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ZizouZidane

Malagò netto: "In Italia la mentalità va cambiata. Yamal non giocherebbe, non c'è coraggio"

Post in rilievo

me l'immagino come è andata:

 

Giovanni si svegliò di soprassalto nella sua amata poltrona presidenziale in finta pelle.

 

Era seduto lì da tempo immemore, ormai sagomata perfettamente sulle sue nobili terga.

 

"Bisogna cambiare mentalità!" urlò improvvisamente a quel vecchio sconosciuto che lo guardava dallo specchio di fronte.

 

"Ci vuole coraggio! Schieriamo i sedicenni! Spazio assoluto ai giovani!"

 

Poi guardò l'orologio d'oro, prezioso regalo per il suo sessantesimo anno di mandato.

 

Si sistemò il colletto della giacca d'ordinanza e bevve un sorso di brodino tiepido.

 

"Segretaria!" chiamò a gran voce, usando il vecchio citofono a manovella dell'ufficio.

 

"Mi prepari subito il bando per il rinnovo della mia carica fino al 2100! Dobbiamo svecchiare questo sistema sclerotizzato, serve aria fresca e novità!"

 

La segretaria, che aveva appena compiuto centododici anni, annuì con vigore.

 

Giovanni prese una penna d'oca per scrivere la formazione italiana del futuro.


In quel momento entrò un sedicenne prodigio:

"Presidente, sono pronto a giocare come Yamal!".

Giovanni lo guardò scandalizzato: "Giocare a sedici anni? Ma sei pazzo? Il campo rovina i giovani!".

 

Con un gesto magnanimo, gli tese un blocco per gli appunti: "Ti nomino stagista del Comitato per lo Svecchiamento.

Fai trent'anni di gavetta burocratica, poi potrai sederti qui a lamentarti di chi non fa giocare i ragazzi".

 

Soddisfatto per l'audace riforma, si rimboccò le coperte e si addormentò felice.

 

 

Praticamente il calcio italiano è quell'ambiente fantastico in cui un dirigente di lungo corso ti spiega che a sedici anni sei troppo giovane per scendere in campo, ma a settanta sei ancora perfetto per occupare la poltrona.

 

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Gli allenatori sono pagati per vincere,per non retrocedere, per qialificarsi alle competizioni europee e in ogni caso per arrivare più in qlto possibile. Questo è vero in Italia ma anche in Spagna. Se non gioca un presunto talento 16enne vuol dire non è una talento. 

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39 minuti fa, ZizouZidane ha scritto:

A leggere i commenti, mi sto sempre più convincendo che io vivo in una realtà parallela.

 

Ammettilo, sei più vecchio di Malagò.....😁

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Quante *.

Baggio, Totti, Del Piero e altri ancora incantavano i campi della Serie A non ancora 20enni.

Se sei forte giochi, chiaro che se sai solo correre dritto e triangolare non hanno nessun motivo per metterti in campo a 18 anni.

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46 minuti fa, ZizouZidane ha scritto:

Fosse stato per noi, Pogba lo avremmo dato all’Atalanta.

Per noi chi? Per la Juve? Non credo proprio, quando prendi un giocatore di quell'età senza, che arriva con i crismi del fenomeno in squadre zeppe di campioni, pensi sempre di dargli spazio con un prestito per non farlo marcire dietro ai big, fu così anche per Kakà, poi gli fai fare 1 allenamento e capisci che è solo questione di tempo per non far saltare gli equilibri del gruppo, con la prima scusa buona li metti in campo e non li togli più. 

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Il discorso ha un fondo di verità ma l'esempio è sbagliato.
Yamal è un fenomeno epocale e per l'età è assolutamente una eccezione, dire che non giocherebbe in serie A a 16 anni è una quazzata.. prendendo esempi recenti donnarumma esordì a 16 anni, yilidz esordì a 17 / 18 se non sbaglio..
però ha ragione se prendiamo i giocatori "medi" invece", perché lì è chiaro che c'è mancanza di coraggio e soprattutto poca volontà degli allenatori di rischiare con loro per andare sul sicuro.. 

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8 hours ago, Juve Addicted said:

ancora con ste fregnacce che in Italia gli allenatori non hanno coraggio di mettere i giovani e bla bla bla. Alcuni può darsi, Conte ad esempio non li vede neanche col binocolo, ma in generale da noi come ovunque, se a un allenatore dai un giocatore buono e migliore degli altri, lo fa giocare sia che abbia 17 anni sia che ne abbia 35. Di certo non gli frega niente (e neanche deve fregargliene) di far crescere un giovane solo perché italiano e per fare un favore alla nazionale. 

