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garrison

Pirateria, legittima la piattaforma anti-pezzotto, sarà definitivamente operativa dal 31 gennaio '24

Post in rilievo

Gli abbonati e gli ascolti sono in caduta libera per un prodotto calcio sempre meno credibile e più scadente, non per la pirateria

Lazio-Inter ieri è andata gratuitamente in chiaro e ha fatto segnare circa 100.000 spettatori in meno dell'anno scorso ,visibile per i soli abbonati alla stessa ora

una debacle che conferma il fatto che il nostro campionato non lo guardano nemmeno gratuitamente senza abbonamenti

 

 

 

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4 minuti fa, ciumbia ha scritto:

Gli abbonati e gli ascolti sono in caduta libera per un prodotto calcio sempre meno credibile e più scadente, non per la pirateria

Lazio-Inter ieri è andata gratuitamente in chiaro e ha fatto segnare circa 100.000 spettatori in meno dell'anno scorso ,visibile per i soli abbonati alla stessa ora

una debacle che conferma il fatto che il nostro campionato non lo guardano nemmeno gratuitamente senza abbonamenti

 

 

 

Ma chi la guarda questa pagliacciata guidata da var e politica? Secondo me sarà sempre peggio, e non c'entra l'assenza della Juve dalle prime posizioni 

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Il 16/12/2024 Alle 16:36, garrison ha scritto:

A dir la verità hai fatto tutto te.

Io non vorrei nessuna pena per chi guarda le partite piratate, manco quelle amministrative, tanto più che saranno al 99% morti di fame che le multe non le pagherebbero comunque, figuriamoci sanzioni penali, che già i tribunali e le carceri hannoa ltri problemi, figuriamoci gente che non vuole pagare per vedersi il calcio.

Vorrei proprio che gli fosse impedito di farlo, nel senso che preventivamente si riesce ad impedire ai pirati di distribuire le partite illegalmente facendoci profitto.

Non che sia scomodo, che sia proprio impossibile.

E' probabilmente un'utopia e tale rimarrà, ma siccome mi piace pensare ad un mondo ideale e senza furbi, continuerò a farlo.
Beninteso fosse per me nel vero mondo ideale il calcio sarebbe gratuito e per tutti, mica solo "dei ricchi" o di chi può pagare. Sinché non sarà così però ci sono quelle cose fastidiose chiamate "leggi" ed ogni tanto qualcuno dovrà pure rispettarle.

Tante parole per poi alla fine difendere sempre le multinazionali miliardarie e le piccole élite che lo tirano in c*o ai più poveri.

Le leggi non sono sempre intoccabili soprattutto quelle  ingiuste come giudizio data a furor di popolo e non da 4 idioti al bar. La maggioranza della popolazione ritiene che sia una porcata pagare tanti soldi a quelle reti multimediali per una serie di motivi: servizi pessimi e prezzi in continuo aumento, corruzione nella Uefa e nel calcio in generale, vedere giocare dei calciatori sempre più miliardari quindi privilegiati, società che se ne fregano altamente dei loro tifosi e li prendono per il collo fra stadio, merchandising ecc ecc.    

Le persone fanno bene a piratare "questo" calcio, tanto più che così facendo non fanno questo gran male ad alcuno. 

 

 

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Quoto

Scoperta a Napoli centrale dello streaming illegale

Arrestato il promotore: con due complici avrebbe creato una rete che trasmetteva illecitamente contenuti coperti da copyright. 6000 gli abbonati

Nascondendosi dietro un'identità fittizia, promuoveva sul web e sui social network una Iptv illegale, utilizzata per trasmettere palinsesti, serie televisive e altri contenuti d'intrattenimento delle principali piattaforme di streaming. Un servizio del quale usufruivano oltre seimila utenti, che pagavano un abbonamento variabile tra i 10 e gli 80 euro annuali.

I finanzieri del nucleo di Polizia economico-finanziaria di Napoli, in collaborazione con il Nucleo speciale Tutela Privacy e Frodi tecnologiche di Roma, hanno eseguito un’ordinanza applicativa di misure cautelari emessa dal gip del Tribunale di Napoli nei confronti di tre persone, gravemente indiziate di aver preso parte, a vario titolo, ad un’associazione per delinquere diretta a realizzare plurimi delitti in materia di diritto d’autore e di reinvestimento dei relativi proventi illeciti, il cui promotore è risultato coinvolto, inoltre, nella commercializzazione di video e foto pedopornografici, che venivano venduti via Whatsapp con tanto di listino prezzi e un conto dedicato.

