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garrison

Le idee/proposte di Gravina in 10 punti per il calcio italiano

Post in rilievo

Penso che non si possa essere che contenti del fatto che Gravina sia stato, finalmente, "dimesso", anche se sulla sua poltrona, una volta ripulita dal bostik che lo stesso Gravina ci aveva spalmato perché non si riuscisse a staccarlo, sembrano aggirarsi altri "ottuagenari" sponsorizzati dalla politica.

Quindi niente di davvero nuovo ma come si dice la speranza é l'ultima a morire.

Comunque Calcio e Finanza ha pubblicato i 10 punti di un programa di rilancio del calcio italiano (a valle di un'analisi delle criticità attuali del movimento) che lo stesso Gravina aveva elaborato (penso consapevole che il rischio di una debacle della nazionale era concreto e quindi per far vedere di "fare qualcosa").

Programma che chiaramente non potrà più attuare, che però mi sembra abbastanza interessante (se mai fosse realizzabile...cosa non agevole in quanto non ci é riuscito il presidente eletto con il 98% dei voti e alcune cose sono impopolari ed invise alla politica generalista), per parlare ogni tanto di cose concrete, senza semplicemente dire "fa tutto schifo, é tutto da rifare" senza però suggerire mai niente.

 

Quali sono quindi le proposte da parte di Gravina? Si articolano in dieci punti:

  • Diritto alla scommessa: introduzione di una quota dei proventi delle scommesse da destinare al calcio, in linea con principi europei, con vincoli di utilizzo per infrastrutture, settori giovanili e contrasto alla ludopatia; misura già sperimentata ma mai resa strutturale.
  • Credito di imposta: incentivi fiscali sul modello del tax credit per sostenere gli investimenti dei club in giovani calciatori e calciatrici (under 23) e nello sviluppo degli impianti sportivi.
  • Regime fiscale per professionisti dall’estero: ripristino, eventualmente riformulato, delle agevolazioni fiscali abolite nel 2023 per attrarre talenti internazionali e aumentare la competitività del calcio italiano (é il provvedimento che é chiamato "decreto crescita" ndr)
  • Pubblicità delle scommesse: superamento del divieto introdotto nel 2018, ritenuto inefficace nel contrasto alla ludopatia e dannoso per i ricavi dei club, soprattutto rispetto al contesto europeo.
  • Investimenti negli stadi: adozione di misure di sostegno pubblico e strumenti per attrarre capitali privati per la costruzione e l’ammodernamento degli impianti, anche in funzione di Euro 2032.
  • Status di impresa sociale per le Federazioni: riconoscimento di uno status giuridico che consenta agevolazioni fiscali o la reintroduzione della possibilità di reinvestire utili in attività sociali e di base.
  • Calcio femminile: rifinanziamento stabile del sostegno pubblico al professionismo, oggi sostenuto quasi interamente da club e Federazione a fronte di costi crescenti e ricavi limitati.
  • Calcio giovanile: rilancio tecnico del sistema attraverso maggiore centralità della tecnica, formazione dei formatori, sviluppo dell’attività di base e riorganizzazione delle strutture federali dedicate al talento.
  • Riforma dei campionati: revisione complessiva dei format di Serie A, B, C e D (numero di squadre, promozioni e retrocessioni), attualmente bloccata per mancanza di accordo tra le componenti.
  • Riforma arbitrale: introduzione del professionismo arbitrale di vertice e revisione della governance dell’AIA, con ipotesi che vanno da una riorganizzazione interna a un modello più autonomo e strutturato.

 

---

E' un programma che richiede investimento anche di soldi (perché la defiscalizzazione é chiaramente una misura "a pagamento" per lo stato) e in alcuni punti (stadi e giovani in particolare) un po' fumoso, un po' parakulo sulle scommesse (parlare di contrasto alla ludopatia e poi battersi per la pubblicità dei siti di scommesse - divieto peraltro largamente aggirato... -), ma si riuscisse a realizzare dal nuovo Presidente, chiunque verrà individuato, penso avrebbe effetti positivi.

 

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Aggiungo alcune (impietose) statistiche contenute nella stessa relazione:

 

o Età media: la Serie A italiana continua ad essere uno dei campionati più “vecchi” d’Europa, con un’età media dei calciatori schierati in campo di 27 anni, l’ottavo torneo più anziano in Europa, peggio di Inghilterra, Germania, Francia, Olanda, Portogallo, Norvegia, Belgio, ecc. (fonte: CIES Football Observatory, Allegato 1).

 

o Percentuale di stranieri in campo: nell’attuale campionato di Serie A i calciatori non selezionabili per la Nazionale italiana hanno giocato il 67,9% dei minuti complessivi. È il sesto peggior dato in Europa: in Spagna l’impiego degli stranieri pesa per il 39,6% dei minuti, in Francia per il 48,3% (fonte: CIES Football Observatory, Allegato 2).