Velasco nel suo sport è una divinità e nessuno può dirgli niente, ma l'ho sentito parlare di calcio e dire che è naif e qualunquista all'ennesima potenza, è fargli un complimento. Anzi, è palese che è uno sport che gli sta un po' sui maroni perché è molto più seguito nel suo, e così si mette a pontificare. Che resti nel suo orticello.

Quanto a Malagò, è un altro gattopardo messo lì per non cambiare niente, si attacca a queste banalità quando sappiamo tutti che i mali del calcio italiano stanno da tutt'altra parte, ma d'altronde se volesse davvero metterci mano, non l'avrebbero messo lì.

Conte mise titolare Pogba a 19 anni... quindi la teoria del "Conte non li vede" non e' manco vera. Se uno e' forte gioca e basta, perche' quando gli dai 10 minuti da 20 piste agli avverrsari. 
La realta' e' che in Italia a calcio i ragazzini giocano poco. Io vivo in Inghilterra e qui TUTTE le scuole superiori hanno un campo da calcio. 

Prima di scuola? Giocano

Pausa pranzo? Giocano

Dopo scuola? Giocano

 

Il problema e' pensare che il problema sia nelle scuole calcio, il che puo' esserci un pochettino, ma alla storia del raccomandato che gioca al posto del nuovo pallone d'oro personalmente io non ci credo. La realta' e' che se vogliono migliorare la nazionale da qua a 10-15 anni dovrebbero fare investimenti importanti nelle strutture. Se si pensa che giocare 3 ore a settimana sia uguale a giocarne 10-15 e sia un problema di "in italia non giocherebbe". 

 

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19 minutes ago, Ste88 said:

Quante *.

Baggio, Totti, Del Piero e altri ancora incantavano i campi della Serie A non ancora 20enni.

Se sei forte giochi, chiaro che se sai solo correre dritto e triangolare non hanno nessun motivo per metterti in campo a 18 anni.

Chiaro tra il giocatore medio di esperienza e il giocatore medio giovane che ti fa un paio di * a partita, preferiscono il primo  

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35 minuti fa, Rux ha scritto:

Il discorso ha un fondo di verità ma l'esempio è sbagliato.
Yamal è un fenomeno epocale e per l'età è assolutamente una eccezione, dire che non giocherebbe in serie A a 16 anni è una quazzata.. prendendo esempi recenti donnarumma esordì a 16 anni, yilidz esordì a 17 / 18 se non sbaglio..
però ha ragione se prendiamo i giocatori "medi" invece", perché lì è chiaro che c'è mancanza di coraggio e soprattutto poca volontà degli allenatori di rischiare con loro per andare sul sicuro.. 

Concordo.

L'esempio é ridicolo, Donnarumma (per un portiere è ancora più complicato) esordì da noi a 16 anni.

Per i giocatori medi e da sviluppare mi sembra comunque ridicolo dire che "manca il coraggio"...vorrei vedere quelli che cianciano di questa cosa nei panni di un allenatore (magari di bassa serie A o B o addirittura C) che dopo 2 sconfitte consecutive vengono subito messi in discussione o se ne chieda la testa, mettersi a fare una formazione e scegliere tra il ragazzino acerbo magari di talento ma con pochissima esperienza e che può sbagliare e uno eperto, magari meno forte ma che sa già come affrontare la pressione.

Allenatori che magari una volta esonerato escono dal giro (sono tanti quelli che spariscono e non lavorano più dopo 1/2 stagioni negative).

Il calcio italiano, in primis tra noi tifosi (che ci chiamiamo sempre fuori preferendo accusare i vecchi boiardi ecc. ecc.), é malato di risultatismo spinto e non vedi progetti che vadano al di là del risultato di domenica prossima, ma poi si lamentano che non c'é pazienza e che "non c'é spazio per i giovani".

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14 minuti fa, garrison ha scritto:

Concordo.

L'esempio é ridicolo, Donnarumma (per un portiere è ancora più complicato) esordì da noi a 16 anni.