Nei confronti di quest'ultimo, un napoletano di vent'anni, è stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre i due complici sono stati sottoposti all’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria. Ai clienti che hanno fruito dello streaming illegale saranno irrogate sanzioni amministrative comprese tra 150 e 5mila euro.

Le indagini dirette dalla Procura di Napoli, terza Sezione Criminalità economica, hanno consentito di accertare che il promotore del sodalizio si avvaleva di due complici che reclutavano i clienti e fornivano loro assistenza. Complessivamente, sono stati identificati oltre seimila utenti privati che avrebbero fatto accesso ai contenuti multimediali non autorizzati attraverso 46 siti web, di cui 19 inibiti nel corso delle indagini e 27 sequestrati. Tra questi ultimi, figura anche il "sito madre", ossia il link che, mediante un complesso sistema di reindirizzamento, portava gli utenti a un nuovo indirizzo web quando la pagina originale non era più esistente in rete.

Nel primo periodo di operatività del sodalizio, il prezzo degli abbonamenti, variabile tra 10 euro mensili e 80 euro annuali, veniva pagato in contanti o mediante accrediti su conti italiani ed esteri. Successivamente, circa 2mila utenti avrebbero eseguito pagamenti in criptovaluta confluiti su 64 wallet digitali, anch’essi sequestrati. La Iptv "pirata" avrebbe generato un giro di affari ammontante, in soli quattro anni, a oltre 850mila euro.

 

Fonte: Rainews

 

 

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Mah...secondo me manco loro sanno cosa bloccano.

Il pessotto è una cosa, i siti pirata un altro.

Bloccheranno Roja e qualcosa?🤔

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Certo che tra spendere soldi o peggio caricarsi un guaio per guardare sto schifo guidato da collusi....corrotti e malaffare non ha proprio senso.....4 chiacchere sul forum e ndu colo a tutti quanti......  e mo cercate i soldi da qualche altra parte..... ignoranti

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1 ora fa, Gidan73 ha scritto:

Mah...secondo me manco loro sanno cosa bloccano.

Il pessotto è una cosa, i siti pirata un altro.

Bloccheranno Roja e qualcosa?🤔

Roja non si può bloccare perché non trasmette nulla, è solo un aggregatore di link consigliati

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.ghgh
Canna del gas
 
Gio, 9 Gen 2025

Serie A, Juventus-Milan sarà trasmessa in diretta in chiaro su DAZN

L’accesso free all’incontro, valido per il campionato di Serie A, sarà possibile fino a un massimo di circa 2 milioni di utenti.

 

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Quoto

Piracy Shield, la piattaforma nazionale antipirateria, ora deve oscurare anche film, musica e serie tv pirata

