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Spalletti definito eterno perdente: ma ha mai avuto squadre per vincere?

Post in rilievo

È una minchiat@, ha vinto 3 scudetti e svariate coppe nazionali, che x le squadre che ha allenato son fin troppi

Nn mi pare neanche ci siano tutti sti allenatori italiani che han vinto più di lui, giusto conte, allegri grazie al ciclo juve e mancini

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La mia idea è questa. Spalletti non è un allenatore vincente ma è l'allenatore giusto per noi in questo momento. Perchè, in questo momento, nell'immediato, noi non siamo oggettivamente all'altezza di vincere, e non lo saremmo con nessun allenatore.

 

Quindi Spalletti è, ritengo, allenatore giusto, perchè sta portando dentro valori nel gruppo, dinamiche di gioco, coesione, fiducia. Insomma sta portando dentro valori che sono la base di partenza per vincere. Non escludo, per paradosso, che Spalletti potrebbe andar via senza vittorie, ma che il suo successore a quel punto magari vincerà in tempi brevi e, se lo farà, sarà (molto) perchè avrà beneficiato del lavoro di Spalletti

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Il 06/02/2026 Alle 10:15, Trezegol96 ha scritto:

A me il lavoro di Spalletti sta piacendo. 

Però la domanda potrebbe anche essere posta al contrario.

Come mai squadre che puntavano a vincere fin dall'inizio non hanno mai affidato la squadra a Spalletti ma a quelli da te citati?

Perché quelle squadre avevano già altri allenatori per vincere. Spalletti dopo l’ottimo lavoro fatto con l’Udinese passa alla Roma nella stagione 2005-06 ed in quel periodo alla Juve c’era Capello primo in classifica,al Milan Ancelotti secondo in classifica ed ai cartonati terzi in classifica c’era Mancini. Il triennio successivo tutti sanno come l’inda vinceva i campionati e Spalletti fece 2 secondi posti ed 1 sesto posto. Poi dopo l’esperienza Russa comunque per lui vincente,ha ripreso ad allenare in Italia una Roma con molti problemi di spogliatoio e di proprietà e un inda che veniva da un settimo posto. Secondo me il suo grande errore fu quello di andare in Russia (anche se in quegli anni lo Zenit era una buona squadra ed il campionato russo stava attirando diversi giocatori di livello) per non restare fermo una stagione dopo le dimissioni dalla Roma ad inizio campionato. Mentre se si fosse fermato una stagione avrebbe potuto allenare in quella successiva una delle 3 squadre più importanti in Italia. Alla Juve nella stagione 2010-11 ci fu Del Neri,all’inda andò Benitez ed al Milan Allegri.

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1 ora fa, robros ha scritto:

Hai citato nomi confrontabili, non perchè siano perdenti, ma perchè non sono dei vincenti, per conto mio. Per tutti e quattro vittorie episodiche, da one season coach. Arrivate perchè la squadra che allenavano non poteva non vincere (Inzaghi, Sarri), o perchè hanno pescato la stagione da tempesta perfetta (Pioli, Spalletti) nella quale l'unica rivale credibile era allenata da uno degli altri tre (Inzaghi).

 

Intendiamoci. Spalletti ora sta facendo un grande lavoro. Spero rinnovi. Gli faccio i complimenti. Ma il discorso del topic è altro, e su quello sono tra coloro che reputano Spalletti un ottimo allenatore non vincente, almeno non quanto altri.

