come parte del pacchetto. Da quel punto di vista sì, qualcosa è migliorato, soprattutto dentro gli stadi.

 

Quello che però mi colpisce, ed è il senso del mio intervento, è che dopo 20 o 30 anni il contesto sociale attorno non sembri davvero maturato. Anzi, la sensazione è che certi episodi siano diventati normali, quasi inevitabili, e questa cosa personalmente mi inquieta parecchio.

 

Nel 2026 leggere di assalti organizzati, agguati in autostrada o comunicati che invitano alla “massima cautela” per una partita di calcio dovrebbe farci fermare un attimo a riflettere, non solo fare paragoni col passato.

 

Senza scivolare in deliri alla Vannacci (che ho visto citare altrove e che non condivido), secondo me non è riducibile al tema immigrazione o a una singola categoria. È un problema di mentalità, di degrado culturale diffuso, di violenza come linguaggio accettabile.

 

Io abito nella zona sud di Milano e ogni tanto vado a passeggiare col cane al parco della Vettabbia, che molti milanesi conoscono: un posto bellissimo, famiglie, runner, l’abbazia di Chiaravalle a due passi. Peccato che sia praticamente attaccato al bosco di Rogoredo, che le cronache (anche recentissime) descrivono per quello che è: tossici, disperazione, criminalità.

E ti assicuro che, per certe dinamiche, fa più paura di alcune periferie napoletane che ho conosciuto di persona.

E non parlo di “maranza” o di stranieri: spesso sono italiani, a volte anche di famiglie considerate perbene.

Proprio per questo faccio fatica ad accettare che la discussione stia scivolando su Napoli o sui napoletani in generale.

È vero, le mentalità locali sono diverse (Napoli non è Verona, come Milano non è Bari), ma fare di tutta l’erba un fascio è profondamente sbagliato e, secondo me, ci allontana dal problema reale.

 

Finché continueremo a chiamarli tifosi e a spostare il focus su una città o su un popolo, invece di riconoscere che si tratta di violenti che usano il calcio come copertura, resteremo fermi.

 

E forse la cosa più preoccupante è proprio questa: che tutto ciò ci sembri ormai normale

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2 minuti fa, McFratm ha scritto:

salvo poi scoprire che a Capodanno a Milano è successo di peggio, 

Vero, il problema è che non sono stati né Fumagalli né Brambilla a farlo.

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1 minuto fa, SuperT ha scritto:

Vero, il problema è che non sono stati né Fumagalli né Brambilla a farlo.

Il problema non è chi l’ha fatto, ma come viene raccontato a seconda della città.
A Milano è colpa di “alcuni individui”, a Napoli diventa colpa di Napoli.
Ed è lì che scatta il doppio standard, non nei fatti.

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2 minuti fa, McFratm ha scritto:

Il problema non è chi l’ha fatto, ma come viene raccontato a seconda della città.
A Milano è colpa di “alcuni individui”, a Napoli diventa colpa di Napoli.
Ed è lì che scatta il doppio standard, non nei fatti.

Milano fa schifo per quello che è diventata negli ultimi anni, purtroppo. 

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2 minuti fa, SuperT ha scritto:

Milano fa schifo per quello che è diventata negli ultimi anni, purtroppo. 

Vero, ci ho fatto l'univestità dal 2007 al 2012, la città era molto bella quando si stava preparando per l'Expo, ora ci torno a trovare amici ed è una vera *, sia per il degrado dei quartieri periferici, sia per le scelte del sindaco Salah che ha piazzato le ciclabili scientificamente per fare ammazzare i ciclisti e far finire in galera gli automobilisti .boh 

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1 minuto fa, Juventus_addicted ha scritto:

E forse la cosa più preoccupante è proprio questa: che tutto ciò ci sembri ormai normale

Mah, non penso venga considerato normale oggi, come ieri.

Le semplificazioni di molti (per cui delinquenza=immigrati...come se una volta le città italiane fossero più sicure) lasciano il tempo che trovano o hanno uno scopo preciso, cioé favorire un clima di allarme sociale costante/guerra "noi contro di loro", per poi presentarsi come gli unici in grado di porre un freno al degrado (senza poi chiaramente mai essere capaci o anche solo interessati a farlo...del resto vediamo quello che sta succedendo in USA dove i presunti tutori dela legalità fanno più crimini di quelli che promettono di combattere).

Il degrado sociale di Rogoredo va avanti da decenni, non é una cosa di questi tempi (e anche qui faccio un paralello con le ben peggiori tendopoli delle città USA dei consumatori di Fentanyl)...certo il rischio di non farci più caso esiste ma non mi sembra che siamo ancora a quei livelli.

