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Penta: "La mia Calciopoli e la telefonata mai ascoltata di De Santis"

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Penta: “La mia Calciopoli e la telefonata mai ascoltata”

Nicola Penta è un personaggio che per tutti coloro che hanno seguito le vicende di Calciopoli non ha bisogno di presentazioni. Consulente tecnico della difesa di Moggi e di altri imputati, alcuni dei quali devono anche e soprattutto a lui l’assoluzione, ha ascoltato migliaia di intercettazioni, e ha collaborato con tutto il collegio difensivo verificando le incongruenze tra le telefonate e i fatti di campo. Nicola è da tempo amico del nostro blog, e ha deciso di farci un doppio regalo: una lunga conversazione in cui ripercorre numerosi dei punti caldi della vicenda di Calciopoli, e l’audio di due telefonate finora inedite che riguardano uno dei capi d’imputazione di Calciopoli, il capo g, di cui abbiamo parlato frequentemente anche su questo blog. L’intervista è stata curata da Amos Bicego, e ve ne proponiamo qui la prima parte.

 

Buongiorno dottor Penta, partiamo dalle origini di Calciopoli: potrebbe spiegare dove nasce il collegamento tra l’indagine sulle scommesse clandestine della Procura di Napoli e la figura di Luciano Moggi? Sappiamo di una denuncia molto generica di Dal Cin dopo un Messina – Venezia, di un inizio indagine verso alcuni arbitri come Palanca e Gabriele per poi arrivare alla famosa combriccola romana, secondo l’accusa vicina alla Gea, con il presunto capo De Santis. In aula di tribunale a Napoli, lo stesso colonnello Auricchio ha smentito l’esistenza della combriccola romana e sappiamo anche che gli arbitri Palanca e Gabriele furono prosciolti a campionato in corso (2004/05) da ogni addebito. Potremmo dire, in un certo senso, che il movente di tutta l’indagine è stato smontato?

 

Calciopoli ha inizio con Dal Cin (ex presidente del Venezia e ex a.d. Venezia squalificato per illecito sportivo per Genoa – Venezia) e da un grande accusatore di Moggi: Armando Carbone (avvicinato in passato ad Italo Allodi, pentito del calcio scommesse degli anni ’80 e faccendiere che fu decisivo per squalificare diversi giocatori). Dal Cin denunciò alla procura federale delle presunte irregolarità nella partita Messina – Venezia e si allargò sostenendo dei presunti favoritismi arbitrali verso il Messina, squadra che militava in serie B e all’epoca era considerata una squadra molto vicina ai Moggi e alla Gea per via di alcuni rapporti di mercato. Vengono espresse soprattutto delle convinzioni molto opinabili e prive di riscontri riguardo una combriccola romana di arbitri legata alla figura di Luciano Moggi, poi smentita in aula dallo stesso Auricchio (tenente colonnello e capo indagini). Se fosse stata giustizia vera, non si sarebbe neanche dovuto andare avanti. Il motivo è che questa gente ha cercato di accusare gli arbitri in perfetto stile italiano. Gli inquirenti avrebbero dovuto fermarsi subito ma purtroppo non è andata così.

 

Veniamo un attimo al caso Gea. Le risultanze definitive dei processi hanno stabilito l’assoluzione per associazione a delinquere e annullamento senza rinvio per prescrizione dalla Cassazione per le presunte violenze private dei Moggi. Praticamente un caso smontato. Eppure c’entra molto con Calciopoli, su cui si è concentrata la Procura di Napoli. Non è così?

 