Lo strumento voluto in Italia per il blocco automatico dei contenuti pirata potrà agire entro 30 minuti anche su cinema e musica, nonostante le critiche dell'Unione europea sulla compatibilità con le sue regole Piracy Shield Piracy Shield, la legge anti-pirateria italiana sotto la lente della Commissione europeaCANVA Il Piracy Shield esce definitivamente dalla fase sperimentale e si prepara a diventare lo strumento principale per contrastare la pirateria audiovisiva in Italia. L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom), ha approvato mercoledì 30 luglio le modifiche al Regolamento sul diritto d'autore online che ampliano significativamente l'ambito d'intervento della piattaforma. La decisione, ratificata dal Consiglio dell'Autorità e annunciata ufficialmente giovedì 1° agosto, estende le ingiunzioni dinamiche a tutti i soggetti titolari di eventi live, includendo per la prima volta film, serie televisive e contenuti musicali nella lista dei materiali che possono essere bloccati automaticamente entro trenta minuti dalla segnalazione, come già anticipato da Wired nei mesi scorsi. Una telecamera inquadra una partita di calcio Cala la scure sul pezzotto, ci sono i primi dati degli utenti multati Sono stati diffusi dalla guardia di finanza, che applica la legge del 2023 contro lo streaming illegale L'evoluzione del sistema antipirateria Piracy Shield non è più solo uno strumento contro lo streaming illegale di eventi sportivi. Come voleva Agocm, è diventato una piattaforma più ampia, pensata per intervenire su tutti i contenuti protetti da copyright. A volerlo sono state soprattutto le associazioni di categoria. Durante la sua assemblea di dicembre 2024, la Fapav — la federazione che rappresenta le imprese dell’audiovisivo — aveva chiesto esplicitamente che il sistema venisse esteso anche a film e serie tv, sottolineando i gravi danni economici causati dalla pirateria. Le nuove disposizioni permetteranno di disabilitare l'accesso a contenuti diffusi illecitamente durante i primi trenta minuti della trasmissione di eventi in diretta, prime visioni cinematografiche, programmi di intrattenimento e opere musicali assimilabili. Il sistema tecnico funziona in due modi: da un lato impedisce al domain name system (dns) — il sistema che traduce gli indirizzi web in numeri comprensibili ai computer — di fare il suo lavoro; dall’altro blocca il traffico verso gli indirizzi ip usati soprattutto per attività illegali. Tuttavia, diversi esperti hanno già segnalato che il sistema non ha protezioni efficaci per impedire che blocchi anche servizi legittimi. È successo, per esempio, con alcune reti di Cloudflare, e in un’occasione YouTube e Google Drive sono rimasti inaccessibili per milioni di utenti italiani. Inoltre, con il nuovo regolamento, a essere sanzionate non sono più solo le piattaforme che ospitano contenuti illegali o gestiscono il traffico online, ma si estendono anche agli altri servizi tecnici che rendono possibile l’accesso a quei contenuti. Tra questi ci sono le vpn (le virtual private network, che consentono di proteggere la navigazione in rete), i dns pubblici e i motori di ricerca. L’obiettivo è coinvolgere tutti gli attori della rete che, anche indirettamente, rendono possibile accedere a contenuti pirata, e rendere più difficile per gli utenti aggirare i blocchi usando strumenti alternativi. Questo rafforzamento del sistema arriva insieme a un aumento delle sanzioni per chi guarda o scarica contenuti illegali: una proposta di legge di Fratelli d’Italia e Lega punta a triplicare le multe, che potrebbero arrivare fino a 16mila euro. Una linea dura che ha suscitato critiche da parte di alcune associazioni per i diritti digitali, preoccupate per il rischio di trattare come criminali semplici utenti. Le tensioni con l'Unione Europea Il rafforzamento di Piracy Shield ha creato tensioni tra le autorità italiane e la Commissione Europea, che a giugno 2025 ha inviato una lettera formale al ministro degli Esteri Antonio Tajani per esprimere dubbi sulla conformità del sistema al Digital services act (Dsa), il regolamento europeo che stabilisce le regole per i servizi digitali e la gestione dei contenuti illegali online. Il nuovo regolamento italiano ha cercato di adattare le norme precedenti del 2013 (delibera 680/13/Cons) alle disposizioni del Dsa e agli emendamenti introdotti dal decreto Omnibus nella legge antipirateria, ma secondo la Commissione, il sistema potrebbe comunque non rispettare pienamente principi chiave come trasparenza, proporzionalità e tutela dei diritti degli utenti, soprattutto perché il Dsa non prevede che le autorità nazionali possano emettere ordini di blocco senza una chiara base giuridica europea. Le preoccupazioni europee riguardano soprattutto la rapidità con cui il sistema può bloccare i contenuti pirata, che secondo Bruxelles non garantisce un giusto equilibrio tra la lotta alla pirateria e il diritto alla libertà di espressione e di informazione. Proprio per questi motivi, il 21 maggio 2025, anche la Computer & communications industry association (Ccia), che rappresenta grandi aziende tecnologiche come Apple e Google, ha presentato un reclamo formale alla Commissione, denunciando possibili violazioni del Dsa e delle regole sulla neutralità di Internet. Un altro punto che preoccupa sia la Commissione Europea sia alcune aziende riguarda un possibile conflitto di interessi legato a chi ha sviluppato Piracy Shield, ovvero SP Tech, una società controllata dalla Studio legale Previti per conto della Lega Serie A, che può trarre un vantaggio diretto dalle misure antipirateria, essendo proprietaria o esclusivista dei diritti su molti eventi sportivi. Questo ha sollevato dubbi sull’imparzialità nella gestione della piattaforma. Nonostante ciò, Agcom aveva difeso il sistema attraverso le parole del commissario Massmiliano Capitanio, in quota Lega, che ha dichiarato di non vedere alcun "indebolimento" del sistema e ha ribadito come l'Italia rimanga all'avanguardia nella lotta allo streaming illegale. Il regolamento, approvato nonostante il voto contrario di uno dei commissari di Agcom, Elisa Giomi, dovrà ora essere esaminato dall’Unione Europea per verificarne la piena conformità alle norme comunitarie.