Uguale la violenza connessa ad eventi sportivi (mica solo il calcio...l'anno scorso abbiamo avuto un morto per una partita di basket che interessava un numero infimo di persone): non va tollerata ma sinceramente non vedo unìaccettazione della stessa, almeno per ora.

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10 minuti fa, McFratm ha scritto:

Condanno senza alcuna ambiguità la violenza, ovunque e in qualunque forma. Chi aggredisce e ferisce altre persone per una partita di calcio non è un tifoso: è un delinquente, e come tale va trattato, senza attenuanti né giustificazioni.

 

Detto questo, è impossibile non notare un meccanismo ormai ricorrente: quando certi episodi accadono a Napoli, la notizia viene sistematicamente ingigantita e diventa il pretesto per avviare l’ennesima narrazione tossica sulla città, che va ben oltre i fatti. Eppure episodi identici, se non peggiori, accadono ovunque. La settimana scorsa circa 50 ultras romani hanno aggredito tifosi tedeschi, mandandone decine in ospedale. A Parigi, dopo la vittoria del PSG in Champions League, ci sono stati morti, centinaia di feriti e guerriglia urbana. A Milano è cosa nota che le curve siano infiltrate da organizzazioni criminali. E potremmo continuare con esempi da mezza Europa.

 

Lo stesso schema si è visto con la festa scudetto del Napoli: raccontata come una città “a ferro e fuoco”, salvo poi scoprire che a Capodanno a Milano è successo di peggio, senza che nessuno parlasse di degrado strutturale o di città da “terzo mondo”.

 

La violenza va condannata sempre, ma i fatti vanno raccontati con lo stesso metro. Perché quando cambiano solo la città e il pregiudizio, ma non il giudizio, il problema non è la cronaca, è chi la usa per confermare stereotipi.

Lascia perdere il calcio.

Parliamo di cronaca nera anche andando un attimo o/t

Cronaca nera

E leggi.

Guarda dove prolifera come di consueto e poi ne commentiamo. Ok?

9 minuti fa, SuperT ha scritto:

Vero, il problema è che non sono stati né Fumagalli né Brambilla a farlo.

Esatto, sono stati gli ospiti e qui si aprirebbe una discussione che durerebbe settimane.

Laggiu' chi la fa da padrone sono i residenti

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8 minuti fa, McFratm ha scritto:

Il problema non è chi l’ha fatto, ma come viene raccontato a seconda della città.
A Milano è colpa di “alcuni individui”, a Napoli diventa colpa di Napoli.
Ed è lì che scatta il doppio standard, non nei fatti.

Non e' colpa della città.

E' colpa di chi ci abita che cresce con una cultura media molto molto discutibile 

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3 minuti fa, Ste88 ha scritto:

Vero, ci ho fatto l'univestità dal 2007 al 2012, la città era molto bella quando si stava preparando per l'Expo, ora ci torno a trovare amici ed è una vera *, sia per il degrado dei quartieri periferici, sia per le scelte del sindaco Salah che ha piazzato le ciclabili scientificamente per fare ammazzare i ciclisti e far finire in galera gli automobilisti .boh 

Non concordo, Milano é decisamente più bella e vivibile oggi che nei primi anni 2000 (e le periferie negli anni '90 facevano davvero schifo).

Per me sono ricordi falsati dalla gioventù.

Poi come TUTTE le città del mondo in cui devono convivere tante persone (e molte ne attirano), Milano ha dei problemi...resta il fatto che le città europee, anche con questi problemi, Milano, Roma, Napoli assolutamente incluse, sono le più sicure e vivibili del mondo occidentale (e figuriamoci del resto).

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5 minuti fa, McFratm ha scritto:

Il problema non è chi l’ha fatto, ma come viene raccontato a seconda della città.
A Milano è colpa di “alcuni individui”, a Napoli diventa colpa di Napoli.
Ed è lì che scatta il doppio standard, non nei fatti.

Per me vi penalizza molto il fatto di avere una fetta di popolazione, non certo maggioritaria, ma comunque rilevante per numero assoluto, di un'ignoranza bestiale e con un'avversione clamorosa e unica nel mondo (almeno quello occidentale) per leggi, norme e regole.

Basta guidare 5 minuti in tangenziale e nell'intorno della stazione per rendersene conto, è una continua violazione del codice della strada, ma non una cosa normale da metropoli come può capitare a Roma o Milano, è davvero una roba assurda.

Poi ci sono episodi, sempre legati a quella fetta di popolazione, che non trovano pari nel mondo, esempio le auto rubate, "addobbate" (vandalizzate) per la festa scudetto e poi abbandonate (una ventina se non ricordo male, mica numeri da trascurare).