 

o Numero di calciatori selezionabili in Nazionale: alla trentunesima giornata di campionato di Serie A di questa stagione, dei 284 calciatori che hanno giocato in media almeno 30 minuti a partita, solo 89 - di cui 10 portieri - sono italiani (fonte: www.fotmob.com, Allegato 3).

 

o Investimenti nei settori giovanili a livello-paese: l’Italia è ultima, dopo (nell’ordine) Francia, Spagna, Portogallo, Olanda, Inghilterra e Germania, per ricavi complessivi generati nell’ultimo decennio da trasferimenti internazionali di calciatori “formati nel paese” (fonte: CIES Football Observatory, Allegato 4).

 

o Investimenti nei settori giovanili a livello di club: nella classifica dei primi 50 settori giovanili al mondo per ricavi decennali dalla vendita di calciatori “formati in casa” ce ne sono solo due italiani (Atalanta e Juventus), mentre l’Inter è 53ma. Non è un caso, probabilmente, che si tratti di tre dei quattro club italiani con “seconde squadre”, la cui introduzione è stata peraltro a lungo osteggiata nel nostro sistema (fonte: CIES Football Observatory, Allegato 5).

 

o Un dato di sintesi che non lascia spazio ad interpretazioni: la Serie A italiana è il 49° campionato al mondo (su 50 monitorati) per percentuale di minuti giocati da calciatori U21 selezionabili per la Nazionale, con appena l’1,9%! (fonte: CIES Football Observatory, Allegato 6).

 

o la Serie A non rientra tra i primi dieci campionati europei per metri percorsi in sprint;

 

o in Serie A la velocità media della palla in gara è molto più bassa (7,6 m/s) della media della UEFA Champions League (10,4 m/s) e di quella degli altri campionati europei più importanti (9,2 m/s);

 

o la Serie A è, tra i primi 5 campionati europei, l’ultima per dribbling a partita (26,69 contro 29,97);

 

o dal 2019/2020 ad oggi, il numero di dribbling riusciti in Serie A è in calo, passando da un valore medio per partita di 19,02 a un valore di 12,36;

 

o la Serie A è l’ultima, tra i primi 5 campionati europei, per fattore di aggressività durante le fasi di pressing/pressione, concedendo un numero maggiore di passaggi alla squadra avversaria che è in possesso di palla.

 

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Ma tu pensa che io abolirei proprio le scommesse sul calcio.

Specie quelle per le serie inferiori.

E gli ex giocatori che fanno gli spot ai siti di scommesse mi fanno proprio schifo al bastoni.

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In effetti dopo 2 lustri di nulla preoccupandosi solo di tenersi stretto le poltrone conquistate, ora improvvisamente ha delle soluzioni a portata di mano per migliorare il calcio italiano, ci vuole davvero un gran coraggio.

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Adesso, Edivad ha scritto:

Guarda caso manca il punto più importante : riforma della giustizia sportiva. 

 

E' come pretendere dall'associazione furto con scasso di riformare gli antifurti.

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Riforme che lui stesso ha promesso ( .ghgh ), in almeno 5 occasioni differenti, e mai realizzato .ghgh

 

Girava online una cronostoria delle sue promesse di riforma ripetute a diversi intervalli di tempo .ehm

 

 

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Adesso, jimmyw ha scritto:

 

 

Girava online una cronostoria delle sue promesse di riforma ripetute a diversi intervalli di tempo .ehm

 

 

Tipo "avete capito bene, vi toglieremo l'ici"?

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Abete ha già detto che nessuno puo' obbligarli a fare le riforme... quindi è ovvio che non cambiera' nulla (anche perchè onestamente a loro fa comodo cosi. Che la nazionale vada male o che vadano male i club ai piu non importa... guadagnano bene col sistema che c'è adesso).

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Adesso, Maxxo74 ha scritto:

Abete ha già detto che nessuno puo' obbligarli a fare le riforme...

Anche lui sarebbe da abbattere.

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Tutto finanziato da soldi pubblici, sia mai che possano tenere in piedi il baraccone grazie alle proprie risorse e alla propria capacità manageriale

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Di interessante trovo solo questa parte "formazione dei formatori". Poi a cascata servirebbe il formatore dei formatori,formati a loro volta da formatori dei formatori di formatori e poi ancora, formatori dei formatori dei formatori di formatori e poi ancora...

 

Comunque, secondo me per cambiare il trend del calcio italiano in toto bisognerebbe rileggere una delle ultime interviste ad A A e seguire alla lettera.

Chiaramente senza riforma scritta perché se parli apertamente di "piramide" finisci come lui ,ma se si vuole livellare tutto si finisce come adesso che tutto si livella si ma verso il basso.