Non sono d’accordo, hanno vinto il campionato quando hanno avuto la squadra per vincerlo. Tra l’altro, nessuno di questi era nelle condizioni di poter aprire un ciclo vincente per provare a ripetersi: Sarri prese una Juve a fine corsa, Spalletti è scappato da Napoli perché non ne poteva più del presidente, che l’anno dopo infatti ne ha combinate più di Bertoldo, Inzaghi ha dovuto rimboccarsi le maniche con mercati a zero e raffazzonati creando valore e “inventandosi” il centrocampo con Chalanoglu che non era né carne né pesce e l’armeno che era una mezza punta sul viale del tramonto, Pioli ha vinto quando il gruppo dirigenziale del Milan aveva ancora un senso solo che poi sono stati fatti tutti fuori. Le circostanze vanno sempre analizzate, quelle che ti portano a vincere, a non vincere, a ripeterti o a non ripeterti ma se un allenatore vince uno scudetto è perché ha saputo tenere la barra dritta per un’intera stagione - visto che il campionato è una corsa a tappe - dimostrandosi, appunto, un vincente. Per me è sempre giusto dare meriti a chi vince e a chi è capace ad aprire un ciclo, però non lo è mai definire “non vincente” a priori chi non riesce a vincere o a ripetersi. Poi, sono opinioni, ma io credo che non sia oggettivo definire un allenatore che ha vinto come “non vincente”.

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57 minuti fa, robros ha scritto:

La mia idea è questa. Spalletti non è un allenatore vincente ma è l'allenatore giusto per noi in questo momento. Perchè, in questo momento, nell'immediato, noi non siamo oggettivamente all'altezza di vincere, e non lo saremmo con nessun allenatore.

 

Quindi Spalletti è, ritengo, allenatore giusto, perchè sta portando dentro valori nel gruppo, dinamiche di gioco, coesione, fiducia. Insomma sta portando dentro valori che sono la base di partenza per vincere. Non escludo, per paradosso, che Spalletti potrebbe andar via senza vittorie, ma che il suo successore a quel punto magari vincerà in tempi brevi e, se lo farà, sarà (molto) perchè avrà beneficiato del lavoro di Spalletti

Molto condivisibile Rob.

 

Non è "bollito" (come lo avevo incautamente definito quando erano partiti i primi rumors), ma nemmeno "Spallettone/Lucianone".

 

È semplicemente "l'allenatore giusto per noi in questo momento".

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13 ore fa, Sylar 87 ha scritto:

Non potrei essere più d'accordo. Ma per altre ragioni. 

C'era una volta il tifoso della Juventus affine al motto storico "Vincere non è importante ma è l'unica cosa che conta", adesso per una parte della tifoseria le vittorie sono il "bel gioco", il "possesso palla", gli "XG" e fregnacce simili anche dinnanzi a sconfitte - o non vittorie - come ieri sera, col Cagliari o con il Lecce. 

Che finaccia .doh 

 

P.s.

Per intenderci, non ce l'ho nè con te nè con Spalletti che mi auguro possa restare, il mio dito, da anni, è e resta puntato sul versante dirigenziale e sui giocatori. Perchè sono quest'ultimi a fare le (s)fortune di ogni allenatore. Ed avendone cambiati di tutti i tipi negli ultimi anni con risultati medesimi nella sostanza, dovrebbe essere chiaro a tutti dove risieda il problema all'interno della Juventus. 

Il focus del discorso si è spostato su altre cose oltre alle vittorie perché la Juve non vince niente di importante dal 2020. Dal 2021 ad oggi abbiamo raccolto due coppe Italia e una supercoppa, delle quali giustamente non si ricorda già più nessuno, indi per cui piazzarsi per piazzarsi è sempre meglio farlo avendo l’impressione di “costruire” qualcosa. Mi ripeto, è il motivo per cui io personalmente sono stato così critico con il secondo Allegri: non per il valore del tecnico, che non si può mai discutere, bensì perché la ritenevo una “scorciatoia” che diventa quasi inutile in una squadra che deve ripartire da zero. Il risultatismo è alla base di ogni giudizio, ma in tre stagioni in cui il concetto è stato esasperato non è che abbiamo fatto la conta dei titoli eh, e al termine di tre anni in cui ci si è “arrangiati” solo per piazzarsi tra le quattro eravamo punto e a capo. 
Tra l’altro l’arrivo di Spalletti, che è agli antipodi rispetto a quello che abbiamo visto nelle altre stagioni (la scorsa manco la considero, avevano dato la Juve in mano ad una specie di pazzoide calcistico) mette finalmente a nudo la Juve e le sue ambizioni: sempre per il piazzamento stiamo lottando, non è cambiato praticamente nulla nella dimensione dei traguardi da raggiungere, però, e c’è un però, il bluff di questa Juve andava scoperto non fosse altro perché ora inizia a sembrare chiaro cosa serve e cosa non serve. 