Penso che le istituzioni a tutti i livelli stiano lavorando bene per invertire un brutto trend, soprattutto con le attività legate all'università (R&D, start-up- spin-off) e ad eventi sportivi di livello mondiale, nonchè ad una più forte e incisiva presenza delle FFOO, ma sminuendo la situazione non credo si faccia il bene di Napoli.

Poi se invece ti riferisci solo a questo episodio concordo con te, ma torniamo ad un'immagine meritatamente negativa che Napoli si è costruita all'estero in decenni e ora bisogna lavorare molto duramente per togliere dalla testa degli stranieri certi stereotipi.

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2 minuti fa, Ste88 ha scritto:

Per me vi penalizza molto il fatto di avere una fetta di popolazione, non certo maggioritaria, ma comunque rilevante per numero assoluto, di un'ignoranza bestiale e con un'avversione clamorosa e unica nel mondo (almeno quello occidentale) per leggi, norme e regole.

Basta guidare 5 minuti in tangenziale e nell'intorno della stazione per rendersene conto, è una continua violazione del codice della strada, ma non una cosa normale da metropoli come può capitare a Roma o Milano, è davvero una roba assurda.

Poi ci sono episodi, sempre legati a quella fetta di popolazione, che non trovano pari nel mondo, esempio le auto rubate, "addobbate" (vandalizzate) per la festa scudetto e poi abbandonate (una ventina se non ricordo male, mica numeri da trascurare).

Penso che le istituzioni a tutti i livelli stiano lavorando bene per invertire un brutto trend, soprattutto con le attività legate all'università (R&D, start-up- spin-off) e ad eventi sportivi di livello mondiale, nonchè ad una più forte e incisiva presenza delle FFOO, ma sminuendo la situazione non credo si faccia il bene di Napoli.

Poi se invece ti riferisci solo a questo episodio concordo con te, ma torniamo ad un'immagine meritatamente negativa che Napoli si è costruita all'estero in decenni e ora bisogna lavorare molto duramente per togliere dalla testa degli stranieri certi stereotipi.

Perfetto.

E' ovvio che si prova a ripulire l'immagine di una piazza che spaventa, difatti la coppa america di vela e' una straordinaria occasione da sfruttare.

Ma ci vorrà tanto tempo per restituire un'idea di normalità alla città di napoli

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7 minuti fa, garrison ha scritto:

Non concordo, Milano é decisamente più bella e vivibile oggi che nei primi anni 2000 (e le periferie negli anni '90 facevano davvero schifo).

Per me sono ricordi falsati dalla gioventù.

Poi come TUTTE le città del mondo in cui devono convivere tante persone (e molte ne attirano), Milano ha dei problemi...resta il fatto che le città europee, anche con questi problemi, Milano, Roma, Napoli assolutamente incluse, sono le più sicure e vivibili del mondo occidentale (e figuriamoci del resto).

Eh beh, ci mancherebbe, tolti Australia e Canada che secondo me stanno un po' meglio di noi restano solo gli USA, che secondo me sono uno dei posti peggiori al mondo per vivere per gusto personale.

Comunque concordo che sono fenomeni che trovi sempre quando ammassi milioni di persone, è una cosa inevitabile.

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Adesso, Ste88 ha scritto:

Eh beh, ci mancherebbe, tolti Australia e Canada che secondo me stanno un po' meglio di noi restano solo gli USA, che secondo me sono uno dei posti peggiori al mondo per vivere per gusto personale.

Oddio, dopo la strage su quella spiaggia australiana di alcune settimane fa ...insomma....

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3 minuti fa, Ste88 ha scritto:

Eh beh, ci mancherebbe, tolti Australia e Canada che secondo me stanno un po' meglio di noi restano solo gli USA, che secondo me sono uno dei posti peggiori al mondo per vivere per gusto personale.

Comunque concordo che sono fenomeni che trovi sempre quando ammassi milioni di persone, è una cosa inevitabile.

Eh il Canada mica tanto, vista la situazione di Vancouver ad esempio.

In Australia purtroppo non sono mai stato (magari un giorno....), gli australiani mi hanno dato sempre l'idea di un popolo civile e allegro, purtroppo degli amici che vivono lì (non in una grande città) mi dicono che il posto é stupendo e la gente "friendly" ma il clima sempre più difficilemnte vivibile, in quanto d'estate non é possibile di fatto resistere all'aria aperta (e loro sono siciliani...). Non é così dappertutto ancora comunque.

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Ricordate cosa è successo alla Juve a napoli in tutti questi anni? Non solo quest'anno, non è un caso isolato.

Per me è molto grave che chi ha dei ruoli di responsaibilità non abbia le capacità di intervenire e punire i violenti.

 

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Io ne faccio una questione ancora più semplice.