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E daremo un milione di euro per ogni giocatore a tutte le società ......anzi due milioni! E imbiancheremo gli spogliatoi di tutte le squadre....gratis!

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9 ore fa, black&whitetiger ha scritto:

In effetti dopo 2 lustri di nulla preoccupandosi solo di tenersi stretto le poltrone conquistate, ora improvvisamente ha delle soluzioni a portata di mano per migliorare il calcio italiano, ci vuole davvero un gran coraggio.

sembra incredibile, ma invece è la realtà... 

Di nuovo poi il decreto crescita, in direzione opposta rispetto al valorizzare i vivai.... 

.fuma

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1 ora fa, Edivad ha scritto:

Guarda caso manca il punto più importante : riforma della giustizia sportiva. 

 

Deve farlo la politica quello, però.

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16 minuti fa, RamaruSeVen ha scritto:

sembra incredibile, ma invece è la realtà... 

Di nuovo poi il decreto crescita, in direzione opposta rispetto al valorizzare i vivavi.... 

.fuma

Qesta secondo me é una visione un po' miope.

Il risparmio sugli ingaggi consentito dal decreto crescita conta niente per i giovani che prendono poco, quindi non é certo quello che ostacola i vivai, ha valore per la serie A e i gocatori affermati.

Se riesci ad attirare giocatori internazionali di livello grazie a regole fiscali favorevoli (un po' come avviene in Turchia anche se lì é chiaramente un aiuto di stato di fatto), accresci il lvello del campionato e tieni più alto l'interesse, con possibilità di vendere i diritti TV che tengono insieme il sistema.

In questo modo crei un sistema più virtuoso con più risorse, anche per investire sui giovani chiaramente.

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insomma alla fine chiedono soldi a noi come stato.....non mi è chiaro quali sono gli impegni di società, presidenti, giocatori, procuratori e tutti quelli che mangiano in questo grande business in cambio di questo sostegno ...e ancora il decreto crescita che andrebbe fatto sparire dalla faccia della terra
 

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6 minuti fa, ExHarley68 ha scritto:

insomma alla fine chiedono soldi a noi come stato.....non mi è chiaro quali sono gli impegni di società, presidenti, giocatori, procuratori e tutti quelli che mangiano in questo grande business in cambio di questo sostegno ...e ancora il decreto crescita che andrebbe fatto sparire dalla faccia della terra
 

Ci manca solo "piove, governo (del calcio) ladro".

Mi sembra una visione un po' sempliciotta e populista.

Il calcio da anche da mangiare a tanta gente e comunque lo Stato in tasse e l'Inps in contributi ne incassano di soldi eh, dal calcio.

Fare in modo che un settore funzioni bene/meglio dovrebbe essere interesse di tutti.

Poi non é che queste proposte siano geniali ma bisognerebbe magari proporre delle alternative, magari più utili di "Dovrebbero giocare gratis" o "una volta c'erano gli oratori".

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1 ora fa, Simone S ha scritto:

Tutto finanziato da soldi pubblici, sia mai che possano tenere in piedi il baraccone grazie alle proprie risorse e alla propria capacità manageriale

Esatto più della metà delle cose non può comunque farle da solo, tutto quello che riguarda la fiscalità è materia del governo e i soldi sono i nostri.

La roba delle scommesse è assurda.

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I 10 punti di Gravina, elaborati con il suo "gruppo". :

-1 favorire l'Inter 

- 2 nel dubbio non sfavorire l' Inter 

- 3 in caso di Var cercare qualunque frame (anche di altre partite) che vada a favore dell' Inter.

- 4 non ammonire interisti se non in caso di intervento armato 

- 5 ammonire i rivali dell'Inter a ogni fallo, anche inesistente 

- 6 non indagare troppo a fondo sulle vicissitudini societarie dell'Inter 

- 7 non indagare troppo a fondo sulle problematiche malavitose in tribuna, e eventualmente concentrarsi sull' Allianz Stadium 

-8 accreditare per servizi e telecronache giornalisti ed ex calciatori di provata fede nerazzurra. 

- 9 qualora un giocatore dell' inter venga criticato, proporlo per un premio 

-10 I posti vicino a Marotta e Zanetti in tribuna sono riservati per cultori e appassionati del nerazzurro.

 

E vediamo un po'... 👌😃👌

 

 

 

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I playoff tanto cari a Gravina quando era la Juve a vincere gli scudetti.

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Cioè una riforma a carico della fiscalità generale?

Io privatizzerei tutto,  guarda un po' 

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Ma vi rendete conto che c'è ancora abete in figc? 

Via le mummie che non c'entrano nulla col calcio e far dirigere questo sport a chi lo ama davvero. 

Basta giochini politici e favoritismi. 

Rifondare 

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