Intanto iniziamo dicendo che la Gea all’epoca era una novità. La Gea era un’agenzia di procuratori con tutti i figli di grandi personaggi del calcio e dava molto fastidio ad alcuni altri addetti ai lavori. Baldini (ex dirigente sportivo della Roma) e Antonelli (un procuratore di mercato) furono i principali accusatori della Gea. Loro sostenevano che venivano usati metodi violenti e pressanti verso dei giocatori o verso gli stessi agenti di calciatori. Ti ricordo due vicende che vennero alle cronache, a causa degli stessi calciatori: una riguarda Fabrizio Miccoli (ex calciatore di Juve, Fiorentina e Perugia) e una riguarda Nicola Amoruso (ex calciatore tra le altre di Juve, Perugia e Reggina). Innanzitutto Miccoli ce l’aveva con Moggi poiché non era stato invitato alla festa dello scudetto ma lui di quella squadra non faceva parte e la decisione era giusta. Miccoli disse di essere stato cacciato ma venne venduto al Benfica perché davanti a lui alla Juve aveva dei grandi giocatori. In attacco la Juve disponeva di giocatori del calibro di Del Piero, Trezeguet e Ibrahimovic. Non c’era da meravigliarsi di questa decisione che fu presa da Moggi. Amoruso fu un altro di quelli che si lamentarono della Gea poiché disse che fu costretto ad andare al Perugia, altrimenti sarebbe andato in tribuna, ma lui dimentica che ci fu il parere di Ancelotti decisivo per cederlo e che la prospettiva tribuna è assolutamente normale se non accetti le condizioni della tua società di appartenenza. Moggi si è comportato in linea con quello che avrebbe fatto chiunque. La Gea non era niente di diverso da quello che c’è oggi. Il calcio è sempre andato così. I procuratori più influenti comandano schiere di giocatori e li smistano nelle squadre più importanti. Ad esempio, Bonaventura ha dichiarato che col vecchio procuratore non era riuscito ad avere il rinnovo del contratto al Milan mentre appena ha cambiato procura con Mino Raiola, Galliani ha accordato subito il rinnovo. Tornando a noi, Calciopoli c’entra moltissimo perché la Gea è l’apice di tutta l’inchiesta su Moggi. Successivamente l’indagine si divide in due tronconi: uno alla Procura di Roma e uno alla Procura di Napoli. A Roma continuano l’inchiesta sulla Gea per le questioni sul mercato dei procuratori e giocatori mentre a Napoli continua l’inchiesta sulle intercettazioni telefoniche guidata dai pm di Napoli con gli stessi carabinieri di Roma. E anche quest’ultima cosa è un’anomalia…

 

Lei è stato investito di un ruolo molto importante in questo processo: ascoltare le numerosissime intercettazioni telefoniche che fanno parte del procedimento. Alla luce di questo, come spiega che l’accusa abbia tralasciato molte telefonate? Può spiegare come può essere avvenuta la selezione? Lei in passato ha detto che dai carabinieri durante l’ascolto venivano usati dei baffetti per valutare la gravità.

 

Per quanto riguarda le telefonate tralasciate, io scoprii i baffi. Quando venni in possesso del cd delle intercettazioni telefoniche, c’era un numero progressivo che indicava la telefonata specifica e a questo numero corrispondeva un baffo che poteva essere di colore verde, giallo e rosso. Il verde significava che poteva avere rilevanza in ambito investigativo, giallo voleva dire che la telefonata era rilevante per uno dei due interlocutori e rosso era per quelle rilevanti o molto rilevanti (vedi immagine sotto a titolo di esempio). I baffi rossi erano da uno, due o tre. I tre baffi rossi erano quelle rilevantissime ed erano le telefonate come la grigliata tra Moggi e il designatore Bergamo o alcune telefonate di Galliani e Meani e quelle dell’ex presidente dell’Inter con lo stesso Bergamo. Tutte le telefonate erano state evidenziate e prese in considerazione da chi era all’ascolto ma nella fase di selezione ne sono state valutate solo alcune.

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Come mai l’accusa ha tralasciato le numerosissime telefonate pre e post gara tra arbitri e designatori o tra arbitri stessi? Anche i referti arbitrali e i rapporti degli osservatori arbitrali non sono stati minimanente considerati. 