Per i giocatori medi e da sviluppare mi sembra comunque ridicolo dire che "manca il coraggio"...vorrei vedere quelli che cianciano di questa cosa nei panni di un allenatore (magari di bassa serie A o B o addirittura C) che dopo 2 sconfitte consecutive vengono subito messi in discussione o se ne chieda la testa, mettersi a fare una formazione e scegliere tra il ragazzino acerbo magari di talento ma con pochissima esperienza e che può sbagliare e uno eperto, magari meno forte ma che sa già come affrontare la pressione.

Allenatori che magari una volta esonerato escono dal giro (sono tanti quelli che spariscono e non lavorano più dopo 1/2 stagioni negative).

Il calcio italiano, in primis tra noi tifosi (che ci chiamiamo sempre fuori preferendo accusare i vecchi boiardi ecc. ecc.), é malato di risultatismo spinto e non vedi progetti che vadano al di là del risultato di domenica prossima, ma poi si lamentano che non c'é pazienza e che "non c'é spazio per i giovani".

no ma il mio "mancanza di coraggio" è un eufemismo proprio per descrivere quel che dici tu eh.. 
e appunto in primis anche noi tifosi siamo "colpevoli" perché invochiamo i giovani ma dopo 2 pareggi chiediamo la testa dell'allenatore di turno.. 

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1 ora fa, Ste88 ha scritto:

Per noi chi? Per la Juve? Non credo proprio, quando prendi un giocatore di quell'età senza, che arriva con i crismi del fenomeno in squadre zeppe di campioni, pensi sempre di dargli spazio con un prestito per non farlo marcire dietro ai big, fu così anche per Kakà, poi gli fai fare 1 allenamento e capisci che è solo questione di tempo per non far saltare gli equilibri del gruppo, con la prima scusa buona li metti in campo e non li togli più. 

“Pogba? Sarebbe dovuto venire un anno all’Atalanta, ma Raiola bloccò tutto.”

Pierpaolo Marino

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La differenza, con le squadre più forti, sta anche in questo.

Un calciatore italiano di 20 anni si sta affacciando al calcio che conta. In altre nazioni a 20 ci sono calciatori con già qualche anno di presenze in nazionale.

I suderà di anche come il calcio si è evoluto in uno sport molto più fisico che di talento, il modello italiano di calcio deve essere cambiato.

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1 ora fa, Rux ha scritto:

Il discorso ha un fondo di verità ma l'esempio è sbagliato.
Yamal è un fenomeno epocale e per l'età è assolutamente una eccezione, dire che non giocherebbe in serie A a 16 anni è una quazzata.. prendendo esempi recenti donnarumma esordì a 16 anni, yilidz esordì a 17 / 18 se non sbaglio..
però ha ragione se prendiamo i giocatori "medi" invece", perché lì è chiaro che c'è mancanza di coraggio e soprattutto poca volontà degli allenatori di rischiare con loro per andare sul sicuro.. 

Corretto.

1 ora fa, Ste88 ha scritto:

Quante *.

Baggio, Totti, Del Piero e altri ancora incantavano i campi della Serie A non ancora 20enni.

Se sei forte giochi, chiaro che se sai solo correre dritto e triangolare non hanno nessun motivo per metterti in campo a 18 anni.

Il nostro è un problema strutturale.

Non esistono solo i fenomeni. 
 

Ma se non si è capito il nocciolo della questione, fa nulla.

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Le solite parole al vento dette solo per prendersi il facile consenso della piazza e cavalcare il trend del momento... dire che in Italia Yamal non giocherebbe è una retorica populista che non sta in piedi.. perché se una squadra italiana si ritrovasse in casa un fenomeno generazionale del genere lo farebbe giocare eccome, altro che mentalità .ghgh il problema vero è che un talento così, con le nostre strutture attuali, non lo produrremo mai.

 

Se andiamo a guardare i dati, tutta questa narrazione sulla "mancanza di coraggio con i giovani" crolla subito eh.. nella stagione scorsa l'età media del campionato italiano è stata di 26.3 anni, mentre in Spagna 26.8 anni... questo dimostra che la transizione in prima squadra non è una questione di allenatori pavidi e timorosi che non vogliono lanciare i giovanotti.. perché il punto cruciale rimane il COME viene formato quel diciannovenne, ed è qui che stiamo fallendo clamorosamente perché i nostri settori giovanili sono rimasti all'età della pietra.. obsoleti sia dal punto di vista logistico che strutturale.. e la fotografia perfetta del fallimento del sistema sta in un dato che nessuno vuol dire -> negli ultimi dieci anni il numero dei calciatori affiliati alla FIGC è rimasto praticamente identico, mentre il numero di dirigenti, intermediari e agenti è letteralmente TRIPLICATO. Ecco qual è il vero problema del calcio italiano, mica Yamal e il coraggio, suvvia.... Abbiamo trasformato il movimento calcio in un enorme ufficio burocratico dove si moltiplicano le poltrone mentre mancano i campi, i ragazzini si allontanano dal calcio e mancano le metodologie per far crescere i ragazzi...

