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AG10

Rocchi accusato di frode sportiva, nelle intercettazioni riferimenti ad un dirigente dell’Inter, si indaga su incontro tra i 2. PM: "Arbitri graditi all'Inter e pressioni al VAR"

LadyJay

Questo è il topic per parlare di Rocchi, l'Inter e tutto quello che ci sta attorno e NON per polemizzare tra utenti, il tutti contro uno, andare sistematicamente OFF TOPIC. Cercate di attenervi al regolamento e, soprattutto, non lamentatevi pubblicamente se i vostri post OT o di flame vengono censurati. Grazie

Edit: evidentemente non è chiaro, ma anche le notizie off topic sono per l'appunto OT!!!

Messaggio di LadyJay

Post in rilievo

“Ci sarà pure un giudice a Berlino”

Don Beppe non portava corona, e proprio per questo regnava meglio.

Non firmava quasi nulla, non appariva mai davvero responsabile, eppure ogni cosa, nella sua città, sembrava piegarsi al suo gesto invisibile. Il suo castello non aveva torri né fossati: era lo skyline intero, una muraglia di vetro, acciaio e specchi che si alzava sopra i quartieri bassi come una promessa di successo e una minaccia insieme. Di notte brillava come una costellazione artificiale; di giorno lasciava intravedere, dietro la facciata lucida, le crepe di fondamenta marce, gli appalti addomesticati, le firme incrociate, i favori restituiti, i debiti mai saldati se non in obbedienza.

Di Don Beppe si diceva che fosse un uomo solo. Era falso. Don Beppe era molti. Era il prestanome visibile di poteri sparsi in isole lontane, approdi senza regole e senza controlli, luoghi dove il denaro cambiava nome per non lasciare traccia e la proprietà si nascondeva dentro altre proprietà, come una scatola chiusa in un’altra scatola, fino a rendere impossibile sapere chi comandasse davvero. Lui, sulla scena, ci metteva il volto bonario, la battuta da strada, la stretta di mano larga, il tono dell’uomo pratico che “fa girare l’economia”. Gli altri, quelli che nessuno vedeva, ci mettevano il capitale, le coperture, gli avvocati, i silenzi.

Sotto quello skyline viveva anche il mugnaio. Ma non aveva più un mulino, perché i mulini moderni non stanno sui fiumi: stanno nei contratti, nelle licenze, nei permessi, nelle graduatorie, nelle attese infinite di chi chiede semplicemente che la legge valga anche per lui. Era un piccolo imprenditore, o un artigiano, o un cittadino qualunque: poco importa. Contava solo che stesse dalla parte di quelli che dipendono da una regola chiara per poter lavorare, campare, difendersi. Il suo “acquaio” — ciò che faceva girare la sua ruota — non glielo prosciugò la natura, ma la deviazione interessata delle norme. Una concessione bloccata per lui e accelerata per altri. Un controllo inflessibile su di lui e cieco davanti ai palazzi di vetro. Una sanzione recapitata in tempo al suo indirizzo e una deroga pronta per chi stava più in alto.

Il mugnaio protestò. Portò carte, ricevute, date, prove. Chiese quello che ogni suddito, ogni cittadino, ogni uomo senza protezione chiede quando è messo con le spalle al muro: che qualcuno leggesse i fatti invece dei nomi. Ma nella città di Don Beppe la legge non era abolita; sarebbe stato troppo rozzo. La legge restava intatta nei codici, nei palazzi, nei discorsi ufficiali. Si faceva piuttosto una cosa più sottile: la si interpretava per gli amici e la si applicava per il popolino. Per quelli dello skyline, la norma diventava elastica, intelligente, contestuale, “complessa”. Per il mugnaio, invece, era letterale, severa, immediata. Gli amici ottenevano pareri; lui riceveva ingiunzioni. Gli amici avevano tavoli tecnici; lui aveva sportelli chiusi. Gli amici trovavano eccezioni; lui trovava scadenze.

Così accadde che il torto subìto dal mugnaio si trasformò, per via giudiziaria e amministrativa, nella sua colpa. Non importava che fosse stato danneggiato: risultava inadempiente. Non importava che avesse perso per una deviazione decisa altrove: risultava moroso. Non importava che la sproporzione fosse evidente: mancava, gli dissero, la corretta procedura, il modulo esatto, il timbro giusto, il termine rispettato. E mentre lui imparava sulla propria pelle che anche l’ingiustizia può avere carta intestata, Don Beppe inaugurava un’altra torre, tagliava un altro nastro, sorrideva sotto i flash con l’aria di chi crea sviluppo.