 

È emblematico il caso dell’arbitro Tiziano Pieri. Alla fine della partita (Bologna – Juventus) c’è una telefonata, non presa in considerazione dall’accusa, dove Bergamo, molto arrabbiato per la punizione fischiata alla Juve, chiede conto a Pieri. Quest’ultimo risponde di aver fischiato ciò che aveva visto (audio). Fatto sta che oltre alla telefonata, durante l’ascolto in aula, noi abbiamo proiettato un fermo immagine di Sky con la visuale dell’arbitro, dove si vede che un giocatore del Bologna (Capuano) tira la maglia ad Ibrahimovic. Il fallo era netto. Dopo quella partita Pieri non verrà più inserito in fascia A e di conseguenza punito per il suo presunto errore a favore della Juventus. Per quanto riguarda la seconda parte della domanda dico che nel momento in cui Dattilo, su segnalazione del guardalinee Camerota, espelle un giocatore già ammonito, anche in quel caso su segnalazione, va a scriverlo nel referto. I referti arbitrali erano le prime cose da guardare e gli stessi rapporti degli osservatori arbitrali per capire e contestualizzare le condotte dei giocatori e dare un senso ai provvedimenti degli stessi arbitri…

 

A proposito di arbitri, arriviamo al caso De Santis, ex arbitro condannato in via definitiva per le accuse riguardanti le partite Lecce – Parma e Fiorentina – Bologna.

 

L’osservatore arbitrale definì Lecce – Parma un capolavoro tecnico con De Santis che ammonì sette o otto giocatori. Per quel che riguarda Fiorentina – Bologna, noi in appello abbiamo portato una intercettazione tra De Santis e Bergamo che avrebbe scagionato De Santis, ma non è stata accolta la prova e nemmeno ascoltata l’intercettazione.

 

Possiamo rimediare, parzialmente, adesso, ascoltando l’audio della telefonata, rimasto finora inedito.

 

 

 

Ma torniamo alle parole di Penta, e a Fiorentina – Bologna.

 

Comunque le ammonizioni erano corrette ed erano una per proteste e una per gioco scorretto e fu ammonito anche Gamberini con Meghni. Nella Fiorentina furono ammoniti Dainelli e Miccoli. Di sicuro Petruzzi e Nastase non erano gli unici diffidati che potevano saltare la partita successiva. Ce n’erano altri: Giunti, Torrisi, Juarez, Colucci, Loviso… Comunque parliamo di due giocatori, Nastase (7 presenze in 38 gare) e Petruzzi (17 presenze in 38 gare), che non erano assolutamente titolari. La coppia titolare era Legrottaglie e Gamberini. Il voto della Gazzetta all’arbitro De Santis fu 6,5. Nella partita successiva a quella di Bologna – Juve non giocarono entrambi. Una delle mie considerazioni in quella partita fu che l’unica svista fu a danno della Fiorentina con un giocatore fermato che poteva andare in porta a far gol. Col metodo Stanziola De Santis veniva assolutamente assolto, così come accadde all’ex arbitro Pieri.

 

Ricollegandoci anche alla posizione di De Santis, sarebbe interessante se lei spiegasse comunque questa idea che l’accusa ha sostenuto: non tutti i comportamenti degli imputati vanno presi per quelli che sono poiché tutti sapevano di essere intercettati. Cosa può dirci a riguardo?

 

notificadesantis

Notifica di proroga del termine delle indagini preliminari

 

Al controesame di Auricchio, l’avvocato Prioreschi fece una domanda molto precisa. Chiese come mai non avevano valutato nell’indagine la partita decisiva per le sorti del campionato: Milan – Juventus. Il tenente colonnello disse che non era stata presa in considerazione in quanto gli indagati erano informati delle indagini. Questo è falso. Ho fatto delle verifiche e mi risulta che il documento ufficiale dell’avviso di proroga delle indagini, che per legge è dopo i sei mesi dall’inizio indagine, era datato 9 maggio 2005 (il giorno dopo la partita in questione). Considerando che gli avvisi di garanzia vennero notificati circa in 15 giorni, sicuramente dopo, è impossibile che gli indagati fossero a conoscenza. Lo stesso ragionamento vale per De Santis, in Juventus – Inter datata aprile 2005, in cui si spiegava il suo atteggiamento trasparente legato alla prova tv a danno di Ibrahimovic, quando disse di non aver visto l’attaccante svedese compiere nessun comportamento scorretto o violento. Questo fattore fu decisivo per squalificare Ibrahimovic per tre giornate, compresa Milan – Juventus, decisiva per lo scudetto, ma nessuno ne tenne conto. Auricchio disse che De Santis era a conoscenza dell’indagine. Questo è impossibile per il discorso che ho fatto prima.