 

Finché i vertici continueranno a fare filosofia spicciola invece di LAVORARE per ricostruire le fondamenta, non andremo da nessuna parte.

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Personalmente queste inutili prediche mi possono anche andare bene, l'importante è poi proseguire su questa strada.

 

A questo punto, se fosse coerente, andrebbe a richiamare Mancini che era quello che convocava il Pafundi 17enne o terrebbe Baldini.

Invece a quanto pare il probabile CT è Conte che è quello che a Napoli utilizzava i giovani solo per fare le partitelle del giovedì o quello che all'Inter mandava in prestito Dimarco per far giocare il 35enne di turno...

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51 minuti fa, garrison ha scritto:

 

Il calcio italiano, in primis tra noi tifosi (che ci chiamiamo sempre fuori preferendo accusare i vecchi boiardi ecc. ecc.), é malato di risultatismo spinto e non vedi progetti che vadano al di là del risultato di domenica prossima, ma poi si lamentano che non c'é pazienza e che "non c'é spazio per i giovani".

Il problema principale è proprio questo ma mi pare difficilmente risolvibile in un Paese come l'Italia in cui conta (e non certo da oggi) solo il risultato a tutti i costi, indipendentemente dal modo in cui lo si raggiunge e in cui i progetti a lungo termine non esistono e vale solo il qui ed ora. Quanto ai tifosi, quante volte abbiamo letto qui dentro: quanto sarebbe bello vincere questa partita (contro Inter, Roma, Napoli, Milan, chiunque) con un rigore inesistente all' ultimo minuto dopo essere stati presi a pallate ?

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1 ora fa, devil88bg ha scritto:

Chiaro tra il giocatore medio di esperienza e il giocatore medio giovane che ti fa un paio di * a partita, preferiscono il primo  

Beh, ovvio, se devi raggiungere un obiettivo di classifica ti affidi al giocatore più forte, a parità di tutto vai su quello più esperto, a meno che l'obiettivo societario non sia valorizzare i giocatori per il player trading. A me sembra che la gente giovane stia giocando quando rappresenta la soluzione tecnica migliore, vedi Yildiz, Miretti, Fagioli a suo tempo, ecc., il problema è proprio che di giocatori giovani buoni non ce ne sono, almeno non tali da mettere fuori i titolari più esperti. E torni sempre alle logiche di selezione e formazione, e anche alla gestione economica dissennata di molti club, perchè spesso i ragazzi li terresti per il valore tecnico (vedi i sacrificati da Giuntoli), ma li devi vendere perchè sono gli unici con un po' di mercato.

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10 minuti fa, Granpasso ha scritto:

Il problema principale è proprio questo ma mi pare difficilmente risolvibile in un Paese come l'Italia in cui conta (e non certo da oggi) solo il risultato a tutti i costi, indipendentemente dal modo in cui lo si raggiunge e in cui i progetti a lungo termine non esistono e vale solo il qui ed ora. Quanto ai tifosi, quante volte abbiamo letto qui dentro: quanto sarebbe bello vincere questa partita (contro Inter, Roma, Napoli, Milan, chiunque) con un rigore inesistente all' ultimo minuto dopo essere stati presi a pallate ?

Infatti.

Non é solo un problema di "giochismo" vs. risultatismo.

E' proprio una mentalità per cui chi non performa subito va tolto/sostituito.

Quando facciamo giocare un giovane (mi vengono in mente i casi di Miretti Mbangula Savona e diversi altri) quante volte leggiamo "Va bhé ma XY é un mediocre".

E poi da noi si parla ossessivamente (oltreché di arbitri sempre corrotti dagli avversari) di allenatori, praticamente la metà delle discussioni sono sugli allenatori, quasi sempre incapaci e da sostituire...