Fonte : Wired

Ieri hanno iniziato con le partite, e tutti zitti perché tanto è pirateria. Oggi tocca a film, concerti, serie tv. E va bene così, tanto io ho Netflix e Spotify. Domani magari toccherà a un sito d’informazione non allineato. Dopodomani a un blog scomodo. Poi a un account social troppo critico, a una newsletter, a un forum. E quando ci accorgeremo che basta una segnalazione, un algoritmo e una piattaforma con abbastanza potere per far sparire qualsiasi cosa, sarà troppo tardi.

Non serve più censurare con la forza. Basta farlo in silenzio, in automatico, in opacità. Un blocco alla volta, una modifica marginale alla volta. E intanto ci abituiamo.

Il punto non è difendere chi pirata. Il punto è che stiamo creando un sistema dove chiunque può essere oscurato, senza contraddittorio e senza strumenti reali di difesa.

Per esempio, prendiamo un sito di fantasia, informazionecontroilgoverno.it, che pubblica solo testi originali, scritti da loro, senza foto o video protetti. Sembrerebbe difficile da bloccare, ma non è così. Basta infatti che qualcuno trovi una citazione riportata senza autorizzazione, un piccolo logo o una minima immagine presa da un’altra fonte, magari un estratto di un articolo o un’intervista coperta da copyright, e con questa segnalazione si può attivare il meccanismo di Piracy Shield. Nel giro di 30 minuti, tutti i provider italiani ricevono l’ordine di oscurare il sito, bloccando l’accesso via DNS o IP, senza alcun preavviso e senza possibilità di difesa immediata per i gestori del sito. Il blocco può durare giorni o settimane, durante i quali quel sito diventa praticamente invisibile per la maggior parte degli utenti italiani.

E questo anche se il sito produce la totalità dei contenuti in modo originale. Perché il sistema funziona su segnalazioni tecniche che non passano da un controllo giudiziario preventivo, e può essere usato come arma per far sparire rapidamente dalla rete chi non è gradito.

E dovremmo essere tutti molto preoccupati. Perché quella rete libera che conoscevamo sta diventando qualcos’altro. E no, la Cina e la Corea del Nord non sono poi così lontane.

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Cloudflare contro Agcom e Piracy Shield: furiosa per la multa, minaccia di abbandonare l’Italia

 

Matthew Prince, CEO e fondatore di Cloudflare, con un lungo post su X definisce disgustosa la multa che Agcom ha comminato a Cloudflare. Insieme al ricorso minaccia di lasciare l’Italia e di non investire più nel nostro paese. Musk lo spalleggia.

 

Google e Cloudflare, due giganti del web e due decisioni opposte. La prima ha scelto di adeguarsi recependo i blocchi della piattaforma antipirateria Piracy Shield, la seconda invece ha deciso di combattere per la libertà di internet, definendo il blocco di IP e DNS una forma di censura.

Una scelta che le è costata 14 milioni di euro di multa da parte di Agcom per violazione della legge antipirateria.

Cloudflare, nelle scorse ore, ha risposto per mano del suo CEO e fondatore Matthew Prince alla sanzione con una dichiarazione molto polemica diretta soprattutto ad Agcom, nella quale minaccia non solo battaglia ma anche di ritirare investimenti e servizi dal’Italia.

Una scintilla che ha fatto scoppiare una bomba: tantissimi, da Elon Musk a David Heinemeier Hansson, creatore di Rails e nome molto noto in rete hanno dato supporto a Prince che ha provato, nella sua dichiarazione, a coinvolgere anche l’amministrazione Trump tramite il vicepresidente Usa Vance per trasformare la multa in un vero e proprio caso diplomatico. 

Ecco la dichiarazione:

 

Ieri un organismo quasi-giudiziario in Italia ha multato @Cloudflare per 17 milioni di dollari per non aver assecondato il loro piano di censura di Internet. Il piano, che persino l'UE ha definito preoccupante, ci imponeva, entro soli 30 minuti dalla notifica, di censurare completamente da Internet qualsiasi sito che un'oscura cricca di élite mediatiche europee ritenesse contrario ai propri interessi. Nessuna supervisione giudiziaria. Nessun giusto processo. Nessun appello. Nessuna trasparenza. Ci imponeva non solo di rimuovere i clienti, ma anche di censurare il nostro resolver DNS 1.1.1.1, il che significava rischiare di oscurare qualsiasi sito su Internet. E richiedeva di censurare i contenuti non solo in Italia, ma a livello globale.