 

Ma si disse che De Santis aveva avuto, tramite alcune telefonate, delle informazioni?

 

Non risulta e francamente allora dovremmo spiegare perché questo De Santis a conoscenza delle indagini rientra nell’associazione per Lecce – Parma e vorrebbe salvare la Fiorentina. Ad ogni contestazione che noi smontiamo ce n’è un’altra. Allora però così non se ne esce più. Che motivo avrebbe avuto costui di rientrare nell’associazione se sa che lo stanno indagando?

 

Entriamo nel merito delle accuse. Discutiamo un attimo di queste famose griglie arbitrali. Per l’accusa sono state considerate in maniera rilevante e le stesse sentenze, in definitiva, riconoscono questa condotta come un atto preparatorio e propedeutico all’inquinamento della gara stessa. Vuole spiegare agli amici lettori quale era il meccanismo di formazione delle griglie e perché secondo la tesi della difesa non è frode?

 

Le griglie erano divise in varie fasce. In prima fascia ci andavano sempre il Milan, l’Inter e la Juventus e in più tutte le partite a rischio, tipo i derby o partite molto sentite. Il regolamento diceva che in prima fascia ci stavano i dieci internazionali più i due con più di 100 partite in serie A. Nella composizione di griglie si doveva tener conto di tutte le varie preclusioni previste. Le preclusioni erano le seguenti: residenza territoriale dell’arbitro e non si poteva arbitrare più di sei volte la stessa squadra. Quindi serviva nell’arco di un campionato una gestione da parte dei designatori di questo aspetto. Inoltre se l’arbitro internazionale andava al mercoledì in Champions non faceva la partita del sabato sera o anche non poteva arbitrare la domenica sera, se andava ad arbitrare il martedì. Ad esempio Collina non potè arbitrare un Roma – Juve la domenica perché il martedì doveva arbitrare il Real Madrid. Siccome ci fu una contestazione dell’accusa anche su questo aspetto, noi lo spiegammo, ma era molto chiaro. Le griglie erano di composizione molto trasparente e molto facile. Gli arbitri principali andavano anche ad arbitrare Lecce – Parma e Fiorentina – Brescia, se le sorti del campionato erano importanti. Alla fine le griglie erano sempre decise dalle valutazioni dei designatori arbitrali. L’arbitro doveva essere colluso con l’associazione ed essere inserito fraudolentemente nell’alterazione della griglia per dare senso, ma questa è tutta la genesi dell’accusa che abbiamo smontato in dibattimento. In verità, per tutte le contestazioni, noi abbiamo smontato con elementi oggettivi le varie ipotesi. L’appiglio da parte dell’accusa veniva sempre comunque cercato per mettere in cattiva luce. Alterare le griglie è impossibile e discuterne non era vietato. Se c’è qualcuno che riuscirà a dimostrare il contrario, che lo dimostri. Era sicuramente una condotta da art. 1 di slealtà sportiva che doveva essere punita con una squalifica. Ma era una condotta molto diffusa e chiamavano tutti. Col nuovo regolamento e l’avvento di Pancalli, fu vietato intrattenere qualunque tipo di rapporto con i designatori.

 

Vorrei che lei spiegasse anche la natura di certi incontri tra designatori, esponenti A.I.A e dirigenti sportivi. Secondo lei di cosa si parlava in questi incontri? Contestualizzando, in quel periodo storico c’erano molte lotte politiche dell’Associazione Arbitri per un riconoscimento politico e i massimi esponenti arbitrali parlavano con diversi consiglieri federali per trattare e far conoscere il programma. Lei che idea si è fatto a riguardo? 

 

Lanese incontrava i designatori e le società perché alle elezioni politiche l’Aia in Figc voleva sette voti, invece che sei. Quindi questi incontri venivano fatti per sentire i pareri delle varie società. La Juventus non era assolutamente l’unica ad incontrare esponenti dell’AIA ma non c’era comunque niente di illecito e vietato. Tutte le società tipo il Livorno, il Vicenza, il Torino, la Salernitana e anche società di primo livello come Milan e Inter lo facevano, come dimostrano le intercettazioni telefoniche. Questa non è una giustificazione per alleviare le proprie colpe e nemmeno un’accusa a quelli che non sono stati coinvolti, perché non c’era proprio nessuna responsabilità da imputare. Il problema è che si è voluto indicare quasi solo i comportamenti dei dirigenti della Juventus. L’accusa voleva sempre vederci del sospetto quando le cose venivano fatte davanti a tutti. Pensiamo all’incontro tra Della Valle, Bergamo e Mazzini che fu alla luce del sole. Lo hanno definito un incontro segreto quando venne fatto in uno dei posti più famosi di Firenze.

