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Dale_Cooper

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Su Dale_Cooper

  • Titolo utente
    BiancoNeuro
  • Compleanno 26/05/1994

Informazioni

  • Squadra
    Juventus
  • Sesso
    Uomo
  • Biglietti
    Nessuno
  • Provenienza
    Italia

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35.420 visite nel profilo
  1. Perdite di 150, hanno chiuso a -105m. Faranno sicuramente un settlment agreement, niente di preoccupante, però non è tutto rosa e fuori ecco.
  2. Senza parlare di dietrologie, il Como ha dei bilanci abbastanza squilibrati. Nel momento in cui prendono la licenza UEFA gli mettono dei paletti per ridurre costo rosa e quant'altro... In questo momento stanno spendendo più del doppio di quanto ricavato eh.
  3. Forse non ci si rende conto che due domeniche fa, alle 22:32 stavamo a -7 dal quarto posto, mentre invece si è adesso a -1 (-1.5 dai, con lo scontro diretto). Se non si vede il bicchiere mezzo pieno oggi non so che altro dire
  4. Paradossalmente sono quelle che possono dare più rogna perché giocano talmente spensierate che hanno meno pressione di perdere.
  5. Andando in Europa tra l'altro dovranno ridurre i costi di un bel po'... In questo momento stanno sopra la soglia del FPF anche di parecchio.
  6. L'ombra di Bastoni c'è, eccome. Con quell'episodio visto in tutto il mondo hanno mostrato a TUTTI che tipo di atteggiamento ha la loro squadra... ovvero che appena c'è il minimo contatto (se c'è) si vola per terra. Se poi gli arbitri iniziano a valutare queste situazioni con più attenzione, di che cosa esattamente si stupiscono o lamentano?
  7. "Quando abbiamo subito noi torti ho insegnato ai miei giocatori a non mettere in difficoltà l'arbitro. È una sua decisione. Chivu ha tutta l'esperienza necessaria e sa che in certe circostanze le mani bisogna tenerle a casa". (cit. Chivu, probabilmente )
  8. Dale_Cooper