In altre parole, l'Italia insiste sul fatto che un'oscura cricca mediatica europea debba poter dettare cosa è e non è permesso online.

Tutto ciò, ovviamente, è DISGUSTOSO e, anche prima della multa di ieri, avevamo diverse sfide legali in corso contro il sistema alla base di tutto questo. Noi, ovviamente, ora combatteremo questa multa ingiusta. Non solo perché è sbagliato per noi, ma perché è sbagliato per i valori democratici.

Inoltre, stiamo valutando le seguenti azioni:

  1. interrompere i servizi di sicurezza informatica pro bono da milioni di dollari che stiamo fornendo per le imminenti Olimpiadi di Milano-Cortina;
  2. interrompere i servizi di sicurezza informatica gratuiti di Cloudflare per qualsiasi utente con sede in Italia;
  3. rimuovere tutti i server dalle città italiane;
  4. cancellare tutti i piani per costruire un ufficio Cloudflare in Italia o effettuare investimenti nel paese.

A giochi stupidi, premi stupidi. Sebbene ci siano cose che gestirei diversamente rispetto all'attuale amministrazione statunitense, apprezzo che @JDVance stia assumendo un ruolo di leadership nel riconoscere che questo tipo di regolamentazione è una questione fondamentale di commercio sleale che minaccia anche i valori democratici. E in questo caso @ElonMusk ha ragione: la #LibertàDiParola (#FreeSpeech) è fondamentale e sotto attacco da parte di una cricca scollegata dalla realtà di decisori politici europei molto disturbati.

Sarò a Washington DC all'inizio della prossima settimana per discutere di questo con i funzionari dell'amministrazione statunitense e incontrerò il CIO a Losanna subito dopo per delineare il rischio per i Giochi Olimpici se @Cloudflare ritirasse la nostra protezione di sicurezza informatica.

Nel frattempo, restiamo disponibili a discutere la questione con i funzionari del governo italiano che, finora, non sono stati disposti a impegnarsi oltre l'emissione di multe. Crediamo che l'Italia, come tutti i paesi, abbia il diritto di regolamentare i contenuti sulle reti all'interno dei propri confini. Ma devono farlo seguendo lo Stato di Diritto e i principi del Giusto Processo. E l'Italia non ha certamente alcun diritto di regolamentare cosa è e non è permesso su Internet negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Canada, Cina, Brasile, India o ovunque al di fuori dei suoi confini.

QUESTA È UNA BATTAGLIA IMPORTANTE E VINCEREMO!!!

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Cloudflare e' stata invitata piu' volte a collaborare e non ha mai risposto. Piracy Shield e' uno schifo, ma anche Cloudflare non ne esce bene.

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20 minuti fa, Aho ha scritto:

Cloudflare e' stata invitata piu' volte a collaborare e non ha mai risposto. Piracy Shield e' uno schifo, ma anche Cloudflare non ne esce bene.

Il punto è che quello che si vuole fare il piracy shield è tecnicamente impossibile. Solo una persona che non sa nemmeno lontanamente dove abiti il reale mondo informatico poteva partorire una stupidaggine del genere. E' praticamente una lotta contro i mulini a vento. La lega serie A vuole vendere? Aumenti la qualità del prodotto, non il prezzo.

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32 minuti fa, N3dved ha scritto:

Il punto è che quello che si vuole fare il piracy shield è tecnicamente impossibile. Solo una persona che non sa nemmeno lontanamente dove abiti il reale mondo informatico poteva partorire una stupidaggine del genere. E' praticamente una lotta contro i mulini a vento. La lega serie A vuole vendere? Aumenti la qualità del prodotto, non il prezzo.

E' complesso ma non impossibile. Cloudflare quando vuole sa gestire casi di abuse handling di propria iniziativa, e' che con piracy shield non lo vuole fare. Si puo' discutere se piracy shield sia giusto o sbagliato, ma Cloudflare avrebbe dovuto mettersi d'accordo con l'Agcom che e' una autorita' dello stato e non un pinco pallino qualunque.

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1 ora fa, Aho ha scritto:

Cloudflare e' stata invitata piu' volte a collaborare e non ha mai risposto. Piracy Shield e' uno schifo, ma anche Cloudflare non ne esce bene.