 

1. (continua)

 
 
(Tratto da il blog "il calcio è uguale per tutti")
 

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Stavo aspettando che uscisse la seconda parte per pubblicarlo tutto, ma intanto iniziamo dalla prima dai.

 

Ennesimo atto di parzialità giuridica che fa rivoltare le budella.

 

 

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In cuor mio spero sempre che Andrea Agnelli vada in fondo col ricorso e chieda la riapertura del processo sportivo andando anche a Strasburgo se occorre per far luce su questa  questione palesemente sporca, farsa, disgustosa e insopportabile e dare giustizia alla juve violentata con i suoi tifosi 10 anni fa. Sarebbe lo scudetto più grande che riuscirebbe a conquistare. Io ci spero sempre!

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25 minuti fa, lauberna ha scritto:

In cuor mio spero sempre che Andrea Agnelli vada in fondo col ricorso e chieda la riapertura del processo sportivo andando anche a Strasburgo se occorre per far luce su questa  questione palesemente sporca, farsa, disgustosa e insopportabile e dare giustizia alla juve violentata con i suoi tifosi 10 anni fa. Sarebbe lo scudetto più grande che riuscirebbe a conquistare. Io ci spero sempre!

Strasburgo non si occupa di processi sportivi.

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"...Lanese incontrava i designatori e le società perché alle elezioni politiche l’Aia in Figc voleva sette voti, invece che sei. Quindi questi incontri venivano fatti per sentire i pareri delle varie società. La Juventus non era assolutamente l’unica ad incontrare esponenti dell’AIA ma non c’era comunque niente di illecito e vietato. Tutte le società tipo il Livorno, il Vicenza, il Torino, la Salernitana e anche società di primo livello come Milan e Inter lo facevano, come dimostrano le intercettazioni telefoniche. Questa non è una giustificazione per alleviare le proprie colpe e nemmeno un’accusa a quelli che non sono stati coinvolti, perché non c’era proprio nessuna responsabilità da imputare. Il problema è che si è voluto indicare quasi solo i comportamenti dei dirigenti della Juventus..."

 

Questo è il sunto. Parole da scolpire nel marmo 

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Ormai si può fare poco. Quello che si poteva e doveva fare era andare al TAR, bloccare i campionati e affiancarsi alla difesa di Moggi che ha scoperchiato il calderone. Per questo sarò sempre grato a Luciano, senza di lui non avremmo mai saputo la verità.

Inviato dal mio GT-I9082 utilizzando Tapatalk

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Un giorno prima o poi quando i protagonisti saranno tutti belli che sepolti  ci faranno un bel film :

 

"La Grande Farsa Italiana"

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Nel 2018 la verità è conosciuta solo su vecchiasignora.com e non esce al di fuori di queste mura purtroppo.


Vediamo di vincere lo scudetto, la fame non passa mai, soprattutto dopo aver vissuto questo scempio.

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26 minuti fa, Godo93 ha scritto:

Un giorno prima o poi quando i protagonisti saranno tutti belli che sepolti  ci faranno un bel film :

 

"La Grande Farsa Italiana"

Io purtroppo credo invece che ormai abbia preso piede l'idea generale (che fa comodo) che non é stata una farsa ma un processo normale. E lo dico a malincuore, perché anche molti compagni di tifo come me più giovani che sono sui vent'anni e che non si sono informati guardano al 2006 con una certa remora, come quelli che si proclamano "juventini, ma onesti" o quelli che "é vero che abbiamo fatto cose losche anche se non ne avevamo bisogno" Credo che in futuro si guarderà al 2006 come "il periodo in cui la Juve rubava ma poi é stata punita". Perché, come ho detto, é comodo dire che la Juve rubava invece che guardare bene cos'è accaduto. Forse un giorno le carte della Boccassini verranno aperte al pubblico, e chissà... 