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Per me rimane un grande allenatore a differenza di altri non è per nulla conservativo e questo ti mette in pericolo e preventivo che se le partite vanno come contro l'atalanta dove tu non punti ad essere cinico e difenderti speculando, e nel frattempo l'avversario ha la fortuna che ogni tiro e un goal, beh ecco fai queste figuracce apparenti nel risultato quando nella realtà sappiamo tutti che quel 3-0 è falso come una banconota da 2 euro rispetto che so un Napoli juve 2-1 delle prime settimane spallettiane dove palesemente è stata fatta una partita orrida e poca dignitosa nel gioco,  nel carattere e nelle motivazioni. L'importante è sempre rialzarsi anche Lippi, un altro che giocava sempre a viso aperto, con lo squadrone che aveva ogni tanto sbucava con certe sconfitte eclatanti tipo un juve udinese 0-3 servito comodamente a domicilio, ed eravamo in quel periodo senza alcun dubbio la squadra più forte al mondo, a differenza di oggi che siamo pieni e zeppi di mezzi giocatori e solo pochi sono degni di indossare la maglia.

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Squadre per vincere si, ma non ha mai avuto la squadra più forte SULLA CARTA.

sempre la seconda/terza/quarta...

 

Il miracolo l'ha fatto col napoli

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Squadre per vincere si, ma non ha mai avuto la squadra più forte SULLA CARTA.

sempre la seconda/terza/quarta...

 

Il miracolo l'ha fatto col napoli

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On 2/6/2026 at 9:22 AM, lauberna said:

La cosa che mi preoccupa di piu é il concreto rischio di passare da Spalletti a Conte!

 

E sappiamo bene che il rischio c'é!

Sarebbe un rischio fantastico se vogliamo ritornare a vincere.

 

Speriamo 

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2 ore fa, GiovanniTrapattoni ha scritto:

. I commenti del forum sono deliranti, parlano di dominio. È tutta una clamorosa bolla di ego giochista che con la Juventus non c'entra nulla.

L'allenatore della Juventus viene pagato per vincere le partite che si devono e possono vincere, Spalletti ha fallito. Primo fallimento stagionale. Se non entriamo nelle prime quattro non va riconfermato.

Bastava guardare la partita, ascoltare i commenti televisivi o leggere un giornale sportivo dove parlano di Juve che ha fatto la partita e perderla è stato assurdo, oltre ad essere penalizzati dal gli errori arbitrali.

Ma a me interessa il giusto, dico solo che spero che in società non ragionino come te e diano fiducia ad una allenatore che ha dimostrato, dopo aver preso dei cadaveri , la possibilità di saper tirare fuori il meglio da una rosa non eccelsa.

Per il commento sugli allenatori ti rispondo….su Conte nulla da dire . Ma Simone Inzaghi ha perso campionati che doveva vincere a mani basse. 
Per il resto , su Allegri rimango della mia opinione , come tu hai la tua e non vengo a dirti cosa devi pensare

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2 ore fa, GiovanniTrapattoni ha scritto:

Anche se fosse vero, ma non lo è, il tuo punto di vista non c'entra molto con la domanda. I fatti ci raccontano che Allegri è un allenatore di un livello diverso da Spalletti, perchè ha vinto di piu. Non ci sono dubbi, le opinioni che diamo sui palmares sono davvero insignificanti. Invece il fatto che tu ritenga le vittorie di Allegri una diretta conseguenza del valore di quella grande squadra, è la scoperta dell'acqua calda. Allegri stava li per farli esprimere al meglio e ci è riuscito alla grande: ha vinto tutto il possibile.  Il mio avatar è un altro allenatore migliore di Spalletti. Conte è migliore. S. Inzaghi è migliore.