Se in un contesto di degrado e violenza si esce già con un coltello in tasca e si cerca un pretesto per litigare, quello può essere scovato ovunque: dal vicino di casa, a una persona che non ti dà la precedenza in strada, al bullo del quartiere confinante.

il calcio “sveltisce” e semplifica queste dinamiche, offrendo rapidamente un facile “nemico” a gente che già ha voglia di delinquere.

Quando mi dimostrerete che un napoletano perbene, incensurato, si avvede di avere intorno un inglese (o uno juventino, un romanista), va in cucina o in un pub, afferra un coltello o una bottiglia e lo ferisce per questo solo fatto, allora potremo (iniziare a) parlare di “tifoseria napoletana” violenta.

Altrimenti, si tratta solo di violenti che agiscono per futili pretesti, e spesso sotto l’ombrello di copertura dell’evento calcistico.

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1 ora fa, DexterNewBlood86 ha scritto:

beh oddio...te lo dice uno che non è certamente amante degli abitanti di Napoli ma come città socialmente più pericolosa d'Italia ce ne sono ben altre, Milano in primis.

L'unica differenza è che mentre a Napoli la pericolosità sociale è dettata "solo" dai locali, a Milano o, in generale, nel nord italia soprattutto, a renderle pericolose sono gli ospiti non graditi.

Anche qui in Toscana, dove mediamente non siamo messi malissimo, ci sono delle aree "franche" (non faccio nomi) dove la criminalitá ha un ruolo importante, e girare di notte non è consigliabile.

Oltre a una cittá 🟣☹️🟣 dove girare da Juventino ti espone alla violenza piú che a Napoli 😁

  • Grazie 1

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Gli inglesi vanno a "cercarli" tutti perché hanno ancora il fascino maledetto delle firms anni 80/90 che li rende un bersaglio importante per chi cerca lo sconto. 

E questo non succede solo a Napoli, (città dove è bene ricordarlo, non si passeggia...)

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21 minuti fa, SuperEagle ha scritto:

Io ne faccio una questione ancora più semplice.

Se in un contesto di degrado e violenza si esce già con un coltello in tasca e si cerca un pretesto per litigare, quello può essere scovato ovunque: dal vicino di casa, a una persona che non ti dà la precedenza in strada, al bullo del quartiere confinante.

il calcio “sveltisce” e semplifica queste dinamiche, offrendo rapidamente un facile “nemico” a gente che già ha voglia di delinquere.

Quando mi dimostrerete che un napoletano perbene, incensurato, si avvede di avere intorno un inglese (o uno juventino, un romanista), va in cucina o in un pub, afferra un coltello o una bottiglia e lo ferisce per questo solo fatto, allora potremo (iniziare a) parlare di “tifoseria napoletana” violenta.

Altrimenti, si tratta solo di violenti che agiscono per futili pretesti, e spesso sotto l’ombrello di copertura dell’evento calcistico.

Sul fatto che siano violenti che tra i vari pretesti sfruttino anche quello calcistico, per assecondare comportamenti che comunque avrebbero probabilmente manifestato in qualsiasi caso, io credo che non ci siano dubbi. Così come il fatto che di sicuro a Napoli ci sono tantissime persone che non si sognerebbero mai di fare una cosa del genere, e ci mancherebbe, altrimenti altro che i 28 omicidi registrati nel 2024 nella provincia di Napoli, ce ne sarebbero stati molti di più (statisticamente comunque, pure essendo un trend in calo dai picchi del passato, rimangono circa il triplo di quelli di Milano).

 

Credo comunque che il problema della violenza, sia affetto dalla percezione del degrado. Quando vediamo certe situazioni di degrado, abbiamo una forte sensazione di pericolo, pericolo potenziale che magari di fatto statisticamente si concretizza in maniera addirittura inferiore al passato.

Vi faccio un esempio pratico, vissuto da me. Io ho vissuto 7-8 anni a Trento tra il 2005 e il 2015. Almeno una o due volte l'anno torno in visita da amici etc etc

Ebbene negli ultimi anni ho percepito un notevole degrado di alcune zone che invece "ai miei tempi" erano zone molto vivibili.
Chiaro, che passando davanti alla piazzetta del Picàro (un bar che frequentavo spesso) e vedendomi un gruppo di "simpaticoni" intento a fumare pipe di crack, accasciati a bordo di un vicolo, la percezione di rischio è stata molto maggiore rispetto a quella inesistente che avevo "ai miei tempi".


Però poi se guardi le statistiche, nel 2004 in provincia di Trento erano stati registrati 16 mila e rotti reati, mentre nel 2023 circa 14 mila. Stesso numero di omicidi. Quindi statisticamente sono addirittura diminuiti (anche se all'interno chiaramente la suddivisione è cambiata).

 

Eppure "a pelle" mi sono sentito molto meno sicuro che in passato... non so se ho reso il concetto...

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