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Non posso più leggere sta roba, la leggiamo, comprendiamo e accettiamo solo noi. Per il resto del mondo il dado è tratto e non frega nulla a nessuno. Ma d'altronde se non si è ancora riusciti a far capire alla gente che NESSUN arbitro è mai stato rinchiuso negli spogliatoi figuriamoci far comprendere cose molto più complesse

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9 minuti fa, LukeCreed ha scritto:

Io purtroppo credo invece che ormai abbia preso piede l'idea generale (che fa comodo) che non é stata una farsa ma un processo normale. E lo dico a malincuore, perché anche molti compagni di tifo come me più giovani che sono sui vent'anni e che non si sono informati guardano al 2006 con una certa remora, come quelli che si proclamano "juventini, ma onesti" o quelli che "é vero che abbiamo fatto cose losche anche se non ne avevamo bisogno" Credo che in futuro si guarderà al 2006 come "il periodo in cui la Juve rubava ma poi é stata punita". Perché, come ho detto, é comodo dire che la Juve rubava invece che guardare bene cos'è accaduto. Forse un giorno le carte della Boccassini verranno aperte al pubblico, e chissà... 

Ti sbagli la verità viene sempre a galla , spesso quando oramai non conta più una mazza ma prima o poi la verità diventa pubblica.

 

Quando hanno assassinato JFK ci hanno messo un'attimo a creare un processino farsa a condannare chi catzo gli pareva a loro e

chiudere la faccenda subito.Poi gli anni passano e le teorie complottistiche diventano un film che ti fanno capire che non dicono

altro che la verità.Ancora oggi dopo 50 anni e passa la versione dello Stato è sempre quella ma lo sa anche l'ultimo degli scemi

in America che JFK l'hanno fatto fuori uomini dell'establishment,  non certo un pazzo come vogliono fargli credere.

 

In Italia sta succedendo la stessa cosa con David Rossi e la vicenda di Monte dei Paschi,

l'hanno capito tutti che qualcuno l'ha fatto fuori , ci sono prove ovunque , eppure che succede ?

Niente, qualsiasi apparato statale continua ad archiviare e farlo passare per un suicidio.

Poi ti dicono che vivi in Democrazia .doh

 

Insomma la sostanza è che queste puttanat* succedono purtroppo ,

e la storia ci insegna che finchè i "padrini" di questi veri e propri complotti non muoiono 

la verità non diventa mai pubblico affare.

 

Lascia passare 20-30 anni e sono più che certo che verrà ricordata come una Farsa pazzesca ,

una volta morti tutti i mandanti (e che la verità non conterà più una mazza perchè non cambierà nulla)

allora vedi come diventa di dominio pubblico.

 

 

 

 

 

 

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È incredibile, non è possibile leggere senza magone... È agghiacciante e ogni volta peggio della precedente.

Gli altri parlano di "poteri forti" e di "palazzi" e amenità sul genere basandosi su illazioni e inutili considerazioni dettate dal senso comune (pattume) quando invece noi,

 

N O I

 

abbiamo la certezza dal 2006 che la partita, il campo, è solo una piccola punta di iceberg attaccata ad un baraccone di medra nel quale si decide come vanno le cose o SI TENTA DI FARLO (a nostro discapito o in ogni caso a favore dei soliti).

Maledico la fortuna orrenda che ebbero questi individui nel vedersi il compito facilitato ed "invogliato" da un nostro momento societario caotico e fuori controllo, allucinante...

Mai più dovranno sperare di poter tirare fuori la testa dalle fogne ma proprio mai mai mai!

Fallissero o meglio ancora SPARISSERO sarebbe straordinario

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Io devo ancora capire su quali basi la "giustizia sportiva" non ha ancora tolto lo scudetto di cartone all'Inter. Appurato che era tutto una farsa, resta il fatto che c'erano chiamate anche per loro e che sono andati in prescrizione, quindi perché non hanno fatto niente? Noi siamo stato scagionati da tutto e non ci hanno ridato i nostri due scudetti - anche questo, per motivi ignoti - mentre loro si tengono un nostro scudetto per quali ragioni?