Il fatto è che non ci intendiamo su una verità findamentale. In campo scendono i calciatori. Il valore di un allenatore dipende dal non fare i danni, cioè dal vincere il possibile facendoli rendere al meglio. La carriera premia questi allenatori oppure gli scienziati alla Guardiola, che si fanno comprare i calciatori migliori, cosicchè se regalano qualificazioni, difendendo a centrocampo, non importa quasi nulla a nessuno, perchè l'anno dopo sono ancora lì sperando nel giusto ruzzolo del pallone. Spalletti non ha vinto una partita abbordabile contro l'Atalanta e invece di far rendere la rosa al meglio ha sbagliato le scelte tattiche. L'Atalanta sembrava allenata da Allegri. Siamo andati a casa arrendendoci a una stagione senza un trofeo e con una sconfitta pesante. Spallettti ha reagito col sorriso come se avesse fatto tutto il possibile, perchè i calciatori non sono cinici. I commenti del forum sono deliranti, parlano di dominio. È tutta una clamorosa bolla di ego giochista che con la Juventus non c'entra nulla.

L'allenatore della Juventus viene pagato per vincere le partite che si devono e possono vincere, Spalletti ha fallito. Primo fallimento stagionale. Se non entriamo nelle prime quattro non va riconfermato.

Con Spalletti vedo gli stessi limiti palesati dalla seconda gestione Allegri, non parlo di gioco ma limiti personali di ogni genere dei giocatori. 

Allegri e Spalletti hanno cercato di sopperire alle magagne tecniche, ognuno a modo suo.

Allegri aveva provato a giocare in modo più spregiudicato ma poi abbiamo perso malamente col Sassuolo, un pò per l'arbitro, un po' per papere in difesa e qualcuno che si è mangiato 3 gol davanti alla porta senza centrarla. Poi ha deciso che era meglio difendere e affidarsi ad azioni estemporanee per vincere partite.

Spalletti ha dato varie soluzioni di gioco ma non può farci niente se centrocampisti e trequartisti hanno pochi gol nelle gambe e se in difesa arriva sempre la distrazione.

Se Spalletti avrà una squadra competitiva il prossimo anno andrà giudicato per quello che produrrà, al momento ha una squadra con pochi talenti e tanti mediomen, infatti si arriva per miracolo quarti da anni.

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A me è  chiaro perché il tifoso veda sempre nell'allenatore il "colpevole"...e va ricercato nella psicologia ologia fragile del tifoso che non accetta di avere una squadra mediocre e che basti il click più semplice (cambio della panchina) per tornare a vincere, è  una pura illusione che il tifoso si crea, ma che non trova riscontro nella realtà. E allora ecco citare i soliti nomi del passato, da Conte ad Allegri, semplicemente perché  hanno vinto, ma con rose e anche forza societaria imparagonabili a quella attuale.

Tralasciando la debolezza societaria, in quella juventus gli stessi Bremer e Yldiz sarebbero semititolari...il turco lo sarebbe stato giusto all'inizio del ciclo Conte dove avevamo un attacco non proprio super, ma nelle juve di Allegri sarebbe stato un dodicesimo probabilmente.

Per cui consiglio a molti di aprire gli occhi, comprendere che questa rosa può  perdere con chiunque, ogni settimana, e puntare a una sana crescita che possa, nel medio termine, evitando di comprare un po' di bidoni e mettendo al centro la nostra storica competenza, riportarci là  dove la nostra storia ci pone, ma servirà  del tempo e non bastano semplici change per modificare lo stato attuale.