    Calcio Estero • Premier League, Liga, Bundesliga, Ligue1, Eredivisie

    Do un'occhiata appena posso, grazie per la segnalazione
  9. È proprio il punto del mio post. Il regolamento, in queste situazione, è tutt'altro che ambiguo - si parla di ostruzione della visuale del portiere o interferenza evidente sull'azione, fine. Perché complicare la vita agli arbitri? Perché Rocchi si sente in diritto di smentire l'IFAB e di aggiungere concetti come "vicinanza all'area piccola" o "distanza dal portiere" che nel regolamento non esistono? Sono tutte sovrastrutture che non fanno altro che AUMENTARE la discrezionalità. Se la regola è chiara (copre la visuale sì o no?) l'arbitro deve valutare quello. Se iniziamo ad aggiungere interpretazioni, linee guida, filosofie e "tendenze" andiamo a finire nella soggettività infinita...
  10. Domenica mattina. E ancora una volta si parla di interpretazioni arbitrali, non di calcio. Ancora una volta si discute di arbitri, di VAR, di linee guida e non di un gesto tecnico, di una trama di gioco, di superiorità di squadra x o y. E soprattutto si torna a discutere di una domanda semplicissima, alla quale però nel calcio italiano sembra si riesc aa far fatica sempre più per risponderci - cosa dice davvero il regolamento arbitrale? Nella gara di ieri sera, un goal di Conceicao, valevole un possibile raddoppio bianconero, è stato annullato dopo on-field-review per la posizione di fuorigioco di Koopmeiners giudicata attiva davanti al portiere. L'episodio, fortunatamente per noi non impattante sul risultato finale, ha comunque lasciato dietro di se la solita scia fatta di perplessità e confusione. La spiegazione di Mariani data a tutto lo stadio, dopo essere andato a consultare il monitor, conferma che la rete è stata annullata per la posizione di Koopmeiners, ritenuta "impattante" sull'intervento del portiere al momento del tiro. Ok, fin qui, se uno dovesse leggere il paragrafo precedente e non dovesse aver visto la partita pensa "benissimo, tutto chiaro". Andiamo quindi a prendere la regola 11 dell'IFAB, che chiarisce ancor di più situazioni del genere e mette una pietra sulla discussione. La regola dice che un calciatore in fuorigioco va punito se interferisce con un avversario (ad esempio ostacolandone chiaramente la linea di visione), contendendo il pallone, tentando chiaramente di giocarlo, oppure compiendo un'azione evidente che incida chiaramente sulla capacità dell'avversario di giocare il pallone. Benissimo, quindi tutto chiaro, giusto? Spiegazione in linea con il regolamento, fine dei discorsi... E invece no, come al solito, non è chiaro per niente, perché le immagini dicono ben altro. Ecco la situazione di ieri, con Koopmeiners che non influisce affatto sul tentativo di parata. E allora perché Mariani prende una decisione simile? Ha visto immagini diverse? Non ha visto questo replay? No, la spiegazione è un'altra... In televisione (senza fare nomi), nel commentare l'episodio nel post-partita, è stato ammesso che il designatore (Rocchi), dopo un episodio in Milan-Pisa, ha deciso di richiamare gli arbitri ad una linea interpretativa secondo cui più un giocatore è vicino al portiere, più sarebbe da considerare impattante. Peccato che questa linea guida non sia scritta da nessuna parte, in NESSUN regolamento. Non esiste che "basti stare vicino al portiere" per vedersi annullare il goal. Non c'è scritto da nessuna parte che stare dentro l'area piccola equivalga quasi automaticamente a commettere un'infrazione. Il regolamento parla di ostruzione CHIARA della visuale e di impatto EVIDENTE, punto. Ed eccoci tornati al punto per cui avevo aperto un lungo topic meno di un mesetto fa - ma se questa indicazione non è scritta nella normativa, se questa indicazione è vaga, allora siamo nel territorio della soggettività, ovvero l'esatto opposto di quello che dovrebbe rappresentare un protocollo per revisione VAR. Ed è questo per me l'aspetto più grave della vicenda. Ed è quello che nessuno sembra voler capire. Il problema non è l'errore dell'arbitro, che ci sta ovviamente, oppure il fatto che gli arbitri interpretino situazioni di gioco. Il problema è l'idea che si fa passare, ovvero che il regolamento può essere piegato, ripiegato e re-reinterpretato fino a trasformarsi in qualcosa di diverso da ciò che è scritto. Il problema è che l'idea che un designatore possa dettare linee guida che finiscono per incidere sul regolamento, deformandolo. Perché se oggi un goal viene annullato per una sorta di "presenza sospetta" nell'area piccola e non per un'ostruzione evidente, allora sdogani qualsiasi decisione che basterà essere giustificata con una lettura creativa del regolamento. Mariani la vede x, Sozza la vede y, Di Bello la vede z. E che roba è? Ragazzi, rendiamoci conto una volte per tutte che questa è una deriva PERICOLOSISSIMA. Un designatore dovrebbe coordinare, formare e cercare uniformità. Non può trasformarsi, di fatto, in un legislatore extra perché non ha il polso per gestire situazioni arbitrali e quindi vuole accontentare tutti. Non può introdurre per via interna parametri che essenzialmente vanno contro il regolamento... ma ragazzi ma stiamo scherzando? E qui mi ripeto per l'ennesima volta. Il VAR deve aiutare a rendere più oggettive le decisioni, non a metter su nuove teorie arbitrali random. Invece la sensazione ad oggi è che la tecnologia rallenti, sezioni, ingigantisca e poi consegni un segmento di un'azione alla discrezionalità di chi interpreta, ovvero l'arbitro. E così il calcio rimane prigioniero di questa giustizia a giornate alterne, in cui la stessa dinamica può essere letta in cinque modi diversi, da cinque arbitri diversi, in cinque weekend diversi. Ragazzi è devastante così. Se un giocatore non copre la visuale al portiere, non lo ostacola nel movimento verso il pallone e non compie un gesto che ne condizioni in modo chiaro l'intervento il goal non dovrebbe essere annullato, punto. Il resto sono arrampicate lessicali per difendere decisioni che con il regolamento c'entrano ben poco. E a quel punto salta tutto e inevitabilmente si perde credibilità nell'intero sistema. Buona domenica, quindi. Un'altra buona domenica in cui si deve render conto all'ennesimo poema arbitrale - un goal annullato non perché il regolamento lo imponga, no no ... annullato perché qualcuno ha deciso, da qualche tempo, che certi episodi possano essere valutati così. Avanti tutta, ad majora.
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