Hanno ragione perché loro si sottomettono alla giustizia non al primo fesso che parla, loro dicono se mi chiama un giudice che mi dice che devo presentargli gli accessi io li accontento...

Non se mi chiama una stupida agenzia che pretende...

Anche perché con le loro richieste hanno fatto chiudere gli accessi a gente che non avevano niente a che fare con la pirateria, se ci chiamano a pagare i danni chi paga..

 

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Il 02/08/2025 Alle 10:23, rasputin26 ha scritto:

Basta infatti che qualcuno trovi una citazione riportata senza autorizzazione, un piccolo logo o una minima immagine presa da un’altra fonte, magari un estratto di un articolo o un’intervista coperta da copyright, e con questa segnalazione si può attivare il meccanismo di Piracy Shield.

Non credo sia così semplice, altrimenti YouTube - ad esempio - non avrebbe praticamente più contenuti.

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Il problema e' che oltre a costare e che in Italia siamo il paese dei furbi, o presunti, le nuove generazioni hanno poca voglia di guardare il calcio, gli amici di mia figlia e di mio genero ne sono un esempio, pochi seguono il calcio e di questi pochi il 90% guarda il risultato e gli highlights su youtube.

 

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1 ora fa, Wolfman45 ha scritto:

Il problema e' che oltre a costare e che in Italia siamo il paese dei furbi, o presunti, le nuove generazioni hanno poca voglia di guardare il calcio, gli amici di mia figlia e di mio genero ne sono un esempio, pochi seguono il calcio e di questi pochi il 90% guarda il risultato e gli highlights su youtube.

 

E' una lotta contro i mulini a vento ed è già persa. Inutile parlare di cose (lette anche qui) come obbligare i ragazzi a giocare a calcio, mettere i campi da calcio obbligatori e altre scemenze da Nord Corea. Ai giovani il calcio non interessa più se non quando diventa un contenuto social (e qui la Juve ne fa e farà spesso le spese), un video di un content creator affermato (e magari anche totalmente estaneo al mondo del calcio) o durante eventi di carattere mondiale e di breve durata (ovvero Mondiali & Co.).
Ma a mio parere Dazn e Sky non diminuiranno i prezzi per questo anzi li alzeranno per spremere lo zoccolo duro fintanto che c'è, prima di sparire per ovvi limiti d'età, e controbilanciare il numero totale di utenti in forte e inesorabile calo.

E non c'è pezzotto che tenga. Anche il pezzotto andrà mano a mano perdendo utenti: i giovani a cui non interessa minimamente il calcio men che meno sbattersi (e rischiare) per vederlo, gli anziani che seguono ancora il calcio ma non ne masticano di sta roba e non hanno manco le capacità e infine i "fascia media" che con un lavoro e quindi un'entrata economica stabile continueranno a pagare Dazn e Sky.

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12 ore fa, Aho ha scritto:

E' complesso ma non impossibile. Cloudflare quando vuole sa gestire casi di abuse handling di propria iniziativa, e' che con piracy shield non lo vuole fare. Si puo' discutere se piracy shield sia giusto o sbagliato, ma Cloudflare avrebbe dovuto mettersi d'accordo con l'Agcom che e' una autorita' dello stato e non un pinco pallino qualunque.

Se possibile, la soluzione non è quella del piracy shield. Lo strumento è banale: blocca IP e/o domini. Il punto è: bloccare il dominio è inefficace perché i siti di streaming illegali li cambiano con estrema rapidità e semplicità. Spesso hanno siti di backup già pronti. Bloccare gli IP è una porcata. Un IP non necessariamente punta un singolo sito. Spesso siti con contenuti totalmente diversi tra loro condividono l'ip e qui entra in gioco cloudfare che offre servizi con architetture di questo tipo (ma non esiste solo cloudflare eh). Bloccare un IP di quel tipo significa bloccare il sito pirata e altri 100 siti che magari trattano roba del tutto legale. Non per niente con sto piracy shield avevano bloccato Google drive. Aggiungiamoci che esistono le vpn e che il processo parte da aziende private che segnalano IP e domini con tutti i rischi del caso. Ripeto, è una lotta contro i mulini a vento e una porcata tutta italiana. Capisco la lotta alla pirateria ma fatta così è uno spreco di risorse. De Siervo pensasse in primis alla qualità del prodotto. In questo momento la lega serie A non è nemmeno in grado di confezionare bene quello che ha.