 

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1 ora fa, Vito85 ha scritto:

Per me rimane un grande allenatore a differenza di altri non è per nulla conservativo e questo ti mette in pericolo e preventivo che se le partite vanno come contro l'atalanta dove tu non punti ad essere cinico e difenderti speculando, e nel frattempo l'avversario ha la fortuna che ogni tiro e un goal, beh ecco fai queste figuracce apparenti nel risultato quando nella realtà sappiamo tutti che quel 3-0 è falso come una banconota da 2 euro rispetto che so un Napoli juve 2-1 delle prime settimane spallettiane dove palesemente è stata fatta una partita orrida e poca dignitosa nel gioco,  nel carattere e nelle motivazioni. L'importante è sempre rialzarsi anche Lippi, un altro che giocava sempre a viso aperto, con lo squadrone che aveva ogni tanto sbucava con certe sconfitte eclatanti tipo un juve udinese 0-3 servito comodamente a domicilio, ed eravamo in quel periodo senza alcun dubbio la squadra più forte al mondo, a differenza di oggi che siamo pieni e zeppi di mezzi giocatori e solo pochi sono degni di indossare la maglia.

Concordo. Lippi fu anche i primo a sfruttare a pieno il concetto dei 3 punti, dove vincere era più importante di pareggiare, rischiando magari a volte la sconfitta. .  

Spalletti è stato molto chiaro. La Juventus non può fare il gioco cinico perché non ha un centrocampo e una difesa in grado di reggere una pressione continuativa. Allegri aveva la BBC e un centrocampo tra i migliori del mondo. Come si fa a fare un paragone. 

Il problema adesso più serio è il futuro il resto sono dietrologie al momento più dannose che utili (anzi inutili direi) . Va bene rinnovare Yildiz ovviamente   ma abbiamo ad esempio un giocatore come McKennie (ieri circolava la voce di un interessamento di Marotta) in scadenza che perderemmo a zero e che comunque andrebbe sostituito. Quindi altre spese. 

Su Spalletti, per  chi ha vissuto come a me a Roma, sa che piazza complicata fosse e sia tuttora. Inoltre ha dovuto convivere con  il Pupone ormai in decadenza e ha dimostrato anche una capacità notevolissima a gestire una pressione mediatica tremenda. 

Al momento di meglio sul mercato non ne vedo e comunque vada a finire il rischio maggiore è che sia lui a decidere di non restare e non la società che lo mandi via. 

Poi da Comolli mi aspetto di tutto. Magari un ex allenatore del Tolosa. 

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15 minuti fa, pinopino1939 ha scritto:

A me è  chiaro perché il tifoso veda sempre nell'allenatore il "colpevole"...e va ricercato nella psicologia ologia fragile del tifoso che non accetta di avere una squadra mediocre e che basti il click più semplice (cambio della panchina) per tornare a vincere, è  una pura illusione che il tifoso si crea, ma che non trova riscontro nella realtà. E allora ecco citare i soliti nomi del passato, da Conte ad Allegri, semplicemente perché  hanno vinto, ma con rose e anche forza societaria imparagonabili a quella attuale.

Tralasciando la debolezza societaria, in quella juventus gli stessi Bremer e Yldiz sarebbero semititolari...il turco lo sarebbe stato giusto all'inizio del ciclo Conte dove avevamo un attacco non proprio super, ma nelle juve di Allegri sarebbe stato un dodicesimo probabilmente.

Per cui consiglio a molti di aprire gli occhi, comprendere che questa rosa può  perdere con chiunque, ogni settimana, e puntare a una sana crescita che possa, nel medio termine, evitando di comprare un po' di bidoni e mettendo al centro la nostra storica competenza, riportarci là  dove la nostra storia ci pone, ma servirà  del tempo e non bastano semplici change per modificare lo stato attuale.

 

Nulla da dire, bisogna far rendere quelli che abbiamo il giusto per arrivare quarti. Se Spalletti non ci riesce, ha fallito. Se vogliamo parlare di paragoni, l'ultima Juventus di Allegri aveva una formazione titolare peggiore di questa e una rosa piú o meno simile. Ci ha portato tra le prime quattro e ha vinto la coppa Italia. Non rivorrei Allegri nemmeno se ci pagasse lui, pure stimando l'allenatore più di tanti altri, ma gli allenatori si valutano dai risultati e basta. La Juventus non può vincere lo scudetto? Deve vincere il possibile, non c'è altra via. I progetti di crescita che partono dalle eliminazioni per tre a zero o dei fallimenti in campionato (speriamo di no) non sono mai esistiti e mai esisteranno senza rivoluzionare la rosa per comprare calciatori migliori. Se Spalletti fallisce quest'anno, il prossimo che ci sta a fare? Non è che il tifoso si accontenta di veder Spalletti incolpare i calciatori sorridendo quando perde e sproloquiare di calcio moderno sorridendo quando vince. Non é che ci facciamo affabulare dal gioco più bello e se le buschi parli di sfortuna. Non abbiamo quindici anni. Il gioco è bello se vinco, per il resto ci sono le discussioni a tema.