Un tempo, nelle storie, il mugnaio poteva ancora gridare: “Ci sarà pure un giudice a Berlino”. Era la speranza estrema che, sopra i signori locali, esistesse almeno un luogo della giustizia non ancora comprato, non ancora intimidito, non ancora piegato al rango e alla rendita. Ma qui la frase suonava più amara. Non perché i giudici non esistessero, ma perché erano sommersi da una nebbia più tenace dell’arbitrio antico: reti societarie opache, competenze spezzettate, responsabilità dissolte in paradisi remoti, poteri che non governano mai ufficialmente e per questo governano tutto senza rispondere di nulla.

Il mugnaio allora non smise di parlare, benché tutti gli consigliassero il contrario. “Lascia perdere.” “Non puoi vincere.” “Quelli stanno troppo in alto.” “Ti rovini.” Ma proprio questa era la funzione più profonda dello skyline di Don Beppe: non solo dominare la città, bensì insegnarle la rassegnazione. Far credere ai molti che la legge sia una macchina neutrale quando invece cambia voce a seconda del citofono che suona. Convincere il povero che la propria sconfitta sia un fatto tecnico, e non politico. Trasformare il privilegio in procedura e l’abuso in normalità.

Eppure la storia del mugnaio continua a tornare perché nomina una ferita che non passa: il bisogno ostinato di una giustizia che non si lasci ipnotizzare dai palazzi. Nella versione antica, la salvezza veniva dall’alto, da un sovrano che correggeva i suoi stessi giudici. Nella nostra, sarebbe ingenuo aspettarsi un re giusto. Don Beppe non è un’eccezione personale, è una funzione del sistema. Per questo il problema non è trovare un principe illuminato, ma ricostruire istituzioni capaci di vedere attraverso i prestanome, di inseguire il potere fin dentro le sue isole opache, di chiamare responsabilità ciò che oggi si traveste da fatalità burocratica.

Finché questo non accade, il mugnaio moderno continuerà a perdere due volte: prima nel lavoro, poi nel tribunale del linguaggio, dove il suo danno viene riscritto come errore suo. E Don Beppe continuerà a prosperare nel suo castello di vetro, forte non tanto della propria astuzia quanto della complicità di un ordine che ha imparato a non negare la legge, ma a piegarla con eleganza.

Allora la vecchia frase andrebbe riscritta così: non “ci sarà pure un giudice”, ma “ci sarà pure, da qualche parte, una giustizia non in affitto”.
 

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17 minuti fa, Davids ha scritto:

E comunque c'e anche l 'inter miami, l'inter turku, l'inter bratislava. Bisogna capire a quale inter si fa riferimento nelle intercettazioni e non e facile.

Poi hanno detto nerazzurri, poteva essere pure il Pisa...

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Adesso, Gianco ha scritto:

Poi hanno detto nerazzurri, poteva essere pure il Pisa...

esatto. se avessero detto * non ci sarebbero stati dubbi.

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Questa è mafia vera ragazzi. Una roba del genere è B senza passare dal via, qui invece non ne ha parlato nessuno per mesi, molta roba è stata fatta sparire, la giustizia sportiva farà probabilmente finta di nulla perchè si inventerà di non avere prove. È veramente la mafia.

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5 minuti fa, VViktor91 ha scritto:

Questa è mafia vera ragazzi. Una roba del genere è B senza passare dal via, qui invece non ne ha parlato nessuno per mesi, molta roba è stata fatta sparire, la giustizia sportiva farà probabilmente finta di nulla perchè si inventerà di non avere prove. È veramente la mafia.

Nonostante sia tutto sotto la luce del sole, senza le telefonate dei dirigenti delle *, le prove per procedere con il processo mancano veramente.
Secondo me sono stati costretti ad archiviare perché appunto queste inercettazioni non sono saltate fuori.

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Ma scusate abbiamo visto settimana scorsa far togliere una squalifica in diretta mondiale e per la gravità del fatto in pratica non si è  lamentato nessuno e volete che faccia scalpore questo.

 

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Quindi tutto finito in niente.

Incredibile, chi l'avrebbe mai detto. Lo schifo ormai non mi sorprende più, seguire questo campionato è una perdita di tempo.

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1 minuto fa, Ghesboro ha scritto:

Nonostante sia tutto sotto la luce del sole, senza le telefonate dei dirigenti delle *, le prove per procedere con il processo mancano veramente.
Secondo me sono stati costretti ad archiviare perché appunto queste inercettazioni non sono saltate fuori.

Sinceramente? Questi sono capacissimi di aver fatto pressione per farle sparire. Non mi stupirebbe nulla. 

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32 minuti fa, Maxxo74 ha scritto:

Usciranno (se usciranno mai) tra 10 anni come è successo per le intercettazioni di Facchetti: Peccato, è tutto prescritto.

Escono adesso invece dopo la richiesta di archiviazione e prima che si pronunci il GIP 

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Marotta con Viglione e Gravina si vedeva alla luce del sole in un ristorante a cena.

L'unica speranza che abbiamo che non la facciano franca, e che cambino completamente i vertici di questo mondo marcio che è diventato il calcio.