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La più grande FARSA della storia dello sport (e non solo).

 

 Uno schifo assoluto.

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8 minuti fa, Godo93 ha scritto:

Ti sbagli la verità viene sempre a galla , spesso quando oramai non conta più una mazza ma prima o poi la verità diventa pubblica.

 

Quando hanno assassinato JFK ci hanno messo un'attimo a creare un processino farsa a condannare chi catzo gli pareva a loro e

chiudere la faccenda subito.Poi gli anni passano e le teorie complottistiche diventano un film che ti fanno capire che non dicono

altro che la verità.Ancora oggi dopo 50 anni e passa la versione dello Stato è sempre quella ma lo sa anche l'ultimo degli scemi

in America che JFK l'hanno fatto fuori uomini dell'establishment,  non certo un pazzo come vogliono fargli credere.

 

In Italia sta succedendo la stessa cosa con David Rossi e la vicenda di Monte dei Paschi,

l'hanno capito tutti che qualcuno l'ha fatto fuori , ci sono prove ovunque , eppure che succede ?

Niente, qualsiasi apparato statale continua ad archiviare e farlo passare per un suicidio.

Poi ti dicono che vivi in Democrazia .doh

 

Insomma la sostanza è che queste puttanat* succedono purtroppo ,

e la storia ci insegna che finchè i "padrini" di questi veri e propri complotti non muoiono 

la verità non diventa mai pubblico affare.

 

Lascia passare 20-30 anni e sono più che certo che verrà ricordata come una Farsa pazzesca ,

una volta morti tutti i mandanti (e che la verità non conterà più una mazza perchè non cambierà nulla)

allora vedi come diventa di dominio pubblico.

 

 

 

 

 

 

Sono d'accordo. Prima o poi qualcuno parlerà, e allora salterà fuori che fu tutto uno stratagemma per far fuori la Juve a favore di altre. Forse sapevano che noi saremmo stati forti da tirarci su di nuovo e nel frattempo hanno dato gioia e piacere a seguire il calcio anche ad altri tifosi. Per questo adesso temo ogni volta che provano a fare qualcosa contro di noi - Conte/Agnelli - perché vinciamo troppo e diamo fastidio. Ma stavolta non ci riusciranno, sono certo che A.Agnelli ed Elkann non lo permetterebbero mai.

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43 minuti fa, Godo93 ha scritto:

Ti sbagli la verità viene sempre a galla , spesso quando oramai non conta più una mazza ma prima o poi la verità diventa pubblica.

 

Quando hanno assassinato JFK ci hanno messo un'attimo a creare un processino farsa a condannare chi catzo gli pareva a loro e

chiudere la faccenda subito.Poi gli anni passano e le teorie complottistiche diventano un film che ti fanno capire che non dicono

altro che la verità.Ancora oggi dopo 50 anni e passa la versione dello Stato è sempre quella ma lo sa anche l'ultimo degli scemi

in America che JFK l'hanno fatto fuori uomini dell'establishment,  non certo un pazzo come vogliono fargli credere.

 

In Italia sta succedendo la stessa cosa con David Rossi e la vicenda di Monte dei Paschi,

l'hanno capito tutti che qualcuno l'ha fatto fuori , ci sono prove ovunque , eppure che succede ?

Niente, qualsiasi apparato statale continua ad archiviare e farlo passare per un suicidio.

Poi ti dicono che vivi in Democrazia .doh

 

Insomma la sostanza è che queste puttanat* succedono purtroppo ,

e la storia ci insegna che finchè i "padrini" di questi veri e propri complotti non muoiono 

la verità non diventa mai pubblico affare.

 

Lascia passare 20-30 anni e sono più che certo che verrà ricordata come una Farsa pazzesca ,

una volta morti tutti i mandanti (e che la verità non conterà più una mazza perchè non cambierà nulla)

allora vedi come diventa di dominio pubblico.

 

 

 

 

 

 

Lo spero anch'io che prima o poi venga fatta luce...  Anche se purtroppo credo che se e quando accadrà sarà troppo tardi per fare qualcosa

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