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53 minuti fa, stewie B e W ha scritto:

Le circostanze vanno sempre analizzate, quelle che ti portano a vincere, a non vincere, a ripeterti o a non ripeterti ma se un allenatore vince uno scudetto è perché ha saputo tenere la barra dritta per un’intera stagione - visto che il campionato è una corsa a tappe - dimostrandosi, appunto, un vincente. Per me è sempre giusto dare meriti a chi vince e a chi è capace ad aprire un ciclo, però non lo è mai definire “non vincente” a priori chi non riesce a vincere o a ripetersi. Poi, sono opinioni, ma io credo che non sia oggettivo definire un allenatore che ha vinto come “non vincente”.

Cito solo la seconda metà del tuo post per un motivo molto semplice. Non ho nulla da eccepire. Hai ragione, ma ancora una volta devo chiarire meglio quanto ho scritto. Dare etichette, nel calcio come nella vita, è SEMPRE sbagliato. Anzi, è piuttosto 'volgare', superficiale, ingiusto, le etichette in qualche modo sono giudizi 'da divano'. Sono frutto di semplificazione. Sono un giochino, sgradevole quando si parla di individui. E allora sono costretto a precisare.

 

Nel dire 'non vincente' io sono entrato, ho accettato, il giochino del categorizzare. Giochino la cui unica utilità è semplificare valutazioni che sarebbe troppo complesso dare in modo dettagliato. Quando dico 'non vincente' estremizzo un concetto. Quello che vi sono (anche qui semplificando) due grosse categorie di allenatori.

 

I cosiddetti pragmatici, il cui unico scopo è vincere, è implementare metodi che massimizzino le possibilità di vittoria, rispetto alle risorse che hanno a disposizione. E che sostanzialmente, nell'ossessione di questo fine, buttano a mare qualsiasi cosa. La spettacolarità, forsanche la crescita umana delle risorse a disposizione, la durevolezza di certe dinamiche che non pagano oggi ma che sono investimento per il domani.

 

Vi sono poi i cosiddetti 'giochisti', termine orribile, perchè già insitamente spregiativo, i cosiddetti maestri di calcio, che tengono anzitutto a far crescere un gruppo, sia individualmente che globalmente, sia tecnicamente che mentalmente, entro una determinata visione di calcio, che sia anche bellezza, armonia. E anche a vincere (ovviamente) ma non solo

 

Per conto mio, questa seconda categoria di allenatori, fisiologicamente vincerà sempre meno della prima categoria. E' logico. Visto che i primi sulla sola vittoria giocano tutte le loro carte. Non solo. La seconda categoria di allenatori avrà una stabilità (continuità, frequenza) di successi molto inferiori e sarà molto più potenziale vittima di flop. Perchè il limite insito nel loro idealismo (se vogliamo definirlo così) è proprio quello di fare meno i conti con la realtà concreta, con i vincoli che ti pone, protèsi al raggiungimento di una meta, appunto, ideale, ferma, alla base non prescindibile. Quando non sempre la realtà, lo sappiamo, si accomoda nel modo giusto per permetterti di realizzare le tue idee. Anzi direi purtroppo sia più frequente il contrario.