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1 ora fa, N3dved ha scritto:

Se possibile, la soluzione non è quella del piracy shield. Lo strumento è banale: blocca IP e/o domini. Il punto è: bloccare il dominio è inefficace perché i siti di streaming illegali li cambiano con estrema rapidità e semplicità. Spesso hanno siti di backup già pronti. Bloccare gli IP è una porcata. Un IP non necessariamente punta un singolo sito. Spesso siti con contenuti totalmente diversi tra loro condividono l'ip e qui entra in gioco cloudfare che offre servizi con architetture di questo tipo (ma non esiste solo cloudflare eh). Bloccare un IP di quel tipo significa bloccare il sito pirata e altri 100 siti che magari trattano roba del tutto legale. Non per niente con sto piracy shield avevano bloccato Google drive. Aggiungiamoci che esistono le vpn e che il processo parte da aziende private che segnalano IP e domini con tutti i rischi del caso. Ripeto, è una lotta contro i mulini a vento e una porcata tutta italiana. Capisco la lotta alla pirateria ma fatta così è uno spreco di risorse. De Siervo pensasse in primis alla qualità del prodotto. In questo momento la lega serie A non è nemmeno in grado di confezionare bene quello che ha.

La soluzione non è Piracy shield perchè il problema non era e non è la pirateria.Il calcio italiano ha sempre campato di diritti tv molto bene lo stesso nonostante la pirateria. Quando poi in seguito a determinate porcate contro la Juventus si è innescata la campagna disdette che con effetto a valanga ha coinvolto anche altre tifoserie...e sono dovuti andare al rinnovo della concessione dei diritti con DAZN che non voleva rinnovare ed ha rinnovato al ribasso....allora hanno promesso che avrebbero fatto qualcosa contro il movimento delle disdette...non hanno semplicemente accettato che il cliente in presenza di un prodotto adulterato smetta di comprarlo..( cosa per la quale qualsiasi azienda dovrebbe mettersi in discussione ) e così hanno pensato bene che le disdette esistevano perchè tanto chi disdice guarda il prodotto lo stesso illegalmente e che ripristinando il monopolio di fatto avrebbero ripreso gli abbonati. Ed è un enorme minchiata, perchè la gente non ha smesso di comprare il prodotto perchè ha un alternativa free quindi perchè non vuole pagare, ma semplicemente perchè il prodotto manipolato ed adulterato da una FIGC e una giustizia sportiva non credibile, agli occhi dei clienti non vale più la pensa di essere fruito se non gratis..e se non gratis si può stare anche senza.

Non hanno compreso questo perchè siccome sono dei dittatori e dei mafiosi,e il loro obiettivo non è  sviluppare il calcio ed esercitare giustizia ed equità ma conservare le loro poltrone e manipolare il prodotto secondo logiche di potere , politiche e di controllo delle masse, non accettano che il cliente abbia il potere di autodeterminarsi di influire su una gara sui diritti tv, sul funzionamento corrotto  della giustizia sportiva, sul sostentamento di questo sistema losco e mafioso. Pretendono che siccome loro hanno il monopolio delle immagini del calcio, il cliente sotto debba comprarle per forza e per forza da loro in ogni caso e debba subire qualsiasi cosa loro decidano e qualsiasi modo di gestione sporca  abbiano del prodotto.Religione in pratica... E non hanno capito quindi che il calcio è del popolo, (frase con cui si sono riiempiti la bocca a proposito della superlega solo a livello di retorica) non è loro non è di Gravina , della Lega serie A , di DAZN di Sky, senza i tifosi il calcio non esiste , o esiste a livello di torneo amatoriale...cosa che sta avviandosi a diventare sempre più...

E non hanno nemmeno capito che sono l'unico paese che ha un problema di questo tipo e cioè di credibilità del prodotto calcio perchè na dirigenza federale così marcia non c'è da nessuna parte...nessuno degli altri paesei ha azzerato la propria realtà di punta due volte in vent anni con due persecuzioni politico giudiziarie tagliando le gambe al sistema ...negli altri paesi la pirateria è un problema relativo gestito con politiche di marketing, ticketing, fidelizzazione dei clienti, sviluppo del prodotto....solo che qui non basta perchè il prodotto è marcio, percui hai una bel gonfiare il petto e mostrare i bicipiti con piracy shield , fare le campagne pubblicitarie etc etc....di abbonamenti non ne recuperi uno che sia uno non è l'occasione di avere il calcio piratato che ha provocato le disdette , la campagna disdette ha veicolato non divieti di abbonarsi, chi lo vuole fare è libero,ma consapevolezza del cliente rispetto al suo potere di protestare ed astenersi dal comprare, rispetto alla vera qualità e genuinità ( scarsa ) del prodotto ed all imbroglio che c'è dietro. E la gente in presenza di questa consapevolezza...che abbia o meno uno streaming illegale con cui guardare non recede dalla mancata fiducia in chi gli propina il prodotto ufficiale, la fiducia a guadagnarla ci si mette tanto e a perderla disastrosamente poco...pochissimo...e questi hanno già fatto in questa direzione..