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3 minuti fa, Verba volant ha scritto:

Quindi tutto finito in niente.

Incredibile, chi l'avrebbe mai detto. Lo schifo ormai non mi sorprende più, seguire questo campionato è una perdita di tempo.

Questa nazione marcia e corrotta si merita di avere una nazionale che non va ai mondiali. Se lo merita. 

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2 minuti fa, zacmayo ha scritto:

Escono adesso invece dopo la richiesta di archiviazione e prima che si pronunci il GIP 

che tempistiche ha il GIP per esprimersi?

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8 minuti fa, Ghesboro ha scritto:

Nonostante sia tutto sotto la luce del sole, senza le telefonate dei dirigenti delle *, le prove per procedere con il processo mancano veramente.
Secondo me sono stati costretti ad archiviare perché appunto queste inercettazioni non sono saltate fuori.

Mah, a leggere quelle intercettazioni il tentativo di corruzione mi sembra assolutamente limpido e palese. Il fatto poi che eventualmente Rocchi e soci non si siano fatti corrompere non significa che da parte dei dirigenti dell'Inter non sia stata portata avanti una condotta illecita. Al massimo non si è verificata la frode sportiva e l'alterazione delle gare, solo per il semplice fatto che il mondo arbitrale non si sia piegato alle pressioni di Occhio di linc€ and company, ma a mio avviso il tentativo di arrivare a ciò resta tutto.

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44 minuti fa, Orakei ha scritto:

Questo comunque, a livello sportivo, è grave eh...

è quello che dicevo ieri... alla luce anche solo di queste  (ma anche del semplice comunicato della procura, che archivino o meno conta il giusto) non so davvero come in procura sportiva possano far finta di niente. Capisco che siano protetti e tutelati a tutti i livelli ma c'è un limite oltre il quale è impossibile fare come gli struzzi. Io mi ricordo che la GS deve essere "celere e afflittiva"... 

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1 ora fa, Marco Massa ha scritto:

Le conclusioni del PM sembrano strategicamente studiate e pretese da Ascione per firmare la richiesta di archiviazione.

Vediamo cosa comporteranno in sede di gs.

Se Viglione è Chinè resteranno ai loro posti, abbandoniamo sogni di Giustizia.

Se li faranno fuori, allora tutto cambia.

E' la stessa cosa che ho pensato anch'io e cioè, visto che la richiesta di archiviazione lascia una porta aperta e mi riferisco alle "interferenze" sia stato Ascione a chiedere questo prima di firmare?

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Ora almeno abbiamo le PROVE che la Marottaleague esiste ed è sempre esistita.

 

Tutti lo sapevamo... ma la gente sorrideva dicendo che fossero tutte fantasie

 

Invece ora le PROVE ci sono...

 

Gravina si spendeva per l'Inter .. le PROVE ci sono...

Rocchi subiva le pressioni dell'inter ... le PROVE ci sono...

Viglione intrallazzava per l'inter ... le PROVE ci sono...

Ecc...

 

 

le PROVE ci sono...

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Un utente su X dice che domani, su un giornale nom specificato, verrà chiarita meglio la chiamata di Viglione con Rocchi, che era riferita alle immagini di quel famoso Inter Roma 

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1 ora fa, zacmayo ha scritto:

Non funziona così. Devi far credere che ci sia una parvenza di pulizia . Sono al capolinea . Che poi facciano pulizia veramente o solo in parte questo è un altro discorso 

Sì sì so come funziona .. è il teatro della parvenza illusionismo dallo stato puro 😄

Per poi far partorire il topolino bisogna vedere nei rapporti nei giochi di forza se come dici tu sono giunti al capolinea perché un Nuovo potere li sta per soppiantare..

Secondo me è stato anche il fondo proprietario usa, che prima garantiva zang e poi è entrato direttamente nella società, in Alleanza con i sodali poteri prescritti nazional, che è intervenuto per non depotenziare far perdere di valore l'asset 

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E salta fuori pure il nome di Viglione 

 

Ma per i casti e puri non bisognava agitarsi e pensar male se uno con quella carica in Figc si metteva a festeggiare lo scudetto a bordo campo, nooo non sia mai, è tutto così limpido 

 

Che SCHIFO

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Calciatori che scommettevano su loro stessi per ammonizioni ecc 

Calciatori coinvolti in giro di escort e festini (con sostanze sicuramente siamo obiettivi)

Arbitri in favore di viscidi

Acquisti Sospetti con valutazioni assurde mai indagati

Simulatori che festeggiano dopo aver simulato, antisportività 

Var che interviene solo allo Juventus Stadium 

 

Potrei continuare....

 

Davvero questo è diventato il calcio in Italia?

 

Davvero a distanza di anni non si dà ragione ad Andrea Agnelli in cui "si voleva" a gran voce una League di parte e non condizionata dai caciottari?

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