 

Con tutto sto pippone intendo che tutti gli allenatori si muovono in uno spettro di grigi tra gli estremi di questi due poli (pragmatismo-idealismo) che li pone però assimilabili ad una categoria piuttosto che all'altra (ove un Allegri e un Capello li pongo quasi ad un estremo, Guardiola, Sacchi, e in parte un Sarri, all'altro). In questo senso uno Spalletti, come un Mancini, ed anche un Pioli, li definirei idealistico-pragmatici. Ma è la cospicua componente di idealismo che ne limita la capacità di raggiungere un numero importante di vittorie rispetto ad un allenatore concreto e pragmatico. E' questa loro visione del calcio che li renderà inevitabilmente meno vincenti in senso stretto. Che permetterà anzi ad altri meno 'bravi' di loro di vincere di più.

 

Tutto questo, come non bastasse, ulteriormente complicato da altre determinanti fondamentali, come l'abilità della singola persona e le circostanze nelle quali si ritrova, anche non per suoi meriti o colpe (la 'fortuna')    

 

Ancora sono andato di colpevole semplificazione. Me ne rendo conto. Spero però di aver reso meglio la mia idea.

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Il 06/02/2026 Alle 10:17, AlexLeStrange ha scritto:

È un grande allenatore. A Napoli ha fatto un miracolo. Se ce lo facciamo scappare, come molti qui dentro auspicano vergognosamente, faccio lo sciopero selvaggio del tifoso ad oltranza finché non lo riprendono!

Io la faccio se il proprietario continua a disinvestire nella Juventus. Ora stiamo sotto a Inda ,Milan e Napoli....chi sarà la prossima??La Roma o il Como??

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3 ore fa, gide76 ha scritto:

È una minchiat@, ha vinto 3 scudetti e svariate coppe nazionali, che x le squadre che ha allenato son fin troppi

Nn mi pare neanche ci siano tutti sti allenatori italiani che han vinto più di lui, giusto conte, allegri grazie al ciclo juve e mancini

vabbè se ti dimentichi di Ancellotti non vale

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Il 06/02/2026 Alle 10:17, SuperT ha scritto:

E, tolto pioli, erano tutti quelli che guidavano le squadre più forti o, come nel caso di Spalletti, quelle con meno giocatori ai mondiali.

A Napoli ha avuto una stagione con 5/6 giocatori ai mondiali, contro i 20 nostri e delle *. Tra l’altro, i loro giocatori (molte riserve) son tutti usciti ai gironi o agli ottavi, a differenza nostra che ne avevamo 3 in finale (Rabiot, Paredes e Di Maria). 
 

Ha avuto la possibilità di rifare la preparazione due volte e, nonostante tutto, hanno arrancato da marzo in poi, facendosi buttare fuori dal Milan in Champions. 
 

Ottimo risultato ma nessun miracolo.

E poi ci hanno dato la mazzata a livello di classifica penalizzandoci, a ridosso di Juve Napoli ( O Napoli Juve) dove perdemmo malamente perché i nostri giocatori erano, giustamente, tutti depressi.

 

1 ora fa, forgetmenot ha scritto:

Squadre per vincere si, ma non ha mai avuto la squadra più forte SULLA CARTA.

sempre la seconda/terza/quarta...

 

Il miracolo l'ha fatto col napoli

Ma nessun miracolo ha fatto con il Napoli dai. Ottimo campionato, ma non aveva avversari per davvero.

ps: vorrei ricordare che oltre al Napoli, ha vinto un campionato anche in Russia con lo Zenit.

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44 minuti fa, GiovanniTrapattoni ha scritto:

Nulla da dire, bisogna far rendere quelli che abbiamo il giusto per arrivare quarti. Se Spalletti non ci riesce, ha fallito. Se vogliamo parlare di paragoni, l'ultima Juventus di Allegri aveva una formazione titolare peggiore di questa e una rosa piú o meno simile. Ci ha portato tra le prime quattro e ha vinto la coppa Italia. Non rivorrei Allegri nemmeno se ci pagasse lui, pure stimando l'allenatore più di tanti altri, ma gli allenatori si valutano dai risultati e basta. La Juventus non può vincere lo scudetto? Deve vincere il possibile, non c'è altra via. I progetti di crescita che partono dalle eliminazioni per tre a zero o dei fallimenti in campionato (speriamo di no) non sono mai esistiti e mai esisteranno senza rivoluzionare la rosa per comprare calciatori migliori. Se Spalletti fallisce quest'anno, il prossimo che ci sta a fare? Non è che il tifoso si accontenta di veder Spalletti incolpare i calciatori sorridendo quando perde e sproloquiare di calcio moderno sorridendo quando vince. Non é che ci facciamo affabulare dal gioco più bello e se le buschi parli di sfortuna. Non abbiamo quindici anni. Il gioco è bello se vinco, per il resto ci sono le discussioni a tema.

L'uomo,  e qui di anche il tifoso, dovrebbe cercare di avere comportamenti razionali e non farsi mai prendere dall'emotività. Qui dentro vedo troppi che ragionano in maniera non congrua con continue esaltazioni e depressioni invece bisognerebbe essere freddi e razionali. 

Detto ciò, ad Allegri sono stati dati 3 anni per vincere una coppa Italia e, comunque, Max anche in quei 3 anni, seppur con una strategia che dava meno,possibilità  a una crescita indigena, ha ottenuto quasi il massimo che quella rosa consentiva.

Personalmente, comunque, mi sono piuttosto stancato di guardare ancora a Conte e ad Allegri e fare noiosi parallelismi. Mai guardarsi indietro, neanche per prendere la rincorsa...(cit.)

 

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33 minuti fa, Tevezmania Tether in dinas ha scritto:

Io la faccio se il proprietario continua a disinvestire nella Juventus. Ora stiamo sotto a Inda ,Milan e Napoli....chi sarà la prossima??La Roma o il Como??

Perché sei così pessimista? Il Napoli è assolutamente alla nostra portata. E ti dirò, anche il Milan. La prossima estate se prendiamo 2/3 giocatori giusti non ce n'è per nessuno. A meno che come dici tu Elkann non abbia il braccino corto

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Adesso, AlexLeStrange ha scritto:

Perché sei così pessimista? Il Napoli è assolutamente alla nostra portata. E ti dirò, anche il Milan. La prossima estate se prendiamo 2/3 giocatori giusti non ce n'è per nessuno

Perché è sopra ai prescritti che voglio tornare come quando c'era Andrea Agnelli!!@ Sopra sia per fatturato ,che per monte ingaggi che per risultati sportivi

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5 ore fa, 2019-2020 ha scritto:

vabbè se ti dimentichi di Ancellotti non vale

Over category 😅

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7 ore fa, stewie B e W ha scritto:

Non sono d’accordo, hanno vinto il campionato quando hanno avuto la squadra per vincerlo. Tra l’altro, nessuno di questi era nelle condizioni di poter aprire un ciclo vincente per provare a ripetersi: Sarri prese una Juve a fine corsa, Spalletti è scappato da Napoli perché non ne poteva più del presidente, che l’anno dopo infatti ne ha combinate più di Bertoldo, Inzaghi ha dovuto rimboccarsi le maniche con mercati a zero e raffazzonati creando valore e “inventandosi” il centrocampo con Chalanoglu che non era né carne né pesce e l’armeno che era una mezza punta sul viale del tramonto, Pioli ha vinto quando il gruppo dirigenziale del Milan aveva ancora un senso solo che poi sono stati fatti tutti fuori. Le circostanze vanno sempre analizzate, quelle che ti portano a vincere, a non vincere, a ripeterti o a non ripeterti ma se un allenatore vince uno scudetto è perché ha saputo tenere la barra dritta per un’intera stagione - visto che il campionato è una corsa a tappe - dimostrandosi, appunto, un vincente. Per me è sempre giusto dare meriti a chi vince e a chi è capace ad aprire un ciclo, però non lo è mai definire “non vincente” a priori chi non riesce a vincere o a ripetersi. Poi, sono opinioni, ma io credo che non sia oggettivo definire un allenatore che ha vinto come “non vincente

Concordo anche sulle virgole 

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