 

E infatti non stanno centrando il bersaglio, danno la caccia ai fantasmi col bazooka e finiscono per sparare su internet  a casaccio e siccome non funziona, il loro obiettivo di recuperare abbonamenti non si avvicina nemmeno, continuano sempre più incattiviti e con la bava alla bocca...sempre più rabbiosi, sempre più con una propaganda minacciosa a cui non crede nessuno,  convinti che quando avranno debellato la pirateria ( auguroni!!!)  allora gli juventini e gli altri clienti perduti  acquisteranno di nuovo da loro ( e l'unico modo che avrebbero per riavere i clienti sarebbe dimettersi tutti e riformare il sistema risarcendo i danni delle porcate) ...solo che non è così e in questa foga si stanno muovendo come elefanti in cristalleria rompendo e facendo danni enormi nella rete a soggetti sempre più potenti...finchè pesteranno il piede sbagliato e qualcuno li schiaccerà come moscerini. 

 

Il calcio non è di Gravina , De Siervo, Viglione , Capitanio, Marotta e compagnia....non è di La Russa, il calcio queste persone in Italia lo stanno uccidendo, e per assurdo è Piracy Shield  che uccide il calcio...perchè con quel che stanno facendo stanno polarizzando la gente...e la gente non si schiererà certamente a favore di una dittatura un monopolio , una mafietta su un ambito che percepisce suo, patrimonio popolare.... Stanno andando a fondo utilizzando lo strumento sbagliato per il problema sbagliato in maniera sbagliata, il tutto perchè sono rabbiosi perchè il popolo ha osato toccare e mettere in discussione  il loro potere assolutoe la loro mafietta . Non mi pare una grande idea togliere le  macchie di muffa dalla casa con le bombe a mano, ma continuino pure...forse sarebbe meglio eliminare l'umidità...ma sono ottusi e pieni di se stessi.

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Secondo me questo discorso della pirateria è uguale a quello dell'evasione fiscale. Abbassando i prezzi degli abbonamenti e diminuendo le tasse, molta più  gente si abbonerebbe, molta più gente pagherebbe le tasse. Occorrerebbe intanto trovare il giusto equilibrio tra i guadagni ed il numero di persone che si abbonano e successivamente, aumentando la qualità del prodotto, mantenendo i prezzi bassi, cercare di attirare sempre più clienti.

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a me ricorda invece i centri massaggi cinesi, alcuni vengono chiusi e altri non li chiudono mai, ci sono siti streaming non faccio nomi che sono sempre operativi, sempre da anni, al massimo cambia il dominio finale ma non li fanno mai chiudere, forse fanno comodo ai siti di betting

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10 minuti fa, niofar ha scritto:

Secondo me questo discorso della pirateria è uguale a quello dell'evasione fiscale. Abbassando i prezzi degli abbonamenti e diminuendo le tasse, molta più  gente si abbonerebbe, molta più gente pagherebbe le tasse. Occorrerebbe intanto trovare il giusto equilibrio tra i guadagni ed il numero di persone che si abbonano e successivamente, aumentando la qualità del prodotto, mantenendo i prezzi bassi, cercare di attirare sempre più clienti.

Prima di tutto devi rendere il prodotto credibile. E non lo è. Le disdette non sono questione di prezzo , o lo sono molto relativamente.Finchè non ripulisci dal marcio la federazione la gente non tornerà. Come aprono la bocca Gravina De Siervo Chinè e compagnia si sente puzza di marcio. Il popolo è bue solo fino ad un certo punto....

Vale anche per le tasse eh...più è la fiducia di un popolo in come vengono usate maggiore è la disponibilità a pagarle... premesso che io non evado ma sicuramente investire i miei soldi in armi per ingrassare culi a qualcuno   anzichè in scuole ricerca e sanità non mi motiva a pagare...

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