E questo avviene anche nelel categorie minori, non é che sia solo l'allenatore della Juve o del Milan a venire contestato se non va bene, pure quello del Catania o del Cittadella.

Mi sembra l'ambiente più MALSANO possibile per la crescita dei giovani, che abbisognano della tranquillità di poter sbagliare (e un allenatore sempre in bilico non potrà mai dargliela).

Però poi nei vari topic la colpa del fatto che in Italia i giovani "normali" (non Yamal...) non giocano, é sempre ricondotta ai dirigenti, alla FIGC, alla "mentalità".

La mentalità del calcio (come quella del paese...) la facciamo noi in primis...NOI siamo il primo problema del calcio in Italia, i vari dirigenti/allenatori si formano in un ambiente che é creato dagli appassionati.

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1 ora fa, ZizouZidane ha scritto:

Corretto.

Il nostro è un problema strutturale.

Non esistono solo i fenomeni. 
 

Ma se non si è capito il nocciolo della questione, fa nulla.

Sì, ma il problema parte dai settori giovanili e dalle logiche con cui selezioni e formi ed è lì che la Federazione avrebbe dovuto imporre altri schemi già da diversi anni.

Se poi arriva gente mediocre alle porte delle prime squadre che vuoi far giocare.

Guarda la Juve, è stata la prima a cercare di cambiare le logiche con la U23 come culmine del percorso e subito si è trovata qualche discreto prospetto per la prima squadra, anche se poi la folle gestione degli ultimi anni ha indotto al sacrificio per motivi meramente economici.

1 ora fa, ZizouZidane ha scritto:

“Pogba? Sarebbe dovuto venire un anno all’Atalanta, ma Raiola bloccò tutto.”

Pierpaolo Marino

Mi sono perso le deleghe a Raiola per firmare o bloccare contratti per conto della Juventus Spa.

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11 ore fa, ZizouZidane ha scritto:

Non giocherebbe Yamal

che cavolata...

 

più che non giocherebbe al massimo verrebbe venduto all'estero tempo 1 anno sefz

 

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4 minuti fa, garrison ha scritto:

Infatti.

Non é solo un problema di "giochismo" vs. risultatismo.

E' proprio una mentalità per cui chi non performa subito va tolto/sostituito.

Quando facciamo giocare un giovane (mi vengono in mente i casi di Miretti Mbangula Savona e diversi altri) quante volte leggiamo "Va bhé ma XY é un mediocre".

E poi da noi si parla ossessivamente (oltreché di arbitri sempre corrotti dagli avversari) di allenatori, praticamente la metà delle discussioni sono sugli allenatori, quasi sempre incapaci e da sostituire...

E questo avviene anche nelel categorie minori, non é che sia solo l'allenatore della Juve o del Milan a venire contestato se non va bene, pure quello del Catania o del Cittadella.

Mi sembra l'ambiente più MALSANO possibile per la crescita dei giovani, che abbisognano della tranquillità di poter sbagliare (e un allenatore sempre in bilico non potrà mai dargliela).

Però poi nei vari topic la colpa del fatto che in Italia i giovani "normali" (non Yamal...) non giocano, é sempre ricondotta ai dirigenti, alla FIGC, alla "mentalità".

La mentalità del calcio (come quella del paese...) la facciamo noi in primis...NOI siamo il primo problema del calcio in Italia, i vari dirigenti/allenatori si formano in un ambiente che é creato dagli appassionati.

Basta rileggere il topic di ieri sull'acquisto di Ekhator, bollato ancora prima di averlo visto con la nostra maglia (e manco con quella del Genoa) come un ragazzino sconosciuto pagato troppo che non servirà a nulla.

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Abbiamo Pio Exposito che ci porterà i prossimi 5 mondiali, non vedo perché essere preoccupati

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12 minuti fa, Granpasso ha scritto:

Basta rileggere il topic di ieri sull'acquisto di Ekhator, bollato ancora prima di averlo visto con la nostra maglia (e manco con quella del Genoa) come un ragazzino sconosciuto pagato troppo che non servirà a nulla.

E vedrai cosa leggerai quando lo faremo giocare e non segnerà chiaramente 2 gol a partita.

Il problema peraltro non riguarda solo i tifosi della Juve, che ci sta anche che siano esigenti (anche se peraltro il Real Madrd fa giocare tranquillamente i dicisettenni in partite decisive di CL e se poi vengono eliminati pazienza), ma la generalità dei tifosi italiani.

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